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La runa magica

E’ il quarto e conclusivo episodio della tetralogia fantastica ‘La Grande storia della Runa Magica’, dedicato alle avventure di Dorian Hawkmoon. Entrato in possesso dell’arma che gli consentirà di sconfiggere le schiere dell’Impero Nero, Dorian deve guardarsi dalle trame oscure del barone Meliadus e dal potere nefasto della pietra che porta incastonata sulla fronte.
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Il ritorno dell’aquila

Nel 1943 Kurt Steiner, paracadutista tedesco, è stato fatto prigioniero dagli inglesi, mentre tentava di rapire Churchill. Il generale Schellenberg viene incaricato da Himmler di liberare l'”Aquila” (nel tentativo di distrarlo dal complotto per uccidere Hitler). Ma il nostro eroe non solo riuscirà ad organizzare un piano perfetto, ma anche a sventare il losco gioco di Himmler. ne che hanno fatto impazzire re e imperatori? circolari INPS e INPDAI.

La rete a maglie larghe

Brutta giornata per Janek Miller: i postumi di una sbornia colossale, i ricordi pochi e confusi e il cadavere della sua giovane e amatissima moglie, Eva, nella vasca da bagno. Fin troppo scontato il verdetto: colpevole. Sei anni, la pena. Ma il commissario Van Veeteren non è convinto della sua colpevolezza e insieme alla sua squadra scava nel passato di Eva. Un passato che nasconde molti segreti: un precedente matrimonio finito dopo la morte per annegamento del figlio di quattro anni, un padre violento, un gemello sparito in Canada, un antico fidanzato morto in circostanze strane. E infine, a complicare ulteriormente le cose, un nuovo e improbabile omicidio… Separato dalla moglie, con due figli, il commissario Van Veeteren vive da solo con il suo cane in una cittadina del nord Europa. Ama gli scacchi, ascolta Händel e gioca a badminton con un collega. L’esperienza lo ha reso scettico, solitario e malinconico, ma anche profondamente umano e, nei casi che affronta, ciò su cui la sua attenzione finisce per concentrarsi sono i moventi più nascosti dell’animo umano.
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Racconto azzurro e altre novelle

Tre racconti pubblicati all’età di ventisei anni. Il primo, *La sera*, si basa su una doppia indagine psicologica: una coppia, in viaggio di nozze, si rende conto che il matrimonio non si doveva fare. Il secondo, *Racconto blu*, è una storia fantastica di mercanti che approdano a un’isola misteriosa. L’ultimo, *Il malefizio*, è la storia di una ragazza che nessuno riesce a guarire finchè non viene affidata a un stregone, il quale scopre la fattura provocata dalla gelosia di un’altra donna.

Racconti di Sarajevo

Legati a una città dal tragico destino, Sarajevo, i racconti qui presentati sono una parte significativa anche se piccola del grande affresco bosniaco che Andric ha tracciato con tutta la sua opera. Di questa città-simbolo lo scrittore ha delinato con acuto realismo e con paziente studio psicologico le caratteristiche fondamentali attraverso secoli di storia. Il passato è una chiave per intendere il presente, e questi racconti, letti oggi, acquistano un sapore proferico e aiutano a capire il conflitto il corso.
Racconti di Sarajevo è una raccolta di racconti di Ivo Andrić uniti dall'ambientazione: la Sarajevo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, tutto il vissuto e il quotidiano che diventa storia di una città martoriata attraverso la vita dei suoi abitanti.

Le querce di Albion

Nei magici territori di Avalon tutto è in pericolo da quando gli arroganti invasori romani hanno conquistato la Britannia. Le Sacerdotesse della Grande Dea praticano riti antichissimi nella Casa della Foresta, il luogo più sacro, e cercano di mantenere la pace tra la loro gente e i dominatori. Il Fato, tuttavia, è in agguato sotto le spoglie di un amore e ciò che sembra cupo mistero troverà un giorno la sua luce in una valle dove ondeggiano le nebbie… Tra storia e leggenda un romanzo avvincente che trasmette tutto il fascino di un mondo arcano, sollevando il velo sugli antefatti al mito di Artù.
“Marion Zimmer Bradley offre una dimensione completamente nuova al nostro mitico passato.” SAN FRANCISCO CHRONICLE

Puerto Escondido

Un giovane solitario, che ha sempre dimostrato una predisposizione a cacciarsi nei guai, è coinvolto in un delitto. Perseguitato da un commissario di polizia, non ha che una soluzione: la fuga. Ha così inizio un’avventura frenetica e balorda che lo trascinerà in un Messico affascinante e crudele. Conquistato dalla misteriosa Aivly e con la complicità di Elio, disincantato e ribelle, deciderà di affrontare finalmente il proprio destino, trasformandosi da vittima in un vero e proprio avventuriero.

