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L’ospite tigre

Le storie scelte per questo libro appartengono in maggioranza al Liao-Chai di P’u Sung-ling. Risalgono al XVII secolo. Di P’u Sung-ling si sa pochissimo, salvo che fu respinto all’esame del dottorato di lettere nel 1651. A questo fortunato fallimento dobbiamo il suo consacrarsi alla letteratura, e di conseguenza la redazione del libro che lo avrebbe reso famoso. In Cina il Liao-Chai occupa il posto che in Occidente spetta alle Mille e Una Notte. Ai racconti di P’u Sung-ling ne abbiamo aggiunti altri due non meno sorprendenti che fanno parte del quasi infinito romanzo Il sogno della camera rossa. Non v’è nulla che caratterizzi un paese più delle sue fantasie. Nelle sue scarse pagine, questo libro lascia intravedere una delle culture più antiche del mondo, e nel contempo uno dei più insoliti approcci alla narrativa fantastica( dall’introduzione di Jorge Luis Borges). Il sogno della camera rossa, famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo. Fu scritto durante il regno dell’imperatore Qianlong da Cao Xueqin (o Tsao Hsueh-chin), ma fu pubblicato solo nel 1792, a trent’anni dalla morte dello scrittore.

L’era degli Yilané

Circa 65 milioni di anni fa un gigantesco meteorite colpì la Terra provocando un cataclisma che cancellò la maggior parte delle specie viventi in un breve lasso di tempo. Questo segnò la fine dell’era dei dinosauri che per milioni di anni avevano dominato il pianeta, ma anche l’inizio dell’evoluzione dei mammiferi così come oggi li conosciamo. Ma come sarebbe ora il nostro pianeta se quella meteora non fosse mai caduta? In questo grandioso romanzo, Harry Harrison ha elaborato proprio una simile ipotesi… un mondo parallelo dove l’evoluzione dei grandi rettili è continuata, raggiungendo il culmine con gli Yilanè, la razza più intelligente e progredita della Terra. La loro civiltà, basata su tecniche avanzatissime di ingegneria genetica, è un miracolo di stabilità e si trova in perfetto equilibrio con l’ambiente, mentre le loro città in Africa e in altri luoghi del Vecchio Continente rappresentano altrettanti capolavori d’ingegno. Tuttavia, l’avvento di una nuova èra glaciale costringe gli Yilanè ad esplorare e colonizzare il Nuovo Mondo al di là dell’Oceano Atlantico. Diventa quindi inevitabile lo scontro violento con una nuova razza selvaggia di mammiferi che gli Yilanè non avevano mai incontrato prima d’ora… Mammiferi che camminano in posizione eretta, che usano rozzi utensili e armi di pietra, dimostrando un odio istintivo e viscerale nei confronti degli Yilanè… Un’appassionante vicenda che contrappone due popoli e due culture: i grandi sauri dominatori del pianeta e le primitive tribù di umani, protagonisti di un’epica lotta per il predominio e per la sopravvivenza.

Eretici ed eresie medievali

Nei secoli XII e XIII si manifestano fenomeni di eterodossia collocabili in una peculiare dialettica: da un lato, si assiste al moltiplicarsi di esperienze religiose in mille direzioni e, dall’altro, cresce l’intolleranza ecclesiastica verso ogni forma di autonomia, in concomitanza con una volontà di inquadramento complessivo di ogni aspetto della vita degli uomini. La sintesi non fu sempre possibile, né sempre si realizzò. Ne derivarono esclusioni, anche violente, e integrazioni proficue. Una parte prevalse, l’altra soccombette: storicamente vinti furono gli eretici, vincitori gli uomini di chiesa. La storia degli eretici è letta qui in connessione con la storia delle gerarchie ecclesiastiche, tese alla elaborazione di una dottrina della salvezza razionalizzata e pacificata. Poiché il conflitto fu tra individui e gruppi dalle idee e dai comportamenti diversi e antagonistici, il libro ruota intorno a figure-cardine individuali e collettive: da Pietro di Bruis a Dolcino di Novara attraverso valdesi, umiliati, catari, amalriciani, apostolici e “santi” eretici.

