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Il sangue versato

Nel giorno di mezza estate, quando la notte bisbiglia e la gente diventairrequieta, in una terra incantevole ai limiti del mondo, si compie un delittoferoce. Nella chiesa di Jukkasjärvi, piccola località nei pressi di Kiruna,viene ritrovato il corpo martoriato del pastore Mildred Nilsson, una figuracontroversa che con l’intransigenza delle sue posizioni aveva diviso le animedel paese, attirando odio viscerale e venerazione. L’avvocato RebeckaMartinsson torna a casa per tutt’altre ragioni e, senza volerlo, si trova adare una mano all’ispettrice di polizia Anna-Maria Mella, rientrata allacentrale dalla sua quarta maternità. Perché si è arrivati a tanto furore? Dache parte sta la ragione? Può davvero la colpa essere attribuita con certezza?Nel corso delle indagini, le due donne devono confrontarsi con l’odio el’amore ferito che si mescolano in questa terra solitaria e primitiva nonlontana dal circolo polare artico, dove per mesi non compare mai il sole e lanatura si sveglia d’un tratto rigogliosa di vita. Un nuovo caso per RebeckaMartinsson, in cui Asa Larsson tratteggia con occhio attento e partecipe lacomplessità delle relazioni umane, celebrando allo stesso tempo la seduzionedella natura incontaminata della sua terra che, quasi ai confini dellacivilizzazione, ha serbato intatta la forza arcaica dei sentimenti.

Il sangue dei Troll

Peer e Hilde sono sempre a caccia di avventure, e quando una nave approda nel loro villaggio in cerca di equipaggio, decidono di imbarcarsi. La “Serpe d’Acqua” è diretta verso una terra oltre oceano abitata da un popolo misterioso con la pelle scura. Ma il comandante della nave è davvero solo un onesto mercante? Età di lettura: da 10 anni.
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Roulette russa per Mary Leste

Questa volta Mary Lester è sulla costa nord della Bretagna, a Saint-Quay-Portrieux, dove una strana serie di fatalità si abbatte su una famiglia russa di cinque fratelli che hanno rilevato la gestione del casinò. Ma sono realmente fratelli questi cinque Lissenkov che si somigliano così poco? Non apparterranno, forse, a quella mafia russa che in modo lento ma inesorabile si insinua nell’Europa del crimine? La morte “accidentale” di due di loro fa temere alle autorità di trovarsi di fronte all’inizio di una guerra tra clan che trasformerebbe la tranquilla stazione turistica estiva in un campo di battaglia. Mary viene inviata sul posto come osservatrice e le strane scoperte che fa sul campo non impediscono che altri “incidenti” decimino i Lissenkov. Ma chi può nutrire quest’odio mortale nei loro confronti? Chi li fa fuori uno dopo l’altro con una determinazione implacabile? Sarà necessario tutto il fiuto della giovane ispettrice francese per riuscire a smascherare l’implacabile assassino.

