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Nido vuoto

Una nuova storia per l’ispettore Petra Delicado, già protagonista di “Giorno da cani”, “Messaggeri dell’oscurità”, “Morti di carta”. Cosa succede all’ispettore? In un momento di disattenzione si fa rubare la pistola. Situazione imbarazzante, tanto più che il furto avviene nella toilette di un locale pubblico e la colpevole è una bambina di otto anni. La ricerca della piccola armata precipita l’ispettore e il suo vice nel mondo dell’abuso sui minori. Bambini di strada, bambini sfruttati, figli di immigrati abusati o venduti sul mercato della pornografia. Per la prima volta Petra, a contatto con l’essenza stessa del male, sfiora la depressione e non riesce più a trovare conforto nella solitudine. Provvidenziale, un uomo rassicurante entra nella sua vita, con una caterva di figli nati da precedenti matrimoni. È una ventata di normalità per l’investigatrice mentre le indagini la trascinano verso il fondo più oscuro delle pulsioni umane.

Nessun dorma: Insonnia, narcolessia e altre disavventure notturne

A chiunque è capitato di passare una notte insonne, per effetto del jet lag o dello stress lavorativo, per le coliche del bimbo o un rave al piano di sotto. Al mondo però ci sono persone per le quali dormire male, o non dormire affatto, non è un inconveniente passeggero ma una condizione esistenziale. partendo dalla sua esperienza personale di narcolettico, Henry Nicholls ci conduce nell’affascinante e inquietante mondo dei disturbi del sonno. Incontreremo uomini e donne che si addormentano di colpo in seguito a un momento di gioia, che si svegliano nel pieno della notte per svuotare il frigorifero, che dormono per mesi o rischiano di morire per un colpo di sonno (e che soltanto dopo anni conquistano una diagnosi che cambia loro la vita). Scopriremo perché dormiamo, che non abbiamo sempre dormito come lo facciamo oggi e che con ogni probabilità stiamo usando la luce sbagliata. Soprattutto, impareremo a dormire e a vivere meglio. **

Nella tana dei lupi

La detective della polizia Hanne Wilhelmsen, assente per un anno sabbatico, torna a Oslo per lavorare sul caso. A svolgere le indagini ufficiali, la squadra della centrale di polizia, e naturalmente i servizi segreti. Le intuizioni di Hanne saranno ancora una volta determinanti, in una vicenda delicatissima che riecheggia foschi casi di cronaca recente. «Con la mano sulla maniglia appoggiò l’orecchio alla porta. Nessun suono. Con cautela picchiò con il medio sul legno. Anche questa volta non sentí nulla. Aprí la porta piú esterna prima di ripetere il gesto. Inutilmente. Nessuno disse “Avanti” né “Non voglio essere disturbata”. Nessuno disse niente di niente. Con fare cauto ed esitante, e con la possibilità di richiudere la porta in un baleno qualora Birgitte Volter fosse profondamente concentrata su qualcosa di molto importante, socchiuse la porta… Il primo ministro Birgitte Volter era seduta sulla sua poltroncina girevole con il busto riverso sulla scrivania. In piedi sulla soglia, a una distanza di sei metri e mezzo, Wenche Andersen lo vedeva comunque nitidamente: il sangue che aveva formato una pozza grande, stagnante sopra la bozza di legge da sottoporre al Parlamento sulla collaborazione al trattato di Schengen. Era cosí visibile che Wenche Anderson non si avvicinò neppure al corpo senza vita».

Nel Silenzio Delle Nostre Parole

***** Vincitore Premio DeA Planeta 2019 ****** Non c’è morte che non presupponga una rinascita. Imparare a decifrarla può dare un senso a tutto ciò che resta. Persino alla cenere.* È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall’esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c’è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Con una straordinaria sensibilità e una scrittura che diventa più intensa a ogni pagina, Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall’amore più assoluto, quello che non conosce condizioni. «È impensabile smettere di leggere questo libro. […] L’ho amato immensamente.» – **Fabio Geda **«Il romanzo più maturo di un’autrice amatissima.» -** Michela Marzano **«Un romanzo corale che parla di vita. Il suo libro più bello.» -** Chiara Gamberale **«Questo libro vi farà del male. Ma poi vi farà più bene.» -** Rosaria Renna **«Un libro di rapporti umani che racconta un mondo ordinario in maniera straordinaria.» -** Marcello Fois * *«Il romanzo della Sparaco è denso di umanità, nella sua forma più contorta e complessa, quella che unisce i genitori a figli e i figli ai genitori. Ed è – cosa rara per la letteratura italiana – un romanzo europeo» – Antonio Polito,* Corriere della Sera* «Una storia ad alto tasso di commozione» – Eleonora Barbieri, *Il Giornale* «Simona Sparaco mette a frutto le solide basi da sceneggiatrice e convoca i suoi personaggi a uno a uno, con una scrittura lucida e carica d’emozione» – Francesca Frediani, *D di Repubblica* «Un libro cinematografico, europeo, che intreccia diverse storie in un tempo strettissimo, 15 ore dal ritmo thriller in cui i personaggi si confrontano con la vita e la morte e con i rapporti di parentela, soprattutto tra genitori e figli.» – Mauretta Capuano, *Ansa*

