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Hania. Il Cavaliere di Luce

Primo libro della trilogia di Hania. L’Oscuro Signore decide di dannare l’Umanità e di concepire un figlio nel ventre di una donna: Haxen, principessa del regno delle Sette Cime, è la donna prescelta. Figlia di re e cresciuta con i valori della cavalleria tramandati dal padre attraverso la narrazione delle gesta del Cavaliere di Luce, Haxen decide di risparmiare il bambino che si rivelerà, inaspettatamente, una femmina. La principessa la proteggerà dalla vendetta degli uomini, e difenderà gli uomini dal potere oscuro della bambina portandola lontano, nel deserto. La bambina, Hania, è intelligentissima, cattivissima, irrimediabilmente muta. Già nel grembo di Haxen sa tutto e vede tutto. Il viaggio delle due fuggitive si farà ogni giorno più duro, ma il coraggio della madre e i poteri sempre più grandi della figlia le aiuteranno ad affrontarlo. Mentre l’Oscuro Signore trama in silenzio, lungo la strada madre e figlia incontrano un guerriero, che dall’inizio del viaggio le segue segretamente. Chi è? Vuole aiutarle o è un emissario delle tenebre?

Han Solo, guerriero stellare

Le avventure di Han Solo, sempre alla guida del Millennium Falcon e sempre affiancato dal fedele Chewbacca, risalgono a qualche anno prima del suo incontro con Luke e la Ribellione, tanto è vero che nemmeno l’Impero compare, se non molto alla lontana: l’antagonista principale di Solo viene denominata l’Autorità, vale a dire la forza di sicurezza del Settore Corporativo, una fetta di spazio dove, com’è giusto che sia per il tono delle avventure e del personaggio, sono i soldi, l’economia e gli affari leciti e illeciti a farla da padrone. E il tono delle avventure di Han e Chewbacca rispetta esattamente questo stile: evasioni da prigioni di massima sicurezza, scontri con pirati e mercenari, ricerche di tesori leggendari e tutto quanto si può desiderare da una coppia di contrabbandieri spericolati. Il tutto narrato con uno stile che ogni appassionato riconosce ormai essere il più appropriato per il genere di Star Wars: rapido, veloce, entusiasmante e pregno di una buona carica emotiva. Ancora una volta, una lezione che le produzioni future non sempre ricorderanno.” Primo episodio delle “Adventures of Han Solo” di Brian Daley (che sono diventate anche un fumetto): il secondo e il terzo episodio, però, sono inediti in Italia.

Guerre imperiali

Jeremy Solters è un ragazzo del tardo XXI secolo. Durante l’anno scolastico la sua famiglia vive in California, ma d’estate si trasferisce a Polisse, una città di frontiera… dell’Impero Romano. Non l’antico Impero Romano dei nostri libri di storia, ma un Impero Romano che non è mai caduto: una dimensione parallela, uno degli infiniti mondi possibili. Questo perché è stata scoperta la tecnologia per muoversi tra le diverse linee del tempo: alcuni mondi sono invivibili, altri sono spaventosi, come quello in cui Hitler ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Molti di questi universi, però, sono ricchi di risorse inutilizzate. A tale scopo, la Crosstime Traffic invia i suoi commercianti (e i loro famigliari) in quelle linee del tempo. La vita della famiglia Solters è dura, specialmente perché deve fare i conti con le regole e le usanze dell’Impero, dove più che i soldi e le leggi, valgono le alleanze fra i signori locali. Ma quando i genitori di Jeremy tornano a casa per un’emergenza medica, il trasporto intertemporale smette di funzionare. Jeremy e sua sorella Amanda si ritrovano da soli, Polisse viene messa sotto assedio e la loro vita cambia radicalmente.

Guanciale d’erba

Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un’atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d’umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.

