977–992 di 1542 risultati

Angeli pericolosi

Weetzie Bat è una ragazza con i capelli colorati, un giubbotto nero da motociclista e pizzi e gonne da riot girl, vive a Los Angeles e cerca l’amore perfetto. Non nella città che conosciamo, almeno non esattamente, ma in una landa fatata dove tutto è possibile, dove si sposano luci e ombre, oscurità e splendore. Assieme ai suoi amici, Weetzie parte per trovare il fidanzato e la vita dei suoi sogni, tra tentazioni e pericoli terreni e ultraterreni, fate e tossici e spacciatori e vampiri e rockstar e geni e fantasmi, piacere e dolore e tenerezza, zucchero filato e rasoi. Allacciate e intimamente unite alla sua, le vicende di altri personaggi indimenticabili, dalla ribelle Babystrega all’insicura Cherokee, dal punkettaro Dirk al surfista Duck (senza tralasciare l’incredibile Cane Ganzo), in una prova di realismo magico che ricorda “una Isabel Allende post punk, una J.K. Rowling più adulta e scafata, cresciuta alla corte dei Sex Pistols invece che sotto l’ala protettrice di Tolkien”.
**

Un amore malandrino

Lei lo ha derubato
e lui le prende il cuore
Dopo una vita di scandali e scelleratezze, David Reece è deciso a redimersi e a dimostrare di essere degno di fiducia. Così quando il fratello Marcus, duca di Exeter, gli chiede di occuparsi per un breve periodo degli affari di famiglia, David non esita ad accettare. Ma durante un viaggio che lo porta a Londra, la sua carrozza viene assaltata e il prezioso anello con il sigillo degli Exeter viene rubato. David deve assolutamente recuperarlo. Nella trappola ideata per acciuffare il bandito, cade la bellissima Vivian, nientemeno che sua compagna di viaggio. E presto David scoprirà che l’anello non è la sola cosa che vuole da lei.

L’allegra compagnia del sogno

Blake, un giovane che ha lasciato la carriera universitaria così come la vocazione ecclesiastica e poi il suo lavoro di scrittore di opere pornografiche, è ossessionato dall’idea di volare. Riesce a farsi assumere all’aeroporto di Londra e ruba un aereo leggero, col quale precipita nel suo tragitto lungo il Tamigi, a Shepperton. Uno scenario idealmente luminoso per Ballard, ricco di elementi suburbani, intessuto di corsi d’acqua, chiuso da una superstrada, e che ospita uno studio cinematografico. Miracolosamente e in modo misterioso Blake riesce a sopravvivere al disastro, ed esce dall’acqua per immergersi in un mondo che somiglia a un dipinto surrealista, popolato da figure in posa – una dottoressa, una squilibrata e un sacerdote – che tentano in ogni modo di impossessarsi di lui. Blake cerca di lasciare Shepperton, ma la città lo trattiene, e i suoi abitanti per qualche strano motivo sembravano attendere la sua venuta, come quella di un messia o di un eroe dagli arcani poteri, che lui dimostra di possedere. L’aereo scintilla nell’acqua, con all’interno un corpo senza vita, forse il suo. Per i cittadini di Shepperton, Blake compie meraviglie, porta abbondanza ed emana energia sessuale, distogliendoli dalle loro occupazioni e proiettandoli in un nuovo mondo di perversione dalle mille forme, e di apocalittiche visioni del bene e del male.

L’albero dei giannizzeri

Una serie di omicidi misteriosi scuotono il Palazzo. Una giovane circassa dell’harem, quattro cadetti della Nuova Guardia che da qualche tempo ha sostituito i giannizzeri, sciolti dopo la loro rivolta di dieci anni fa… Proprio ai giannizzeri, alle loro tradizioni mistiche e feroci, sembra condurre l’indagine di Yashim, mentre l’incubo degli incendi torna a impaurire la grande città sul Bosforo. Eunuco di corte, Yashim apprezza la buona cucina e i libri. Ama le donne, con impeto e pudore. Con l’occhio della sua intelligenza illumina un mondo vario e cosmopolita di ambasciatori stranieri, dark ladies , assassini efferati, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi , soldati combattuti tra l’invidia dell’Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane. Mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro, e forse ci vuole qualcosa di grosso per risvegliarla…

