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Vita oscura e luminosa di Dino Campana, poeta

La parabola tormentata di Dino Campana, le luci e le ombre della vita breve e intensa di un aedo speciale raccontata con una scrittura rigorosa che non vuole rinunciare alla poesia della narrazione.Dino Campana si muove tra incomprensioni familiari, rapporti difficili con l’ambiente circostante, antagonismi veri e propri con la società letteraria del tempo e le autorità di pubblica sicurezza. Intanto, mentre viaggia in continuazione, sperimentando ogni sorta di mestieri, cerca il senso del mondo e di se stesso nella poesia: quella che legge, a cominciare dall’amatissimo Walt Whitman, e quella che scrive, affidando la giustificazione della propria vita alle potenti visioni e alla straordinaria musicalità dei *Canti Orfici*.Gianni Turchetta ci porta per mano alla scoperta di una figura-chiave per capire la poesia italiana del Novecento, e di un uomo di sensibilità profonda e ondivaga, che lo ha portato, tra peregrinazioni fuori e dentro di sé, alla solitudine e alla pazzia, ma soprattutto a lasciarci un capolavoro che non smette di parlarci e di emozionarci. **

Vacanza Tedesca

Venturi scrisse questi tre racconti tra l’ottobre del 1957 e il febbraio del 1958, in un momento di transizione per il nostro Paese, a cavallo tra la guerra appena finita, ma i cui veleni circolavano ancora, e gli anni del boom economico in cui tutto sarebbe sembrato possibile.
I tre protagonisti maschili incarnano perfettamente le tensioni di quel periodo: un medico tedesco che decide di ritornare, insieme alla compagna, nel paesino sugli Appennini dove aveva combattuto con il suo plotone di S.S. e dove era morto il suo migliore amico; un arrivista che segue il corteo funebre di un vecchio conoscente che a differenza di lui non aveva voluto arricchirsi a tutti i costi, morendo in povertà; un accompagnatore di signore straniere, insofferente e annoiato, che cerca una via di fuga nella sua prossima preda e finisce per sfogare su di lei le sue frustrazioni e il suo malessere. In una prosa nitida e asciutta, Venturi mette in scena tre personaggi mossi da sentimenti contrastanti di colpa e rivalsa, tre espressioni differenti della violenza e della miseria morale del dopoguerra.

Un’incredibile Luna Di Miele

Edward è convinto che se non fosse nato al tempo degli aeroplani, dei motori e dei telegrafi, sarebbe stato un cavaliere errante, o almeno un “simpatico scudiero”; invece, bloccato nell’arida vita dell’ingegnere, è rassegnato a trovare l’avventura solo nelle favole. Finché non gli capitano per le mani i soldi di un’eredità e finalmente, con al seguito l’esuberante cane Charles, può partire alla scoperta del mondo. Presto fa la conoscenza di una ragazza pura e idealista quanto lui, e se ne innamora all’istante. Riesce addirittura a persuaderla a scappare di casa, dalla zia tirannica con cui vive, per celebrare un matrimonio clandestino. Ha così inizio una bizzarra “luna di miele” in incognito, con i due fuggitivi che si fingono fratello e sorella, tra i verdi orizzonti del Kent. Pubblicato per la prima volta nel 1916 e inedito in Italia, Un’incredibile luna di miele è un romanzo di tensione e dolcezza, una storia per adulti che ha tutto l’incanto dei racconti per ragazzi che hanno reso celebre l’autrice. **

Un Uomo Sfortunato

Chi ha già avuto l’occasione di leggere un libro di Samanta Schweblin conosce bene le atmosfere quotidiane eppure dense di una sottile inquietudine che popolano le sue storie, e che l’autrice argentina sa ricreare con una precisione millimetrica e una prosa sempre elegante. Chi non ha mai letto nulla di suo, resterà affascinato dai personaggi che dopo poche righe sembra di conoscere da sempre, dai silenzi che spesso pesano più di intere pagine, dallo sguardo affilato con cui questa scrittrice racconta il mondo. *Un uomo sfortunato* è una mostra di tutto questo: due racconti che si leggono in un soffio, eppure riecheggiano a lungo dopo la lettura, e difficilmente si dimenticano. «Quaranta centimetri quadrati» e «Un uomo sfortunato» sono tratti in anteprima dal volume *Sette case vuote* , di prossima pubblicazione per edizioni SUR.

