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La rivincita: Gathering blue

Ambientato in una comunità del prossimo futuro al pari di The Giver, in un villaggio dove ognuno pensa solo a se stesso e le persone con malattie o problemi fisici sono considerate inutili per la comunità e vengono lasciate morire, una ragazzina zoppa lotterà per conquistarsi il diritto di vivere. Ma, riuscendo a ricavarsi un posto all’interno di quella società, si renderà poi conto di come sia profondamente sbagliata e di quanto sia necessario cambiarla. Rifiuterà quindi l’occasione che a un certo punto le verrà offerta di scappare, e deciderà di fermarsi per iniziare a cambiare le cose dall’interno.

La rivincita delle mogli

La vendetta può essere più frizzante dello champagne
Mai sottovalutare l’ira di una donna
Borse e scarpe griffate, gioielli, vacanze esotiche, interventi estetici, carte di credito: Imogen, Calgary e Yasmin, tre amiche che abitano nell’esclusivo quartiere londinese di Chelsea, sembrano condurre un’esistenza perfetta. Ma la vita, anche nei quartieri alti, non è soltanto fatta di bottiglie di champagne, di feste e cocktail a bordo piscina. Imogen, bellissima ex modella, ha sposato un uomo manipolatore e autoritario; Calgary, che un tempo dirigeva riviste femminili glamour, ha rinunciato alle sue ambizioni per amore e ora è costretta a chiudere più di un occhio sulle scappatelle del marito, mentre l’esuberante Yasmin ha sposato un ricco e informe matusalemme per tentare di scoprire la verità su un segreto che la tormenta da anni… Tra pranzi annaffiati di champagne e sessioni di shopping sfrenato, le tre donne si rendono conto ben presto che ci sono cose che il denaro non può comprare né risarcire e decidono che è ora di unire le forze per vendicarsi dei loro dispotici uomini. L’audace piano travolgerà la loro vita portando alla luce scandali e bugie, ma Imogen, Calgary e Yasmin sono pronte ad andare fino in fondo e a rischiare tutto pur di riprendere in mano il loro destino.
N°1 in Inghilterra
Il romanzo di cui tutte le donne parlano
È arrivata la Sex Fashion Fiction
Glamour come Il diavolo veste Prada
Romantico come Un diamante da Tiffany
Anna-Lou Weatherley
è nata a Southampton ed è cresciuta a Londra, dove vive tuttora. Giornalista, ha diretto riviste per ragazzi e ha collaborato con «Glamour», «Marie Claire», «Grazia» e «New Woman». La rivincita delle mogli è stato un bestseller in Inghilterra.

La ragazza ombra

Che cos’è la misteriosa torre pentagonale, la scheletrica costruzione metallica alta più di cinquanta metri che compare all’improvviso di notte, in piena New York, tra le aiuole e gli alberi di Central Park, lasciando esterrefatto il povero poliziotto della zona? E chi è la fanciulla dalla straordinaria bellezza e dall’espressione triste e pensierosa che si aggira all’interno della stanza alla base della torre? Williams e Alan Tremont, due giovani scienziati, hanno colto questa fugace visione, durata solo pochi istanti e svanita di colpo grazie al nuovo schermo televisivo che stavano sperimentando: d’impulso decidono di risolvere questo affascinante mistero. Non si rendono conto però che si stanno immischiando in una terribile lotta, in una vicenda sinistra che li porterà a viaggiare nel tempo attraverso i secoli fino al lontanissimo futuro e poi ancora a tornare nel passato, nel 1600, all’epoca della prima colonizzazione degli Stati Uniti e della fondazione della città di New York (allora chiamata Nuova Amsterdam) da parte degli olandesi, nel frenetico inseguimento di Wolf Turber, il genio maligno e tirannico che vuole rendere schiavo li mondo. Una magnifica avventura temporale scritta da un vero maestro della fantascienza classica.