L’afghano

Dopo l’11 settembre, Londra e Madrid, il mondo si chiede quale sarà il prossimo obiettivo di Al Qaeda. I servizi britannici scoprono che l’organizzazione di un nuovo grandioso attentato sarà la conferenza del G8, organizzata su un trasatlantico. A sventare l’attacco sarà un agente segreto inglese, detto l’afghano, che sfruttando le sue fattezze mediorientali e la sua conoscenza della lingua araba si infiltrerà in una cellula del temibile gruppo terroristico. Ma molte altre sono le trame di Al Qaeda e il lavoro dell’afghano è appena cominciato…

L’acchiapparatti di Tilos

Nessuno ha più messo piede nella torre del negromante Ar-Gular da quando la costruzione è stata sigillata dai Guardiani dell’Equilibrio. Nessuno fino ad ora… Una rissa in locanda, la profanazione di una tomba, una scommessa insolita e un libro arcano conducono il becchino storpio di Tilos alla torre maledetta, dove lo attende uno straordinario ritrovamento che legherà il suo destino a quello del boia di Giloc, un demone ancestrale imprigionato da secoli nel “Buco”. In un mondo grottesco e sanguinario che rievoca l’atmosfera cupa dell’Alto Medioevo si snodano le vicende di una compagine di personaggi bizzarri, protagonisti di una trama incalzante, ricca di situazioni rocambolesche e sorprendenti colpi di scena. Suspense, tenerezza, horror e ilarità convivono in questo originale romanzo tra il gotico e il fantasy, lontano dagli stereotipi e fruibile a più livelli di lettura, appassionando così sia gli adulti che i ragazzi.

Accelerando

Un futuro diverso, molto diverso, ci attende. Grazie alle nuove tecnologie, intorno al 2010, l’economia globale è in ripresa. Al passo – sempre più accelerato – delle nuove informazioni, tutto progressivamente cambia: corpi, menti, società, politica ed economia. Ad affrontare il nuovo mondo sono (nelle nove sezioni che compongono “Accelerando”) tre generazioni della famiglia Macx, che coprono tutto il corso del Ventunesimo secolo. Manfred Macx sa capire quali sono le idee che contano: le inventa, le manipola e le fa circolare. È lui, ora, nella posizione migliore per comprendere il mistero che si affaccia dallo spazio, proprio nel momento in cui avverte l’approssimarsi di un punto di svolta allo stesso tempo evolutivo, sociopolitico e tecnologico. Ancora di più, le vite di Amber, figlia di Manfred e pilota spaziale, e quella di Sirhan, figlio di Amber e storico, saranno immerse negli incessanti mutamenti e conflitti, ormai universali, determinati dalla nuova “postumanità”. In un vertiginoso tour de force di idee e invenzione linguistica, incontriamo lo sconvolgente evento della singolarità, che modificherà il tessuto stesso dell’universo, aprendo la strada a strane, nuove forme di intelligenza, naturale e cibernetica, aliene e terrestri, individuali e collettive. In un omaggio a tanta fantascienza scritta e cine-televisiva, la galassia “postumana” risultante sarà il teatro epico per dilemmi antichi e scenari imprevedibili.
**

L’accalappiastreghe

Malfrosto venne sempre più vicino, si fermò infine davanti al cratto, si chinò su di lui e l’osservò, a lungo e spietatamente. Il vento gli faceva fremere l’ossuto collare e gli occhi scintillarono di scoperta e maligna soddisfazione di fronte alle evidenti sofferenze d’una creatura in procinto di tirare il calzino. Il puzzo di ammoniaca e etere, di zolfo e petrolio, di acido prussico e essenza cadaverica penetrò come un fascio d’aghi affilati nel sensibile nasino di Eco, ma lui non si spostò d’un dito. “Mi fa la carità, signor accalappiastreghe municipale?” gnaulò miserevolmente. “Ho una fame tremenda”. Lo sguardo di Malfrosto s’accese di lampi ancor più demoniaci, e un largo ghigno gli comparve sulla facciaccia pallida. Sfoderò l’indice lungo e secco per solleticare le costole sporgenti di Eco. “Sai parlare?” domandò. “Dunque non sei un gatto qualunque, ma un crattino. Uno degli ultimi esemplari della tua specie”. Gli occhi di Malfrosto si strinsero quasi impercettibilmente. “Che ne diresti di vendermi il tuo grasso?” Età di lettura: da 12 anni.

