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Storia poliziesca

Antonio R. Martens, un agente della polizia segreta di uno stato sudamericano non meglio specificato, ha lasciato al suo difensore d’ufficio un manoscritto redatto poco prima di essere condannato alla pena di morte. Era stato agente durante gli anni della dittatura, entrando nel Corps (così si chiamava l’unità), poco prima che scoppiasse il caso Salinas. Diaz e Rodriguez erano i suoi superiori. Nei pochi mesi di collaborazione aveva imparato da loro che la logica poteva essere stravolta tanto da far perdere qualsiasi punto di riferimento. Il manoscritto ricostruisce gli eventi che portano alla morte di Enrique Salinas, figlio di uno dei più grandi imprenditori del paese.

La mia vita

Agatha Christie, a tutt’oggi la scrittrice più letta al mondo, fu una donna appassionata e piena di interessi, curiosa, intraprendente.
Molto diversa, per carattere ed esperienze, da quella che a torto è considerata il suo “alter ego letterario”, l’anziana investigatrice Miss Marple, con cui condivide solo l’acume intellettuale. La celebre giallista ebbe una vita indipendente e ricca di avventure, rievocata in queste pagine grazie a una narrazione sincera e avvincente, tanto che alcuni critici considerano addirittura questa autobiografia come l’opera letterariamente più riuscita della Christie. Dall’infanzia spensierata ai due romanzeschi matrimoni con un aviatore e con un archeologo, l’esistenza di Agatha si snoda scandita dai lunghi viaggi e dai numerosi libri di successo. Un racconto affascinante che fa luce, poco a poco, sull’elegante mistero di una vita trascorsa a narrare storie indimenticabili. E non solo…

Storia poliziesca

Antonio R. Martens, un agente della polizia segreta di uno stato sudamericano non meglio specificato, ha lasciato al suo difensore d’ufficio un manoscritto redatto poco prima di essere condannato alla pena di morte. Era stato agente durante gli anni della dittatura, entrando nel Corps (così si chiamava l’unità), poco prima che scoppiasse il caso Salinas. Diaz e Rodriguez erano i suoi superiori. Nei pochi mesi di collaborazione aveva imparato da loro che la logica poteva essere stravolta tanto da far perdere qualsiasi punto di riferimento. Il manoscritto ricostruisce gli eventi che portano alla morte di Enrique Salinas, figlio di uno dei più grandi imprenditori del paese.

La mia vita

Agatha Christie, a tutt’oggi la scrittrice più letta al mondo, fu una donna appassionata e piena di interessi, curiosa, intraprendente.
Molto diversa, per carattere ed esperienze, da quella che a torto è considerata il suo “alter ego letterario”, l’anziana investigatrice Miss Marple, con cui condivide solo l’acume intellettuale. La celebre giallista ebbe una vita indipendente e ricca di avventure, rievocata in queste pagine grazie a una narrazione sincera e avvincente, tanto che alcuni critici considerano addirittura questa autobiografia come l’opera letterariamente più riuscita della Christie. Dall’infanzia spensierata ai due romanzeschi matrimoni con un aviatore e con un archeologo, l’esistenza di Agatha si snoda scandita dai lunghi viaggi e dai numerosi libri di successo. Un racconto affascinante che fa luce, poco a poco, sull’elegante mistero di una vita trascorsa a narrare storie indimenticabili. E non solo…

SOLO QUANDO RIDO

C’erano una volta … un nobile slavo che mise due volte all’asta la Torre Eiffel, un tedesco che dette in affitto il Colosseo a un turista americano, un capitano della Raf che cedette un aeroporto britannico ai sudafricani, un polacco che vendette alcune navi da guerra statunitensi ancorate nel porto di Napoli…
C’erano una volta grandi, epici truffatori (ed è a loro che questo libro ricchissimo di suspense comica è dedicato): ma oggi? In questo mondo disincantato e cinico c’è ancora spazio per la nobile arte della truffa?

