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Il violinista di Praga

Praga, autunno dell’anno 1787. In città fervono i preparativi per il nuovo debutto di Wolfgang Amadeus Mozart. Sono ormai tre settimane che il compositore ha preso dimora nella capitale per controllare ogni dettaglio dell’allestimento, e nei circoli della aristocrazia come nelle sale dell’arcivescovado non si parla che del “Don Giovanni”, l’opera destinata a rinnovare i trionfi dell’irriverente compositore di Vienna. Persino Giacomo Casanova, amico del librettista Lorenzo Da Ponte e suo complice di baldorie, è giunto da Venezia per animare le serate di cantanti, orchestrali, massoni, membri della corte ed ecclesiastici più inclini al libertinaggio che alla contemplazione. Quando il corpo di un uomo con il cranio fracassato da una stella di metallo viene rinvenuto nella piazza principale, dopo che quello di una prostituta è affiorato dal torbido di uno stagno, un magistrato non può certo esimersi dall’indagare. Soprattutto se anche quel cadavere reca il misterioso frammento di una scrittura sconosciuta, e un filo rosso pare ricondurlo al genio che tutta Praga si appresta a celebrare.
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Vendetta eterna

Frisia Orientale, 324 a.C. Un uomo si sottopone al rito del sacrificio: non ha paura, perché ciò che lo attende è una gloriosa resurrezione… Amburgo, 2005. Due efferati omicidi hanno luogo a poche ore uno dall’altro secondo un identico rituale: l’assassino scotenna i corpi per poi tingere lo scalpo di rosso ed esporlo sulla scena del crimine. Le vittime, un politico ambientalista e un genetista noto per le sue ricerche sulla memoria, sono uomini pubblici e i media – con le elezioni che si avvicinano – si avventano sulla notizia cominciando a parlare di un serial killer, al quale attribuiscono anche un soprannome: “Il parrucchiere di Amburgo”. Il capo della polizia criminale Jan Fabel e la sua squadra si lanciano in una frenetica caccia al predatore di scalpi basandosi su un unico indizio: un capello rosso, che l’assassino lascia come firma accanto ai cadaveri. Le indagini sono costellate da strane scoperte e coincidenze, che portano gli investigatori indietro nel tempo, agli anni Settanta e Ottanta infiammati dal terrorismo; all’epoca della seconda guerra mondiale, a cui riconduce il ritrovamento di un corpo mummificato e perfettamente conservato di un ragazzo; addirittura al 324 a.C., alla ben piÙ antica mummia di Franz il Rosso, sacrificato e scotennato secondo un rito degli Sciti. Solo incrociando queste piste apparentemente slegate Fabel e i suoi potranno fermare quella macabra scia di morte…
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Va in scena il delitto

Constance Young è la star indiscussa della televisione, ma il progetto di passare a un altro network (portandosi dietro il suo pubblico fedelissimo) viene fermato quando viene trovata morta sul fondo della sua piscina. L’unicorno d’avorio che aveva sempre indossato negli ultimi giorni è sparito. Le persone che la odiavano sono molte, a partire dalla sorella Faith, che si è dovuta sobbarcare tutto il peso della madre malata; poi c’è il suo assistente, Boyd, sempre pronto a chiacchierare con le redazioni dei giornali scandalistici; e sicuramente non era amata da Lauren Adams, l’affascinante presentatrice che avrebbe presto preso il suo posto a Key News. Mentre la polizia indaga, l’amica Eliza Blake conduce una sua indagine parallela. Anch’essa volto di successo della rete e madre single, Eliza è decisa a capire chi voleva sbarazzarsi di Constance e per farlo si avvale dei suoi sorprendenti colleghi: Annabelle, produttrice, capace di qualsiasi macchinazione, legale e non; B.J., tuttofare, impavido e affascinante cameraman, dotato di cervello e muscoli; Margo, recente acquisizione, psichiatra, abile nell’immergersi nei complessi meandri della mente umana. Insieme, indagano e più vanno a fondo, più la trama si fa complicata e la lista dei sospetti e dei moventi si allunga.
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Ultimo parallelo

