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Nero Wolfe, uccidete subito pagherete poi

Dennis Ashby, vice presidente della Bobine Mercer inc., muore cadendo dal decimo piano, è caduto o è stato spinto fuori? I sospetti cadono su Pete il lustrascarpe, ma Pete è anche il lustrascarpe di Wolfe…

Nero Wolfe, difenditi!

Lucy Valdon è una splendida ragazza. Ed è anche la ricca vedova dì un noto scrittore. Lui però non sì accontentava della fortuna che gli era capitata, e amava coltivare la sua fama di spregiudicato seduttore. Non è quindi affatto strano che una mano misteriosa abbia lasciato un neonato sulla porta di casa di Lucy, con un biglietto anonimo nel quale si afferma a chiare lettere che il defunto playboy era diventato padre a sua insaputa. Molto più strana è la mossa della vedova. Per restituire il bambino alla mittente, si presenta da Nero Wolfe dandogli l’incarico di scovare l’ignota madre, lo mi trovo cosi una bella cliente da corteggiare, mentre il grande Nero si mette a investigare su tutine e bottoncini da neonato, traendone delle deduzioni davvero sbalorditive. Che la paternità sia il suo sogno segreto? Il quadro sarebbe davvero idilliaco, se non ci scappassero due morti….

Nero Wolfe vince tre volte

LA LEGA DEGLI UOMINI SPAVENTATI (THE LEAGUE OF FRIGHTENED MEN) I edizione: I «Libri Gialli» – N. 162 – maggio 1937. SEI PER UNO (THE RUBBER BAND) I edizione: I «Libri Gialli» – N. 168 – agosto 1937. TROPPE DONNE (TOO MANY WOMEN) I edizione: I «Libri Gialli» – N. 68 – luglio 1949.

Nero Wolfe nei guai

Primo numero della rivista italiana “Gli Oscar del Giallo” con tre racconti di altrettanti grandi autori: “Nero Wolfe nei guai” di Rex Stout; “I quattrini fanno gola” di Cornell Woolrich; “Le tasse scottano” di Arthur Miller. Tutti racconti molto rari: i primi due hanno visto una riedizione solo dopo trent’anni (rispettivamente, “È stato ucciso un poliziotto”, Classici del Giallo n. 851 e “Conto inattivo”, Giallo Mondadori n. 2141), mentre il terzo non è mai più stato ristampato! Tutti e tre i racconti sono stati trasformati in sceneggiatura. Il racconto di Stout è stato usato per un episodio della serie televisiva “A Nero Wolfe Mystery” (2002); dal racconto di Woolrich è stato tratto il film “The Mark of the Whistler” (1944) con relativo sequel “The Return of the Whistler”; il racconto di Miller è stato usato per un episodio di “Cameo Theatre” (1950). Bluebook quindi è orgogliosa di invitare i propri lettori ad un tuffo nel giallo classico con tre storie appassionanti: Nero Wolfe dovrà difendere due esuli polacchi, un barbone vestirà sconsideratamente i panni di un ereditiere e una coppia di anziani dovrà vedersela con l’evasione fiscale!

Nero Wolfe la paga cara

Nero Wolfe ed il suo assistente Archie Goodwin questa volta sono alle prese con il rapimento di un ex attore, un caso complicato già in partenza ma destinato ad aggrovigliarsi sempre più in una allucinante serie di fatti strani ed incomprensibili. terribile segreto…
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Nero Wolfe e una figlia in cerca di padre

