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Lo Scriba Di Osiride. La Cospirazione Del Male

Nonostante la determinazione di Sesostri III, gli sforzi congiunti dei suoi generali, e i rituali compiuti dalla Regina e dalle sette sacerdotesse di Hathor, l’acacia del tempio di Abido sta morendo. Nella disperazione generale, però, si alza la voce di una giovanissima sacerdotessa, che propone la costruzione a Dahshur di una nuova piramide in onore di Osiride. Forse, così, gli Dei si placheranno…
Ma anche la vita del faraone è in pericolo. Sesostri, infatti, deve guardarsi da un misterioso predicatore del deserto – che tutti chiamano l’Annunciatore – disposto a tutto pur di strappargli lo scettro. E non può neppure fare affidamento sulla propria corte, dato che di sicuro, tra i funzionari, si nasconde un traditore. Nel frattempo Iker, ignaro che i suoi nemici sono altri e ingannato dalle apparenze, aspetta solo il momento opportuno per vendicarsi del faraone. Un momento che sta per arrivare…

Nonostante la determinazione di Sesostri III, gli sforzi congiunti dei suoi generali, e i rituali compiuti dalla Regina e dalle sette sacerdotesse di Hathor, l’acacia del tempio di Abido sta morendo. Nella disperazione generale, però, si alza la voce di una giovanissima sacerdotessa, che propone la costruzione a Dahshur di una nuova piramide in onore di Osiride. Forse, così, gli Dei si placheranno…
Ma anche la vita del faraone è in pericolo. Sesostri, infatti, deve guardarsi da un misterioso predicatore del deserto – che tutti chiamano l’Annunciatore – disposto a tutto pur di strappargli lo scettro. E non può neppure fare affidamento sulla propria corte, dato che di sicuro, tra i funzionari, si nasconde un traditore. Nel frattempo Iker, ignaro che i suoi nemici sono altri e ingannato dalle apparenze, aspetta solo il momento opportuno per vendicarsi del faraone. Un momento che sta per arrivare…

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Lo Schiavo Irlandese

Irlanda, 1102 – Grata per la generosità e l’affetto che Davin, il capoclan del suo villaggio, le ha sempre dimostrato, Iseult MacFergus ha accettato di sposarlo pur non essendo innamorata di lui. Ma quella che in un primo tempo le appariva come una scelta dettata dal buonsenso, all’improvviso si rivela un tragico errore, perché Kieran Ó Brannon, umile schiavo con la dignità di un re e il coraggio di un vero guerriero, imprevedibilmente risveglia in lei un’irresistibile attrazione. Iseult, però, si è già macchiata in passato di un grave peccato, e non può permettersi il lusso di cedere alla passione.

Irlanda, 1102 – Grata per la generosità e l’affetto che Davin, il capoclan del suo villaggio, le ha sempre dimostrato, Iseult MacFergus ha accettato di sposarlo pur non essendo innamorata di lui. Ma quella che in un primo tempo le appariva come una scelta dettata dal buonsenso, all’improvviso si rivela un tragico errore, perché Kieran Ó Brannon, umile schiavo con la dignità di un re e il coraggio di un vero guerriero, imprevedibilmente risveglia in lei un’irresistibile attrazione. Iseult, però, si è già macchiata in passato di un grave peccato, e non può permettersi il lusso di cedere alla passione.

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Lo Scalpellino Di Atene

Questo romanzo, ambientato nella Grecia Classica, poco prima dell’epoca Ellenistica, vede grandi personaggi come Socrate e Platone, accostati ai protagonisti, che sono gente semplice e sconosciuta. La violenza, pubblica e/o privata, era uno degli elementi costitutivi della società, molto arretrata sotto il profilo legislativo e sociale (se non politico), tanto quanto evoluta sotto quello filosofico e dell’arte. L’amore, per quanto interpretato come “eros” e non come sentimento, era l’altro elemento basilare, il tutto condito da mezzi di sussistenza, di trasporto, di comunicazione, assolutamente carenti. L’Autore si scusa, ma il romanzo si chiude senza colpi di scena, serenamente e secondo le caratteristiche dei personaggi. Le informazioni storiche e di usi e costumi, approfondite, derivano la più parte da ricerche su Internet e, in minor misura, da Scrittori di Grecia e di Roma, dell’Editoriale Scuola 2000, per i tipi di Grafiche Editoriali di Ariccia, che l’Autore cita e ringrazia sentitamente.