L’accademia Pessoa

Nella soffitta polverosa di Montevideo, in cui per anni ha perso tempo a ubriacarsi e a plagiare i grandi classici della letteratura universale, lo scrittore fallito Alonso Novarro, presidente dell’accademia per illetterati ‘Fernando Pessoa’, un’associazione segreta di nemici dei romanzi, viene trovato morto da Hamete Benengeli, traduttore e nano. Accanto a lui un misterioso scritto in spagnolo nel piú perfetto stile ottocentesco: la traduzione del capitolo trentanovesimo dei Promessi sposi di Manzoni, che Manzoni non si è mai sognato di scrivere…

(source: Bol.com)

Abattoir

Sulla scena, sedotte dalla musica sottile di un flauto che era sorta all’improvviso, fluttuavano e degeneravano delle figure completamente dipinte di bianco, d’oro e d’argento. Avevano le teste rasate, i corpi nudi, ad eccezione di una serie di veli, simili a sudari, che si agitavano con loro nella metamorfosi. Descrivere i gesti, il loro muoversi osceno, feralmente lento, i corpi che si contorcevano in maniera impossibile, richiamando l’estasi e l’agonia, le trasfigurazioni, non renderebbe giustizia alle scene di delirio a cui assistetti.Undici gioielli scuri. Undici storie eleganti e terribili. Un viaggio allucinante nei territori dell’incubo, dove sarete condotti per mano dal burattinaio nero: Ian Delacroix.

A tuo rischio e pericolo

Henry Thompson, ‘Hank’ per gli amici, vive nel Lower East Side di Manhattan, fa il barista, e la sua vita scorre tranquilla tra il lavoro, le partite di football in TV, il tifo per la sua squadra del cuore, i Giants, e qualche sbronza di troppo. Tutto cambia inaspettatamente quando il suo vicino di casa, Russ, costretto a partire all’improvviso, gli chiede di prendersi cura per un paio di settimane del suo gatto Bud. Hank accetta, ma con il passare dei giorni si ritrova sopraffatto da una serie di inquietanti episodi di violenza, di cui sono protagonisti poliziotti corrotti, mafiosi russi, rapinatori di colore. E la situazione precipita quando Hank trova la sua fidanzata uccisa in un lago di sangue. Da quel momento Hank non potrà più sottrarsi dal suo inevitabile destino e dovrà affidare la propria salvezza unicamente all’istinto di sopravvivenza. Dentro di lui crescerà un senso di vendetta che lo trascinerà in una spirale di crudeltà rendendolo non meno spietato dei suoi inseguitori.

A ciascuno la sua morte

Questo libro ripresenta la figura avventurosa del commissario Proteo Laurenti, già protagonista di due storie precedenti. Per il commissario la calda estate del 1999 sembra trascorrere tranquilla, ma una mattina viene svegliato da una telefonata dei suoi uomini; uno yacht di lusso senza persone a bordo si è schiantato a folle velocità contro la costa. Il proprietario della barca, irreperibile, è una vecchia conoscenza di Laurenti quando, all’inizio della sua carriera, aveva indagato sulla morte misteriosa della moglie. Un caso mai chiarito, un’ossessione per il commissario che non era riuscito a provarne la colpevolezza, un incubo che ritorna dal passato.
**

