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Lirael. La saga di Abhorsen

Lunghi anni sono passati da quando re Petrus e Sabriel – la regina Abhorsen, custode del labile confine tra la Vita e la Morte – hanno sconfitto il malvagio Kerrigor. Sono stati anni di pace e di prosperità per l’Antico Reame, ma adesso una nuova minaccia sembra levarsi dal Regno dei Morti. Messaggeri dalla vicina Ancelterra segnalano infatti l’avvistamento di gruppi di cadaveri misteriosamente tornati in vita, e strani fenomeni magici si stanno verificando nei pressi del Lago Rosso. Anche tra le Clayr – le veggenti che vivono nel ghiacciaio del Nord – c’è grande preoccupazione. I cinque baluardi che, da sempre, proteggono l’Antico Reame dagli attacchi delle forze del Male stavolta appaiono impotenti e l’unica speranza sembra essere una ragazzina, Lirael, che ha quattordici anni e vive nelle caverne ghiacciate delle Clayr, e nelle cui vene scorre un antico retaggio.

Lipstick Jungle

Nico, Victory e Wendy sono amiche da sempre. Hanno quarant’anni, sono belle, di successo e invidiate da tutti. Vivono in case da sogno, si danno appuntamento nei ristoranti più chic e le loro carriere sono alle stelle. Il mondo è ai loro piedi, ma per brillare nella giungla di New York, c’è sempre un prezzo da pagare. Nico O’Neilly, direttrice della patinatissima e celebre rivista “Bonfire”, è bella, intelligente e molto potente. Con un marito affettuoso e una carriera sfolgorante, Nico sembra avere tutto quello che una donna potrebbe desiderare. Ma un giovane modello tremendamente sexy e un’implacabile sete di successo rimescolano le carte. Intanto la sua amica Victory Ford, giovane stilista in ascesa nel firmamento fashion di NY sta per giocarsi tutto: la sua ultima collezione è stata accolta tiepidamente dai critici e la casa di moda che ha faticosamente costruito rischia di fallire. Wendy Healy, invece, presidente della Parador Pictures, frequenta star dello spettacolo, viaggia in posti da sogno e al botteghino colleziona un successo dopo l’altro. Il film più importante della sua carriera è in lavorazione e potrebbe finalmente fruttarle l’agognato Oscar, ma la famiglia va a rotoli. Ognuna deve affrontare l’inevitabile domanda legata alla conquista del successo: avere tutto è davvero abbastanza?

Leggere: perchè i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'”attività del leggere”, e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri “proibiti” come “L’amante di Lady Chatterley”, alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all’amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.

La leggenda dei monti naviganti

È un viaggio di ottomila chilometri che cavalca la lunga gobba montuosa della Balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Esso parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sul mare, e lungo tutto il percorso evoca metafore marine, come di chi veleggiando forse vola – in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste elettricità, grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un’Italia di quota, poco visibile e poco raccontata, dove la tv sembra raccontare storie di un altro pianeta. Le due parti – o forse i due ‟libri”, alla maniera latina – del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diversa. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti bene illuminati e sono transitate da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l’identità profonda della Nazione. L’altra differenza è che sulle Alpi non c’è mezzo di trasporto unitario e si fotografa una serie di luoghi monografici (per esempio: il lago del Vajont che non c’è più, il tunnel del Gottardo durante lo scavo), spesso senza dire del viaggio che collega i fuochi della narrazione. Sugli Appennini, invece, il mezzo di trasporto è unitario e la strada assume un ruolo preponderante, assieme alle persone incontrate secondo una trama casuale.

La leggenda dei cinque ardenti

Sono trascorsi duecentoventidue anni dalla nascita di Elsinor, elfa di Boscargento: ora, finalmente, il dono di Pirus sarà suo. Ma che cosa aveva previsto il vecchio saggio tanti anni prima? Già intuiva che il ghiaccio e il fuoco si sarebbero mossi nello stesso momento per impadronirsi del Regno? “Questo è il tempo in cui le profezie si avverano e il mito torna a camminare sulla terra”, proclama Eldaren il ghidra. Quando dal profondo nord discende un gelo innaturale e dal deserto avanza un popolo antico a reclamare la terra che gli fu tolta, agli abitanti del Regno, presi tra i Gelidi e i Tarraska, non resta che tentare un arcana e pericolosa evocazione: cinque eroi saranno chiamati a trasformare se stessi per virtù d’una Pietra che conferirà loro un potere ancora più grande e terribile al prezzo di…

L’italiano: lezioni semiserie

«Ho scritto *L’italiano. Lezioni semiserie* per denunciare le violenze contro la nostra lingua, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può. L’importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. Questo è un libro ottimista, e ha un obiettivo dichiarato: aiutarvi a scrivere in maniera efficace (un’e-mail, una relazione, una tesi o un breve saggio: la tecnica non cambia)». Dal “decalogo diabolico” — dieci regole per scrivere schifezze — alla psicopatologia della lingua quotidiana, dai consigli sull’uso della punteggiatura ai 16 suggerimenti ispirati a Flaiano e Montanelli, quel che occorre per imparare a scrivere in italiano. Divertendosi.

