Visualizzazione di 1-16 di 593 risultati

Johan Padan a la descoverta de le Americhe

Questa commedia riscrive la storia della scoperta dell’America da una prospettiva inedita e con una lingua nuova, reinventata da Dario Fo sulla base della testimonianza di Michele da Cuneo, il braccio destro di Cristoforo Colombo. «Nel suo racconto» scrive Fo nel prologo, «quello che più mi ha colpito è l’invenzione di un linguaggio che si avvale di tutti gli idiomi dei paesi di lingua neo-latina, cioè quella specie di papocchio lessicale usato allora da tutti i navigatori del Mediterraneo… Mi sono detto: Questo è il mio uomo! Lo chiamerò Johan Padan e lo farò parlare proprio con questo grammelot da cambusa!» Quando il sipario si alza, il nostro protagonista si trova al porto della Serenissima: si sta imbarcando su un brigantino alla volta del Nuovo Mondo per sfuggire al tribunale dell’Inquisizione. Giunto in Florida, Johan Padan fraternizza con gli indios fino a guidarne la rivolta contro gli spagnoli, insegnando loro come si domano i cavalli e come si prepara la polvere da sparo. E così, attraverso la stima e il rispetto per quei selvaggi che lo accettano e lo proteggono, Johan impara ad apprezzare se stesso e le sue qualità; ormai non è più la canaglia pavida e opportunista di un tempo, il vagabondo che non rispetta nessuno se non può ricavarne un tornaconto. È diventato un uomo nuovo, profondamente trasformato: un uomo libero.
Un viaggio attualissimo alla scoperta di un popolo e di una cultura che in molti hanno cercato di cancellare con prepotenza e arroganza: un’America sommersa che Johan guarda con occhi stupefatti, ironici, sdegnati. Gli stessi occhi di Dario Fo.

Nottetempo, casa per casa

Inseguito dalla luna, un uomo, un “lupo mannaro”, corre gridando i suoi tormenti per le contrade e le colline argentate di ulivi. Giunge a Palermo una piccola comunit&agrave di forestieri stravaganti: sono cultori di misteriosi riti esoterici, di nozze pagane con la natura, guidati da un moderno superuomo, Aleister Crowley, venuto a giocare in un paese mediterraneo forse l’ultima delle sue provocazioni teatrali… Ancora una volta Vincenzo Consolo ha scelto di parlarci dell’oggi attraverso uno scenario familiare e un momento chiave della storia siciliana e italiana: i primi anni Venti, che segnano l’avvento del fascismo e la notte della ragione. E’ un romanzo corale, l’evocazione lirica e risentita di tanti destini individuali e di un’intera civilt&agrave, colta nel momento in cui sta per essere sopraffatta.

L’uomo dei sogni

Per Nick Reed il matrimonio non va neanche preso in considerazione.
Come potrebbe l’ex agente dell’FBI, l’investigatore privato, l’uomo dalle mille avventure, pensare di mettere radici e rinunciare alle donne per farsi incastrare da una sola, per quanto sexi e disponibile?
Per Tabitha, invece, il matrimonio vuol dire un marito innamorato, dei bambini, una bella casetta; insomma, un sogno che diventa realtà.
Unico problema: l’uomo prescelto. Come farà Tabitha a convertire Nick, a trasformarlo da scapolo incallito in scapolo pentito?

Avventura

Agli occhi d’adolescente di Phoebe l’attraente Gabriel Banner non era solo un uomo affascinante, bensì appariva come un valoroso cavaliere senza macchia e paura, un eroe dal cuore nobile e ardimentoso, pronto a lanciarsi al salvataggio di povere damigelle in difficoltà.
Ecco perché diversi anni più tardi, bisognosa d’aiuto per condurre a buon esito una ricerca di vitale importanza, la giovane non ha dubbi sulla scelta del nobile paladino da investire della cruciale missione.
Ma le sue ingenue e romantiche convinzioni sono destinate a subire una drastica scossa. All’intrigante appuntamento di mezzanotte da lei combinato per assoldare Gabriel alla propria causa, Phoebe si ritrova a guerreggiare con un uomo provocante, irresistibile e ben diverso dall’eroe dei suoi sogni, un uomo che la stringe in un abbraccio appassionato e ben poco cavalleresco e la bacia con trasporto.
È un bacio che segna il destino di Phoebe. Ora Gabriel infatti ha una propria, importantissima missione da compiere: conquistare il cuore della più impulsiva, ribelle, seducente donna che abbia mai conosciuto…
Da un fatiscente castello sulla tempestosa costa del Sussex a uno sfarzoso ballo in maschera, si dipana la storia di un insolito cavaliere, un’ardimentosa damigella e del loro dolce, ardente, leggendario amore.

Oltre il cancello

Un triplice omicidio, il ferimento di una ragazza e le tracce dell’assassino che si dissolvono sul limitare del bosco che circonda Tancred House. L’ispettore Wexford confida nella testimonianza di Daisy, la nipote di Davina Flory sopravvissuta per miracolo alla strage. È logico credere a Daisy, è facile intenerirsi di fronte alla sua disperata solitudine. Finchè Wexford non scopre gli squallidi retroscena della vita a Tancred House. Finchè, attraverso un labirinto di sospetti e di menzogne, non si avvicina all’agghiacciante verità. Una trama ad alta tensione. Il romanzo più elegante e crudele di Ruth Rendell.