Nel Giappone delle donne

Matrimonio e divorzio, istruzione e lavoro, tradizione e femminismo, adolescenza e terza età: basandosi sulla propria esperienza personale, Antonietta Pastore ci regala un ricco e affascinante viaggio nell’universo femminile giapponese – e di fatto nell’intera società nipponica contemporanea – attraverso figure di donne da lei conosciute durante i sedici anni vissuti in Giappone.
Studentesse, madri di famiglia, impiegate, imprenditrici, insegnanti, anziane raccontano le aspirazioni, le lotte, le speranze che accomunano le loro vicende personali a quelle di tante altre e che rendono piú immediata – al di là degli stereotipi occidentali – la comprensione della contraddittoria situazione delle donne giapponesi e dell’evoluzione che hanno compiuto in questi ultimi cinquant’anni. **
### Sinossi
Matrimonio e divorzio, istruzione e lavoro, tradizione e femminismo, adolescenza e terza età: basandosi sulla propria esperienza personale, Antonietta Pastore ci regala un ricco e affascinante viaggio nell’universo femminile giapponese – e di fatto nell’intera società nipponica contemporanea – attraverso figure di donne da lei conosciute durante i sedici anni vissuti in Giappone.
Studentesse, madri di famiglia, impiegate, imprenditrici, insegnanti, anziane raccontano le aspirazioni, le lotte, le speranze che accomunano le loro vicende personali a quelle di tante altre e che rendono piú immediata – al di là degli stereotipi occidentali – la comprensione della contraddittoria situazione delle donne giapponesi e dell’evoluzione che hanno compiuto in questi ultimi cinquant’anni.

La nave dei vinti

« *«Il capitano Arcieri e Leonardo Gori al loro meglio. La guerra civile spagnola e i suoi intrighi in un impeccabile noir di ampio respiro. Un racconto emozionante che riscopre una pagina di storia colpevolmente dimenticata.»* »
**Ben Pastor**
**Marzo 1939** : un piroscafo in avaria, con il suo dolente carico di profughi della guerra civile spagnola, attracca al porto di Genova. A bordo, uomini, donne e bambini, e nella stiva un cadavere non identificato. **Bruno Arcieri** , capitano dei Carabinieri in servizio a Roma, da poco agente del SIM, viene mandato a indagare sulla presenza di possibili spie sulla nave. Ma la sua missione si complica quando scopre di dover collaborare con un emissario del Vaticano, che deve scoprire se a bordo c’è un misterioso agente segreto in possesso di documenti di vitale importanza per l’immediato futuro.
Il giovane capitano inizia a interrogare i passeggeri, nel tentativo di accertare l’identità dell’agente. Ma le cose precipitano e, tra agguati di spie, profughi che temono di essere rimpatriati, agenti che fanno il doppio gioco e inseguimenti notturni, l’operazione si rivela molto più complessa e impegnativa del previsto.
Puntando i riflettori sui mesi che precedettero lo scoppio della guerra, in questo suo nuovo romanzo **Leonardo Gori** rievoca l’atmosfera angosciante che incombeva sul mondo e sceglie di far raccontare la vicenda, oltre trent’anni dopo, da un Bruno Arcieri segnato dall’età e dalla disillusione. Un uomo perseguitato dall’esigenza di spiegare, forse anzitutto a se stesso, cosa hanno significato quegli eventi drammatici, e quali conseguenze hanno avuto per la sua personale storia e per la sua visione della vita.
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### Sinossi
« *«Il capitano Arcieri e Leonardo Gori al loro meglio. La guerra civile spagnola e i suoi intrighi in un impeccabile noir di ampio respiro. Un racconto emozionante che riscopre una pagina di storia colpevolmente dimenticata.»* »
**Ben Pastor**
**Marzo 1939** : un piroscafo in avaria, con il suo dolente carico di profughi della guerra civile spagnola, attracca al porto di Genova. A bordo, uomini, donne e bambini, e nella stiva un cadavere non identificato. **Bruno Arcieri** , capitano dei Carabinieri in servizio a Roma, da poco agente del SIM, viene mandato a indagare sulla presenza di possibili spie sulla nave. Ma la sua missione si complica quando scopre di dover collaborare con un emissario del Vaticano, che deve scoprire se a bordo c’è un misterioso agente segreto in possesso di documenti di vitale importanza per l’immediato futuro.
Il giovane capitano inizia a interrogare i passeggeri, nel tentativo di accertare l’identità dell’agente. Ma le cose precipitano e, tra agguati di spie, profughi che temono di essere rimpatriati, agenti che fanno il doppio gioco e inseguimenti notturni, l’operazione si rivela molto più complessa e impegnativa del previsto.
Puntando i riflettori sui mesi che precedettero lo scoppio della guerra, in questo suo nuovo romanzo **Leonardo Gori** rievoca l’atmosfera angosciante che incombeva sul mondo e sceglie di far raccontare la vicenda, oltre trent’anni dopo, da un Bruno Arcieri segnato dall’età e dalla disillusione. Un uomo perseguitato dall’esigenza di spiegare, forse anzitutto a se stesso, cosa hanno significato quegli eventi drammatici, e quali conseguenze hanno avuto per la sua personale storia e per la sua visione della vita.

