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Nell’harem

La vita quotidiana nell’harem ha le sue dolcezze, i suoi piccoli riti affettuosi che possono sedurre quanto la libertà. È ciò che scopre Denise Zintgraff, che ha vissuto due anni in Arabia Saudita nell’harem di uno dei palazzi più sfarzosi e segreti del mondo, avendo accettato di diventare la precettrice di un principino. Moderna Sheherazade, confinata nella parte della corte riservata alle donne e proibita agli uomini, Denise vive lussi inimmaginabili, feste da mille e una notte e vacanze da nababbi, ma si scontra ben presto con la severità della legge coranica e con la totale soggezione a un mondo maschile, dove la sessualità viene mortificata fino a diventare ossessiva.

Morte in lista d’attesa

Nell’esclusiva clinica di bellezza alle porte di Trieste sembra che non vengano praticate solo innocue ma costose operazioni di chirurgia estetica – a cominciare dal naso – a cui anche Laura, la moglie del commissario Proteo Laurenti, pare interessata. Ma Laurenti ha ben altro a cui pensare. da quando, durante il vertice tra il cancelliere tedesco e Berlusconi, un uomo nudo è stato travolto dalla macchina dell’illustre ospite, Trieste sembra impazzita. La politica ha infettato ogni cosa, tutti sospettano di tutti e lo stesso Laurenti viene preso di mira. Quando poi uno dei medici della clinica viene brutalmente mutilato e muore per i postumi dell’aggressione, il clima si fa rovente. Laurenti deve dipanare una matassa fatta di clientele, corruzione, denunce, morte e omicidi per giungere al cuore della violenza. le piste che partono da tutta Europa portano alla clinica sul Carso… «Un thriller politico sociale, raffinato come il suo autore… che ora ha il tocco geniale di dare al cavalier Berlusconi il ruolo di comparsa». Alessandra Orsi, *Marie Claire* «Colpisce basso Veit Heinichen, toglie la vernice che rende lucida una città in cui si annidano le iene». Stefano Galieni, *Liberazione* «Finzione e realtà si intersecano come le rotaie di un treno ad alta velocità». Alessandro Mezzena Lona, *Il Piccolo*

Monte Athos

Il territorio verdeggiante e a tratti roccioso della penisola athonita rappresenta il caso unico al mondo di una Repubblica monastica, ancora nel pieno delle sue forze dopo oltre un millennio di storia. La data di fondazione comunemente accettata dagli studiosi è quella del 963, anno in cui il monaco Atanasio diede vita al monastero della Grande Lavra. La storia religiosa di questo lembo di terra della Calcidica era però già iniziata molto tempo prima, sin dall’epoca tardo-antica, quando numerosi e oscuri eremiti vi trovarono rifugio. Oggi il Monte Athos, con i suoi venti monasteri, rappresenta il cuore spirituale del cristianesimo ortodosso. In questo luogo di silenzio e di preghiera si è conservata inalterata l’antica tradizione mistica ereditata dagli anacoreti del deserto egiziano. Questo libro narra il pellegrinaggio del grande scrittore russo nei vari monasteri, un racconto che traccia non solo un quadro storico e agiografico di questa terra, ma che riesce a proiettarci nel battito emozionale e spirituale di uno dei luoghi più cari al cristianesimo.

Militarmusik

Nel 1967 l'Unione Sovietica celebra il cinquantesimo anniversario della grande Rivoluzione d'Ottobre. Proprio in quell'anno, in un tripudio di bandiere rosse e di parate militari, fa il suo ingresso nel mondo l'eroe di questa storia, Wladimir Kaminer, che con sguardo disincantato osserva un paese forte solo in apparenza. Per sopravvivere a una realtà opprimente, il giovane Wladimir inizia a coltivare il suo personalissimo talento affabulatorio: «C'era chi rimaneva ammirato dalle mie storie e chi si infuriava, però mi stavano a sentire tutti, e ben presto diventai il più grande contaballe della scuola». Questa sua «dote» rimane tuttavia incompresa: dopo essere stato cacciato dall'istituto, si iscrive all'Accademia di arte drammatica, dove collabora alla messa in scena di improbabili drammi politici. Finito nel libro nero del KGB, si barcamena tra i lavori più disparati – guardiano di bestiame su un treno diretto in Uzbekistan, giardiniere in un parco cittadino, organizzatore di concerti clandestini underground – finché, non essendo riuscito a evitare il servizio militare, è costretto ad arruolarsi nell'esercito. Quando ritorna alla vita civile, dopo due anni trascorsi in un complesso missilistico sperduto tra i boschi, Wladimir deve affrontare una realtà stravolta dall'avvento della Perestrojka. Spinto dal vento dell'Ovest, decide di partire con un amico e tentare la fortuna in Germania. E qui finiscono (per il momento) le avventure deliranti ed esilaranti di questo picaro russo, di questo Huckleberry Finn dell'epoca postsovietica: avventure che ci consegnano un nuovo scrittore, un narratore dotato di un'incredibile vena comica.

