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Viva la muerte!

Per le passioni intense e la faziosità violenta che suscitò e per il coinvolgimento ideologico che caratterizzò i due schieramenti contrapposti, la guerra civile di Spagna fu diversa da tutte le altre e presto degenerò in una inaudita matanza cui l’Europa assistette impotente e inorridita. Mentre migliaia di volontari antifascisti affluirono in territorio iberico per costituire le Brigate internazionali, l’appoggio dell’Italia fascista e della Germania nazista al capo degli insorti, Franco, e l’intervento dell’Unione Sovietica in aiuto dei repubblicani trasformarono presto il conflitto in uno scontro tra fascismo e comunismo. Ricostruendo gli eventi in modo obiettivo e sfrondandoli da ogni sovrastruttura ideologica, Arrigo Petacco rievoca gli epici trentadue mesi di lotta, dal luglio 1936 all’aprile 1939, con tutte le implicazioni politiche che li contraddistinsero, soffermandosi in particolare sulla partecipazione degli italiani che combatterono sui due fronti, senza trascurare i meriti spesso sottaciuti di tanti compatrioti antifascisti diventati in seguito scomodi testimoni e quindi vittime delle purghe comuniste.

Una Scelta Di Cuore

Potere, privilegi e passione.
Affari e nobiltà si fondono in un unico nome.
Saul Parenti è sempre stato felice di essere il secondo in linea di successione al trono di Arezzio, così si è potuto dedicare al proprio impero economico e alla sua deliziosa moglie Giselle. Ma quando suo cugino muore, Saul deve prendere il suo posto. Adesso, sia Saul che Giselle devono attenersi al protocollo reale che, neanche a dirlo, prevede un erede. Giselle, a questo, non aveva mai pensato: i segreti del suo passato l’hanno così spaventata che non ha alcuna intenzione di diventare madre. E il suo matrimonio, così, non può che entrare in crisi.
Miniserie “THE PARENTI DYNASTY” – 2a parte

Ritratto Di Gruppo Con Assenza

« *Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare.* »
**La Stampa**
« *Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell’evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati.* »
**Le Monde**
La vita, come dice Luis Sepúlveda, è piena di storie. E per raccontare la magia della realtà in tutte le sue sfaccettature – meschinità, tormenti, gioie, peripezie – questa raccolta prende il via dai ricordi, dal vissuto recente e passato, per offrirci un Ritratto di gruppo con assenza: quello di alcuni ragazzini sorridenti immortalati in una fotografia che induce l’autore, dopo quattordici anni di esilio, a ritornare per la prima volta in Cile, sulle tracce dei loro destini personali, ma anche del destino di un paese appena uscito dalla dittatura. Da vero cosmopolita, di quelli che hanno vissuto nel Nord e nel Sud del mondo, Sepúlveda tratteggia con uguale partecipazione vicende lontane fra loro nel tempo e nello spazio: racconta di combattenti valorosi e di bambini senza futuro, di una Miss colombiana che muore durante un intervento di chirurgia plastica, di una signora sovietica – la voce di Radio Mosca – che offriva un po’ di conforto ai cileni della resistenza. Ma non manca l’ironia: nei ritratti degli amici, nel mettere alla berlina certa intellighenzia, o nel descrivere un’esperienza di lavoro per la televisione ecuadoriana. E la preoccupazione per l’ambiente. Tra i tanti incontri, spicca quello con un vecchio che, nella foresta amazzonica, vive isolato in una capanna e legge romanzi d’amore: il personaggio che vent’anni fa ha ispirato all’autore il suo fortunatissimo romanzo. Quello di Sepúlveda resta un mondo di purezza e bellezza ferite, raccontato con uno sguardo essenzialmente e modernamente etico. Si riscopre, leggendolo, un sentimento troppo spesso sopito: la giusta indignazione, la stessa dei suoi eroi teneri e fragili, ma duri e solidissimi nel loro proposito di non dimenticare né perdonare la barbarie.