Rosa Candida

Rosa candida by Audur Ava Olafsdóttir
*Rosa candida* riesce a fare quello che ogni lettore si aspetta da un libro: trasportarti in un luogo sicuro, al di fuori del tempo, in uno stato di perfetta innocenza e felicità. Un luogo non molto diverso, a pensarci bene, da quello che raggiunge il giovane Lobbi, giardiniere per vocazione e genitore per caso: il roseto incantato di uno sperduto monastero. Qui un monaco cinefilo si prenderà cura di lui, delle sue rose e delle sue paure. Ma la cosa piú grande che imparerà il candido e stralunato Lobbi sarà l’essere padre.
Lobbi ha ventidue anni quando accetta di prendersi cura di un leggendario roseto in un monastero del Nord Europa. È stata la madre, morta da poco in un incidente d’auto, a trasmettergli l’amore per la natura, i fiori e l’arte di accudirli, il giardinaggio. Cosí Lobbi decide di lasciare l’Islanda, un anziano padre perso dietro al quaderno di ricette della moglie, e un fratello gemello autistico. Lascia anche qualcun altro: Flóra Sól, la figlia di sette mesi avuta dopo una sola notte d’amore (anzi, precisa lui, «un quinto di notte») con Anna.
Con sé Lobbi porta alcune piantine di una rara varietà di rose a otto petali, molto cara alla madre, la Rosa candida. Questi fiori saranno i silenziosi compagni di un viaggio avventuroso come solo i viaggi che ti cambiano la vita sanno essere. Ad accoglierlo al monastero c’è padre Thomas, un monaco cinefilo che con la sua saggezza e una sua personale «cineterapia » saprà diradare le ombre dal cuore di Lobbi. Ma sarà soprattutto l’arrivo di Anna e Flóra Sól in quell’angolo fatato di mondo a provocare i cambiamenti più profondi e imprevisti nell’animo del ragazzo. Perché, per la prima volta, Lobbi scopre in sé un desiderio nuovo, che non è solo amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia.
*Rosa candida* è una gemma piccola ma preziosa che in Francia è diventata un autentico caso letterario grazie al passaparola di lettori e librai affascinati dalla sua forza pacata e magnetica. I commenti dei critici e quelli dei lettori sono unanimi nel riconoscere a *Rosa candida* qualità che sconfinano nell’incanto: «A volte, – scrive una lettrice su internet, – hai l’impressione di sentire il profumo delle rose uscire da queste pagine. Un profumo che si mescola con quello del neonato che diventa lentamente un bambino». Oppure, un altro lettore: «Che splendida storia: pura e rinfrescante come una cascata!» Mentre «Le Point» scrive: «Quanto è dolce questo romanzo, e quanto è delicato e profondo! Di una purezza rara. Può darsi che i bambini non nascano tra le rose, ma una cosa è certa: in Islanda i romanzi sì». Insomma, un entusiasmo contagioso: «Invidio chi non ha ancora letto *Rosa candida*».
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«Non c’è niente di piú piacevole di questo romanzo d’esordio: una bolla di delicatezza e autenticità sfuggita a un’epoca, la nostra, che non conosce piú queste parole».
**«Elle»**
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«Una frase del romanzo lo descrive molto bene: “Guardo solo film piú grandi della vita”. Questo è un libro piú grande della vita. Inizi a leggere e ti ritrovi in uno stato di grazia. L’opposto dei libri che vuoi finire in fretta, perché noiosi o pieni di suspense: qui assapori ogni frase. Una delizia».
** (dal commento di una lettrice su Amazon)**

Il Quinto Evangelo

Il quinto evangelo si compone di trenta “frammenti” di un immaginario vangelo apocrifo. Un amico del card. Biffi, il commendatore milanese Migliavacca, avrebbe accidentalmente scoperto il prezioso testo in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Al di là della finzione letteraria, i frammenti danno voce alle contestazioni più frequenti dell’insegnamento di Gesù, contestazioni mosse dagli stessi credenti e dai non-credenti. Sono interpretati con rara sagacia e profondo umorismo. E alla fine si rivelano come la visione paradossale degli autentici brani evangelici. Per cui, qualcuno, preoccupato, si chiesto: «È mai possibile che un cardinale abbia pubblicato un libro così dissacrante, così eversivo di tutti i principi fondamentali del cristianesimo?».La chiave di lettura di queste pagine è l’ironia, artificio retorico che si affida – forse un po’ troppo – all´intelligenza del lettore. Il senso finale di questi frammenti e dell’elegante ironia è indurci a riflettere sulla nostra fedeltà a Cristo Signore.Spesso le verità cristiane sono contestate dagli stessi credenti. «Di fronte a queste contestazioni sono costretto a osservare: “Ma guarda che nei discorsi di Gesù c’è proprio il contrario di quello che tu dici”. E qualche volta aggiungo: “Forse non abbiamo tra le mani lo stesso vangelo …”. Biffi propone trenta “frammenti” di un immaginario vangelo apocrifo, che un suo amico, il Commendator Migliavacca, avrebbe accidentalmente scoperto in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Questi frammenti sono l’espressione In questi anni in cui i Vangeli apocrifi sono tanto alla moda anche quello scoperto anni fa dal Commendator Migliavacca può essere utile per farci riflettere sulla nostra fedeltà a Cristo Signore.
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### Sinossi
Il quinto evangelo si compone di trenta “frammenti” di un immaginario vangelo apocrifo. Un amico del card. Biffi, il commendatore milanese Migliavacca, avrebbe accidentalmente scoperto il prezioso testo in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Al di là della finzione letteraria, i frammenti danno voce alle contestazioni più frequenti dell’insegnamento di Gesù, contestazioni mosse dagli stessi credenti e dai non-credenti. Sono interpretati con rara sagacia e profondo umorismo. E alla fine si rivelano come la visione paradossale degli autentici brani evangelici. Per cui, qualcuno, preoccupato, si chiesto: «È mai possibile che un cardinale abbia pubblicato un libro così dissacrante, così eversivo di tutti i principi fondamentali del cristianesimo?».La chiave di lettura di queste pagine è l’ironia, artificio retorico che si affida – forse un po’ troppo – all´intelligenza del lettore. Il senso finale di questi frammenti e dell’elegante ironia è indurci a riflettere sulla nostra fedeltà a Cristo Signore.Spesso le verità cristiane sono contestate dagli stessi credenti. «Di fronte a queste contestazioni sono costretto a osservare: “Ma guarda che nei discorsi di Gesù c’è proprio il contrario di quello che tu dici”. E qualche volta aggiungo: “Forse non abbiamo tra le mani lo stesso vangelo …”. Biffi propone trenta “frammenti” di un immaginario vangelo apocrifo, che un suo amico, il Commendator Migliavacca, avrebbe accidentalmente scoperto in un pellegrinaggio a Gerusalemme. Questi frammenti sono l’espressione In questi anni in cui i Vangeli apocrifi sono tanto alla moda anche quello scoperto anni fa dal Commendator Migliavacca può essere utile per farci riflettere sulla nostra fedeltà a Cristo Signore.

