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La rivale

Questo straordinario racconto su Maria Callas esce in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa della cantante lirica. È la storia di Maria Callas raccontata dalla sua più acerrima rivale (nel racconto Carmela Babaldi). Questo inedito e poco celebrativo punto di osservazione consente a Schmitt di evitare la biografia agiografica e di regalarci un racconto dissacrante e divertente, ricco di aneddoti gustosi e di osservazioni competenti sul mondo della lirica. Carmela Babaldi, che prima dell’avvento della Callas era stata il soprano più amato dal pubblico, torna dall’“esilio” argentino a Milano dopo tanti anni di assenza. È ormai una donna anziana, inacidita dai ricordi dei successi della sua rivale (che è morta da anni). Entra alla Scala per ritrovare l’atmosfera dei suoi giorni di gloria e si trova faccia a faccia con un gruppo di turisti, ai quali la guida spiega che Maria Callas è stata la voce più bella di tutti i tempi e che non ha mai conosciuto rivali capaci di contenderle lo scettro della lirica. Per Carmela Babaldi questo è un colpo, e solo il primo, che la trascinerà in una straziante (ma anche, per i lettori, comica) rievocazione della feroce sfida tra le due primedonne. Schmitt fa così raccontare all’inferocita rivale tanti episodi pubblici e privati dell’ascesa e del trionfo di Maria Callas. Schmitt, oltre a confermarsi straordinario narratore, è un conoscitore raffinato della musica classica e lirica (vedi La mia storia con Mozart), e questo racconto è anche una deliziosa introduzione alle gioie dell’opera e del bel canto.

La morte come spettacolo

Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza.

Il matematico e il detective

Può l’osservazione di un banale irrigatore da giardino incastrare un serial killer che semina il terrore a Los Angeles? Sì, se chi osserva è un giovane e geniale matematico che aiuta nelle indagini il fratello, agente speciale dell’FBI. È quanto succede nella puntata pilota di NUMB3RS, la fortunata serie poliziesca della CBS, prodotta da Tony e Ridley Scott, le cui prime serie sono state trasmesse anche in Italia. Filo conduttore degli episodi, spesso ispirati a fatti reali, è l’impiego della matematica al servizio della legge per risolvere e, se possibile, prevenire i delitti. Sull’onda del successo ottenuto, Keith Devlin e Gary Lorden (consulente scientifico del primo) si sono proposti di analizzare, al di là delle forzature imposte dal piccolo schermo, le potenzialità che le scienze del calcolo offrono agli investigatori. Con esiti sorprendenti: molti metodi d’indagine, infatti, sono il risultato dell’applicazione di ricerche nate per tutt’altri scopi. Ma neanche il crimine sembra ignorare le insospettabili potenzialità insite in equazioni e algoritmi… Divulgatori di razza, Devlin e Lorden accompagnano il lettore in un universo – statistica, data mining, tecniche di ricostruzione delle immagini, teoria dei giochi – molto più vicino all’esperienza quotidiana di quanto si creda, e che rivela inaspettati legami con questioni morali e pratiche che ci riguardano in prima persona.

Italia spensierata

Ci sono cose che non fareste mai. Così dite: né ora né mai. Affollare uno studio televisivo con i fan di Baudo, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l’esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe. Affrontare il pigia pigia per il film di Natale, ma anche per la notte bianca. E poi succede che vi ritrovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. È il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po’ stupidi. E la risposta non è: no. La risposta è: sì. Ma questo sì è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po’ stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare. Il punto di vista di uno scrittore, che per l’occasione si fa antropologo e argomenta su vari aspetti del divertimento di massa in Italia: è prima tra il pubblico di Domenica In, poi sosta in autogrill nell’esodo vacanziero, fa la coda per le montagne russe, va al cinema a vedere un film di Natale, impazzisce nella Notte Bianca romana; tutto vissuto in prima persona per una ricerca sul campo, giù in trincea come si conviene, nel trashume più disparato che lo stivale possa generosamente offrirci.

