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Il genio del male

La conclusione dell’avventura africana di Martin getta luce sull’antico popolo dei Dogon, sull’origine delle loro mysteriose conoscenze astronomiche e sul loro legame con la stella Sirio.

Fantasmi a Manhattan

Lo scontro con Mr. Jinx si conclude apparentemente con la morte di quest’ultimo, non prima però che anche Martin Mystère venga ucciso (senza trucco e senza inganno), investito da un camion.

L’esercito di terracotta

È in atto un complesso intrigo che coinvolge il governo cinese, una giovane giapponese, un gruppo di mercenari addestrati in Corea del Sud, una potente multinazionale, una donna mysteriosa che risiede in un’inaccessibile fortezza e, naturalmente, Martin Mystère, che dovrà sventare un folle piano di conquista.

La donna immortale

La sconfitta del temibile dottor Phybes chiude la storia del piccolo Jaspar, anche se ciò non significa necessariamente un lieto fine.

La cosa da un altro mondo

Un’oscura minaccia incombe su Stati Uniti e Messico: un invisibile assassino uccide spietatamente chi incrocia la sua strada. Come è possibile fermare questa catena di sangue? Che relazione c’è fra tali delitti e il mostro descritto nel racconto ?La cosa da un altro mondo? dello scrittore Ambrose Bierce? E che fine ha fatto lo stesso Bierce, scomparso mysteriosamente in Messico, nel 1914?

Agharti!

Un regno invisibile veglia sul destino dell’umanità sin dalle sue origini: è Agarthi, centro nevralgico delle energie del pianeta. Ma Agarthi è in pericolo, la sua sopravvivenza è legata al sacro Graal, che vi era custodito, e che fu sottratto da un esploratore in missione per conto di Hitler. Kut Humi affida ai suoi discepoli Mystère e Orloff il compito di recuperarlo.

La storia futura: ancora più lontano

Tutto cominciò con l’invenzione di una macchina che prevedeva la morte. Un’invenzione rivoluzionaria che cozzava contro molti, troppi interessi, perché il progresso scientifico è ostacolato spesso da intrallazzi e giochi di potere. Poi l’uomo creò nuovi elementi radioattivi e costruì le prime centrali nucleari, una delle quali in orbita nello spazio. Infine un uomo solo, un coraggioso e lungimirante D.D. Harriman, lanciò il progetto che avrebbe portato i primi uomini sulla Luna. Da allora in poi la marcia fu inarrestabile…

MillemondiEstate 1988

Fra governi che cadono e risorgono, missili che vanno e vengono, guerre che scoppiano o continuano senza che il mondo se la prenda molto, violenze all’angolo di troppe strade, malattie che non perdonano, non è del tutto paradossale che solo la fantascienza rimanga immutata e sulla cresta dell’onda in questa nostra folle società. Forse perché solo la fantascienza, oggi come ieri, è riuscita a parlare di tutte queste cose senza troppa falsa retorica, senza proporre comode soluzioni di parte, offrendosi come testimone dei tempi. E per farlo può scegliere lo scenario di una gigantesca astronave (come fa Robert Silverberg nel suo più recente romanzo breve), il Giappone agli inizi del secolo, un pianeta dove lo sviluppo è consuetudine sociale, una giungla del sud America, un congresso di fantascienza, o l’interno di una sala corse in un prossimo futuro radioattivo. Perché la fantascienza è libera, e per dire ciò che veramente vuole è capace di tutto.

D’amore e ombra

Questo romanzo di Isabel Allende usa come sfondo l’inquieto scenario della società cilena, ma la storia che ci narra acquista subito un tono originale e diverso da quello che caratterizzava il romanzo precedente – si tratta non più di una saga familiare dalle risonanze epiche, bensì del sorgere tra due giovani, impegnati entrambi in una indagine giornalistica, di una affettuosa amicizia che lentamente si trasforma in un amore destinato a consolidarsi in circostanze ostili. Tutto ruota, fin dagli inizi, intorno a una ragazza, Evangelina, in preda a periodici stati di trance che raccolgono intorno a lei una piccola folla di devoti e di curiosi. Irene e Francisco, intenti a indagare sul misterioso fenomeno, sono testimoni involontari dell’intervento di un gruppo di militari che pretendono di ricondurre alla ragione ‘la famosa ragazzina’. Evangelina reagisce alla brutale intrusione ridicolizzando l’ufficiale che comanda i militari, e da questo episodio, apparentemente banale, prende l’avvio un’inquietante vicenda perché Evangelina, di lì a poco sequestrata dalle forze di polizia, viene data per ‘scomparsa’. I due giovani si mettono alla sua ricerca e sono presto costretti a percorrere una triste trafila che li porta dai commissariati alle carceri, dalla morgue ai campi di concentramento, mentre l’ombra di una spietata dittatura si proietta sempre più minacciosamente sulle loro indagini, volte a scoprire realtà che il regime militare intende celare. Sebbene quelle realtà non rivelino nulla che Francisco già non sappia, per Irene la scoperta ha una diversa portata, perché ella è costretta a uscire dal mondo protettivo che l’aveva circondata e a posare lo sguardo sull’orrore.