Amy ha ventidue anni, è intelligente, graziosa, piena di fascino. Il compito che vuole affidare ad Archie Goodwin è, almeno in apparenza, molto semplice: Amy non ha la più pallida idea di chi sia suo padre, anche se questo padre si è dimostrato tanto generoso da permetterle ora di pagare ben ventimila dollari per assicurarsi i servizi del genio del delitto: Nero Wolfe. Sì, perché di delitto si tratta, e Wolfe lo intuisce immediatamente. La madre di Amy, che secondo le cronache è morta in un incidente automobilistico, è stata in realtà assassinata. Gli indiziati appartengono tutti alla «upper class» di New York: banchieri, produttori televisivi, esperti in pubbliche relazioni e così via. La situazione è tutt’altro che semplice. Anzi, è tanto complessa da indurre il pachidermico Wolfe ad ammettere che ne è rimasta scossa perfino la sua proverbiale flemma. Per colmo d’ironia, il misogino Nero si trova costretto a mandare a una donna un mazzo delle sue preziose orchidee. Ma un assassino vai bene un mazzo di orchidee.

Nero Wolfe e il morto che parla

Quando Cheney Boone, il direttore dell’ufficio governativo che sta decidendo il calmiere dei prezzi, viene ucciso durante l’annuale banchetto dell’Associazione Nazionale degli Industriali, Wolfe si trova ad avere come clienti i più ricchi magnati d’America. È noto che tra Cheney e gli industriali non correva buon sangue, e tutti gli invitati avevano un buon motivo per assassinarlo. L’unico modo per appurare la verità sarebbe trovare il cilindro del dittafono di Boone, in cui il funzionario avrebbe inciso il nome del suo assassino. Si direbbe una pista non troppo difficile da seguire, ma Wolfe inizia invece a comportarsi in modo pazzesco, e tutti cominciano a dubitare della sua salute mentale.

Nero Wolfe contro il male

Se non si può parlare di reciproco rispetto tra Arnold Zeck e Nero Wolfe, di sicuro è lecito pensare ad una battaglia tra menti geniali.. Battaglia che inizia fuori dalle pagine dei romanzi (vedi nota a fondo post) e che ci arriva nelle due brevi anticipazioni dello scontro vero e proprio come sensazione.. Una sensazione di pericolo tangibile, tanto che Wolfe arriva a chiedere al suo fido secondo di dimenticare il nome Arnold Zeck.. La prima apparizione ufficiale di Zeck è datata 1948, nell’avventura intitolata Abbiamo trasmesso, che porta Wolfe ad indagare sulla misteriosa morte per avvelenamento da arsenico di Cyril Orchard, direttore de “La fortuna a cavallo”, un giornale di pronostici sportivi, durante la trasmissione condotta da Madeline Fraser, diva del momento della radio.

Nero Wolde, discolpati

Giallofìli di tutto il mondo, unitevi! Sta succedendo una cosa grave, una cosa inaudita: Nero Wolfe è sul punto di ritirarsi a vita privata. Intanto si è messo sotto processo e fa penitenza: niente carne, niente ghiottonerie, niente birra. Eh, sì, perché, mentre lui e l’inseparabile Archie Goodwin indagano su un’aggrovigliata vicenda a sfondo editoriale, la vicenda medesima si tinge di rosso e, quasi sotto il naso dei due, avviene una serie di assassinii. Ed è a questo punto che Nero Wolfe, non solo dice a se stesso «discolpati», ma si mette a fare penitenza e prende una drastica decisione: se non troverà il truffatore, che dovrebbe essere anche l’assassino, chiuderà bottega. Ma noi come faremmo senza Nero Wolfe? E che ne sarebbe di Archie Goodwin? Giallofìli, spremetevi le meningi e date una mano a Nero Wolfe.

Nero & Archie Incorporated

VICOLO CIECO I miei guai cominciarono non appena l’ispettore Cramer varcò la soglia della vecchia casa di arenaria nella Trentacinquesima Strada con uno scatolone di granturco in mano, accusandomi di aver ucciso un uomo. Wolfe, furioso, perché quel giorno aveva dovuto rinunciare alle sue pannocchie, non mosse un dito per venirmi in aiuto, e non disse una parola in mia difesa. Vi confesso, quindi, che rimasi sbalordito quando il mio pachidermico signore e padrone, il giorno dopo, dalla sua «alcova» non solo decise di aiutarmi ad uscire da questo vicolo cieco e pagare la cauzione che avevo versato per essere lasciato libero, ma dichiarò anche, e in presenza di una donna, che sarebbe stata una calamità per lui perdermi per sempre. Ma non voglio dir troppo: aggiungo solo che mancò poco che l’ispettore Cramer non scoppiasse… dalla rabbia, quando un altro scatolone, questa volta pieno di dinamite, arrivò a casa nostra e folgorò il genio di Nero Wolfe, facendogli scoprire il vero assassino e scagionandomi, di conseguenza, da ogni responsabilità. Vostro Archie Goodwin

