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I veicoli pensanti. Saggio di psicologia sintetica

Con un linguaggio di estrema semplicità, che non è mai banale, ma invece fitto di osservazioni argute, spesso irriverenti, Braitenberg ci conduce per i meandri del cervello, attraverso sentimenti e passioni, in un saggio che si legge come un romanzo d’avventura o un racconto fantastico. Un libro leggero e un po’ surreale, ma pieno di saggezza e, soprattutto di scientificità: una lettura per tutti, divertente, ma che fa pensare. I lettori più esigenti troveranno nell’appendice e nella bibliografia le ricerche compiute su esseri viventi (dalla mosca all’uomo) che forniscono la giustificazione scientifica di ciascun modello.
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Il signore della paura. Tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano

È il radioso mattino della Pasqua dell’Anno del Signore 1403. Tra le colline e i boschi presso Firenze, non lontano dal santuario della Madonna dell’Impruneta patrona della città, affiora da un profondo pozzo una candida statua marmorea della dea Venere. L’evento è salutato con superstiziosa paura da chi vede in quell’idolo pagano un messaggio demoniaco e con gioia commossa da chi invece si sente, in quell’alba del Quattrocento, già toccato dal soffio gentile dell’umanesimo. Vieri, duro ed energico erede del possente casato dei protettori del santuario mariano, i Buondelmonti, interpreta quel ritrovamento come un presagio che direttamente lo riguarda: e parte verso Oriente, verso l’Asia lontana, inseguendo le fantasie cavalleresche della giovinezza. Ma forse deve anche compiere una truce faida; e forse è perseguitato da un cocente rimorso. In quello stesso mattino, un giovane guerriero ghibellino convertito al messaggio francescano prega nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e un anziano gentiluomo castigliano si appresta, in una Segovia ancora invernale, a ricevere dal suo re una delicata missione diplomatica. I destini di questi tre cavalieri s’intrecceranno, prima sulle onde inquiete del Mediterraneo e nei sortilegi delle sue isole e poi in una cavalcata lungo le piste carovaniere della Via della Seta, alla volta della magica Samarcanda del Signore della Paura, il potente e feroce Tamerlano che a sua volta sta ormai cullando il suo sogno più folle, la conquista del Celeste Impero.

Il Sigillo Del Vento

Gli elfi tutti hanno una visione univoca della vita e del creato ma non tutti hanno le stesse opinioni riguardo agli esseri umani, agli orchi e ai nani.
Gli elfi oscuri amano chiamarsi ortodossi e ritengono che queste razze siano inferiori e vadano sterminate. Ortodossi e revisionisti, Tenebre e Luce: la guerra affonda le sue radici nella notte dei tempi e uno scontro è atteso, portato dal Vento.
Gwyllywm ha riposato a lungo e ora è alla ricerca di se stesso: vittima di un potente incantesimo non discerne più se il suo sentiero cammina nella Luce oppure nelle Tenebre. Aveva amici tra gli umani, ma il tempo lo ha separato da loro; amici che hanno sacrificato la loro vita per fare in modo che egli sopravvivesse, e che potesse ricordare il suo passato.
Gwyllywm deve unire i tasselli lasciati dai suoi compagni nel grande mosaico della sua vita: Luce o Tenebre? Verità sconvolgenti del suo passato riaffiorano come i relitti del naufragio di una nave chiamata memoria. Qual è la verità? Qual è la distinzione tra ciò che è stato realmente vissuto e i ricordi che sono stati creati dalla magia o dalla suggestione? Perché suo padre Erwmysh – ex-sacerdote degli elfi ortodossi – lo chiama a sé e lo reclama, chiamandolo ”primo tra i genetisti”? Perché sua sorella Raylyn – sacerdotessa degli elfi ortodossi – vuole prendere la sua vita? Chi è veramente Teuyth, il bardo che lo cerca? E chi sono i berserker, i ”servi dell’oscuro”? Cos’è realmente il Sigillo del Vento, l’arma controllata un tempo da sua madre Moad e ora priva di padrone? Quale arcana verità è celata dietro i seguaci di Reivon, la nuova religione che prende piede e si diffonde come una virulenta malattia? Di chi si può davvero fidare ciecamente e chi nasconde sconvolgenti segreti?
L’Impero degli umani è retto da un Imperatore incapace, i Regni Liberi reclamano secessioni e diritti gli uni sugli altri, gli orchi dell’ovest vogliono le terre dei loro padri e i barbari premono, ad est.
Gwyllywm comincia il suo viaggio in un mondo dominato dalla violenza e dall’egoismo e ben presto scopre che ricordare il proprio passato gli è indispensabile ma inconciliabile con il presente. Ed emergono terribili verità, o terribili memorie di verità presunte. In un mondo dove Luce e Tenebre si scontrano e si confondono, mischiandosi a tratti senza lasciar capire cosa sia davvero la Luce e cosa siano le Tenebre, Gwyllywm è inconsapevole di essere in realtà una pedina di un gioco più grande di lui. Ma è una pedina che troverà la forza di scegliere il proprio cammino. Gwyllywm riscoprirà di aver vissuto nella Luce, di essere stato un revisionista ma divenuto un ortodosso.
E ogni elfo sa benissimo che coloro che hanno visto le Tenebre mai più hanno sopportato la Luce.
(source: Bol.com)

