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I Superstiti Del Télémaque

«Pierre è tutto forza, muscoli, salute. Char­les è il cervello della famiglia!» diceva la gente. Tant’è che se Pierre aveva preso il brevetto di capitano era stato solo grazie all’aiuto di Charles. Dei gemelli Canut, tutti preferivano Pierre, «Pierre che vive­va appieno la vita, Pierre che era bello, che era forte, Pierre che sorrideva sereno scrutando l’orizzonte e ispirava una fidu­cia immediata, un’immediata simpatia!». Mentre Charles, che era debole di petto e non poteva lavorare sui pescherecci come la maggior parte degli uomini di Fécamp, rimaneva nell’ombra del fratello. Per di più, era uno che «temeva di offendere le persone, di dar loro un dispiacere» – uno che non faceva altro che scusarsi. Eppure, il giorno in cui Pierre viene arrestato con l’accusa di aver ucciso l’ultimo dei super­stiti del naufragio in cui il padre, trent’an­ni prima, aveva perso la vita in circostanze mai chiarite (si sospetta un caso di antro­pofagia), Charles decide di «sbarazzarsi di se stesso, di quel Canut timido e dimes­so» che è sempre stato e di dimostrare a tutti di che cosa è capace: sarà lui a smascherare il vero assassino e a salvare il fra­tello! Ma nessuno come Simenon sa che non ci si sottrae al proprio daimon, e che gli dèi si divertono a vanificare i nostri sfor­zi più generosi. Due ragazzi segnati dalla morte atroce del padre, una madre impaz­zita dal dolore, un feroce omicidio: questi gli ingredienti di un romanzo di fenome­nale potenza.

L’attenzione

Scritto nel 1965, cinque anni dopo La noia, L’attenzione continua il discorso cominciato nell’opera precedente riprendendone il tema di fondo: l’inautenticità della realtà. La struttura dell’opera è quella del romanzo nel romanzo, e la storia narra di uno scrittore e del romanzo che sta scrivendo, di cui è egli stesso il protagonista. Il centro della vicenda è un rapporto incestuoso, o che potrebbe divenire tale, tra padre e figliastra. Il padre vive in prima persona la tentazione di infrangere il tabù più profondo, mentre lo scrittore si pone come lucido osservatore della tentazione stessa. Ma quando l’uomo si accinge a rivedere il diario che dovrebbe costituire la base del romanzo, si accorge di quanto poco esso rispecchi la realtà che avrebbe voluto riprodurre. È quasi tentato di rinunciare all’opera quando si rende conto che il diario steso è già un romanzo, non solo “per i pochi avvenimenti accaduti, ma anche e soprattutto per quelli che non erano accaduti affatto e che aveva sognato o inventato”.

Lord Kalvan d’Altroquando

La Polizia Paratemporale ha il compito di vigilare sull’innumerevole serie di tempi alternati… e cioè, mondi che si sono formati ogni volta che si è giunti a una svolta storica importante, i mondi coesistenti delle probabilità, che formano un mosaico esteso per tutta l’Eternità… per impedire che le varie realtà si scontrino, producendo danni e catastrofi incalcolabili. Ma nessuno e infallibile, neppure la Polizia Paratemporale… e cosi un giorno un anonimo caporale della Polizia di Stato della Pennsylvania, il signor Calvin Morrison, viene scaraventato in un altro settore temporale, dove le cose sono andate molto diversamente, ma non troppo… e nel giro di poche settimane, il poliziotto è gia divenuto Lord Kalvan d’Altroquando, si trova già a capo di un esercito, sta dominando una guerra locale… e minaccia di distruggere in un solo colpo il segreto della polizia temporale, e molti dei possibili presenti nei quali si divide l’unica realtà.

