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La legge di Murphy

Nel 1949, l’ingegnere aeronautico dell’aviazione americana capitano Ed Murphy, osservando l’andamento dei propri esperimenti, ebbe a dire: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. Prova della “verità” di questa affermazione è il fatto che Ed Murphy, nel giro di pochi anni, è diventato famosissimo in tutto il mondo: non per le sue scoperte in aeronautica, del resto inesistenti, ma per quella frase, che immediatamente si diffuse sotto il nome di “Legge di Murphy”. Oggi la Legge di Murphy in America è talmente famosa da comparire nei dizionari, come: “Il principio per cui qualsiasi cosa possa andare male lo farà” (Funk and Wagnalls, Standard College Dictionary). Laboratori, uffici, circoli di golf, redazioni, banche, palestre, università, biblioteche, studi di dentisti, di avvocati, di fiscalisti, di ingegneri, di architetti, persino ospedali, sale operatorie, cessi sono immancabilmente tappezzati di manifesti, calendari o adesivi che ricordano la Legge di Murphy e le sue applicazioni. L’insieme delle Leggi e Osservazioni di cui la Legge di Murphy è da considerarsi capostipite è stato raccolto da Arthur Bloch nel 1977 nel presente libretto. Una raccolta che è un inventario del pessimismo esistenziale, ma che offre anche l’antidoto più antico e sicuro contro il malumore: la buona, sana e vecchia risata.
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JfK sulle tracce degli assassini

All’indomani dell’omicidio di John Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963, si sarebbero potute trovare fin da subito delle crepe nella ricostruzione ufficiale dei fatti. Ci fu chi volle provarci, nel tentativo di avvicinarsi alla verità. Jim Garrison, allora procuratore distrettuale di New Orleans, venne incaricato delle indagini e questo libro è il resoconto dell’inchiesta delle sue scomode conclusioni. Osteggiato dal governo e dalle testate più influenti, Garrison individuò infatti i mandanti e soprattutto il movente dell’omicidio: a eliminare Kennedy furono i servizi segreti, in connivenza con molti dei personaggi allora al potere, che volevano impedirgli a ogni costo di porre fine alla Guerra Fredda e alla guerra in Vietnam.

Isole nella rete

Siamo nel futuro prossimo venturo. Il mondo è dominato dalle multinazionali e dalla Rete, un complesso sistema telematico che gestisce tutte le informazioni ed è il perno della politica e dell’economia globale. In una società sostanzialmente priva di grandi conflitti, si inserisce la presenza anonala di covi-data, banche d’informazione pirata che svolgono una funzione fondamentale di suporto e di disturbo del sistema telematico internazionale. In questo scenario, durante un convegno organizzato da una grande multinazionale per stabilire una sorta di armistizio coi pirati telematici, un attacco terroristico mette in discussione non solo il ‘patto’ che si tenta di stipulare, ma l’intero equilibrio mondiale. Laura Webster decide allora di rintracciare i responsabili dell’assassinio che ha messo in pericolo i suoi affetti e le sue ambizioni, e di intraprednere un viaggio attraverso le crude realtà di una società vertiginosa e spietata.

Il gatto che annusava la colla

La vita nella cittadina di Pickax è tranquilla ma non monotona. Quanto meno non lo è per lo scapolo più ambito dalle donne, l’ex giornalista Jim Qwilleran che ha ereditato un grande patrimonio. Lui e i suoi due amici gatti, i siamesi Koko e Yum Yum, cominciano ad avere problemi quando in città viene trovata uccisa una giovane coppia che fa parte della migliore società. La polizia brancola nel buio ma poi all’improvviso Koko rivela uno strano interesse per un’antica stampa e per un barattolo di colla. Da questo momento il caso comincerà ad apparire meno misterioso e Jim riuscirà a risolverlo con l’aiuto delle sue due impareggiabili spalle.

Formidabili quegli anni

“Con il ’68 il mondo è andato avanti nella conquista dei diritti civili: perciò è utile riscoprirne i valori alle soglie del terzo millennio.” Questa è l’opinione di Mario Capanna, leader del Movimento studentesco di allora, impegnato in prima persona in una delle grandi battaglie di idee dell’Italia del dopoguerra. Sono passati quarant’anni e la scena internazionale è stata sconvolta da grandi avvenimenti: la caduta del Muro di Berlino, l’avvento del mondo unipolare, la globalizzazione. In Italia nuovi soggetti politici si sono affacciati sulla scena, dopo il crollo dei vecchi partiti, avversari storici delle lotte di allora, e si stabiliscono nuove alleanze. L’autore propone la storia di chi ha vissuto in prima persona quegli avvenimenti, occupazioni, manifestazioni di piazza, per capire il nuovo di oggi. **