Piombo rosso

La lotta armata ha avuto vita così lunga in Italia per due precise ragioni, spesso considerate separatamente da osservatori e studiosi. Capire la sua storia è impossibile senza capire a fondo chi l’ha combattuta, come e con quali fini. Se da un lato il progetto rivoluzionario brigatista ha goduto nei primi anni Settanta di un certo consenso, poi estintosi col mutare delle condizioni del paese, dall’altro lato è sopravvissuto per tanti anni grazie alla “lentezza” dell’azione repressiva dei servizi di sicurezza che, come il libro documenta ampiamente, sin dal 1972 potevano debellare ogni nucleo armato. Finite le Br storiche, oggi ci si chiede: com’è possibile che poche decine di irriducibili mal organizzati, peraltro già noti da tempo ai servizi, abbiano potuto assassinare D’Antona e Biagi, lasciato senza scorta malgrado le minacce risapute? E poi, è solo un “caso” che gli omicidi più eclatanti siano coincisi con momenti delicati della vita economico-politica del paese (per ultimo quello Biagi, piovuto come una bomba sullo scontro governo-sindacato per l’articolo 18)? Se poi si considera che dai tempi di De Lorenzo a oggi i servizi sono stati coinvolti nelle vicende più oscure della nostra storia, fino ai casi di Giuliana Sgrena e Abu Omar, si può capire perché la risposta all’eversione sia materia incandescente, che continua a inquinare il presente. Riflessione che Galli propone anche dopo gli arresti del 12 febbraio 2007, di cui si analizzano il significato e il contesto sociale.
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Pioggia Nera Su Tokyo

John Rain si è operato agli occhi per assomigliare ancora di più a un orientale. Durante la guerra del Vietnam ha lavorato per la CIA. Tornato in Giappone, è diventato un killer. Lavora su commissione. Non importa chi lo paga, la sola cosa che conta è andare a segno. La sua specialità: omicidi che sembrano morti naturali utilizzando tecnologie d’avanguardia. Riceve l’incarico di eliminare Yasuhito kawamura, un corrotto funzionario governativo: lo segue in metropolitana e grazie a un sofisticato sistema elettronico gli provoca un arresto cardiaco e la morte. La settimana successiva incontra per caso la figlia della sua vittima, Midori, una giovane e bella pianista jazz. Ma nel frattempo qualcuno sta iniziando a cercarlo.

Personaggi precari

Nati sul fortunato blog con lo stesso nome, ed evolutisi negli anni tra riviste, radio, fumetti e quotidiani, gli spaesati ‘personaggi precari’ raccontano un panorama umano stralunato e sempre in affanno, ma vigile e disperatamente autoconsapevole. Vanni Santoni, con questo progetto di lungo corso che vede oggi la sua edizione definitiva in volume, ha portato la narrazione del precariato dalla semplice cronaca alla stessa struttura del testo, dando vita a un vero e proprio universo di monadi stranite, ironiche, malinconiche, spietate. Postfazione di Raoul Bruni.