I prigionieri della torre

**RIMASI PARALIZZATA DALL’ORRORE…**
E vidi i ratti. Centinaia di grossi topi di fogna grigi. Alla luce fluttuante della torcia i loro occhi brillavano rossi come il fuoco. Avanzavano lungo il pavimento della galleria, sbattendo le loro mascelle fameliche, digrignando i denti acuminati, venendo verso di noi. I loro squittii striduli echeggiarono nella vecchia fognatura. Un suono raccapricciante, da far gelare il sangue.

Predatore

Agli albori della storia europea, tra V e VI secolo d.C., Thorn, un giovane dall’ambigua identità sessuale appartenente alla tribù dei Goti, parte per un lungo viaggio in Europa e in Asia. Alternando ai panni maschili quelli femminili, vivrà le esperienze più diverse e stupefacenti, e approderà infine alla corte di Teodorico. Autentico “predatore” di esperienze, privo di scrupoli e avido di avventure, Thorn brama la conquista e diviene l’emblema dell’uomo europeo delle origini, caratterizzato dal desiderio inestinguibile di sapere, di sperimentare, di dominare le circostanze.
**
### Sinossi
Agli albori della storia europea, tra V e VI secolo d.C., Thorn, un giovane dall’ambigua identità sessuale appartenente alla tribù dei Goti, parte per un lungo viaggio in Europa e in Asia. Alternando ai panni maschili quelli femminili, vivrà le esperienze più diverse e stupefacenti, e approderà infine alla corte di Teodorico. Autentico “predatore” di esperienze, privo di scrupoli e avido di avventure, Thorn brama la conquista e diviene l’emblema dell’uomo europeo delle origini, caratterizzato dal desiderio inestinguibile di sapere, di sperimentare, di dominare le circostanze.

Paure

Benché segnata da una terribile esperienza avuta nell’adolescenza, benché odiata dal padre e derisa dalla sorellastra Sydney, Lindsay Foxe ha saputo rifarsi una vita. Da brutto anatroccolo si è trasformata in un’abbagliante bellezza fotografata su tutte le riviste di moda, e vive del suo lavoro di modella. Se qualche volta la solitudine le pesa, cerca di non badarvi. Sa che la sua paura degli uomini è inguaribile e si è rassegnata. Ma ecco comparire nella sua vita Taylor, un affascinante ex-poliziotto comprensivo e rassicurante. Lindsay cerca di resistere all’attrazione che prova per lui, ma ormai qualcosa è cambiato nel suo animo: riuscirà a nascondergli il suo segreto?

Le volte di fuoco

Sei anni sono passati da quando il coraggioso cavaliere Sparhawk, dopo aver trionfato sul malvagio dio Azash, ha fatto ritorno in Elenia e ne ha sposato la regina, Ehlana. Tuttavia, nuove, spaventose minacce oscurano l’orizzonte: trapelano infatti inquietanti voci circa gli spostamenti dei troll e si parla della ricomparsa di sanguinari eroi del passato, mentre nel vicino Lamorkand ribollono aspre tensioni politiche. Un giorno, dal remoto impero Tamul giunge un appello: si richiede l’intervento di Sparhawk per salvare quelle terre da un incubo che rischia di travolgere anche Elenia. Gli antichi guerrieri citati nelle leggende sono resuscitati dalle ombre, mostri e sortilegi seminano il terrore fra le popolazioni. Sparhawk, la sovrana e la figlia, la principessa Danae, si incamminano quindi alla volta del lontano regno orientale. Li scorta un drappello di fedeli compagni – i valorosi campioni dei quattro ordini militari, il cavaliere Berit, la gigantessa Mirtai e il giovane ladro Talen – e li protegge, sotto mentite spoglie, la divinità Aphrael. Superati mille pericoli, in un viaggio lungo e faticoso attraverso paesi in tumulto, l’indomito gruppo varca infine le soglie dell’esotica corte dell’imperatore, sontuosa e abbagliante. Ma anche qui lo attendono sorprese a non finire, in un luogo dove si tramano foschi tradimenti.

La spiaggia d’acciaio

La Terra è stata distrutta dalla misteriosa razza aliena degli invasori, ma i superstiti hanno colonizzato vari pianeti, creando mondi artificiali dove tutto è possibile. la Luna è uno di questi paradisi artificiali: la medicina può curare ogni malattia e chiunque può cambiare sesso a piacimento; il dominio dell’informazione è assoluto, l’ambiente è totalmente controllato e chiunque può vivere nel mondo che meglio gli si adatta. Eppure i suicidi sono in progressivo aumento e fra i casi disperati c’è anche il Computer Centrale. Hildy Johnson deve assolutamente scoprire che cosa sta accadendo. Forse l’umanità assomiglia davvero a un pesce agonizzante dopo la morte definitiva della Natura.

La Polvere Del Messico

È il romanzo di un viaggio attraverso un paese narrato dalla gente, da innumerevoli personaggi: bevitori incontrati in vivacissime bettole, autisti di squinternate corriere lanciate per migliaia di chilometri tra selve e deserti, meccanici-filosofi e gommisti-antropologi, vecchi indios dalla saggezza velata di ironia, giovani teppisti delle bande metropolitane o allevatori di galli da combattimento che si rivelano custodi di antiche tradizioni. Un caleidoscopio di comparse sullo sfondo di un Messico sornione, sempre pronto a infiammarsi senza preavviso, capace di stupire il viandante a ogni angolo di strada. Pino Cacucci osserva, ascolta, registra, reinventa, guidato dalla certezza che le storie tramandate sono più vere della storia ufficiale. ”’Beh,’ come diceva Harold Pinter, ‘macché New York o Parigi: quando voglio respirare cultura vera e rinnovare le energie intellettive, vado a Città del Messico’.”

(source: Bol.com)