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Schiava del suo cuore

Italia, 410 – Durante il sacco di Roma, la giovane patrizia Giulia Livia Rufa, assalita da due malviventi che approfittano del caos in cui è piombata la città, viene salvata da Wulfric, un gigantesco guerriero goto dai lunghi capelli biondi e dai profondi occhi verdi, che la porta con sé come sua schiava. Dapprima riottosa e ribelle, Giulia si rende conto a poco a poco che vivere tra i Visigoti e condividere le loro usanze non è poi così spiacevole, tanto che abbandona ogni proposito di fuga. Anzi, scopre di desiderare Wulfric più di quanto sarebbe lecito a una vergine. Ma il barbaro è destinato a diventare re e non può certo sposare una schiava romana. Al massimo potrebbe fare di lei la propria amante, una condizione che Giulia non è disposta ad accettare… o forse sì?
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### Sinossi
Italia, 410 – Durante il sacco di Roma, la giovane patrizia Giulia Livia Rufa, assalita da due malviventi che approfittano del caos in cui è piombata la città, viene salvata da Wulfric, un gigantesco guerriero goto dai lunghi capelli biondi e dai profondi occhi verdi, che la porta con sé come sua schiava. Dapprima riottosa e ribelle, Giulia si rende conto a poco a poco che vivere tra i Visigoti e condividere le loro usanze non è poi così spiacevole, tanto che abbandona ogni proposito di fuga. Anzi, scopre di desiderare Wulfric più di quanto sarebbe lecito a una vergine. Ma il barbaro è destinato a diventare re e non può certo sposare una schiava romana. Al massimo potrebbe fare di lei la propria amante, una condizione che Giulia non è disposta ad accettare… o forse sì?

La regina d’inverno

Mosca, 1876: in un parco affollato, un giovane si spara davanti agli occhi di una ragazza che poco prima gli aveva rifiutato un bacio. È solo l’inizio di un’inquietante catena di suicidi apparentemente inspiegabili. Dietro quei gesti tanto assurdi si nasconde forse un intrigo internazionale, ordito al di fuori della madre Russia? A indagare sul caso è Erast Fandorin, un investigatore alle prime armi, ma pieno di entusiasmo e acume. La pista che segue lo condurrà ai quattro angoli della Terra, in una serie di avventure rocambolesche che approderanno a una verità sconvolgente e imprevedibile.

I ragazzi di Jo

I figli di Jo e Fritz Bhaer, Teddy e Rob, erano soprannominati il Leone e l’Agnello: il primo era coraggioso come il re degli animali, mentre il secondo era mite come un agnellino. La madre lo chiamava la mia figliuola, e sosteneva che era il più obbediente dei ragazzi, per quanto, sotto i modi tranquilli e il carattere dolce, nascondesse un’energia inesauribile. In Ted, invece, Jo scorgeva i difetti, i capricci, le aspirazioni e la vivacità della propria fanciullezza; con i suoi riccioli selvaggiamente arruffati, con quelle gambe e quelle braccia così lunghe sempre in movimento e con la voce possente, Ted s’imponeva su tutti.
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I ragazzi di città

“Family” è il nome di un selezionato gruppo di disc jockey che ha scelto l’hip hop come proprio linguaggio. Marginali, in antagonismo a quello che i giornali chiamano “popolo della notte”, si muovono, ballano sullo sfondo di una città e un’isola senza nome, ma dove si riconoscono Cagliari e la Sardegna. Tutto procede secondo il consueto avvicendamento delle serate in discoteca e brioches all’alba. Fino a quando non viene scoperto il cadavere di una ragazza. Le cose si complicano, crolla un intero scenario, e la vita glamour cede il passo a un thriller a ritmo di rap.