Qualcosa da tenere per sé

Le severe architetture di Torino si tingono di colori, le strade brulicano di persone: è l’atmosfera elettrica ed euforica delle Olimpiadi invernali, grazie alle quali anche la prof Camilla Baudino gode di una vacanza fuori programma. Scuole chiuse, marito e figlia in montagna per seguire da vicino le gare, Camilla resta in città e assapora la prospettiva di un intervallo di solitudine, di qualche giorno tutto per sé, libera dai doveri della quotidianità. Ma un’imprevedibile malinconia e l’irrompere del caso sconvolgono i propositi di riposo: la prima la induce a fare una telefonata a lungo desiderata e rinviata, il secondo le fa incontrare Liuba, una ventiduenne dura e al tempo stesso fragile, che lavora in un sexy shop più per protesta che per scelta e vive in una comune con un gruppo di ragazzi che affrontano le difficoltà della vita con una sorta di rassegnata ribellione. è proprio Liuba a chiedere aiuto a Camilla: vorrebbe ritrovare il goffo e lento Quantunque, l’ultimo arrivato nella comune, un ragazzo di cui nessuno sa niente e che è scomparso nel nulla. La ricerca delle due donne s’intreccia presto con l’indagine della polizia sull’assassinio della prostituta Flora, in un contrappunto serrato tra l’inchiesta ufficiale e quella – più discreta e “femminile”, ma non meno efficace – della prof. Che finirà per trovarsi di fronte a una domanda difficile, una di quelle domande universali eppure terribilmente urgenti: la giustizia coincide necessariamente con lo svelamento della verità, di tutta la verità? Con la sua consueta ironia, con il suo stile veloce e pungente, capace di delicatezza anche nel raccontare il male e il dolore, Margherita Oggero ci regala una nuova emozionante avventura della professoressa-detective, e ci suggerisce che, nel nostro mondo saturo di parole, qualche volta è importante tenere qualcosa per sé.

Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana

Terrorismo, fondamentalismo, antiamericanismo, odio contro l’Occidente, complicità con l’Islam e gli antisemiti: sono le accuse che l’impero americano brandisce come armi affilate. In un clima mondiale di mobilitazione totale contro i barbari alle porte, e anzi già insediati nella cittadella occidentale, chiunque non sia con l’America è automaticamente nemico della pace e della civiltà.
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Il leone dei templari

Palestina, 1187. Il cielo verso Oriente si stava schiarendo lentamente e Alexander Saint-Clair, cavaliere dell’Ordine dei Templari, guardava la pallida luce trasformare la notte, consapevole solo di una cosa: quel giorno lui e il suo esercito avrebbero combattuto contro gli infedeli di Saladino la battaglia più lunga e probabilmente avrebbero incontrato la morte. Da settimane infatti erano partiti da Gerusalemme per raggiungere il forte di Tiberiade; ma la strada verso il nemico passava attraverso un immenso deserto, con le scorte di cibo e acqua ormai quasi esaurite e i soldati saraceni, nascosti nelle grotte, pronti ad attaccarli a ogni passo. La decisione di Guido di Lusignano, il re fantoccio della Città Santa, di mandare il più grande esercito che le truppe cristiane avessero mai avuto in Palestina al totale sbaraglio, in una zona così difficilmente espugnabile, era per Alexander, e per suo fratello André, inspiegabile. Ma era stato il Gran Maestro del Tempio a consigliare il sovrano e a prestare i servigi dei cavalieri Templari a Riccardo Cuor di Leone. Forse il segreto che da oltre un secolo veniva tramandato tra i monaci dell’Ordine era in pericolo e per questo bisognava distogliere l’attenzione di tutti, cristiani e mori, da Gerusalemme.

