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Oltraggio

Primo, non riceve mai telefonate: preferisce smistarle su telefoni amici. Secondo, si fa recapitare la posta presso conoscenti, di preferenza stranieri. Terzo, non prende mai l’ascensore: lo chiama e poi sale a piedi. E infine: entra in casa dalla finestra, usando la scala di sicurezza, e allena il suo cane da guardia a fare il contrario di quanto gli viene ordinato. Sono solo alcuni dei rituali quotidiani di Burke, di professione investigatore privo di licenza e specialista nell’arte di sopravvivere in una delle aree più letali del mondo: la Lower East Side di Manhattan, dove i malviventi si scannano fra loro e nei pochi onesti cittadini che vi circolano c’è il rischio di scoprire un aspirante “giustiziere della notte”. Solo essendo molto prudente Burke è riuscito a salvarsi dalla mano lesta di qualche assassino prezzolato o no. Ma questa volta ci mette troppo di suo, troppa partecipazione personale e troppa rabbia perché le cose possano continuare ad andargli bene. D’altro canto, Flood è irresistibile, nella sua sete di vendetta. E’ un donnino alto pochi palmi da terra, ma con sulle spalle tutta la sofferenza del mondo. Alla quale, di recente, si è aggiunto il dolore di sapere che la figlia della sua unica amica, una bambina uscita da poco dalla prima infanzia, è stata violata e uccisa. Flood chiede la testa del mostro, e Burke è disposto a dargliela. Di tutte le bassezze che ha visto, quella che più lo indigna è la violenza contro i minori. E se fra le persone che ama frequentare non ce n’è una che possa essere definita normale, almeno secondo le convenzioni, ce ne sono invece parecchie disposte a dargli una mano perché possa mettere le unghie sul colpevole dell’oltraggio.
La storia di Burke e di Flood è una storia violenta quanto un pugno nello stomaco. Eppure, è anche una storia pervasa da un profondo senso di giustizia.

Le libere amazzoni di Darkover

Ciclo narrativo sviluppato in quarant’anni di lavoro, la Saga di Darkoverracconta le vicende del quarto Pianeta della stella di Cottman, dove, inseguito a un “naufragio”, si stabilisce un gruppo di coloni terrestri dandovita insieme alla popolazione locale a una civiltà non tecnologica, quasifeudale. Protagoniste di questa serie di racconti sono le Libere Amazzoni,donne forti e coraggiose legate da un giuramento inviolabile, e le loroavventure in un mondo dominato dagli uomini. Attraverso guerre, storied’amore, scoperte e duelli magici, questi racconti riportano alla luce losplendore originario della storie di Darkover.
Maurizio Manzieri (Cover Design)

Cavalieri cosmici

GIOCO IMMORTALE di Poul Anderson. Ripetutamente i due eserciti si erano scontrati sul campo dell’onore. Certamente questa volta le cose sarebbero andate diversamente. Questa volta egli avrebbe scoperto il modo di avere la meglio sulla forza segreta che rendeva un Cavaliere in grado di rimanere senza aiuto, mentre un compagno dopo l’altro affrontava la sfida mortale da solo…
IL CAVALIERE D’ACCIAIO INOSSIDABILE di J.T. Phillipent. Una lancia era un’arma perfetta per giostrare con i Cavalieri del luogo, ma quando si aveva a che fare con i Dragoni, una piccola stregoneria arrivava da molto lontano…
DIPLOMATICO IN ASSETTO DI GUERRA di Keith Laumer. L’Impero sarebbe risorto nuovamente, seminando la ribellione tra le stelle, a meno che Retief non fosse risultato il migliore come nuovo Campione della Corona, e avesse vinto la più importante partita della sua vita…
VIVERE E GOVERNARE di L. Sprague de Camp. Le cavallette avevano trasformato l’America in un luogo di meschini Signori sempre in lotta tra loro. Ma tutta l’umanità aveva bisogno — per sconfiggere questi padroni — di un poco di fortuna, e di un alleato assolutamente particolare…
Draghi maldisposti, prodi guerrieri, belle damigelle in pericolo, maghi traditori e molti altri affascinanti personaggi, incontrerete ne i CAVALIERI COSMICI, un nuovo, avvincente volume della serie de I MAGICI MONDI DI ASIMOV.
INDICE
Nei tempi antichi di Isaac Asimov
La Damigella alla crociata di Vera Chapman
Le Mani di Darrell Schweitzer
Il dragone riluttante di Kenneth Grahame
Il Gioco Immortale di Poul Anderson
Diplomatico in assetto di guerra di Keith Laumer
C’era una volta un Cavaliere di Robert F. Young
Dividere per governare di L. Sprague del Camp
Il Cavaliere di acciaio inossidabile di John T. Phillipent
Una Dama di Sogno di Evan Hunter
L’ultimo difensore di Camelot di Roger Zelazny