La Ragazza Che Doveva Morire

Il sesto e ultimo capitolo della saga Millennium. Lisbeth Salander è scomparsa. Ha svuotato e venduto il suo appartamento in Fiskargatan, a Stoccolma, e nessuno sa dove si nasconda. Neppure dal suo computer arrivano segnali di vita, e ora Mikael Blomkvist, alle prese con una deludente inchiesta sul crollo delle borse destinata al prossimo numero di Millennium, ha bisogno del suo aiuto. Sta cercando di risalire all’identità di un senzatetto trovato morto in un parco, a Tantolunden, con in tasca il suo numero di telefono. Per quale ragione quel barbone alcolizzato che non compare in alcun registro ufficiale voleva mettersi in contatto con lui? E perché farneticava ossessivamente di Johannes Forsell, il discusso ministro della Difesa, al centro di una feroce campagna mediatica? Lisbeth, però, ha ben altro per la testa: la ragazza che odia gli uomini che odiano le donne è sulle tracce di Camilla, la sorella gemella con cui vuole regolare i conti una volta per tutte. Ma mentre cerca di chiamare a raccolta il desiderio di vendetta che l’anima da sempre, il passato torna a mettersi in mezzo, con il suo carico di violenza e distruzione. Nell’ultimo, folgorante capitolo della saga Millennium, in una caccia dove le parti continuano a invertirsi e, tra sorprendenti scoperte genetiche e misteriose fabbriche di troll, un filo di fuoco unisce le vette dell’Everest agli abissi della rete criminale russa, l’indomita hacker con il drago tatuato sulla schiena intende mettere finalmente a tacere quelle ombre, e bruciare il male alla radice.

La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita

La prima sorsata di birra, le more nei boschi d’estate, le conversazioni attorno al tavolo di cucina sgranando piselli, il profumo delle mele in cantina, la voce di chi si ama che dice più di quanto dicano le parole, il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna… Istanti preziosi, che vanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità. **

La Piccola Principessa

La storia narra di Sara, giovane studentessa, che viene iscritta in un collegio femminile. Data la sua situazione privilegiata, conseguenza dovuta al padre ricco, viene trattata con il dovuto rispetto e stima. Nonostante la sua fortuna, Sara, è una ragazza buona e generosa con il prossimo e amata da tutti. Diventa amica della piccola Lottie, entrambe orfane della madre, e di Rebecca, una giovane sguattera dell’istituto. Purtroppo la sua situazione precipita una volta che il padre muore, lasciandola senza denaro né beni. La direttrice pensa quindi di cacciare Sara da collegio, ma si convince che un gesto simile potrebbe danneggiare il buon nome dello stesso, decide di approfittare della situazione e di sfruttarla come domestica. La sua indole pacifica non la fa ribellare, bensì riesce a resistere alla situazione data la sua fervida immaginazione che le fa creare mentalmente le più deliziose vicende e storie fantastiche. La grande generosità di Sara sarà premiata, dopo le infelici vicissitudini: il socio del padre riuscirà a trovarla e ad adottarla. Da questo romanzo è stato tratto anche un musical di successo a Broadway, e ancora oggi ne vengono create nuove versioni.

La perfetta istitutrice

Alexandra Mountbatten, anche se appassionata di astronomia, è una ragazza concreta e, per realizzare i propri sogni, accetta il posto da istitutrice che Chase Reynaud, erede di un duca alla luce del sole e libertino incallito tra le lenzuola, tutore suo malgrado di due orfane, le ha offerto. Fin da subito, la situazione appare chiara alla giovane: quelle ragazzine selvatiche hanno semplicemente bisogno di una casa in cui regni l’amore. Tutte le donne di Londra, però, hanno provato a conquistare il cuore tormentato di Chase, ma esiste per lui una sola regola in materia di affetti: nessun attaccamento. O almeno così crede, finché quell’estrosa istitutrice…

La parola amore nella terra di Clare

Stephen Griffin è una giovane insegnante di storia che non ha ancora conosciuto l’amore. A trentadue anni si divide tra una vita monotona nella contea di Clare e le visite al vecchio padre, a Dublino. Finché un concerto di musica classica non sconvolge la sua vita. Lì ha luogo il prodigioso incontro tra lui e la violinista Gabriella Castoldi. Pochi sguardi, l’immediato riconoscersi, ed è l’inizio di un’imprevedibile avventura.