La passeggiata

È mattina presto. Sullo sfondo di una spiaggia deserta, al ritmo dolce delle onde, accade un incontro magico: un figlio trascorre ancora un giorno insieme al padre scomparso. Una passeggiata intrisa di ricordi e di complicità. Padre e figlio si raccontano, finalmente, quello che non hanno mai avuto il coraggio di dirsi. Due amici di età diversa si ritrovano fuori dal tempo. La passeggiata è una storia sospesa tra sogno e realtà. Una felicità malinconica. Poi di nuovo il sorriso. È questa la forza dei sentimenti.
(source: Bol.com)

Pasque di sangue: Ebrei d’Europa e omicidi rituali

Accolto al suo primo apparire da vivaci discussioni e aspre polemiche, questo libro è qui riproposto in una nuova edizione che l’autore ha arricchito con un attento lavoro di chiarimento e approfondimento e con una stringente difesa dei metodi e dei risultati della propria ricerca. Oggetto dell’indagine è il mondo dell’ebraismo ashkenazita medievale, nel quale credenze popolari imbevute di superstizione e magia e di viscerali sentimenti anticristiani configurano una diffusa «cultura del sangue» contrastante con i precetti biblici e rabbinici. In questa cultura trova posto anche una ritualità religiosa stravolta, che porge suo malgrado argomenti alla calunnia dell’omicidio rituale, la terribile «accusa del sangue» origine di tante persecuzioni antiebraiche. E proprio nelle confessioni estorte nei processi per omicidio rituale (come quello famoso celebrato a Trento per la morte del piccolo Simonino) questa cultura viene in qualche modo alla luce. Scavando attorno allo «stereotipo calunnioso» dell’omicidio rituale Toaff fa così emergere una diversa immagine, per molti aspetti inedita, di quelle comunità e fornisce un contributo innovativo alla conoscenza dell’ebraismo europeo.

L’oro dei Medici

Granducato di Toscana, 1597. L’Italia è ormai caduta in mano agli eserciti stranieri, ma fastosa è la sua cultura e floridi i suoi commerci oltre i confini. L’Europa ne riconosce e ne ammira lo splendore e l’eccellenza. I banchieri più potenti al servizio dei sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la guida di un’illustre famiglia di mercanti e banchieri: i Medici. Il loro oro fa invidia a tanti e chi non riesce ad averlo in prestito, tenta di sottrarlo in modo subdolo e illecito. Organizzando, ad esempio, il rapimento dei figli del granduca Ferdinando I. Rapimento, di cui verrà subito a conoscenza il fratellastro di Ferdinando, don Giovanni de’ Medici, geniale architetto, ingegnere, poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante delle belle donne. Così, tra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche, Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato, condurrà un’indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli in un’epica battaglia navale al largo delle coste toscane.
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Granducato di Toscana, 1597. L’Italia è ormai caduta in mano agli eserciti stranieri, ma fastosa è la sua cultura e floridi i suoi commerci oltre i confini. L’Europa ne riconosce e ne ammira lo splendore e l’eccellenza. I banchieri più potenti al servizio dei sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la guida di un’illustre famiglia di mercanti e banchieri: i Medici. Il loro oro fa invidia a tanti e chi non riesce ad averlo in prestito, tenta di sottrarlo in modo subdolo e illecito. Organizzando, ad esempio, il rapimento dei figli del granduca Ferdinando I. Rapimento, di cui verrà subito a conoscenza il fratellastro di Ferdinando, don Giovanni de’ Medici, geniale architetto, ingegnere, poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante delle belle donne. Così, tra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche, Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato, condurrà un’indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli in un’epica battaglia navale al largo delle coste toscane.

Orizzonte del liberalismo

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2002, “Orizzonte del liberalismo”, della filosofa spagnola Maria Zambrano, viene presentato in una nuova edizione arricchita dalla prefazione di Salvatore Veca. “Che cosa è la politica? Da quale radice scaturisce? Cosa significa la politica di fronte alla vita: la segue o la blocca, la afferma o la nega?”. Queste sono le domande che Maria Zambrano si poneva nella sua opera prima, “Orizzonte del liberalismo”, pubblicata nel 1930. Domande che nascevano da una situazione in Spagna e in Europa tra le più drammatiche del secolo scorso, a cui la filosofa offre e ipotizza una soluzione: il liberalismo.
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L’ombra d’argento