Il guaritore di maiali: A.D. 1589

Chi è l’Artiglio del diavolo? Nei carruggi si parla di lui sottovoce, con orrore. Quando cala la notte le donne tremano al pensiero di incontrano e fare la stessa fine delle altre disgraziate che sono cadute sotto la sua bestiale ferocia. Tutta la città lo cerca. E quale presenza diabolica si aggira tra i carmelitani scalzi di Sant’Anna e profana la casa di Dio sgozzando i preziosi maiali del convento e incidendo una croce sui loro corpi? È come se il Cielo avesse scagliato contro i genovesi due pesti allo stesso tempo, ma il guaritore di maiali, che ama le bestie più degli uomini, è convinto che il Signore abbia faccende più importanti di cui occuparsi e che si debba invece dubitare delle persone. Di tutti, proprio tutti.

La fidanzata automatica

Cent’anni fa il filosofo americano William James si è posto questo problema: “Pensai a ciò che chiamai una ’fidanzata automatica’, intendendo con ciò un corpo privo di anima assolutamente indistinguibile da una fanciulla spiritualmente animata, che ride, parla, arrossisce, ci cura… Potrebbe qualcuno considerarla come un perfetto equivalente? Certamente no”. Sembra un esperimento mentale, eppure è la descrizione di un fatto reale: biblioteche, sale da concerto e pinacoteche sono piene di fidanzate automatiche, che vengono chiamate “opere d’arte”. Le opere sono oggetti fisici, che contano per la loro fisicità e per la loro bellezza; sono oggetti sociali che esistono solo perché ci sono persone; sono oggetti che suscitano sentimenti. Ma, ecco il punto, non ricambiano i sentimenti che suscitano. Se c’è una cosa che l’opera d’arte non può fare è proprio essere amica, pur svolgendo molte delle attività che di solito si attribuiscono agli amici. Come la fidanzata automatica, le opere d’arte sono oggetti che fingono di essere soggetti. Il libro contiene anche una lunga conversazione dell’autore con Fernando Botero, realizzata da Ferraris nello studio del pittore a Cartagena, in Colombia
(source: Bol.com)

Elogio dell’inconscio. Dodici argomenti in difesa della psicoanalisi

L’epoca contemporanea è caratterizzata dal principio cinico dell’utilità immediata: conta solo ciò che è utile adesso, il resto non esiste. Il progresso delle neuroscienze, lo psicofarmaco e le terapie brevi centrate sulla correzione cognitiva-comportamentale del sintomo sembrano tradurre questo principio nelle pratiche della Cura: ciò che conta è il funzionamento della macchina corpo o della macchina pensiero. Il tempo stesso della Cura deve comprimersi il più possibile: poche parole e più fatti! La sua meta è diventata quella di un adattamento acritico del soggetto al principio di realtà. Questa deriva cinica sembra decretare inesorabilmente la morte della psicoanalisi che appare destinata ad essere inventariata tra le statue nel museo delle cere della modernità. Questo libro ha la forma provocatoria e militante di un pamphlet in difesa della psicoanalisi. Esso reagisce alla tendenza di concepire l’avvenire della psicoanalisi nei termini di una sua fatale estinzione.

E lasciamo cadere queste stelle

Protagonisti di questo libro sono gli stati d’animo delle donne chiamate per nome, che compongono “Femminario”; l’autore che svela se stesso in “Al presente”; le vittime e i cani bastardi in “Nero”; l’ombra delle “Notti”; l’incanto e il disincanto delle “Prime volte”; la passione che sale in cattedra in “Filosofia dell’amore”; il tradimento di avere “Nel petto due cuori”; il teatro della fine negli “Occhi chiusi del cielo”; lo sbandamento del pudore in “Carosello”. E le dichiarazioni d’amore da lui a lei, a lui, di nuovo a lei, per tutte quelle volte che si è rimasti senza voce davanti al desiderio.

Il cavaliere di Artù. Io, Lancillotto

Un vecchio cavaliere franco, accompagnato da una scorta di giovani guerrieri, attraversa lo Stretto della Manica e sbarca a Glastonbury, dove sorge la più antica ecclesia d’Inghilterra. Gli uomini si addentrano nella zona, attraverso le dolci colline dove non molti anni prima sorgeva il meraviglioso regno di Camelot, il dominio di Artù, la patria della nobiltà e della cavalleria. Il vecchio cavaliere conosce bene questi luoghi: qui ha passato gli anni migliori della sua vita, qui ha combattuto, ha sofferto, ha amato. E adesso “il Franco”, come ancora lo chiamano gli abitanti della zona, è tornato per onorare un’antica promessa: dare degna sepoltura al vecchio amico Merlino, e recuperare Excalibur, la mitica spada di Artù, il simbolo di Camelot.
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Volevo guidare il taxi

