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L’ORO dell’ INCA

Durante un salvataggio Dirk Pitt trova nella foresta amazzonica un oggetto misterioso chiamato quipu appartenuto alla defunta civiltà Inca, in grado, forse, di trovare il tesoro dell’ultimo re Inca Huascar. Ma nello stesso tempo anche un’organizzazione criminale è sulle stesse tracce del tesoro.
In questo romanzo Dirk Pitt chiede la mano della sua amata: Loren Smith.

Carnefici e spettatori: La nostra indifferenza verso la crudeltà

Quali sono i criteri con cui la crudeltà, ampiamente mostrata dai media vecchi e nuovi, è occasione di sdegno o di intervento “umanitario”? La risposta è che lo sdegno dipende da un complesso di circostanze, tra cui gli interessi materiali in gioco e la fondamentale indifferenza delle opinioni pubbliche occidentali. Come si è determinata questa strana mescolanza di insensibilità e moralismo? Riprendendo il tema della crudeltà nel mondo classico e moderno, come si manifesta soprattutto nella letteratura e nella cultura di massa, il saggio analizza la complessità dello “sguardo” come ottica culturale: non è la crudeltà a essere finita ma il nostro sguardo culturale a non vederla più. È così che dalla fine della guerra fredda, ormai da quasi venticinque anni, l’Occidente combatte guerre in mezzo mondo senza che la sua vita quotidiana sia alterata e in un’indifferenza appena venata di voyeurismo. **

Storia militare della seconda guerra mondiale, Vol. 1

Il libro ricostruisce l’ultimo conflitto mondiale nella complessa contradditorietà dei suoi sviluppi militari, in un quadro completo delle componenti che ne determinarono l’esito finale dall’Europa all’Estremo Oriente: la tattica e la strategia di vincitori e vinti; la potenza industriale al servizio degli eserciti in lotta; l’efficacia delle scelte tecniche e delle applicazioni tecnologiche realizzate nel campo degli armamenti, della guerra d’offesa e di difesa, dalle nazioni belligeranti. Un’esposizione densa, serrata, tutta basata sui fatti, che però non trascura la funzione decisiva svolta dal fattore uomo sulla condotta generale della guerra, dalla capacità degli opposti stati maggiori al genio militare dei singoli generali, al valore combattivo delle truppe.

Il Manuale Del Debuttante Russo

**«La grande tradizione fantastico-satirico russa, da Gogol’ a Bulgakov… a Shteyngart.»**
*THE NEW YORK TIMES*
**«Portnoy incontra Čechov. Che cosa ci può essere di meglio?»**
*Adam Gopnik*
Vladimir Girškin conduce un’esistenza noiosa in un piccolo appartamento dell’East Side di New York. Non sa ancora chi è e cosa vuole fare della sua vita, e trascorre le giornate lavorando in una società per l’Inserimento degli Immigrati. Al suo fianco c’è la fidanzata Challah, dal «profumo nauseabondo d’incenso e muschio», una ragazza semplice che si guadagna da vivere facendo la prostituta di lusso. Nella ricerca della realizzazione personale certo non gli è d’aiuto la madre, che non perde occasione di elencargli i suoi fallimenti. E ancora meno il padre, un medico che si è arricchito con metodi poco ortodossi. Un giorno irrompe nel suo ufficio uno strano individuo, Rybakov: un eroe di guerra russo, anziano e nevrotico, che sostiene di parlare con i ventilatori. Come tutti gli altri chiede una cosa sola, la naturalizzazione. Ma a differenza degli altri, Rybakov fa qualcosa per Vladimir: gli offre una mazzetta e anche un lavoro più redditizio al servizio di suo figlio, un pericoloso individuo noto con l’appellativo di Marmotta. Da questo momento Vladimir si ritroverà catapultato nella Republika Stolovaja, invischiato in loschi affari e in una serie di eventi tragicomici e grotteschi, che lo porteranno, forse, a trovare una via per realizzare le sue ambizioni.

Con Borges

Nel 1964 Alberto Manguel, all’epoca sedicenne, lavorava in una celebre libreria di Buenos Aires, dov’era possibile trovare le ultime novità pubblicate in Europa e negli Stati Uniti – e dove ogni pomeriggio passava Borges, di ritorno dalla Biblioteca Nazionale. Un giorno lo scrittore, ormai cieco, chiese al giovane Manguel se fosse disposto a leggere per lui la sera, giacché sua madre Doña Leonor, novantenne, si stancava facilmente. L’appartamento di Borges è un luogo fuori dal tempo, popolato di libri e di parole, un universo puramente verbale, insomma, dove Manguel scoprirà il genere di conversazione a lui più congeniale – quella sui libri e sull’orologeria dei libri. E scoprirà (lui che era cresciuto in Israele e che a partire dal 1968 sarebbe vissuto in vari paesi) l’unica terra cui valga la pena di appartenere – quella della letteratura. Con una passione costantemente tenuta a freno da un’affabile discrezione, Manguel ci fa condividere la sua scoperta, permettendoci così di conoscere quel che di Borges non sapevamo e forse più conta: la sua irresistibile ironia, la passione per le epopee – in cui rientravano i film di gangster, i western e la mitologia dei bassifondi di Buenos Aires – e i romanzi polizieschi, la lingua tedesca e le enciclopedie, le tigri e *West Side Story* , così come le segrete ossessioni, il rapporto con Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo, l’attrazione per i sogni e la repulsione per Proust e Thomas Mann, Tolstoj e Pirandello. Tanto che alla fine stentiamo a credere di non avere conosciuto Borges di persona, di non essere stati ospiti a casa sua.

