1–16 di 769 risultati

La Torre Della Solitudine

Nella notte dei tempi un popolo osò sfidare Dio. E la Torre della Solitudine, persa tra le dune, è l’ultima testimonianza di quella sfida, ma è anche la promessa di un portentoso evento. Per ritrovarla, per scioglierne l’indicibile mistero, tre uomini si avventurano nel cuore del Sahara. Un archeologo che insegue le tracce di suo padre, un colonnello della Legione Straniera assetato di vendetta, un prete che mette alla prova la sua fede: di fronte alla Torre della Solitudine si compie il loro destino. Mentre dai confini del tempo e dello spazio rieccheggia il più superbo e sconvolgente dei messaggi. Un thriller archeologico. Un’avventura ai limiti dell’impossibile.

La macchina di Rachel

Quanti sono i “memorabili apologhi sull’automazione” che la fantascienza – e non solo la fantascienza – ha prodotto nell’ultimo secolo? Non è il caso di disturbarsi a contarli, ora che è arrivato quello perfetto. Quello definitivo. La storia di Rachel e della sua macchina è il romanzo-rivelazione di Martin Wagner, lo scrittore inglese che per raccontare questa vicenda “off-beat”, fuori dal comune, si è ispirato alle forme “più perfette” che la moderna tecnologia ci abbia messo sotto gli occhi: il voluttuoso, desiderabile design di un’auto leggendaria. Non c’è da stupirsi che una donna se ne innamori.
Copertina: Franco Brambilla

Moonwar

**A lunar colony faces off with corrupt Earth forces intent on destroying it, from the *New York Times* –bestselling author of *Moonrise*.**
This fast-paced, high-tech adventure is the continuation of the story of Douglas Stavenger, the Kennedy-esque scion of Moonbase’s founding dynasty.
While Moonbase has been flourishing under Stavenger’s management, it’s existence, and even Stavenger’s life, both depend on nanotechnology that has been outlawed on Earth in response to a wave of suspicion, fear, and violence. Soon, United Nations peacekeepers arrive on the moon to enforce the anti-nanotech laws, bringing with them intrepid news reporter Edith Elgin, who soon falls for Stavenger. Meanwhile, his mother has chosen to return to Earth, but upon arrival she is held hostage by the secretary general of the UN who wants Stavenger to surrender his forces—and to be killed.
Slick politicians, beautiful television anchors, and calculating corporate barons provide complex and engaging scenery: imagine Washington in the space age, with nonstop action and cool technology.
“Ranks up there with *Mars* as one of Bova’s very best.” — *St. Petersburg Times*

Vie Est Belle

Et, direz-vous, pourquoi faire rire d’une chose aussi tragique, de la plus grande horreur du siècle ? Mais parce que c’est une histoire dédramatisée, un film dédramatisé. Parce que la vie est belle, et que le germe de l’espoir se niche jusque dans l’horreur; il y a quelque chose qui résiste à tout, à quelque destruction que ce soit. Le rire nous sauve; voir l’autre côté des choses, le côté surréel, amusant, ou parvenir à l’imaginer, nous empêche de nous briser, d’être emportés comme des fétus, nous aide à résister pour réussir à passer la nuit, même lorsqu’elle paraît longue. Et l’on peut, après tout, faire rire sans blesser personne : il existe toute une tradition d’humour juif particulièrement téméraire à cet égard.

Oblique

L’Omphalos est un gigantesque mausolée destiné à accueillir des semi-vivants congelés souhaitant être réveillés lorsque la médecine aura trouvé le secret de l’éternelle jeunesse. Tous fabuleusement riches et, comme les potentats de l’Antiquité, entourés de leurs biens les plus précieux. De quoi donner des idées à Giffrey lorsqu’il visite en touriste l’Omphalos. Celle en particulier de jouer les pilleurs de tombes avec une bande de malfrats hautement professionnels. Mais dans ce milieu du XXIe siècle, à l’ère de la nanotechnologie et de l’émergence des Penseurs, ces intelligences artificielles ayant accédé à la conscience, rien n’est ce qu’il semble. Que cache réellement l’Omphalos ? Qui est réellement Giffrey, à son insu ? Un thriller haletant, dans l’univers de La Reine des anges, par un des maîtres de la science-fiction américaine