Quello che vuole la tecnologia

Kevin Kelly appartiene a quella ristretta cerchia di pensatori in grado di cogliere le grandi traiettorie che attraversano la storia, e di svelarne la trama. In “Quello che vuole la tecnologia” Kelly ci racconta come la tecnologia nel suo complesso non sia solo un guazzabuglio di fili e metallo, ma un organismo vivente e in continua evoluzione, con esigenze proprie e tendenze inconsce. Guardando alla nostra realtà attraverso gli occhi di questo sistema ora globale per scoprire “ciò che vuole”, Kelly ne traccia la storia, seguendo poi le traiettorie delle principali tecnologie del prossimo futuro per capire dove sia diretto. Perché solo l’ascolto di quello che la tecnologia vuole può preparare noi e i nostri figli alle tecnologie che inevitabilmente verranno, e solo allineando noi stessi con gli imperativi a lungo termine di questo sistema quasi-vivente saremo in grado di godere al meglio dei suoi doni. Una visione fiduciosa e trasparente, che travalica la distinzione tra umano e artificiale, tra scienza e umanesimo. Tra quello che la tecnologia vuole e quello che il genere umano ha sempre sperato per sé. **

Quattrocento

Firenze, aprile 1478. Sono giorni terribili, quelli che seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Firenze è assetata di sangue, decisa a punire con la tortura o con la morte chiunque abbia partecipato alla cospirazione. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico viene a sapere dei cadaveri gettati in Arno, delle decapitazioni, dei linciaggi. È la città intera che vendica la morte di suo fratello Giuliano e che si consegna nelle sue mani, rendendolo potente come non mai. Però Lorenzo non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi. E ignora di essere lui stesso un semplice burattino nelle mani della Storia… Firenze, oggi. Sono in pochi a conoscere Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall’animo tormentato. E Ana Sotomayor, dottoranda in storia dell’arte, è arrivata a Firenze proprio per capire qualcosa di più su questo oscuro personaggio, che esercita su di lei un fascino singolare. Le sue appassionate ricerche si appuntano su uno dei quadri più controversi di Masoni, in restauro nei laboratori degli Uffizi, e su una serie di quaderni in cui il pittore racconta nei dettagli la propria esistenza e le vicende che hanno segnato la storia di Firenze alla fine del XV secolo, tra cui la congiura dei Pazzi. D’un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care. È chiaro che, nell’esistenza di Masoni, ci sono più misteri di quanti lei avesse immaginato. E che quei misteri, a distanza di oltre cinquecento anni, non devono comunque essere svelati… Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall’arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto. Non un segreto dell’arte, bensì un segreto della vita.

Pericle

Da Tucidide e Plutarco a Montaigne, Voltaire e Rousseau, da Hobbes ai farneticanti ideologi nazisti, a lungo Antichi e Moderni si sono interrogati sui rapporti tra Pericle e la comunità ateniese. Il grand’uomo fu dunque un leader onnipotente o un mero ventriloquo delle aspirazioni popolari? Ecco l’enigma che questa esemplare ricerca prova a risolvere.