Governo ombra

Gennaio 1978: I’ambasciatore statunitense in Italia, Richard Gardner, scrive alla Casa Bianca chiedendo al presidente Carter di smentire le voci che circolano a Roma su un presunto via libera di Washington all’ingresso del Pci nel governo. È l’inizio dei dodici mesi tra i più densi della storia italiana. Gli americani temono per la stabilità di un Paese sul confine della Guerra Fredda, teatro per lo più di numerosi attentati da parte delle Brigate rosse in aperta sfida alle istituzioni della Repubblica: «Il partito comunista italiano non condivide i nostri profondi valori e interessi democratici» sarà la posizione ufficiale del Dipartimento di Stato sul compromesso storico. Alleati decisivi si riveleranno il Vaticano di Paolo VI e Bettino Craxi, abile nello sfruttare l’impatto politico del delitto Moro per inserirsi fra Dc e Pci e lanciare un’offensiva ideologica contro Botteghe Oscure ed Enrico Berlinguer. Avvalendosi di un accesso privilegiato agli archivi declassificati del Dipartimento di Stato americano e di altre fonti esclusive, Maurizio Molinari racconta nuovi retroscena di un anno che segnò la storia della nostra democrazia: le trame internazionali che si scatenano intorno al delitto Moro; la diffidenza degli Usa verso Pertini, eletto presidente dopo lo scandalo Lockheed e di cui si teme il carattere “testardo” e la tendenza a “non fidarsi dell’America”; l’attenzione alle informazioni raccolte dai giornalisti, con Montanelli che avverte “Il sangue scorrerà nelle strade”; le difficoltà nel concedere il visto per gli Usa a Giorgio Napolitano mentre fervono però i rapporti informali tra esponenti del Pci e inviati americani. In un libro sorprendente, un susseguirsi di incontri clandestini e gaffes istituzionali, manovre inquietanti e dispacci segreti che sembrano usciti da un romanzo di spionaggio. Ma è la nostra vera storia.

Gorilla Sapiens

Il senso di disagio, di vaga inquietudine e di irritazione che quasi tutti abbiamo provato osservando le scimmie nelle gabbie degli zoo, specialmente quelle che «somigliano» di più all’uomo: gorilla, orangutan, ha forse ispirato questa paradossale avventura nel tempo, che vede un gruppo di esseri umani sperduti in una società completamente «scimmiesca», Ma se lo spirito del romanzo e le peripezie che ne seguono sembrano appartenere a un genere stranamente umoristico, il loro significato è in realtà di bruciante satira, a spese non dei gorilla ma dell’Homo Sapiens.

Golfera Gianni – Le 101 Strategie per Migliorare la Memoria

Il Metodo di Gianni Golfera consiste nell’utilizzo della memoria visiva e della memoria spazio-temporale per apprendere qualsiasi tipo di informazione. Il sistema che insegna è caratterizzato da un’estrema semplicità e può essere messo in pratica con successo da chiunque a qualsiasi età.

Gli eroi della guerra di Troia

Le storie avvincenti degli eroi cantati da Omero. Il racconto sorprendente di quello che Omero non dice. Chi erano davvero gli eroi e le eroine della guerra di Troia? Quali sono le storie più autentiche e segrete delle figure cantate nell’Iliade e nell’Odissea? Questo libro racconta in modo nuovo i protagonisti della grande epopea omerica che tutti abbiamo studiato a scuola. Ma racconta anche quello che Omero non dice, scavando nella miniera di leggende, spesso frammentarie ed enigmatiche, che gli antichi ci hanno lasciato. Così, intorno agli amori di Achille, agli inganni di Ulisse, alle avventure favolose di Elena, rinasce tutta una costellazione di eroi perduti. «Le storie degli eroi di Ieranò parlano di uomini e donne straordinari e imprevedibili» Francesco Pacifico, LA REPUBBLICA «Ieranò sa raccontare l’antico con intelligenza, competenza, leggerezza» Eva Cantarella, CORRIERE DELLA SERA «A rendere coinvolgente questa grande saga sulla mitologia greca è la capacità dell’autore di coniugare competenza e profondità culturale con una leggerezza che non toglie nulla al fascino del racconto» Anna Folli, GAZZETTA DI PARMA

Giustizia come equità

A trent’anni dalla pubblicazione di Una teoria della giustizia, forse il libro più importante, influente e discusso in ambito filosofico di questi tre decenni, John Rawls presenta la versione definitiva della sua teoria, in un’esposizione insieme più accessibile e rifinita. Giustizia come equità è, come scrive Salvatore Veca nella sua Nota introduttiva, “il frutto maturo della lunga e tenace ricerca filosofica di Rawls che dalla metà degli anni Settanta alla fine del secolo appena concluso si è impegnato puntigliosamente nel riformulare ed esplicitare aspetti importanti della teoria della giustizia, rispondendo ai suoi critici e rivedendo in particolare alcuni errori presenti nella prima formulazione della teoria. La riformulazione della giustizia come equità mira in primo luogo a rendere coerente la teoria normativa e i suoi principi di giustizia per l’assetto delle istituzioni di base della società con la questione del pluralismo come tratto persistente delle società democratiche […]. Ancora una volta la filosofia politica di Rawls, nella sua riformulazione, chiama in causa la responsabilità intellettuale di chiunque abbia a cuore la qualità della forma di vita democratica”..