Un debito di sangue

Per più di un anno, Sebastian Costas ha cercato di scoprire la verità dietro l’omicidio della sua ex moglie e di suo figlio. Nonostante le prove dicano il contrario, infatti, è convinto che il secondo marito della donna, un poliziotto, abbia commesso entrambi i delitti e che poi abbia inscenato la sua stessa morte, così segue le sue tracce fino a Sacramento. Ed è qui che conosce Jane Burke, un’investigatrice privata. Jane è stata sposata con un serial killer e da cinque anni sta tentando di ricostruire la propria vita. Sebastian potrebbe essere l’occasione giusta per ritrovare la felicità… Ma anche l’uomo che stanno cercando è sulle loro tracce. Per lui è una battaglia personale, che è deciso a vincere. Costi quel che costi. Brenda Novak ci regala un’avventura mozzafiato, un intrigante gioco di specchi, in cui preda e cacciatore si confondono, fino all’ultimo respiro.

Tra le braccia del ribelle

*Inghilterra, 873*
Fiera e coraggiosa, Ansithe sta proteggendo con astuti stratagemmi le sorelle e il castello dal momento in cui il padre è stato preso in ostaggio dai danesi. Quando riesce a catturare il vichingo Moir Mimirson, che ha tentato di attaccarli, decide di ottenere dal suo clan un riscatto che le permetterà di pagare quello del genitore. Ma mentre nemici sconosciuti intervengono per ostacolare lo scambio, mettendo a rischio la vita della sua gente, Ansithe trova supporto e conforto proprio tra le braccia di Moir, che da prigioniero si trasforma presto in alleato e infine in amante. Come fidarsi, però, della sua lealtà, delle sue parole… e soprattutto dei suoi baci?

The Heat (eLit)

*Qual è il prezzo di una passione travolgente?*
Brooklyn sta danzando sinuosa attorno a un palo di lap dance quando Aamir, ex generale dell’esercito di Takei, la vede la prima volta. Poco dopo sono insieme nel privé di un club di Miami, ma nessuno dei due è preparato a un incontro tanto intenso e carico di passione. La razionalità, la paura di iniziare una relazione e un passato doloroso vengono spazzati via dal contatto dei loro corpi, che sembrano parlare un linguaggio esclusivo e si incendiano nello stare insieme. Quando un errore di valutazione mette Brooklyn in pericolo, Aamir e il figlio Shad sono pronti a tutto per salvarla, anche a cedere il club esclusivo The Pleasure…

Tewje Il Lattaio

« *Fate che il mio nome sia ricordato con il riso o non ricordatelo affatto.* »
**Sholem Aleichem**
**Forse il romanzo più celebre della moderna letteratura yiddish. Il capolavoro dal quale fu tratto il film *Il violinista sul tetto*.**
*Tewje der Milchiker* fu pubblicato originariamente nel 1894. Con la sua scrittura rapida e ironica, il libro godette di un immenso successo e valse al suo autore l’appellativo di «Mark Twain ebreo». Attraverso i dialoghi e le citazioni bibliche sconclusionate che Tewje riversa a getto continuo, prende qui direttamente forma la vita della Shtetl, anche se quel mondo è già in sentore di declino. Devono ancora arrivare i peggiori pogrom, e ancora neppure si profila all’orizzonte la spazzata finale nazista, che cancellerà per sempre un’intera cultura, ma la modernità ha già iniziato a incrinare la vita degli ebrei dell’est. Aleichem percepisce la decadenza e la esemplifica profeticamente e magistralmente nei destini delle cinque figlie di Tewje, che rappresentano cinque destini diversi di quel mondo. La prima, Zeitel, rappresenta la fragile continuità, Hodel, la seconda, si sposa per amore con lo studente Pfefferl, del quale segue il destino quando verrà imprigionato come attivista comunista dalla polizia zarista; in questo matrimonio risuona l’eco della rivoluzione,
alla quale molti ebrei si consacreranno. Chave scappa con Kvedike, un *goi* , un non ebreo; in un drammatico incontro con suo padre chiederà il suo perdono, ma non lo avrà: la via della conversione è imperdonabile, per Tewje come per Sholem Aleichem. Sprinze si innamora di Aronshik, industriale ebreo integrato nel sistema dei gentili, ma la famiglia rifiuta di mescolarsi con il misero mondo di Tewje e Sprinze si ucciderà gettandosi nel fiume; lo scontro tra i poveri ebrei della Shtetl e la nascente borghesia ebraica di città è tutto in quel suicidio. Beilke, infine, sposa senza amarlo il ricco imprenditore edile Pedozour, solo per ottenere il denaro necessario al vecchio e stanco Tewje per pagare il biglietto del vapore che da Odessa lo condurrà in Terra Santa, in un moto di sionismo a sua volta profetico.