UN MISTERO PER GOODWIN Con i geni non si sa mai che cosa può succedere. E questo sono in grado di confermarvelo, perché un genio, io, ce l’ho in casa, ed è proprio lui: Nero Wolfe. Sentite e mi darete ragione: una mattina, tra il mucchio delle lettere per Wolfe, trovo una strana lettera per me. Strana perché voluminosa. Infatti, l’apro e ci trovo dentro una cravatta sporca di sangue. Poco dopo ricevo una telefonata da un tizio il quale, dopo avermi chiesto se ho ricevuto la lettera con la cravatta, mi dice di bruciare quest’ultima perché l’ha spedita per errore. La faccenda non mi convince, e quando voglio approfondirla mi trovo di fronte al cadavere di una donna. Wolfe che, in un primo momento, non vuole saperne di aiutarmi a svelare questo misterioso caso, all’improvviso cambia idea e decide di intervenire in aiuto di un cliente implicato nell’aggrovigliata vicenda. Perché Wolfe ha deciso, cosi di punto in bianco, di aiutare, naturalmente dietro un profumato compenso, il signor Kirk, sospettato di omicidio? Non lo so… con i geni non si sa mai che cosa può succedere.

La traccia del serpente

Nero Wolfe, il massiccio investigatore amante delle orchidee e della buona tavola, che risolve i casi più intricati senza uscire dal suo appartamento di Manhattan, si trova alle prese con l’omicidio di un giovane immigrato italiano, Carlo Maffei. Alcuni indizi sembrano collegare questo delitto con l’assassinio di un filantropo direttore del college, un uomo con una moglie pazza, un figlio geloso e una figlia bellissima. Ma quando Nero riceve il pericoloso dono di un velenosissimo serpente, sa che per l’assassino le ore sono contate.

La pistola scomparsa

Un’anziana coppia alla ricerca dell’assassino del nipote, avvelenato mentre svolgeva un’indagine per l’FBI. Due immigrati clandestini in fuga e un poliziotto pugnalato alle spalle. Un disegnatore di fumetti che teme che qualcuno abbia rubato la sua pistola per commettere un omicidio. Tre casi intricatissimi che metteranno a dura prova le capacità di Nero Wolfe. Ma di fronte a un autentico genio nessun assassino può sperare di farla franca.

Il graffio della gatta

Delia Brand è una rude ragazza del Wyoming, più rocciosa delle montagne in cui vive. Quando il padre, un cercatore d’oro, viene assassinato misteriosamente e la madre si suicida per il dolore, decide di vendicarsi del viscido reverendo Toale che ritiene responsabile della morte della donna. Delia prende la rivoltella del padre e compra una scatola di munizioni, ma l’arma viene usata da una mano misteriosa per uccidere un altro cercatore. Ed è proprio Delia a trovare il cadavere. Nel Wyoming la legge va per le spicce, e di qui alla forca il passo è breve anche per un’innocente… Uno Stout d’annata, sconosciuto quanto eccezionale e sorprendente, per la prima volta in traduzione integrale.