La Nascita Di Venere

A «Valori plastici», la rivista nata nel novembre del 1918 e destinata a segnare le sorti dell’arte italiana, Savinio collaborò con un piccolo gruppo di scritti, qui per la prima volta radunati, che si propongono come una vera e propria magna charta della metafisica. Programma temerario, che implica un veemente impegno teoretico: «Quanto a noi, siamo e resteremo fermi nel nostro giudizio che l’arte più alta, più profonda e più assoluta, è quella di uno spirito nutrito e come sollevato dalla filosofia, Platone o Goethe, Wagner o Böcklin» scrive a Soffici. Viviamo del resto in un mondo – come Venere – anadioménon, sicché occorre acquisire un «senso nuovo e vasto in una realtà più vasta» e intendere come metafisico «tutto ciò che della realtà continua l’essere, oltre gli aspetti grossolanamente patenti della realtà medesima». E occorre un’arte nuova, dove il soffio spirituale sorto in Grecia e rifiorito in Germania plasmi la forma sino ai «limiti precisi della rappresentazione necessaria» – l’arte metafisica di Carrà e de Chirico. Ma il classicismo saviniano riserva una non meno radicale novità: sottratte al tempo, all’idea morale, al lirismo, e capaci di attingere la posizione statica propria degli dèi, le arti plastiche non devono riprodurre oggetti ma offrirne un ricordo immutabile. È la ‘poetica della memoria’, cui darà forma letteraria “Tragedia dell’infanzia”: l’arte è sorta dal fecondo grembo della Memoria – la memoria dell’immortalità terrestre che in principio fioriva quaggiù e insieme dell’infanzia, «brillante come un diamante sul velluto nero».

Morti di carta

Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice, Fermín Garzón, non sono due investigatori per casi delicati. Non fingono ipotesi elaborate per risolvere le loro inchieste, che sembrano sgomitolarsi dal semplice all’aggrovigliato, e forse non hanno nemmeno il fisico adatto. Ma quando corrono per le strade, le loro investigazioni si svolgono con naturalezza, imparando dagli errori, quasi da commedia poliziesca. In questo caso due investigatori “per casi delicati”, occupati nello scoprire l’assassino della giovane donna di un uomo importante, passano ai nostri due eroi una loro inchiesta: un giornalista televisivo, che si occupava di gossip è stato ucciso e Petra e Garzón devono scoprire da chi.

Un mondo di stranieri

Assieme a Doris Lessing, Nadine Gordimer è l’altra voce femminile bianca della letteratura sudafricana che ci narra le incertezze e i tormenti, le ipocrisie e le tragedie di quella società. Toby Hood, il protagonista di *Un mondo di stranieri* , è un inglese che si confronta col mondo dei bianchi (gli ‟stranieri”) di Johannesburg, un giovane intellettuale pieno di disponibilità e di voglia di vivere: “Voglio vedere la gente che mi interessa e mi diverte, nera, bianca e di qualsiasi colore. Voglio preoccuparmi io delle mie relazioni personali con gli uomini e le donne che incontro e mandare al diavolo le astrazioni della razza e della politica…”. Ma la società dei bianchi non glielo permette. Un suo amico nero, Steven, viene ucciso dalla polizia; una avvocatessa nera – uno dei più bei personaggi del romanzo – gli chiarisce le idee; e un altro giovane nero, Sam, gli dirà, quando alla fine deve rientrare in patria e promette di tornare: “Chi può saperlo?… Chi può saperlo con voialtri, Toby?” Nadine Gordimer descrive una società razzista, quella da cui proviene, con sensibilità immune da pregiudizi, rifiutando di appiattire con l’ideologia la sua ricca materia. Con questo splendido romanzo, essa dimostra che i volti del male e dell’arroganza hanno una varietà d’espressione infinita per chi abbia il coraggio di sopportarne l’atroce vista.