Toccante questa storia che ha come protagonista una ragazza non vedente, Elena. Il suo handicap non le impedisce di vivere con grande coraggio una sua normalità, piena di amore e affetti. Non vuole commiserazione da parte della gente, né cerca aiuto, indipendente e caparbia com’è. Ma una malattia molto grave la costringe a prendersi cura di se stessa, a mettersi in gioco, a dimostrare e dimostrarsi di che pasta è fatta, ad aprirsi agli altri e ad accettare il loro aiuto. Forte e debole allo stesso tempo; ottimista eppure profondamente scoraggiata nei momenti più duri della malattia, Elena dimostra di essere una ragazza capace di tutto. Con grinta e con l’appoggio e l’amore che la sua famiglia non le fa mancare, si lancia nella lotta più dura che la vita le abbia proposto, non rinunciando a quella felicità che tutti meritiamo.

Viaggio al termine di una stanza

Oceane, dopo aver svolto diversi lavori più o meno sordidi (come la performer in un live sex show a Barcellona) ha fatto un po’ di soldi con un colpo di fortuna come Computer Graphic Designer. Le piace viaggiare, ma non le piace uscire di casa, anzi in realtà non esce mai di casa. La soluzione per lei è quella di portarsi il mondo nel suo appartamento nella parte sud di Londra, utilizzando la TV satellitare, Internet e degli stranieri di assaggio. Tutto va abbastanza bene finché non comincia a ricevere delle lettere da un ex. Ex nel senso che è morto anni e anni prima…

Il viaggiatore: cronache del Quarto Regno

Fin dall’adolescenza ha tentato in ogni modo di sottrarsi al proprio destino e di condurre una vita normale. Ma la ventiseienne londinese Maya non è una giovane “normale”. Come suo padre, appartiene a un’antica e quasi estinta stirpe di guerrieri, gli Arlecchini, protettori dei Viaggiatori, anime elette capaci di muoversi fra mondi paralleli dove ricevono la forza e la saggezza con cui nutrire gli uomini della Terra. Proprio per questo i potenti affiliati della Tabula, una setta segreta che tenta di ottenere il controllo assoluto della società, li perseguitano da tempo immemorabile e ora, con l’avvento dell’immensa Macchina, sembrano ormai prossimi alla vittoria definitiva. Ma forse esiste ancora una possibilità. Da qualche parte, in California, vivono Gabriel e Michael Corrigan, i figli di un Viaggiatore scomparso. La missione di Maya sarà quella di rintracciare i due fratelli prima dei mercenari della Tabula e metterli in salvo. Armata solo del suo puro idealismo e di una caparbia volontà di resistenza, la giovane si trova coinvolta in un’impresa epica per difendere dalle minacce della tecnologia e del mito dell’ordine sociale l’ultima speranza di un mondo libero.

Il Vero E Il Plausibile

La plausibilita, quale strumento per costruire e valutare ipotesi e guidare l’azione, e un concetto che nasce da un’esigenza fondamentale non solo dell’impresa conoscitiva, ma dell’uomo in quanto tale: quella di limitare e gestire l’incertezza e la provvisorieta che contraddistinguono ogni aspetto della sua esistenza. Il libro, mediante alcuni richiami storici, fornisce un’analisi delle teorie e dei modelli della plausibilita, sia nella sua versione probabilistica sia in quella non-probabilistica, sviluppando una prospettiva che propone un superamento dell’opposizione tra vero e plausibile.

Vergine giurata

Hana abbandona gli studi universitari che, piena di curiosità e di entusiasmo, aveva da poco iniziato all’Università di Tirana per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell’Albania, nella casa dello zio che l’ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d’amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato che permetterebbe allo zio di morire in pace ma che costringerebbe lei a rinunciare alla propria indipendenza, pensa che l’unico modo per risolvere i suoi problemi sia diventare una vergine giurata: una di quelle donne, cioè, che a un certo punto della propria vita decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità. Lo zio è fiero di lei, l’onore della famiglia è salvo e lui è finalmente libero di arrendersi alla malattia che lo divora. Nella cupa solitudine delle montagne si abbrutisce e si imbruttisce per sopravvivere alla fatica, al freddo, allo sconforto, finché la cugina Lila, emigrata tanti anni prima negli Stati Uniti, non riesce a convincerla a infrangere il giuramento per raggiungerla a Washington. Qui Hana riesce con grande sforzo – grazie al sostegno della cugina e della sua famiglia, ma soprattutto alla propria tenacia – a trovare la consapevolezza di sé e del suo corpo mortificato, e ad accettare l’amore di un uomo che la aiuta ad appropriarsi di una femminilità rinnegata.
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