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Storie di pirati. Dal capitano Barbanera alle donne corsaro

Pubblicato nel 1724 e accolto da uno strepitoso successo, questo libro intendeva illustrare al pubblico inglese dell’inizio del ‘700 il pericolo derivante per la potenza mercantile britannica dal grande sviluppo della pirateria in quegli ultimi sette anni. Firmata da un fantomatico capitano Charles Johnson, l’opera è stata attribuita a Defoe solo nel 1932. Le avventure dei bucanieri inglesi che infestavano il Mar dei Caraibi, le coste africane e l’Oceano Indiano rivivono, nella scrittura di Defoe, illuminate da una luce nuova: non quella della narrativa, ma quella della realtà di uomini e donne che temevano più di tutto non la morte, ma solo l’infamia del carcere o dell’impiccagione. **

Oltre la terapia psicologica

Quando si parla di psicoterapia si allude sempre a una relazione: a un rapporto tra due individui che tentano, insieme, di comprendere il senso e il significato dell’accadere psichico; è una sorta di “alleanza” quella che viene a crearsi tra analista e paziente, nella quale ogni sforzo e ogni emozione sono indirizzati verso la comprensione del mondo interno del paziente innanzitutto. Tuttavia, nel fare questo anche il terapeuta non può che mettere in gioco una parte della propria interiorità. L’intento comune è quello di utilizzare quanto avviene nel “qui ed ora” della relazione analitica per aprire uno squarcio di luce nelle dinamiche inconsce di chi ha richiesto l’aiuto per guidarlo non verso la strada di una presunta “guarigione”, bensì verso il sentiero della conoscenza di sé. Che è, d’altro canto, anche l’unico percorso possibile per gestire meglio l’inquieto rapporto del soggetto col mondo.

Incontri con il nagual: Conversazioni con Carlos Castaneda

Carlos Castaneda disse ad Armando Torres: “Sono erede di certe informazioni. E’ un aspetto dell’insegnamento che mi concerne così profondamente che non posso essere io a spiegarlo ad altri. Deve essere detto attraverso un messaggero. Mentre guardavo come lo spirito danzava con te sul bordo del viale, ho saputo che quel messaggero sei tu”. Come parte del piano di Don Juan per una rivoluzioe della coscienza, Carlos Castaneda ha istruito Armando Torres per rivelare la “regola del Nagual a tre punte” quattro anni dopo la sua partenza.

Bay City

Bay City è San Francisco, ma fra quattrocento anni. I pensieri, la coscienza e tutto quello che definisce un essere umano sono racchiusi in un semplice chip. Chi possiede denaro e ricchezze non muore mai, dato che è sufficiente far impiantare il proprio chip nel corpo di qualcun altro. Se si viola la legge, si viene semplicemente “disattivati”. In passato Takeshi Kovacs è stato un soldato, ma dopo essersi dato al crimine è stato disattivato. All’improvviso però si sveglia in un altro corpo: a riportarlo in vita è stato un uomo ricchissimo che ha bisogno del suo aiuto. Tra criminali disposti a tutto, sparatorie e tradimenti Takeshi si troverà invischiato in una vicenda torbida e pericolosa, in cui morire definitivamente è forse il male minore. **

Origini

Dopo la scomparsa del padre in Libano, Amin Maalouf riceve a Parigi una cassa colma di documenti di famiglia che risalgono ai bisnonni paterni. Un’occasione per tornare con la memoria alla complessa storia delle generazioni che lo hanno preceduto. Tra contadini radicati nella sapienza originaria della terra, predicatori fondamentalisti, patrioti in lotta contro l’impero ottomano, uomini e donne impegnati a sopravvivere ma anche a realizzare i loro desideri di emancipazione dai pregiudizi di una cultura rigidamente tradizionale, si compone una grandiosa saga familiare. Una storia attraverso cui raccontare il conflitto di religioni, il confronto fra Oriente e Occidente, il dramma del fondamentalismo.
“Mi riconosco facilmente nell’avventura della mia vasta famiglia, sotto tutti i cieli. Nell’avventura e anche nelle leggende.”