Senza ritorno

Per Irene Ochoa le violenze del marito Marcos sono diventate una routine infernale. Per sopravvivere alle mura della casa di Pamplona, sempre più soffocanti, vede un’unica soluzione, quella estrema. Un mercoledì sera Marcos rientra più ubriaco del solito e si addormenta sul letto; il suo corpo verrà estratto ore dopo tra le macerie fumanti dell’incendio. Irene ha inscenato un perfetto incidente domestico, ma c’è qualcosa che sfugge al suo controllo: quella stessa notte conosce David Vázquez, l’ispettore messo a capo delle indagini, e scivola in una relazione con lui tanto appassionata quanto pericolosa. Per tenersi stretti sia il nuovo amante sia la libertà, Irene dovrà sbarazzarsi di chiunque possa collegarla all’incendio. David, mentre il quartiere di Gorraiz è ancora sotto shock per l’incidente, si trova invece alle prese con il caso più difficile della sua carriera: una serie di omicidi brutali tra i pellegrini del Cammino di Santiago. Senza ritorno è l’esordio incalzante con cui arriva in Italia una delle autrici più intelligenti e complesse del nuovo noir spagnolo, primo capitolo della trilogia crime di David Vázquez.

Questa Non È Propaganda

La censura è morta, viva la censura. Da quando quella del KGB costringeva Igor e Liana Pomerantsev, lui giornalista e lei documentarista, a lasciare la Russia insieme al figlio Peter, di acqua sotto i ponti ne è passata. Del KGB si parla solo nei film di spionaggio, il regime è caduto e la guerra fredda è finita: il modello democratico occidentale ha vinto a colpi di libera informazione. O forse no? La pluralità di voci che oggi si leva dai social media sembra il frutto maturo della vera democrazia: ciascuno può esprimere il proprio pensiero senza subire né censure né propaganda, descrivendo la realtà come appare agli occhi di chiunque. La stessa esistenza di questa pluralità però cancella l’idea di una realtà univoca e valida per tutti. “Censura tramite rumore” la chiama Pomerantsev, una vera tattica comunicativa: si inondano i social di una tale quantità di fake news che anche i contenuti verificabili si riducono a una delle tante versioni possibili e perdono il loro valore di verità. Dalle Filippine alla Cina, passando per Russia, America Latina, Gran Bretagna e Finlandia, Pomerantsev intreccia la propria storia con quella delle mutazioni subite dall’informazione mostrandoci che abbondanza e mancanza di fonti possono essere la faccia della stessa propaganda, ma soprattutto che non sempre la pluralità di opinioni significa democrazia.

Pandeconomia. Le alternative possibili

Con il Coronavirus e la pandeconomia che ne è derivata siamo di fronte a un bivio: riprendere la vecchia strada, con tutto quello che ne consegue in termini di disuguaglianze sociali, inquinamento e distruzione dell’ecosistema, o procedere verso un’equonomia, ovvero la ricerca di un equilibrio tra uomo e habitat, fondato sull’equità, sugli insegnamenti e i valori positivi che questa crisi ha fatto emergere.

Oltre Orwell. Il gemello digitale

Il coronavirus sta velocizzando la mutazione tecnologica e sta rendendo il dibattito sui gemelli digitali più che mai urgente. Il gemello digitale è la nostra vita riprodotta e raccontata dai dati; un “altro noi” che si fa strada grazie al mondo degli assistenti virtuali, che incarna tutte le facoltà umane e le trasforma in un tutt’uno, rendendoci «trasparenti». Saremo capaci di gestire questi strumenti per il bene di tutti, o finiremo per delegare loro poteri considerevoli, perdendo le capacità che ci rendono esseri umani, come l’intelletto, il giudizio, l’immaginazione? L’unico modo per non farci sopraffare è riuscire a riappropriarci della gestione dei nostri dati, pretendendo garanzie politiche e giuridiche più elaborate di quelle già esistenti. Dobbiamo essere noi a costruire il nostro gemello prima che lo facciano altri. Prefazione di Roberto Saracco.