SOLO QUANDO RIDO

C’erano una volta … un nobile slavo che mise due volte all’asta la Torre Eiffel, un tedesco che dette in affitto il Colosseo a un turista americano, un capitano della Raf che cedette un aeroporto britannico ai sudafricani, un polacco che vendette alcune navi da guerra statunitensi ancorate nel porto di Napoli…
C’erano una volta grandi, epici truffatori (ed è a loro che questo libro ricchissimo di suspense comica è dedicato): ma oggi? In questo mondo disincantato e cinico c’è ancora spazio per la nobile arte della truffa?

Il Vento Di San Francisco

**Una grande saga familiare ambientata in California nei ruggenti anni ‘20** **Con *Il vento di San Francisco* inizia la saga in sei volumi della famiglia Lavette, un caso mondiale da più di 15 milioni di copie** Danny Lavette è solo un ragazzo quando perde i genitori nel terremoto di San Francisco del 1906. Non ha più una casa, non ha più una famiglia, non gli resta che il peschereccio di suo padre e qualche amico. Ed è da lì che tutto ricomincia. Ha fegato da vendere, Danny, è un bravo ragazzo ed è affamato di successo: il suo sogno è quello di arrivare in alto, a Nob Hill, dove vive chi dorme il sonno dei milionari. Non è solo amore quello che lo porta a sposare Jean Seldon, la donna più bella della città, figlia del più importante banchiere della California. E non è solo per fiuto negli affari che scommette in un continuo gioco al rialzo prima sui pescherecci, poi sulle navi da crociera, infine sui primi aeroplani che solcheranno i cieli degli Stati Uniti. Inseguendo un sogno di libertà che le sue umili origini non gli hanno mai concesso, diventerà uno degli uomini più importanti del paese. Ma il successo non basta. Ammirato da donne bellissime, circondato da arredi raffinati e dipendenti devoti, resterà sempre l’orfano affamato di quel giorno terribile del 1906, un ragazzo di origini italiane generoso e bisognoso di amore. Solo una donna riuscirà a fare breccia nel suo cuore, May Ling, una giovane ragazza cinese con cui intreccerà una relazione tenerissima. Sullo sfondo dei ruggenti anni venti, il sogno americano rivive in una grande saga familiare di coraggio, generosità e sentimento. «Un libro che si legge tutto d’un fiato, da cui è impossibile staccarsi… commovente, intenso». Erica Jong

Diglielo da parte mia

Boca Grande è la capitale di un piccolo stato del Sud America, uno di quei paesi da un colpo di stato all’anno dove non cambia mai niente. Un giorno a Boca Grande arriva Charlotte Douglas, una donna nordamericana smarrita e magnetica. Nessuno sa chi sia, cosa cerchi o cosa ci faccia a Boca Grande. A raccontarci la sua storia è Grace Strasser-Mendana, donna fra le più in vista della città, appartenente “a una delle cinque o sei famiglie solvibili del paese”: «Lasciò un uomo, ne lasciò un secondo, tornò a viaggiare col primo, lo lasciò morire solo come un cane, perse una figlia a beneficio della “storia”, e un’altra a seguito di certe “complicazioni”. Poi arrivò a Boca Grande». In Diglielo da parte mia Joan Didion racconta la vita di Charlotte: una donna bella e di classe, ricca e affascinante, che in cuore non ha altro che confusione e vuoto: la vita le ha fatto delle promesse (una famiglia, l’amore, la serenità) ma lei le ha fraintese, ha perso delle persone care, si è trovata sola, e ora è arrivata a Boca Grande per dimenticare, accompagnata solo dal suo fascino. Pagina dopo pagina tocchiamo con mano la tristezza e il vuoto che abitano la sua anima ed è impossibile non riconoscere che sono gli stessi che tanto spesso abitano anche la nostra. Un libro straordinario fatto di corde sottili, che toccano il cuore andando oltre la trama, come musica: come se i drammi esistenziali di Richard Yeats incontrassero il più alto minimalismo di Carver, l’asciuttezza delle parole sposa il fuoco del vuoto e del dolore dei personaggi.