Miti romani

Da Giano alla nascita di Roma, il racconto dei segni e dei prodigi che accompagnano la fondazione della città fino alle storie eroiche che celebrano la libertà e la virtù dei cittadini romani. Miti e leggende di cui ancora si può avvertire l’eco, passeggiando nella città eterna. Età di lettura: da 7 anni.

Il mio amore sei tu

La sensuale Jo-Jo dai capelli di fiamma, sciantosa del Venus, ha rimpianto mille volte di aver respinto Gualberto, l’uomo che ama. E quando lui ritorna dopo un viaggio sull’Orient-Express, Jo-Jo sfodera le sue abilità di seduttrice per riaverlo. Tuttavia Gualberto non sembra cedere, per niente disposto a perdonarla per aver rifiutato la sua proposta di matrimonio. Inoltre, accanto a lui c’è una bella e misteriosa dama russa che afferma di essere la sua fidanzata. All¿incertezza del presente, Jo-Jo vedrà anche aggiungersi un’inattesa minaccia riemersa dal passato, ulteriore complicazione nei suoi tentativi di far breccia nel cuore di Gualberto… **
### Sinossi
La sensuale Jo-Jo dai capelli di fiamma, sciantosa del Venus, ha rimpianto mille volte di aver respinto Gualberto, l’uomo che ama. E quando lui ritorna dopo un viaggio sull’Orient-Express, Jo-Jo sfodera le sue abilità di seduttrice per riaverlo. Tuttavia Gualberto non sembra cedere, per niente disposto a perdonarla per aver rifiutato la sua proposta di matrimonio. Inoltre, accanto a lui c’è una bella e misteriosa dama russa che afferma di essere la sua fidanzata. All¿incertezza del presente, Jo-Jo vedrà anche aggiungersi un’inattesa minaccia riemersa dal passato, ulteriore complicazione nei suoi tentativi di far breccia nel cuore di Gualberto…

Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale

Anthology containing:
**Mimesis. Vol. I. Il realismo nella letteratura occidentale**

Mimesis è un’indagine condotta sul realismo letterario, dagli antichi tempi biblici e omerici sino al Medioevo cristiano, al Rinascimento, al Sei e Settecento e che si estende quindi, attraverso il nodo centrale del realismo moderno ottocentesco, fino agli scrittori del Novecento, in particolare Marcel Proust e Virginia Woolf. L’autore ha inteso accertare la presenza e la validità della teoria classica dei livelli di stile nella rappresentazione letteraria, pervenendo a una storia del realismo per mezzo di una metodologia stilistica. È nato cosí un capolavoro della critica letteraria in cui si può cogliere all’opera l’acutezza di uno studioso che si rivela anche scrittore impegnato sugli autori piú famosi e sulle opere principali della civiltà europea.
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**Mimesis. Vol. II**

Mille volte sì

**Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER**
Aida Baroni, amante della sua Firenze e dell’arte, nonché aspirante restauratrice, nella vita non si fa mancare nulla: un capo tiranno che la tormenta sette giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro; un fidanzato secolare con il quale il sesso è uno stanco rituale; due genitori scombinati che festeggiano i loro trentadue anni di matrimonio con un divorzio e, per finire, un’amica totalmente folle e incapace di farsi i fatti suoi. Insomma, ultimamente alla povera Aida le cose non sembrano andare proprio per il verso giusto. Ma un incontro inaspettato con un americano intraprendente e ribelle, oltre che bello da svenire, e una notte da leoni, in cui accade di tutto senza che Aida ne conservi memoria, spazzano via le ultime, e apparentemente inossidabili, certezze rimaste. Forse è venuto il momento di togliere il freno a mano; un pizzico di follia e una gran dose di coraggio faranno poi il resto e trasformeranno finalmente i sogni in realtà. Anche quelli che Aida pensava di non avere. **
### Sinossi
**Storie romantiche che ti catturano e che leggeresti FOREVER**
Aida Baroni, amante della sua Firenze e dell’arte, nonché aspirante restauratrice, nella vita non si fa mancare nulla: un capo tiranno che la tormenta sette giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro; un fidanzato secolare con il quale il sesso è uno stanco rituale; due genitori scombinati che festeggiano i loro trentadue anni di matrimonio con un divorzio e, per finire, un’amica totalmente folle e incapace di farsi i fatti suoi. Insomma, ultimamente alla povera Aida le cose non sembrano andare proprio per il verso giusto. Ma un incontro inaspettato con un americano intraprendente e ribelle, oltre che bello da svenire, e una notte da leoni, in cui accade di tutto senza che Aida ne conservi memoria, spazzano via le ultime, e apparentemente inossidabili, certezze rimaste. Forse è venuto il momento di togliere il freno a mano; un pizzico di follia e una gran dose di coraggio faranno poi il resto e trasformeranno finalmente i sogni in realtà. Anche quelli che Aida pensava di non avere.

