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La via dello zucchero

È l’ultimo romanzo della “Trilogia del Cairo”, opera principale di Nagib Mahfuz, lo scrittore egiziano premio Nobel nel 1988. Si conclude con questo volume un affascinante trittico che è possibile comprendere e ammirare nelle sue parti singole ma che, nella complessiva grandiosità, esprime ancor meglio l’ispirazione e il talento dello scrittore egiziano. Il tema del romanzo è la città del Cairo: attraverso le sue strade più antiche e le sue nuove lusinghe da metropoli s’intrecciano sogni e nostalgie, fedi religiose e utopie politiche di vecchi e di giovani in un movimento di vita incessante che rende denso e struggente lo scorrere del tempo.

La figlia del matematico

Inghilterra, XIX secolo. Archimedea Timms, detta Maddy, è una giovane riservata che dedica le sue giornate alle opere pie e ad aiutare il padre, insigne studioso di matematica. Christian Langland, duca di Jervaulx, è un dongiovanni e scavezzacollo, geniale scienziato amico del vecchio Timms. Può nascere l’amore tra due persone così diverse? Nessuno potrebbe immaginarlo. Eppure quando viene a sapere che Christian è morto in duello, Maddy è colta da un dolore lancinante, inaspettato. Si trasferisce in campagna presso un cugino che dirige un manicomio per occuparsi dei pazienti e trova tra i ricoverati proprio il duca di Jervaulx, fatto rinchiudere dalla famiglia. Ora tocca a Maddy, l’unica che sembra credere nella sua sanità, aiutarlo a dimostrare di non essere un pazzo. E scoprire con un brivido un modo nuovo, più pieno, di essere donna. **

Il fantasma di Zapata

Emiliano Zapata non è morto? Chi ha assassinato l’ingegnere di una fabbrica giusto all’inizio di un grande sciopero? E perché qualcuno sta perseguitando la figlia di una nota pornostar? Come se non bastasse una sola storia, Héctor Belascoáran Shayne si trova a dover risolvere tre enigmi che hanno una soluzione unica, un rompicapo intricato e indecifrabile come la metropoli che li ha originati: Città del Messico.

Stupidario medico

Dall’aspirina somministrata in “supposte effervescenti” alle “coliche al ginocchio” tutta la scienza dei medici italiani in un’antologia drammaticamente autentica. Una raccolta di “perle” che prende un po’ in giro quei signori che spadroneggiano sulla nostra salute. **

Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità

I nonluoghi sono quegli spazi dell’anonimato ogni giorno più numerosi e frequentati da individui simili ma soli. Nonluoghi sono sia le infrastrutture per il trasporto veloce (autostrade, stazioni, aeroporti) sia i mezzi stessi di trasporto (automobili, treni, aerei). Sono nonluoghi i supermercati, le grandi catene alberghiere con le loro camere intercambiabili, ma anche i campi profughi dove sono parcheggiati a tempo indeterminato i rifugiati da guerre e miserie. Il nonluogo è il contrario di una dimora, di una residenza, di un luogo nel senso comune del termine. E al suo anonimato, paradossalmente, si accede solo fornendo una prova della propria identità: passaporto, carta di credito. Nel proporci una antropologia della surmodernità, Augé ci introduce anche a una etnologia della solitudine.

La sconfitta di Dio

Questo libro pone, con una durezza che la brevità rende flagrante, la domanda essenziale, quella che non può essere evitata da chiunque affronti la Scrittura con l’intenzione di prendere sul serio, di accettarla nella sua interezza e nella sua letteralità. La domanda riguarda le promesse chiare di Dio, di cui il testo biblico gronda. Sono promesse di felicità, di ricchezza, di pienezza di vita, di pronta giustizia. Che ne è stato di quelle promesse? Sulla risposta non ci possono essere dubbi: non sono state mantenute. La Bibbia – questo «testo poco comprensibile, che suscita orrore in chi tenta di leggerlo» – racconta una sequela di «vicende fallimentari» non solo «per gli uomini», ma «anzitutto per Dio». Un Dio sconfitto, un Dio senza onnipotenza, ma di cui siamo condannati a parlare, se non altro «perché non è facile nemmeno non parlarne più»; e in questo parlare della sconfitta di Dio, in questo farla entrare «nelle nostre equazioni», chi crede e chi non crede possono incontrarsi. Questo piccolo libro violento è destinato a turbare la tranquillità di coloro per cui fede e non fede sono modi diversi di archiviare il problema.

La grande migrazione

Il problema che sta al centro del libro è: la presenza dell’altro, la infiltrazione extracomunitaria e soprattutto l’insorgere della violenza di piazza. ‘Di fronte alla massiccia comparsa di bande di picchiatori in ogni parte della Germania, l’apparato di repressione – a cominciare dalla polizia fino ai tribunali – ha reagito fino ad ora con una moderazione inaudita … Se lo Stato si rifiuta di proteggere i cittadini … si dovranno armare per legittima difesa … Tutto questo può portare politicamente a condizioni simili a quelle vissute dalla Germania verso la fine della Repubblica di Weimar’.