Lo stagno di Matlin e altri racconti

Antologia senza presentazione. Piccole trame su singoli racconti
Indice:
A.E. van Vogt – Lo stagno di Matlin The (Replicators, 1965)
E. Clayton McCarty – Il canto del terrore (Small One, 1965)
C. C. MacApp – I commandos di Gree (Gree’s Commandos, 1965)
Eric Frank Russell – Incontro su Kangshan (Meeting on Kanshan, 1965)
Emil Petaja – La lunga caccia (Million-Mile Hunt, 1965)
Copertina di Karel Thole

La volpe delle stelle

Nuova Europa è un pianeta di frontiera, situato ai limiti della Federazione Mondiale Terrestre. Questo mondo, colonizzato e abitato da mezzo milione di francesi, fa gola al potente popolo alieno di Alerion, che ha deciso di eliminare l’umanità dalla galassia. Nessuno vuol credere però alle trame nascoste degli extraterrestri: solo Gunnar Heim, veterano spaziale, patriota e ora industriale si rende conto del pericolo ed è disposto a rischiare tutto — la distruzione della pace interplanetaria, la propria vita e anche quella della propria figlia — per riportare la libertà ai coloni di questo lontano pianeta. Heim, costretto all’azione dal rapimento della figlia, parte, come agente «segreto» della Francia, per lo spazio, e inizia a depredare il commercio aleriano e ad assaltarne i vascelli bellici. Giunto infine su Nuova Europa, si metterà in contatto coi rifugiati, e porterà a compimento la sua guerra privata contro Alerion, abilmente assistito e incoraggiato dalle ballate dell’amico Endre Vadasz, un menestrello ungherese che porta i canti della madre Terra ai coloni sparsi tra le stelle.

LA SOGLIA DELL’INVISIBILE

In un’antologia curata da Kurt Singer ecco riumiti altri 16 racconti e romanzi brevi provenienti dal mitico Magazine Weird Tales. I titoli: NEL MONDO DEGLI SPETTRI di Seabury Quinn, LA ZAMPATA DEL FELINO di Seabury Quinn, LA VENDETTA DEI DRUIDI di Robert Bloch, L’OMBRA DEL CAMPANILE di Robert Bloch, CANTICO DI MORTE di A. W. Calder, IL TERRORE VIENE DAL CIMITERO di Thorp McClusky, «VADE RETRO», PIOGGIA! di Gardner F. Fox, CONDOMINIO CON LO SPETTRO di Gans T. Field, GLI OCCHIALI BLU di Stephen Grendon, LA CASA DELL’ALDILÀ di Allison V. Harding, LA SIGNORA LANNISFREE di August W. Derleth, E LORO RISORGERANNO di August W. Derleth e Mark Schorer, «CHE VUOI, SPIRITO INQUIETO?» di Harold Lawlor, LA MALEDIZIONE DELLA STREGA di Paul Ernst, IL FANTASMA MOLESTO di Emil Petaja e LA RAGAZZA-LUPO DI JOSSELIN di Arlton Eadie.

Ideali e realtà dell’Islam

L’Islam esplorato dall’interno: ecco ciò che offre questa monografia di Seyyed Hossein Nasr, un’opera che è contemporaneamente guida spirituale, ricerca storica e testo di consultazione. In Ideali e realtà dell’Islam, pensiero e rivelazione si intrecciano, diventano il simbolo della perenne unità del mondo musulmano attraverso la molteplicità dei suoi riti, le sue leggende, le leggi, le istituzioni giuridiche.
Il termine Islam indica uno sterminato mosaico di popoli e di lingue che vanno dall’Africa settentrionale fino alle pendici dell’Himalaya, attraverso la Turchia, la Palestina, l’Iran e l’Iraq, fino al lontano Lahore. Nell’opera di Hossein Nasr rivive, passo dopo passo, il febbrile misticismo che ogni anno conduce settecentomila fedeli alla Ka’ba, il santuario della Mecca, centro e anima del cosmo musulmano.
Con Ideali e realtà dell’Islam, Seyyed Hossein Nasr decifra il passato e il presente di questo composito mondo, scoprendo gli elementi universali della fede islamica, e nello stesso tempo rivelando le corrispondenze con le categorie filosofiche e religiose dell’occidente cristiano. L’islamismo, la più giovane fra le grandi religioni monoteiste, viene delineato da Seyyed Hossein Nasr quale forma definitiva assunta dalla rivelazione dell’Eterno all’umanità. Ideali e realtà dell’Islam si presenta quindi come la più limpida e irradiante opera sul significato storico, il rilievo morale e le finalità ultime della fede in Allah. Hossein Nasr intende inoltre sfatare alcuni falsi concetti, primo fra tutti quello secondo cui l’islamismo esige la fatalistica sottomissione a Dio. Secondo il profeta Mohammad, invece, Dio chiede all’uomo la partecipazione attiva e la sua adesione totale, in vista del compimento dei doveri, pratici e spirituali, che avranno il loro culmine nel giudizio universale.