Le vite di Dubin

Riproposto finalmente oggi, a trent’anni dalla sua prima pubblicazione nel 1979, questo romanzo è considerato uno dei migliori usciti dalla penna fabulista e visionaria di Bernard Malamud.
È la storia di William Dubin, biografo di mezza età, che vive una vita tranquilla insieme alla moglie in un piccolo centro di campagna dello stato di New York, studiando e raccontando le vite altrui nel tentativo, forse, di capire meglio la propria. Durante una stesura della monografia sullo scandaloso D.H. Lawrence, però, il suo mondo viene scosso dall’incontro con Fanny, una sua ammiratrice di trent’anni più giovane, vivace e disinibita. I due cominciano un’improbabile relazione adulterina che si snoderà, fra alti e bassi e in maniera spesso surreale, quasi sotto gli occhi della legittima moglie di Dubin, una donna al tempo stesso fragile e incrollabile. Dal corto circuito fra queste tre personalità, Malamud, maestro dell’ironia e dell’affabulazione, crea una gustosissima commedia psicologica sulla natura enigmatica e contraddittoria delle nostre esistenze.

La cecità-L’incubo

*La cecità* e *L’incubo* sono i titoli di due conferenze che Borges pronunciò nell’estate del 1977 nel Teatro Coliseo di Buenos Aires. Nella prima, con la delicatezza tipica del suo incedere e in compagnia di Omero, Milton o Joyce (ciechi illustri), Borges ci conduce in un viaggio al tempo stesso personale e letterario attraverso i colori e i suoni, le luci e le ombre che scaturiscono da una vita immersa nell’oscurità. Nella seconda, Borges invita il lettore a ricreare assieme a lui un affascinante percorso tra presunte etimologie, ricordi personali e celebri sogni letterari, sostenendo infine che gli incubi, tremendi e affascinanti per definizione, sarebbero in realtà il frutto di una delle più antiche attività estetiche di cui è capace l’essere umano.

Il professore di desiderio

“Bando agli indugi, è venuto il momento di svelare ciò che non andrebbe svelato – la storia del desiderio del professore. Però non posso farlo senza prima chiarire in modo soddisfacente, almeno per me, se non per i vostri genitori, perché ho deciso di eleggervi a miei voyeur, miei giurati e miei confidenti, perché ho deciso di esporre i miei segreti a persone che hanno la metà dei miei anni, e che perlopiù non ho mai visto né conosciuto. Perché voglio un pubblico, quando la maggior parte degli uomini e delle donne preferiscono tenere tali faccende per sé oppure rivelarle solo ai più fidati confessori, laici o religiosi? Cosa rende necessario, addirittura appropriato, che mi presenti a voi giovani sconosciuti in guisa non di insegnante ma di primo dei testi di questo semestre? Sono devoto alla finzione, e vi assicuro che quando sarà il momento vi spiegherò tutto quel che so in proposito, ma a dire il vero nulla vive in me quanto la mia vita».

Il prezzo della Fenice

Ritorna in Italia, dopo anni di attesa da parte di legioni d’appassionati, l’affasciante ciclo di STAR TREK. Spock, il dottor MCCoy e tutti i membri dell’astronave *Enterprise* si trovano questa volta ad affrontare una situazione sconvolgente. Il capitano Kirk è morto! Ma più sconvolgente ancora è forse la rinascita del comandante Kirk ad opera di forze misteriose. E l’*Enterprise* si trova coinvolta in un gioco disperato in cui Spock deve affrontare Omne… l’ultraumano imperatore della vita al di là della morte, della morte al di là dell’inferno…
Negli abissi dello spazio, tra scenari stellari di incomparabile bellezza, si affrontano civiltà e culture diverse. Sarà un incontro o uno scontro di apocalittiche dimensioni?