Mia piccola sirena

Decisa a sottrarsi a un matrimonio senza amore e alle restrizioni della società, l’ereditiera Sophia Hathaway respinge il fidanzato, impacchetta tele e colori e si imbarca sul veliero Aphrodite fingendosi una governante. Desidera una vita libera e anticonvenzionale, ma un conto è tratteggiare a pennello quelle audaci fantasie, un altro è trovarsi faccia a faccia con l’incarnazione di una di queste: l’affascinante quanto pericoloso capitano della nave, Benedict Grayson. Libertino e mascalzone, Gray vive per il profitto e il piacere, ma il talento e la sensualità di Sophia riescono a toccargli il cuore. Al punto che, all’improvviso, è pronto a sfidare qualsiasi pericolo pur di tenerla accanto a sé.

Mi ricordo di te

Il villaggio di Hesteyri nei mesi invernali è disabitato e quasi irraggiungibile. L’unico contatto con il resto dell’Islanda è un traghetto perennemente in balia del vento e del mare. In questo luogo desolato, tre giovani provenienti dalla capitale hanno deciso di ristrutturare una casa per trasformarla in un albergo. Ansiosi di mettere a frutto il loro investimento, si sono arrischiati a viaggiare fino a Hesteyri nel periodo più freddo per mettere mano ai lavori. Il piccolo gruppo presto si rende conto che non solo la ristrutturazione è molto più difficile del previsto, ma anche che sul villaggio deserto aleggia un’atmosfera sinistra. I telefoni cellulari si scaricano senza motivo e una presenza indistinta sembra seguirli, lasciando tracce che suggeriscono un messaggio indecifrabile. Impossibilitati a comunicare con l’esterno, i tre possono solo aspettare che il traghetto torni a prenderli nella data stabilita, mentre la tensione tra loro continua a crescere. Negli stessi giorni Freyr, uno psichiatra, sta aiutando la polizia nell’indagine su un caso di vandalismo in una scuola. La vita dell’uomo è cambiata da quando suo fi glio Benni è misteriosamente scomparso tre anni prima; una tragedia che lo ha gettato nello sconforto e ha distrutto il suo matrimonio. Nel corso dell’indagine Freyr risale a un altro atto vandalico compiuto nella medesima scuola cinquant’anni prima, lo stesso periodo in cui un giovane allievo è svanito senza lasciare tracce: un caso fi n troppo simile a quello di Benni e che sembra affondare le sue radici nel remoto villaggio di Hesteyri… Yrsa Sigurdardóttir, la regina del thriller islandese, intesse due vicende parallele per creare un mondo inquietante che mina le certezze del lettore; dove ogni personaggio nasconde un segreto, dove la paura è in agguato nelle strade deserte e nel rumore delle onde.

Meno di niente

Platone, Hitchcock, l’Essere e il Nulla, Fichte, la fisica quantistica, la realtà delle finzioni, il Nirvana, Marx, Freud, la plebe, la follia, il sesso… e soprattutto Hegel e Lacan, anzi, più precisamente, la riscrittura lacaniana della dialettica di Hegel. Meno di niente, l’ultima fatica filosofica di Slavoj Žižek, è un libro sterminato, che sembra voler parlare di «tutto quanto si trova sotto il cielo». Ma è anche un’opera destinata a far ricredere quanti considerano Hegel come il filosofo del «Sapere assoluto» che fagocita ogni cosa e la filosofia post-hegeliana (che spesso è filosofia anti hegeliana) come ciò che pone rimedio a questa follia idealista. Perché la nostra situazione è identica a quella con cui doveva fare i conti Hegel e, forse, l’unico modo che abbiamo oggi di prevenire la catastrofe, di fermare l’accelerazione capitalistica, animata da un’implacabile pulsione di morte, è ripetere Hegel. Tuttavia, che cosa accadrebbe se per questa via approdassimo a una semplice, quanto sconvolgente, conclusione? «Se c’è qualcosa anziché il nulla, ciò non avviene perché la realtà ecceda il mero nulla, ma perché la realtà è meno di niente».