De beaux lendemains

L’existence d’une bourgade au nord de l’Etat de New York a été bouleversée par l’accident d’un bus de ramassage scolaire, dans lequel ont péri de nombreux enfants du lieu. Les réactions de la petite communauté sont rapportées par les récits de quatre acteurs principaux. Il y a d’abord Dolorès Driscoll, la conductrice du bus scolaire accidenté, femme solide et généreuse, choquée par cette catastrophe. Vient Billy Ansel, le père inconsolable de deux des enfants morts. Ensuite, Mitchell Stephens, un avocat new-yorkais poursuivant avec une hargne passionnée les éventuels responsables de l’accident. Et enfin Nicole Burnell, adolescente promise à tous les succès, qui a perdu l’usage de ses jambes et découvre ses parents grâce à une lucidité chèrement payée. Ces quatre voix font connaître les habitants du village, leur douleur, et ressassent la question lancinante – qui est responsable ? – avec cette étonnante capacité qu’a Russell Banks de se mettre intimement dans la peau de ses personnages.

Storia. La formazione del concetto moderno

In tutte le lingue occidentali esiste un lemma che designa la «storia» e rimanda all’erodotea historía, con cui il concetto entra nel lessico intellettuale europeo (poi anche americano). Come accade per altre categorie fondanti, ciò può far pensare a una piena continuità storica: la storia e la storiografia indicano un’attività di indagine critica che, malgrado le varianti metodologiche, nella sostanza si estende da Erodoto e Tucidide fino ai nostri giorni. Ma le cose non stanno così. Nel corso del tempo, infatti, la funzione politico-sociale della storia e il suo stesso concetto cambiano profondamente. E il vero momento di svolta, che coincide appunto con la formazione del concetto moderno di storia, ha inizio precisamente nell’ultimo trentennio del XVIII secolo. Con una prodigiosa conoscenza delle fonti e una limpida esposizione, il saggio di Reinhart Koselleck illustra in ogni dettaglio questo profondo processo di trasformazione, per cui il termine tedesco Geschichte, assorbendo l’area semantica del vecchio lemma Historie si trasforma in un concetto insieme della realtà e della riflessione. La storia diventa la misura immanente del tempo umano, di cui assorbe ogni dimensione, proiettandosi anche in un’attesa del tempo futuro con cui muta persino il senso del passato. Tradotta per la prima volta in italiano, la voce Geschichte è anche un punto di raccordo per comprendere il senso teorico dell’intera opera di Koselleck.

Purezza di sangue

Proprio quando Diego Alatriste sta per riaggregarsi al vecchio battaglione nelle Fiandre viene coinvolto, dal suo amico don Francisco de Quevedo, in un’altra pericolosa avventura. Di fronte alla Chiesa di San Ginés viene trovata una donna strangolata, con una borsa piena di soldi. Nell’insidiosa e affascinante Madrid di Filippo IV, tra imprevisti, taverne, intrighi e colpi di spade, la vita del Capitano e dei suoi amici sarà messa in pericolo e dal passato risorgeranno i fantasmi dei vecchi nemici: il perfido segretario reale Luis de Alquézar, il frate inquisitore Emilio Bocanegra e il sinistro spadaccino italiano Gualtiero Malatesta.