La prova del miele

Araba, musulmana e colta, la protagonista di questo libro, nata e cresciuta a Damasco, si è trasferita a Parigi dove si occupa della biblioteca del dipartimento di Arabistica dell’università. Nella sua vita c’è stato un uomo fondamentale, un uomo che le ha aperto un mondo prima sconosciuto, un mondo di erotismo, carnalità e sesso. Questo incontro l’ha portata a mettere in pratica le teorie che ha appreso in anni di letture clandestine degli antichi testi di letteratura erotica araba – a partire dall’insegnamento del maestro sùfi al-Gunayd, ‟ho bisogno del sesso come ho bisogno del cibo” –, fino a risvegliare i ricordi dell’infanzia siriana, memorie di un mondo degli adulti complesso e contorto, fatto di segreti, tradimenti e passioni. Senza dimenticare le confidenze delle amiche, o i tipici rituali della cultura araba come l’hammàm, e le leggi, i testi sacri, tutto diventa materia di una ricerca che fa del corpo il mezzo e il fine della ricerca stessa. E la protagonista intraprende questo percorso proprio perché si sente figlia orgogliosa di un universo culturale profondamente arabo. Ribalta i luoghi comuni sul rapporto tra sesso e Islam, e ci mostra come nella tradizione araba il piacere sessuale non sia un peccato, bensì una grazia di Dio, un ‟assaggio”, un’anticipazione dei piaceri che ci attendono in paradiso.

(source: Bol.com)

Il profumo del pane alla lavanda

La trentaquattrenne Claire Waverly, proprietaria di un’agenzia di catering, vive a Bascom nella casa della nonna. E’ da lei che ha imparato la magia delle piante e dei fiori commestibili, da lei ha imparato a cucinare e a prendersi cura del giardino.
La sua è una vita volontariamente solitaria; dopo la morte della nonna ha stretti rapporti solo con Evanelle, un’anziana cugina. Il resto dei suoi rapporti è superficiale, formale e Claire è felice che sia così.
Qualcosa però sta per cambiare… il ritorno di sua sorella, fuggita tanti anni prima, porterà molte novità e le rivoluzionerà la vita.

Il mistero della genesi delle antiche civiltà

Da una parte c’è il racconto biblico della creazione; dall’altra, i princìpi della teoria evoluzionista. Al centro, inconfutabile, la comparsa dell’Homo sapiens 200.000 anni fa. Il fatto che noi siamo qui, su questa terra, deve essere ancora spiegato. Questo libro, frutto di dieci anni di ricerche, intende fornire delle risposte plausibili ai fondamentali problemi delle origini e della storia dell’uomo, avvalendosi di numerose prove scientifi che. La rivoluzionaria e provocatoria conclusione di Alford è che noi siamo l’ibrida discendenza di una razza extraterrestre e che potremmo realmente incontrare i nostri creatori. L’evoluzione dell’Homo sapiens e i grandi enigmi della storia dell’umanità troverebbero dunque spiegazione nell’esistenza di divinità “aliene” in carne e ossa. La civilizzazione sarebbe quindi un loro dono. nick2nick [http://www.dasolo.org]

Mi fido di te

Un romanzo di avventura criminale. Dal Nordest a Cagliari, tra mafiosi russi e imprenditori disinvolti, va in scena Gigi Vianello: un personaggio che unisce nefandezza e innocenza, convinto di farcela sempre e comunque e che raggiunge, nella sua cialtroneria, un suo cupo eroismo.

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti

La diffusione della criminalità è una piaga sociale. Ogni nuovo rapporto fotografa con spietata nitidezza un fenomeno che non si riesce a controllare, e che istilla inquietudine negli italiani, minando la pace sociale. L’ansia verso uno scenario quasi apocalittico colpisce infatti molti cittadini, sgomenti – complice anche la risonanza data dai mass media – di fronte al dilagare della violenza non solo per le strade, ma anche dentro le sempre più rischiose mura domestiche. Nel mondo gli omicidi si verificano soprattutto tra le fasce a basso reddito, con una maggioranza di vittime tra i 10 e i 29 anni; in Italia, i cosiddetti “omicidi di prossimità”, ossia quelli che colpiscono familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi, sono un fenomeno grave quanto quello della criminalità organizzata. Le cause sono l’instabilità mentale, la frustrazione, l’incapacità di superare un evento stressante o doloroso. L’omicida sembra agire in preda a un raptus, ma in realtà si è gradualmente convinto di essere perseguitato dalle persone a lui più vicine, e non trova altra soluzione se non uccidere, e spesso, suicidarsi.
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La fatiha