Non Mi Toccare

«La notte del mio compleanno nel 2004 ho dormito in macchina, dopo che per l’ennesima volta lui mi aveva picchiata. Aspettavo che se ne andasse di casa per sempre. Nel parcheggio, due uomini ubriachi si sono avvicinati alla mia auto. Ciò che è successo dopo è l’incubo che ho portato in dote per quindici anni, durante i quali mi sono vergognata molto e data la responsabilità di tutto. Questa è la storia di una violenza ma anche dell’amore che è riuscito a vincerla, la storia della terapia dell’orrore che ho messo in atto per rivivere quella violenza ancora e ancora, nel corpo e nella mente, per riuscire finalmente a sopportarla. È la storia dell’uomo che mi ha presa con sé e mi ha salvata. Pochissime persone la conoscono. Ora vorrei che qualcuno leggesse di me, di come si muore e di come si nasce. Di come si resiste, di come si può persino ricominciare a sorridere». **

Miti E Leggende Del Giappone. Fiori, Giardini E Alberi

Se si considerano l’arte e la letteratura giapponesi – dalle stampe dell’ukiyo-e alla poesia haiku, dai motivi ornamentali sulle stoffe dei kimono ai drammi del teatro Nō –, i fiori e gli alberi sono tra i soggetti più rappresentati. La natura vegetale è infatti un elemento centrale della cultura del Paese del Sol Levante, e in questo breve volume Frederick Hadland Davis ci racconta i miti e le leggende che a essa si ispirano. Scopriremo la toccante storia del crisantemo bianco, o quella magica e suggestiva del fiore di loto. O, ancora, la vicenda tenera e commovente del pino, l’albero dell’amore eterno, e i tanti aneddoti di spiriti e creature silvestri che popolano l’immaginario collettivo giapponese.

Love

Grandi amici fin dall’adolescenza, Davy e Joe hanno ormai quasi sessant’anni e si vedono di rado. Le loro vite hanno preso strade diverse, letteralmente: Davy infatti vive in Inghilterra da molto tempo e torna a Dublino solo per far visita all’anziano padre, mentre Joe è rimasto nella sua città d’origine. Ma questa sera il loro incontro ha un sapore particolare, e insieme alla birra scorrono ricordi e segreti mai confessati… Davy ha ritrovato Jessica, la «ragazza con il violoncello» di cui i due amici poco più che ventenni si erano invaghiti, e per lei ha lasciato la famiglia. Pinta dopo pinta, pub dopo pub, nel corso di una lunga conversazione in cui il passato si intreccia al presente, anche Joe si confida: l’amore per sua moglie Faye, così disinibita e ribelle, ha suscitato nel padre, che per il figlio avrebbe voluto un altro destino, una sottile ma costante disapprovazione; quel padre che forse, ora, lascerà molte domande senza risposta… Questa serata segnerà la fine dell’amicizia di Davy e Joe? O sarà l’occasione per parlare sinceramente del loro rapporto, di quello che è stato, di quello che può ancora essere? Con una straordinaria abilità narrativa e una capacità unica di coinvolgere il lettore, Roddy Doyle riesce a raccontare con ironia e commozione anche le pieghe più recondite e buie dell’esistenza. E a celebrare l’amore in tutte le sue forme, anche quelle che non credevamo potessero esistere.

Le Piante Tintorie

Una guida per conoscere l’affascinante mondo dei colori naturali ottenuti da fiori, foglie, frutti, cortecce e radici e utilizzabili per tingere la lana, il cotone, la seta e altri tipi di tessuti. Il volume, riccamente illustrato, è suddiviso in due parti. La prima, dopo una breve storia delle tecniche tintorie, descrive le basi teoriche del colore, delle sostanze coloranti e della loro applicazione alle fibre. Seguono una trattazione sulle caratteristiche delle fibre tessili, indicazioni sulle tecniche e le attrezzature utili per usare i materiali tintori e una breve guida dei termini botanici. La seconda parte del libro, suddivisa in schede illustrate e organizzate in ordine alfabetico, presenta le piante tintorie tipiche italiane ed europee, senza trascurare le più importanti diffuse nel mondo. Per ogni pianta, oltre alla descrizione , vengono indicati il periodo di fioritura e raccolta, le parti usate, i principi tintori, i colori ottenuti, le fibre da utilizzare e i metodi di tintura più adatti. A completamento della scheda sono presenti curiosità su altri usi della pianta.

