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Stazione Araminta

Cadwal è un pianeta di incomparabile bellezza, esplorato per la prima volta dalla Società Naturalistica Terrestre, che ne ha preso possesso e lo ha posto sotto il vincolo di “riserva naturale”, vietandone la colonizzazione indiscriminata. Su di esso si estendono tre fantastici continenti: Ecce, dal clima equatoriale, con ampi fiumi, giungle e paludi brulicanti di flora e di fauna multicolore; Deucas, nella zona temperata sul lato opposto del pianeta, con le sue formidabili e selvagge creature, tra cui varie specie semi-intelligenti; infine, Throy, un territorio con aspri rilievi, enormi precipizi e alte scogliere contro cui si frange un mare tempestoso. Da vari secoli, Cadwal è diviso in due società, la stazione di Araminta, che amministra la conservazione del pianeta, e la città aliena degli Yips sull’Atollo di Lutween, che rivendica il possesso di Cadwal e vorrebbe estendere la propria cultura sugli altri continenti. Un’appassionante vicenda prende l’avvio allorché il giovane Glawen Cattuc, nel giorno del suo 16° compleanno, sta per entrare nei ruoli attivi della società di Cadwal, dove la burocrazia del conservazionismo ha creato una complessa e rigida gerarchia. Infatti, l’improvvisa scomparsa della sua amata, Sessily Veder, lo proietta in un’imprevedibile rete di intrighi, pericoli e minacce. E per investigare sulla misteriosa sparizione e sugli altri enigmi che rimangono senza risposta, non gli resta che avventurarsi tra gli strani rituali, gli esotismi e i fantastici paesaggi del pianeta, verso il cuore di una cospirazione che minaccia l’equilibrio di Cadwal. In questo libro Jack Vance impiega tutte le risorse di narratore e stilista, maturate nel corso di una leggendaria carriera, e ci guida alla scoperta di un pianeta che promette di diventare la sua creazione più memorabile.

Lo scudo di Talos

Abbandonato dai genitori in tenera età in nome della crudele legge di Sparta, Talos, lo storpio, cresce tra gli iloti, salvato e accudito da un vecchio pastore che gli insegna a opporsi a un destino già assegnato. Nonostante la deformità, il suo coraggio e l’ostinazione ne fanno un arciere abile e possente, al servizio del prepotente ma intrepido Brithos. Come tutti i nobili figli di Sparta, Brithos è stato allevato per essere guerriero, e non sa ancora che un filo di sangue unisce il suo passato a quello di Talos. Ma la sorte schiera i due uomini fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani…
Atene e Sparta, la gloriosa vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili: la grande storia dei Greci fa da cornice a una splendida e tormentata vicenda familiare. *Lo scudo di Talos*, tra i libri più amati di Valerio Massimo Manfredi, è un romanzo spettacolare e storicamente rigoroso, pieno di passioni politiche e di affetti, di coraggio e di avventura. Un libro per rivivere il tempo degli dèi e degli eroi.
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### Sinossi
Abbandonato dai genitori in tenera età in nome della crudele legge di Sparta, Talos, lo storpio, cresce tra gli iloti, salvato e accudito da un vecchio pastore che gli insegna a opporsi a un destino già assegnato. Nonostante la deformità, il suo coraggio e l’ostinazione ne fanno un arciere abile e possente, al servizio del prepotente ma intrepido Brithos. Come tutti i nobili figli di Sparta, Brithos è stato allevato per essere guerriero, e non sa ancora che un filo di sangue unisce il suo passato a quello di Talos. Ma la sorte schiera i due uomini fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani…
Atene e Sparta, la gloriosa vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili: la grande storia dei Greci fa da cornice a una splendida e tormentata vicenda familiare. *Lo scudo di Talos*, tra i libri più amati di Valerio Massimo Manfredi, è un romanzo spettacolare e storicamente rigoroso, pieno di passioni politiche e di affetti, di coraggio e di avventura. Un libro per rivivere il tempo degli dèi e degli eroi.