Jamila è nata in Francia da genitori algerini ed è cresciuta nelle banlieu parigine da una madre prigioniera delle tradizioni della propria terra d’origine: la Kabylia. Per una promessa che ha il valore di un vero e proprio contratto morale, a 19 anni Jamila viene costretta alle nozze: è la legge della Fatiha, il codice di famiglia. Attirata in Algeria col pretesto di una vacanza, si ritrova sposata, contro la propria volontà, ad un uomo che aveva rifiutato. Nonostante tutte le prevaricazioni Jamila non si sottomette. Una storia vera.
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Dovevo morire da vedova nera

Raissa non sa cosa fosse la vita prima che la paura tingesse le strade, i muri, l’aria. Non lo sanno le sue sorelle. Quasi nessuno ricorda cos’era la Cecenia prima che troppi anni di odio aggredissero come un cancro le tradizioni di un popolo. I soldati russi che opprimono, torturano, uccidono, radono al suolo città. I giovani ceceni che non conoscono che guerra, violenza, terrore. E vendetta. Raissa ha due sorelle, Hejda e Medina. Medina ha preso marito, Malik. Solo ieri si è sposata e oggi è qui di fronte ai soldati che cospargono di benzina suo marito, accendono un cerino e la costringono a guardare. Ieri era una sposa. Oggi è una vedova. Non basta. Non può bastare urlano i fratelli. Deve morire da vedova nera.

Il Ballo Degli Invisibili

Caro Silvano, non ti ho mai ringraziato abbastanza delle immagini straordinarie offertemi per i miei programmi televisivi, e non vorrei ricadere in quella pigrizia ora che ho davanti le pagine del tuo libro ”Il ballo degli invisibili”, con le arcane, fiabesche innocenze che accompagnano sempre la tua grazia poetica.Sei tra i pochi che mi ricordano, ogni volta, una frase dettami da Federico Fellini:”L’immaginazione è il modo più alto di pensare”. Federico, con gli occhi, non sbagliava mai; e tu neppure con le tue utopie, le tue Shangrilà trasformate in metafore anche civili, con quel bisogno di equità, di pace.Tienile vive per noi, fa come quando il più dolce dei nostri amici andava avanti per tenerci il posto! Tu sei tra quelli, sempre più rari, quasi scomparsi. Incontaminato, come un ”pianeta azzurro”, ricordi?Con il grazie e l’abbraccio diSergio Zavoli
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Caro Silvano, non ti ho mai ringraziato abbastanza delle immagini straordinarie offertemi per i miei programmi televisivi, e non vorrei ricadere in quella pigrizia ora che ho davanti le pagine del tuo libro ”Il ballo degli invisibili”, con le arcane, fiabesche innocenze che accompagnano sempre la tua grazia poetica.Sei tra i pochi che mi ricordano, ogni volta, una frase dettami da Federico Fellini:”L’immaginazione è il modo più alto di pensare”. Federico, con gli occhi, non sbagliava mai; e tu neppure con le tue utopie, le tue Shangrilà trasformate in metafore anche civili, con quel bisogno di equità, di pace.Tienile vive per noi, fa come quando il più dolce dei nostri amici andava avanti per tenerci il posto! Tu sei tra quelli, sempre più rari, quasi scomparsi. Incontaminato, come un ”pianeta azzurro”, ricordi?Con il grazie e l’abbraccio diSergio Zavoli

