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I guardiani del crepuscolo

Dopo millenni di lotta le forze delle Tenebre e quelle della Luce hanno stretto un patto di pace. Le due fazioni sono formate dagli Altri, esseri in grado di entrare nel Crepuscolo, un limbo da cui traggono poteri soprannaturali. Ma la pace è un filo sottile: una lettera anonima informa che un umano sta cercando di diventare un Altro. Ma Altri non si diventa, a nieno che uno di questi non sia disposto a rivelare il segreto della loro esistenza, mettendoli tutti in pericolo. Il Mago della Luce Anton e il Vampiro delle Tenebre Kostja indagano insieme, seguendo le tracce del Fuaran, il libro magico che contiene l’incantesimo per trasformare gli umani in Altri e che è stato rubato dalle mani sbagliate. La caccia all’Altro traditore esplode attraverso la Russia di oggi e di ieri, dai lussuosi quartieri residenziali della Mosca dei nuovi ricchi alle campagne infestate da streghe e licantropi. Il conto alla rovescia è scattato. Il filo sottile si sta spezzando. Sono sempre i più insospettabili a tradire.
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Guardami negli occhi

Barbara ha diciassette anni, un corpo da favola e nessuna esperienza del mondo. Catapultata nell’universo luccicante e surreale della moda, popolato da personaggi ambigui e affascinanti, da cui è impossibile non sentirsi attratta, Barbara viaggia da Montecarlo a Milano, da Parigi a New York. Dopo cinque anni trascorsi tra show room sfarzosi, abiti haute couture, feste magnifiche, la decisione di abbandonare. Barbara ora fa un altro lavoro, e con quell’ambiente non ha più nulla a che fare. Riconosciuta per caso da un fotografo e tornata sotto i riflettori di tv e giornali, può permettersi il lusso di squarciare il velo di mistero che circonda quel mondo dorato, e di rivelare anche ai profani quello che nessuno racconta. Ci prende per mano e ci porta con sé nel backstage con Monica Bellucci, a cena con Alberto Sordi, nell’agenzia di John Casablancas, per mostrarci quello che ha vissuto, per una volta dal vivo e non dal buco della serratura. “Guardami negli occhi” è una sfida che l’autrice ci lancia. Un crudo spaccato sul mondo della moda, i suoi chiaroscuri e le sue contraddizioni, ma anche il bilancio esistenziale di una donna indipendente e determinata, che ha fatto una scelta tra le più coraggiose. Quella della normalità.

Un giorno di dicembre

“Chi ha vissuto in prima persona la vicenda umana di Gianluca Sciortino e della sua famiglia trae dalla lettura di questo lungo racconto sensazioni intense e dolorose. Così è capitato a me. Ho rivissuto nella mia mente un lungo flashback che mi ha ricondotto ad una lunga e dolorosa vicenda personale. Nella vita di Nino Manfredi e nella mia è arrivato un giorno in cui, all’improvviso, tutto è cambiato: un malore, la corsa in ospedale verso un destino sconosciuto, la porta della rianimazione che si chiude. Una porta al di qua di una soglia invalicabile, come il limite che divide la vita dalla morte. C’era un gioco nella nostra vita coniugale che Nino faceva con me ogni sera quando lasciava la mia camera da letto. Nel darci la buona notte rimaneva in uno stato di sospensione e, con la sua area fanciullesca, diceva “chiudo?”. Ma l’idea di chiudere quella porta tra noi gli procurava angoscia come se avesse terrore di non riuscire a vincere il buio della notte”.

Fuoco sotto il mare

Ancora una volta a bordo della Surprise, il comandante Aubrey e il dottor Maturin fanno vela verso il Perù: Stephen, come agente segreto, è incaricato di sobillare i fermenti rivoluzionari che percorrono il Sudamerica, poiché un’insurrezione indipendentista gioverebbe alla Gran Bretagna impegnata militarmente contro gli Stati Uniti. Il viaggio per Maturin ha anche un interesse naturalistico, perché nel toccare terre lontane e affascinanti gli permetterà anche di visitare le Ande. La missione prende però una piega imprevista e, lasciato il Sudamerica, Aubrey insegue tre mercantili statunitensi nei mari tempestosi a sud di capo Horn, dove dovrà cercare di salvare la sua nave da una fregata americana, ma anche da iceberg e fulmini.

Freaky Deaky

Chris Mankowski, ex veterano del Vietnam, si è appena trasferito alla Sex Crimes. Qui conosce Greta, che denuncia per stupro Woody Ricks, un grassone appassionato di film di Schwarzenegger. Woody e suo fratello Mark, ricchi e potenti impresari teatrali, vengono ricattati da Skip e Robin, due ex hippy con tre anni di galera alle spalle per aver piazzato delle cariche nel Federal Building all’inizio degli anni Settanta. I due sono convinti che siano stati i fratelli Ricks a denunciarli all’epoca e ora chiedono un risarcimento.