Gli anormali. Corso al Collège de France (1974-1975)

Sulle basi di numerose fonti teologiche, giuridiche e mediche, Foucault affronta il problema di quegli individui “pericolosi” che, nel corso del XIX secolo, sono stati definiti “anormali”. Definisce le tre figure principali dell’anormalità: il mostro umano, antica nozione cui quadro di riferimento erano le leggi della natura e le norme della società; l’individuo da correggere, di cui si fanno carico i nuovi dispositivi di disciplinamento del corpo; l’onanista, che è oggetto, già dal XVIII secolo, di una campagna indirizzata al controllo della famiglia moderna. Per Foucault l’individuo anormale deriva dell’eccezione giuridico-naturale del mostro, dalla moltitudine degli incorreggibili e dal segreto delle sessualità infantili.

La lunga notte boreale

**Bachelors of Bear Creek** 1
Kay Freemont, giornalista di Manhattan, passa le giornate a scrivere di sesso e le notti a chiedersi se non sia tutta una finzione. Così quando Quinn Scofield, un single molto sexy che abita in Alaska, fa pubblicare un annuncio sulla sua rivista per cercare moglie, Kay decide che è arrivato il momento di scoprirlo.
Le lunghe notti in Alaska sono fatte apposta per l’amore, questo ripete Quinn nella speranza di sgelare l’algida newyorkese e indurla a raggiungerlo in Alaska. E non appena Kay si ritrova tra le nevi e nella magica atmosfera boreale lui risveglia in lei un fuoco in grado di sciogliere qualsiasi ghiaccio.

L’ultima scena

In questo settimo volume della serie la bibliotecaria Aurora “Roe” Teagarden torna in forma dopo le devastanti vicende raccontate nel romanzo “Gioco di inganni”. Roe e il suo corteggiatore di un tempo, lo scrittore di gialli Robin Crusoe, uniscono le forze per districare le conseguenze della loro prima indagine in occasione della quale avevano catturato l’assassino che stava terrorizzando la città di Lawrenceton. Robin ha sfruttato quell’esperienza per scrivere un romanzo che è diventato un bestseller e che sarà trasformato in un film per la TV. Naturalmente, esso verrà girato a Lawrenceton, e tutta la città è entusiasta e impaziente di essere coinvolta nella cosa, tutti tranne Roe. Oh, certo, lei è felice di rivedere Robin dopo gli anni da lui vissuti a Hollywood, ma non è contenta che la stella del film sia Celia Shaw, la vincitrice di un premio Emmy, attuale compagna di Robin. La seconda mattina delle riprese, Celia viene trovata morta nel suo camper, con la statuetta del premio Emmy insanguinato al suolo accanto a lei. Poi Roe viene minacciata a sua volta, prima con una lettera velenosa, poi da un fan di Robin Crusoe che cerca di ucciderla.

Storia medievale

I caratteri principali del volume rispondono alle necessità di chiarezza, sinteticità, completezza indispensabili a un testo che si rivolge in primo luogo agli studenti universitari dei corsi di base. Sul piano dei contenuti, il manuale si segnala per l’individuazione dei temi essenziali della storia medievale, a ciascuno dei quali è dedicata una lezione monografica completa e autonoma; per lo sviluppo coerente delle lezioni secondo un piano cronologico in capitoli compatti e non dispersivi; per l’attenzione rivolta ai meccanismi, ai processi, alle dinamiche storiche e ai risultati delle più recenti conoscenze storiografiche; per la presenza di cartine che aiutano a collocare gli avvenimenti storici nello spazio e nel tempo. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento di studio concettualmente chiaro, conciso e aggiornato con uno stile scorrevole e un uso rigoroso dei termini storiografici.

Leggere E Scrivere

Più volte Naipaul è tornato con la memoria a quando, ancora bambino a Trinidad, sognava di diventare un grande scrittore. Ma non ci aveva mai raccontato con la vibrante immediatezza di queste pagine come si accostò alla scrittura e, prima ancora, alla lettura; come riuscì a crearsi, in una colonia alla periferia dell’impero britannico, un mondo soltanto suo, estraneo alla letteratura sulla quale si era formato. Né ci aveva mai confessato in che misura il legame con l’India – «la grande ferita» di tutti gli emigrati indiani nelle isole del Nuovo Mondo – abbia agito in profondità nella sua vita, suscitando un gioco drammatico di attrazioni e resistenze. A poco a poco, Naipaul capì che il compito della sua opera letteraria era la tenace esplorazione di quelle «aree di tenebra» che avevano segnato la sua infanzia e la giovinezza. E mentre ciò accadeva, mutava e si definiva sempre più nitidamente in lui il significato delle oscure potenze che rispondono al nome del leggere e dello scrivere. Questo viluppo di temi ha trovato voce nel 2000 nel saggio che dà il titolo al volume e, l’anno successivo, come per un naturale compimento, nel discorso tenuto in occasione del Premio Nobel.