Napoli, 1767. Don Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero, osserva compiaciuto gli operai che portano a termine i lavori di restauro della sua cappella di famiglia. Questi uomini non sono semplici operai, ma membri della Fratellanza di cui il Principe è Gran Maestro. Sono Massoni. Prima di congedarli, Don Raimondo fa loro giurare di non rivelare il segreto che essi hanno appena nascosto all’interno della cappella, celato tra i simboli e le sculture. Essi giurano incidendosi la carne con uno stilo e unendo alcune gocce di sangue in una coppa. Qual è questo segreto?
Praga, oggi. Sul Ponte Carlo un uomo sta aspettando qualcuno. Un misterioso bottegaio praghese gli ha dato appuntamento, poche ore prima, per consegnargli qualcosa di prezioso. L’uomo, incuriosito, si è recato all’appuntamento. Ma il vecchio bottegaio non arriva: al suo posto giunge un giovane dal marcato accento siciliano che gli consegna un piccolo sacchetto di velluto «tu saprai cosa farne, Maestro!» dice. È l’inizio di una rocambolesca avventura, che porterà il nostro protagonista da Praga a Napoli fino a giungere a Chartres, in una corsa contro il tempo per risolvere un enigma alchemico millenario. Solo lui infatti, moderno alchimista e colto massone, potrà sciogliere e coagulare la materia con la sapienza necessaria. Solo lui. Martin Rua.
DALLA PREFAZIONE DI LUIGI PRUNETI
“…la mimesi, la creatività fantastica riposa su una solida conoscenza dello specifico esoterico. In altre parole l’inventiva è ora supportata da personaggi storici quali Raimondo di Sangro e Flamel, ora è sostenuta dalla conoscenza delle fasi alchemiche della nigredo, albedo e rubedo o dal sotteso significato simbolico dei ponti che a Praga e a Parigi, rappresentano scenari fondamentali del narrato. […] L’Ombra d’Argento è pertanto un thriller di grande effetto, capace di ammaliare il lettore, costringendolo a divorarlo dalla prima all’ultima pagina, ma al tempo stesso è un’opera colta, intessuta di numerosi e pertinenti riferimenti eruditi, proposta con un linguaggio attuale, semplice, chiaro, capace di accordarsi a situazioni ed eventi”.
NOTE DELL’AUTORE
L’Ombra d’Argento è stato scritto nell’estate del 2007 sotto un pergolato in Grecia. Avevo, allora, l’urgenza di tenere insieme vari episodi della mia vita e collegarli in maniera fantastica. Perché? Semplice, per elevarli a qualcosa di superiore e simbolico. Vi sono personaggi nel romanzo che sono solo nominati: si tratta di persone a me care scomparse troppo prematuramente e che hanno lasciato un vuoto nella mia vita. Volevo che la loro figura fosse legata ad una storia leggendaria, così da renderli immortali. Non so se ci sono riuscito, ma a loro è dedicata questa storia.
Domando scusa al lettore che troverà questo mio primo romanzo acerbo, frettoloso, a tratti incompleto: si tratta di un’opera prima, scritta in soli 40 giorni e che il lungo lavoro di editing successivo ha in parte migliorato, sì, ma senza alterarne l’impianto “giovanile”.
Mi si conceda una seconda possibilità con La Luna di Sabbia, secondo e più complesso romanzo di una trilogia che si concluderà nella primavera del 2012.

Nido vuoto

Una nuova storia per l’ispettore Petra Delicado, già protagonista di “Giorno da cani”, “Messaggeri dell’oscurità”, “Morti di carta”. Cosa succede all’ispettore? In un momento di disattenzione si fa rubare la pistola. Situazione imbarazzante, tanto più che il furto avviene nella toilette di un locale pubblico e la colpevole è una bambina di otto anni. La ricerca della piccola armata precipita l’ispettore e il suo vice nel mondo dell’abuso sui minori. Bambini di strada, bambini sfruttati, figli di immigrati abusati o venduti sul mercato della pornografia. Per la prima volta Petra, a contatto con l’essenza stessa del male, sfiora la depressione e non riesce più a trovare conforto nella solitudine. Provvidenziale, un uomo rassicurante entra nella sua vita, con una caterva di figli nati da precedenti matrimoni. È una ventata di normalità per l’investigatrice mentre le indagini la trascinano verso il fondo più oscuro delle pulsioni umane.