On My Way to Paradise

Winner of the Philip K. Dick Memorial Award
The powerful first novel by New York Times bestselling author David Farland, at once disturbing and compelling.
On My Way to Paradise is the chronicle of one man’s odyssey of self-discovery within a world at war. In a world of ever-worsening crisis, Angelo Osic is an anomaly: a man who cares about others. One day he aids a stranger. . .and calls down disaster, for the woman called Tamara is also a woman on the run, the only human with the knowledge that will save Earth from the artificial intelligences plotting to overthrow it. Fleeing the assassins who seek him as well as Tamara, Angelo seizes the only escape route available: to sign on as a mercenary with the Japanese Motoki Corporation in its genocidal war against the barbarian Yabajin. Jacked into training machines that simulate warfare, Angelo “dies” a hundred times. . .and is resurrected to fight again. In a world of death, he dreams only of life–and the freedom to love once more.

Crystal Express

This collection gathers twelve tales by one of the leading new voices in science fiction. The stories are divided into three groups: Five fall into Sterling’s “Shaper/Mechanist” coterie of tales; three are science fiction of a more generic type; and four tales are labeled as fantasy. The Shaper/Mechanist stories center on a future world in which two opposing sects have developed: the “Shapers” have evolved themselves through genetic tinkering; the “Mechanists” through computerized prosthetics. Sterling explores the consequences of both approaches, painting neither side as necessarily good nor evil, and stories are related Erom both points of view. Among the other tales, “20 Evocations” effectively links anecdotal episodes of Nikolai Leng’s life to create a coherent picture of Leng’s gradual transformation from young innocent to cornipt elder. In “Spook,” the earth has suffered a “brain drain” through mass emigrations to space leaving a world populated mainly with “undesirables.” The powers-diat-be have their hands full trying to maintain a semblance of order and control; faced with a potential uprising in Central America, they contract the services of a futuristic secret agent-the “spook” of the title-to quell the insurgency. The denouement to this space-age thriller is devasting. “Green Days in Brunei” is set in the tiny nation of Brunei on the island of Borneo to which Canadian engineer Turner Choi has been dispatched to help introduce a bit of twenty-first-century technology to a society that has previously rejected high tech to the point of outlawing telephones. Choi eventually becomes romantically involved with the royal princess of Brunei in this, what may well be Sterling’s best story. The fantasy-oriented tales which close out the collection largely feature a tongue-in-cheek tone and are, unfortunately, not as interesting as the preceding works.

Paradiso remoto

Questo romanzo affronta un tema delicato: la colonizzazione, da parte degli esseri umani, di pianeti abitati da creature ritenute inferiori. È quello che succede quando viene scoperto il pianeta Peponi, fertile e ricco di risorse naturali, che a causa dello sfruttamento ingordo e votato solo al profitto delle corporazioni umane, presto si riduce a una landa desertificata. Altre creature deportate da pianeti lontani innescano faide tribali per la sopravvivenza con la civiltà autoctona, che sembra destinata all’estinzione. I pochi esseri umani che si rendono conto del disastro che si sta compiendo hanno poco tempo per intervenire, prima che sia troppo tardi.
Copertina di Franco Brambilla

Le lande d’argento

Lontani dalle lande di ghiaccio, lungo la strada che conduce a Mithril Hall, un drappello di eroi deve ingegnarsi per far fronte alle insidie tese da mostri capaci di ordire fatali incantesimi. Così avversati nel loro viaggio, Bruenor lo gnomo, Wulfgar il barbaro, Regis il mezz’elfo e Drizzt l’elfo vagabondo vedono vacillare il sogno di raggiungere le agognate lande d’argento. Se Regis deve fare i conti con un sanguinario nemico che, alleato con le forze del male, vuole annientarlo a tutti i costi, Drizzt, stretto nella morsa delle avversità, vorrebbe tornare nella tenebrosa città sotterranea abbandonata per intraprendere quel periglioso cammino. Il drappello è dunque destinato a disgregarsi e il sogno a infrangersi? Quando tutto sembra perduto, una fanciulla coraggiosa rappresenterà l’unica speranza: il destino dei quattro dipenderà da lei e dal suo desiderio di condurli nella mitica città di Mithril Hall o di lasciarli in balia di terrificanti poteri arcani