Gli orfani del male

Parigi, 2005. Anais Chouday, giovane reporter, viene convocata nella casa-museo di Vidkun Venner, ricco collezionista di cimeli del Terzo Reich. L’uomo ha ricevuto una valigetta dal contenuto agghiacciante: quattro mani mummificate. Ha scelto la donna per un’inedita inchiesta storica e le fa una proposta che non può rifiutare: centocinquantamila euro in cambio del suo aiuto per capire chi gli ha recapitato l’orrendo messaggio, e perché. L’indagine di Anais inizia con la scoperta di una macabra coincidenza: esattamente dieci anni prima, in Germania, erano stati ritrovati i corpi di quattro anziani avvelenati da cianuro, con il braccio mutilato all’altezza del polso. Un dettaglio ancora più spaventoso li accomunava: erano tutti nati nei Lebensborn, i centri di fecondazione umana istituiti dal Reich. Come tanti altri ragazzini – tutti simili per gli occhi azzurri, i capelli biondissimi e i lineamenti ben disegnati – vi avevano trascorso un’infanzia blindata, essendo destinati a diventare i capostipiti della razza perfetta che avrebbe dovuto dominare il mondo. A sessant’anni di distanza, Anais dovrà affrontare una ragnatela di complotti, orrori e misteri che affondano le radici in un capitolo di storia solo in apparenza concluso. E che si riapre con inquietante attualità: il folle sogno di Hitler è davvero svanito con la sua caduta? Che fine hanno fatto i bambini concepiti dal Male? La risposta in un thriller che svela la più grande menzogna del nazismo: far credere di averlo sconfitto.

Il giuramento

Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Lue Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è solo un miracolo se adesso giace in coma in un letto d’ospedale. Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, migliore amico di Lue dai tempi della scuola, non crede all’ipotesi del suicidio. Conosce Soubeyras meglio di chiunque altro, e sa che, da fervente cattolico qual è, non avrebbe mai potuto compiere un gesto così contrario alla sua religione.

La fredda lama della notte

E’ una calda notte di giugno e Kirsten sta tornando a casa da una festa. Sì è laureata da pochi giorni ed è la sua ultima sera con gli amici, nella cittadina del nord dell’Inghilterra dove ha frequentato l’università. È contenta, un po’ su di giri per qualche birra in più e vagamente malinconica per una stagione della vita che si è definitivamente conclusa. Mentre attraversa il parco per raggiungere il suo appartamento, qualcuno la aggredisce con selvaggia violenza; quando si risveglierà dopo giorni di coma, ricorderà solo, come in un incubo, due figure che incombono su di lei, una bianca e una nera, e una mano callosa che la stringe; e scoprirà di avere terribili ferite inflitte con un coltello, e che nulla sarà più come prima. È un limpido pomeriggio all’inizio di settembre. Martha scende dall’autobus a Whitby, una vivace località turistica sulla costa dello Yorkshire, con una determinazione non comune fra le ragazze della sua età e una sensibilità più affinata, tesa e attenta come un animale da preda. Dice di essere una scrittrice che sta lavorando a un nuovo libro. Cerca qualcosa di molto preciso… Intanto, altrove in Inghilterra, un serial killer continua ad aggredire ragazze sole: dopo la prima, nessuna delle sue vittime è sopravvissuta. Peter Robinson abbandona per un momento le avventure dell’ispettore Banks e ci regala un thriller psicologico che, in un crescendo di suspense e colpi di scena, ci trascina in una zona grigia della mente e del cuore, dove il bisogno di giustizia si trasforma in un implacabile e soffocante desiderio di vendetta.

La congettura di Poincarè

Henry Poincaré è stato uno dei più grandi geni della storia della matematica: i suoi studi hanno aperto la strada a innumerevoli ricerche sviluppate nel corso del XX secolo. In particolare, la celebre congettura da lui enunciata, in grado di dirci molto sulla possibile natura e sulla forma del nostro universo, ha impegnato le maggiori menti matematiche del Novecento ed è stata inclusa nella lista dei sette “problemi del millennio’, per la cui soluzione è in palio un premio di un milione di dollari. Nel 2002, questa sfida è stata raccolta con successo dal matematico russo Grigori Perelman, che però — classica incarnazione del binomio “genio e follia’ — continua a rifiutare denaro e onori, Nell’estate del 2006 non si è nemmeno presentato al Congresso internazionale dei matematici, a Madrid, per ritirare la medaglia Fields, l’equivalente del premio Nobel per la matematica, suscitando dibattiti sulla stampa, anche in Italia.