Pronto

Harry Arno, dopo aver lavorato a Miami come bookmaker, accettando scommesse su tutto, ora scommette su se stesso e sogna di ritirarsi a Rapallo dividendo con la bella Joyce il tempo che gli resta da vivere. L’Italia gli è rimasta nel cuore sin dai tempi della seconda guerra mondiale e adesso è sul punto di realizzare il suo sogno mettendo a frutto le “creste” che per vent’anni ha fatto sulle scommesse dei boss mafiosi. E non c’è nulla di più pericoloso che derubare i ladri. Inoltre, si sa, i guai non camminano mai soli e ci si mette persino l’FBI che vuole utilizzare Harry come uomo chiave nella lotta contro il crimine organizzato e lo ricatta perché testimoni contro un grande boss. E infine c’è Raylan Givens, un poliziotto che ha un conto in sospeso con li, che sa ciò che Arno ha fatto durante il conflitto e crede anche di conoscere il vero motivo per cui ha deciso di tornare a Rapallo. Harry comunque riesce a partire per l’Italia, braccato da un micidiale killer siciliano, mandatogli alle costole dal boss e inseguito da Raylan deciso a riportarlo in America per mandarlo davanti al Grand Jury. Parte così una tesissima caccia all’uomo, in una frenetica esplosione di colpi di scena. Un romanzo di grande divertimento e anche di grande suspense. E una scrittura cinematografica che non sbaglia un’inquadratura.

Pericle il Nero

‘Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie … Io mi chiamo Pericle Scalzone … Di mestiere faccio il culo alla gente’. Così comincia ”Pericle il Nero”, primo romanzo di un autore che ha alle spalle una scuola severa di sceneggiatore di fumetti e una vita a dir poco avventurosa – che racconta però malvolentieri, preferendo raccontare storie. Questa di Pericle è un impeccabile noir, girato come un buon film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l’uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l’incontro con una strana donna; e questa donna, Nastasia, la polacca finita a lavorare a Pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa e se lo porterà, forse, anche più lontano; e Signorinella, la temibile e potentissima sorella del boss Ermenegildo Coppola, capo delle supplicanti di san Gennaro, che, ‘quando parlava di uccidere, si metteva le mani sulla faccia perché non le piaceva e diceva che tutti sono figli di mamma’; e gli altri, attori e comparse delineati con pochi tratti precisi, in una lingua asciutta ma venata delle coloriture, talvolta inattese e sempre misuratissime, del parlato popolare. ”Pericle il Nero” è apparso nel 1993 da Granata Press, ma gli unici che abbiano dato segno di essersene accorti sono stati i francesi, i quali due anni dopo lo hanno pubblicato nella celebre ‘Série noire’ di Gallimard.
(source: Bol.com)

Per amore di Elena

Elena è un incanto. Bella e sexy, conquista tutti. Ha vent’anni e vive a Cambridge dove studia e dove si è creata una propria vita, indipendente da quella del padre e della matrigna. Quando Elena viene trovata cadavere ai margini di un bosco, con il volto deturpato dalla violenza dell’assassino, per le indagini viene convocato l’ispettore Thomas Lynley e il suo aiuto, il sergente Barbara Havers. Nel rarefatto mondo dell’università di Cambridge, Lynley metterà alla luce un complicato arazzo di delitti e di rapporti umani problematici.

