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Utopia andata e ritorno

Pubblicato per la prima volta col titolo The Unteleported Man, questo romanzo del 1964 usci prima su rivista e quindi, nel 1966, in volume. In occasione dell’edizione ’66 Dick preparò numerose aggiunte e integrazioni (circa centocinquantamila battute) che alla fine, per decisione dell’editore, non furono usate. Solo nel novembre 1983, in occasione di una nuova edizione inglese, gli agenti letterari di Dick furono in grado di restaurare il testo completo, portando alla luce le aggiunte fatte a suo tempo dall’autore.
Così anche in Italia Utopia andata e ritorno esce oggi nella sua versione integrale, per la prima volta a disposizione dei lettori come un romanzo nuovo, un Dick ritrovato e all’apice della forma. Scoprirete anche voi il mistero di Whale’s Mouth (Bocca di Balena), una colonia nello spazio dove tutto sembra svolgersi fin troppo idillicamente finché …
Copertina di: Marco Patrito

Crimini e misfatti al computer

Computer e macchine cibernetiche sono ormai dappertutto: il futuro ha fatto il suo dovere ed è entrato, secondo copione, come un ladro nella notte. “E adesso?”, dirà qualcuno. “Tutto qua?”, si lamenterà un altro. Niente paura, amici: la fantascienza ha sempre qualcosa da aggiungere in più, soprattutto se si tratta di fantascienza scritta quando il computer non era entrato proprio nelle case di tutti, quando sigle come “modem” e PC non erano entrate nel glossarietto delle banalità e Multivac era ancora una parola che faceva pensare. Scelte e ordinate da Isaac Asimov e dai suoi illustri colleghi, queste storie riguardano sì un mondo virtuale, ma nel senso più artigianale (e meno abusato) della parola: il mondo dell’immaginazione.
Indice:
Isaac Asimov – INTRODUZIONE – IL CRIMINE SI AGGIORNA (Crime Up to Date, 1983)
Joe Gores – AMORE TI AMO (Darl I Luv U, 1962) JOE GORES
Stan Dryer – LA FINE DEGLI SPINACI (A End of Spinach, 1981)
Gordon R. Dickson – I COMPUTER NON DISCUTONO (Computers Don’t Argue, 1965)
Edward Wellen – PONTI D’ORO (Goldbrick, 1978)
Edward D. Hoch – POLICOMPUTER (Computer Cops, 1969)
Poul Anderson – SAM HALL (Sam Hall, 1953)
J. T. McIntosh – I BASTONI FRA LE RUOTE (Spanner in The Works, 1963)
Edward Wellen – UN’ORA INVESTIGAZIONI (While-U-Wait, 1978)
Robert Silverberg – IL BUROCRATE (Getting Across, 1973)
Isaac Asimov – TUTTI I PROBLEMI DEL MONDO (All the Troubles in the World, 1958)
Copertina di Oscar Chiconi

Man Who Used the Universe

No one knows the true motives of Kees vaan Loo-Macklin. He’s a mastermind criminal who gave up his place at the head of the dark underworld to become a legitimate member of Evenwaith’s cities. But soon he was reaching out to powerful enemies—-the slimy aliens called the Nuel. Loo-Macklin negotiates an illusory peace agreement and gains precious alien secrets in the process. Is he after peace, power or pure evil? With enemy starships beginning to amass, we won’t have to wait long to find out.

La donna che bruciò nel vento

Una mappa di molti futuri, ecco i racconti di Greg Bear, lo scrittore che ha immaginato con rigore e senso del meraviglioso l’espansione umana nell’universo. Vivremo sulle astronavi e raggiungeremo pianeti paradisiaci oppure ostili. Dovremo fare i conti con l’ignoto, preparaci ad un conflitto in cui la sola arma di difesa sarà la nostra umanità.
Indice:
LA DONNA CHE BRUCIO’ NEL VENTO (The Wind from a Burning Woman, 1978)
IL FIGLIO DEL CAVALLO BIANCO (The White Horse Child, 1979)
PETRA (Petra, 1981)
BARAONDA (Scattershot, 1978)
L’ORA DELLA BATTAGLIA (Hardfought, 1981)
LA VENDETTA (The Venging, 1975)
Copertina di Marco Patrito

Amico mio, amore mio

John e Madeline erano stati buoni amici per anni.
Ad un tratto lei si accorse di desiderare la sua compagnia in modo diverso. E quando intervenne il chiarimento, la passione scoppiò improvvisa e folgorante.
Ora Madeline temeva di non essere per John che un’amante. E John si tormentava per i dubbi che gli erano nati circa l’amore che Madeline diceva di nutrire per lui.
L’amicizia era compromessa? E l’amore sarebbe stato sufficiente a condurre i due attraverso il difficile, sensuale cammino che avrebbe fatto di due amici due amanti?