Mendel Dei Libri – Amok – Bruciante Segreto

Cura e traduzione di Silvia Montis
Edizioni integrali
Scritto durante la crisi mondiale del 1929, fosco presagio dello sfacelo a venire, Mendel dei libri è il ritratto struggente e indimenticabile di un uomo attraversato da una sublime ossessione, un’accorata, malinconica riflessione sul potere salvifico dei libri e sulla magia del ricordo.
In Amok, pubblicato nel 1922, rivive il racconto febbrile e delirante di un viaggiatore di ritorno su una nave dall’Oceano Indiano: è la scoperta non già di un esotismo affascinante ma di una «terra maledetta» dove «prima o poi tutti, in un modo o nell’altro, si beccano la loro dose di follia».
Pubblicato nel 1911 e salutato da uno straordinario successo, Bruciante segreto, in un vorticoso crescendo, tratteggia il cupo, violento passaggio dall’infanzia all’età adulta di Edgar, ragazzino irrequieto e solitario, che accoglie con gioia le offerte di amicizia di un giovane barone, credendole sincere: in realtà l’uomo finge di interessarsi a lui solo per sedurre la madre.
Stefan Zweig
(Vienna, 1881–Petrópolis, 1942) crebbe nella Vienna di fine Ottocento, ed esordì giovanissimo sulla scena letteraria. Autore di raffinata formazione culturale e artistica, scrisse novelle, romanzi, poesie, opere teatrali, saggi letterari e biografie storiche, e conobbe uno straordinario successo mondiale tra gli anni Venti e Trenta. Dopo l’ascesa al potere del nazismo, Zweig – le cui opere furono bruciate nei roghi dei libri del 1933 – dovette rifugiarsi, essendo di origine ebrea, in Inghilterra, poi a New York e infine in Brasile. Morì suicida nel febbraio del 1942. Delle sue opere la Newton Compton ha pubblicato Il mondo di ieri, Novella degli scacchi – Paura – Lettera di una sconosciuta e Mendel dei libri – Amok – Bruciante segreto.

Matrimonio di Mezzanotte

Due nobili adolescenti vengono uniti in matrimonio contro la loro volontà. Drogata, Deb non ha nessun ricordo dell’avvenimento. Caduto in disgrazia, Julian è bandito sul Continente. Nove anni dopo, Deb si innamora di un duellante ferito, per scoprire solo dopo che è suo marito, ritornato in incognito! Riuscirà Deb a perdonare il crudele inganno? Il loro matrimonio riuscirà a sopravvivere oltre la seduzione? Nel frattempo, la nemesi di Julian complotta per distruggere entrambi. Ambientato nel mondo opulento dell’aristocrazia del diciottesimo secolo e ispirato a eventi reali, Matrimonio di Mezzanotte è il secondo libro, che si può leggere indipendentemente dagli altri, dell’apprezzata saga della famiglia Roxton. Con la sua prosa arguta e una vasta tavolozza di dettagli storici, Lucinda Brant ci regala un’altra sontuosa esperienza nel diciottesimo secolo nel suo stile peculiare: drammi strappalacrime e lieto fine.

Martin Eden (Italiano)

Martin Eden è un romanzo dello scrittore statunitense Jack London pubblicato in un primo tempo a puntate nella rivista Pacific Monthlydal settembre 1908 al settembre del 1909 e successivamente pubblicato come libro dalla The Macmillan Company nel settembre 1909.
Racconta la difficile vita di un ragazzo del popolo, un marinaio il cui nome dà il titolo al romanzo, che lotta disperatamente per diventare uno scrittore, ispirato e sostenuto in questo dal suo amore per la “Bellezza” e per Ruth, una giovane figlia dell’alta borghesia di San Francisco. La differenza di classe fra i due giovani e le relative difficoltà per Martin di farsi accettare come possibile marito di Ruth dalla famiglia di lei darà modo a London di esporre molte delle sue teorie da convinto socialista qual era.