La Via

Prefazione di Mauro Ceruti Conflitti etnici e religiosi, convulsioni economiche, degradazione della biosfera, crisi della modernità. Andiamo verso una serie di catastrofi? È quel che sembra probabile se non riusciamo a cambiare strada. Edgar Morin pone qui la sfida di una “via” di salvezza che potrebbe delinearsi dal congiungersi di una miriade di vie riformatrici: riforma del pensiero, dell’educazione, della famiglia, del lavoro, dell’alimentazione, del modo di consumare… Una metamorfosi ancora più stupefacente di quella che ha segnato il passaggio dalle società arcaiche di cacciatori-raccoglitori alle società storiche.

La solitudine di Matteo

Che relazione c’è tra la scomparsa del sorriso di una ragazza e l’ascesa al potere di un politico? Una storia d’amore quasi vera è la risposta a questa domanda. Matteo, detto Teo, ha più di quarant’anni quando si trasferisce nel monolocale all’ombra di un banano nella Milano dei boschi verticali. Fa il consulente per una casa discografica, cercando di portare al successo giovani trapper. In giornate solitarie perse tra sigarette, poke e ansiolitici, comincia a sviluppare una delirante ossessione per il politico suo omonimo, onnipresente nei program- mi televisivi. Quel Matteo gli fa tornare in mente Tilla, l’ex compagna da cui si è appena separato dopo anni di convivenza. Teo e Tilla si conoscono dai tempi del liceo, lo stesso liceo frequentato dal politico ora in campagna elettorale permanente. I destini dei tre ragazzi si incrociano fin dagli anni Novanta, quando il risentimento di Matteo per essere rifiutato dalle liceali radical chic come Tilla accende la sua passione politica, per attraversare una lunga estate tra una Milano di teste rasate e tatuaggi e i puntuti scogli dei creativi di Ginostra, fino al deserto della Libia dove Tilla si trova oggi per una missione umanitaria. In una bizzarra teoria del complotto, che tra- sforma il romanticismo in resistenza politica, Teo cercherà di ritrovare il sorriso che ha perso e il suo nuovo posto nel mondo, che sia un monolocale di design o uno scoglio in mezzo al mare. **

La Ricamatrice

«Quando le tovaglie o le lenzuola erano particolarmente grandi, tanto da creare quasi una piccola capanna, mi piaceva andare sotto il tamburello e osservare l’ago che entrava e usciva dalla stoffa. Era come se la mamma mi ricamasse il Paradiso intorno.».Gianfranco ha otto anni e sogna d’incontrare sua madre Nives da giovane, quando sapeva sorridere come le ha visto fare in una vecchia fotografia. Un pomeriggio piovoso, mentre Nives ricama foglie e pappagalli su una tovaglia di lino chiaro, finalmente il suo sogno si avvera. Fa la conoscenza di una ragazza, con un sorriso talmente bello da farlo sentire in pace, che lo condurrà in un viaggio nel tempo attraverso gran parte del XX secolo, sempre in bilico tra ciò di cui è stato testimone o che gli è stato raccontato e ciò che semplicemente immagina. Un viaggio che, dipanandosi tra gli argini, le campagne e le piccole città di un remoto frammento della bassa Pianura Padana, lo porterà negli anni ’30, lo renderà spettatore nell’alluvione del Polesine del ‘51, della vita nelle baraccopoli degli immigrati nella Francia del secondo dopoguerra e della rinascita italiana negli anni ’60, di nuovo tra la gente della sua terra. È il bambino che ancora vive in Gianfranco, oramai vecchio, che racconta l’avventura di sua madre Nives e di un’epoca, di luoghi e di rapporti umani. Alla ricerca di una dignità che a tutti dovrebbe spettare di diritto e che invece Nives dovrà conquistare, per sé e suo figlio, inseguendo ingenuamente l’immenso sogno di felicità che fa girare il mondo.