L’impero dei dinosauri

Fra le molte sette che popolano la galassia ce n’è una che alleva dinosauri a scopi religiosi: a ognuno la sua divinità, certo, ma quando suo padre viene dato in pasto a un rettile solo per sistemare una faccenda di etichetta, il giovane Kerryl Ryson si sente ribollire il sangue nelle vene. E progetta una vendetta terribile, che potrà andare in porto solo fra mille difficoltà. Con l’aiuto di una bellissima nobildonna, di una macchina del tempo e di una razza di extraterrestri che sfruttano il periodo Mesozoico per i loro videogiochi, Kerryl parte per la sua crociata all’insegna del furore. L’impero galattico trema sotto l’incalzare dei dinosauri e la storia prende una nuova piega, mentre ovunque si diffonde la leggenda di Kerryl Che Può Tornare dai Morti…
Copertina di Oscar Chichoni

Ninna nanna

Sono le due e mezza del primo dell’anno, quando un terribile delitto scuote alle fondamenta l’87° Distretto. Rientrando a casa da una festa, una delle coppie piú abbienti di Isoal trova la figlioletta di pochi mesi morta nella culla: è stata soffocata con un cuscino. Lí accanto giace la baby-sitter, con un coltello conficcato nel petto. Secondo il referto dell’autopsia, il suo corpo presenta tracce di un recente rapporto sessuale. I primi sospetti ricadono sull’ex fidanzato della ragazza, che però sembra scomparso nel nulla. In realtà ha abbandonato l’università e si è rifugiato da un’amante piú vecchia, ma giura di non essere stato lui a uccidere Annie e la piccola. E mentre Carella e Meyer fanno carte false per scovare il colpevole, l’agente Kling si ritrova sotto il fuoco incrociato di una faida tra bande rivali, determinate a sconvolgere la metropoli.
«Affilato, trascinante e pieno di suspense»: secondo Stephen King, *Ninna nanna* è il miglior romanzo di Ed McBain. «I romanzi dell’87° Distretto – brevi, violenti e geniali – dimostrano che la polizia non è costituita da un solo capo detective circondato da tirapiedi. Quella di McBain è una squadra di uomini e donne che lavorano duro per arrivare alla fine del turno, al cuore di ogni caso, conservando intatti senso dell’umorismo e umanità».
**The New York Times** **
### Sinossi
Sono le due e mezza del primo dell’anno, quando un terribile delitto scuote alle fondamenta l’87° Distretto. Rientrando a casa da una festa, una delle coppie piú abbienti di Isoal trova la figlioletta di pochi mesi morta nella culla: è stata soffocata con un cuscino. Lí accanto giace la baby-sitter, con un coltello conficcato nel petto. Secondo il referto dell’autopsia, il suo corpo presenta tracce di un recente rapporto sessuale. I primi sospetti ricadono sull’ex fidanzato della ragazza, che però sembra scomparso nel nulla. In realtà ha abbandonato l’università e si è rifugiato da un’amante piú vecchia, ma giura di non essere stato lui a uccidere Annie e la piccola. E mentre Carella e Meyer fanno carte false per scovare il colpevole, l’agente Kling si ritrova sotto il fuoco incrociato di una faida tra bande rivali, determinate a sconvolgere la metropoli.
«Affilato, trascinante e pieno di suspense»: secondo Stephen King, *Ninna nanna* è il miglior romanzo di Ed McBain. «I romanzi dell’87° Distretto – brevi, violenti e geniali – dimostrano che la polizia non è costituita da un solo capo detective circondato da tirapiedi. Quella di McBain è una squadra di uomini e donne che lavorano duro per arrivare alla fine del turno, al cuore di ogni caso, conservando intatti senso dell’umorismo e umanità».
**The New York Times**