Il pozzo delle anime

Il pianeta sembra letteralmente crivellato di porte d’accesso, tutte anticamente costruite da una favolosa razza di ingegneri. Ma perchè lo chiamano il Pozzo delle Anime? Nathan Brazil, astronauta imbarcato sul mercantile Stehekin, sta per scoprirlo a proprie spese quando… Dimenticate per un momento le nostre anticipazioni sulla trama del romanzo e concentratevi su questo problema: se vi dicessero che un pianeta può letteralmente trasformare chiunque vi metta piede, ci credereste? Eppure, Nathan è costretto a farlo: davanti a lui, nel Pozzo delle Anime, un uomo pipistrello, una sirena e un centauro che un tempo sono stati esseri umani, sembrano la dimostrazione vivente che la metamorfosi è possibile. A Nathan non resta che scoprire: a) in cosa si trasformerà lui stesso, e b) qual è il mistero di questo spaventoso mondo.
Copertina: Oscar CHICONI

Ombre

«José Bianco è uno dei nostri primi scrittori e uno dei meno famosi – scrive Borges a presentazione di questi due racconti, *I topi* e *Ombre suole vestir* -. La spiegazione è facile: Bianco non curò mai la sua fama, questa cosa rumorosa che Shakespeare paragonò a una bolla e che adesso hanno in comune le marche di sigarette e i politici. Ha preferito la lettura, la scrittura di buoni libri, la riflessione, l’esercizio integro della vita e la generosa amicizia. La sua opera originale è parca, dato che l’ha ripensata e limata. I manoscritti che hanno preceduto il testo che l’autore ha dato alle stampe non si lasciano sentire; tutto ci sembra spontaneo, sebbene indubbiamente non lo sia. Gli dobbiamo le seguenti narrazioni: *La pequeña Garos*, *I topi*, *La pérdida del reino* e i saggi di *Ficción y realidad*. Più tempo ha consacrato al disinteressato e sottile compito di tradurre. Ha volto in spagnolo circa quaranta testi; ricordo ora la sua mirabile versione del più famoso dei racconti di Henry James. Il titolo è, letteralmente, *Il giro di vite*; Bianco, fedele alla complessità del suo artefice, ci dà *Un altro giro di vite*. *Ombre suole vestir*, parole che provengono da Góngora, è un racconto nel quale il quotidiano e il fantastico si intrecciano, così come succede nella realtà. La gravitazione della Bibbia, tante volte ricordata e citata dai protagonisti, rafforza il fantastico. Bianco è nato a Buenos Aires, alla fine del 1908, anno in cui la speranza era facile».

Notte ideale per un delitto

Una sera, mentre insieme con i suoi amici si trova nella splendida casa sul mare a Blue Water Cove, il ricco industriale Sam Haviock scompare misteriosamente. Il suo corpo viene trovato sfracellato sulla ripida scogliera sottostante la terrazza della villa. Il meccanismo della disgrazia risulta abbastanza oscuro, anzi inspiegabile. L’autopsia rivela che la morte è dovuta ad avvelenamento come può dedursi dall’esame di una ciliegina restata nel bicchiere della staffa, del commiato dalla vita. Quando muore d’improvviso un coniuge e c’è in ballo una grossa eredità, di solito all’altro coniuge tocca scoprirsi nel mirino della polizia. Alla moglie, Meade, non è concesso di rappresentare un’eccezione, l’eterna eccezione capace di confermare la regola. Sono in ballo 300 milioni di dollari, non quello che potremmo lasciare noi o voi. Mignon G. Eberhart è sempre bravissima.