Grazie di tutto

Nel secondo dei due romanzi brevi che compongono questo singolare volume di John Brunner si insegna che la conquista di altri mondi non basterà a risolvere i problemi dell’umanità. In altre parole: anche lo Spazio può essere un vicolo cieco. Per cui dovremo ringraziare chi ci indicherà un’altra strada. Ma nel primo romanzo, che brutalmente s’intitola “Il dito tagliato” , non ci sono alternative. Quando un medico londinese, il dott. Max Harrow, si sveglia da un brutto sogno sentendo battere alla porta, può sembrare che il suo incubo sia finito. Si tratta soltanto di assistere un malato, e il malato sopravviverà. Ma il futuro del dottor Harrow e di Londra e di tutta l’umanità è già sbarrato. Il vero incubo comincia adesso.
Indice:
Il dito tagliato (Some Lapse of Time)
Grazie di tutto (Thou Good and Faithful)
Copertina di Karel Thole

Gomorra e dintorni

Neanche la fantascienza può rivaleggiare con la Bibbia nel dipingere crolli, catastrofi, finimondi. Dal Diluvio all’Apocalisse, da Sodoma e Gomorra alle Piaghe d’Egitto, ogni volta che qualcuno ha tentato di ricalcare «dal di fuori» un disastro testamentario, il risultato è stato necessariamente povero e schematico, insignificante in confronto al modello. Per questo Thomas Disch, da scrittore vero, ha seguito la strada opposta, affidandosi anzitutto alla forza dello stile e alla potenza delle immagini per restituirci, man mano che il romanzo si sviluppa, qualcosa della grandiosità dell’episodio biblico a cui il romanzo stesso s’ispira. E per questo risulterà tanto più convincente, suggestivo, «reale», L’inaspettato parallelismo finale con la profezia di Geremia che comincia: «Il tempo del raccolto è passato, l’estate è finita, e…»
Copertina di Karel Thole

Il giorno che invasero New York

C’è chi per combinare un’invasione ha bisogno di macchine e congegni inauditi, di mostri extraterrestri, di forze soprannaturali, di arsenali terrificanti. Irwin Lewis, un autore nuovo, originale e spiritoso, sostiene in questo brillante romanzo (già acquistato dalla televisione americana) che si possono ottenere gli stessi effetti catastrofici e spettacolari con mezzi molto più modesti, addirittura banali. Una grande metropoli moderna ha già in sé, come ognuno di noi sa bene, i veleni capaci di paralizzarla: basta una piccola spinta, e…

Le gallerie del tempo

La Guerra del Tempo fra Guardiani e Pionieri imperversava lungo tutto l’arco della storia, ignorata dagli uomini del ventesimo secolo, eccetto che da Malcom Lockridge. Coinvolto nell’immenso conflitto, Lockridge avrà nelle proprie mani il destino futuro degli antagonisti che si fronteggiano e combattono lungo seimila anni dello spazio-tempo: i Guardiani, condotti da Storm, regina nel suo mondo, dea dell’Età della Pietra, ispiratrice delle religioni a femminili », matriarcali, lunari e terrene dei costruttori di Megaliti e di Cnosso; i Pionieri, guidati da Brann, « direttore » nel suo mondo, dio della religione « maschile », patriarcale, solare e celeste degli Indoeuropei, guerrieri e conquistatori del Neolitico. E nel sottosuolo le immani Gallerie del Tempo che, andando dal passato più lontano sino ad un certo futuro inavvicinabile, attraverso i loro portali permettono di penetrare nelle epoche della storia più utili ai due contendenti. Ognuno dei quali cerca di far si che con il suo intervento nel passato, il futuro divenga più favorevole alla sua fazione. Al centro della guerra, sbalzato dal 1827 a.C. al 4000 d.C., Malcom Lockridge, un uomo del nostro tempo. In questo romanzo Poul Anderson ha saputo amalgamare la sempre avvincente avventura temporale con la sua grande cultura etnologica e di storia delle religioni.

