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Polvere alla polvere

Anita Blake è la migliore Risvegliante in circolazione, non ci sono dubbi. Ma sarà in grado di resuscitare in una sola notte un numero piuttosto elevato di cadaveri sepolti da oltre duecento anni? Intrigata dalla sfida – e dal compenso promesso – Anita accetta l’incarico e si ritrova in un vecchio cimitero al centro di una controversia legale. Tuttavia, proprio mentre si accinge a mettersi al lavoro, riceve una telefonata dalla polizia che le chiede di recarsi a esaminare la scena di un crimine… Una storia tra il giallo e l’horror.
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Il Podere

Accolta e superata l’esperienza naturalista, Tozzi si apre all’influsso della narrativa europea (e di Dostoevskij in particolare) e partecipa pienamente alla sensibilità culturale e sociale novecentesca. La campagna senese fornisce – qui come negli altri romanzi maggiori di Tozzi – l’ambientazione e la rete di relazioni entro cui si muovono i personaggi, che sono anche quelle della personale biografia dell’autore. La vicenda del Podere si dipana entro una violenta società contadina: violenta perché avida, per secolare povertà, e violenta perché debole, per altrettanto secolare storia. Remigio, il protagonista, è agitato e condizionato da una tensione autodistruttiva che lo spinge a desiderare di spossessarsi dell’eredità paterna, della “roba”, ma la tensione degli animi e il turbamento degli interessi provocano la tragedia. La percezione dell’incapacità di vivere e il senso dell’ineluttabile danno alla narrazione toni ora aspri ora di lirismo doloroso.
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La piccola Dorrit

Il vecchio William Dorrit è rinchiuso da molti anni per debiti nella prigione londinese di Marshalsea. A prendersi cura di lui è la devota figlia Amy, la piccola Dorrit, innamorata in segreto del giovane amico di famiglia Arthur Clennam. Ma un’improvvisa eredità cambierà completamente le cose. In questo romanzo il grande scrittore inglese concepì un potente apologo su povertà e ricchezza, scagliandosi come mai prima contro la società vittoriana e il ceto medio che la rappresentava. Scritto tra il 1855 e il 1857, La piccola Dorrit riflette con la forza di un linguaggio visionario la vis polemica di Dickens nei confronti delle istituzioni e smaschera attraverso la finzione letteraria l’ipocrisia di finanzieri spregiudicati e corrotti. Il titolo originario del romanzo, poi cambiato dall’autore, non a caso era Nobody’s Fault, “Non è colpa di nessuno”: allusione efficace, – come scrive Carlo Pagetti nell’Introduzione, – “a un mondo dove nessuno si assume le responsabilità delle proprie azioni, e dove gli stessi personaggi sono dei “nobodies”, oscurati dalla propria mediocrità, dall’insoddisfazione psicologica e dalla cecità morale”.
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Il petalo giallo

Un maturo scrittore sloveno, reduce dai campi di concentramento nazisti, e una giovane psicoterapeuta che vive a Parigi, la cui infanzia è stata funestata da una nascosta, ma non meno devastante, violenza familiare. Tra i due nasce improvvisa e quasi per caso una relazione intima, nutrita di un fitto scambio epistolare e di sporadici quanto intensi incontri, una relazione legata a un mistero che via via si dirada andando a descrivere un tragico percorso comune. E solo nella silenziosa profondità dell’amore i loro corpi, segnati da un destino di violazioni e abusi, sapranno ritrovare equilibrio e fiducia, perché la risposta alla violenza subita, prima di essere un atto di intelligenza, è un atto d’amore. Il libro illumina, con la dolente lucidità di cui Pahor è maestro, il paradosso della ragione umana, prima sorgente di violenza e distruzione, e dà voce a pagine profondamente intrise di memoria, individuale e collettiva, pagine che scavano con rigore nelle libertà negate o soffocate da cui continuano a riverberare domande irrisolte, esistenze inquiete, conflitti dell’animo mai pacificati.

