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Il centravanti è stato assassinato verso sera

Barcellona, 1988: in una città sconvolta dalle speculazioni e dai cantieri legati alla preparazione delle Olimpiadi del 1992, la grande squadra di calcio locale riceve una lettera anonima alquanto delirante nella quale si afferma che Jack Mortimer, stella del calcio inglese appena acquistata dal club, verrà ucciso all’imbrunire. La polizia sembra prendere sul serio la minaccia, e i dirigenti della squadra, comprensibilmente preoccupati, decidono di affidare al detective privato Pepe Carvalho un’indagine parallela.
Comincia così, per l’investigatore-gastronomo, una lunga e complicata indagine nel mondo del football spagnolo, durante la quale egli avrà ampio modo di manifestare la pigra ironia, l’acuto disincanto, la quieta ma non rassegnata indignazione che lo contraddistinguono; e insieme la sua eccezionale penetrazione psicologica, che gli consentirà di risolvere il caso incrementando il bottino di vittorie professionali, ma anche la quota di disillusione sulla qualità e sul destino della natura umana.
Celeberrima creazione di Vázquez Montalbán, Pepe Carvalho si dimostra, anche e soprattutto in questo romanzo, un personaggio complesso e ricco di sfumature. Mai prevedibile, mai banale, sa unire allo scetticismo dell’intellettuale il rigore etico dell’uomo comunque profondamente coinvolto nei problemi del suo tempo: un uomo che non sa e non vuole reprimere né la speranza in un mondo più giusto, più onesto, più pietoso, né la sua trascinante, ingenua, contagiosa gioia di vivere e di godere.

Il cavaliere e il fante di spade

Ritorna il magico mondo di Nehwon, la terra di nevi e deserti, barbari e maghi, eroi e mercenari, resa celebre in tutto il mondo dalle rutilanti, incredibili avventure della più famosa coppia di eroi di tutta la sword & Sorcery mondiale. Dopo oltre un decennio di silenzio, il gigantesco barbaro Fafhrd e il suo inseparabile compagno, il segaligno e astutissimo avventuriero, noto come Gray Mouser, tornano finalmente sulla ribalta e lo fanno in grande stile. Fritz Leiber, infatti, ha riunito in questo volume ben quattro avventure inedite dei suoi ineffabili eroi: un racconto, una novelette, un romanzo breve e, infine, un romanzo vero e proprio. Una nuova girandola di avventure appassionanti e spesso esilaranti, com’è nello stile di Leiber, che testimoniano della perdurante vitalità della heroic fantasy contemporanea.

Il Caldèras

Questa è la storia dello zingaro Sindel, il calderaio. E’ una storia che inizia all’alba della prima guerra mondiale in un villaggio slavo dove il bambino Sindel resta orfano dei genitori a causa di un avvelenamento da segale cornuta mescolata al grano. Casualmente il ragazzo ne scampa insieme al “nonno” Vissalòm, battirame girovago con il suo wurdon, il carrozzone. La peregrinante e per noi rivelatoria “educazione” di Sindel, in fuga col vecchio attraverso e oltre il Veneto (la guerra è da sempre estranea agli zingari), comprende anche l’ultimo conflitto e la dolorosa maturità del protagonista. Sgorlon sembra manipolare una materia stregata in cui l’incantamento, per virtù dei magistero espressivo, avvolge anche il lettore. Il romanziere friulano, in questa prova che riconferma la sua splendida autonomia narrativa, ci guida tra le quinte liturgiche di un popolo (i rom, i signori) del quale ignoriamo quasi tutto perché non tramanda una storia scritta: saltinibanchi e menestrelli, nati con la musica nel sangue, gli zingari ebbero forse una patria perduta in qualche parte dell’India. Ciò che preme a Sgorlon non è dare risposte a interrogativi antropologici, bensì costruire un epos la cui centralità rinserra la vicenda umana di Sindel, il quale caparbiamente impara a leggere e a scrivere perché utopicamente sogna di liberarsi dalla condanna al nomadismo. Sindel giovinetto sospetta che anche l’amore di una “stanziale” può aiutare la sua metamorfosi e Sgorlon ce lo ritrae in un delicato idillio con Tereza. Il “caldèras” vuole avere una casa, un amore, una famiglia, una sua storia nella quale radicarsi, ed è per questo che sì farà anche temerario partigiano. Ma in controluce la vicenda degli zingari e di Sindel diventa la metafora della condizione di tutti gli uomini, che non hanno un’origine né una meta, sulla terra vagabonda nello spazio. In Sgorlon l’inclinazione rapsodica verso vicende arcaiche e verso il Mito, è una costante; in questo nuovo romanzo non la smentisce: vi riaffiora il fascino di una pagina ancora una volta in mirabile equilibrio tra realtà e magia.
Domenico Porzio

Cabal

Boone, anima bella e torturata che si crede responsabile di tremendi delitti, trova rifugio in in una necropoli popolata di mostri dotati di incredibili poteri. Anche Boone li erediterà e quando i suoi inseguitori lo raggiungeranno i mostri della notte si coalizzeranno contro i ben più terribili e crudeli mostri del XX secolo che si ritengono portatori di giustizia. L’amore di Lori, la ragazza di Boone che non vuole accettare la morte del suo uomo, sarà più forte di tutto e travalicherà i limiti del possibile.
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Ad ora incerta

“Chi non ha mai scritto versi?… Anch’io, ad intervalli regolari, “ad ora incerta”, ho ceduto alla spinta: a quanto pare, è inscritta nel nostro patrimonio genetico”. In realtà, il fare poesia non è stato in Primo Levi un’attività marginale o minore; egli stesso ci racconta come, scampato al Lager, gli fosse venuto spontaneo fissare la tragedia di Auschwitz nei versi che poi avrebbero aperto “Se questo è un uomo”. Nei testi poetici raccolti in questo volume ritroviamo, come ha osservato Giovanni Raboni, “lo stesso acume morale, la stessa forza di memoria, ammonimento e pietà che rendono sostanziosa, così giusta, così naturalmente memorabile la sua prosa”.