Il risveglio dell’ombra

La vita del giovane Damlo è tutt’altro che tranquilla. I ragazzi del villaggio lo perseguitano, lui si sente un codardo, e poi ci sono quei momenti terribili, quelle crisi improvvise in cui ogni volta rischia di perdere se stesso… Un giorno Damlo non si risveglia nel proprio letto. È a bordo di un carro, è ferito alla testa, ha le mani legate. Ricorda solo che la sera prima alcuni suoi coetanei lo hanno inseguito. Cosa è accaduto? Due strani personaggi viaggiano con lui, e non sono certo mercanti, come vogliono far credere. Dove si recano, così di fretta? E perché tutti coloro in cui s’imbattono vogliono ucciderli? Damlo Rindgren è un ragazzo sensibile e sognatore, coinvolto in eventi più grandi di lui. Il fato gli ha dato un ruolo, una missione e un futuro da conquistare. Lo costringe a fuggire in territori ostili, a mettere a frutto tutte le sue capacità, comprese quelle che ancora non conosce e che lo rendono speciale. Damlo è un ragazzo diverso dagli altri. Ha un peso che lo affligge. Il mistero delle sue origini è un segreto prezioso e terribile. Mortale.

La NATO

Lancia e scudo dell’Occidente per tutta la guerra fredda, dopo il 1989 la Nato è rimasta senza il suo nemico. Ma il nuovo “disordine” mondiale sembra riportarla al centro della vita politica internazionale. Può essere utile allora partire da alcune informazioni di base contenute in questo libro per riflettere sulle discussioni del nostro passato e prepararci a quelle del futuro. Come e perché nasce la Nato? Che cosa ha fatto concretamente nei quarant’anni in cui non ha impiegato le armi? Come funziona e in che cosa consiste la sua struttura militare? E oggi, come è cambiata e come sta cambiando dopo che si è fatto ricorso all’art. 5 del Patto Atlantico?

Imputato Milosevic

Il libro più provocatorio e riflessivo dell’inviato del “Corriere della sera” in Kossovo, Croazia e Bosnia. Il carattere di novità del processo a Milosevic e le sue dichiarazioni davanti alla corte del Tribunale Penale Internazionale forniscono all’autore una duplice occasione di approfondimento.
Da un lato, si tratta di riesaminare dieci anni di eventi drammatici alla luce delle dichiarazioni dell’imputato. Nava ha seguito nel suo intero arco e sui suoi vari fronti lo svolgersi della guerra nell’ex Jugoslavia, e pochi sono in grado di passare al vaglio le dichiarazioni di Milosevic con la sua stessa competenza e il suo sguardo d’insieme. L’autore giunge così a individuare, dietro i farneticanti sproloqui di Milosevic, un nucleo di indubbia verità: la corresponsabilità etica, se non penale, dell’Occidente nel disastro jugoslavo.
In secondo luogo, di fronte a questo processo e alle sue modalità “straordinarie”, occorre chiedersi: perché Milosevic e non anche la Cecenia, il Kurdistan, il Tibet, Timor Est o le guerre civili in Somalia e Algeria? Accettare l’idea di un’autorità universale che punisca i crimini contro l’umanità non comporta la necessità di perseguire tutte le gravissime violazioni dei diritti umani, piuttosto che limitarsi a quelle perpetrate dai “vinti? Il genocidio non può essere un reato a geometria variabile, a seconda della potenza che decide di perseguirlo o dell’opportunità di non mettere in difficoltà uno stato, come sembra succedere oggi a causa dell’alleanza contro il terrorismo internazionale che vede uniti sullo stesso fronte Washington, Mosca e Pechino.

Il soggetto vuoto. Clinica psicoanalitica delle nuove forme del sintomo

In questo libro si indagano le forme contemporanee del disagio della Civiltà: anoressie, dipendenze patologiche, bulimie, tossicomanie, depressioni e attacchi di panico. Si tratta di fenomeni di natura epidemica che impongono una nuova psicologia delle masse e un nuovo ritratto della nozione stessa di sintomo.In questo libro il lettore troverà brani di insegnamento scelti su questi temi. Il suo stile chiaro e «parlato» e la sua impostazione non solo psicopatologica ma aperta a una riflessione più ampia sulla natura dei legami sociali lo connotano come uno strumento utile per tutti coloro che vogliano avere una comprensione più critica e consapevole del nostro tempo.