«Personaggio familiare dei libri di scuola e delle opere dedicate alla Grecia antica, Pericle ha il raro privilegio d’incarnare da solo un “secolo intero”, condensando intorno al suo nome l’apogeo di Atene e il fiorire della prima democrazia della storia. Rivelato da un busto di epoca romana, il suo volto impenetrabile sembra costituire una sfida lanciata allo storico. Come interpretare questa statua levigata, priva della minima asperità? Come proporre un nuovo sguardo su un soggetto già studiato cosí tante volte? Accingersi all’analisi di questo monumento della storia comporta chiaramente il rischio di perdersi nell’oceano di una storiografia pletorica senza mai raggiungere un porto sicuro… Se Pericle ha indubbiamente pesato sulle decisioni collettive della città, inversamente la vita del grand’uomo rivela in filigrana l’influenza del demos ateniese sui suoi dirigenti. Anche solo per esercitare il minimo potere, il grand’uomo doveva tener conto delle aspettative popolari, e in tal senso armonizzare, allineare e adattare il proprio comportamento. È proprio la complessa interazione tra il popolo e i suoi capi ciò che merita di venir posto al centro dell’indagine. Un progetto incentrato su Pericle dovrà quindi muoversi su uno stretto crinale: guardarsi dall’idealizzare Atene, senza per altro negare la rottura prodotta dall’invenzione della democrazia; evitare se possibile i paralleli ingannevoli senza rinunciare a lasciar affiorare alcuni anacronismi ben controllati, poiché la storia, anche quella di marca positivista, è sempre alimentata dai dibattiti di oggi; infine, non cedere né all’illusione del grand’uomo, né a quella dell’onnipotenza delle masse, per indagare piuttosto la tensione produttiva sussistente tra lo stratega e la comunità ateniese. È soltanto in vista di questa triplice condizione che si può sperare di accordare tutto il loro spessore storico a Pericle e alla città, sottolineando i profondi divari e le poche analogie con la vita democratica contemporanea».

Orchi – 3. I guerrieri della tempesta

Continua l’odissea dei Figli del Lupo: l’incessante serie di avventure alla ricerca dei cinque manufatti denominati “stelle” si snoda attraverso le regioni desolate della terra che gli invasori chiamano Centrasia. Caos, morte e distruzione regnano in quello che fu il paradiso incontaminato di Maras-Dantia. Neppure la natura, spogliata dell’arcana magia che un tempo la pervadeva, è stata risparmiata dalla furia devastatrice degli umani.
Terzo e ultimo volume della saga *Orchi* , *I guerrieri della tempesta* trascina il lettore in un epico viaggio alla ricerca della verità, costellato di colpi di scena e combattimenti sanguinosi, grandiose azioni corali e laceranti dissidi interiori, descritti con lo stile incalzante e serrato che è ormai l’inconfondibile marchio della trilogia.

Orchi – 2. Le Legioni Del Tuono

Nella terra di Maras-Dantia la guerra tra umani e razze antiche sembra non conoscere sosta e i Figli del Lupo sono nell’occhio del ciclone. Soli, braccati, bollati dell’infamante accusa di diserzione, vagano per le regioni che gli umani chiamano Centrasia alla ricerca di risposte a interrogativi sempre più pressanti: cosa sono in realtà i manufatti chiamati stelle? Qual è il loro effettivo potere? Perché l’ambizione di possederli ossessiona Jennesta, la spietata regina dell’Orda?
La speranza di un mondo in cui la magia occupi il posto che le compete nell’ordine naturale, un mondo nel quale le razze antiche possano finalmente convivere in pace, libere dalla pestilenziale minaccia dell’uomo, potrà realizzarsi solo dopo aver superato nemici e situazioni ai limiti dell’impossibile, in un crescendo di eventi che scateneranno forze oscure, terrificanti incantesimi e arcane potenze.
Il secondo volume della saga *Orchi*. Il fantasy barbarico *Le legioni del tuono* è l’affresco di un mondo primordiale e violento, vivida rappresentazione della brama di potere in un universo lontano dal nostro e nonostante questo sorprendentemente credibile. **

Orchi – 1. I guardiani dei lampi

Gli umani sono arrivati nella terra di Maras-Dantia, e con essi la morte e la distruzione. le loro malattie hanno decimato le creature che lì vivevano, le loro miniere hanno interrotto le delicate linee di magia che alimentavano quel mondo, e ora, non più frenati dalle forze magiche naturali, i ghiacci del Nord stanno invadendo le terre abitate.
Gli animali fantastici – grifoni, draghi e unicorni – sono stati chiusi in gabbia, e i loro occhi terrorizzati vedono cadere l’una dopo l’altra le razze antiche e mitologiche: gnomi, elfi, folletti, coboldi e, sfortunatamente, orchi.
Cacciati dalla loro foresta, gli orchi devono ritrovare il proprio orgoglio di guerrieri e sconfiggere la crudeltà degli uomini, mai così feroce, mai così memorabile come in questa storia. Sarà compito di Stryke rinunciare a tutti i compromessi di chi vorrebbe allearsi con una delle fazioni umane in lotta fra loro, e con questa decisione guadagnare agli orchi un riscatto che pare impossibile, perché i cinque oggetti magici che devono trovare per liberarsi dal giogo che li opprime sono pericolosamente nascosti, segretamente difesi.