La nozione di autorità

«È curioso, ma il problema e la nozione di Autorità sono stati molto poco studiati» afferma Kojève in apertura di questo libro – scritto nel 1942, ma pubblicato postumo soltanto nel 2004 –, e aggiunge: «Ci si è occupati soprattutto delle questioni relative alla trasmissione dell’autorità e alla sua genesi, ma raramente l’essenza di questo fenomeno ha attirato l’attenzione. Eppure, in tutta evidenza, è impossibile trattare del potere politico e della struttura stessa dello Stato senza sapere che cosa è l’Autorità in quanto tale. Uno studio della nozione di Autorità, sebbene provvisorio, è quindi indispensabile, e deve precedere qualsiasi studio del problema dello Stato». In queste pagine, muovendo da un’analisi fenomenologica, Kojève riconosce quattro tipi «semplici, puri o elementari» di Autorità, che si rispecchiano in quattro filosofie: l’autorità del Padre (la scolastica), del Signore (Hegel), del Capo (Aristotele) e del Giudice (Platone). E trasferendo poi l’indagine alla sfera metafisica e ontologica, assegna a ognuno di questi tipi di autorità una connotazione temporale: il Padre si situa nel passato e rappresenta l’autorità della tradizione; il Signore è il presente, l’autorità del vincitore nella lotta contro il nemico; il Capo, capace di prevedere gli eventi a venire e di condurre il popolo, incarna il futuro; il Giudice, equo e giusto in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo, manifesta l’autorità dell’eternità. Non a caso alla genesi di questo modello interpretativo ha fatto da sfondo un’epoca lacerata – la catastrofe della seconda guerra mondiale, il crollo di tutte le autorità tradizionali.

La Morte Di Ivan Il’ič

“Tutto quello di cui hai vissuto è una menzogna, un inganno che ti ha nascosto la vita e la morte” Pubblicato nel 1886, questo racconto descrive la vita di Ivan Il’ič, un borghese di buona famiglia, discreta intelligenza e qualità mondane, costantemente preoccupato del parere dei superiori che potrebbero agevolarne la scalata sociale. Anche il matrimonio sembra confacersi alla pratica di vita da lui perseguita nella vita professionale: ha sposato la moglie più per convenienza sociale e d’affetti che per reale innamoramento. Tutto procede per il meglio, fin quando il protagonista non subisce un banale incidente domestico. Cadendo da uno sgabello Ivan Il’ič accusa un forte colpo al fianco, un dolore che con il passare del tempo si farà costante, costringendolo a peregrinare da un medico all’altro per cercare di venirne a capo. Nella situazione di disagio indotto dalla malattia cambiano così le sue priorità. Nell’avere pietà di se stesso, comincia a essere sempre più insofferente verso il rumoroso disinteresse della gente sana. Nessuno lo comprende né gli presta ascolto, tranne un giovane servo che si prende cura di lui con straordinaria serenità. La malattia induce Ivan Il’ič a rivedere la scala di valori che aveva ispirato la sua vita, guidandolo alla comprensione della verità: tutto quanto è stato falso, nella vita familiare come nel lavoro. Ma ormai la menzogna si ritira e arriva la luce…

La moglie peggiore del mondo

Calzini sporchi, piatti da lavare, panni da stirare e un guardaroba che assomiglia più a quello di una teenager che a quello di una trentaquattrenne con un marito e un figlio. Sadie non è proprio un esempio di perfezione, anzi il contrario. E poi ha un dono davvero speciale: «essere nel posto sbagliato al momento sbagliato». Così quando si presenta in ritardo a un pranzo di lavoro del marito, indossando una maglietta con scritto a caratteri cubitali *Leccami* , la situazione precipita.
Fino a quel momento suo marito Tom l’ha sempre amata per quello che è. Sì, forse un po’ disordinata, costantemente in ritardo e scombinata nel conciliare il suo lavoro di floral designer con le necessità familiari. Ma è anche creativa, fantasiosa ed esuberante.
Eppure da qualche tempo suo marito non sopporta più le sue stravaganze. Il lavoro di Tom è diventato sempre più importante e lui vorrebbe al suo fianco una moglie più matura e meno pasticciona. Sadie non sa proprio che cosa fare. All’improvviso tutte le altre donne le sembrano più belle, più brave, più adeguate di lei. Che sia davvero la moglie peggiore del mondo?
Sarà Enid, un’anziana signora, sua cliente, a ridarle fiducia con i suoi preziosi consigli. Bastano pochi accorgimenti: un paio di ricette dolci e gustose, un finto amante e un look decisamente provocante per mettere un pizzico di pepe nella relazione. Ma dopo mille tentativi di diventare una moglie perfetta, Sadie scoprirà che l’unica ricetta per far funzionare il suo matrimonio è mescolare l’amore con una buona dose di pazienza, condendo il tutto con tante risate e ironia.