Cosa Nostra: Storia della mafia siciliana

Quando ho finito di leggere questa storia di Cosa Nostra non ho saputo se privilegiare l’accuratezza, la precisione, l’intelligenza dello storico o la leggerezza, la scorrevolezza, la fluidità del narratore.
Andrea Camilleri
Nessun altro libro sulla mafia è insieme così persuasivo, comprensivo e leggibile.
Denis Mack Smith
Il miglior saggio mai scritto sulla mafia. Dickie è implacabile nella sua chiarezza.
Massimo Carlotto
Un saggio che scuote ogni certezza. Corrado Augias
Una storia narrata con la perizia di uno spregiudicato autore di thriller.
Salvatore Ferlita, “la Repubblica”
Incalzante. Si legge d’un fiato come un racconto romanzesco, ricco di episodi drammatici, di colpi di scena, di intrecci misteriosi, sullo sfondo della storia politica italiana dall’Unità a oggi.
Vittorio Grevi, “Corriere della Sera” **

Boy A. Storia di un ragazzo sbagliato

Jack ha 24 anni ed è come se fosse appena nato. Non si è mai ubriacato, non ha mai avuto una ragazza, non si è mai regalato un paio di scarpe. «Jack» non è il suo vero nome, se lo è scelto da solo. Ha passato quasi tutta la vita in prigione, e ne è uscito con un lavoro, una diversa identità e un amico, Terry. Terry è il suo tutore, l’unico che sappia chi sia veramente Jack. Jack cammina libero nella sua nuova vita, mentre la gente si interroga su dove sia, ora, il mostro che anni prima ha compiuto un crimine spaventoso. Che un mostro si nasconda in Inghilterra, e che possa essere stato perdonato, per l’opinione pubblica e i tabloid è qualcosa di intollerabile. Una bomba a orologeria.
Indirettamente ispirato a un vero fatto di cronaca del 1993, l’assassinio del piccolo James Bulger per mano di due bambini poco più grandi, *Boy A* è un romanzo d’esordio struggente e appassionato. Il lucido, spietato racconto di come sia difficile lasciarsi il passato alle spalle. Chi decide a chi è concessa una seconda possibilità?

Un gruppo di allegre signore

« *Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.* »
**The Sunday Times**

« *Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.* »
**The New York Times**

« *La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.* »
**The Wall Street Journal**

« *Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.* »
**L’Espresso**

Nemmeno di sabato Precious Ramotswe può stare tranquilla. La famosa investigatrice africana sembra attirare i guai peggio di una calamita. Basta che si sieda al tavolino di un bar perché le capiti di assistere a un raggiro e di essere accusata lei stessa di furto. Sconvolta, torna a casa confidando nel conforto di una bella tazza di tè rosso, ma al momento di fare un sonnellino scopre un ladro sotto il letto. E nei giorni a seguire non va meglio: con lo scassato furgoncino bianco investe un ex detenuto e, per concludere in bellezza, dalla nebbia del passato spunta il violento ex marito che la ricatta. Un altro cadrebbe in preda allo sconforto, ma non lei, che dalla sua ha i soliti impareggiabili atout: JLB Matekoni, suo novello sposo e persona di specchiata onestà; l’occhialuta signorina Makutsi, che finalmente ha trovato uno spasimante di suo gradimento; l’energica direttrice dell’orfanotrofio, Silvia Potokwane, dispotica ma sincera amica. La capacità di creare empatia con gli altri permetterà ancora una volta alla signora Ramotswe di ricomporre i tasselli di un caso che sembra intricato come un mosaico. E la pace tornerà a regnare su Tlokweng Road.