Sentenced to Prism

The company had a big problem, it was illegally exploiting a fabulously rich planet maned Prism, a world where even the tiniest creatures were living jewels. But somehow, all contact had been lost with the scientist of the survey team. The Company didn’t want to draw attention to itself by sending in a rescue mission so they assigned Evan Orgell, a self-confident problem-solver, to investigate. He was smart, he was good. He was backed up by the Commonwealth’ s best equipment. What could possibly go wrong?

L’orgoglio di Chanur

Nessuno a Meetpoint Station aveva mai visto un alieno come quello: totalmente privo di peli sul corpo, coi denti piccoli e senza punte e con le dita prive di artigli, vestito soltanto di un misero straccio intorno alla vita. Tully, questo era il nome dell’alieno, era l’unico superstite di un’astronave di una razza intelligente fino ad allora sconosciuta e che si autodenominava “umana”. Prigioniero dei barbari e infidi kif, che avevano sadicamente trucidato tutti i suoi compagni, Tully aveva colto l’unica occasione per fuggire che gli si era presentata e si era rifugiato a bordo dell’Orgoglio di Chanur, una nave appartenente alla razza leonina degli hani. Pyanfar, la coraggiosa comandante dell’astronave, si rese subito conto dell’importanza dell’alieno, che poteva significare tutto un nuovo genere di commercio con un’altra civiltà intelligente nella Galassia: difficilmente però poteva rendersi conto delle difficoltà cui sarebbe andata incontro. Perché i terribili kif e i loro alleati erano tutt’altro che disposti a lasciarsi sfuggire dalle mani le informazioni che avrebbe potuto dare il fuggitivo, informazioni che potevano essere la gloria o la rovina di tutte le razze che si radunavano al punto di contatto di Meetpoint Station.

Cronachette

Manifestando pienamente la sua vocazione di scrittore-detective, Sciascia ci consegna con Cronachette una teoria di ritratti memorabili: «Vanno dai primi del secolo XVII ad oggi: ma in tutte è il senso e il senno dell’oggi, almeno nelle intenzioni; e così spero le intenda chi delle cose di oggi ha ancora il senso (come dire “il senso del pericolo”) e continua ad aver senno nel giudicarle» scriveva Sciascia nel risvolto della prima edizione. Si tratta spesso di figure misconosciute: don Alonso Giron, che, accusato dell’assassinio di un adolescente e giustiziato, fu protagonista di un funerale simile a un dipinto di Zurbarán; don Mariano Crescimanno, benedettino che intorno al 1735, a Modica, fu a capo di una «puzzolente carnale eresia» e quindi costretto in segrete fra le cui pareti urlava atrocemente giorno e notte; la Rosetta de Woltery, canzonettista del teatro San Martino nella Milano del 1913: la Milano di Verga e degli Scapigliati, che celava tuttavia in sé la Milano di Stendhal. E proprio Stendhal funge da cerniera con l’altro versante di Cronachette, dove si evocano figure più note ma colte in frangenti poco noti: il principe Pietro Bonaparte, che fu amico di Victor Hugo e che avrebbe ispirato a Stendhal il personaggio di Fabrizio del Dongo; Mata Hari, a cui Sciascia carpisce inimmaginabili esibizioni al Trianon di Palermo; e Garibaldi, i cui meriti vengono in parte ridimensionati nella testimonianza di padre Giuseppe Buttà, censore dell’«inettitudine e pavidità» dell’esercito borbonico e insieme avversatore dell’‘eroe dei due mondi’, ridotto a «piccolo uomo incerto, spaurito e quasi svanito». Al testo di Cronachette, pubblicato per la prima volta nel 1985, vengono qui aggiunti, sulla base di un progetto concepito dallo stesso Sciascia per un’edizione francese (Fayard, Parigi, 1986), Manzoni e il linciaggio del Prina e Garibaldi e il padre Buttà.