Ritorno alla Terra

Il genere umano si è autodistrutto e soltanto l’intervento degli Oankali, gli enigmatici alieni che vagano nel cosmo alla ricerca di nuovi ceppi genetici, ha consentito il recupero di pochi superstiti, con la speranza che un giorno i loro figli potessero abitare di nuovo la Terra Fin qui la storia di Lilith Iyapo, come narrata in Ultima genesi (Urania 1058), ma ora la Xenogenesi, ovvero la fusione tra l’uomo e gli Oankali, sta per trasferirsi sul nostro pianeta. Akin è il primo figlio maschio di una straordinaria unione: la madre Lilith, il padre morto da quasi tre secoli, a soli due anni possiede già la mente e la voce di un adulto, e quando viene rapito da una banda di umani ribelli ha modo di conoscere anche la vita di coloro che rifiutano il patto con gli Oankali. Solo allora potrà affrontare la sfida nascosta nella condanna genetica del genere umano.
Copertina di Vicente Segrelles

La regina dei dannati

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La rockstar nota come vampiro Lestat, il simbolo del male, si prepara per il concerto di San Francisco. Tra il pubblico dei suoi ammiratori, pellegrini in cieca adorazione estatica, ci sono centinaia di vampiri, creature che vedono Lestat come “un demone assetato di successo, disposto a rischiare il segreto della sua stirpe per farsi amare e ammirare dai mortali”, demoni essi stessi che odiano il potere di Lestat e sono determinati a distruggerlo.
Il sonno di alcuni uomini – vampiri e mortali dispersi nel mondo – è perseguitato da un vivido e misterioso sogno: gemelle dai capelli rosso fuoco e penetranti occhi verdi che vivono un’indicibile tragedia. È un incubo il cui significato lentamente si disvela ai sognatori che si avvicinano l’uno all’altro per essere distrutti durante il viaggio o per affrontare un destino ancora più terrificante.
Akasha – regina dei dannati, madre di tutti i vampiri – dopo esser stata svegliata da Lestat dal suo sonno di 6000 anni, mette in atto un atroce piano per “salvare” il genere umano e rendere “tutti i miti del mondo reali”, elevando se stessa e il suo prescelto, figlio-amante, al livello degli dei: “Io sono l’effetto e, da questo momento in poi, la causa”.
Questi fili narrativi s’intrecciano attraverso un vasto e dettagliato arazzo del mondo violento e sessuale del vampirismo che ci riporta indietro fino ai suoi albori. Ci rivela le storie della prima generazione dei bevitori di sangue, ci trasporta attraverso i secoli dall’Egitto al Sudamerica, dall’Himalaya a tutti gli angoli del globo dove i vampiri hanno lasciato un segno. E infine ci fa tornare nel ventesimo secolo quando, in una stupefacente climax, si deciderà del destino dei morti viventi e forse dei viventi tutti.

Il processo

“Il processo” appare nel 1925, un anno dopo la morte di Franz Kafka: ed è proprio con questo testo che Max Brod, suo esecutore testamentario, diede inizio alla pubblicazione postuma di scritti dell’amico, trasgredendo così alla volontà dell’autore, che lo aveva incaricato di distruggere, alla sua morte, tutte le sue carte. Kafka si era dedicato a questa narrazione, che, a voce, era solito chiamare “Il processo”, durante la seconda metà del 1914, nei mesi che seguirono un avvenimento decisivo per la sua vita, la rottura del fidanzamento con Felice Bauer; nel gennaio del 1915 egli, a quanto risulta, abbandonava definitivamente l’opera. La versione del “Processo” che qui si presenta, opera di Giorgio Zampa, ha avuto il Premio Montecchio 1976 per la migliore traduzione dalla lingua tedesca apparsa negli anni 1973-1975. L’autore di essa si è proposto di restituire il carattere del testo che è quello di un «romanzo in frammenti», non sottoposto alla scrupolosa elaborazione e revisione che Kafka dedicò ai pochi scritti da lui pubblicati. In questo modo il lettore italiano potrà avvicinare “Il processo” come esso è: nella sua disadorna, immediata, terribile verità.

Preludio alla fondazione

See alternate cover edition [here](https://www.goodreads.com/book/show/9778023-preludio-alla-fondazione)
Il libro racconta l’origine della straordinaria epopea della Fondazione, il più celebre ciclo narrativo della fantascienza moderna. Nell’anno 12020 dell’Era galattica Hari Seldon , un oscuro matematico originario di Helicon, giunge sul pianeta Trantor per presentare le teorie sperimentali di una nuova scienza in grado di prevedere il futuro: la psicostoria. L’ipotesi avanzata dallo scienziato accende subito l’interesse dell’imperatore e dei potenti personaggi che gravitano intorno a lui. Ma tra lusinghe, raggiri ed intrighi di palazzo, Seldon si trova presto in pericolo…Inizierà così una lunga ed avventurosa fuga per le gigantesche cupole di Trantor alla ricerca di quella misteriosa chiave che gli consentirà di capire l’intero passato del genere umano e di aprire le porte al suo futuro.