Persi in un buon libro

Thursday Next, coraggiosa detective letteraria, è diventata famosa: ha sconfitto Acheron Hades, il terzo uomo più ricercato del pianeta; ha salvato “Jane Eyre” dalla distruzione, migliorandone persino il finale. Anche nella vita privata attraversa un momento di grande felicità. È appena andata a vivere con Landen, aspettano un bambino… Ma l’orizzonte è carico di guai. La sorella di Acheron Hades reclama vendetta, la potente e malefica Goliath Corporation pretende a tutti i costi la liberazione del proprio scagnozzo, Jack Shitt, che Thursday ha imprigionato nella poesia “Il corvo”, di Edgar Allan Poe. Juris Fiction, la grande macchina della giustizia letteraria, l’accusa di “infrazione della finzione narrativa”. La pressione sulla povera Thursday raggiunge il culmine quando la Goliath, con la complicità di una Crono-Guardia corrotta, riesce a “sradicare” dalla realtà suo marito, Landen Parke-Laine, ricostruendo il mondo come se Landen non fosse mai esistito. Le resta una sola via di fuga: rifugiarsi nel magico universo della parola scritta, un universo parallelo con proprie leggi e propri abitanti. Lotterà contro i grammassiti, capaci di divorare metà degli aggettivi di un romanzo, di far sparire in un istante tutta la punteggiatura di un capitolo. Incontrerà personaggi delusi, cancellati prima dell’ultima stesura, condannati a vivere in eterno in un limbo desolato. O gli avventurosi PageRunner, personaggi in fuga dal libro per cui sono stati concepiti.

La perfezione del corpo. L’arte di esprimere al meglio il fisico e la mente.

Secondo Bruce Lee le arti marziali rappresentavano l’arte di esprimere il corpo umano. In questo volume il famoso atleta e attore espone il suo metodo di allenamento e condivide la disciplina mentale che lo ha sempre guidato, sia nel continuo perfezionamento della tecnica di combattimento che nel potenziamento delle sue capacità di concentrazione. Ecco quindi indicazioni pratiche e concrete sugli esercizi e le regole alimentari, ma anche riflessioni intense su come esprimere, attraverso la perfezione del corpo, la profondità dell’anima.

Passioni e tradimenti. La dinastia di Ravenscar

In una gelida giornata del 1904 il futuro della famiglia Deravenel cambia per sempre. Quando Cecily Deravenel comunica al figlio diciottenne che il padre, il fratello e il cugino sono morti in un incendio, una parte di lui muore con loro. Solo il cugino, che sospetta che le morti non siano state accidentali, può offrire un qualche conforto al ragazzo. Entrambi iniziano a indagare per scoprire la verità e tentano di riappropriarsi dell’impero finanziario della famiglia, usurpato 60 anni prima e gestito da un fascinoso e carismatico cugino.

Outland rock

Protagonista di questi quattro racconti di Cacucci è gente normale, che proviene da ambienti diversi ma è accomunata dal fatto di trovarsi d’improvviso per effetto del caso in situazioni impreviste e straordinarie e di doversela cavare. Il protagonista di “Outland rock” (racconto che dà il nome alla raccolta), innaffiando le piante sul balcone, trova un oggetto che sembra caduto dal cielo ed è infatti la scatola nera di un satellite spia, che sono in tanti a voler recuperare… Per questi eroi di tutti i giorni la salvezza si può trovare nella fuga, dalla propria città e dalla propria vita, verso un destino ignoto.

Ossi di luna

La bellissima Cullen è felice con il marito e la figlia, che riempie le sue giornate di pannolini, biberon e giocattoli di gomma. Non si sogna nemmeno di cedere alle lusinghiere avances di Weber Gregston, regista famoso e molto seducente. Malgrado non sia immune al suo fascino, Cullen non ha la minima intenzione di mettere a repentaglio la sua esistenza ordinata e tranquilla. Alla vita chiede solo di non avere sorprese. Eppure Cullen, di giorno mamma e moglie perfetta, si ritrova di notte a vivere stranezze inenarrabili in un mondo fantastico: per mesi i suoi sogni la conducono a Rondua, un’isola popolata da animali giganteschi, scarabocchi volanti, bande di soldati a cavallo di grosse iguane, mari dei colori del tramonto, castelli di vetro e creature imprevedibili. Tutto è possibile a Rondua, dove Cullen e Pepsi, il ragazzino che nei sogni è suo figlio, sono stati chiamati per salvare l’isola da un sovrano malvagio. Come sempre succede nei romanzi di Jonathan Carroll, la realtà dovrà fare i conti con i suoi mostri e Rondua finirà per invadere il mondo quotidiano di Cullen costringendola ad affrontare l’assurda e inspiegabile brutalità dell’esistenza.

Ora zero

Europa, ai nostri giorni. Il Comitato, un’organizzazione formata da rappresentanti della politica e della finanza, mira a gettare l’Europa nel caos per stringere legami con le lobby più estremiste degli USA. Caspar Dragan, signore della guerra serbo, è a capo di una vasta organizzazione in grado di mettere a segno attacchi devastanti. Bruno Genovese è il vice capo della Divisione Sicurezza Europea, destinata a difendere il Vecchio Continente dai pericoli che lo minacciano. Linda Casillas è responsabile dell’Unità Incarichi Speciali, una squadra “fuori dai ranghi” concepita per risolvere situazioni estreme. Questi i personaggi di una lotta senza quartiere che, nel breve volgere di sette giorni, sconvolgerà l’Europa.

