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Prima dell’inizio

La scienza nasce dallo stupore di fronte all’insolito, all’inatteso, al bizzarro. Cosa c’è di più strano del fatto che l’universo esista, con la sua complessa architettura di galassie, stelle, sole e pianeti? Per millenni teologia e filosofia hanno cercato di spiegarci le meraviglie del cosmo. Dopo Copernico e Galileo, Newton e Einstein, la fisica ha finalmente ricostruito la storia dell’universo come l’evoluzione a partire dalla grande esplosione iniziale, il big bang. Siamo così davvero riusciti a penetrare nel mistero della creazione? Martin Rees, “autorità indiscussa nel campo dell’astronomia”, come dice di lui Stephen Hawking, ci spiega che il big bang da cui avrebbe tratto origine il nostro mondo non è altro che un evento locale in un multiuniverso di cui ci sfugge la configurazione globale. Rinasce così, sulle basi della fisica più avanzata, l’antica idea della pluralità dei mondi (e dei loro eventuali abitatori), quella stessa per la quale fu bruciato sul rogo nel 1600 il filosofo Giordano Bruno. Più la scienza avanza nella comprensione della natura, più il nostro stupore è destinato ad aumentare.

Lo scafandro e la farfalla

’8 dicembre 1995 un ictus getta Jean-Dominique Bauby in coma profondo. Quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama locked-in syndrome, e che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto. In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell’occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita. Sbattendo una volta le palpebre del suo occhio Bauby dice di sì, due volte significano un no. Sempre con un battito di ciglia, ferma l’interlocutore su una lettera dell’alfabeto che gli viene recitato secondo l’ordine di frequenza della lingua francese: «E, S, A, R, I, N, T…». E, lettera dopo lettera, Bauby detta parole, frasi, pagine intere…
Con il suo occhio Bauby scrive questo libro: per settimane intere, ogni mattina prima dell’alba, pensa e memorizza un capitolo che più tardi detta a una redattrice del suo editore. Così, da dietro l’oblò del suo scafandro, ci invia le cartoline di un mondo che possiamo solo immaginare, dove vola leggera la farfalla del suo spirito.

Dio in guerra

Il libro contiene le Ultime lettere dal fronte e i Colloqui (sorta di diario intimo e spirituale) scritti nello stesso periodo: parole toccanti che fanno riflettere sulle eterne domande dell’uomo. Cura e postfazione di Chiara Matteini.

Il figliol prodigo

Inghilterra, 1868 – Quando la bellissima Grace Barton trova l’affascinante e scapestrato Lord Elliot Fitzwalter privo di sensi su una strada di campagna, decide impulsivamente di portarlo nella fattoria in cui la vive con la sorella Mercy. A poco a poco, Elliot comincia a comprendere gli errori del passato, tanto che, accortosi che Mercy, pur essendo nubile, è incinta, propone a Grace di condurre la sorella nella residenza di famiglia che lui ha abbandonato cinque anni addietro dopo una lite furibonda. Parte perciò con la giovane senza dichiarare a Grace i propri sentimenti, lasciandola nella convinzione che il suo amore non sia ricambiato. Ma la realtà è ben diversa…

Bestiario Antico

Come sentivano gli antichi il problema che oggi interessa sempre più l’avvenire della nostra civiltà, cioè l’ecologia? Gli spettacoli che comportavano la tortura e la morte di animali – dei quali sopravvivono la corrida, i combattimenti di galli e altri esempi sanguinosi – dimostrano una diversa, limitata sensibilità verso gli animali.
La letteratura antica – dalle steli egizie alla Bibbia, da Omero a Esopo, da Plinio a Ovidio – è ricca di riferimenti ad animali sia reali che immaginari. Le caratteristiche degli animali e il rapporto degli antichi con essi sono aspetti trascurati dello studio dei classici ma in questo saggio l’autore raccoglie, in una sorta di dizionario zoologico-letterario, i riferimenti necessari a colmare questa lacuna.
La presenza in un racconto mitologico di un animale piuttosto che un altro e il significato simbolico attribuito dagli antichi alle bestie rappresentano in realtà convenzioni stratificatesi sino a divenire archetipi della mente occidentale. Nell’affascinante studio di Francesco Maspero, tra citazioni a volte umoristiche a volte inquietanti, emerge nitidamente la visione che gli antichi avevano del mondo animale.