L’Occhio di Giada

L’Occhio di Giada è una splendida gemma che fu un tempo strappata da un prezioso idolo. Venduto da un indiano, l’Occhio passa di mano in mano, mentre intorno a esso ruotano le vite disperate di quanti son pronti a tutto pur di appropriarsene: perché l’idolo custodisce ancora il segreto di una grande ricchezza, ma per poterlo conoscere è necessario rimettere l’Occhio al suo posto. Un enigmatico principe russo, un’affascinante ballerina, un misterioso ebreo, e soprattutto il ricordo di vicende ormai lontane, di rancori profondi, ma mai dimenticati… Fergus Hume(1859-1932), neozelandese, era destinato a divenire avvocato; mentre era praticante di legge iniziò però a scrivere per i giornali neozelandesi e australiani, e a ventisette anni pubblicò Il mistero del calesse, ambientato a Melbourne, che in meno di un anno vendette 340.000 copie, divenendo il best-seller giallo del diciannovesimo secolo. Autore estremamente prolifico, ha scritto più di 130 libri, per la maggior parte polizieschi.
(source: Bol.com)

La notte dei lunghi artigli

La vita di Francis, elegante e intraprendente rappresentante del mondo felino, si può dividere in due momenti essenziali: prima e dopo Francesca. Fino a quando quella donna non giunse a turbare il pigro e comodo “ménage” familiare di Francis e Gustav, professore di etologia svanito e nevrotico, tutto andava per il meglio. Poi arrivò lei con le sue minacce occulte e ostilità palesi. A Francis non rimaneva che fuggire. Un balzo… e via! Iniziano le avventure di Francis. Dovrà sfoderare tutto il suo intuito felino e, naturalmente, i suoi temibili artigli per riuscire a sopravvivere.
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La notte dei lunghi artigli

La vita di Francis, elegante e intraprendente rappresentante del mondo felino, si può dividere in due momenti essenziali: prima e dopo Francesca. Fino a quando quella donna non giunse a turbare il pigro e comodo "ménage" familiare di Francis e Gustav, professore di etologia svanito e nevrotico, tutto andava per il meglio. Poi arrivò lei con le sue minacce occulte e ostilità palesi. A Francis non rimaneva che fuggire. Un balzo… e via! Iniziano le avventure di Francis. Dovrà sfoderare tutto il suo intuito felino e, naturalmente, i suoi temibili artigli per riuscire a sopravvivere.

La maschera maledetta

**VOLEVA UNA MASCHERA CHE FACESSE DAVVERO PAURA!**
Una dozzina di orbite erano puntate su Carly Beth, gli sguardi persi nel vuoto.
La ragazza ebbe un sussulto davanti a quelle orribili facce dai lineamenti distorti. Maschere! Erano maschere, realizzò. Due scaffali pieni zeppi di maschere. Ma erano così brutte, così grottesche, così vere che la fecero rabbrividire.

Marcia funebre per una marionetta

Il raccapricciante delitto di un pubblicitario dà il via a una bizzarra serie di omicidi. Tutti attentamente programmati come in un film: luogo, personaggi, ambientazione. E infine il killer che dirige la scena. Ma è sempre una scena che si conclude con la morte. Al tenente Santomassimo della Squadra Omicidi della Polizia di Los Angeles, sfugge il nesso tra i vari delitti, ma poi una melodia familiare improvvisamente glielo svela. Con l’aiuto di Kay Quinn, avvenente professoressa esperta di Hitchcock, Santomassimo cerca di prevedere dove e quando l’assassino girerà la sua prossima scena. Ma né il tenente nè Kay si rendono conto che il diabolico killer sta per inserirli nel cast di quel macabro film.

La mano del caos

La terra è stata divisa in quattro regni che fanno riferimento ai quattro elementi-base, ovvero il fuoco, l’acqua, la terra e l’aria, suddivisione voluta da uno dei due popoli che a suo tempo si combattevano per il controllo del pianeta. Adesso un rappresentante di una di queste razze, riuscito a superare i Cancelli della Morte (che danno il titolo alla saga) sta cercando di capire come sia avvenuta la fatale divisione dei mondi e come fare per porvi rimedio. Nel contempo creature come i draghi-serpente seminano zizzania fra i popoli, spingendoli a lottare fra di loro. Il Caos sta impazzando ovunque tanto che su Arianus l’automa che faceva funzionare l’aria a questo mondo si è fermato. Occorre rimetterlo in moto e fermare l’impazzita mano del Caos.
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La macchina della creazione