« *Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.* »
**The Guardian**

« *Un indiscusso maestro del romanzo.* »
**Publishers Weekly**

Un terribile amore per la guerra

In un momento chiave del celebre film sul generale Patton, un memorabile George C. Scott passeggia per il campo di battaglia a combattimento finito: terra sventrata, carri armati bruciati, cadaveri. Volgendo lo sguardo a quello scempio, esclama: «Come amo tutto questo. Che Dio mi aiuti, lo amo più della mia vita». È eloquente che James Hillman abbia scelto proprio questa scena, tanto spiazzante quanto rivelatrice, per introdurre il provocatorio tema del suo nuovo libro: la guerra come pulsione primaria e ambivalente della nostra specie – come pulsione, cioè, dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l’amore e la solidarietà. Il presupposto è che se di quella pulsione non si ha una visione lucida ogni opposizione alla guerra sarà vana. Frantumando la retorica degli adagi progressisti – basati su una lettura caricaturale della «pace perpetua» teorizzata da Kant –, Hillman risale così, in perfetta consonanza con la sua visione della psicologia, al carattere mitologico e arcaico di tale ambivalenza, riassunto nell’inseparabilità di Ares e Afrodite. In questa prospettiva tutte le guerre del passato e del presente appariranno quindi semplici variazioni della guerra più emblematica dell’Occidente classico, quella cantata nell’ *Iliade*. Ma soprattutto, ricorrendo a dettagliati rapporti dal fronte, a lettere di combattenti, ad analisi di esperti in strategia – oltre che a tutti gli scrittori e tutti i filosofi che alla guerra hanno tributato meditazioni decisive, da Twain a Tolstoj, da Foucault a Hannah Arendt –, Hillman ci guida a una scandalosa verità: più che un’incarnazione del Male, la guerra è in ogni epoca – lo dimostra la contiguità tra le descrizioni omeriche e i reportage dal Vietnam – una costante della dimensione umana. O meglio, *troppo* umana.

Moltitudine. Guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale

Se “Impero” analizzava la nascita del potere sovranazionale che ha sottratto l’egemonia agli stati-nazione, questo saggio mostra come gli individui che vivono nel mercato globale e ne subiscono le ineguaglianze possono trarre vantaggio dalle trasformazioni apportate dall’Impero per sovvertire l’Impero stesso. Tra “Impero” e “Moltitudine” c’è stato l’11 settembre e le guerre in Afghanistan e in Iraq. Per questo Hardt e Negri dedicano la prima sezione del libro alla guerra e alle sue nuove forme, mentre l’ultima, che sconfina intenzionalmente nell’utopia e nell’immaginazione di un futuro possibile, si occupa della crisi della democrazia e della sua radicale trasformazione nello strumento di una vera liberazione dell’umanità.

La ragazza che sposò il leone

« *Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.* »
**The Guardian**
« *Un indiscusso maestro del romanzo.* »
**Publishers Weekly**
La favola tradizionale africana riscritta dall’autore di Le lacrime della giraffa. McCall Smith dimostra ancora una volta la sua straordinaria abilità di narratore e tutto il suo amore per l’Africa. Un libro che Mma Ramotswe tiene sempre sulla scrivania!

Il fermo volere. Una nuova avventura dell’ingegnoso Spirit

È un romanzo? È un fumetto? È Spirit?… no, è un noir anfibio! Parola, suono, immagine collassano in un vortice di appiattimenti e dissoluzioni: inutile ormai cercare scampo nel riquadro d’una vignetta… In allegato il cd audio Merrie Melodies di Steven Brown e Gabriele Frasca.

I giochi del destino

**Nel gioco delle coppie,
l’amore sa sempre come vincere**
Cassandra Effington e Reginald Berkley, esponenti dell’alta società londinese, sono entrambi alla ricerca del grande amore. Il loro incontro sembra un dono del destino ma, paradossalmente, i due giovani sono troppo impegnati nella caccia al matrimonio per accorgersi di essere anime gemelle. Così, Cassandra e Reginald stringono un patto: trovare l’uno per l’altra la persona giusta. Ma la gelosia, primo sintomo della passione, non tarda a far capolino sull’insolito accordo…