Questo romanzo, ambientato nella Grecia Classica, poco prima dell’epoca Ellenistica, vede grandi personaggi come Socrate e Platone, accostati ai protagonisti, che sono gente semplice e sconosciuta. La violenza, pubblica e/o privata, era uno degli elementi costitutivi della società, molto arretrata sotto il profilo legislativo e sociale (se non politico), tanto quanto evoluta sotto quello filosofico e dell’arte. L’amore, per quanto interpretato come “eros” e non come sentimento, era l’altro elemento basilare, il tutto condito da mezzi di sussistenza, di trasporto, di comunicazione, assolutamente carenti. L’Autore si scusa, ma il romanzo si chiude senza colpi di scena, serenamente e secondo le caratteristiche dei personaggi. Le informazioni storiche e di usi e costumi, approfondite, derivano la più parte da ricerche su Internet e, in minor misura, da Scrittori di Grecia e di Roma, dell’Editoriale Scuola 2000, per i tipi di Grafiche Editoriali di Ariccia, che l’Autore cita e ringrazia sentitamente.

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Liriche

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Linux Server Per L’Amministratore Di Rete

Questo manuale è pensato per gli amministratori di rete di piccole e medie imprese italiane, realtà che operano con uno o più server centralizzati e con una serie di client basati su Windows. Capitolo dopo capitolo vengono isolate le esigenze informatiche più comuni fornendo soluzioni pratiche e pronte all’uso che possano essere messe in produzione rapidamente. Nel rispetto delle realtà aziendali in cui si opera, in nessun caso viene suggerito di sostituire le postazioni e i server Windows con macchine Linux. Viene piuttosto consigliato di affiancare le macchine esistenti con soluzioni Linux specifiche. Tutti i servizi trattati riguardano il server centrale e le funzionalità da esso erogate, come per esempio un’area comune dove salvare i file, il sistema di posta elettronica, il fax di rete, il firewall, il database, il meccanismo di accesso in VPN e così via. Un testo agile e pratico, ricco di ricette per ottenere da Linux solo il meglio.

Questo manuale è pensato per gli amministratori di rete di piccole e medie imprese italiane, realtà che operano con uno o più server centralizzati e con una serie di client basati su Windows. Capitolo dopo capitolo vengono isolate le esigenze informatiche più comuni fornendo soluzioni pratiche e pronte all’uso che possano essere messe in produzione rapidamente. Nel rispetto delle realtà aziendali in cui si opera, in nessun caso viene suggerito di sostituire le postazioni e i server Windows con macchine Linux. Viene piuttosto consigliato di affiancare le macchine esistenti con soluzioni Linux specifiche. Tutti i servizi trattati riguardano il server centrale e le funzionalità da esso erogate, come per esempio un’area comune dove salvare i file, il sistema di posta elettronica, il fax di rete, il firewall, il database, il meccanismo di accesso in VPN e così via. Un testo agile e pratico, ricco di ricette per ottenere da Linux solo il meglio.

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Limbo

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Le testimoni silenziose

Fin dai tempi di Marco Polo la Cina appare ai nostri occhi come un «altrove» lontano, smisurato ed enigmatico, fatto di strade gremite e odori penetranti, di tessuti preziosi e bandiere rosse, di scritte aggraziate e indecifrabili come i volti dei suoi abitanti. Un gigante rimasto assopito e isolato per millenni mentre l’Occidente si affannava a rincorrere il mito della crescita; un gigante che adesso si è svegliato e che, con un balzo, sembra aver annullato ogni distanza, capovolto ogni riferimento. Forse, allora, proprio in mezzo a cambiamenti così epocali è venuto il momento di chiederci: cosa sappiamo veramente della Cina? Ma soprattutto: cosa sanno di sé i cinesi? Quale coscienza hanno le giovani generazioni dell’abisso che separa le loro esistenze di cittadini moderni e cosmopoliti da quelle dei loro genitori e dei loro nonni, che soltanto pochi decenni fa vivevano immersi in una dimensione epica e arcaica? Guaritrici, banditi, acrobati, cantastorie, soldati, fabbricanti di lanterne: sono le vite preziose di questi genitori, di questi nonni, quelle cui Xinran dà voce nelle pagine del suo libro-reportage, strappandole così all’oblio. Vite comuni eppure incredibili, fatte di senso del dovere e di affetti sacrificati, legate alla tradizione e stravolte dalla cecità della rivoluzione. Vite che testimoniano la toccante tenacia e al tempo stesso l’ineluttabile fragilità di un mondo destinato probabilmente a sparire per sempre.