Questa è la storia degli uomini che giunsero al termine del mondo conosciuto: è la storia della conquista mancata del polo sud. Chi fosse stato accanto a loro li avrebbe visti stanchi e stremati, entusiasti e dolenti, in preda alle follie, abbacinati. Sono eroi che partirono carichi di pellicce, racchette, sci di legno, cani, provviste, pony siberiani, slitte, grammofoni, macchina fotografica, pianoforte, libri, medicine. E la cecità imposta dal delirio bianco dei ghiacci non impedì loro di nutrire senza requie il sogno di raggiungere una meta che non era solo geografica. Dal gennaio 1911 al marzo 1912 il gelo polare mise alla prova la resistenza disumana di quegli uomini alla ricerca del limite del mondo infisso nell’acqua ghiacciata. Attraverso la voce e lo sguardo di un narratore spettrale e innominato, capace di attenzione e intima pietà, in “Ultimo parallelo” riprende vita la spedizione del capitano britannico Robert Falcon Scott, che, il 17 gennaio 1912, dopo un viaggio di 750 miglia attraverso le distese dell’Antartide, raggiunge il polo sud insieme a quattro compagni. Durante il viaggio Scott e i suoi scuoiano e sezionano i pony per farne provviste, trainano da soli le slitte, sfigurati dal gelo e martoriati dalle tempeste di neve. Ma al loro arrivo trovano una bandiera nera attaccata a una stanga di slitta, in quella terra che assomiglia alla fine ultima del mondo. Scott aveva perso, gli inglesi avevano perso, il polo era dei norvegesi, di Amundsen.

L’ultima copia del «New York Times». Il futuro dei giornali di carta

Arthur Sulzberger jr., l’editore del «New York Times», ha detto di non credere che il suo giornale sarà ancora in edicola nel 2013. L’edizione su carta sarà sostituita da contenuti diffusi attraverso Internet da una nuova redazione multimediale, che il quotidiano più importante del mondo sta organizzando. La crisi di vendite che affligge i giornali da una ventina d’anni lascia pensare che la previsione sia realistica. Che cosa è successo? Il tempo a disposizione della gente è diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilità di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale. Le pagine web, le e-mail, la telefonia mobile, le tv tematiche riempiono costantemente le nostre giornate, senza lasciarci mai soli. Nel giro di qualche anno le nuove tecnologie di comunicazione avranno un impatto ancora più forte sui destini dei giornali di carta.In questo libro si racconta come i quotidiani italiani, europei e americani hanno cercato di reagire, spesso con successo, alla crisi e quali sono le opportunità che le tecnologie stanno offrendo a molti di loro per creare un legame più solido e duraturo con i propri lettori.
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Tutto il grillo che conta. Dodici anni di monologhi, polemiche, censure.

Il volume raccoglie lunghi segmenti degli spettacoli in teatri e palazzetti e delle trasmissioni televisive dal “Beppe Grillo Show” su RAI uno nel 1993, a “beppegrillo.it” nel 2005, nonché undici dei principali articoli pubblicati da Grillo sulla stampa italiana dal 1993 al 2006.

Tutta un’altra strage

Sono passati ventisei anni dall’attentato del 2 agosto 1980 in cui morirono 85 persone e ne restarono ferite 200, eppure si ha la sensazione che non sia stata fatta chiarezza. Gli ex terroristi neri Valerio Fioravanti e Francesca Mambro continuano a dichiarare la loro innocenza. A ragione o a torto? Il libro cerca di rispondere a queste domande ripercorrendo le centinaia di migliaia di pagine del processo, riascoltando la parole dei principali protagonisti della vicenda e andando alla scoperta di nuove voci e nuovi documenti. Il risultato è un racconto nel quale si ricostruisce l’esperienza collettiva degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, quando la democrazia italiana fu messa a dura prova dal terrorismo nero e rosso.

Il trono di Giada. Temeraire

Laurence ha a lungo solcato i cieli sul dorso di Temeraire nella guerra contro la Francia di Napoleone. Ma la Cina ha scoperto che il prezioso dono destinato all’impero francese é finito nelle mani sbagliate, ed è pronta a scendere in guerra se la creatura non sarà restituita ai legittimi proprietari. Laurence non vorrebbe collaborare: il legame col drago è ormai troppo forte, e l’idea di separarsi da lui gli è intollerabile; eppure è costretto ad accompagnarlo nel lungo viaggio verso l’Estremo Oriente, un viaggio denso di pericoli e insidie ben al di là di ogni immaginazione.
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Ti trovo un po’ pallida

“Questo racconto apparve originariamente sul settimanale “L’Espresso” ma con la doppia firma Fruttero&Lucentini. Semplice il motivo: quei due nomi uniti dalla e commerciale s’erano ormai bene o male consolidati come una ditta o azienda (in realtà era semmai una società di mutuo soccorso) e sarebbe stato stupido rinunciare a un marchio così bene avviato. Ci venivano delle idee, ci presentavano delle proposte, e noi le valutavamo, ne discutevamo, e poi decidevamo se buttarci o no. La richiesta stavolta era per un racconto di genere poliziesco, avendo “La donna della domenica” diffuso tra i periodici italiani di ogni livello e genere la seguente equazione: vacanze = brama di spensieratezza = lettura di evasione = polizieschi brillanti = F&L. Cedemmo un paio di volte a tali offerte con risultati ai nostri occhi non entusiasmanti. Con Franco ci parlammo al telefono, è chiaro. Probabilmente lasciammo subito cadere la possibilità di mettere insieme un intreccio poliziesco contenibile in una ventina di pagine, e fui forse io, o forse invece Lucentini, a propendere infine per la ghost story.” (Dal Backstage di Carlo Fruttero)
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Ti porterò nel sangue