Morti E Sepolti

La meglio gioventù di tanti paesi non è più qua a raccontarci com’è andata. Questa è la storia di uno che non c’entra, finito per caso a guidare un gruppo di persone per tanti versi inadeguate, ma anche testarde, decise a portare alla luce una fossa comune, nei primi anni dell’incerta democrazia argentina. È la storia di un conflitto brutale contro chi non vuole permettere che venga fatta giustizia né chiarezza. È una storia di azioni – scavare con la pala, mettere in posizione i martinetti, trasportare corpi dissepolti – corrose dai pensieri e dai colloqui dei protagonisti, che come un tamburo continuo battono un unico tempo. È la storia di un passato ancora presente, che tutto avvolge e copre come un manto scuro. Ed è una storia pervasa di dubbi sul senso di una ricerca che potrà al massimo (e a caro prezzo) restituire alla famiglia alcune ossa di una persona che comunque non tornerà più. Ma se alla morte vera e propria non c’è rimedio, contro la seconda morte, la cancellazione della memoria, si può combattere. Ha scritto Sofia Caravelos, figlia di genitori *desaparecidos* : “Quello che è seguito alla loro scomparsa non riesco a definirlo. Un tempo illimitato e un’attesa che è diventata eterna. Sognare di tornare da scuola e trovare la casa in festa per il loro ritorno… Il *desaparecido* è una figura sinistra: dolore continuo, speranza eterna. La certezza della loro morte spazza via tutte le fantasie infantili che mi sono portata dietro. E finalmente mi riappaiono, con chiarezza, il sorriso della mamma, le gambe lunghe del papà, la loro vita e i loro assassini.”

La voce dei morti

“A prima vista avrebbe potuto essere qualsiasi cosa – una pietra, una radice imputridita – fino a quando non ci si avvicinava. Era una mano in decomposizione, con le ossa visibili attraverso brandelli di carne, quella che spuntava dalla terra bagnata.” Tutti erano sicuri si trattasse di una delle vittime adolescenti di Jerome Monk, il serial killer delle brughiere del Dartmoor, e che ci fossero solo altre due vittime da ritrovare, le gemelle Bennett. Le ricerche non avevano tuttavia dato frutti, e con Monk al sicuro dietro le sbarre, si erano presto arenate. Per l’antropologo forense David Hunter, e per tutta la squadra che aveva lavorato al caso, la vita era andata avanti. E il sonno eterno delle gemelle era continuato indisturbato. Adesso, a otto anni dal ritrovamento di quel cadavere seppellito nella brughiera, si apre però uno scenario da incubo. Monk è fuggito di prigione e per qualche oscuro motivo sembra dare la caccia a chiunque abbia partecipato a quelle infruttuose ricerche. Hunter, tornato nelle brughiere del Dartmoor in risposta a una disperata richiesta di aiuto, si rende conto lentamente che nulla è come sembra. Mentre la spirale di violenza innescata da Monk si stringe intorno a lui, appare sempre più evidente che il passato non è affatto morto e sepolto. **