La forza di chi è solo

“È la storia di un ragazzo, Peekay, che si fa uomo facendo appello alle proprie risorse interiori. Che sperimenta durezze, persecuzioni, orrori. Che vede i suoi “fratelli di latte”, i neri, vilipesi, tormentati, oppressi, e prova sulla sua pelle l’ostilità dei boeri. E cresce, imparando a fare del pugilato, deciso a diventare campione del mondo dei pesi welter, persuaso che “il piccolo può vincere il grande” se sa sfruttare “la forza di chi è solo”. Ha anche molta fortuna: conosce un uomo come Doc, un musicista tedesco, geniale e innocuo, innamorato dell’Africa e della sua flora, che le autorità coloniali inglesi chiudono in carcere, dove Peekay lo visita e ha modo di frequentare i “delinquenti” neri. Doc, internato come “nemico” per il periodo bellico, insegna a Peekay che cosa significa arte. E soprattutto che l’arte, il ritmo, la bellezza – e dunque anche l’arte di danzare su un ring “come se suonassi Mozart” – sono invincibili al di là di ogni umana degradazione.

L’Ultimo Baluardo

Settembre 1810. Determinato a conquistare il Portogallo, Napoleone manda il proprio esercito oltre la frontiera spagnola. L’ultima cosa che i francesi si aspettano di trovare è un territorio depredato e spoglio: l’esercito britannico, infatti, alleato dei portoghesi, oppone un’ostinata resistenza, mirando a fare terra bruciata per affamare il nemico e, dopo averlo trascinato a ridosso di Lisbona, infliggergli la sconfitta definitiva presso l’inespugnabile linea di difesa di Torres Vedras, ideata dal generale Wellington.
Per Richard Sharpe, valoroso capitano della compagnia South Essex, la situazione è più che mai difficile: non solo deve tener testa ai soldati francesi, ma anche guardarsi dalle trame del proprio colonnello, intenzionato a favorire la carriera militare di un ufficiale incompetente, che vanta importanti legami familiari. Il capitano è così obbligato a cedere a quest’ultimo il comando della compagnia in vista dell’imminente battaglia… Ma anche fuori dall’esercito le cose non vanno meglio: Sharpe deve vedersela con due fratelli portoghesi corrotti, che hanno intessuto una subdola trama per arricchirsi… A Sharpe, prigioniero dei due traditori, non resta che tentare una fuga rocambolesca per raggiungere il teatro della battaglia…

Argo il cieco

“Un diario-romanzo che può leggersi come ballata delle donne del tempo che fu o come “Mea culpa” di un vecchio che vanamente si ostina a promuovere in leggenda la sua povera “Vita nova” (“G. Bufalino”).

Tuan Charlie (Maléfices, Opium, Dust, Enfers)

Tuan Charlie correspond à la définition d’un aventurier selon Zykë : un homme qui a choisi de vivre hors de toute loi, en quête de liberté absolue. “Tuan” est un mot indonésien qui signifie Monsieur. Charlie est le diminutif de Jean-Charles, le prénom officiel de Cizia Zykë. L’apport du vécu de l’auteur confère aux histoires racontées par son alter ego, un réalisme qui rend ses aventures effrayantes et palpitantes.
# MALEFICES
« Il y a des morts qu’on ne doit pas déranger. »

« Ils avaient violé les tombeaux. Ils avaient forcé et fouillé les douze sarcophages. Ils les avaient laissés défoncés, le ventre ouvert au ciel.
Je leur avais dit de ne rien toucher. Les Dieux sont témoins que j’ai tenté de leur expliquer.
Je savais, moi, qu’il y a des morts qu’on ne doit pas déranger. »

Quand un archéologue et sa fille lui ont proposé une importante somme d’argent pour diriger une expédition à travers la jungle, Tuan Charlie ne s’est pas méfié. Il y a pourtant des endroits du monde qu’il vaut mieux éviter, des trésors qu’il ne faut pas déterrer, et des morts qu’il ne faut pas déranger.
# OPIUM
« Savez-vous vraiment ce que le mot vengeance veut dire ? »

« Ils avaient osé prendre ma liberté et jouer avec ma vie. Ils étaient des démons animés par le mal et le goût du sang. Ils exécutaient tous ceux qui faiblissaient. Ils étaient mes ennemis. Je savais que je ne pourrais en laisser un vivant derrière moi. »
« C’étaient des démons, animés par le Mal et le goût du sang. Ils nous épuisaient, ils nous tuaient, ils exécutaient tous ceux qui faiblissaient.
Ils s’étaient acharnés à me faire souffrir, à m’humilier, à salir mon destin.
Ils m’avaient emprisonné. Ils avaient osé prendre ma liberté et jouer avec ma Vie. Je savais que je ne pourrais pas en laisser un vivant derrière moi.
Combien d’entre vous savent ce que le terrible mot de “Vengeance” veut dire ? »