La violetta del Prater

La violetta del Prater è la storia di un film girato a Londra nella seconda meta’ del ’33 dall’ austriaco Dr. Friedrich Bergmann con la collaborazione riluttante e imbarazzata, in qualita’ di improvvisato sceneggiatore, di Isherwood parcheggiato in famiglia tra un soggiorno berlinese e l’ altro. Nelle settimane della lavorazione, mentre ne seguiamo le alterne vicende, si verifica il tragico aggravarsi della situazione europea: non molti in Inghilterra, sull’ eco del processo per l’ incendio del Reichstag, hanno una percezione chiara di cio’ che sta succedendo, solo il profetico Friedrich avverte i segnali della catastrofe incombente che, amareggiandolo, finiscono per distrarlo dalla concentrazione sul suo operettistico filmetto. Magnifico quadro dell’ ambiente cinematografico con le sue illusioni di solidarietà , partecipazione, affetti, il romanzo ne evidenzia con ironia sventatezze e negatività : pettegolezzi, tradimenti, vigliaccherie.

Sofía de los presagios

A la edad de siete años, la pequeña Sofía se pierde entre la gente en medio de una vehemente discusión de sus padres y del desplazamiento atropellado de los gitanos. Aunque el destino le brinda otros padres entrañables y un mundo nuevo, también la enfrenta a muchas situaciones dolorosas. Protegida por seres dotados de una sabiduría milenaria, la sangre y la rebeldía gitanas de Sofía se imponen a través de rituales y ceremonias antiguas, que la conducen hacia su verdadero origen. Las protagonistas de Gioconda Belli están signadas por el pasado y la memoria. Usando como brújula los sentimientos y los recuerdos, ellas saben qué camino deben seguir cuando las sorprenden el huracán o la tormenta. Intuyen que en sus propias raíces se halla la semilla de un futuro mejor, más esperanzado y feliz.

Second stage Lensman

EDITORIAL REVIEW: Edward E. “Doc” Smith’s visionary Lensmen series of stories began in 1934 in the pages of Amazing Stories, and when it finished in 1948 it was universally recognized as the greatest space opera yet written. In telling the tale of a cosmos-spanning battle between good and evil, the Lensmen saga encompassed two entire galaxies in collision, each home to a primordial race of nearly limitless power. On one side were the Arisians, uplifting agents of wisdom who had taken it upon themselves to mentor the younger races and steer them towards the enlightenment they called Civilization. On the other were the Eddorians, embodiments of crushing efficiency and unthinking obedience who had woven together a vast web of tyrannies called the Boskone, through which they plotted the enslavement of all life. As their greatest weapon in the fight against the Boskone, the Arisians created the Lenses — almost-living complexities of crystal that released and amplified their wearers’ latent psychic powers. Those chosen for this honor were called Lensmen, and as the leaders of the Galactic Patrol they formed Civilization’s spearhead against the Boskone. Within the Žlite ranks of the Lensmen was an even more rarified Žlite — the four Second Stage Lensmen, one from each of the races which the Arisians had chosen as the most capable defenders of their galaxy. It is one of these Second Stage Lensmen — the Velantian named Worsel — that David A. Kyle chose to headline his first authorized sequel to Smith’s Lensmen canon: The Dragon Lensman. As The Dragon Lensman opens, the Boskonian conspiracy seems to have been vanquished with its defeat at the great Battle of Klovia, and the victorious Galactic Patrol is busy re-orienting itself to face the new challenges of policing a galaxy instead of defending it against a ruthless invader. Among those adjusting to the new reality is Second Stage Lensman Worsel, the legendary warrior/scientist famed for his intelligence and dedication to the fight against ignorance and evil. Like all of his species, Worsel resembles the mythological dragons of old Tellus (Earth), with a sinewy, ten-meter-long body covered in scales and boasting great wings and terrifying claws and teeth. But Worsel’s real strength is his mind and its unmatched psychic abilities, concentrated and focused by the Lens shining among his many eye-stalks. And it is the intuition bred of that power that now draws Worsel to the Velantians’ incredible archive, the 18-mile-wide artificial moon known as the Planetoid of Knowledge, where he feels certain something important is waiting for him. He is right — but what awaits him on POK is more than he bargained for, and before long Worsel and his fellow Lensmen are racing against time to confront a threat that almost no one had thought possible: machines becoming self-aware and battling against organic Civilization, their calcuating computer brains invisible to any kind of psychic detection! To counter this new menace, the Dragon Lensman finds himself hurtling through space to rendez-vous with the one Lensman who understands robots well enough to strategize against an inorganic uprising — the mysterious Twenty-Four of Six, whose knowledge of machines turns out to be deeper and more hard-won than even Worsel could guess. Soon it becomes clear that Civilization will need every bit of that knowledge, and more besides, to face the enemies that are now revealing themselves. For behind the overt power there lurks a vastly more dangerous covert one, and to defeat it Worsel will not only have to challenge the worst fears of his race, but also discover the secret of the young Lensman with whom he must entrust his life — a secret that will shake the very foundations of the Galactic Patrol!