Fin dai tempi di Marco Polo la Cina appare ai nostri occhi come un «altrove» lontano, smisurato ed enigmatico, fatto di strade gremite e odori penetranti, di tessuti preziosi e bandiere rosse, di scritte aggraziate e indecifrabili come i volti dei suoi abitanti. Un gigante rimasto assopito e isolato per millenni mentre l’Occidente si affannava a rincorrere il mito della crescita; un gigante che adesso si è svegliato e che, con un balzo, sembra aver annullato ogni distanza, capovolto ogni riferimento. Forse, allora, proprio in mezzo a cambiamenti così epocali è venuto il momento di chiederci: cosa sappiamo veramente della Cina? Ma soprattutto: cosa sanno di sé i cinesi? Quale coscienza hanno le giovani generazioni dell’abisso che separa le loro esistenze di cittadini moderni e cosmopoliti da quelle dei loro genitori e dei loro nonni, che soltanto pochi decenni fa vivevano immersi in una dimensione epica e arcaica? Guaritrici, banditi, acrobati, cantastorie, soldati, fabbricanti di lanterne: sono le vite preziose di questi genitori, di questi nonni, quelle cui Xinran dà voce nelle pagine del suo libro-reportage, strappandole così all’oblio. Vite comuni eppure incredibili, fatte di senso del dovere e di affetti sacrificati, legate alla tradizione e stravolte dalla cecità della rivoluzione. Vite che testimoniano la toccante tenacia e al tempo stesso l’ineluttabile fragilità di un mondo destinato probabilmente a sparire per sempre.

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Le regole dell’etichetta

Inghilterra – Germania, 1855. Il luogotenente Michael Thorpe è una vera tentazione per Lady Hannah Chesterfield. L’etichetta vuole che la gentildonna ignori le emozioni che lo sguardo malizioso del giovane suscita in lei, tuttavia Michael è l’unico ad aver riconosciuto e apprezzato il suo spirito irrequieto. Così, senza preoccuparsi dello scandalo, Hannah decide di concedersi un assaggio di avventura e di aiutare l’affascinante ufficiale a svelare il segreto della sua nascita. Il soldato non adatto a lei potrebbe infatti essere un principe, e chissà, dopo averle insegnato il significato dell’amore potrebbe persino farla diventare la sua principessa.

Inghilterra – Germania, 1855. Il luogotenente Michael Thorpe è una vera tentazione per Lady Hannah Chesterfield. L’etichetta vuole che la gentildonna ignori le emozioni che lo sguardo malizioso del giovane suscita in lei, tuttavia Michael è l’unico ad aver riconosciuto e apprezzato il suo spirito irrequieto. Così, senza preoccuparsi dello scandalo, Hannah decide di concedersi un assaggio di avventura e di aiutare l’affascinante ufficiale a svelare il segreto della sua nascita. Il soldato non adatto a lei potrebbe infatti essere un principe, e chissà, dopo averle insegnato il significato dell’amore potrebbe persino farla diventare la sua principessa.

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Le Pietre di Talarana I – L’Ombra del Tiranno

Una Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, uno dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e oscura minaccia.
Commenti:
“Credo che il romanzo sia davvero molto valido e interessante; è scritto bene, non è mai improvvisato, l’Autore sa quel che scrive e lo fa davvero con attenzione, nella scelta dei vocaboli, nella descrizione di luoghi, persone, momenti d’azione…” Angela di chicchidipensieri.blogspot.it
“questo straordinario libro è scritto tanto bene che sembra di stare ad ascoltare un amico che ti racconta le sue avventure.” Luca F. ilmiolibro.it
“un’ottima prova d’esordio, un romanzo ben scritto, molto articolato, ricco di colpi di scena che vi terranno incollati alle pagine, e che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy e ha voglia di leggere qualcosa di nuovo e fresco nel panorama della letteratura di questo genere!” Ilary di imilleeunlibro.blogspot.it **
### Sinossi
Una Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, uno dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e oscura minaccia.
Commenti:
“Credo che il romanzo sia davvero molto valido e interessante; è scritto bene, non è mai improvvisato, l’Autore sa quel che scrive e lo fa davvero con attenzione, nella scelta dei vocaboli, nella descrizione di luoghi, persone, momenti d’azione…” Angela di chicchidipensieri.blogspot.it
“questo straordinario libro è scritto tanto bene che sembra di stare ad ascoltare un amico che ti racconta le sue avventure.” Luca F. ilmiolibro.it
“un’ottima prova d’esordio, un romanzo ben scritto, molto articolato, ricco di colpi di scena che vi terranno incollati alle pagine, e che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy e ha voglia di leggere qualcosa di nuovo e fresco nel panorama della letteratura di questo genere!” Ilary di imilleeunlibro.blogspot.it