Algebra Lineare

Questo volume offre una chiara ed esauriente trattazione
degli spazi vettoriali. L’esposizione è condotta in modo da accompagnare lo studente nella graduale acquisizione della materia: gli sviluppi più impegnativi vengono ogni volta introdotti solo quando la maturità del lettore, rafforzata dallo studio già compiuto, è pronta ad assimilarli senza difficoltà.
Lo scopo che si prefigge l’autore è soprattutto quello di fornire una corretta sistemazione dei concetti, ma sono tenute
in evidenza anche le necessità del computo. Una parte notevole
è riservata agli esercizi, sia di carattere applicativo sia di carattere teorico.
La scelta degli argomenti, la ricca esemplificazione, la qualità e la varietà degli esercizi rendono il testo adatto tanto al corso di algebra per studenti di Matematica quanto al corso di geometria per studenti di Fisica: gli ultimi capitoli sono particolarmente utili per lo studente che si avvia a proseguire gli studi di Matematica. Completano il volume l’inserimento in appendice di argomenti introduttivi all’analisi funzionale e un primo capitolo di collegamento con la geometria delle coordinate.

Musica e trance

Nuova edizione.
Che si sia in Siberia o nella Terra del Fuoco, in Vietnam, Africa, Italia o Brasile, oggi o nell’antichità, ovunque la musica è associata alla trance. Perché? È forse dotata di un potere misterioso, in grado di gettare le persone in quello stato di follia che i Greci chiamavano mania? Qualcuno potrebbe crederlo, ma non è così. I rapporti tra musica e trance sono molto vari e talvolta contraddittori. Spesso accade che la musica provochi la trance – o che sembri provocarla – ma anche con frequenza la placa. Queste contraddizioni possono essere comprese situando l’azione della musica – i suoi «effetti» – non solo nella dinamica dell’esperienza della trance, ma anche in quella del rituale, nei luoghi in cui essa avviene. A distanza di molti anni dall’uscita, *Musica e trance* continua a essere un’opera di riferimento imprescindibile per comprendere la complessità dei problemi implicati nella relazione fra musica e stati di coscienza.

Radio Libre Albemuth

Dans une Amérique où le mal a triomphé et quadrillée par les milices de Ferris F Fremont, que faire lorsque, comme Nicholas Brady, ami intime de Philip K. Dick, on reçoit des messages dans son sommeil, et que ces messages en provenance de Dieu, ou des extraterrestres, vous conseillent d’entrer dans la Résistance ?
Dénoncer ses amis ?
Se livrer aux Amis du peuple américain ?
Utiliser la maison de disques dans laquelle on travaille pour propager la subversion sous forme de messages subliminaux ?
Obeir aveuglément à SIVA au risque de perdre la raison ?
Dans ce roman posthume, antérieur à la « trilogie divine » publiée dans la présente collection, le gigantesque Dick donne toute la démesure de son génie. Un teste brut et brutal qui est aussi un document.

[http://www.amazon.fr/Radio-Libre-Albemuth-Prélude-trilogie/dp/2070309517](http://www.amazon.fr/Radio-Libre-Albemuth-Pr%C3%A9lude-trilogie/dp/2070309517)

Ordinator-ocularis

Le micro TZO 88952, dit Babar, articula de sa voix la plus synthétique :

— Fais gaffe, mon pote, ça sent le robot-tueur. Top. T’es plus que jamais l’homme à abattre. Top. T’as récupéré les savants et les cerveaux, toutes les nanas du harem. Top. On t’en veut à mort. Top.

Abel serra son thermique et avança le long du couloir circulaire désert et silencieux.

Ordinator-érôtikos

Biérailer 92999-09-TKZ, un superordi dont il n’existe que six exemplaires sur la Terre, a été programmé par les gens du Consortium pour vaincre les hommes en utilisant leurs femmes. Abel 6666-4bis et son microprocesseur Babar TZO 88952 partent en guerre contre X.

Mais Dilly, Fosti et Galah, qui se dressent sur le chemin d’Abel, sortent de l’école internationale Erôtikos de Skiathos où l’on apprend à manipuler un homme, fût-il Grand Héros de Silicon Valley et tutti quanti…