San Pablo: La fundación del universalismo

¿Por qué San Pablo? ¿Por qué requerir a este «apóstol», tanto más sospechoso cuanto que, con toda evidencia, se autoproclamó tal, y su nombre está comúnmente asociado a las dimensiones más institucionales y menos abiertas del cristianismo? ¿Y qué uso pretendemos hacer del dispositivo de fe cristiana, de la cual parece claramente imposible disociar la figura y los textos de Pablo? ¿Por qué invocar y analizar esta fábula? Lo que nos llama la atención de la obra de Pablo es esa conexión paradójica, de la cual es el inventor, entre un sujeto sin identidad y una ley sin soporte, que funda en la historia la posibilidad de una predicación universal. El gesto inaudito de Pablo es sustraer la verdad del control comunitario, trátese de un pueblo, de una ciudad, de un imperio, de un territorio o de una clase social. Volver a pensar este gesto y su fuerza instituyente, desplegar sus enredos, es, sin duda, una necesidad contemporánea. Porque la cuestión de Pablo es exactamente la nuestra: ¿cuáles son las condiciones de una singularidad universal?

Quién mató a Palomino Molero

¿Quién mató a Palomino Molero? es una novela del escritor peruano Mario Vargas Llosa, publicada por primera vez en 1986. El libro comienza con el descubrimiento de un cuerpo brutalmente asesinado de un joven recluta llamado Palomino Molero, de una cercana base militar en el norte de Perú. Vargas Llosa utiliza la estructura de una novela policiaca para examinar el lado oscuro de la naturaleza humana, la corrupción política y los prejuicios de clase en el Perú de los años 1950.

Malos y malditos

Este libro evoca las aventuras de los malos de las novelas. El autor, en su prólogo, hace una diferenciación entre malos, malditos y adversarios, esos amigos ( ¡o enemigos¡) perdurable que nos regala la literatura y que se refugian para siempre, primero en nuestra imaginación y luego en la memoria. Son esos personajes sin l os cuales no habría cuento ni tampoco moraleja.

Los trenes matan a los autos

En estos cuentos encontramos al autor de fino oído capaz de reproducir el lenguaje coloquial, enriqueciéndolo y transformándolo en un pastiche, caricaturizando otros lenguajes. Esta obra de primera juventud divertirá como todas sus obras, pero también sorprenderá por el abordaje serio y tierno de la condición humana en algunos relatos inusualmente dramáticos.

La conspiración de Ashworth Hall

En una regia casa de campo, Ashworth Hall, está a punto de iniciarse una fatídica reunión secreta. Aunque dicha reunión tiene toda la apariencia de una elegante fiesta campestre, los invitados son políticos irlandeses congregados para entablar conversaciones sobre el espinoso tema de la independencia de Irlanda. Cuando Ains ley Greville, moderador de la reunión y alto funcionario del gobierno británico, aparece asesinado, las negociaciones parecen condenadas al fracaso. En esas mismas fechas se hace público un escándalo amoroso de Parnell, el líder nacionalista irlandés, y el inminente final de su carrera política agrava las tensiones entre los negociadores. Para colmo, el difunto Greville tenía una turbulenta vida amorosa a espaldas de su mujer. A menos que el superintendente Pitt y su sagaz esposa Charlotte consigan averiguar la verdad, una guerra civil puede arrasar el país…