Diventata uno dei guerrieri di Gottfried, il capo dei sopramorti, Mirta, la ventenne umbra morta per amore e rinata nelle vesti della splendida e inquietante Luna, si muove in un mondo violento e ostile, tra combattimenti, sottili giochi di potere e ambigui personaggi: i gelidi cavalieri teutonici, la misteriosa Fabula, lo scanzonato Nicholas, Lady Tattoo. Lacerata tra la passione per Sara e il ricordo bruciante di Robin, l’antico amore che ancora le dà la caccia, Luna vivrà mille avventure che la porteranno in una villa protesa sul Baltico, dove le sarà rivelato un importante segreto su Robin. Amarlo, tornare con lui è forse ancora possibile? Ma il ritorno a sorpresa di Paco, l’amico di Robin, e l’incontro con Gatto Marchesi, sopramorto dall’oscuro passato, cambieranno nuovamente le carte in tavola. E l’infinita fuga di Luna tra la vita e la morte si chiuderà nel sangue, in una durissima resa dei conti finale. Un horror mozzafiato e visionario, che conclude la trilogia di Mirta/Luna, un’eroina glam e spietata, ma anche una fragile ragazza di oggi, in cerca come tutte le sue coetanee di “qualcosa che forse non è amore, perché è più dell’amore”.

Ti ho lasciato un messaggio sul frigo

Claire e sua madre non si vedono mai. Vivono sotto lo stesso tetto, ma i loro orari non coincidono e capita persino che non si incontrino per intere giornate. Claire ha solo quindici anni ed è divisa tra gli entusiasmi e le insicurezze tipici della sua età. Sua madre, che è una divorziata, vorrebbe essere più presente, ma fa il medico e ha turni impossibili. Così non resta loro che lasciarsi frettolosi messaggi sul frigorifero. A volte poche parole possono bastare, e questo è l’unico modo per comunicare. Non c’è tempo per parlarsi a quattr’occhi, non c’è un attimo di pace. Attraverso pochi, felicissimi tocchi Alice Kuipers restituisce con uno stile originale e incisivo la complessità del rapporto tra una madre e una figlia mettendo in luce la profondità dell’amore che – a dispetto dei fraintendimenti e delle incomprensioni – le lega. Sincero e toccante, Ti ho lasciato un messaggio sul frigo coniuga il fascino di un epistolario e l’intensità di un dipinto impressionista, conquistandoci fino alla commozione.

Testimone inconsapevole

Il primo caso della serie dell’avvocato Guerrieri. L’avvocato Guido Guerrieri sta passando un momento buio. Dopo la fine ingloriosa del suo matrimonio, ha perso fiducia anche nel suo lavoro. Quando gli propongono di assumere la difesa di un venditore ambulante senegalese accusato di omicidio, una causa apparentemente persa, si butta nel lavoro, intuendo che questa causa gli potrebbe salvare la vita. E intanto incontra la sua nuova vicina di casa…

Tartarino sulle Alpi

Dopo aver inseguito la gloria cacciando il leone nel Sahara, l’eroe provenzale osa sfidare i pericoli delle Alpi, ultimo grido in fatto di avventura per i borghesi di fine Ottocento. Tartarino, che ha fondato un Club Alpino a Tarascona, deve difendere la carica di presidente insidiata dall’invidioso Costecalde. Il P.C.A. (Presidente Club Alpino) punta deciso ai colossi delle Alpi ammantati di ghiacci. La prima tappa è il Rigi Kulm, poi tocca alla Jungfrau, La guida del posto altri non è che il compaesano Bompard, ancora più fanfarone di lui, che gli svela un segreto esplosivo: le Alpi svizzere sono un immenso luna park agli ordini di una potentissima Compagnia. Anche l’alpinismo è tutto finto, e i crepacci sono imbottiti di materassi perché nessuno si torca un capello. Nella gustosa traduzione di Palazzeschi, il ritorno di un grande classico, potente satira del turismo alpino che non cessa di stupire per la sua modernità.
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Tanto lui non mi piaceva nemmeno