L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi

Tempi duri alla fattoria Aching! Un mostro nel fiume, un cavaliere senza testa sul sentiero e un’ondata di incubi che calano minacciosi dalle colline. Come se non bastasse, il fratellino di Tiffany Aching è stato rapito dalla Regina delle Fate (anche se Tiffany non giurerebbe che questo sia un male). Armata solo di una padella e del libro magico di sua nonna (che per la verità si intitola “Patologie ovine”), Tiffany, giovane aspirante strega, andrà a riprendersi il fratello e ad aiutarla saranno anche i Nac Mac Feegle, i Piccoli Uomini Liberi, un’armata di spiritelli blu, ladri e rissaioli, espulsi dal Paese delle Fante per ubriachezza molesta…
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L’insonne

Berlino, 1945. Nella sua casa-clinica sul Wannsee il dottor Krieger conduce esperimenti crudeli su bambini e adolescenti, costringendoli a rimanere svegli giorno e notte. Suo figlio Max incontra due delle sue vittime, due coetanei destinati a segnare la propria vita: Thomas, uno zingaro focoso e ribelle per il quale egli proverà un disprezzo ricambiato, e Sophie, una mezza ebrea bellissima e fragile di cui presto si innamorerà.
Separati dalla catastrofe finale del Reich, i tre ragazzi si ritroveranno quindici anni dopo a Parigi: Thomas vi è arrivato con il suo circo, Sophie, divenuta attrice, deve girarvi un film e Max lavora come psichiatra in una clinica della città. Non ancora guariti dai ricordi e dalle ferite del passato, i tre verranno uniti nella caccia a un feroce assassino che strappa gli occhi alle vittime. E saranno costretti a rituffarsi in quel drammatico mondo della loro adolescenza che speravano di essersi lasciati per sempre alle spalle.

(source: Bol.com)

L’inferiore

Stopmouth e la sua famiglia vivono alla giornata, ogni giorno una nuova lotta per la sopravvivenza. Per trovare il cibo devono dare la caccia a specie rivali o commerciare in carne (anche quella della propria tribù), perché la carne umana è la più pregiata. Sembra Medioevo, e invece è il futuro. Il fratello di Stopmouth è un eroe, un campione della specie. Lui è un ragazzino fragile e balbuziente, destinato a finire i suoi giorni (molto presto) come preda di guerra. Ma quando da un’astronave arriva Indrani, donna di un’altra specie, le cose cambiano per sempre. Indrani, considerata inferiore, in realtà porta dalla Terra i lumi di una vera civiltà. E al confronto la vita delle tribù si rivela per quello che è, un’esistenza barbarica. A volte pensare, conoscere, sapere può far male…
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L’indiziata

San Francisco si prepara ad accogliere tra banchetti e contestazioni il primo ministro israeliano, in procinto di concludere un trattato di pace con i palestinesi. L’avvocato David Wolfe, ebreo americano, in corsa per l’elezione al Congresso, ha organizzato una cena in suo onore. Hana, la donna palestinese con la quale ha avuto una relazione segreta ai tempi dell’università, sarà tra i contestatori insieme al marito Saeb, dal quale ha avuto una figlia. Ma quando il primo ministro viene ucciso in un attentato e il nome di Hana emerge tra i sospettati, Hana chiede l’aiuto di David che si troverà di fronte a una scelta difficile tra la sua carriera e la difesa di una donna che non riesce a dimenticare, ma la cui innocenza non è provata. Per arrivare in fondo al caso più intricato che gli sia mai capitato, David si reca in Israele e in Cisgiordania, dove si convince dell’innocenza di Hana e scopre il coinvolgimento nell’attentato dell’Iran e dei circoli dell’ebraismo ultra-ortodosso. Le accuse contro Hana hanno un solo responsabile, suo marito Saeb, che ha scoperto di non essere il vero padre della loro bambina e vuole vendicarsi. In un serrato interrogatorio David lo costringerà a fare intuire la verità a giudici e giuria, anche se solo l’intervento del dipartimento di Stato scagionerà definitivamente Hana.