Manuale professionale di stretching

Lo stretching nella sua dimensione più completa, quale strumento di precisione per la cura del corpo, il miglioramento delle prestazioni fisiche, le terapia. Nel libro: i campi di applicazione dello stretching (terapia manuale, riabilitazione, allenamento sportivo), con molti esempi operativi; le tecniche dedicate agli ottanta muscoli principali del corpo; il programma di stretching mirato alle discipline sportive (calcio, pallacanestro, nuoto, sci, ciclismo) e alle discipline musicali (canto, chitarra, pianoforte, flauto, violino, arpa). Ogni sezione del libro è illustrata con schemi del muscolo interessato.

Manna e miele, ferro e fuoco

Romilda Gelardi viene alla luce in una notte di tormenta, mentre la neve cade fitta sui boschi delle Madonie. Nel caldo della loro casa, Maricchia e Alfonso si illuminano davanti al miracolo di quella figlia femmina tanto desiderata, bella e polposa come una spiga di grano a giugno. Romilda si rivela subito una bambina speciale, capace di stabilire un dialogo istintivo con cose e persone. Ancora non parla, e già ottiene il rispetto dei fratelli maggiori e quello della natura intorno a sé: è con sgomento che Maricchia, dopo averla lasciata sola pochi istanti, la trova ricoperta da un nugolo di api nere che la proteggono e la cullano con il loro ronzio. Ed è con altrettanto sgomento, misto a fierezza, che suo padre Alfonso si rende conto che, di tutti i figli, forse solo Romilda ha le capacità per ereditare i segreti del suo mestiere.
Sì, perché Alfonso è un mannaluoro: uno dei pochissimi depositari dell¿arte di estrarre dai frassini ¿ muddii in dialetto siciliano ¿ la manna, sostanza dalle miracolose virtù nutritive e curative. La manna è la linfa dei muddii, che si cristallizza in cannoli bianchi dolcissimi e preziosi: ma essa si produce solo in condizioni molto speciali, incidendo la corteccia nel momento incantato in cui gli alberi mormorano nella notte e si offrono docili alle mani sapienti di chi li ferisce.
Romilda cresce così tra gli insegnamenti della madre, che attraverso la cura delle api le insegna la dolcezza e il potere, e quelli del padre, che conosce la natura e sa che dolcezza e potere possono essere distruttivi se non li si controlla. Ma Romilda è destinata a incontrare presto la violenza del ferro e la prepotenza del fuoco: don Francesco, barone di Ventimiglia, la chiede in sposa ancora bambina. Seguire don Francesco significherà lasciare il bosco, conoscere le durezze di una vita più agiata ma profondamente inautentica ¿ in cui anche l¿esperienza della maternità può finire per espropriare una donna di se stessa. E mentre la Sicilia viene investita dal vento che scuote la penisola intera in lotta per l¿unità nazionale, anche per questi due sposi si compie un cammino di sofferenza e di prova: le loro nature opposte si incontrano e si scontrano, si forgiano tra le fiamme della passione e nel gelo di un silenzio sempre più profondo.
Alfonso insegnava che ogni pianta fruttifica con straordinaria generosità quando viene privata del nutrimento: guidata da questa fiducia più forte di tutto, Romilda sopporterà il patimento più duro in attesa dei fiori maturi di una consapevolezza nuova. Quella di una donna, intelligente e dolce, forte e appassionata: manna e miele, ferro e fuoco. Dopo Il conto delle minne, Giuseppina Torregrossa torna ai temi che le sono visceralmente cari: la sua terra e la femminilità. Una Sicilia nobile e feroce, terra di pazzi e sognatori, di aranceti e solfatare, è il palcoscenico sul quale si muovono personaggi memorabili, sul quale grandezza e miseria delle umane passioni prendono vita nel canto di una donna alla ricerca della propria libertà.

Mani calde

Davide ha nove anni e proprio non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l’abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, tra il sonno e la veglia in cui è costretto, Davide sente e “vede” le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel “dottore antipatico” che tenterà l’impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, un dio nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l’altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia intensa e commovente con la più positiva delle morali: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso”. **
### Sinossi
Davide ha nove anni e proprio non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l’abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, tra il sonno e la veglia in cui è costretto, Davide sente e “vede” le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel “dottore antipatico” che tenterà l’impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, un dio nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l’altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia intensa e commovente con la più positiva delle morali: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso”.