L’eredità

I giorni non potrebbero scorrere più sereni e felici per Drizzt Do’ Urden. Il giovane principe drow, dopo tante peripezie, è finalmente riuscito a riunirsi ai suoi amici in un rifugio sicuro, la mitica Mithral Hall. Eppure Drizzt non riesce a darsi pace: i suoi irriducibili avversari, sempre più potenti e arroganti, costituiscono ancora una minaccia. Difatti Lloth, la temutissima Regina Ragno, dea degli elfi scuri nonché acerrima nemica di Drizzt, sta tramando un piano diabolico, volto a porre fine alla vita lieta e pacifica del valoroso elfo…

L’anno del massacro

Si tratta del capitolo conclusivo della saga degli Chtorr, giganteschi vermi provenienti da un altro sistema solare che si sono installati sulla Terra con l’intento di farla propria. Sono stati creati reparti speciali dell’esercito per contrastare quest’invasione. Molti hanno la tendenza a considerare gli Chtorr, che divorano gli esseri umani, come creature semidivine, e quindi sempre numerosi sono i gruppi di terrestri che si affiancano ai vermi, li allevano e li proteggono. In quest’ultimo capitolo della saga finalmente i giochi si chiariscono e chi dovrà pagare non potrà sfuggire alla giusta vendetta di quanti hanno dovuto soffrire pene inenarrabili.

Eva futura

Quando nel 1866 esce Eva futura non si alza nessuna voce né a difenderlo né a combatterlo, eppure questo romanzo può essere letto come un’anticipazione tra le più originali e audaci della nostra attuale civiltà. Allora solo Mallarmé, Huysmans e Baudelaire capirono il genio dello scrittore francese mentre oggi Villiers de l’Isle-Adam è considerato uno dei più importanti narratori francesi. Ecco la storia: il giovane Lord Ewald ama e disprezza una donna bellissima e stolta. Non stupida ma irrimediabilmente mediocre. Una donna che sembrerebbe ideale per la maggior parte dei suoi contemporanei, ma che a lui ha tolto ogni forza di vivere. Thomas Alva Edison (quando il libro uscì, il famoso inventore era in vita) gli offre come soluzione un meraviglioso automa che egli riveste di un corpo identico a quello della donna amata infondendole una nuova intelligenza. A poco a poco i confini che separano la creatura vivente dalla macchina diventano sempre più labili e incerti, e alla fine non è più la macchina che appare terrificante ma l’uomo e i suoi limiti. Villiers de l’Isle-Adam è nato in Bretagna nel 1838 ed è morto poverissimo a Parigi nel 1889. Tra le sue opere ricordiamo: Racconti crudeli (1883), Tribulat Bonhomet (1887), Axël (dramma, 1890).

L’alba di Darkover (Darkover – Chronological Order #2)

Questa è la prima di una serie di antologie che Marion Zimmer Bradley ha curato per arricchire l’universo della Saga di Darkover. MZB ha scelto e rivisto ogni anno un gruppo di racconti che potevano completare le storie e i personaggi che stava delineando. Questo primo titolo raccoglie diciannove racconti dedicati alle origini di Darkover.

Dietro il velo

Una principessa di sangue reale, appartenente alla famiglia reggente, racconta, sotto pseudonimo, l’agghiacciante condizione di reclusa in cui vive, lei e tutte le donne che la circondano. Il volto celato dietro il velo, la donna araba – anche se ricca e nobile – è ostaggio di carcerieri particolarmente zelanti nello svolgere il proprio lavoro: il padre, il marito, i figli maschi. Se dà alla luce una bambina, la nascita non viene nemmeno registrata, visto lo scarso valore delle femmine. Ed è soprattutto per amore delle figlie che “Sultana”, una principessa araba di alto lignaggio, ha deciso, con questo libro, di raccontare la condizione femminile nel proprio paese. Un documento sconvolgente e sincero, capace di scuotere le coscienze.

Dialoghi tra immortali, morti e viventi

Hans Magnus Enzensberger scrisse i tre dialoghi qui riuniti tra il 1981 e il 1989, anno in cui vennero pubblicati in volume per la prima volta, ancor prima che in Germania, dalla nostra casa editrice. I protagonisti sono celebri scrittori “di confine”, ossia autori che concepirono la scrittura come attraversamento di generi letterari e di campi del sapere tra loro diversi, e che furono tutti iniziatori di decisive correnti di pensiero. Il dibattito delle idee acquista forza e tensione grazie alla scelta formale del dialogo, un genere a sua volta “di confine”, che colloca “Dialoghi tra immortali, morti e viventi” in una illustre tradizione che da Platone e Luciano, passando per Erasmo e gli illuministi, giunge fino al Brecht dei Dialoghi di profughi.

Il custode dell’uomo

Il computer supremo che veglia sul pianeta Armonia ha paura. Ma non è esattamente la sensazione che potrebbe provare un qualunque essere umano. Infatti, si tratta solo di una macchina che trae enegia dal sole, ricava informazioni dai suoi satelliti, dalla sua memoria e dalle menti di mezzo miliardo di esseri umani. Eppure conosce la paura, lo strano presentimento che le cose possano sfuggire al suo controllo, che non possa più esercitare la stessa influenza sul modo come è accaduto in passato. In altre parole, quella che prova è la paura della morte. Ma non della propria, perché il computer supremo non possiede un’individualità e non si preoccupa affatto dela propria esistenza. L’unica cosa che conta è la missione per cui è stato programmato milioni di anni fa: essere il custode dell’umanità sul pianeta Armonia. Ma se non si dimostrerà all’altezza del suo compito, allora senz’ombra di dubbio l’umanità si ritroverà ancora una volta condannata a fronteggiare il suo peggior nemico, l’unico che possa annientarla definitivamente…
Dopo il grande ciclo di “Ender”, bestseller in tutto il mondo, Oson Scott Card si lancia in una nuova impresa fantascientifica, una saga dell’umanità attraverso lo spazio e il tempo che promette di diventare una delle sue opere di maggior successo.