Vedere il futuro. È questo il dono speciale che Cassandra possiede fin da piccola. Mai avrebbe immaginato che le sue doti divinatorie sarebbero diventate un vero e proprio lavoro. Invece, dalle prime consulenze alle zie in cerca di lumi sulle loro pene d’amore, all’affidamento di una rubrica su un giornale in qualità di veggente, il passo è stato breve.
Il fatto è che Cassandra è infallibile, i suoi pronostici sono azzeccati al cento per cento, non sbaglia un colpo neppure con le persone che le sono più care, ma non è così brava quando si tratta dei propri affari di cuore. Di conseguenza la sua vita sentimentale è disastrosa, e l¿unica consolazione che le rimane è liquidare i fallimenti con la frase di rito: “Tanto lui non mi piaceva nemmeno”. I suoi successi professionali vanno di pari passo con i fiaschi amorosi, fino a quando viene chiamata a lavorare in uno show televisivo dove incontra un fascinoso produttore, e con lui nei paraggi Cassandra non è più in grado di vedere nulla…
Dopo il successo di *Ricordami ancora… perché ho bisogno di un uomo?*, Claudia Carroll racconta con verve irresistibile le avventure tragicomiche di una ragazza alle prese con gli alti e bassi dell’amore. *Tanto lui non mi piaceva nemmeno* è una commedia romantica e divertente in cui il sentimento si intreccia con lo humour, dando vita a una galleria di personaggi e situazioni esilaranti.

Taglio netto

Sembrava un’operazione di polizia come tutte le altre: stanare i membri di una gang di immigrati clandestini, responsabili dell’efferato omicidio di una giovane prostituta. Una missione di routine per un poliziotto dell’esperienza di Langton, ispettore capo della squadra Omicidi di Londra. Eppure, durante l’azione, qualcosa va storto e Langton viene ferito gravemente. Ad assisterlo, mentre giace in un letto d’ospedale tra la vita e la morte, è Anna Travis, ambiziosa detective della Omicidi, nonché sua compagna. Anna è determinata a capire che cosa sia veramente successo durante l’operazione, ma mentre cerca di barcamenarsi tra indizi e sospetti, deve anche dedicarsi al nuovo caso cui è stata assegnata. Si tratta del brutale assassinio di una bibliotecaria, una donna dalla vita irreprensibile, stuprata e uccisa nella sua stessa casa. Un omicidio senza ragioni apparenti. Almeno fino a quando Anna non scopre che quella morte è indissolubilmente legata all’aggressione di Langton. E quando la verità emerge in tutto il suo orrore, svelando orribili traffici di esseri umani, forse è troppo tardi. Anna e Langton sono nel mirino di pericolosi criminali, disposti a tutto pur di fermarli. Fino all’ultimo colpo di scena che costringerà la detective a portarsi un orribile segreto nel cuore.
Acclamata dalla stampa e dal pubblico come la regina della suspense, Lynda La Plante è ormai entrata nell’olimpo dei bestseller: ognuno dei suoi thriller vende in media 400.000 copie. *Taglio netto*, per mesi nella top ten del «Sunday Times», è un thriller agghiacciante che esplora temi scottanti come l’immigrazione clandestina e la pena di morte e vede il ritorno dell’intraprendente detective Anna Travis, questa volta alle prese con un caso davvero impossibile.

Storia politica della Repubblica. 1943-2006

Da garanti del nuovo ordine democratico, costruito dopo la tempesta della guerra e i vent’anni di dittatura fascista, i partiti hanno svolto a lungo una funzione cardine, fino a identificarsi con lo stesso Stato e ad accreditare un’equazione distorta, come estrema difesa di un ceto politico sempre più delegittimato: democrazia uguale regime partitico. Con la fine della prima Repubblica, la nascita di nuovi soggetti politici e l’affermarsi del bipolarismo, inizia in Italia una fase di transizione complessa e ancora incompiuta. La cesura intervenuta nei primi anni Novanta impone una rilettura dell’intera parabola dei partiti, per spiegare le ragioni del loro dissolvimento, le loro identità e le loro culture in una scena politica profondamente cambiata, così come profondamente cambiata è la cornice internazionale alla quale per mezzo secolo il vecchio sistema ha fatto riferimento. Presentato in una nuova edizione aggiornata al 2006, profondamente rivisto nella struttura, nella forma e nei contenuti, questo manuale traccia una efficace sintesi delle otto fasi attraversate dal sistema partitico. Legislatura dopo legislatura, Simona Colarizi evidenzia tutte le anomalie del ‘caso italiano’: il blocco del sistema, l’impossibilità del ricambio, l’ininterrotta permanenza al governo per quasi un cinquantennio del partito di maggioranza relativa e dei suoi alleati storici, gli sconvolgenti avvenimenti legati allo scandalo di Tangentopoli, la sofferta transizione al bipolarismo.
(source: Bol.com)