Una Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, uno dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e oscura minaccia.
Commenti:
“Credo che il romanzo sia davvero molto valido e interessante; è scritto bene, non è mai improvvisato, l’Autore sa quel che scrive e lo fa davvero con attenzione, nella scelta dei vocaboli, nella descrizione di luoghi, persone, momenti d’azione…” Angela di chicchidipensieri.blogspot.it
“questo straordinario libro è scritto tanto bene che sembra di stare ad ascoltare un amico che ti racconta le sue avventure.” Luca F. ilmiolibro.it
“un’ottima prova d’esordio, un romanzo ben scritto, molto articolato, ricco di colpi di scena che vi terranno incollati alle pagine, e che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy e ha voglia di leggere qualcosa di nuovo e fresco nel panorama della letteratura di questo genere!” Ilary di imilleeunlibro.blogspot.it **
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Una Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, uno dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e oscura minaccia.
Commenti:
“Credo che il romanzo sia davvero molto valido e interessante; è scritto bene, non è mai improvvisato, l’Autore sa quel che scrive e lo fa davvero con attenzione, nella scelta dei vocaboli, nella descrizione di luoghi, persone, momenti d’azione…” Angela di chicchidipensieri.blogspot.it
“questo straordinario libro è scritto tanto bene che sembra di stare ad ascoltare un amico che ti racconta le sue avventure.” Luca F. ilmiolibro.it
“un’ottima prova d’esordio, un romanzo ben scritto, molto articolato, ricco di colpi di scena che vi terranno incollati alle pagine, e che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy e ha voglia di leggere qualcosa di nuovo e fresco nel panorama della letteratura di questo genere!” Ilary di imilleeunlibro.blogspot.it

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Le isole del tesoro: viaggio nei paradisi fiscali dove è nascosto il tesoro della globalizzazione

Questa è la grande storia mai raccontata della globalizzazione. I paradisi fiscali sono infatti la faccia meno conosciuta, ma più centrale, della rete finanziaria mondiale: solo per fare un esempio, più di metà del commercio mondiale e gran parte di mutui e prestiti passano per questi luoghi, almeno “nominalmente”. Ogni grande corporation vi svolge continuamente attività di routine e i suoi più grandi utilizzatori non sono certo terroristi, mafiosi o celebrità, ma banche. I paradisi fiscali hanno a che fare di norma con l’evasione: dalle leggi, dai creditori, dalle tasse, in sintesi da ogni controllo e verifica democratica; e hanno avuto un ruolo decisivo in tutti i maggiori eventi economici contemporanei, compresa la crisi attuale esplosa nel 2008, fungendo spesso da base per le lobby che hanno spinto a rimuovere i regolamenti finanziari preesistenti e a tagliare le tasse per i più ricchi in tutto il mondo. Gli hedge fund, Goldman Sachs, Citigroup si muovono continuamente dentro e fuori dal mondo offshore, così come dietro gli scandali di Enron, Parmalat, Lehman Brothers, Aig si celano i paradisi fiscali. Anche la crescita delle corporation e l’esplosione del debito nelle economie più avanzate a partire dagli anni settanta è sostanzialmente una storia che ha a che fare con l’offshore. Certo, esistono anche altre cause utili a spiegare i fenomeni, ma senza la comprensione di questo universo di interessi non si può capire appieno la storia e l’economia del mondo moderno.