Furia dall’ignoto

L’oggetto sconosciuto giunge senza preavviso, gettando una spirale di devastazione nel pacifico paesaggio campestre. Reca con sé i resti di un essere stranamente umano, e… una farfalla. Una farfalla che non può esistere.
L’apparizione stessa della capsula è un mistero. Tutto sta a confermare che la furia scaturita dall’ingnoto proviene non dallo spazio ma dal tempo.
Questa è la plausibile teoria di Bowden Karvel. Ma la capsula misteriosa svanisce accidentalmente, di colpo, durante un esperimento. Un’altra ne compare, portando rovina e morte in un villaggio. Non l’accompagna nessuna farfalla, questa volta. E, all’interno, ci sono i resti di un essere extraterrestre.
Che cosa accadrebbe se la furia distruttrice colpisse una città popolosa? Quando la prima capsula torna (per fortuna in un deserto), risulta evidente che qualcuno deve riportarla al punto di provenienza, per far cessare quelle pericolose spedizioni. È una sconvolgente esperienza nel lontano futuro e in un remoto passato terrestre, antecedente alla comparsa dell’uomo.

Fuoco amico

“Ruach” in ebraico significa vento, ma anche spirito, e “ruach refaim” è lo spirito dei morti, il fantasma. Il vento, in questo nuovo romanzo di Abraham B. Yehoshua, è quello che si insinua nelle fessure di un grattacielo di recente costruzione a Tel Aviv e provoca sibili e ululati che turbano gli inquilini. Amotz Yaari, il progettista degli ascensori, viene chiamato a indagare e a difendere il buon nome del suo studio dalle accuse che gli vengono rivolte. È la settimana di Hanukkah, una delle feste più amate in Israele, ma non è una settimana facile per Amotz. Sua moglie Daniela, che ama moltissimo è partita per la Tanzania, dove in una specie di esilio volontario vive Yirmiyahu, vedovo della sorella di Daniela. Da quando suo figlio è stato ucciso per sbaglio da un commilitone durante un’azione nei territori occupati, Yirmiyahu non sopporta più di vivere in Israele. Non solo: non vuole più vedere un israeliano o leggere un giornale o un libro scritto in ebraico. Vuole liberarsi dalla storia del suo paese, e per farlo ha accettato un lavoro di contabile al seguito di una spedizione paleoantropologica in Africa. Alla ricerca degli ominidi preistorici, per non rischiare dolorosi incontri con la storia. Al centro del racconto, il ricordo di un giovane ucciso, la rabbia per quelle due parole – “fuoco amico” -, il rifiuto di vivere in un paese continuamente in guerra, ma anche la sete di normalità, l’amore e la testarda volontà di tenere unita la famiglia.

Freddo nell’anima

Bill Roberts, un giovane scapestrato che ‘convive’ col cadavere di sua madre per non dover rinunciare alla pensione della donna, dopo una rapina finita male trova rifugio in una carovana dì freaks, che esibiscono la propria deformità per guadagnarsi da vivere. Acrocefali, microcefali, gemelli siamesi, donne barbute, uomini-cane, e l’attrazione principale, l’inquietante Ice Man, adorato come un Cristo ritrovato e la cui sola presenza intimorisce ogni membro del gruppo, percorrono in lungo e in largo il Texas orientale di paese in paese, cercando di vivere una vita così detta ‘normale’. Bill sembra trovare finalmente un proprio ruolo nella nuova dimensione da girovago, ma commette un terribile errore: perdere la testa per Gidget, l’avvenente e provocante moglie di Frost, padre e padrone della compagnia dei mostri da baraccone.
Il suo incubo, che sembrava finito, riprende a tormentarlo giorno dopo giorno fino al momento in cui non potrà più sottrarsi dal destino che lo attende, inesorabile e crudele.
Con *Freddo nell’anima* , Joe R. Lansdale rompe un altro tabù sociale, con una carrellata di personaggi grotteschi e dall’esistenza disperata e una trama più nera della notte, in cui le persone che all’apparenze sembrano normali finiscono per dimostrare una mostruosità d’animo senza fondo.