Diario minimo

“Dal 1959 al 1961 curavo sul Verri una rubrica, ‘Diario minimo’, che intendeva raccogliere osservazioni di costume, parodie letterarie, fantasie e dissennatezze di autori vari. Alcuni pezzi, ritagli di giornale, citazioni bizzarre et similia, erano anonimi, e per quanto ricordo i vari collaboratori della rivista me li passavano via via per alimentare la rubrica. Essendone alimentatore per mandato, vi avevo pubblicato più di ogni altro, prima piccole moralità e poi via via pastiches letterari. Verso il 1962 Vittorio Sereni mi chiese di riunire questi miei pezzi in un volume e siccome, a rubrica ormai estinta, ‘Diario minimo’ era diventato ormai quasi il nome di un genere, scelsi questo titolo per il libro che poi uscì nel 1963. La storia del libro è quella che è: so che in vari dipartimenti di architettura si insegna ancora il Paradosso di Porta Ludovica, per non dire della ‘Fenomenologia di Mike Bongiorno’, citata anche da chi non l’ha letta, tanto che mi è accaduto di vederla definita come ‘un libro su’, mentre si tratta di sei paginette. Ma la mia propensione a tentare altri diari minimi non si è esaurita; ed ecco che, nel 1992, a distanza di quasi trent’anni ho deciso di pubblicare Il secondo diario minimo, sempre fedele all’insegna palazzeschiana del ‘lasciatemi divertire’.” (dalla prefazione di Umberto Eco a II secondo diario minimo)
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Una di loro

Comincia un nuovo anno scolastico per Torey Hayden che dovrà occuparsi di unaserie di casi molto difficili: due sorelline irlandesi scioccate dagli orrori della guerra; il loro cuginetto testimone del suicidio del padre; Dirkie checonosce solo la vita dell’orfanatrofio; Mariana, otto anni, aggressiva esessualmente precoce; Leslie, sette anni, chiusa nel suo mondo e incapace di relazionarsi con l’esterno. Inaspettatamente giunge in classe un’alunna in più: la mamma di Leslie che, entrata ufficialmente come aiutante, dopo uninizio molto conflittuale, si appoggia a Torey Hayden perché l’aiuti arisolvere i suoi numerosissimi problemi. E così, un poco alla volta la maestra si trova a dover affrontare un altro caso che, almeno inizialmente, non sa come affrontare…

Capire e vincere la depressione

Protestare in grigio è sentirsi inutile, insufficiente, nutrire un odio disperato per la propria entità fisica e per i propri simili.
È anche non avvertire più l’esigenza fisiologica di sopravvivere, non provare alcun desiderio, non scorgere, nelle pieghe immaginabili del tempo, neppure un obiettivo che meriti impegno di lotta. ‘Protesta in grigio’, dunque, è depressione.
Francesco Parenti e Pier Luigi Pagani percorrono in queste pagine il labirinto della depressione, tracciando un reportage che scuote il lettore e lo coinvolge. La loro indagine parte dal sottofondo psicologico del fenomeno e si ravviva con l’esposizione narrata di molte vicende umane. Affronta quindi le radici storiche e culturali del male, ne cerca i segni nella letteratura e nell’arte e dipinge un ritratto attualissimo della nostra società disorientata e incerta sul domani, nell’ambito della quale i mutamenti ormai si creano e si distruggono con ritmo incredibile.
Nel libro non c’è soltanto questo. C’è anche – sostenuta dalla grande esperienza professionale degli autori – una serie di proposte aggiornate per prevenire e combattere il fenomeno depressione. E, infine, una formula per il vivere attivo: accettarsi e fare progetti.

Un cantico per Leibowitz – Benedizione oscura – Umani a condizione – Il mattatore

Walter M. Miller jr. è una delle figure più singolari della fantascienza americana. Nato nel 1922, ha pubblicato le sue storie (una quarantina) in un arco di tempo molto ristretto, fra il 1951 e il 1960, e poi è misteriosamente scomparso dalla vita pubblica. Per strana coincidenza, il 1960 è anche l’anno in cui appare in volume il suo capolavoro, “Un cantico per Leibowitz”, subito premiato con un Hugo. Accanto a questo affascinante e tragico affresco della storia del genere umano, che a tutt’oggi rimane uno dei più grandi romanzi della fantascienza moderna, questo MASSIMO ospita i soli altri tre romanzi di Miller. “Umani a condizione” (sul tema del controllo delle nascite e su cosa potrebbe sostituire i bambini), “Benedizione oscura”, dove un’epidemia aliena porta alla rovina il genere umano, e “Il mattatore” (a sua volta premiato con un Hugo), tragico pezzo di bravura dell’unico attore umano in un mondo teatrale ormai interamente robotizzato.

La barriera di Santaroga

La tranquilla cittadina di Santaroga in California sembra vivere in un curioso isolamento, separata dal resto del mondo da una forza intangibile e misteriosa. I suoi abitanti non l’abbandonano che per brevi periodi, ma poi immancabilmente vi fanno ritorno, sfuggendo al contatto con gli estranei e mostrando un’aperta ostilità per qualunque cosa provenga dall’esterno. Semplici stranezze, se prese isolatamente, mentre qui invece si trovano concentrate tutte in un unico luogo. Che cosa succede dunque realmente a Santaroga? Gilbert Dasein, un giovane psicologo, viene inviato ad investigare nella cittadina e si addentra in un inquietante mistero: la popolazione di Santaroga è apparentemente sotto l’effetto di uno strano allucinogeno che altera lo stato di coscienza. Ma è solo il primo di una serie di interrogativi a cui Dasein non sa dare una risposta. Si tratta di una scelta deliberata dei cittadini o essi sono vittime di una suprema forma di controllo? Santaroga è forse ad un passo dalla realizzazione dell’utopia o si tratta invece del più demoniaco e terribile degli esperimenti? Che cos’è, insomma, la barriera di Santaroga?

Anime senza cielo

Il protagonista di questa drammatica vicenda del dopoguerra è Stiva, un profugo polacco rifugiato in Italia, inseguito da misteriose spie che vogliono ucciderlo. Due giovani donne, Fabia e Luisa, si innamorano di lui e tentano di salvarlo…