La sposa vampiro

Mina Harker non avrebbe mai pensato che quella tranquilla estate, carica di aspettative per il futuro, in attesa del suo imminente matrimonio, avrebbe cambiato la sua vita per sempre. Mentre aspetta Jonathan, il suo fidanzato, di ritorno da un viaggio d’affari, Mina incontra Mr Wagner, un uomo misterioso con un sensuale accento straniero, dal quale non riesce a distogliere i pensieri, come calamitata da una forza oscura. Da quel momento le sue notti si affollano di strani incubi, quasi a profetizzare un’imminente tragedia, mentre l’attrazione per il giovane diventa così irresistibile da condurla inesorabilmente tra le sue braccia. Nemmeno il rassicurante ritorno di Jonathan e il matrimonio le portano serenità, e la prospettiva di una vita felice sembra compromessa. Mr Wagner, che lei non riesce a dimenticare, ha gettato un’ombra sulla genuinità dei suoi sentimenti per Jonathan, e non potrebbe essere diversamente, perché il potere di seduzione di Mr Wagner non è umano, ma sovrumano. Mina scopre, infatti, che il suo amante non è altro che il capostipite di tutti i vampiri: il conte Dracula in persona, che vuole renderla immortale e farla sua per sempre. E mentre Jonathan organizza una vera e propria caccia per eliminare il rivale, un nuovo mondo interiore si svela a Mina, innamorata e al tempo stesso soggiogata dal più vorace predatore di pensieri, incapace di distinguere il vero amore dal falso e di decidere tra i due.

La monaca

Agata sudava e le bruciavano gli occhi, come se vi fossero entrati i granelli di sabbia di un vento di scirocco che scendeva dalle lanterne sul soffitto e l’avvolgeva immobilizzandola. In quel momento e per la prima volta Agata percepì, come se fosse corporea, l’altera solitudine della clausura. Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. Agata – tredicenne figlia del maresciallo – è innamorata del ricco Giacomo Lepre, ma, benché ricambiata, è costretta a rinunciare al suo amore: la nobiltà della famiglia non basta a compensare il dissesto economico. Alla morte del maresciallo, la madre la porta con sé a Napoli e la forza a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Eppure Agata, dopo lo scoramento iniziale, si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe medicinali, impara a fare il pane e i dolci, e, confortata dalla rigida scansione della giornata monastica, legge i libri che il giovane capitano James Garson (incontrato sul piroscafo che l’ha condotta a Napoli) le manda con regolarità. Agata ha accettato la vita del chiostro, ma il desiderio di vivere nel mondo non l’ha abbandonata ed è incuriosita dalle sorti dei movimenti che aspirano all’Unità d’Italia. La contraddizione si fa sempre più netta, anche se i sentimenti verso Giacomo cominciano a sbiadire e cresce l’attrazione nei confronti di James, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Quanto più si inasprisce il conflitto interiore, tanto più il futuro si colma di orizzonte e di speranza. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, che infatti legge appassionatamente, l’Agata di Simonetta Agnello Hornby porta in sé una forza spirituale nuova, modernissima. Una forza, una determinazione – di giovane donna fedele a se stessa e ai propri sentimenti – da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo. **