I fuorilegge della natura

Per i lettori che nella FS cercano il “diverso”, l'”inquietante”, l'”inspiegabile”, che preferiscono le libere ipotesi della fantasia a quelle più rigorose della scienza, abbiamo preparato questa antologia di racconti tratti dalla famosa rivista americana (con la quale ora Urania ha istituito rapporti di stretta collaborazione) “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”. Sono racconti “terrestri”, che si svolgono qui, nel nostro mondo, nel nostro tempo: “Terrore nel kolckoz”, per esempio, dello scrittore sovietico Mikhail Bulgakov, ci dà, tra le righe, uno spiritoso e pungente quadro della vita a Mosca pochi anni dopo la rivoluzione; “Meglio soli che male duplicati”, parte da una realtà, questa volta americana, altrettanto precisa, come gli appassionati di jazz potranno constatare; e così il “Mike dei miracoli”, è, da un certo punto di vista, un povero analfabeta sperduto in una metropoli moderna; il bambino di “Lontano da casa” è un qualsiasi bambino dell’Arizona, come Olsen è un qualsiasi marinaio scandinavo. La scena è dunque perfettamente naturale, i fondali sono quelli che conosciamo, gli attori sono, o sembrano, come noi: da qui in avanti tutto può succedere.
Contiene:
Terrore nel Kolkhoz (Romanzo, The Fatal Eggs, 1964) di Michail Bulgakov
Lontano da casa (Racconto breve, Far from Home, 1958) di
Meglio soli che male duplicati (Racconto, Double, Double, Toil and Trouble, 1960) di Holley Cantine
Olsen e il gabbiano (Racconto breve, Olsen and the Gull, 1964) di Eric Saint Clair
Mike dei miracoli (Racconto, What Rough Beasts?, 1959) di Damon Knight
Copertina: Karel Thole

Il fantasma dello spazio

I nostri lettori ricorderanno Le scogliere dello spazio, il primo romanzo di un ciclo quanto mai avventuroso e suggestivo. La Macchina che pensa per tutti, gli animali antigravitazionali, il misterioso arcipelago celeste dove si rifugiano i fuorilegge, tutta questa spettacolare scenografia si anima qui di una nuova, inquietante presenza: il fantomatico Figlio delle Stelle, lo “Starchild”, enigma principale dl un’odissea nell’universo dello stato stazionario.
Copertina di Cesare Croce

ESSI CI GUARDANO DALLE TORRI

Quando Kingsley Amis lo definì “una delle più brillanti promesse della SF contemporanea”, J. G. Ballard non aveva ancora scritto che due romanzi: Il vento dal nulla (Urania 288) e Deserto d’acqua (Urania 311). Vennero poi i quattro magistrali racconti che non esitammo a riunire in una stessa Antologia (Urania 321) con altrettanti racconti di Clarke. Oggi con “L’astronauto scomparso” e le altre short-stories di Essi ci guardano dalle torri, Ballard ha cessato di essere una “promessa” per affermarsi definitivamente come il terzo grande della SF inglese, con Arthur Clarke e John Wyndham. Ma più ancora di questi ultimi e dello stesso Bradbury – che con lui ha alcuni punti di contatto – Ballard si va rivelando come un autore completo: uno di quegli scrittori che se dalla fantascienza traggono la loro ispirazione più profonda e costante, finiscoo tuttavia per imporsi su un livello di alta letteratura. Nelle due storie più lunghe di questa raccolta, si notino la forza di scrittura e la stupefacente suggestione dei simboli; nelle tre più brevi, s’ascolti per esempio quel suono di clackson che sale dai piedi del grattacielo… Sono storie “di semplice fantascienza”: ma con un vento di tragedia vera sempre pronto a levarsi come un vento dal nulla, per trasformare la storia in poesia.