Festa di Natale

Nero Wolfe, il detective creato da Rex Stout, genio imponente e assorto, raffinato gastronomo e amante delle orchidee, che risolve i casi più difficili senza muoversi dalla sua casa di arenaria di New York, è alle prese questa volta con un delitto consumato durante una festa di Natale, durante la quale il suo fedele assistente Archie Goodwin dovrebbe dare l’annuncio del suo imminente matrimonio. Un misterioso Babbo Natale fugge dalla scena del crimine e sembrerebbe a prima vista essere l’assassino. Ma i colpi di scena, descritti con ironia e delicatezza, si accavallano e, pagina dopo pagina, il lettore scopre nuovi particolari, messi in luce con arguzia dal più famoso investigatore privato della letteratura poliziesca americana.
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Il diritto di morire

Un lunedì di febbraio un uomo di colore di mezza età, con i capelli radi, le guance cascanti e le tempie brizzolate, si presenta al cospetto di Archie Godwin nella casa di arenaria della Trentacinquesima Strada Ovest, l’appartamento di Nero Wolfe. Di quella casa il corpulento investigatore ama molte cose: la serra sul tetto; Fritz Brenner, il cuoco; la cucina spaziosa; Theodore Horstmann, il baby-sitter delle orchidee; e il suo tirapiedi, galoppino e factotum, Archie Godwin. Detesta però essere disturbato durante le ore dedicate alle sue preziose orchidee. L’uomo, tuttavia, è Paul Whipple, una vecchia conoscenza, precisamente colui che aiutò il nostro a risolvere il mistero in Alta cucina. Per onorare il suo debito, Wolfe decide perciò di accogliere la sua richiesta: indagare sul passato di Susan Brooke, una ricca ereditiera che Dunbar, il figlio di Whipple, vorrebbe sposare. Whipple è certo che la donna abbia più d’uno scheletro nell’armadio. L’investigatore, però, fa appena in tempo a iniziare le indagini che la bella Susan viene assassinata. E il principale indiziato è proprio Dunbar.

Fer-de-lance

Como cualquier herpetólogo te diría, la fer-de-lance se cuenta entre las serpientes más mortíferas conocidas por el hombre. Cuando alguien le envía una a Nero Wolfe, Archie Goodwin sabe que él está muy cerca de la resolución de los diabólicamente bien orquestados asesinatos de un inmigrante y el presidente de una universidad. Mientras, Wolfe juega al encantador de serpientes en un caso que tiene más giros que una anaconda, silbando una seductora melodía que espera que atraiga al asesino de corazón emponzoñado.

Asunto de familia

¿Por qué podría Nero Wolfe, el famoso detective, estar decidido a resolver un crimen sin cliente que se lo pidiera y sin recibir honorarios por su trabajo? ¿Qué podría enfurecerlo tanto como para negarse a hablar con la policía aunque eso le costara cincuenta y una horas de cárcel? Cuando uno de los mozos preferidos de Wolfe del restaurante de Rusterman es asesinado, Wolfe se empeña en descubrir al culpable, pero cuando ese asesinato aparece ligado a aparatos grabadores, a abogados de Washington y hasta a una conspiración para impedir que actúe la justicia, su furia es tan grande que hasta Archie, su ayudante, queda asombrado. Un «Asunto de familia» es una espléndida novela de suspense que va a deleitar y asombrar a los viejos admiradores de Wolfe y Archie.

Peggio che morto

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire “peggio che morto”: la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

Morto che parla

A meno di un isolato dal fiume Hudson, sulla Trentacinquesima Strada di New York City, abita Nero Wolfe con il suo braccio destro Archie Goodwin. Chi si avventura sulla tradizionale gradinata che porta all’ingresso si trova a contemplare la propria immagine su una lastra di cristallo a specchio, ma ignora che dall’altra parte qualcuno lo sta già osservando per decidere dell’opportunità o meno di aprirgli la porta. In questo caso i visitatori sono quattro e fanno parte dll’Associazione Nazionale degli Industriali. Sono chiamati in causa per la porte del Direttore dell’Ufficio Prezzi…

Lunga vita al morto

Lunga vita al morto (titolo originale Three Doors to Death), tradotto anche col titolo Entra la morte, è una raccolta di tre romanzi brevi scritti da Rex Stout con protagonista Nero Wolfe: Lunga vita al morto (1947), Così parlò Nero Wolfe (1948), Nero Wolfe nella camera a gas (1949)

