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Tira Fuori La Lingua

Uno scrittore cinese con alle spalle un matrimonio fallito parte per il Tibet. Durante i suoi vagabondaggi assiste alla sepoltura celeste di una ragazza morta di parto, divide la tenda con un nomade diretto a una montagna sacra a chiedere perdono per aver avuto rapporti sessuali con la figlia, incontra un orafo che tiene appeso alla parete di una caverna il corpo della sua amante incartapecorito dal vento, ascolta la storia di una giovane lama morta durante un rito di iniziazione. Nell’aria rarefatta dell’altopiano il confine tra realtà e finzione narrativa si assottiglia fino a immergere il protagonista in un mondo così diverso da tormentarlo anche in sogno.Messo clamorosamente all’indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira fuori la lingua ha costretto Ma Jian all’esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente.“Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce da quest’opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell’immaginazione dell’autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi… A nessuno dev’essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente.”Annuncio della messa al bando dell’opera in Cina

Uno scrittore cinese con alle spalle un matrimonio fallito parte per il Tibet. Durante i suoi vagabondaggi assiste alla sepoltura celeste di una ragazza morta di parto, divide la tenda con un nomade diretto a una montagna sacra a chiedere perdono per aver avuto rapporti sessuali con la figlia, incontra un orafo che tiene appeso alla parete di una caverna il corpo della sua amante incartapecorito dal vento, ascolta la storia di una giovane lama morta durante un rito di iniziazione. Nell’aria rarefatta dell’altopiano il confine tra realtà e finzione narrativa si assottiglia fino a immergere il protagonista in un mondo così diverso da tormentarlo anche in sogno.Messo clamorosamente all’indice in Cina nel 1987 e soltanto ora pubblicato in Italia, Tira fuori la lingua ha costretto Ma Jian all’esilio, rendendogli impossibile ancora oggi pubblicare nel suo paese. Scritto poco dopo il viaggio in Tibet, raccontato in maniera vivida nel romanzo Polvere rossa, il libro è una straordinaria raccolta di racconti che parlano di un luogo davvero speciale, un Tibet incantevole e insieme terrificante, violento e bellissimo, perverso e seducente.“Tira fuori la lingua è un libro volgare e osceno che diffama l’immagine dei nostri compatrioti tibetani. Ma Jian non è in grado di descrivere i grandi passi avanti compiuti dal popolo tibetano nella realizzazione di un Tibet socialista unito e prospero. Il ritratto del Tibet che esce da quest’opera sudicia e ignobile non ha nulla a che vedere con la realtà, e altro non è che il prodotto dell’immaginazione dell’autore e del suo desiderio ossessivo di sesso e soldi… A nessuno dev’essere permesso leggere questo libro. Tutte le copie devono essere confiscate e distrutte immediatamente.”Annuncio della messa al bando dell’opera in Cina

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La mia Australia

“Sally Morgan racconta la propria vicenda autobiografica. E con ingenua e salutare autenticità, senz’ombra di vanità, rivendica alle proprie esemplari vicessitudini il patrimonio della memoria obliata di un popolo. Narra ciò che le è successo, proprio a lei, alla madre, alla nonna, in Australia in questo secolo. E l’effetto è sconvolgente.”
Nadia Fusini
“Ed è molto quello che i bianchi non capiscono. Vogliono che ci assimiliamo ai bianchi, ma noi non lo vogliamo. Quegli aborigeni nel deserto non vogliono mica vivere come i bianchi, e possedere questo e quello. Vogliono semplicemente vivere la loro vita in libertà, non hanno bisogno d’acqua nel Gibson Desert, intonano un canto della pioggia, e di pioggia ci riempiono quanti posti vogliono. Se la freddo, possono far venire il caldo come il vento. Non devono darsi troppo da fare per cacciare, gli spiriti possono portargli gli uccelli. E anche i canguri. Loro non uccìdono se non per fame, è l’uomo bianco che uccide per divertimento. Ah, quante cose i bianchi non capiscono!”