Flemma

L’estrema provincia italiana e una città in mutazione, una rete di storie che si pedinano a distanza, tra una Bologna ogni giorno più ostile e l’apparente monotonia di un paesino del Cilento. Un attore squattrinato che recita monologhi satirici. Un’agente di polizia destinata a scontrarsi tragicamente con lui. Un piano balordo di rapina. Un tredicenne che scopre le possibilità della violenza. Genitori che s’interrogano sul destino dei loro figli. Un’aspirante fumettista che lotta con i propri fantasmi. Un ragazzo che soffoca nel formalismo di provincia fino a concedere alla propria rabbia di attecchire… Un romanzo scritto al presente, permeato di sonorità rock e pop, che procede per frammenti, immagini e suggestioni, per raccontare una storia di solitudini, irrequietezze e sguardi perplessi, in cui i bambini non sono innocenti, gli adulti sono privi di risposte, i trentenni si chiamano ancora “ragazzi” e tutti, in qualche modo, sembrano incapaci di gestire la loro stessa realtà.

La filosofia in quarantadue favole

Per illustrare i temi chiave sui quali la filosofia da sempre si interroga, Ermanno Bencivenga ha scelto un linguaggio insolito: quello delle favole. In questa nuova edizione il filosofo torna a raccontare di un mondo in cui il quattro vuole essere dispari, gli oggetti si ribellano, le scuole insegnano cose false; in cui due gemelli sono costretti a scambiarsi un’unica faccia e uomini con tre gambe non vedono la luna. E adesso vi incontriamo anche Alice che insegue quel che c’è da capire, e Tonino che vuole trovare una mappa… In questo mondo la magia è negli occhi di chi guarda, nella continua meraviglia di chi osserva le cose con l’innocenza di un bambino, di chi gioca a chiedersi “perché” sapendo che ogni risposta cela sempre in sé una nuova domanda. Perché è proprio dal senso di stupore, dall’incantamento con cui i bambini ascoltano le favole che nasce la riflessione filosofica.
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I figli della libertà

Non hanno ancora vent’anni. Si chiamano Claude, Charles, Boris, Damira, Marius, Rosine, Jeannot. Sono spagnoli, polacchi, italiani, rumeni. Hanno la pancia vuota e la testa piena dei sogni e delle inquietudini dell’adolescenza. Nella Francia occupata della Seconda guerra mondiale vivono nell’ombra e nella paura, esuli, orfani e perseguitati in un mondo caduto preda della barbarie e della violenza. Sono i ragazzi della 35a brigata, i figli della libertà. Questa è la loro storia, la Storia di tutti noi. È fatta del loro coraggio e della loro incoscienza, dei loro amori e delle loro avventure, della loro fame di futuro e giustizia. E del sacrificio di quanti hanno saputo sfidare la morte per affermare il diritto di ognuno a esistere e amare. In un romanzo terso e commovente Marc Levy fa rivivere la straordinaria epopea di suo padre Raymond e dei suoi compagni. Celebrando, con la fede assoluta nella purezza dei sentimenti che da sempre vive nella sua scrittura, il senso universale di una storia d’amore che attraversa le generazioni.
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Fatale

Questa è la storia di un’assassina professionista e di un contratto fuori del comune. Il suo progetto è infiltrarsi, far esplodere le contraddizioni, uccidere, prendere il denaro, cambiare territorio. Ma, come al solito in Manchette, l’intreccio dei fatti è solo un’impalcatura funzionale al mondo che va a raccontare. Ecco quindi BléviIle, cittadina di provincia in cui regna la borghesia opulenta e non lontana nel suo intreccio di corruzione e ipocrisia dagli inferi californiani di Dashiell Hammett. E Bléville merita di essere distrutta. In attesa che l’evento si compia, l’affascinante Aimée si muove determinata e senza la minima partecipazione emotiva come una macchina assassina. Il suo cuore è freddo, oggettivo come la scrittura di Manchette, la sua coscienza apparentemente assente. Esegue la sua opera con metodo. Altri la seguiranno in questo sporco lavoro con eguale dedizione. Tutti dediti al nulla di una causa che non ha bisogno di spiegazioni, solo di sangue.

Fantasma: romanzo

Richard, alla disperata ricerca della sua amata, della quale solo lui sembra serbare il ricordo, sa che se Kahaln non ritroverà al più presto la propria vera identità diverrà un inconsapevole strumento di distruzione. Ma a lei viene detto che, qualora dovesse conoscere la verità su sé stessa, diverrebbe preda del male, nel corpo e nell’anima. Se vuole sopravvivere in un cupo mondo di tradimenti e inganni, dove la vita vale e dura poco, Kahlan dovrà capire di essere una figura centrale nel mondo devastato dalla guerra che le vortica intorno. E i segreti che scoprirà sono più oscuri di quanto possa immaginare.