La coda del drago

Da giorni e giorni il Giro ormai mi appartiene, è un po’ anche mio, lo difendo. Domenica la nostra effimera famiglia andrà dispersa, ci lasceremo in fretta, ma noi che per l’Italia ci incontravamo per salutarci con grandi gesti tutte le volte che ci incontravamo, così come fanno le navi sul mare, perderemo la nostra aria ciondolona di mozzi che non sanno dove passare la giornata di libera uscita, dimenticheremo negli armadi le divise azzurre e bianche, i berrettini rossi, le insegne, le coccarde. Mai forse nella vita avremo tanti uomini, tante donne, tanti bambini a fare ala al nostro passaggio, noi che non siamo capi di stato o di governo, generali o cardinali, noi che non siamo rispettati o temuti ma invidiati per la nostra stessa felicità di correre dietro ad un sogno. La nuvola colorata all’improvviso invade la strada, ti passa vicino, ti sfiora. E poi c’è il rumore speciale delle biciclette, in gruppo, una cicalata meccanica. Pochi secondi e non c’è più niente da vedere. Tutto è consumato, ma nella retina rimangono quei mille colori, nell’orecchio il ronzio dei mosconi di ferro. Il Giro d’Italia è così, da vedere con gli occhi, ma solo per pochi secondi.

Bacio sacro

Schuyler Van Alen vuole scoprire a tutti i costi cosa ci sia dietro la misteriosa morte di alcuni giovani vampiri. Insieme al suo migliore amico, Oliver, si reca in Italia, sperando di riuscire a trovare laggiù l’unico uomo al mondo che potrebbe aiutarla, suo nonno. Nel frattempo, a New York, fervono i preparativi per il Ballo dei Quattrocento, una festa di gala esclusiva alla quale partecipano i più ricchi, potenti e ‘inumani’ abitanti della città: un’occasione alla quale i Sangue Blu non possono certo mancare. Ma è durante il ballo in maschera che segue il ricevimento, organizzato dall’astuta Mimi Force, che la minaccia mortale potrebbe rivelarsi. Nascosto dietro una maschera, c’è qualcosa che cambierà per sempre la vita di un giovane vampiro… Un mondo di segreti, rivelazioni e colpi di scena, condito da intrighi familiari e grande suspense.
Con tocchi di grazia, sentimento e una profonda conoscenza dei vampiri, il secondo volume della saga dei Sangue Blu renderà i lettori ansiosi di leggere il seguito.

Apocalisse 2012

Non credete alle profezie dei Maya che indicano il 2012 come fine di un’era e inizio di una nuova epoca? Anche se sono suffragate da correnti di sapere, come l’Io China e da interpretazioni della Bibbia stessa, forse non le ritenete per nulla credibili, vero? Ma se la scienza ci portasse a conclusioni analoghe? Prendiamo alcuni esempi: ï da alcuni decenni, ma in misura maggiore dal 2003, l’attività solare è in pieno fermento, come non lo era dall’ultima glaciazione. Secondo gli astrofisici raggiungerà il picco nel 2012. E’ Il campo magnetico terrestre – nostra prima difesa contro le radiazioni solari – ha sviluppato falle delle dimensioni dell’attuale buco nell’ozono. I poli terrestri si stanno scambiando di posto. Alcuni geofisici russi pensano che l’intero sistema solare sia entrato in una nube energetica che sta contemporaneamente alimentando e destabilizzando il sole. La Terra potrebbe entrare nella nube tra il 2010 e il 2020. Gli stessi scienziati che hanno fissato l’estinzione del settanta per cento delle specie viventi sessantacinque milioni di anni fa, calcolano che una seconda analoga catastrofe sia già in ritardo di un milione di anni. Il supervulcano di Yellowstone, che erutta ogni sei-settecentomila anni è pronto a svegliarsi. Siete sempre perplessi? Allora leggete questo libro: forse cambierete idea…