La Prossima Pandemia

La domanda non è “se”, ma “quando”: l’arrivo di una prossima pandemia è una certezza. Come sarà, e quando dovremo affrontarla, è invece impossibile da prevedere. Eppure dobbiamo prepararci a farlo: subito. Senza cedere al panico, il peggior compagno possibile che si possa scegliere in simili occasioni.
Il passato ci insegna molto: ma quando l’umanità si confronta con un nuovo agente patogeno, virus o batterio che sia, tutto diventa imprevedibile.
La conoscenza che abbiamo sviluppato nel tempo si scontra, nel presente, con abitudini di vita e modelli economici che ingigantiscono il rischio di contatto tra specie animali che non dovrebbero incontrarsi mai.
Passato e conoscenza ci possono aiutare a progettare un futuro nel quale essere pronti ad affrontare l’inevitabile, prossima pandemia. Ma per farlo con successo dobbiamo accettare due verità difficili da digerire: anche noi siamo animali, e spesso ci comportiamo come i virus.

La promessa del capitano

*Inghilterra, 1815*
Per Miss Grace Linwood sono tempi duri: il padre è stato arrestato per bancarotta, la sua famiglia è in rovina e il fidanzato si è appena liberato dalla promessa di matrimonio. Quando incontra Spencer Dauntsey, capitano dell’esercito ormai in congedo che non vede da otto anni, Grace ritrova anche la madre dell’uomo che, per aiutarla nelle difficoltà economiche, decide di assumerla come dama di compagnia. Presto però le sue condizioni di salute peggiorano e, sul punto di morte, l’anziana donna strappa ai due giovani una promessa: si sposeranno quella sera stessa e cercheranno insieme di trovare la felicità che il destino ha loro negato. Quando Grace e Spencer accettano, sanno che la loro vita cambierà per sempre.

La Ddraunàra

I primi, ammirati lettori di alcuni di questi racconti furono Amelia Rosselli e Cesare Garboli, che subito li fece pubblicare sulla rivista Paragone e li raccomandò a vari editori. Da quel nucleo venne a formarsi Nebbie di ddraunàra, un libro che fu accolto con grande entusiasmo e che vinse sia il premio Grinzane Cavour per gli esordienti sia il premio Mondello. In seguito, Silvana Grasso è tornata al racconto con Pazza è la luna, confermandosi così come uno dei maestri contemporanei di questo genere letterario, tant’è che Licia Maglietta ne ha tratto due pièce che ha portato nei più noti teatri europei. Ora queste venti storie vengono riproposte in un unico volume che à rebours consente di conoscere una serie di personaggi – maschi miti e donne prepotenti, vedove eccentriche e spietate imprenditrici, molli poeti e rozzi bastardi, alcuni arditi e altri incapaci – che provano a vivere le proprie esistenze in luoghi talmente reali, ma distanti, da apparire come immaginati da un folle. Ognuno di loro proverà a sottomettere la sorte per inverare un disìo segreto e profondissimo ma, come accade nella vita vera, solo alcuni ce la faranno.

La Bellezza Come Metodo

“Il ricercatore, nel suo sforzo di esprimere matematicamente le leggi fondamentali della Natura, deve mirare soprattutto alla bellezza.” Così scrive il grande fisico teorico Paul Dirac, le cui riflessioni sono raccolte qui per la prima volta. Il principio di bellezza matematica svolge secondo Dirac una duplice funzione. Nel contesto della scoperta, la bellezza determina la direzione della ricerca, nel contesto della giustificazione – ed è questa la tesi più forte –, la bellezza è la qualità che permette di giudicare una teoria, più ancora dell’accordo con le osservazioni. Nella sua scienza, Dirac usò con impareggiabile efficacia il criterio di bellezza come un modo per trovare la verità. **

L’impero nascosto. Breve storia dei grandi Stati Uniti d’America

L’America si è sempre vantata di essere un esempio di sovranità e indipendenza. Sappiamo che ha diffuso il suo denaro, la sua lingua e cultura in giro per il mondo, ma continuiamo a pensare ad essa come a un universo geo-graficamente ben definito, limitato a nord dal Canada, a sud dal Messico e dagli oceani ai lati. Nulla di meno vero. A partire dall’Ottocento, gli Stati Uniti cominciarono ad annettere numerosissimi territori oltremare e dopo la Seconda guerra mondiale l’impero americano raggiunse la sua massima espansione, con più persone che vivevano al di fuori del continente che al suo interno. Tuttavia, negli anni che seguirono, si concepì un nuovo tipo di influenza che non richiedesse il controllo delle colonie, anche grazie a innovazioni in diversi campi (dall’elettronica ai trasporti e dalla medicina alla cultura popolare). La pillola anticoncezionale, la chemioterapia, la plastica, Godzilla, i Beatles, lo stesso nome «America»: non possiamo capire niente di tutto ciò senza comprendere il concetto di impero territoriale. Ricco di sorprese e analisi innovative, sempre animato da una concezione originale di cosa significhino oggi impero e globalizzazione, questo libro getta una luce piena di contrasti sul ruolo degli Stati Uniti nella storia mondiale. **

