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Pianeti da vendere

Di immensi imperi galattici la fantascienza ne conta non pochi: dai più primitivi, popolati di mostri, di cadetti spaziali e di principesse, ai più complessi e articolati, con tanto di filosofie e di intrighi d’alta politica. E’ un tema affascinante e inesauribile sul quale Van Vogt (in collaborazione con sua moglie) impegna qui tutta la sua bravura di narratore: il suo “impero” è però un particolarissimo impero industriale, un campo di battaglia per grandi compagnie rivali, che si disputano con astuzia e ferocia i tesori dell’universo, senza esclusione di colpi e di pianeti.
*Ristampa del n. 440*
Urania n. 763 del 03-12-1978
*Planets For sale,*  1978

Silenzio

Nagasaki, 1633: l’indomito padre gesuita Cristóvão Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia del Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani fratelli, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un’indagine all’interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni. I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall’amico Kichijiro, il suo «Giuda», mentre implora Dio di rompere il suo «silenzio».

Octopussy (Racconti)

Octopussy, l’ultima collezione di avventure di James Bond, presenta tre storie di intrighi che spingono 007 oltre il limite. In “Octopussy”, un ex agente della seconda guerra mondiale deve affrontare le conseguenze dei peccati del passato, quando James Bond bussa alla porta della sua fortezza nei Caraibi…; in “Di proprietà di una signora” una doppiogiochista, 007 e un pezzo unico della celebre collezione Fabergé sono i protagonisti del racconto; in “Il Lume dell’intelletto” Bond è inviato a Berlino per proteggere un agente britannico prima che un assassino colpisca. Pubblicato postumo, Octopussy segna il contributo finale di Ian Fleming all’eredità della sua creazione iconica, 007 James Bond.

Il segreto delle amazzoni

Fino a che punto la fs planetaria può essere “sofisticata” senza compromettere l’avventura e il suspense? Fino a che punto d’altra parte può essere “avventurosa” senza cadere nel fumetto? Mack Reynolds, che nell’ indimenticabile “Ed egli maledisse lo scandalo” seppe darci la più smaliziata e la più emozionante delle avventure terrestri, affronta ora le sorprese dell’esplorazione spaziale. Le prime di queste sorprese faranno sorridere i lettori e arrossire il timido giovanotto a cui capitano. Ma con Mack Reynolds non c’è mai da fidarsi. Dietro le piccanti Amazzoni c’è un segreto cosmico che non fa sorridere affatto. In compenso – e per fortuna il “timido giovanotto” non è affatto, lui stesso, quello che sembra…
Copertina di Karel Thole

La ruota a tre punte

When Mankind made it to the stars, it wasn’t the glory of the nation that drove them ever further. It was Trade.
The ships of the combines and the smaller traders searching the alien worlds for goods that could provide that edge that would see those traders earn undreamt of profits
This collection focuses on the early career of David Falkayn, who would become one of those Merchant Adventurers, from apprenticeship to his first Merchant Adventure.
Contents:
The Three-Cornered Wheel (1963)
A Sun Invisible (1966)
The Trouble Twisters (also known as Trader Team) (1965)

Octopussy

This is a collection of three short stories which feature the urbane James Bond, Agent 007. The three stories are set in Jamaica, where Bond becomes entangled with an unusual assassin, London where Bond bids for a Faberge and Berlin where Bond must cross the death strip.

Le parole e le cose. Un’archeologia delle scienze umane

Pubblicato per la prima volta in Francia nel 1966, *Le parole e le cose* costituisce uno spartiacque decisivo per la cultura e la filosofia del Novecento, una delle opere che più ha segnato il nostro modo di interpretare l’uomo e la società. In un percorso che parte dal Rinascimento per arrivare alla disarticolazione del sapere operata dalle scienze umane nel XX secolo, Michel Foucault si interroga sui codici fondamentali che definiscono la nostra concezione della realtà: quali criteri governano i nostri schemi interpretativi, i nostri valori e le nostre azioni? Che cosa è possibile o impossibile pensare in una certa fase storica? Come si trasformano le forme del sapere nel passaggio da un’epoca alla successiva? Attraverso l’indagine di molteplici discipline – arte, storia naturale, grammatica, economia, biologia, filosofia, linguistica, antropologia, psicoanalisi – Foucault penetra i meccanismi che nel tempo determinano la struttura e i confini del modo di pensare delle diverse società. E fa emergere le implicazioni pratiche e filosofiche connesse all’inevitabile transitorietà dei nostri sistemi di inquadramento del mondo: “Tentando di riportare alla luce questo profondo dislivello della cultura occidentale, non facciamo altro che restituire al nostro suolo silenzioso e illusoriamente immobile, le sue rotture, la sua instabilità, le sue imperfezioni”.