La porta oscura

Da qualche parte, nei recessi della nostra mente, c’è sempre una Porta Oscura, un angolo buio in grado di scatenare le passioni più violente, gli impulsi peggiori. Carson Denvers la scopre in un vecchio albergo dove nel giro di pochi allucinanti minuti la sua famiglia viene distrutta e lui stesso viene ferito gravemente. Al suo risveglio Carson viene preso per un altro uomo, ormai morto, e comincia così una sua personale crociata, una battaglia contro il male che si annida in certe particolari case abbandonate. Qual è il segreto della Porta Oscura? Come far cessare l’uragano di follia omicida che essa genera nella mente degli uomini? Ben presto, anche altri si uniscono a Carson. I destini di uomini e donne comuni si legano così in una lotta che assume le proporzioni di uno scontro tra il bene e il male.
Copertina di Vicente Segrelles

Pelle d’acciaio

Cosa succede a una mente umana quando i suoi schemi logici e tutti i suoi ricordi vengono trasferiti di peso nel cervello di un robot quasi perfetto? E se questo trasferimento funziona, il robot saprà farsi accettare dagli umani in carne ed ossa? Così inizia l’avventura di Adam Durant, al quale dopo una morte inaspettata il destino riserva una nuova esistenza e al tempo stesso la possibilità di provare sulla propria pelle cosa significhi essere il primo robot umano della storia. Un’avventura non priva di rischi, specie quando i robot vengono usati per l’esplorazione spaziale e possono quindi trovarsi di fronte un enigma cosmico di prima grandezza… un pianeta acquatico i cui abissi emanano un richiamo misterioso che può mutare gli equilibri della presenza umana nella galassia.
Copertina di Vicente Segrelles

La Morte Viola

Apologhi zen, vicende fantastiche e grottesche, deliri onirici e rivelatori, storie di puro orrore prendono vita nell’Impero Austro-Ungarico sulla via della decadenza, tra fine ‘800 e inizio ‘900.1 racconti dello scrittore e occultista praghese Gustav Meyrink (1868-1932) prefigurano l’assedio e il crollo della fortezza Europa, minata di volta in volta da presenze inquietanti, americani in cerca d’oro, bramini portatori di millenarie sapienze, alchimisti, anatomisti folli, principi persiani crudeli e dottori dalle mostruose coltivazioni: forze nuove o antiche quanto il mondo, profonde quanto il nostro inconscio più nero, capaci di scardinare le sicurezze del vecchio continente. Meyrink, attuale oggi come allora, si diverte a mettere a nudo le tare di un positivismo ormai sterile, in un paradossale ribaltamento di prospettiva, dove medici, avvocati e burocrati, messi di fronte alla trama oscura dei simboli, si muovono come marionette kafkiane di un teatrino in disfacimento. Una strana contaminazione alchemica di gotico, satira, fantasy ed esoterismo, che è anche la messa a punto di uno stile e di un immaginario per il futuro autore del Golem, uno dei classici della letteratura mitteleuropea. Con una nota autobiografica dell’autore e un saggio critico di Gianfranco de Turris.
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Le menzogne della notte

In un’isola penitenziaria, sullo sfondo di un immaginario Risorgimento borbonico, quattro condannati a morte – uno studente, un barone, un soldato e un poeta – trascorrono insieme l’ultima notte nel buio di una solitaria e impervia prigione. Ciascuno ripercorre le avventurose esperienze della propria vita evocando una luminosa felicità trascorsa e sapendo che potrebbe ottenere la libertà se rivelasse il nome del capo della congiura. I racconti dei condannati, tra fantasia storica e giallo metafisico, trasformano la verità in un labirinto di menzogne finché all’alba un colpo di scena rovescia il senso degli avvenimenti e lo illumina di una luce inattesa. Un “Decamerone” notturno avvincente come un thriller, dove s’intrecciano amori e vendette e dove le parole sanno “fingere melodiosamente i moti del cuore” e il “gusto del trasognare”.

Lezioni americane

Nate come testi per un ciclo di conferenze da tenere ad Harvard queste lezioni costituiscono l’ultimo insegnamento di un grande maestro: una severa disciplina della mente, temperata dall’ironia e dalla consapevolezza di non poter giungere ad una conoscenza assoluta. Presentazione di Esther Calvino e postfazione di Giorgio Manganelli.
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