L’Effetto Lucifero

Cosa fa sì che i buoni diventino cattivi? Philip Zimbardo, noto come l’ideatore dell’Esperimento carcerario di Stanford, racconta qui per la prima volta la storia di questo studio. A un gruppo di studenti furono attribuiti a caso i ruoli di “guardia” e “detenuto” in un ambiente carcerario simulato. Dopo una settimana lo studio fu interrotto perché quei normalissimi studenti si erano trasformati in guardie brutali e in detenuti emotivamente distrutti. Zimbardo descrive come certe dinamiche di gruppo possano trasformare in mostri uomini e donne perbene e ci permette di comprendere meglio fenomeni di estrema crudeltà, dalla disonestà delle multinazionali a come soldati americani prima degni di stima siano giunti a perpetrare torture su detenuti iracheni ad Abu Ghraib.

L’attore nel cinema italiano contemporaneo: Storia, performance, immagine

In che modo gli attori italiani di oggi definiscono le caratteristiche del nostro cinema? Quali modelli di recitazione propongono? Quali tipologie sociali o stili di vita rappresentano? Quanto orientano le scelte del pubblico? Che rapporto c’è tra l’idea di “nuovo cinema” e gli attori? Il volume analizza le performance di alcuni dei più significativi interpreti della scena contemporanea (Valeria Bruni Tedeschi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino, Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno, Isabella Ragonese, Toni Servillo, Filippo Timi) e la costruzione dell’immagine divistica o antidivistica (Kim Rossi Stuart, Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Luca Marinelli).
Nell’ambito dei film studies italiani e della critica più sofisticata esiste ancora una forte sproporzione tra l’enorme mole di studi dedicati a registi, stili, generi, tendenze, e le ricerche che si concentrano sulla componente attoriale. Attraverso lo studio dell’attore e della sua immagine è possibile ridiscutere alcuni nodi decisivi della storia del cinema italiano: dalla definizione di uno star system domestico al rifiuto dei modelli divistici messo in atto dal neorealismo, dalla creazione di icone nazional-popolari (come gli attori della commedia all’italiana) alla cifra poetico-politica di antidivi come Anna Magnani e Gian Maria Volonté, fino ai significati contrastanti che assume l’attore nel cinema italiano contemporaneo.
Saggi e contributi di: Pedro Armocida, Luca Barra, Francesca Cantore, Paola Casella, Valerio Coladonato, Marco Cucco, Piera Detassis, Giulia Fanara, Massimo Galimberti, Damiano Garofalo, Marco Giusti, Luca Mastrantonio, Raffaele Meale, Andrea Minuz, Fabrizio Natalini, Giona A. Nazzaro, Catherine O’Rawe, Cristiana Paternò, Federico Pedroni, Mariapaola Pierini, Marco Pistoia, Gabriele Rigola, Alberto Scandola, Mario Sesti, Boris Sollazzo, Antonio Valerio Spera. **