“Sally Morgan racconta la propria vicenda autobiografica. E con ingenua e salutare autenticità, senz’ombra di vanità, rivendica alle proprie esemplari vicessitudini il patrimonio della memoria obliata di un popolo. Narra ciò che le è successo, proprio a lei, alla madre, alla nonna, in Australia in questo secolo. E l’effetto è sconvolgente.”
Nadia Fusini
“Ed è molto quello che i bianchi non capiscono. Vogliono che ci assimiliamo ai bianchi, ma noi non lo vogliamo. Quegli aborigeni nel deserto non vogliono mica vivere come i bianchi, e possedere questo e quello. Vogliono semplicemente vivere la loro vita in libertà, non hanno bisogno d’acqua nel Gibson Desert, intonano un canto della pioggia, e di pioggia ci riempiono quanti posti vogliono. Se la freddo, possono far venire il caldo come il vento. Non devono darsi troppo da fare per cacciare, gli spiriti possono portargli gli uccelli. E anche i canguri. Loro non uccìdono se non per fame, è l’uomo bianco che uccide per divertimento. Ah, quante cose i bianchi non capiscono!”

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Il poema dei lunatici

Il poema dei lunatici è il romanzo d’esordio di Ermanno Cavazzoni, pubblicato per la prima volta nel 1987 e a cui Federico Fellini si ispirò per il suo ultimo film, scritto con lo stesso Cavazzoni, La voce della luna. Racconta la storia di un uomo che si fa chiamare Savini, delle sue peregrinazioni per la Pianura Padana e delle congetture fantasiose condivise con il compare, detto “il prefetto”, sui fenomeni inspiegabili che popolano la vita quotidiana. Perseguitati nottetempo da una banda di vecchi spioni, Savini e il prefetto fuggono per le campagne, dentro a un’allucinazione ironica e surreale influenzata dalla luna. “ Sono attratto da un racconto che pur provocando continuamente il riso per l’arbitrio che domina sovrano e toglie significato a ogni azione, gesto, pensiero, diventa a tratti straziante per il bisogno disperato di darglielo comunque un significato, perché la sua assenza stringe il cuore di paura, e rende la vita assurda. Un racconto picaresco in una dimensione, in un paesaggio, che sta fra Bosch, il mondo attuale dell’industria, Don Camillo, la pubblicità della Montedison, i ricordi dell’infanzia, in un percorso quotidiano continuamente minacciato da fantasmi interiori, attraversato da brividi d’inferno in una incessante condizione di umiliato e ugualmente esaltato di emarginazione.” Federico Fellini, 1989

Il poema dei lunatici è il romanzo d’esordio di Ermanno Cavazzoni, pubblicato per la prima volta nel 1987 e a cui Federico Fellini si ispirò per il suo ultimo film, scritto con lo stesso Cavazzoni, La voce della luna. Racconta la storia di un uomo che si fa chiamare Savini, delle sue peregrinazioni per la Pianura Padana e delle congetture fantasiose condivise con il compare, detto “il prefetto”, sui fenomeni inspiegabili che popolano la vita quotidiana. Perseguitati nottetempo da una banda di vecchi spioni, Savini e il prefetto fuggono per le campagne, dentro a un’allucinazione ironica e surreale influenzata dalla luna. “ Sono attratto da un racconto che pur provocando continuamente il riso per l’arbitrio che domina sovrano e toglie significato a ogni azione, gesto, pensiero, diventa a tratti straziante per il bisogno disperato di darglielo comunque un significato, perché la sua assenza stringe il cuore di paura, e rende la vita assurda. Un racconto picaresco in una dimensione, in un paesaggio, che sta fra Bosch, il mondo attuale dell’industria, Don Camillo, la pubblicità della Montedison, i ricordi dell’infanzia, in un percorso quotidiano continuamente minacciato da fantasmi interiori, attraversato da brividi d’inferno in una incessante condizione di umiliato e ugualmente esaltato di emarginazione.” Federico Fellini, 1989

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Mare solitario e altri 13 racconti