Picnic ad Hanging Rock

Hanging Rock, la roccia vulcanica che sorge isolata e improvvisa nella macchia australiana a nord di Melbourne, fu davvero teatro, nel 1900, dell’evento narrato in questo libro: la scomparsa mai spiegata di due fanciulle e una matura insegnante di college seguita dalla immediata rovina di tante esistenze a quelle vite collegate (o, usando la stessa cifra del racconto: la vendetta della pietra nera su chi credeva di forzarne la potenza e il mistero). Ma darne una lettura simbolica – pur nella molteplicità di simboli, che nelle pagine si offrono e si ritraggono -, dei rapporti segreti e numinosi tra il genere umano e la Madre terra, è fare qualcosa che forse Joan Lindsay non si proponeva. “Se “Picnic a Hanging Rock” sia realtà o fantasia, il lettori dovranno deciderlo per proprio conto. Poiché quel fatidico picnic ebbe luogo nel 1900 e tutti i personaggi che compaiono nel libro sono morti da molto tempo, la cosa pare non abbia importanza” scrive l’autrice, accennando alla forte intenzione di consegnare alla memoria, non tanto un fatto straordinario, denso di significati, ma un mito. Cioè a dire un evento originario, vivente e da vivere al di là del tempo, presente come modello e ammonizione. E in effetti, ciò che fu di Miranda, bella come un cigno, di Marion, della signorina Greta McCraw e di tutte le persone connesse all’Appleyard College possiede del mito l’incanto semplice e autosufficiente. Di uno dei rarissimi miti moderni, venuto inevitabilmente dall’ultima terra che l’uomo ha diviso con le viventi forze primordiali.

Silencio [por Shusaku Endo]

Silencio, que al publicarse por primera vez en el Japón fue motivo de apasionadas controversias, obtuvo el prestigioso Premio Tanizaki, fue considerada la mejor novela del año y en poco tiempo había vendido dos millones de ejemplares, es considerada hoy no sólo la novela más importante de Endo, sino también una pieza fundamental para explicar ciertos caminos emprendidos por la narrativa japonesa de nuestros días. Silencio narra con singular vigor el trabajoso intento de los misioneros extranjeros por cristianizar el Japón del siglo XVII, una empresa por la que son perseguidos y torturados y la fuerza de su fe se ve enfrentada a las más duras pruebas que puedan imaginarse. Al hilo de una aventura apasionante, durante la cual los más diversos personajes van cobrando vida y solidez ante los ojos del lector, Endo nos invita a plantearnos algunas de las apasionantes cuestiones que más han preocupado al hombre a lo largo de la historia, y lo hace con tal lucidez, elegancia y aparente facilidad que resulta difícil no convertir la lectura en una cuestión personal.

Giles, el niño-cabra

Giles, el niño-cabra, traducida por primera vez al español, es, junto a «El plantador de tabaco», el otro ocho mil novelesco de John Barth y, para muchos, la mejor obra del autor. Concebida como una parodia del Ur-mito (inspirada en los trabajos de Otto Rank y Joseph Campbell) y una alegoría de la guerra fría en clave de novela de campus (Barth pasó gran parte de su vida en los pasillos de la universidad), «Giles, el niño-cabra» es una prodigiosa locura llena de humor, sabiduría y desencanto, un texto complejo y carnavalesco, ambicioso y divertido, donde lo mitológico, lo teológico, lo político, lo académico y lo caprino se (con)funden, también en el léxico. Así, el universo es una Universidad; el Juicio Final, el temido Examen Final que hay que Aprobar; y Giles, un joven criado entre cabras, el héroe destinado a convertirse en Gran Maestro o líder espiritual de la Facultad de New Tammany (trasunto de los EE. UU.) y del Campus Occidental, el único capaz de penetrar en el interior del ORDACO, un intrincado y monstruoso sistema que puede simular cualquier actividad humana (cálculo, impulso sexual, emociones…), y desprogramarlo. ¿Lo logrará? Carrera mesiánica en pos de la salvación y de las respuestas últimas, sátira que reescribe y amalgama el Nuevo Testamento, los mitos grecolatinos y mil cosas más, «Giles, el niño-cabra» fue publicada en 1966, el mismo año que vio la luz «La subasta del lote 49» de Pynchon, y es todo un referente de la literatura posmoderna estadounidense.

Esperando el año pasado

Sólo un hombre puede salvar el mundo. Y está muerto. Otra vez. La primera vez Gino Molinari, líder electo de la Tierra y comandante supremo de sus fuerzas armadas en la guerra contra los reegs, fue asesinado por un rival político. La segunda, sufrió un ataque al corazón mientras negociaba la rendición al enemigo. Pero ahora ha vuelto, más joven y fuerte que antes, y trae consigo una nueva esperanza para la Tierra en su lucha por la supervivencia.

El tesoro cátaro

El libro «El tesoro cátaro» fue escrito por el autor Gérard de Sède en el año 1966 con el título original de «Le Trésor cathare» que se publicó en la colección Otros mundos con una traducción de Guillermo Lledó. Del oro de Delfos a las ruinas de Montségur, la sangrienta cruzada contra una herejía que aún subsiste. ¿Por qué cantaban en «lengua secreta» los trovadores medievales?

¿Quién mató a Isabel?

Orrie Cather, uno de los contactos de Wolfe, ha estado viendo en secreto a la querida de un hombre acaudalado, y es arrestado cuando ella aparece muerta. Incapaz de negar ayuda a un amigo en apuros, Wolfe se dispone a librarle de cualquier sospecha, sin poder imaginarse que en cuestión de horas se verá envuelto en un cruce de engaños y amantes relacionados con la muerte de la querida, incluyendo a un chantajista misterioso, una cantante de salón sexy, y un seductor de sangre fría.