Kabbalah

« *Freedman naviga nella storia con grande abilità.* »
**The Daily Telegraph**
Oggi la parola Cabbalà evoca mistero, segreti millenari, verità cosmiche sussurrate nel buio di una stanza, angeli potenti, magie inspiegabili e tremende, e mondi ultraterreni. Questa visione esoterica ha una storia precisa e documentabile, che ha inizio nell’Italia del Rinascimento, dove vari personaggi erano stati attirati da certe antiche tradizioni ebraiche, che tuttavia reinterpretavano a modo loro. La Cabbalà (con la C) è la stessa che sta anche all’origine di una moda contemporanea, intrisa di New Age, talvolta al centro di scandali e di oscuri giri di denaro. La Kabbalah (con la K), invece, è una cosa ben più complessa, più antica e senza dubbio più affascinante. La storia che Harry Freedman racconta magistralmente in questo libro lascia intravedere la complessità della ricerca mistica del divino e del suo rapporto col mondo operata da generazioni e generazioni di pensatori ebrei e tramandata con sacralità e timore reverenziale nel corso di due millenni.
È forse il più complesso tentativo intellettuale mai concepito per avvicinarsi il più possibile all’inconoscibile fonte di ogni cosa, allo scopo di sanare l’universo, curarne le imperfezioni e ricondurre il cosmo alla sua perfezione originale.
La storia comincia con l’inizio stesso della Bibbia: «Che sia la luce. E la luce fu». In questi versi antichi si dice infatti che il mondo scaturì direttamente dalla voce di Dio; ma la voce è fatta di parole e le parole di lettere, e le lettere sono i mattoni del mondo. Per capire la creazione bisogna allora studiare a fondo
le lettere e il loro significato più nascosto, soprattutto quello numerico, che ogni lettera ebraica racchiude in sé. Da questo studio deriveranno poteri immensi, come quello – reso famoso dalla letteratura yiddish – di creare un golem dall’argilla, che, sempre con l’uso sapiente delle lettere, può essere fermato.
Dal *Libro della Creazione* , composto tra I e IV secolo, allo splendore dello *Zohar* , dalle comunità ebraiche del XII secolo tra Spagna e Provenza alla scuola di Safed, in Galilea, dai movimenti messianici del XVIII secolo ai saggi eruditi otto e novecenteschi: la storia della Kabbalah diventa in queste pagine avvolgenti una narrazione alternativa della storia dell’ebraismo, condotta con grande maestria da Harry Freedman in un libro al tempo stesso avvincente e documentato.

In Cammino

**CAMMINARE**
**UN GESTO CHE SEMBRA SCONTATO,** **MA CHE CI FA SCOPRIRE** **UN MONDO FUORI E DENTRO DI NOI**
Camminare è il motore dell’umore, del benessere, della felicità. Ci riavvicina a noi stessi, crea concentrazione e spazio dentro di noi. Camminare è un piacere e un’arte. Camminare in montagna, certo, ma anche sulle falesie in riva al mare, sulle coste e sulle dorsali di isole come la Sardegna, la Corsica, la Réunion. O ancora, su fino alla vetta in Val Senales, dove il camminatore più antico che conosciamo da vicino ha aspettato 5300 anni per dirci chi era. Camminare perfino in città, dove i passi sfidano geometrie urbane e vincendo il confronto scoprono ciò che da un finestrino non si vede. E camminare nel mondo virtuale, senza muovere un passo ma alla ricerca dell’emozione del movimento. Camminare in tanti modi diversi, insomma, ascoltando le storie che ogni sentiero racconta a chi ha la pazienza di usare i piedi e la mente. Un libro che ci accompagna alla scoperta di un gesto che sembra scontato, ma che ci fa scoprire un mondo fuori e dentro di noi.

Il Sapore Della Vendetta

Il commissario Bruno Courrèges è stato promosso: non sarà più a capo della polizia locale del piccolo borgo di St Denis, nel cuore della Dordogna, bensì dell’intera area intorno al Vézère. Ma a preoccuparlo non sono le nuove responsabilità, quanto la promessa fatta a un’amica di aiutarla nella sua nuova impresa: un corso di cucina. Cucinare le specialità del Périgord a casa, con un bicchiere di Bergerac e sotto lo sguardo bonario del suo basset hound Balzac, è un conto, ma insegnare a una classe di turisti stranieri è tutt’altro, e persino il coraggioso commissario vacilla. Il primo giorno tutto è pronto, solo che manca all’appello la studentessa più importante: la moglie di un ufficiale dell’intelligence britannica in arrivo da Bordeaux. La sua scomparsa è accolta quasi con sollievo da Bruno, ma assume contorni più drammatici quando viene ritrovato il cadavere della donna accanto a quello di una seconda vittima: un uomo, con cicatrici di guerra e un passaporto falso. Le indagini rivelano che si tratta di un ex soldato, un mercenario sul libro paga di vari gruppi militari, con una lunga lista di nemici. Ognuno di loro avrebbe avuto motivo di ucciderlo, ma chi l’ha fatto davvero? E come l’ha scovato sotto falsa identità? Man mano che la vita dell’uomo del mistero viene a galla, Bruno capisce che altri innocenti sono in grave pericolo. E inizia la più grande caccia all’uomo nella storia di St Denis prima che gli assassini colpiscano ancora.