Thunder and Roses

This fourth volume of Theodore Sturgeon’s Complete Stories publishes the work of 1946-1948, wen Sturgeon’s early popularity among science fiction readers crystallized into a lasting reputation among a wider group of readers. “Maturity” and “Thunder and Roses” are the best-known of the stories in this period. “It Wasn’t Syzygy” display’s Sturgeon’s interest in psychological themes. “The Professor’s Teddy Bear” is an early prototype of the modern “horror story” as practiced by Clive Baker, Stephen King and many others.
In these years Sturgeon was recovering from the failure of his first marriage and a severe case of “writer’s block”. In March 1947 his luck turned around: a story he had failed to sell earlier won a short story contest sponsored by the prominent British magazine, *Argosy* , with the then-enormous prize of $1000. Later Sturgeon credited this event for restoring his faith in himself as a writer. The same year “Maturity” and “Thunder and Roses” were received with tremendous enthusiasm by his peers. Ray Bradbury, a few years short of his own success, wrote to Sturgeon in February 1947:
“Ted, I hate you!…MATURITY…is a damned nice story. Your sense of humour, sir, is incredible. I don’t believe you’ve written a bad story yet; I don’t think you ever will. This is not log-rolling, by God; I only speak the truth. I predict you’ll be selling at least six stories a year to *Collier’s* and *The Post* before long. You have the touch.” A month later, the day he learned he’d won the contest, Sturgeon wrote to his ex-wife, “It’s more than a thousand dollars. The curse is off with me. My faith in [the story’s] quality and my own is restored, and I don’t think that I shall ever again experience that mystic diffidence and childish astonishment when one of my stories sells or is anthologized. I know now why they do, and I’m proud of it, and I know how to use it.”
This fourth volume also features a major “undiscovered” story, “Wham Bop!”, from an obscure youth magazine in 1947. It may be one of the finest fictional portraits of a 1940s jazz band in American letters.
Additional delicacies awaiting the Sturgeon fan in *Thunder and Roses* are his first Western Story, “Well Spiced”, and a UFO saga, “The Sky Was Full of Ships”, written in 1947 and set in the Southwest. It could well be the true story of the Roswell incident.

The Last Hawk

The Last Hawk is Catherine Asaro’s third novel of the Skolian Empire, an interstellar civilization spanning hundreds of worlds and thousands of years. Each book approaches the Empire and a member of the ruling family from a different angle, or at a different moment in future history. Now, in The Last Hawk, Asaro tells the tale of the lost heir to the Empire. Fleeing the heat of battle in a wounded spacecraft, Kelric crash-lands on a proscribed planet where a matriarchy rules through the medium of a complex game. The women in power help to heal him, but destroy his ship and determine that he can never leave – for his knowledge of their world, if revealed to the Empire, would cause the rapid fall of their civilization. And so his rescue turns into an imprisonment of years, decades, a time in which he finds love and a challenging place in the universal game.

Echoes of the Great Song

‘In my pantheon of literary greats, David Gemmell stands alone . . . he put me on the path I still walk today’ CONN IGGULDEN The Great Bear will descend from the skies, and with his paw, lash at the ocean. He will devour all the works of Man. Then he will sleep for ten thousand years, and the breath of his sleep will be death. The prophecy had come true. The world spun. Tidal waves lashed the planet, and a new ice age dawned. The few survivors of a once great empire struggled to rebuild, to hold their ground against the rising barbarian tide. Then two moons appeared in the skies, unleashing a terrible evil that threatened not only the new empire, but the survival of the world itself. ‘When it comes to heroic fantasy, nobody does it better than David Gemmell’ The Dark Side ‘Gemmell is several rungs above the good – right into the fabulous’ Anne McCaffrey ‘The best fantasy inspires genuine involvement. David Gemmell’s novels do just that’ Interzone

Bestiario antico. Gli animali-simbolo e il loro significato nell’immaginario dei popoli antichi

Come sentivano gli antichi il problema che oggi interessa sempre più l’avvenire della nostra civiltà, cioè l’ecologia? Gli spettacoli che comportavano la tortura e la morte di animali – dei quali sopravvivono la corrida, i combattimenti di galli e altri esempi sanguinosi – dimostrano una diversa, limitata sensibilità verso gli animali.
La letteratura antica – dalle steli egizie alla Bibbia, da Omero a Esopo, da Plinio a Ovidio – è ricca di riferimenti ad animali sia reali che immaginari. Le caratteristiche degli animali e il rapporto degli antichi con essi sono aspetti trascurati dello studio dei classici ma in questo saggio l’autore raccoglie, in una sorta di dizionario zoologico-letterario, i riferimenti necessari a colmare questa lacuna.
La presenza in un racconto mitologico di un animale piuttosto che un altro e il significato simbolico attribuito dagli antichi alle bestie rappresentano in realtà convenzioni stratificatesi sino a divenire archetipi della mente occidentale. Nell’affascinante studio di Francesco Maspero, tra citazioni a volte umoristiche a volte inquietanti, emerge nitidamente la visione che gli antichi avevano del mondo animale.