Questa è la grande storia mai raccontata della globalizzazione. I paradisi fiscali sono infatti la faccia meno conosciuta, ma più centrale, della rete finanziaria mondiale: solo per fare un esempio, più di metà del commercio mondiale e gran parte di mutui e prestiti passano per questi luoghi, almeno “nominalmente”. Ogni grande corporation vi svolge continuamente attività di routine e i suoi più grandi utilizzatori non sono certo terroristi, mafiosi o celebrità, ma banche. I paradisi fiscali hanno a che fare di norma con l’evasione: dalle leggi, dai creditori, dalle tasse, in sintesi da ogni controllo e verifica democratica; e hanno avuto un ruolo decisivo in tutti i maggiori eventi economici contemporanei, compresa la crisi attuale esplosa nel 2008, fungendo spesso da base per le lobby che hanno spinto a rimuovere i regolamenti finanziari preesistenti e a tagliare le tasse per i più ricchi in tutto il mondo. Gli hedge fund, Goldman Sachs, Citigroup si muovono continuamente dentro e fuori dal mondo offshore, così come dietro gli scandali di Enron, Parmalat, Lehman Brothers, Aig si celano i paradisi fiscali. Anche la crescita delle corporation e l’esplosione del debito nelle economie più avanzate a partire dagli anni settanta è sostanzialmente una storia che ha a che fare con l’offshore. Certo, esistono anche altre cause utili a spiegare i fenomeni, ma senza la comprensione di questo universo di interessi non si può capire appieno la storia e l’economia del mondo moderno.

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Le dieci icone del bue. Storia zen in dieci quadri

«Sono in molti a essersi innamorati di questa bellissima storia zen in dieci icone con poesie e commenti, che racconta la semplicissima avventura di un uomo che cerca, trova, addomestica il bue perso per poi separarsene di nuovo. Finora in italiano era uscita soltanto in appendice ad alcuni saggi sullo zen, ma senza spiegazioni o commenti e mai tradotta direttamente dal cinese. Sono andata in Giappone e a Kyoto per vedere i dipinti originali più antichi e più belli e prenderne le riproduzioni a colori non ancora apparse in Occidente, e a Taiwan a cercare i testi originali delle poesie e i commenti, annaspando per giorni e giorni tra le migliaia di caratteri cinesi della Biblioteca Nazionale di Taipei…».
Ha il sapore di una favola il racconto di questo straordinario lavoro, al quale una giovanissima studiosa prematuramente scomparsa, Migi (Maria Grazia) Autore, volle dedicare la sua tesi di laurea e molti anni di ricerche. Le dieci icone, conosciute da appassionati e cultori del pensiero zen attraverso una trasmissione imprecisa e spesso affidata al «passaparola», sono oggi ripubblicate da Lantana in questa traduzione condotta direttamente sul testo cinese, con commento e riproduzione a colori delle dieci rarissime icone del pittore Shubun (XV secolo).

«Sono in molti a essersi innamorati di questa bellissima storia zen in dieci icone con poesie e commenti, che racconta la semplicissima avventura di un uomo che cerca, trova, addomestica il bue perso per poi separarsene di nuovo. Finora in italiano era uscita soltanto in appendice ad alcuni saggi sullo zen, ma senza spiegazioni o commenti e mai tradotta direttamente dal cinese. Sono andata in Giappone e a Kyoto per vedere i dipinti originali più antichi e più belli e prenderne le riproduzioni a colori non ancora apparse in Occidente, e a Taiwan a cercare i testi originali delle poesie e i commenti, annaspando per giorni e giorni tra le migliaia di caratteri cinesi della Biblioteca Nazionale di Taipei…».
Ha il sapore di una favola il racconto di questo straordinario lavoro, al quale una giovanissima studiosa prematuramente scomparsa, Migi (Maria Grazia) Autore, volle dedicare la sua tesi di laurea e molti anni di ricerche. Le dieci icone, conosciute da appassionati e cultori del pensiero zen attraverso una trasmissione imprecisa e spesso affidata al «passaparola», sono oggi ripubblicate da Lantana in questa traduzione condotta direttamente sul testo cinese, con commento e riproduzione a colori delle dieci rarissime icone del pittore Shubun (XV secolo).