L’ombra del principe

Dalla remota provincia che amministra, il mandarino Tan deve recarsi nella capitale dell’Impero, Thang Long, alla ricerca di alcuni libri. Ma al posto dei manoscritti trova una sfilza di cadaveri artisticamente incisi con una lama. Sono tempi in cui infuria una feroce lotta tra dinastie rivali e, per risolvere il caso il giovane magistrato dovrà misurarsi non solo con lo strapotere dei nobili e un singolare furto presso gli eunuchi, ma soprattutto con le ombre che provengono dal suo stesso passato. Per portare alla luce il movente di un assassino spietato, il mandarino dovrà chiamare a raccolta tutte le armi della sua logica.
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Oltremare

Nel 1913 il destino separa due sorelle. Grazia deve emigrare in Argentina per raggiungere parte della famiglia e lascia Antonia con l’anziana madre nel piccolo paese di Olai, in Sardegna. Ma il rapporto continua e attraversa l’oceano nelle settanta lettere che compongono questo romanzo. “Oltremare” inventa quindici anni di scambio epistolare, dal 1913 al 1928, da cui emerge dapprima il dramma legato al distacco, poi la crescente ansia di sapere l’una dell’altra. E il rapporto si affida alla potenza della parola scritta. L’apparente semplicità di una scrittura disadorna, venata d’italiano popolare – segno dell’umile condizione sociale e culturale delle giovani sorelle svela gradualmente l’essenza di un legame complesso. Attraverso la corrispondenza fra Grazia e Antonia passano storie lontane; piccoli episodi di vita privata che si intrecciano agli avvenimenti della storia collettiva. Le cronache argentine cedono il passo a squarci di vita del paesino di Olai dove gesti e riti quotidiani cadenzano la difficile esistenza di un’umanità ferita. Emerge allora il dolore, come quello di Antonia che vive un amore proibito e contrastato o quello della piccola comunità di Olai che piange le perdite della Grande Guerra e ricorda i suoi emigrati. Le speranze, legate ai fermenti e novità del dopoguerra, giocano in chiaroscuro con le paure per le inquietanti premesse del fascismo. Su tutto e nonostante tutto, la tensione di un lungo filo che vibra e tiene: oltremare.

Notte prima degli esami oggi

Luca Molinari è di nuovo il pronto a giocare la sua partita. Stavolta lo scenario è quello della Roma di oggi. Ci sono ancora gli esami di maturità, che più si avvicinano più sembrano una missione impossibile. Ma in un anno in cui l’Italia vince un Mondiale di calcio in quel modo, grazie a due come Grosso e Materazzi, può succedere proprio di tutto. Anche una storia con una come Azzurra. Lei fa già l’università, studia biologia marina. E di poco più grande di lui e di parecchio più disinibita. Bella da balbettare quando te la trovi davanti, lo travolge, lo stordisce e lo trascina in pazze avventure metropolitane: scherzi di massa organizzati col tam tam in Rete; struggenti bagni proibiti nella vasca dei delfini; balli di gruppo tutti nudi sul ponte di Castel Sant’Angelo. La loro storia, un tira e molla romantico che lascia col fiato sospeso fino al finale, è fatta di colpi di testa, blog che ti scavano l’anima e, come sempre, paura di farsi male con l’amore. Poi ci sono, e non se ne può fare a meno, gli amici, i gruppi, le tribù, i genitori spesso più scapestrati dei figli -, la musica, le feste, le delusioni. I gesti e gli sguardi, gli abbracci e le carezze. Anche quelle non date.

Non buttiamoci giù

Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall’ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c’è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po’ troppi…

Noi marziani

La Terra pare aver dimenticato i grandiosi progetti interplanetari e concede soltanto le briciole alle piccole colonie marziane. Il quarto pianeta è ancora pressoché disabitato e i lunghi anni di disinteresse delle autorità hanno favorito lo sviluppo di ogni sorta di traffici, dal contrabbando alla speculazione. Per questo motivo i profittatori su Marte sono più agguerriti che mai. Il loro massimo esponente è l’abile e tirannico Arnie Kott, il quale, pur sapendo che la Terra, un giorno o l’altro, verrà a minacciare la sua supremazia, si augura che quel giorno sia ancora lontano e non ha affatto l’intenzione di rinunciare a ciò che considera un suo buon diritto: volgere a proprio uso e consumo le migliori risorse del pianeta.
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