Alle case venie

Il 2 settembre del 1943 il caldo torrido dell’estate sembra essersi dissolto in un solo giorno di pioggia alle Case Venie, podere sopra Città della Pieve. L’armistizio è alle porte ma la guerra continua a mietere le sue vittime. Alcina, trentenne dai capelli neri e il cuore «rosso come il sangue», e Aliseo, il fratello di diciassette anni, vivono soli da quando Astorre, il loro padre, è mancato. Della donna in paese dicono che è strana perché guida il vecchio furgone del padre e perché alla sua età non ha ancora preso marito. Alcina, tuttavia, non si cura dei commenti della gente. Le sue ore sono segnate da altro: dalla presenza della morte, che avverte dietro di sé a ogni passo e che, ne è convinta, sembra aver scelto proprio lei per sfidarla e metterla alla prova. E, infatti, un giorno la morte si presenta davvero al suo cospetto. Seduto sul vec-chio ceppo usato per spaccare la legna, compare davanti ai suoi occhi lo spettro di Astorre, il padre defunto. Un’anima in pena, a causa dell’errore compiuto in vita, quando – prima che scoppiasse la guerra, guerra che, tuttavia, l’uomo non ha visto – si è lasciato colpevolmente sedurre dalla retorica fascista. Alcina, con il suo «cuore rosso» e l’impegno attivo nella Resistenza, è la voce della sua coscienza. La voce che Astorre non ha mai ascoltato, ma di cui adesso ha bisogno per fare chiarezza, capire il passato attraverso il presente e trovare, finalmente, la pace. Impeccabile ricostruzione storica degli anni della Resistenza partigiana nella zona del castiglionese, Alle Case Venie è un romanzo sull’intenso e commovente rapporto tra un padre caduto in errore e una figlia desiderosa di riscattare la sua figura e la sua memoria. «Romana Petri è fra le scrittrici più apprezzate del nostro panorama letterario». D – La Repubblica

3001 odissea finale

In *3001 Odissea finale* Arthur C. Clarke conclude con un ultimo affascinante episodio la leggendaria saga di fantascienza iniziata con *2001 Odissea nello spazio* facendo fare al lettore un balzo di mille anni nel futuro e rivelandogli una verità che possiamo comprendere soltanto adesso. Fondendo mirabilmente fantasia e precisione scientifica ci regala un altro indimenticabile capolavoro sui misteri insondabili dell’universo e sull’eterno, appassionante confronto tra l’uomo e l’ignoto.

Día de perros

Segunda entrega de la detective Petra Delicado
La policía de Barcelona investiga la muerte de un vagabundo en un barrio de la ciudad. La casualidad hará que un perro, el cadáver y dos inspectores con instinto se crucen en una investigación que les llevará a descubrir los turbios negocios que se realizan en los barrios marginales.

Starship Titanic

At the heart of a galaxy of which we know nothing, the greatest, most advanced starship ever known has been built — the Starship Titanic. It is fabulous, beautiful and technologically miraculous. On its maiden voyage it crashes into hyperspace and vanishes.
The first you know of it is when you are sitting at home having a quiet evening in front of the TV and the most fabulous starship in the galaxy crashes into your home. You find your way on board (or not, if you just want to play the two minute version of the game) and are confronted with an interior which resembles a mixture of the Ritz, the Chrysler Building, Tutankhamen’s tomb, and Venice.
The ship is inhabited by traumatized robots, a lobotomized cyberintelligence, a frankly unhinged parrot and, as the ship takes off, taking you deep into unknown interstellar space, you realize that life on board as a third class passenger is going to be tough going. You find yourself in the grip of one of the most powerful forces known to modern man — the desire for a free upgrade.
Your task is to discover what has happened here, to reveal the deep conspiracy that lies behind this catastrophic failure, to repair the ship’s intelligence and guide the ship back home. To do this you will have to gain the trust of the robots, which you do the same way you would with anybody else — by talking to them. State-of-the-art language technology lets you do this.
Strange characters, stunning environments, wild satire, and a series of puzzles of escalating weirdness all add up to… *Starship Titanic* \– The Ship That Cannot Possibly Go Wrong.

Sharpe’s Tiger

RICHARD SHARPE AND THE SIEGE OF SERINGAPATAM, 1799 The year is 1799, and Richard Sharpe is just beginning his military career. An inexperienced young private in His Majesty’s service, Sharpe becomes part of an expedition to India to push the ruthless Tippoo of Mysore from his throne and drive out his French allies. To penetrate the Tippoo’s city and make contact with a Scottish spy being held prisoner there. Sharpe has to pose as a deserter. Success will make him a sergeant, but failure will turn him over to the Tippoo’s brutal executioners–or worse–his man-eating tigers. Picking his way through an exotic and alien world. Sharpe realizes that one slip will mean disaster. And when the furious British assault on the city finally begins. Sharpe must take up arms against his true comrades to preserve his false identity, risking death at their hands in order to avoid detection and thus to foil the Tippoo’s well-set trap.

The Bone Collector

The first instalment of the bestselling Lincoln Rhyme series and inspiration for the 1999 thriller movie starring Angelina Jolie. **Their first case, their worst killer…** New York City has been thrown into chaos by the assaults of the Bone Collector, a serial kidnapper and killer who gives the police a chance to save his victims from death by leaving obscure clues. Baffled, the cops turn to the one man with a chance of solving them – Lincoln Rhyme. Left paralysed by a debilitating accident, ex NYPD cop Rhyme has to dig deep into the only world he has left – his astonishing mind – to have any hope of solving the case. With the help of a young police officer, Amelia Sachs, he starts to close in on the killer. But as he edges closer to the truth, the Bone Collector is closing in on Lincoln Rhyme himself. ‘This is a novel that will chill your blood on the warmest day of any summer holiday. Keep looking over your shoulder . . .’ – *Independent on Sunday*