All'inizio del 1954, Alistair MacLean partecipò ad un concorso per racconti brevi indetto dal «Glasgow Herald», con una novella intitolata Il Dileas. e
l'ossessionante storia dell'amore di un vecchio marinaio per i suoi due figli un amore così grande da indurlo ad affrontare una terribile tempesta su un vecchio peschereccio, e a rischiare la propria vita e quella dell'equipaggio, per correre in loro soccorso.
Il Dileas vinse il primo premio, dando notorietà allo scrittore che, così, nell'ottobre del 1955 pubblicò il suo primo romanzo presso un'importante casa editrice britannica. Era H.M.S. Ulyses, che divenne immediatamente un grande best-seller. Un anno dopo pubblicò I cannoni di Navarone. Il resto è storia.
Quel che c'è di speciale nel Dileas è la straordinaria evocazione fatta da MacLean del potere e del richiamo del mare, e dell'incredibile coraggio e perseveranza degli uomini per cui il mare è vita. MacLean è uno di questi uomini; conosce e ama il mare, e comprende la vita marinara perché l'ha vissuta lui stesso.
Oltre trentanni dopo la pubblicazione del suo primo libro – e a pochi giorni dalla sua scomparsa – vengono raccolti qui per la prima volta i racconti di mare di Alistair MacLean. Ovviamente ce la novella premiata, il Dileas. Ma ci sono anche storie di battaglie
navali, di salvataggi da vascelli che affondano, di spionaggio a bordo di navi da guerra. E ci sono i personaggi della vita marinara: il capitano con il suo prezioso orologio d'oro, lo scaltro contrabbandiere di gioielli, il trafficante di eroina. Ci sono racconti su ogni aspetto della vita marinara, racconti vivi, brillanti: un vero grappolo d'oro dalla vigna di MacLean.

All'inizio del 1954, Alistair MacLean partecipò ad un concorso per racconti brevi indetto dal «Glasgow Herald», con una novella intitolata Il Dileas. e
l'ossessionante storia dell'amore di un vecchio marinaio per i suoi due figli un amore così grande da indurlo ad affrontare una terribile tempesta su un vecchio peschereccio, e a rischiare la propria vita e quella dell'equipaggio, per correre in loro soccorso.
Il Dileas vinse il primo premio, dando notorietà allo scrittore che, così, nell'ottobre del 1955 pubblicò il suo primo romanzo presso un'importante casa editrice britannica. Era H.M.S. Ulyses, che divenne immediatamente un grande best-seller. Un anno dopo pubblicò I cannoni di Navarone. Il resto è storia.
Quel che c'è di speciale nel Dileas è la straordinaria evocazione fatta da MacLean del potere e del richiamo del mare, e dell'incredibile coraggio e perseveranza degli uomini per cui il mare è vita. MacLean è uno di questi uomini; conosce e ama il mare, e comprende la vita marinara perché l'ha vissuta lui stesso.
Oltre trentanni dopo la pubblicazione del suo primo libro – e a pochi giorni dalla sua scomparsa – vengono raccolti qui per la prima volta i racconti di mare di Alistair MacLean. Ovviamente ce la novella premiata, il Dileas. Ma ci sono anche storie di battaglie
navali, di salvataggi da vascelli che affondano, di spionaggio a bordo di navi da guerra. E ci sono i personaggi della vita marinara: il capitano con il suo prezioso orologio d'oro, lo scaltro contrabbandiere di gioielli, il trafficante di eroina. Ci sono racconti su ogni aspetto della vita marinara, racconti vivi, brillanti: un vero grappolo d'oro dalla vigna di MacLean.

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Una pasión literaria

La publicación de esta correspondencia inédita entre Anaïs Nin (1903-1977) y Henry Miller (1891-1980) arroja nueva luz sobre los aspectos más íntimos de su fecundo idilio, desconocidos hasta fecha reciente por expresa voluntad de aquélla. Las cartas que reúne esta edición, seleccionadas e introducidas por el albacea literario de Nin, abarcan las dos décadas más importantes de su relación, desde febrero de 1932, fecha que marca el nacimiento de su apasionada amistad, hasta octubre de 1953, cuando la distancia les permitía una visión retrospectiva más objetiva. Además, algunas cartas publicadas anteriormente de forma incompleta —debido a la censura que, por respeto a su marido, Hugh Guiler, ejerció la propia Anaïs— aparecen en su versión íntegra, ya que la muerte de Guiler en 1985 acabó con los «problemas humanos» que entrañaba la publicación de la correspondencia. Este apasionado intercambio epistolar da fe de una relación cautivadora que, en palabras de Nin, es «un pacto diabólico entre dos escritores que comprenden sus mutuas vidas literarias y humanas, y sus conflictos». Sus páginas descubren las satisfacciones y miserias de los comienzos literarios de ambos escritores en un París inolvidable, los resortes más secretos de su personalidad y la necesidad compartida de hacerse a sí mismos a través de la escritura, el apoyo y la admiración mutuos y el constante estímulo creativo que supusieron el uno para el otro. Gunther Stuhlmann, editor y agente literario durante la mayor parte de su vida, ha estado asociado con varias editoriales y revistas de Nueva York. Ha editado las Cartas de Henry Miller a Anaïs Nin y siete volúmenes del Diario de esta última. Desde 1983 ha sido editor del anual Anaïs: An International Journal.