L’Interpretazione Dei Sogni

Traduzione di Antonella Ravazzolo
Edizione integrale
Con L’interpretazione dei sogni Sigmund Freud ha avviato una delle grandi rivoluzioni del Novecento divulgando la sua teoria dei processi inconsci. In nessuna altra opera è riuscito a coniugare in modo così brillante l’esigenza della completezza e del rigore con quella della chiarezza e della semplicità dell’esposizione. Tanto da rendere questo libro una sorta di passepartout in grado di aprire tutti gli accessi principali ai concetti della psicoanalisi. Alla vita onirica e alla sua interpretazione viene riconosciuto un ruolo fondamentale per la comprensione delle patologie psichiche – nevrosi e psicosi – ma anche delle motivazioni di tanti nostri atteggiamenti e peculiarità caratteriali. Spiegare cosa si nasconde dietro l’apparente bizzarria delle immagini e dei contenuti del sogno equivale, per Freud, a penetrare nei meandri della nostra psiche, a scoprire desideri e pulsioni rimossi, a dissotterrare un materiale affettivo e mentale preziosissimo, che la coscienza tende ad occultare perché “inaccettabile”. Il raggiungimento di tale consapevolezza è il primo, importantissimo passo verso la conoscenza del nostro Io più autentico.
«Quando ci siamo occupati della relazione tra i sogni, la vita da svegli e la fonte del materiale onirico, abbiamo notato che i più antichi e i più recenti studiosi di sogni sono concordi nell’opinione che gli uomini sognano quello che fanno durante il giorno e quello che interessa loro mentre sono svegli.»
Sigmund Freud
padre della psicoanalisi, nacque a Freiberg, in Moravia, nel 1856. Autore di opere di capitale importanza (tra le quali citeremo soltanto L’interpretazione dei sogni, Tre saggi sulla sessualità, Totem e tabù, Psicopatologia della vita quotidiana, Al di là del principio del piacere), insegnò all’università di Vienna dal 1920 fino al 1938, quando fu costretto dai nazisti ad abbandonare l’Austria. Morì l’anno seguente a Londra, dove si era rifugiato insieme con la famiglia. Di Freud la Newton Compton ha pubblicato molti saggi in volumi singoli e la raccolta Opere 1886/1921.

Joe Petrosino: L’uomo che sfidò per primo la mafia italoamericana

Come si è sviluppata la mafia in America? Come riuscirono quei “pezzi da novanta” arrivati dalla Sicilia a inserirsi nella società americana fino a raggiungerne i massimi livelli? Arrigo Petacco ricostruisce la storia di don Vito Cascio Ferro, l’uomo che trapiantò nel Nuovo Mondo la struttura della mafia siciliana, e di Joe Petrosino, il poliziotto che avvertì per primo l’incombente minaccia e cercò di fermarne sul nascere la diffusione. Di umilissime origini, Petrosino riuscì a costringere don Vito a tornare in Sicilia, ma non poté impedire che il seme da lui portato in terra americana germogliasse. La sua impari lotta si concluse tragicamente la sera del 12 marzo 1909, a Palermo, ma la storia della sua vita eroica resta ancora di grande attualità perché illumina le origini del fenomeno mafioso e perché ricorda da vicino le imprese, spesso solitarie e osteggiate, di chi lotta contro Cosa Nostra. **

Istantanea Di Un Amore

Parigi, 1934. Si è lasciata la Germania alle spalle, ma la paura è rimasta dentro di lei, sedimentata nella sua anima. Per questo la giovane Gerta si chiede come André – anche lui ebreo e profugo – riesca a vivere con tanta disinvoltura, a sorridere alla vita con quegli occhi nerissimi, ad avere in testa soltanto la fotografia. Poi, d’un tratto, pure nello sguardo di André lei coglie un’ombra: il timore di essere solo un fantasma che fotografa altri fantasmi. È in quel momento che Gerta capisce di amarlo e di volerlo salvare dalle sue ossessioni.
Quindi inventa per entrambi una nuova identità: lui sarà Robert Capa, un fotografo americano ricco, bello e famoso; lei sarà Gerda Taro, la sua manager. Insieme si lanciano alla conquista del mondo, delle storie più esaltanti, delle immagini più vere. E insieme, allo scoppio della guerra civile spagnola, decidono di sposare la causa delle Brigate Internazionali e di partire per il fronte, convinti di poter segnare il corso della Storia, e ignari che quella guerra, destinata a infrangere le speranze di pace e di libertà coltivate da un’intera generazione, non avrà pietà neanche di loro e li condannerà alla separazione definitiva, unendoli tuttavia per sempre nella leggenda…
Con tutta l’intensità di quegli anni convulsi, rintracciando le impronte leggere eppure indelebili dei sentimenti, questo romanzo di Susana Fortes ci consegna una struggente raccolta d’istantanee di due persone eccezionali, che hanno vissuto un amore unico e irripetibile, definitivo come lo scatto di una macchina fotografica e palpitante come la luce di una stella.