La mia vita con Virginia

Questo libro è la storia di un matrimonio narrata dal coniuge superstite, che con lo sguardo spregiudicato della vecchiaia ripercorre trent’anni di vita in comune. L’incontro, l’innamoramento, il primo affrontarsi di due identità molto diverse, e poi il fare comune, la tela di ragno dei giorni, le case, le cose, gli amici, i viaggi, l’esperienza di due guerre. Un matrimonio intessuto di fitti dialoghi e di silenzi, di contrasti e di complicità, quotidiano e tragico, concluso dal suicidio di lei. Forse lo si potrebbe leggere anche solo così, come un romanzo coniugale, se i due sposi non fossero, lei soprattutto, tra i protagonisti della cultura del ‘900; se la loro esistenza non fosse scandita dalla scrittura e dalla pubblicazione dei libri di lei, “Al faro”, “La signora Dalloway”, “Le onde”; se insieme non avessero avviato, a margine del loro lavoro di scrittori, una fortunata attività editoriale, la Hogarth Press, pubblicando T. S. Eliot, Katherine Mansfield, Freud, Gor’kij, Robert Graves e la stessa Virginia Woolf; se i loro amici non fossero stati J. M. Keynes, Lytton Strachey, Roger Fry, E. M. Forster: in breve, il leggendario gruppo di Bloomsbury. Il racconto di Leonard Woolf, con la sua «passione socratica per la verità» e la sua tenace volontà di «disseppellire i fatti», ha il potere di restituirci intatti il sapore di un’epoca e l’intimità di due grandi intellettuali.

La metà di bosco

Salvo Cagli, medico dell’Unità del Sonno che paradossalmente soffre d’insonnia, accetta l’invito di un amico sull’isola greca di Halki. Il sole dell’estate sembra placarlo, acquietare il ricordo della moglie e la figlia che ormai non fanno più parte della sua vita. Ma, dopo una gita in barca al vicino isolotto di Krev, una ragazza, Cora, cade in mare e scompare. Viene ritrovata qualche giorno dopo sulla spiaggia. Uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Non è però un giallo quello che l’autrice va a costruire: piuttosto un viaggio di iniziazione al lutto insieme doloroso e quieto, disperato e senza sgomento.
Con “La metà di bosco” Laura Pugno conferma il suo talento nel raccontare, con fredda dolcezza e limpidità allucinata, storie al limite: se nella Ragazza selvaggia e nell’ormai classico Sirene il confine era quello tra l’umano e l’animale, qui a essere esplorata è la variante angelo: una fantasmale, ma amica, sovraumanità. **
### Sinossi
Salvo Cagli, medico dell’Unità del Sonno che paradossalmente soffre d’insonnia, accetta l’invito di un amico sull’isola greca di Halki. Il sole dell’estate sembra placarlo, acquietare il ricordo della moglie e la figlia che ormai non fanno più parte della sua vita. Ma, dopo una gita in barca al vicino isolotto di Krev, una ragazza, Cora, cade in mare e scompare. Viene ritrovata qualche giorno dopo sulla spiaggia. Uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Non è però un giallo quello che l’autrice va a costruire: piuttosto un viaggio di iniziazione al lutto insieme doloroso e quieto, disperato e senza sgomento.
Con “La metà di bosco” Laura Pugno conferma il suo talento nel raccontare, con fredda dolcezza e limpidità allucinata, storie al limite: se nella Ragazza selvaggia e nell’ormai classico Sirene il confine era quello tra l’umano e l’animale, qui a essere esplorata è la variante angelo: una fantasmale, ma amica, sovraumanità.