La publicación de esta correspondencia inédita entre Anaïs Nin (1903-1977) y Henry Miller (1891-1980) arroja nueva luz sobre los aspectos más íntimos de su fecundo idilio, desconocidos hasta fecha reciente por expresa voluntad de aquélla. Las cartas que reúne esta edición, seleccionadas e introducidas por el albacea literario de Nin, abarcan las dos décadas más importantes de su relación, desde febrero de 1932, fecha que marca el nacimiento de su apasionada amistad, hasta octubre de 1953, cuando la distancia les permitía una visión retrospectiva más objetiva. Además, algunas cartas publicadas anteriormente de forma incompleta —debido a la censura que, por respeto a su marido, Hugh Guiler, ejerció la propia Anaïs— aparecen en su versión íntegra, ya que la muerte de Guiler en 1985 acabó con los «problemas humanos» que entrañaba la publicación de la correspondencia. Este apasionado intercambio epistolar da fe de una relación cautivadora que, en palabras de Nin, es «un pacto diabólico entre dos escritores que comprenden sus mutuas vidas literarias y humanas, y sus conflictos». Sus páginas descubren las satisfacciones y miserias de los comienzos literarios de ambos escritores en un París inolvidable, los resortes más secretos de su personalidad y la necesidad compartida de hacerse a sí mismos a través de la escritura, el apoyo y la admiración mutuos y el constante estímulo creativo que supusieron el uno para el otro. Gunther Stuhlmann, editor y agente literario durante la mayor parte de su vida, ha estado asociado con varias editoriales y revistas de Nueva York. Ha editado las Cartas de Henry Miller a Anaïs Nin y siete volúmenes del Diario de esta última. Desde 1983 ha sido editor del anual Anaïs: An International Journal.

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Mundos Aparte

Para los habitantes de los Mundos -las colonias artificiales describiendo órbitas silenciosamente a través del espacio- la Tierra está acabada. Destruída por la guerra nuclear y devastada después por los horribles efectos de las armas biológicas, el planeta madre está deshecho. El hogar de la humanidad está a punto de desaparecer para siempre. Pero la Tierra no soltará sus amarras tan fácilmente. Y para Marianne O´Hara todavía queda trabajo por hacer en las espantosas ruinas del planeta herido antes que pueda, por fín, mirar arriba, hacia las estrellas.

Para los habitantes de los Mundos -las colonias artificiales describiendo órbitas silenciosamente a través del espacio- la Tierra está acabada. Destruída por la guerra nuclear y devastada después por los horribles efectos de las armas biológicas, el planeta madre está deshecho. El hogar de la humanidad está a punto de desaparecer para siempre. Pero la Tierra no soltará sus amarras tan fácilmente. Y para Marianne O´Hara todavía queda trabajo por hacer en las espantosas ruinas del planeta herido antes que pueda, por fín, mirar arriba, hacia las estrellas.

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La Urth del Sol Nuevo

Severian se ha convertido al fin en el Autarca de la Mancomunidad y está a punto de emprender un viaje a las estrellas en una nave de los hieródulos. El resultado de este viaje —que es también un viaje por el tiempo en el que Severian visita distintos lugares y épocas y se encuentra con personajes del presente y del futuro— determinará el destino de Urth. Si Severian obtiene un juicio favorable los extraterrestres transformarán el Sol viejo en un agujero blanco que dará nueva vida a Urth.