L’imperatrice di Marte

Mary Griffith, con tre figlie e una vita personale piuttosto movimentata si trasferisce su Marte dove è stata assunta come biologa da una multinazionale. Purtroppo dopo cinque anni viene licenziata e si trova senza lavoro e senza il denaro per pagarsi il ritorno sulla Terra. Il pianeta è un luogo inospitale, ma mantiene diverse comunità di umani, tra le quali la Federazione Celtica che coltiva l’esigua porzione di suolo marziano bonificata. Sono loro a offrire una via d’uscita a Mary, dandole la materia prima perché la donna possa realizzare della birra e con essa aprire il locale “La Principessa di Marte” attorno al quale si raccolgono personaggi di vario genere che daranno a Mary la possibilità di sviluppare una vera e propria città, libera dai vincoli della multinazionale che controlla ogni attività del pianeta, nella quale avrà origine una società nuova e vitale.
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L’illusione del bene

“Non immagino nessuno che possa leggere queste righe, le affido a una donna che domani uscirà, le cucirà nell’orlo della gonna. Se andranno a finire in un tombino e l’inchiostro si scioglierà all’acqua e alla neve, le mie parole, in ogni caso, non andranno perdute. Esiste già chi le pensa” “Non immagino nessuno che possa leggere queste righe, le affido a una donna che domani uscirà, le cucirà nell’orlo della gonna. Se andranno a finire in un tombino e l’inchiostro si scioglierà all’acqua e alla neve, le mie parole, in ogni caso, non andranno perdute. Esiste già chi le pensa”Mario è stato comunista e non riesce a capacitarsi del fatto che nessuno condivida la sua ossessione: che cos’è stato il comunismo? Perché nessuno di quelli che ci avevano creduto vuole farci veramente i conti? Qual era l’illusione del bene covata dentro i fallimenti storici? Dentro i morti. Dentro i silenzi. Oltre il Muro ormai crollato. Dobbiamo subire la Storia o cercare di darle delle risposte? Nemmeno le dinamiche del fallimento del suo rapporto coniugale gli sono molto chiare: l’amore che lo lega ai tre figli rimane dunque l’unica certezza della sua vita. L’incontro occasionale con Sonja, giovane pianista russa che vive con l’altera nonna e la figlia di pochi anni, lo risucchia in una storia tragica e misteriosa che di donna in donna risale verso il tassello mancante, verso quel buio di domande senza risposta che è diventato il suo tormento. In compagnia dell’ultimo figlio, Mario si mette sulle tracce della madre di Sonja, prima a Budapest e poi in una sperduta cittadina dell’ex Unione Sovietica..
(source: Bol.com)

Hotel Angleterre

“Quella penna che non ho visto è l’emozione più forte e la curiosità intellettuale più intensa della lunga giornata. E quando rientriamo in albergo sento di avere in mano il capo di una lenza che a tirarla, piano piano dall’Europa mi farà passare la porta verso la Russia”. “Quella penna” è la penna che Goethe donò a Puskin, e della quale non si trova traccia. Parte così, da un filo sottile che si dipana, da una traccia d’inchiostro fantasma, una “indagine narrativa” tra viaggi e ricordi, letture e suggestioni, incontri e ricordi familiari, nel mito della Grande Russia. Alla ricerca “di un dono, di un omaggio, di un’eredità poetica, di un sentimento, di una scintilla vitale”.

La guerra dei nani: romanzo

Gli abitanti della Terra Nascosta e Tungdil, il nano che è riuscito a forgiare la mitica Lama di Fuoco e che ha sconfitto il mago Nudin, possono finalmente celebrare la vittoria sulle forze del male. Tuttavia la guerra non è affatto finita. Gli orchi sopravvissuti alla disfatta si stanno infatti radunando segretamente a nord, per costituire una nuova armata e attaccare i possedimenti della Quinta Stirpe di nani. Nel frattempo, gli albi – creature simili agli elfi, ma votate al male – sono in marcia per raggiungere i confini occidentali della Terra Nascosta. Nessuno sembra prendere sul serio la minaccia rappresentata da quell’avanzata tranne Tungdil, che intuisce il pericolo e si adopera per unire in una nuova alleanza i nani e gli elfi, ma invano. L’unica possibilità di salvezza sembrano quindi i nani della Terza Stirpe, i reietti, coloro che si erano uniti a Nudin e avevano aperto il passaggio alle forze oscure. Ma, per assicurarsi il loro appoggio, Tungdil dovrà affrontare paure e rancori radicati nel profondo del suo animo: tanti anni prima, infatti, era stato proprio il re della Terza Stirpe a uccidere i suoi genitori…