Walden ovvero Vita nei boschi

Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, e vi rimane oltre due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia nella natura o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole “marciare al suono di un tamburo diverso” e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, “Walden” è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità, una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all’accumulazione di ricchezza.
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Stagione di caccia

Robert Sheckley ritorna al mondo della Caccia per ampliare i connotati di quella che rimane la sua creazione più graffiante. Come in “Vittime a premio” (Urania 1041), l’ecologia mondiale è ormai a un punto critico, ma per una normale coppia americana una vacanza a Parigi è sempre un evento notevole. Quando però la moglie di Frank Blackwell rimane uccisa durante un attacco terroristico a un bar, la vacanza diventa tragedia. Frank giura che qualcuno la pagherà. E quello che dicono sempre le vittime, ma Frank è veramente deciso a vendicarsi, e il modo migliore per riuscirci è la Caccia, l’organizzazione segreta che da anni insanguina con le sue battute le strade di molte città americane, spesso sotto lo sguardo della polizia. Corre voce che il Congresso possa rendere legale l’associazione, perché i Cacciatori non sono soltanto cacciatori di uomini per puro divertimento: come ” servizio sociale ” ospitano una Squadra della Morte che si incarica di eliminare killer e terroristi con amicizie politiche influenti. Quello che Frank ignora è che anche i Cacciatori sono molto interessati ad averlo nei loro ranghi ma per scopi che lui, e il mondo dovranno ignorare fino al momento giusto.
Copertina di Vicente Segrelles

Sorellanza stregonesca

«*Un maestro indiscusso.*»
**Neil Gaiman**
«*Uno dei nostri più grandi autori di fantasy, e senza dubbio il più divertente.*»
**George R.R. Martin**
«Il vento ululava. I lampi pugnalavano la terra a casaccio come inefficienti assassini. Il tuono rombava e rimbombava attraverso le oscure colline sferzate dalla pioggia. La notte era nera quanto le viscere di un gatto. Era il genere di notte, potete crederci, in cui gli dei spostavano gli uomini come fossero pedine sulla scacchiera del fato». Che la seconda storia del Ciclo delle Streghe abbia inizio.
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### Sinossi
«*Un maestro indiscusso.*»
**Neil Gaiman**
«*Uno dei nostri più grandi autori di fantasy, e senza dubbio il più divertente.*»
**George R.R. Martin**
«Il vento ululava. I lampi pugnalavano la terra a casaccio come inefficienti assassini. Il tuono rombava e rimbombava attraverso le oscure colline sferzate dalla pioggia. La notte era nera quanto le viscere di un gatto. Era il genere di notte, potete crederci, in cui gli dei spostavano gli uomini come fossero pedine sulla scacchiera del fato». Che la seconda storia del Ciclo delle Streghe abbia inizio.

I sogni della resurrezione

Melvin era sicuramente il personaggio più strano di Ellsworth High, e gli altri ragazzi lo prendevano in giro senza pietà per il suo aspetto bizzarro e il suo comportamento anormale. Vicky era l’unica a prendere le sue difese, ma anche lei aveva dovuto ammettere che Melvin si era spinto davvero troppo oltre quando aveva dissotterrato un cadavere e aveva tentato di riportarlo in vita con l’aiuto di una batteria d’automobile. Sono passati alcuni anni e Vicky ha ancora gli incubi su quello “scherzo” di Melvin. Sa che prima o poi dovrà rincontrarlo. Melvin è uscito da poco da un ospedale psichiatrico e si comporta in maniera ancora più strana: i suoi esperimenti con i morti sono progrediti e adesso spera di realizzare, con l’aiuto di Vicky (o meglio, del suo corpo!), il suo sogno più agghiacciante…

Semi di stelle

Dopo Orbite perdute (Urania 1014) e Luci e nebbie (Urania 1045), le due antologie che hanno avviato per la prima volta in Italia l’operazione di riscoperta di un maestro della narrativa – e non solo di fantascienza – moderna, non poteva mancare un volume dedicato ai suoi romanzi brevi finora inediti nel nostro paese. Da L’isola degli incubi a Ultime notizie, passando per Le parole dei morti, Un modo di pensare, L’educazione di Drusilla Strange e Quasi le tenebre, i sei capolavori di Sturgeon qui raccolti coprono un arco di tempo che va dal 1941 al 1956, e da soli basterebbero a dimostrare la grandezza di questo autore che come pochi altri ha saputo esplorare gli abissi dell’animo umano utilizzando gli ardui strumenti del fantastico e della fantascienza.
Indice:
L’isola degli incubi (Nightmare Island, 1941)
Le parole dei morti (What Dead Men Tell, 1949)
Modo di pensare (A Way of Thinking, 1953)
L’educazione di Drusilla Strange (The Education of Drusilla Strange, 1954)
Quasi le tenebre (So Near the Darkness, 1955)
Ultime notizie (And Now the News…, 1956)
Copertina di Karel Thole

I santi li ho tirati giù dal cielo

Il romanzo di esordio di Antonio Bennato è la storia di un ragazzino napoletano che per essere salvato dai pericoli della strada, e da una miseria morale retaggio di mortificazioni secolari, viene mandato in seminario per studiare da prete e indossare quella veste che dà dignità e potere, ma il riscatto sognato dalla famiglia chiederà troppo al povero Raffaele Martino, combattuto fra il desiderio di assecondare le aspettative dei parenti e arrivare a capire l'entità della sua vocazione.