Une fois de plus, Tuan Charlie nous emmène en enfer, celui de la détention, dans un endroit tellement perdu du Triangle d’or, qu’il semble échapper à l’histoire et à toute forme de civilisation. Face à la cruauté inhumaine de ses geôliers, seuls l’opium et l’amitié d’un compagnon d’aventures, lui permettront de tenir et de refuser la mort qui s’offre comme ultime délivrance.
# DUST
C’est le western au pays des kangourous.

« Je suis Dust, la poussière ! Tu es le vent, tu es mon frère et je t’attendais. »
C’est ainsi, au bord de la Diamantina Road déserte et oubliée de tous que notre amitié débuta.
« Moi, Tuan Charlie, j’ai accepté le rôle du Vent, et je suis aussi responsable que mon ami Dust de l’horreur qui a suivi. J’ai juré, quand j’ai décidé d’écrire le récit de ma vie de ne jamais rien cacher. Je ne vous ferai pas grâce du terrible épilogue de cette aventure. »

Dust c’est un western au pays des kangourous. Une histoire d’amitié entre un aventurier et un aborigène, qui se trouvent un jour confrontés au racisme et à l’intolérance des blancs. Cizia Zykë nous transporte dans le Queensland territoire aussi aride et hostile que le Far West. Les natifs sont semblables aux indiens d’Amérique du Nord, parqués, haïs, mais ils appartiennent à cette terre et cette terre leur appartient. Face à la violence de ceux qui les ont rejetés, elle leur fournira les armes de la vengeance, la Poussière et le Vent.
# ENFERS
Trinquer avec la Mort dans une descente aux enfers.

« Madame la Mort, déguisée en sirène, se tenait derrière le comptoir de glace.
Ses cheveux noirs entremêlés d’algues, belle et la poitrine nue, elle brandissait son verre dans ma direction.
“Tu ne trinques pas avec moi, Tuan Charlie ?” se moquait-elle. Ses immenses yeux, noirs et vides, me promettaient les plus beaux des plaisirs.
Il but en silence, monumental et pensif, le regard perdu sur les reflets de lumière sur l’eau, puis il arpenta bruyamment le pont et, enfin cogna les cloisons en hurlant :
– Je t’encule! Je suis Big Baby et je t’encule, Madame la Mort !
Titubant comme le dernier ivrogne du port, il l’a crié à la lune, à l’océan noir, au ciel obscur, jusqu’à en avoir la voix cassée. »

À l’Est des Célèbes, au large de l’Indonésie se situent des Iles perdues dans l’immensité de l’Océan. Tuan Charlie a constitué une équipe de chasseurs de perles. Lorsque la chance se présente à eux, ils n’hésitent pas à prendre tous les risques pour la faire fructifier. C’est à ce moment que le capitaine de cet équipage de fous comprend qu’il ne faut pas jouer avec la mort. À force de les voir la défier, cette dernière finit par s’intéresser à eux, et les décors paradisiaques qui les entourent, se transforment soudainement en enfers.

Rama II

Rama est revenu ! Rama, ou plutôt son double, son clone, son jumeau : Rama II. Soixante-dix ans plus tôt, un mystérieux engin extraterrestre traversait brièvement le système solaire, donnant corps à cette fabuleuse révélation : l’homme n’était pas seul dans l’Univers. Et voilà qu’en cette année 2196, le scénario se répète ! Un deuxième vaisseau interstellaire, exactement semblable au précédent, se matérialise dans l’espace… L’humanité, pour la seconde fois de son histoire, envoie une équipe de savants à la rencontre du visiteur. Mission exaltante, bien sûr, mais les intentions des uns et des autres sont-elles aussi nobles qu’elles le paraissent ? Sans oublier celles de l’étranger : pourquoi la nef infléchit-elle brusquement sa course vers la Terre ? Que dissimulent les flancs de Rama II ? Des merveilles… ou un danger mortel ?