Severian se ha convertido al fin en el Autarca de la Mancomunidad y está a punto de emprender un viaje a las estrellas en una nave de los hieródulos. El resultado de este viaje —que es también un viaje por el tiempo en el que Severian visita distintos lugares y épocas y se encuentra con personajes del presente y del futuro— determinará el destino de Urth. Si Severian obtiene un juicio favorable los extraterrestres transformarán el Sol viejo en un agujero blanco que dará nueva vida a Urth.

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La Hechicera

La Hechicera nos devuelve al interior de Gea, el planeta artificial que ya aparecía en Titán. Ahora Gea es anciana, quizás esté a punto de perecer, y ya no controla como antes los cerebros de sus habitantes. La descubridora de Gea, la capitana Cirocco Jones, es la Hechicera, la única que puede asegurar la supervivencia de las tiránidas, centauros de una ambigua sexualidad. Entretanto, dos peregrinos enfermos llegan a Gea: Chris Major, de San Francisco, y Robin, la Nuevededos, la cara oculta de la Luna… Una novela fascinante que no defraudará a los buenos amantes de la ciencia ficción.

La Hechicera nos devuelve al interior de Gea, el planeta artificial que ya aparecía en Titán. Ahora Gea es anciana, quizás esté a punto de perecer, y ya no controla como antes los cerebros de sus habitantes. La descubridora de Gea, la capitana Cirocco Jones, es la Hechicera, la única que puede asegurar la supervivencia de las tiránidas, centauros de una ambigua sexualidad. Entretanto, dos peregrinos enfermos llegan a Gea: Chris Major, de San Francisco, y Robin, la Nuevededos, la cara oculta de la Luna… Una novela fascinante que no defraudará a los buenos amantes de la ciencia ficción.

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La escoba del sistema

La misteriosa desaparición de su bisabuela y de veinticinco personas más, entre “residentes” y empleados, de la residencia de ancianos Shaker Heights ha dejado a Lenore Beadsman emocionalmente encallada en el extremo del Gran Ohio Desértico, el G.O.D. Aunque ese es simplemente uno de los muchos problemas de la desventurada operadora telefónica, seriamente agravados por su relación sentimental con su jefe, Rick Vigorous, Vlad el Empalador, su cacatúa y estrella televisiva, y otras catástrofes menores que amenazan con elevar su búsqueda del amor y la autodeterminación hasta cotas de una anormalidad estrambótica.
Implacablemente original, intensamente divertida y profundamente misteriosa, La escoba del sistema es la brillante precursora de la celebrada segunda novela de David Foster Wallace, La broma infinita.

La misteriosa desaparición de su bisabuela y de veinticinco personas más, entre “residentes” y empleados, de la residencia de ancianos Shaker Heights ha dejado a Lenore Beadsman emocionalmente encallada en el extremo del Gran Ohio Desértico, el G.O.D. Aunque ese es simplemente uno de los muchos problemas de la desventurada operadora telefónica, seriamente agravados por su relación sentimental con su jefe, Rick Vigorous, Vlad el Empalador, su cacatúa y estrella televisiva, y otras catástrofes menores que amenazan con elevar su búsqueda del amor y la autodeterminación hasta cotas de una anormalidad estrambótica.
Implacablemente original, intensamente divertida y profundamente misteriosa, La escoba del sistema es la brillante precursora de la celebrada segunda novela de David Foster Wallace, La broma infinita.

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Historias de fantasmas

Una autoestopista pálida y cadavérica se aparece a los conductores en una carretera perdida, les salva la vida pero los vuelve locos. Un buque fantasma se dedica a atemorizar a los pescadores de los bancos de atún haciendo hervir los mares entre la niebla e impidiéndoles faenar. Un brutal asesinato, supuestamente cometido en un ritual fantasmagórico, esconde una oscura historia de contrabandistas. Tres historias de falsos espectros, de ánimas y aparecidos, en las que el detective Carvalho deberá discernir entre lo racional y lo sobrenatural.

Una autoestopista pálida y cadavérica se aparece a los conductores en una carretera perdida, les salva la vida pero los vuelve locos. Un buque fantasma se dedica a atemorizar a los pescadores de los bancos de atún haciendo hervir los mares entre la niebla e impidiéndoles faenar. Un brutal asesinato, supuestamente cometido en un ritual fantasmagórico, esconde una oscura historia de contrabandistas. Tres historias de falsos espectros, de ánimas y aparecidos, en las que el detective Carvalho deberá discernir entre lo racional y lo sobrenatural.