Nero Wolfe contro l’FBI

Cosa può spingere il più geniale, astuto, pigro ed eccentrico investigatore del mondo ad accettare un incarico che rappresenta una sfida diretta contro una delle istituzioni più potenti e temute, nientemeno che l’FBI di Edgar J. Hoover, l’uomo che negli anni Cinquanta faceva tremare persino la Casa Bianca? Il denaro? No di certo. Anche se in questa storia ne gira parecchio. Piuttosto il suo sconfinato amor proprio, il desiderio di dimostrare, ancora una volta, di essere il più grande. Così, in questo capolavoro del 1965, Nero Wolfe accetta di aiutare una facoltosa cliente a liberarsi delle moleste attenzioni dei federali: “attenzioni” di cui, nella fosca atmosfera della caccia alle streghe, era stato oggetto lo stesso Stout. Una mossa avventata? Così la pensa all’inizio il fido e prudente Archie Coodwin, sbigottito dall’audacia del suo capo. A nulla valgono le sue proteste, ma ancora una volta Wolfe dimostrerà di aver avuto ragione e muovendo con abilità e sangue freddo le mosse del prezioso assistente, il ciclopico detective centrerà in pieno i suoi obiettivi.

Troppe donne

Il signor Moore, dipendente di una importante società, la « Naylor Kerr », muore improvvisamente. Le indagini vengono affidate a Nero Wolfe affinché faccia luce su questo caso piuttosto misterioso. Infatti, Kerr Naylor, figlio del proprietario della società e cognato del presidente della medesima. ha scritto la parola « assassinato» sulla scheda relativa a Moore. La situazione è grave, tanto più che Kerr afferma di essere sicuro di quel che dice. Archie Goodwin, il braccio destro del pachidermico investigatore, inizia subito a occuparsi della vicenda, interrogando il personale. Scopre così che Moore era uno dei giovani protetti dalla generosa moglie del presidente della società e che stava per portare all’altare la segretaria di questi, la bella Hester Livsey. A ingarbugliare di più la matassa ci pensa l’assassino, eliminando dalla scena un personaggio di disturbo. Nero Wolfe viene messo pertanto a dura prova dall’abilità della persona che trama nell’ombra. Il suo freddo distacco dalle cose gli permetterà, però, ancora una volta di smascherare il colpevole e d’intascare una notevole somma. Nero Wolfe vale quanto pesa

Non ti fidare

Esistono libri micidiali? Nero Wolfe ne trova uno. È il manoscritto di un romanzo, ed è pericoloso da maneggiare quanto un cobra velenoso. Ma prima di scovare il manoscritto, Wolfe deve collegare la strana morte della ragazza nel parco (una giovane redattrice) con l’assassinio dell’uomo nell’ufficio legale. Del terzo delitto, Archie è quasi testimonio oculare. Arriva con appena due minuti di ritardo. Dopo aver conquistato il mondo della gastronomia e quello della floricoltura, Nero Wolfe, con l’inseparabile Archie Goodwin, invade i complessi regni dell’editoria e della giurisprudenza. Wolfe sbalordisce cinque avvocati con la sua cultura giuridica; e Archie scorrazza da vero conquistatore per le più grandi case editrici di New York. Mentre si arrabatta per risolvere il mistero dei tre delitti, Archie si trova a dover esaminare, in un modo o nell’altro, dodici ragazze nuove di zecca (almeno per lui). Violenza, umorismo e mistero si trovano mischiati in forti dosi in questa vicenda, una delle più potenti create dall’inimitabile Rex Stout. Non ti fidare è senza dubbio all’altezza di “Nient’altro che la verità” e di “Nelle migliori famiglie”. Insomma, Rex Stout, Nero Wolfe e Archie Goodwin in tutto il loro splendore.

