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Nel corpo di Napoli

Le esilaranti avventure di Landrò, giovane stralunato filosofo alla ricerca dell’assoluto, e dei suoi farneticanti compagni di strada: Ciro Morvo, il popolano che cerca di coniugare Einstein e Jung, e l’esoterista Fulcaniello che vuole distillare l’energia della sopravvivenza dal “cuorpo” e “Napule”. I tre sono circondati da una folla di personaggi assurdi e indimenticabili. **

Nel corpo di Napoli

Le esilaranti avventure di Landrò, giovane stralunato filosofo alla ricerca dell’assoluto, e dei suoi farneticanti compagni di strada: Ciro Morvo, il popolano che cerca di coniugare Einstein e Jung, e l’esoterista Fulcaniello che vuole distillare l’energia della sopravvivenza dal “cuorpo” e “Napule”. I tre sono circondati da una folla di personaggi assurdi e indimenticabili. **

Lettori Selvaggi

Leggere per vivere ci risveglia dalla noia, dalla sconfitta, dalla rassegnazione. Non abbiamo sempre avuto questa vita qui, da servi e da infelici. Abbiamo avuto giorni e sogni favolosi, quando l’avventura ci ha soffiato in viso il mare delle partenze. Possiamo accettare l’esistenza falsa che hanno scelto per noi, e chiudere porte e finestre ai giorni che ci chiamano: ma possiamo ancora spalancare porte e finestre, e vivere tutte le vite che si possono vivere. Leggere per esistere fa zampillare in ogni istante la possibilità di essere noi stessi, di respirare in un perpetuo innamoramento. Non viviamo una vita vera, e demoni meschini ci tengono sepolti nelle nostre paure. Ma giorno dopo giorno, smarriti tra rabbie e tremori, visitati da amori e stupori, forse possiamo diventare vivi.
Giuseppe Montesano attraversa il tempo, lo spazio, le culture, i generi: scopre la “vita vera” nel silenzio del pensiero e nella vibrazione della musica, nelle parole di scrittori, poeti e mistici, nelle immagini del cinema, dell’arte… La scopre e ce la indica, in un racconto fatto di ritratti e impressioni che accendono il desiderio dell’incontro.

Di questa vita menzognera

Famiglia di imprenditori partenopei senza scrupoli, arricchiti a dismisura, i Negromonte godono dei favori e dell’intesa del potere centrale e sono padroni indiscussi della città nonché pionieri di una nuova economia di rapina. Vivono in un immenso palazzo settecentesco ricalcando grottescamente un presunto fasto borbonico, circondati da una corte di ecclesiastici, precettori e segretari. Distruggere e ricostruire sono le parole d’ordine. Vendere Napoli, il Golfo, il Vesuvio, e fare Eternapoli, una sorta di enorme parco tematico, è il loro progetto.

I paradisi artificiali

Dalla penna del poeta dei Fiori del male nasce, nel 1860, questo testo sui paradisi creati dall’assunzione di droghe, in cui, nella seconda parte, l’autore riprende e traspone le opere di Thomas De Quincey Confessioni of an English Opium-Eater e Suspiria de profundis. In una prosa musicale e conturbante, Baudelaire studia come l’oppio e l’hascisc finiscano presto per tramutarsi, da rimedi, in affascinanti e tirannici veleni dai portentosi effetti di amplificazione, e apre uno squarcio di inesausta attualità sul giogo della dipendenza, sugli abissi dell’immaginazione, sui materiali dell’inconscio e sul rapporto che corre tra vita reale, voluttà artificiali, creazione e poesia. Libro bizzarro, stravagante, profondo, I paradisi artificiali sono un saggio mirabile e un grande poema in prosa, testimonianza di un’epoca in cui hanno radice molte delle inquietudini e dei turbamenti del nostro tempo.
(source: Bol.com)