Il Bacio Perduto

La bellissima Elise Chase si aggira senza tregua per le strade di Boston. Armata di un’antica daga e spinta da un violento desiderio di vendetta, sa ciò che vuole e non si fermerà finché non l’avrà ottenuto. Dà la caccia a coloro che le hanno strappato l’amore più grande della sua vita: il figlio. Finora ha utilizzato incredibili poteri psichici, ma adesso è giunto il momento di imparare a controllarli, perché la stanno lentamente uccidendo. La sua ultima speranza è rappresentata dall’incontro con l’affascinante e tenebroso Tegan il vampiro… Presto fra i due nascerà un’insolita alleanza, un legame che andrà ben oltre il mero interesse personale, e che esploderà in un’onda incontenibile di desiderio. Perché persino un cuore di ghiaccio, che per secoli ha resistito a qualunque tentazione, può vacillare di fronte alla passione.Questa nuova e intrigante avventura della Stirpe di Mezzanotte svela segreti insospettati, in un crescendo di colpi di scena e di sensualità che vi rapirà e vi terrà incollati fino all’ultima riga.

Il bacio di mezzanotte

Era sbagliato dare la caccia alla donna. Lucan ne era consapevole mentre, sui gradini dell’appartamento di Gabrielle Maxwell, le mostrava un distintivo da detective e un documento di identità. Non era realmente il suo: una manipolazione ipnotica aveva fatto credere alla mente di Gabrielle che lui era quello che dichiarava di essere. Un semplice trucco che lui si era abbassato ad usare di rado. Tuttavia era di nuovo allo stesso punto, appena dopo mezzanotte, e metteva ulteriorente alla prova il suo già esile codice d’onore provando il chiavistello sulla porta principale. Lo trovò aperto. Sapeva che lo sarebbe stato: le aveva dato lui quel suggerimento, quando le aveva mostrato cosa gli sarebbe piaciuto fare con lei e aveva letto la risposta sorpresa ma ricettiva nei suoi teneri occhi castani. Avrebbe potuto prenderla allora. Lei lo avrebbe ospitato volentieri, ne era certo, e conoscere l’intenso piacere che avrebbe condivisoaveva quasi rappresentato la sua disfatta. Ma il primo dovere di Lucan era verso la sua Stirpe e i guerrieri che lottavano controi Ribelli. Quella notte voleva solo una ssaggio sufficente a soddisfare la sua curiosità. Era tutto ciò che si sarebbe concesso.

(source: Bol.com)

Il bacio cremisi

Una notte, alla clinica veterinaria di Tess Culver, si presenta uno sconosciuto vestito di nero e gravemente ferito. Perde molto sangue, e la donna, dopo i primi momenti di titubanza, tenta in ogni modo di salvarlo. Ancora non sa che colui che le si è presentato con il nome di Dante è in realtà un guerriero mezzosangue, impegnato in una disperata battaglia con i Ribelli, vampiri dotati di una sconsiderata efferatezza provocata dalla Brama di Sangue. In uno slancio di accesa intimità, Dante sugge il sangue dal collo di Tess, facendo di quella donna predestinata la sua Compagna della Stirpe. Da quel momento, la tranquilla vita di Tess subisce un radicale ribaltamento e lei si ritrova invischiata in una sotterranea guerra tra clan di vampiri e nel traffico illegale del Cremisi, un potente stupefacente in grado di trasformare ogni vampiro in un Ribelle. Ma la passione di Dante è capace di risvegliare nella donna caparbietà, desideri e brame che lei stessa non credeva più di possedere. Indissolubilmente legati dal sangue, Dante e Tess dovranno unire le loro forze per sconfiggere i nemici e venire a capo di una intricata faccenda.

Assassinio sul Leviathan

Su un enorme e bellissimo piroscafo a turbine che si chiama “Leviathan”, il poliziotto moscovita Erast Fandorin, in viaggio di piacere, viene coinvolto da un collega francese in un caso enigmatico, veramente di difficile soluzione. Si tratta dell’assassinio di ben 11 persone avvenuto durante uno scalo in India. La storia è ambientata sullo sfondo delle complesse relazioni diplomatiche tra Francia, Gran Bretagna e Russia, in mezzo a pericolosi intrighi, rischiosi agguati, raffinatissime azioni di spionaggio.