Finché il male non vi separi

Finché morte non ci separi. Il giorno in cui aveva pronunciato quelle parole, colma d’amore per l’uomo meraviglioso che aveva accanto, Helen Baron non immaginava che si sarebbero trasformate in una maledizione. Cordell, lo sposo, si era rivelato uno spietato serial killer e le aveva sterminato senza pietà la famiglia. Da quel giorno Helen vive nascosta, sotto falso nome, protetta dall’FBI. È anche ingrassata sessanta chili, per cancellare ogni traccia di bellezza dal corpo che aveva osato godere delle carezze di un assassino. Ma Cordell non ha ancora finito con lei e le sta dando la caccia, per mettere il sigillo a quel patto rimasto in sospeso. E intanto uccide, scegliendo accuratamente le sue vittime e mettendo in atto un rituale raffinatissimo di seduzione e morte. Cordell non sbaglia, non lascia tracce, ed è inafferrabile. Ma un elemento fuori posto c’è. Su una delle scene del crimine, viene trovato un minuscolo frammento con il DNA di un rarissimo insetto notturno che feconda un solo e unico tipo di orchidea. Senza l’uno l’altro non potrebbe vivere, e viceversa, in una simbiosi nuziale perfetta, ma delicata e difficile da riprodurre. Quella è la traccia da seguire. Un inseguimento tra siti internet e l’omicidio in serie di altre donne, in un avvicendarsi di colpi di scena, in cui ciascuno, dall’agente Doyle alla sua collaboratrice Nina, all’assassino stesso, mette in gioco se stesso per ossessione vendetta o follia. O semplicemente per la bellezza del male. **

Filosofia Dei Mondi Globali

« *Con il suo appello: “Alle navi, filosofi!”, Nietzsche ha formulato la parola d’ordine della filosofia contemporanea. Tra i pensatori europei di oggi non c’è nessuno che abbia tradotto le sfide della “ragione navigante” in modo così radicale nel linguaggio del presente come Giacomo Marramao. Grazie al suo libro Passaggio a Occidente sappiamo che cosa significhi parlare filosoficamente della globalizzazione.* »
**Peter Sloterdijk**
« *Il lavoro di Giacomo Marramao è tra i maggiori contributi al dibattito filosofico di oggi.* »
**Étienne Balibar**
« *Lo stile intellettuale straordinariamente innovativo di Giacomo Marramao ha allargato gli orizzonti di pensiero della vasta schiera dei suoi ammiratori.* »
**Homi Bhabha**
Un pensiero all’altezza della globalizzazione, ossia in grado di rimodulare le categorie necessarie a comprendere il mutamento di scala che ha sovvertito il nostro spazio-tempo: così, riconoscendole la rara qualità di novum filosofico, è stata subito accolta la riflessione che Giacomo Marramao ha dispiegato nel 2003 in Passaggio a Occidente. La sua risonanza ha valicato ambiti disciplinari e altri confini, mentre il titolo stesso assurgeva a espressione emblematica del transito – costitutivo di un’epoca – verso approdi glocalizzati e mondi plurali affacciati tra le pieghe di sfasature temporali. Negli anni, il saggio ha via via aggiornato il proprio osservatorio teoretico-politico, e nel 2012 con la traduzione inglese, condotta sulla nuova edizione del 2009, ha raggiunto un pubblico planetario. Lo testimoniano le «voci» qui raccolte, che entrano nel vivo delle tesi di Marramao e sanno farsi ascoltare come in un simposio greco. L’oggetto del dibattito è però attualissimo. Riguarda la trama lacerata dell’egemonia occidentale, drammaticamente incapace di produrre una società a partire dall’economia di mercato, e le forme in cui un orizzonte è ricostruibile, o almeno perlustrabile. In dialogo stringente con i suoi interlocutori, Marramao ha l’occasione di ridefinire ancora una volta i contorni dell’universalismo della differenza, che destituisce l’identità dal rango privilegiato che si era riservata, assegna una funzione strategica alla politica della traduzione, considera il conflitto una «dimensione cruciale e generativa», integra la razionalità comunicativa con la narrazione. Nella convinzione che il destino della totalità sia l’incompiutezza, e la sintesi solo una «formula insatura».

Fiabe dei nativi americani: Miti e racconti

Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America. **
### Sinossi
Questa antologia presenta un frammento dell’immenso patrimonio di narrazioni, leggende, miti, canti e preghiere dei nativi americani raccolto e trascritto, soprattutto a partire dalla fine del XIX secolo, da antropologi, etnologi e linguisti. Leggere questi racconti permette di andare al cuore del mondo che è indispensabile alla terra americana, al suo sogno, alla sua immaginazione e anche al suo destino. In effetti i nativi sono al centro, sono l’essenza dello spirito e dell’esperienza americana, e questo conferisce loro caratteristiche uniche e distinte. Le loro storie sono un punto di partenza insostituibile per iniziare veramente a ”scoprire” quel continente chiamato America.