A Cesare e a Dio: Guerra e violenza in controluce

“A Cesare e a Dio” è un libro che ha suscitato e continua a suscitare polemiche e discussioni in un tempo di rapidi mutamenti. Un libro che non racconta al lettore ciò che gli è familiare, ma tenta di diradare la nebbia, affinché gli baleni dinanzi ciò che è più sconvolgente per la nostra vita. Dall’anima della civiltà occidentale si sprigiona inevitabilmente la guerra, ma per ragioni che vengono alla luce solo se si scende nel sottosuolo della nostra civiltà: la nostra anima greca. La guerra, quindi anche la nascita e la morte, sono divenute qualcosa di essenzialmente diverso. Lo Stato, cioè “Cesare”, non è quindi un’istituzione cui possa capitare accidentalmente di trovarsi in guerra. “Dio” è il tentativo fallito di sottrarsi alla logica della violenza. Anche Dio, come lo Stato, è padre della guerra. “A Cesare e a Dio” significa dunque dare a ciascuno dei due ciò che gli è proprio; ma ciò che è proprio di entrambi è lo stesso: il loro aprire lo spazio della distruttività estrema.

A casa di Dio

A Black Swan Green non ci sono mai stati cigni. È una sonnolenta, piccola comunità nel Worcestershire degli anni Ottanta, un paludoso villaggio a casa di dio. Ci vive Jason Taylor, dodicenne sull’orlo dei tredici, con la famiglia, convenzionalmente borghese e sull’orlo della crisi. Sensibile e intelligente, il ragazzo sta attraversando il guado tempestoso della sua età. Per lui – mente acuta e con una segretissima vocazione poetica – ogni giorno equivale a un vero e proprio videogame. Deve sopravvivere alle angherie dei bulletti della scuola e di certi insegnanti, non fare la figura dello sciocco, non deludere i genitori – così esigenti con lui e sempre così tesi fra loro e soprattutto tenere a bada le sue voci interiori: l’impiccato (la balbuzie che gli tende agguati appena apre bocca); il Gemello mai nato (la parte di sé che lo rimprovera); il Verme (la componente più debole e timida). Mescolando la disarmante ingenuità e la freschezza dell’infanzia con le ansie e i turbamenti dell’età adulta, Jason è un personaggio straordinariamente vero. In tredici capitoli e tredici mesi, Mitchell ricostruisce abilmente tutto il mondo del ragazzino – dalla realpoIitik kissingeriana alla prima sigaretta, dalla guerra delle Falkland al primo bacio fino ai Duran Duran – e lo filtra con brillante ironia.
**

9 agosto 378. Il giorno dei barbari

“Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non l’hanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dell’Antichità e l’inizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dell’impero romano d’Occidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d’estate.”
**

La via del male

“La via del male”, caso unico nella lunga carriera di Grazia Deledda, conobbe ben quattro redazioni a stampa. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1896 da Speirani a Torino; nel corso del 1906 la Gazzetta del Popolo di Torino lo pubblicò in appendice con il titolo “Il servo”; nello stesso anno di nuovo con il titolo “La via del male” il romanzo uscì di volume nella Biblioteca Romantica della Nuova antologia di Roma; infine, nel 1916, presso l’editore Treves di Milano, se ne ebbe una nuova ed ultima versione. Il testo, dunque, è rimasto in lavorazione per più di vent’anni, essendo passato attraverso una massiccia attività correttoria. In questo romanzo, che incontrò il favore di Luigi Capuana, l’autrice, suggestionata dal verismo, abbandonò le imitazioni degli autori romantici a favore di un’elaborazione maggiormente aderente alla realtà, con descrizioni di situazione concrete in cui far muovere personaggi più autentici. Ne “La via del male”, comparvero gli elementi tipici della produzione della Deledda: gli uomini, abitatori della sua “misteriosa” Sardegna, primitivi e taciturni, in ascolto solo delle voci della natura, chiusi nelle loro credenze e tradizioni, in lotta contro un destino avverso che li piega o li costringe a ripiegare in se stessi, che, agitati da passioni violente, guidati dall’amore, vissuto come esperienza passionale, o dall’odio, sono indotti al peccato, ma poi travagliati dal senso di colpa che li condurrà ad espiare.
**