Accanto a Riverworld, il Mondo del Fiume, la più grande creazione di Philip José Farmer è il ciclo dei Fabbricanti di Universi, una sequela di avventure entusiasmanti che rappresentano la quintessenza delle infinite possibilità della fantascienza. Fra i vari segreti della natura, infatti, la razza dei Signori ha scoperto quello per fabbricare interi mondi, veri e propri universi privati popolati a loro piacimento. Fra essi vi è il Pianeta dei Molti Livelli, un mondo a piramide simile alla Torre di Babele, su cui si affollano figure storiche, mitologiche e fantastiche degne del più folle catalogo dell’immaginario. Le avventure di Robert Wolff, in realtà un Signore spodestato di nome Jadawin, e di Paul Janus Finnegan, alias Kickaha, si dipanano in cinque fantastici romanzi. Ora Farmer ha regalato a tutti gli
appassionati un nuovo attesissimo episodio, dove Kickaha e la fedele Anana si ritrovano a combattere l’acerrimo nemico di sempre, Orc il Rosso, ma stavolta la posta in gioco è la più alta che si possa immaginare… perché uno strano mistero circonda l’ultimo rappresentante di una razza antichissima, anteriore al dominio dei Signori e forse ancora più potente di loro. E se il segreto della creazione degli universi sembra custodito nel fantastico Mondo di Zazel, come trovare la via giusta nel labirinto fra le dimensioni?
Soprattutto, i due acerrimi nemici, Kickaha e Orc, devono impedire che sia l’altro ad arrivarci per primo, perché ciò vorrebbe dire la conquista di un potere senza più limiti…

Leghisti e sudisti

Com’è accaduto che la terra supersfruttata, che negli anni Cinquanta attrasse le attenzioni e la voglia di riforme degli spiriti laici, alle soglie degli anni Novanta diventasse la palla della discordia, uno scrupolo fastidioso da eliminare? L’autore è attento soprattutto a ricercare le ragioni che hanno reso il Sud prima il mercato di sbocco dei prodotti dell’industria del Nord, poi il complice e la vittima del voto di scambio di una politica inerte, che otteneva consenso con l’intervento straordinario.

L’inferno del giudice

Sotto il regno di Ramses il Grande, l’onesto giudice Pazair viene chiamato nella grande Memphis. Ma fin dal primo, banale incarico è coinvolto in una complicata vicenda. Le circostanze poco chiare del licenziamento di un guardiano della Sfinge, la scomparsa dell’uomo e poi le morti di altri quattro guardiani insospettiscono il giudice: con l’aiuto di Souti, suo fratello di sangue, e di Branir, medico e maestro spirituale, Pazair comincia quindi a indagare…

L’incantesimo

Inghilterra 1658

Mentre lui si avvicinava, Caitlin si sentiva preda di uno strano incantesimo. Nella nebbia, l'uomo sembrava avvolto da una luce sottile, come l'aura di un dio. Ma quando udì la sua voce capì che si era sbagliata. Era un inglese, una canaglia inglese, e doveva morire.

L’imperatore

Nell’anno 100 d.C. un reparto romano è in marcia nella pianura padana, diretto verso oriente. La sua meta è il Danubio, che l’Imperatore Traiano si accinge a varcare per un’ennesima guerra di conquista. Un ultima spallata e Roma sposterà ancora più a est i suoi confini. Come sempre, i vinti pagheranno: l’oro della Dacia rifornirà l’esausto Erario imperiale Roma è all’apogeo della sua potenza ma come il sole a mezzogiorno non potrà che iniziare la sua parabola discendente. L’Impero si estende dall’Eufrate al e Colonne d’Ercole, dalla Britannia all’Africa, ma non è che una gigantesca fortezza assediata da milioni di barbari di cui germani, parti e daci sono soltanto le avanguardie. La Grande Roma, dice uno dei personaggi, è diventata “una vescica di lardo troppo tesa che basta una spina a sgonfiare”. Una spina… Il Colosso di ferro ha i piedi di argilla. In questa grandiosa prospettiva s’inquadrano le turbinose vicende della saga che coinvolge, nello spazio di una quarantina d’anni, due generazioni di una famiglia di Liburna, cittadina romana al confine tra Piemonte e Liguria. Nel solco aperto da Ben Hur e da Quo vadis, l’Autore muove con straordinaria naturalezza le fila del complesso intreccio. L’avventura si snoda su un fondale gremito di personaggi, di figure tipiche, di comparse vivacissime tutte tese a ricreare il mondo multiforme e colorato, fastoso e straccione della Roma imperiale. Così il lettore si imbatte in storie di ex pugili, veterani, gladiatori, prostitute, giovinette cristiane votate al martirio, marinai che hanno visto la Sirena, apostoli sulla via di Damasco, contrabbandieri sulla strada del Sale, trafficanti siriani, aurighi del Circo.