Nient’altro che la verità

James Sperling, presidente delle Miniere Continentali Riunite, ha urgente bisogno di un’informazione su Louis Rony: vuole la prova che è un comunista. Lui un comunista in casa non lo vuole e sua figlia Gwenn se ne è innamorata. Ha tremendamente fretta e per questo ha deciso di rivolgersi al primo investigatore del paese, Nero Wolfe. Ma appena iniziate le indagini Archie Goodwin, braccio destro di Wolfe, riceve una telefonata minacciosa che lo invita a troncare tutto. La voce dello sconosciuto è quella inconfondibile di Arnold Zeck, nemico dell’investigatore. Nero Wolfe ovvio non molla e la lotta tra i due avrà risvolti violenti e drammatici.

Nero Wolfe sotto il torchio

Questa vicenda nasce da un dissapore tra l’Investigatore–Elefante e il suo braccio destro Archie Goodwin. Quando arriva alla casa di Wolfe un cliente arcimilionario in dollari per affidare ai due «segugi» un incarico di natura delicatissima, Wolfe non ne vuol sapere. E Goodwin una volta tanto riesce a metterlo di fronte al fatto compiuto. Otis Jarrell, l’arcimilionario, è certo che sua nuora spiffera a qualcuno le occasioni per fare dei buoni affari, e questo qualcuno «soffia» le occasioni al capitalista. Potete immaginare di che umore può essere Jarrell, che vuole dai due segugi «una mano». Il giorno, poi, che sui rapporti d’affari per milioni di dollari vengono a posarsi due cadaveri, Nero Wolfe non riesce più a tirarsene fuori e, messo sotto il torchio dal suo spassosissimo braccio destro, è costretto a spremersi le meningi per scodellare una soluzione.

Nero Wolfe e una figlia in cerca di suo padre

Amy ha ventidue anni, è intelligente, graziosa, piena di fascino. Il compito che vuole affidare ad Archie Goodwin è, almeno in apparenza, molto semplice: Amy non ha la più pallida idea di chi sia suo padre, anche se questo padre si è dimostrato tanto generoso da permetterle ora di pagare ben ventimila dollari per assicurarsi i servizi del genio del delitto: Nero Wolfe. Sì, perché di delitto si tratta, e Wolfe lo intuisce immediatamente. La madre di Amy, che secondo le cronache è morta in un incidente automobilistico, è stata in realtà assassinata. Gli indiziati appartengono tutti alla «upper class» di New York: banchieri, produttori televisivi, esperti in pubbliche relazioni e così via. La situazione è tutt’altro che semplice. Anzi, è tanto complessa da indurre il pachidermico Wolfe ad ammettere che ne è rimasta scossa perfino la sua proverbiale flemma. Per colmo d’ironia, il misogino Nero si trova costretto a mandare a una donna un mazzo delle sue preziose orchidee. Ma un assassino vai bene un mazzo di orchidee.

Nero Wolfe e sua figlia

«Signorina, io ho addosso tutto questo grasso per isolare i miei sentimenti. Un paio di volte essi ebbero il sopravvento su di me, e fu allora che decisi d’ingrassare. Se fossi rimasto magro e avessi continuato ad andare in giro, sarei morto da un pezzo. Voi sapete bene che non ho alcuna prova della vostra identità. Voglio dire che ignoro se siete veramente mia figlia.» La ragazza, naturalmente, insiste. È proprio sua figlia, è venuta dalla Jugoslavia in America e ora ha bisogno di lui, il genio degli investigatori privati. Nero Wolfe recalcitra, ma quando la polizia accusa la ragazza di aver commesso un delitto, non se la sente di abbandonarla al proprio destino. Sospetta, però, che quella «figlia» gli nasconda qualcosa di molto pericoloso. Non immagina comunque che la sua stessa vita sia in pericolo e che possa esistere un nemico così temerario da voler espugnare la sua fortezza – la casa di arenaria sulla 35a Strada Ovest per impedirgli di arrivare alla verità.