Come si muore oggi

Far fuori in poco tempo una pila di “casi freddi”, ossia omicidi rimasti irrisolti per anni, può risultare stressante, ma per il sergente Hoke Moseley della Omicidi di Miami, ormai è routine.
Sopportare come vicino di casa un ex detenuto che ha mandato dietro le sbarre e che ha giurato di spedirlo al creatore, può essere già più fastidioso.
Ma sentirsi ordinare dal proprio capo di farsi crescere la barba, e raggiungerlo in un luogo sinistro per vedersi appioppare un caso fuori giurisdizione, è per lo meno strano.
Un certo Tiny Bock gestisce un ranch nelle Everglades, estremo sud della Florida.
Di Bock si dice che sia un aguzzino, che sfrutti brutalmente gli immigrati. Soprattutto, pare che un buon numero di malcapitati haitiani ingaggiati da lui manchi all’appello da troppo tempo.
Hoke dovrebbe assumere l’identità di un farabutto che ci ha appena lasciato le penne, infiltrarsi nel regno macabro di Tiny Bock, dove peraltro circola un discreto numero di alligatori, e “sistemare” le cose.
Ma le cose stanno molto peggio di quanto chiunque potrebbe immaginare, e Hoke non è affatto convinto di quell’assurdo incarico. Né del fatto che il maggiore Brownley, suo stimato boss, gli abbia detto tutta la verità.
Un grande, sconvolgente romanzo sull’ambiguità e sulla bestialità umana, con un protagonista che non si dimentica facilmente; come ha scritto Donald Westlake: “Con Hoke Moseley, Charles Willeford ci ha realmente regalato un gigante della letteratura noir”.

La ventisettesima città

‘Un romanzo immaginifico e fantasioso sui nostri tempi’.

Los Angeles Times

St. Louis, nel Missouri, è una città paralizzata dall’immobilismo e dall’apatia e l’unico avvertimento che un giorno riesce a scuoterla dal torpore è l’arrivo del nuovo capo della polizia, S. Jammu, indiana di Bombay. Jammu è giovane, ha un grande carisma, e, non appena si insedia, comincia a rendersi conto che a St. Louis i cittadini piú in vista sono coinvolti in un intrigo politico-economico di dimensioni gigantesche. Cosí decide di mettere loro alle calcagna degli uomini fidati per frugare fin negli angoli piú reconditi della loro esistenza. Senza sapere che questo la costringerà a frugare anche nella propria.

(source: Bol.com)

Vagabondi del sogno

Quando Karen White era adolescente faceva sogni molto particolari: vedeva altri mondi, altri paesaggi, tutte cose aliene, eppure tutte stranamente familiari. E negli angoli oscuri, di tanto in tanto, vedeva apparire la disgustosa immagine dell’Uomo Grigio, che la minacciava dai recessi della sua consapevolezza. Col passare degli anni Karen White ha imparato a padroneggiare la propria psiche, a eliminare quei sogni e anche il ricordo di essi. Ma viene il giorno in cui non può tenere tutto così profondamente nascosto, viene il giorno in cui occorre riportare a galla i ricordi, le paure, ma anche le gioie. Perchè l’Uomo Grigio è tornato a visitare i sogni di suo figlio… e non c’è più tempo per nascondersi dietro le proprie angosce.
Copertina di Vicente Segrelles

Tu vipera gentile: Delitto di stato. Soccorso a Dorotea. Tu vipera gentile

Sotto il titolo Tu vipera gentile, primo verso di un'antica canzone viscontea, Maria Bellonci presenta tre grandi racconti: Delitto di Stato, che ha per sfondo la sommossa e controriformistica Mantova del Seicento tra ombre e luci caravaggesche; Soccorso a Dorotea, storia limpida e crudele di un'adolescenza travolta in un ferreo contrasto di ambizioni politiche e di inutili difese tra Sforza e Gonzaga; Tu vipera gentile, racconto visconteo che si muove sullo sfondo di una Milano tra Medioevo e primo Rinascimento, ricca di traffici, di tumulti, di partiti, di fazioni. La chiave dei tre racconti e l'elemento che li unisce, nella diversità dei tempi e dei personaggi, è l'idea del "delitto di stato" e cioè del potere che, mentre fa le sue prove di aggregazioni e di invenzioni nel governo degli uomini, devia dalla sua stessa moralità e usa la sua forza per disgregare la vita umana nella naturalezza dei sentimenti. Ancora una volta in questa opera l'autrice restituisce al presente per forza di stile i suoi protagonisti, rivelandoli nelle flessioni più intime della loro vita che diventa attuale ipotesi di vita.

La trappola amorosa

Un attore quasi sessantenne piegato alla radio (Giacomo Berzia) ma stimato da tutti e una innamorata misteriosa, colta, intrigante, intelligente quanto basta per irretirlo. Questi gli ingredienti principali, poi i personaggi incontrati nel cammino: la sorella di Berzia, Amalia, appassionata di gialli e con un cuore per certi versi ancora bambino; l’aiutante, Tramontano, che nel corso del romanzo diviene confidente del Berzia in questo intrigo amoroso; il venditore di bastoni Perona e la sua aiutante polacca, la rossa Halina tanto affascinante quanto pericolosa. Infine la resa: l’innamorata fissa un incontro e si fa scoprire, in tutte le sue insicurezze miste a un programma che comunque porta avanti, fino ad irretire completamente il suo amato.