Nell’oceano della notte

Siamo nel 1999, alle soglie del nuovo secolo e del nuovo millennio. In un modo sovrappopolato e inquinato i grossi industriali e i grossi «trust» economici americani lottano per il sopravvento; il nostro sistema di razionalità tecnologica sta crollando a pezzi e le masse tornano all'irrazionale, ai nuovi culti carismatici religiosi. La NASA, preoccupata solo di budget e di implicazioni politiche, si affanna per difendere un'impossibile sicurezza con le armi e la segretezza e non si accorge che sta per sopprimere un evento di importanza fondamentale: il contatto dell'umanità con un'altra razza intelligente. Solo Nigel Walmsley, anch'egli una specie di alieno, un britannico in America, un individualista nel gruppo della NASA, un astronauta tra gente di terra, virtualmente alienato dal mondo che lo circonda, riesce a comprendere l'importanza del nuovo evento, un evento che trascende le regole del gioco terrestre. Mandato a distruggere l'asteroide Icaro, in apparente rotta di collisione con la Terra, Nigel si accorge che esso è in realtà un'antichissima astronave aliena e disobbedisce agli ordini per esplorare il manufatto extraterrestre, convinto che possa contenere una conoscenza in grado di salvare un mondo dominato dall'inquinamento e dalla miseria. Ossessionato da quest'ansia interiore egli rischia tutto per impedire l'assurda distruzione dell'astronave da parte dell'ignoranza xenofobica dell'autorità costituita. Complesso, avvincente, tecnologicamente accurato, psicologicamente profondo, letterariamente perfetto, Nell'oceano della notte rappresenta una tra le espressioni più mature e compiute della fantascienza moderna, un ideale punto di fusione tra la «space opera» degli anni trenta e quaranta e la raffinatezza stilistica della «new wave» degli anni sessanta.

Le radici

Il ritorno del narratore al paese d’origine, da una vita ricostruita all’estero, provoca la necessità di rievocare “le radici”. Mito e storia si mescolano nel viaggio memoriale verso un’infanzia e una giovinezza ripercorse ad occhi chiusi in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957. Ma non c’è spazio per la pura nostalgia nella potenza analitica che sempre accompagna la nel scrittura di Maria Giacobbe. Dall’escursione del passato gli occhi si schiudono sull’oggi – un oggi di trenta anni fa ma non lontano dal nostro oggi – in una militante meditazione su una Nuoro e su una Sardegna che “forse perirono sotto il ciclone del cosiddetto miracolo petrolchimico-edilizio-televisivo”.
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La torre che svaniva

Quarto volume della Saga di Elric di Melniboné. Elric il Negromante è un eroe atipico, molto diverso dai soliti guerrieri barbari, alti, rozzi e possenti; egli è infatti un debole albino, civilizzato, principe di un impero in dissoluzione. La sua forza, che all’inizio gli è data da speciali pozioni magiche, gli verrà in seguito trasmessa dalla sua spada fatata, Tempestosa, che uccide e poi sugge l’anima delle sue vittime. Ma oltre che di forza, Tempestosa è portatrice anche di un destino cupo e funesto. Elric, oppresso e trascinato da un fato superiore, vaga per un mondo popolato di spettri e stregoni maligni, alla ricerca di una vera identità e di uno scopo per la sua vita.

La sposa rapita

Christina Wakefield, orgogliosa e capricciosa erede di un’immensa fortuna, destinata dalla nascita a un tranquillo matrimonio, di nascosto alla famiglia lascia la capitale inglese per seguire il fratello al Cairo.
Rapita da un misterioso berbero, si ritrova prigioniera in una tenda, isolata nel cuore del deserto, circondata da uomini per cui è solo una schiava del loro signore: ma presto scoprirà che la sua più grande schiavitù è quella della passione.

La profezia

Nella magica, misteriosa atmosfera degli alti passi dell’Hymalaya, Jani vive con il ricordo di una profezia fattale da un lama tibetano. Il lama ha portato della Donna in Rossa, che le sarà amica, e dell’Uomo d’Argento, dal quale dovrà guardarsi.
Quando il suo unico amico, un burbero soldato inglese, muore, Jani si trasferisce in Inghilterra e qui incontra Eleanor, la Donna in Rosso, ed anche colui che rappresenta per lei il pericolo e nello stesso tempo detiene il potere di renderla felice: l’Uomo d’Argento, appunto.
Con lui, Jani sarà costretta a fare un patto per salvare l’uomo che ama, vivendo così una lacerante contraddizione, un’intensa speranza.