La malattia mortale

In quest’opera l’autore intreccia i fili della sua riflessione psicologica, teologica e filosofica dando vita al suo capolavoro. Lazzaro, amico di Gesù, è malato. Le sue sorelle mandano a chiamare Gesù che le consola: “Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio”. Lazzaro però morì, dunque la sua malattia era mortale. Se quella malattia non è per la morte, c’è nella nostra epoca una malattia che invece sia per essa? C’è, risponde Kierkegaard, ed è la disperazione. È la malattia dello spirito, la malattia che fa desiderare la morte pur mantenendo sempre in vita. Per questo la disperazione è per la morte, è a servizio della morte senza essere mortale, fa vivere la morte senza concederla. Kierkegaard descrive una parabola che va dalla disperazione che non sa di essere tale, a quella che comprende se stessa e sfida il mondo e Dio.

La Leggenda Di Bobby Z

Quando Tim Kearney – impenitente ladruncolo, ex soldato in missione nel Golfo radiato dai Marines, eterno perdente – fa fuori un Hell’s Angel, è la fine per lui. È recidivo, perciò per la legge californiana la condanna è la prigione a vita. Una vita che sarà breve, brevissima visto che le carceri della California sono zeppe di Hell’s Angels pronti a farlo secco. Per fortuna la DEA, l’agenzia per la lotta alla droga, gli fa un’offerta che cade proprio a fagiolo: assumere l’identità di un famoso trafficante passato a miglior vita all’insaputa di tutti, allo scopo di essere scambiato con un agente prigioniero di un criminale messicano. Il trafficante è – era – il mitico, inafferrabile, fantomatico Bobby Z, vera leggenda nel suo campo. Tim gli assomiglia vagamente, e con un minimo di addestramento può facilmente passare per lui. Una passeggiata, sostengono gli sbirri. FORSE una passeggiata, sostiene Tim. E accetta solo perché non ha scelta. Catapultato in una villa esclusiva che sembra sorta dal nulla in mezzo al deserto, calatosi alla perfezione nella leggenda di Bobby Z, Tim assapora per un fuggevole attimo l’altra faccia della California, quell’angolo di paradiso che non ha mai conosciuto e ha sempre sognato: piscina megagalattica, palme svettanti, languidi corpi di donne al sole. Conosce – anche carnalmente – la sensuale Elizabeth, ex ragazza di Bobby Z, e un simpatico bambino: Kit, figlio di Bobby Z. Ma il bel sogno dura poco e Tim si ritrova a essere il bersaglio di tutti. Braccato da una banda rivale, inseguito da un numero imprecisato di trafficanti, spacciatori, indiani, messicani, piedipiatti inizia una fuga rocambolesca che lo porta attraverso tutta la California trascinandosi dietro il ragazzino, cui Tim si è ormai affezionato come se fosse figlio suo. Tra loro si è instaurata un’intesa magica. Per esorcizzare la paura del piccolo Z, mentre intorno fischiano le pallottole, Tim fa leva sull’inesauribile fantasia dell’infanzia trasformando la loro avventura in un gioco emozionante: al punto che la frenetica corsa per sfuggire alla morte – in agguato a ogni passo – diventa un innocente, esilarante videogame accanto ai prediletti eroi dei cartoni. Ma nella dura realtà il cerchio si stringe. C’è chi vuole a tutti i costi il leggendario Bobby Z, c’è chi vuole a tutti i costi il molto meno leggendario Tim K. Il quale si rende conto che per salvare Kim, tenersi la bella Elizabeth e uscire incolume da quella “passeggiata” deve trasformarsi in una vera leggenda. Smettendo poi di essere l’uno e l’altro e salpando per altri lidi. Da un giovane e brillante autore, un thriller ad alta velocità denso di emozioni, ma anche una storia tenera, toccante, punteggiata di dialoghi serratissimi e intrisi di irresistibile humour, che riserva al lettore sorprese fino alla fine. Una storia che ha subito fatto gola a Hollywood: i diritti cinematografici de La leggenda dì Bobby Z sono stati infatti acquistati per un milione dì dollari dalla Warner Bros.