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Cadáveres bien parecidos

Desde ese 1954, varios cientos de artistas o candidatos a estrellas han muerto en el camino. Ha sido la sangre más joven, y en la mayoría de casos, la más triunfal y reveladora para millones de seguidores: las vidas de Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones, Jimi Hendrix, o John Lennon, alcanzaron su dimensión más espectacular con su muerte súbita y brutal. Las historias de Sid Vicious, Marvin Gaye, Buddy Holly, Keith Moon, Bon Scott o John Bonham, son parte de una forma única de sumergirse en eso océano inmenso que ha sido la historia del rock. Conocerlas es aprender. A vivir, y a morir.

Desde ese 1954, varios cientos de artistas o candidatos a estrellas han muerto en el camino. Ha sido la sangre más joven, y en la mayoría de casos, la más triunfal y reveladora para millones de seguidores: las vidas de Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones, Jimi Hendrix, o John Lennon, alcanzaron su dimensión más espectacular con su muerte súbita y brutal. Las historias de Sid Vicious, Marvin Gaye, Buddy Holly, Keith Moon, Bon Scott o John Bonham, son parte de una forma única de sumergirse en eso océano inmenso que ha sido la historia del rock. Conocerlas es aprender. A vivir, y a morir.

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Aventura en el albergue

El aburrimiento es imposible cuando los amigos de PAKTO pasan sus vacaciones juntos —y eso aunque se trate de estar en un albergue juvenil junto al mar. Allí tendrán que intervenir en una serie de aventuras de lo más peligroso. Para empezar, acusan a Albóndiga —precisamente a Albóndiga— de haber cometido un robo en un gran almacén. El peligro asoma cuando unos fantasmas molestan una noche tras otra a una vieja abuelita, hasta que la banda PAKTO pone fin a esas apariciones. Aumenta cuando un odioso torturador de animales amenaza al divertido Oscar, el cócker de Gaby, sin olvidar que también tienen que enfrentarse a los rockeros. Y alcanza su mayor intensidad cuando Gaby está a punto de ahogarse en un pozo y una chica minusválida, a pesar de su silla de ruedas, demuestra lo que es capaz de hacer…

El aburrimiento es imposible cuando los amigos de PAKTO pasan sus vacaciones juntos —y eso aunque se trate de estar en un albergue juvenil junto al mar. Allí tendrán que intervenir en una serie de aventuras de lo más peligroso. Para empezar, acusan a Albóndiga —precisamente a Albóndiga— de haber cometido un robo en un gran almacén. El peligro asoma cuando unos fantasmas molestan una noche tras otra a una vieja abuelita, hasta que la banda PAKTO pone fin a esas apariciones. Aumenta cuando un odioso torturador de animales amenaza al divertido Oscar, el cócker de Gaby, sin olvidar que también tienen que enfrentarse a los rockeros. Y alcanza su mayor intensidad cuando Gaby está a punto de ahogarse en un pozo y una chica minusválida, a pesar de su silla de ruedas, demuestra lo que es capaz de hacer…

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Sognando California

Vent’anni: una vita trascorsa serena, una maturità appena intravista, senza raggiungerla e tanta tanta insicurezza. Così, con mille problemi irrisolti, la protagonista di questo romanzo parte per Los Angeles, ripetendo l’itinerario di sua madre, venti anni prima. C’è in lei il desiderio di ripercorrerne i passi, di doppiarne le esperienze, di svelarne i segreti: nella madre, nella sua sicurezza, nella sua vitalità si specchia, illudendosi di essere adulta. Una figlia, una madre, l’American Dream: la vita che si ripete in un mondo apparentemente senza conflitti che però ha perso la bussola. **
### Sinossi
Vent’anni: una vita trascorsa serena, una maturità appena intravista, senza raggiungerla e tanta tanta insicurezza. Così, con mille problemi irrisolti, la protagonista di questo romanzo parte per Los Angeles, ripetendo l’itinerario di sua madre, venti anni prima. C’è in lei il desiderio di ripercorrerne i passi, di doppiarne le esperienze, di svelarne i segreti: nella madre, nella sua sicurezza, nella sua vitalità si specchia, illudendosi di essere adulta. Una figlia, una madre, l’American Dream: la vita che si ripete in un mondo apparentemente senza conflitti che però ha perso la bussola.