La maledizione della spada nera

Quinto volume della Saga di Elric di Melniboné. Elric il Negromante è un eroe atipico, molto diverso dai soliti guerrieri barbari, alti, rozzi e possenti; egli è infatti un debole albino, civilizzato, principe di un impero in dissoluzione. La sua forza, che all’inizio gli è data da speciali pozioni magiche, gli verrà in seguito trasmessa dalla sua spada fatata, Tempestosa, che uccide e poi sugge l’anima delle sue vittime. Ma oltre che di forza, Tempestosa è portatrice anche di un destino cupo e funesto. Elric, oppresso e trascinato da un fato superiore, vaga per un mondo popolato di spettri e stregoni maligni, alla ricerca di una vera identità e di uno scopo per la sua vita. Gli epidosi della Saga tradotti in Italia sono finora nove: Elric Di Melniboné, Sui Mari Del Fato, Il Fato Del Lupo Bianco, La Torre Che Svaniva, La Maledizione Della Spada Nera, Tempestosa, La Fortezza Della Perla, Elric: La Vendetta Della Rosa e La Figlia Della Ladra Dei Sogni.

Gioco crudele

Port Arbello, una tranquilla cittadina dell’America d’oggi, dove il delitto e la violenza sono sconosciuti. Ma a Port Arbello, cento anni fa, una bambina è stata violentata e assassinata, e un uomo, suo padre, si è gettato in mare.
I Conger e la loro casa, la grande casa sul pro montorio che si affaccia sull’oceano.
La leggenda di una caverna maledetta, inutilmente cercata per intere generazioni, dove il destino ha deciso che succederanno cose orribili.
Due bambine, la dolce Elizabeth e la povera Sarah persa nel mondo della schizofrenia, che giocano con la tavoletta oui-ja e vengono raggiunte dallo spirito di Beth.
E il terrore che si scatena, i bambini di Port Arbello che cominciano a scomparire, a vivere l’allucinante esperienza di una tragedia vecchia di un secolo ma sempre uguale nel tempo…
Perché l’innocenza muore subito, mentre il male vive ancora, e ancora, e ancora.
Un capolavoro di orrore sovrannaturale.

Frammenti di un discorso amoroso

Si comincia con un «abbraccio». E poi «cuore», «dedica», «incontro», «notte», «piangere»: tutti i tasselli che compongono il lessico dell’innamorato vengono collazionati in un unico soliloquio dall’ingegno linguistico del pensatore francese. L’amore è ancora un discorso sconvolgente, e Barthes lo riprende costruendo un glossario che affonda le proprie radici nella cultura occidentale, da Platone a Goethe a Stendhal, raccogliendo un repertorio suffragato da riferimenti letterari e psicoanalitici. Un testo che racchiude tutto il fascino di una materia deteriorabile come l’amore nella sola struttura che ne possa evitare la banalizzazione: frammentaria, divisa secondo l’ordine casuale dell’alfabeto. Con tre interviste all’autore, una nota biografica e la bibliografia essenziale.

Gli Eredi dell’Eden

Gli sterminati spazi di Passo Chaka erano l’Eden. Mark Anders vi è cresciuto libero e brado. Il nonno, che si è preso cura di lui quando è rimasto orfano, gli ha insegnato ad amare tre cose: la natura, la libertà, la carabina. Tre amori che segneranno la sua vita, dalle foreste incontaminate del Sudafrica, al fronte francese della Grande Guerra, agli intrighi dell’alta finanza sudafricana. Quando torna dal fronte, Mark non è più lo stesso. Era un ragazzo, ora è un uomo. Nella sua vita è passato l’orrore della guerra, ma è passata anche l’amicizia di un uomo straordinario: Sean Courteney. Anche Andersland, la fattoria in cui è cresciuto, non è più la stessa. La casa è abbandonata, la foresta è stata spazzata via, i pascoli sono divenuti terreni coltivabili. L’Eden rischia di scomparire. Il nonno – gli dicono – ha venduto tutto prima di morire in un incidente di caccia. Ma Mark non può crederci e lancia la sua sfida. Una sfida che lo porterà a raggiungere la verità e a intrecciare la propria vita con quella della famiglia Courteney. Con il vecchio e potente Sean, in cui troverà un nuovo padre, e con i suoi figli. La fanciulla Storm, viziata e capricciosa, che si trasformerà in una moglie amorosa e fedele. Il giovane, ricchissimo e spietato Dirk, che diventerà un nemico implacabile. La cupidigia di Dirk e dei nuovi ricchi sudafricani vuole distruggere definitivamente l’Eden in cui Mark è stato ragazzo, povero e felice: la sfida non può essere che mortale.
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(source: Bol.com)