Ritratti d’artista

Convinta che il significato dellarte del passato appartenga a «coloro che possono applicarlo alla propria vita» e non a «una élite culturale di specialisti di vestigia», Susan Vreeland ci conduce, nelle pagine di questo libro, al cospetto della vita, dei sentimenti, delle passioni e delle ossessioni di coloro che, per tutta lesistenza o soltanto per un solo fugace momento, hanno vissuto accanto ad alcuni grandi geni della storia dellarte. Mogli, amanti, nutrici, figli, vicini di casa, persone comuni che non si rintracciano nei libri di storia dellarte, ma senza le quali non vi sarebbero probabilmente interi capitoli di tale storia. Ecco allora Jérôme che, nel 1876, trascorre la sua esistenza a sottrarre numeri e a cercare di indovinare landamento della Bourse nella banca parigina in cui lavora, senza scorgere altro che pareti grigie, scrivanie grigie, capelli grigi. Un giorno di giugno, però, linsensatezza della sua vita è sospesa per un attimo. A casa della sorella, Jérôme si imbatte in un uomo di circa trentanni come lui, magro e vestito in modo semplice, con un paio di pantaloni marroni ordinari e una striscia di barba che gli incornicia il viso. Si chiama Auguste Renoir, è un celebre pittore e vuole rendere immortale la piccola Mimì, sua figlia, ritraendola nella cornice piena di vita di un rigoglioso giardino. Ecco Alice Hoschedé che, nella casa in cui Camille Monet è appena spirata di tubercolosi, viene dapprima condotta da Claude Monet davanti al ritratto agghiacciante della moglie morente, colto nel momento in cui la sofferenza ha appena allentato la morsa, e poi invitata a dormire con lui nella stanza che è stata della malata. Ecco, infine, Suzanne Manet che, morto suo marito Édouard di sifilide, ribattezza capolavori quali La colazione sullerba, La cantante di strada, La stazione Saint-Lazare, Il ritratto di Méry Laurent nelle vesti di Autunno con perfidi titoli che alludono palesemente alle numerose amanti di Manet: Il famigerato debutto di Victorine, Victorine al lavoro, Victorine abbandonata alla Gare Saint-Lazare, La cortigiana di mezza Parigi Scritto con una maestria degna di un pittore, Ritratti dartista mostra la carne e il sangue, le passioni concrete che si celano dietro le grandi opere, offrendo al lettore «una raccolta di racconti meravigliosa e sorprendente, traboccante darte e di straordinaria bellezza» (Harriett Scott Chessman). «Una raccolta meravigliosa e sorprendente, traboccante darte e di straordinaria bellezza». Harriett Scott Chessman «Ritratti dartista ci ricorda che la generosa promessa dellarte è ovunque». Kirkus Review

La spada della verità

Richard Rahl è stato avvelenato. Il prezzo da pagare per ottenere l’antidoto è salvare dalla distruzione il misterioso regno di Bandakar. Sigillata tra impervie montagne da un antico incantesimo, questa terra è abitata da persone completamente prive del dono, la cui sola esistenza rischia di stravolgere l’assetto del mondo. Ma la Madre Depositaria ha involontariamente causato la temporanea sospensione della magia, mettendo così a nudo quest’impero e le sue genti. Genti che Jagang decide di schiavizzare e sfruttare per i suoi malefici piani di conquista. Sì, perché i Bandakariani hanno una peculiarità: sono del tutto immuni alla magia. E così, mentre l’ombra minacciosa dell’Ordine Imperiale si estende famelica sul Mondo Nuovo, a Richard resta pochissimo tempo da vivere.

La rivolta. Ilium

In un lontanissimo futuro la Terra è popolata da un numero limitato di individui che vivono esattamente cento anni. Passano il tempo in ozio accuditi da servitori meccanici e gocando virtualmente alla guerra di Troia. Tra questi Daeman e Harman si mettono alla ricerca di un’astronave per raggiungere i due anelli che girano intorno al pianeta sui quali si ritiene che si siano rifugiati i discendenti della razza umana. Intanto migliaia di anni nel passato, la guerra di Troia infuria davvero, ma con qualche variazione…