Vent’anni: una vita trascorsa serena, una maturità appena intravista, senza raggiungerla e tanta tanta insicurezza. Così, con mille problemi irrisolti, la protagonista di questo romanzo parte per Los Angeles, ripetendo l’itinerario di sua madre, venti anni prima. C’è in lei il desiderio di ripercorrerne i passi, di doppiarne le esperienze, di svelarne i segreti: nella madre, nella sua sicurezza, nella sua vitalità si specchia, illudendosi di essere adulta. Una figlia, una madre, l’American Dream: la vita che si ripete in un mondo apparentemente senza conflitti che però ha perso la bussola. **
### Sinossi
Vent’anni: una vita trascorsa serena, una maturità appena intravista, senza raggiungerla e tanta tanta insicurezza. Così, con mille problemi irrisolti, la protagonista di questo romanzo parte per Los Angeles, ripetendo l’itinerario di sua madre, venti anni prima. C’è in lei il desiderio di ripercorrerne i passi, di doppiarne le esperienze, di svelarne i segreti: nella madre, nella sua sicurezza, nella sua vitalità si specchia, illudendosi di essere adulta. Una figlia, una madre, l’American Dream: la vita che si ripete in un mondo apparentemente senza conflitti che però ha perso la bussola.

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Pane nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale

“Roma era felice, quel 10 giugno 1940, com’erano felici Milano, Torino, Cosenza, Bari, Palermo, Bologna, Firenze. La guerra sarebbe durata poche settimane e la vittoria era sicura. Parigi stava per cadere. Presto sarebbe caduta anche Londra. Milioni di donne preparavano la cena a milioni di uomini, mentre alle otto in punto, annunciate dall’uccellino della radio, nelle case italiane tornavano a farsi sentire le parole di Mussolini: “L’ora della decisione suprema è scoccata”. Cominciò così, in una serata estiva, l’avventura di guerra dell’Italia fascista. Durò cinque anni, durante i quali centinaia di migliaia di donne combatterono la più lunga battaglia della loro vita: contro la fame, contro le bombe, contro una guerra la cui fine si allontanava di giorno in giorno, sempre di più. Con la forza evocativa di un maestro neorealista, Miriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile. Madri, mogli, ragazze, operaie, mondine, borghesi e principesse, ebree e gentili, fasciste e partigiane, “pescecane” e borsare nere. Ne nasce un’epopea che ha come scenario le città bombardate, le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti, Roma, città aperta. È questa la prima storia delle donne vissute negli anni del “pane nero”, anni che le videro balzare al ruolo di capofamiglia e di uniche vincitrici della guerra perduta.

“Roma era felice, quel 10 giugno 1940, com’erano felici Milano, Torino, Cosenza, Bari, Palermo, Bologna, Firenze. La guerra sarebbe durata poche settimane e la vittoria era sicura. Parigi stava per cadere. Presto sarebbe caduta anche Londra. Milioni di donne preparavano la cena a milioni di uomini, mentre alle otto in punto, annunciate dall’uccellino della radio, nelle case italiane tornavano a farsi sentire le parole di Mussolini: “L’ora della decisione suprema è scoccata”. Cominciò così, in una serata estiva, l’avventura di guerra dell’Italia fascista. Durò cinque anni, durante i quali centinaia di migliaia di donne combatterono la più lunga battaglia della loro vita: contro la fame, contro le bombe, contro una guerra la cui fine si allontanava di giorno in giorno, sempre di più. Con la forza evocativa di un maestro neorealista, Miriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile. Madri, mogli, ragazze, operaie, mondine, borghesi e principesse, ebree e gentili, fasciste e partigiane, “pescecane” e borsare nere. Ne nasce un’epopea che ha come scenario le città bombardate, le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti, Roma, città aperta. È questa la prima storia delle donne vissute negli anni del “pane nero”, anni che le videro balzare al ruolo di capofamiglia e di uniche vincitrici della guerra perduta.

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