Scottante verità

*Un matrimonio che è meglio dimenticare.*
L’incidente che ha privato Belinda della memoria ha dato a Luc Tanner l’opportunità perfetta di vendicarsi. L’affascinante moglie non ricorda infatti di essere fuggita appena dopo essere diventata la signora Tanner, né il motivo per cui si sono sposati. E lui è deciso ad approfittarne. *Una passione che non si può spegnere.*
Chi è quell’estraneo mozzafiato che la guarda come se fosse una sua proprietà? Davvero è suo marito? Belinda fatica a crederci, ma la passione sfrenata e istintiva che prova per lui non mente.

Rivincita a suon di baci

Si sarebbe preso la sua rivincita, in un modo o nell’altro… Era il matrimonio dell’anno. Le foto di Alexandros Kouros, ricco armatore, e Kallie Demarchis, la sua giovane e bella sposa, hanno riempito le prime pagine della stampa rosa, trasmettendo l’immagine di una coppia follemente innamorata. Ma dietro quella felice apparenza si cela una realtà ben differente, con la quale l’amore c’entra poco. Anni prima, Kallie ha involontariamente provocato uno scandalo che ha arrecato immensi danni finanziari ad Alexandros, che ora ha l’occasione di vendicarsi.

Relatos de Kolimá

Varlam Shalámov se adentra en el infierno blanco de Kolimá, región situada en el límite oriental de Siberia. La maestría de Shalámov se enfrenta al paisaje intimidante de la taiga, a los sufrimientos padecidos en los campos de trabajo, a todo lo que implica saber que el horror de Kolimá es imposible de narrar aunque él esté determinado a hacerlo. Para superar ese reto, para representar la inhumanidad, para escapar a la maldición del grito silencioso, Shalámov escoge la forma del relato breve, cuyos rasgos principales son, según su propia expresión, el «laconismo», las frases «cortas como una exhalación» o «secas y musculosas como una bofetada». Relatos de Kolimázs una de las más trágicas y grandiosas epopeyas del siglo xx. Con este volumen —el primero de los seis que forman el ciclo general—comienza ahora a publicarse por primera vez de forma completa en castellano y de acuerdo con la estructura que el autor dio a su obra.

Mundo maravilloso

El año es 1978. El lugar es Camber Sands, Inglaterra. Lorenzo Giraut es un hombre que no se acerca a las ventanas. Que sabe muy bien que no debe acercarse a las ventanas. Pero ¿de qué sirven las precauciones cuando la vida de uno es un recuerdo sacado de los sueños de su hijo? Hay relámpagos en la noche. Sirenas de policía. Poco después estalla una bomba en una casa que se llama como un célebre disco de la banda Pink Floyd. Los culpables nunca serán encontrados. El año es 2006. El lugar son las oficinas barcelonesas de Lorenzo Giraut, S.L. En el despacho paterno, sin ventanas, Lucas Giraut recibe al señor Bocanegra. Propietario de la sala de fiestas «El Lado Oscuro de la Luna». Propietario de abrigos inquietantemente femeninos. Y todo empieza otra vez. La historia de Camber Sands. Una historia de tres hermanos —el Club «No Nos Gusta el Sol»— que no eran hermanos. Una historia de hijos sin padres. De madres facialmente reconstruidas para no mostrar ninguna emoción. De niñas sin amigos que son las Principales Expertas Europeas en la Obra de Stephen King. Y, por supuesto, de traiciones y robos a medianoche.

Mira si yo te querré

Ni el tiempo ni el desierto pueden frenar al amor. El hallazgo inesperado de una vieja fotografía hará que Montse Cambra, una doctora de cuarenta y cuatro años, abandone su Barcelona natal para buscar a su primer amor. Comienza así un viaje que la llevará hasta el Sáhara. El afán de supervivencia y la pasión de vivir de un pueblo olvidado en el desierto la ayudarán a descubrir su verdadero destino. Mira si yo te querré es una historia de amor que se alarga en el tiempo, el retrato de dos épocas y de dos culturas unidas por un secreto, la aventura de una mujer que descubre lo más importante en la soledad del desierto.