Figure IV: Nuovo discorso del racconto

Con la pubblicazione di Figure III (1972) lo studio delle strutture e delle tecniche narrative ha largamente utilizzato e sviluppato quanto Gérard Genette aveva proposto come «discorso del racconto». Dopo dieci anni di riflessioni, Genette torna con questo libro sui propri passi, fornendo una rilettura critica del suo «saggio di metodo» e il bilancio d’un lungo periodo di ricerche in campo narratologico. Premessa del libro è la convinzione che la narratologia debba «esplorare il campo dei possibili, anzi degli “impossibili” senza fermarsi eccessivamente su questo confine che non è suo compito tracciare. I critici si sono finora limitati a interpretare la letteratura: adesso si tratta di trasformarla». Lo studio di Genette – che muove dalla Recherche di Proust, come già Figure III – si incentra sui problemi di tempo, di modo, di voce, recuperando anche un tono di pamphlet settecentesco, ironico e autoironico, pieno di narratività diffusa, chiamando il lettore a misurarsi con un’opera utilmente provocatoria.

Paesi lontani

«La madre cominciò a parlare di presentimenti. Temeva che suo padre potesse morire mentre era lontana e decise che doveva assolutamente raggiungerlo». Con questa frase viene a cristallizzarsi, in questo racconto di paesi e anni lontani di Maria Luisa D’Amico, il motivo dell’apprensione che fin dalle prime pagine indefinibilmente lo domina; quell’apprensione «siciliana» di cui Brancati ha saputo darci sottili rappresentazioni ed analisi. Se poi aggiungiamo che il «padre» per cui si è in apprensione è Luigi Pirandello, meglio s’intende la particolarità di queste memorie d’infanzia, il loro intridersi di angoscia pur nello splendore dei «verdi paradisi», le tante dilacerazioni e i tanti smarrimenti che registrano. Anche se, mai nominato, pochissimo vi è presente, è la grande ombra di Pirandello che domina, al di là della quieta scrittura, questi inquieti e inquietanti ricordi.

Shon’Jir

  Sten Duncan avait sauvé la vie de deux ennemis de l’humanité. Cela s’était passé lors de la prise de Kesrith, et maintenant Sten se sentait responsable du devenir de Niun et de Melein. Bien qu’ils fussent frère et sœur, les deux mri symbolisaient des castes distinctes : Niun, le dernier des samouraïs, Melein, la dernière prêtresse-reine. Le combat et la danger avaient créé des liens plissants, et la fraternité scellée dans Ie sang conduisait tout droit à d’étranges contradictions. Vint le temps où les routes du destin allaient mener les protagonistes du drame vers une légendaire planète perdue où les mri trouveraient peut-être une nouvelle chance.

Shon’Jir

  Sten Duncan avait sauvé la vie de deux ennemis de l’humanité. Cela s’était passé lors de la prise de Kesrith, et maintenant Sten se sentait responsable du devenir de Niun et de Melein. Bien qu’ils fussent frère et sœur, les deux mri symbolisaient des castes distinctes : Niun, le dernier des samouraïs, Melein, la dernière prêtresse-reine. Le combat et la danger avaient créé des liens plissants, et la fraternité scellée dans Ie sang conduisait tout droit à d’étranges contradictions. Vint le temps où les routes du destin allaient mener les protagonistes du drame vers une légendaire planète perdue où les mri trouveraient peut-être une nouvelle chance.

Opération surprise

Les combats dans l’amas stellaire M-13 ont cessé mais les bioposis sont toujours là. Une fausse manoeuvre et la lutte reprendra. La menace qui pèse sur la Galaxie est considérable et la situation s’aggrave encore car les Laurins s’en mêlent…

Mediation protoplasmique

Les biosposis envahissent la Galaxie !

L’amas stellaire M-13 est le théâtre de combats sanglants. Les flottes alliées sont impuissantes devant les redoutables nefs composites. Scientifiques et mutants s’attaquent au mystérieux protoplasme dont sont dotés les robots…

Le monde-aux-cent-soleils

*** Attention : le volume 63.1 s’intercale entre les deux parties de ce volume ***
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Un écran s’alluma et je retins mon souffle. Je vis une grande planète entourée de deux anneaux magnifiques. Elle ressemblait presque à Saturne.

Mais le plus stupéfiant, c’était que cette planète n’était pas un astre noir…