La dinamica del capitalismo

In una prosa agile ed effervescente, Fernand Braudel traccia in questo libro l’itinerario della lunga avventura che ha portato alla formazione del mondo moderno. Un affresco in cui compaiono tutti i temi dell’ultima grande impresa dello storico francese: i tre volumi di «Civilisation matérielle, économie et capitalisme». Alla luce di una riflessione retrospettiva, stimolante e spesso provocatoria, sul mestiere di storico e le forme della narrazione storica, Braudel costruisce un caleidoscopio di immagini, in cui compaiono insieme il più piccolo dettaglio dei mondi sommersi della vita quotidiana e il grande respiro della storia dell’universo. Dal piccolo mercato di villaggio all’attività delle borse nelle fiere, dalle regolarità dell’economia di mercato alle avventure eccezionali del commercio a Lunga distanza e alle regole del gioco capitalistico nei suoi complessi le gami con le strutture del potere e le gerarchie sociali, Braudel traccia l’evoluzione verticale dei livelli dell’economia e la storia orizzontale delle economie-mondo: nebulose che disegnano la geografia-spazio-temporale della storia mondiale.
Indice: Introduzione all’edizione italiana, di A. Tenenti. – 1. Ripensando alla vita materiale. – 2. Economia di mercato e capitalismo. – 3. Capitalismo e divisione del mondo.

Ciò che uscì dal Lago Michigan

Nel sottosuolo di Chicago, come sotto ogni metropoli, s’intersecano e si sovrappongono due gigantesche reti idriche: quella dell’acqua potabile e quella del liquame delle fogne. Sennonchè l’acqua proviene dallo stesso serbatoio in cui sboccano le fogne: il lago Michigan. E questo ha creato problemi che solo miracoli d’ingegneria, verso la fine del secolo scorso, hanno permesso di risolvere. Interminabili gallerie e canali sotterranei, enormi tubature di cemento con migliaia di chiuse e di saracinesche, immense centrali di filtraggio e di pompaggio, costituiscono, a giusto titolo, un vanto per la città. Ma fin dal 1908 un oscuro giornalista, G. Daulton, capì che la situazione si prestava a mostruosi sviluppi, e scrisse la prima storia di fantascienza sull’argomento. A sessant’anni di distanza seguì “Dalle fogne di Chicago” di Thomas e Wilhelm, la terrificante saga fantaecologica che nessuno dei lettori di URANIA avrà dimenticato. E oggi…
Copertina di Karel Thole

Canto di Salomone

Un romanzo di formazione, in bilico tra il reale e il fantastico, in cui storia, sogni, desideri, mito e folklore si fondono in una grandiosa vicenda corale. Il protagonista è un giovane uomo di colore del Midwest, che si reca nel Sud alla ricerca delle proprie origini e di un presunto tesoro di famiglia. Ma presto il suo viaggio si trasforma in un percorso nel labirinto dell’anima, per trovare la propria, perduta, identità. Lungo il cammino, attorno a lui si materializzano fantasmi e ricordi, in un gioco dove convivono passato e presente…Superbo esempio della feconda vena narrativa di Toni Morrison, *Canto di Salomone* è anche, come scrive Franca Cavagnoli nella Postfazione, “il racconto di un’iniziazione. L’iniziazione del lettore allo straordinario patrimonio di miti e leggende popolari dfella tradizione afroamericana, alla ricchezza di una cultura che intreccia magia e realtà”.