Una famiglia turca

Autobiografia che va dal 1913 al 1940, il libro ripercorre la vita familiare e sociale di una famiglia dell’alta borghesia che con la Grande Guerra e la caduta dell’impero Ottomano perde i privilegi economici e sociali della propria posizione sino a ridursi in uno stato di estrema povertà, e sino alla sua faticosa risalita verso un accettabile tenore di vita. Protagonisti di questo racconto, oltre alla famiglia dello scrittore, sono la stessa Istanbul e tutta la variegata società di notabili, piccoli borghesi e popolani che la abitano, così che il libro presenta vari piani di lettura che vanno dalla vicenda privata del protagonista alla cultura e ai costumi di un paese che è sempre stato un ponte tra Oriente e Occidente in un periodo cruciale della sua storia: dalla caduta del Sultano e dell’impero Ottomano alla rivoluzione di Kemal Ataturk.

Etica per un figlio

“Non è vero che un’etica laica, senza assoluti e senza miti, non può fornire modelli educativi efficaci. Savarer lo dimostra: la moralità è autonomia, capacità di non sottomettersi, amore di sé nel senso migliore del termine. Un libro intenso ma anche amichevole, che genitori e maestri dovrebbero leggere e commentare insieme ai loro figli, discepoli, amici adolescenti.” (Gianni Vattimo)
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L’esule

Un volto dalle mille identità da scoprire, un serial killer indomabile ricercato in tutta la California: fermarlo prima che torni a colpire è l’obiettivo e la missione di John, giovane agente della squadra speciale della polizia di Los Angeles. Unico indizio, un nome e un cognome: Raymond Thorne. Un dato certo, ma insufficiente per incastrare questo spietato assassino, per molti una vittima, per altri un facoltoso uomo d’affari sudamericano, ma più probabilmente un’astuta volpe che usa pseudonimi per mantenersi libero di commettere i propri crimini. Per John comincia, così, una caccia all’uomo che lo porterà sino al cuore della Russia, in un viaggio in cui, dovrà affrontare se stesso, i propri limiti e le proprie insicurezze e trovare la chiave per uscire finalmente dal tunnel chiamato Raymond Thorne.

Esportare la libertà. Il mito che ha fallito

Da sempre i governi e gli stati coprono con altisonanti dichiarazioni i motivi spesso cinici che stanno alla base delle guerre da loro scatenate. Secondo Luciano Canfora, il proposito americano di esportare la libertà in Iraq è solo l’ultimo esempio di questo oliatissimo meccanismo propagandistico. Sparta combatté la guerra del Peloponneso sostenendo di voler liberare i Greci dall’oppressione ateniese; le guerre napoleoniche determinarono la trasformazione della Francia rivoluzionaria in impero bonapartista; i conflitti regionali della Guerra Fredda (Vietnam, Medio Oriente, Afghanistan), furono sempre inseriti nel contesto di una lotta per l’affermazione della democrazia nel mondo. Canfora dimostra in un’analisi acuta e spesso provocatoria che la politica internazionale si è sempre servita del richiamo all’ideale libertario per coprire le logiche di lotta per il dominio che inevitabilmente condizionano lo scenario internazionale. Un appassionato atto d’accusa contro le nefandezze compiute in nome di nobili principi e supremi ideali e allo stesso tempo un disincantato repertorio di casi storici recenti e remoti, accomunati da quella che Canfora definisce una emblematica “torsione morale, culturale e politica” che consente a uno stato di perseguire una cinica politica di egemonia, fregiandosi allo stesso tempo del titolo di difensore della libertà.
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L’eredità di Wither

Con la morte di Wither, ottenuta a un terribile prezzo personale, Wendy Ward pensa di poter finalmente cercare di rimettere ordine nella sua vita, di poter ritrovare se stessa e, in qualche modo, venire a patti con la dolorosa perdita del genitori. Ma con Wither non è ancora finita. Le parole che l’ultima incarnazione della strega ha pronunciato in punto di morte continuano a ossessionare Wendy, vaghe e indistinte, finché una sera riesce a infine a ricordarle tutte, con precisione… “verrà il giorno della vendetta”. Solo più tardi si rende conto che, così facendo, ha attivato una maledizione lanciata dalla strega, ridestando un antico orrore che giaceva sopito nei ghiacci, una gigantesca belva mangiatrice di uomini che, imprigionata dalla maledizione, si lancia sulle sue tracce, consapevole che potrà essere libera solo quando avrà annientato quella particolare, speciale preda: Wendy Ward.