La guerra del basilico

Un’alga assassina, la Caulerpia Taxifolia, infesta in modo misterioso la Riviera di Ponente e minaccia tutto il Mediterraneo. Sandra, una biologa italiana in missione a Montecarlo per collaborare col Museo Oceanografico, trova alloggio solo al di qua della frontiera, all’albergo «Tropicana», crocevia di storie e personaggi in fuga, nonché teatro di una storia d’amore perduta nel tempo i cui unici indizi restano una gonna gialla e una spropositata pianta di basilico. Sui moduli della commedia brillante tinta di giallo, il romanzo di Nico Orengo racconta storie di feticismo e di collezionismo, i misteri di una grande attrice giunta a Monaco, da oltreoceano, per girare *Caccia al ladro* con Hitchcock e le rivalità di un gruppo di scienziati intorno a un gravissimo problema di inquinamento. Il tutto visto da un albergo che si sfascia, giorno dopo giorno, metafora di un’Italia per troppo tempo pilotata come un Titanic.

Grado di colpevolezza

Un famoso scrittore americano viene trovato morto, seminudo sul pavimento della suite di un albergo di San Francisco. La giornalista televisiva Mary Carelli confessa di averlo ucciso perché tentava di violentarla, ma…
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Ghiaccio nero

Per Harry Bosch, detective della Polizia di Los Angeles, la notte di Natale è una notte come tante, da trascorrere a casa, da solo, con la speranza che, almeno per una sera, Hollywood decida di non mostrarsi per la fogna che veramente è. Speranza vana.
Mentre un incendio divampa sulla collina di Hollywood rischiando di minacciare anche la casa di Bosch, il radioricevitore trasmette un messaggio in codice. Un suicidio in un motel di periferia. Un caso come tanti, se il morto non fosse un poliziotto. Cal Moore si è sparato alla testa con un fucile a doppia canna. Il biglietto d’addio sembra non lasciare spazio ai dubbi. Ma Bosch non è convinto. Quell’uomo si era rivolto a lui: un incontro informale, in un bar, un paio d’ore passate a bere birra e whisky con quello sbirro cinico e cupo, per tanti aspetti simile a lui.
Seguendo il filo di un’indagine personale, Bosch scopre che Cal Moore aveva messo insieme un dossier sul traffico di una nuova micidiale droga e su una vera guerra per la conquista del mercato. Ma scopre anche qualcosa di oscuro e misterioso nel passato di Cal, qualcosa che forse lo ha ucciso.

(source: Bol.com)

La gatta rossa

I giorni d’infanzia, intorno a una Pasqua remota nel tempo, e intorno all’amicizia complice con una gatta rossa – straordinario animale, celebre nel villaggio – di un bambino ebreo, quart’ultimo di ventitré fratelli, entro una stimata famiglia patriarcale. *Arthur Aronymus* e *La gatta rossa* formano due cronache, colte da quell’attimo della storia, promettente e rapido – e rinchiuso dall’autrice come in una bolla atemporale di poesia e di espressione – in cui sembrava che la comunità ebraica tedesca stesse per assimilarsi, con intatta l’identità culturale, i caratteri e le tradizioni, nel mondo germanico. Furono scritte nel 1932, alla vigilia della caduta della Repubblica di Weimar, dalla Lasker-Schüler, il «cigno nero» della poesia ebraico-tedesca, che si apprestava all’esilio, sul filo della memoria familiare (Arthur è il padre). Una memoria che non puntava all’esattezza biografica e politica, quanto a ripetere il tema caro dell’infanzia quale luogo eletto di comprensione mitica e poetica del mondo: «da allora vado vegetando» diceva della sua vita postadolescenziale Else Lasker-Schüler. E, nell’urgenza di fermare un passato che gli eventi del presente stanno per sfigurare, non vibra direttamente in essa la denuncia. Ma una specie di nostalgia dell’Eden, come se fosse il crescere in se stesso malattia, oltre ogni, anche orrendo, accidente della storia.