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Le Cose Più Grandi Di Lui

“Le cose più grandi di lui” è un romanzo scritto dal Luciano Zuccoli nel 1922 ed è considerato il più importante della sua produzione letteraria.
Dall’incipit del libro:
Non appena il conte Percy Stanhope giunse a Roma, si fece condurre in via Nomentana alla ricerca della famiglia Astori. Voleva rivedere un suo giovane amico, Andrea, col quale circa quattr’anni prima aveva passato non pochi giorni e non poche serate piacevoli.
Il portiere di via Nomentana, piuttosto a gesti che a parole, perché Percy Stanhope non sapeva nulla d’italiano, gli fece intendere che la famiglia Astori aveva lasciato quella casa da parecchio tempo e abitava in via Venti Settembre. Con questo indirizzo scritto alla bell’e meglio sopra un pezzetto di carta, Percy Stanhope riprese la carrozza.
Trovò il palazzo, salì, fu ricevuto da Giorgio Astori, un ragazzo uscito appena dalle penombre dell’infanzia, il quale parlava assai bene l’inglese.
— Voi venite per avere notizie di mio fratello Andrea? — egli disse, offrendo una poltrona nel salotto al visitatore.
— Certamente, — rispose Percy Stanhope, — del mio caro Andrea. Ma temo che mi abbia dimenticato, perché appena tornato qui da Londra, rispose a una mia lettera, e poi non mi scrisse più…
— Sì, dev’essere stato in dicembre, — mormorò Giorgio, come frugasse nella memoria, — Quattr’anni or sono…
— Credo…
— Ebbene, mio fratello è morto il mese dopo, sui primi di gennaio!…
Quantunque Percy Stanhope, chiamato Grog dagli amici, vantasse molto sangue freddo e avesse veduto molte cose nella sua vita, non poté trattenere un gesto di stupore doloroso.
— Morto! — ripeté. **
### Sinossi
“Le cose più grandi di lui” è un romanzo scritto dal Luciano Zuccoli nel 1922 ed è considerato il più importante della sua produzione letteraria.
Dall’incipit del libro:
Non appena il conte Percy Stanhope giunse a Roma, si fece condurre in via Nomentana alla ricerca della famiglia Astori. Voleva rivedere un suo giovane amico, Andrea, col quale circa quattr’anni prima aveva passato non pochi giorni e non poche serate piacevoli.
Il portiere di via Nomentana, piuttosto a gesti che a parole, perché Percy Stanhope non sapeva nulla d’italiano, gli fece intendere che la famiglia Astori aveva lasciato quella casa da parecchio tempo e abitava in via Venti Settembre. Con questo indirizzo scritto alla bell’e meglio sopra un pezzetto di carta, Percy Stanhope riprese la carrozza.
Trovò il palazzo, salì, fu ricevuto da Giorgio Astori, un ragazzo uscito appena dalle penombre dell’infanzia, il quale parlava assai bene l’inglese.
— Voi venite per avere notizie di mio fratello Andrea? — egli disse, offrendo una poltrona nel salotto al visitatore.
— Certamente, — rispose Percy Stanhope, — del mio caro Andrea. Ma temo che mi abbia dimenticato, perché appena tornato qui da Londra, rispose a una mia lettera, e poi non mi scrisse più…
— Sì, dev’essere stato in dicembre, — mormorò Giorgio, come frugasse nella memoria, — Quattr’anni or sono…
— Credo…
— Ebbene, mio fratello è morto il mese dopo, sui primi di gennaio!…
Quantunque Percy Stanhope, chiamato Grog dagli amici, vantasse molto sangue freddo e avesse veduto molte cose nella sua vita, non poté trattenere un gesto di stupore doloroso.
— Morto! — ripeté.

“Le cose più grandi di lui” è un romanzo scritto dal Luciano Zuccoli nel 1922 ed è considerato il più importante della sua produzione letteraria.
Dall’incipit del libro:
Non appena il conte Percy Stanhope giunse a Roma, si fece condurre in via Nomentana alla ricerca della famiglia Astori. Voleva rivedere un suo giovane amico, Andrea, col quale circa quattr’anni prima aveva passato non pochi giorni e non poche serate piacevoli.
Il portiere di via Nomentana, piuttosto a gesti che a parole, perché Percy Stanhope non sapeva nulla d’italiano, gli fece intendere che la famiglia Astori aveva lasciato quella casa da parecchio tempo e abitava in via Venti Settembre. Con questo indirizzo scritto alla bell’e meglio sopra un pezzetto di carta, Percy Stanhope riprese la carrozza.
Trovò il palazzo, salì, fu ricevuto da Giorgio Astori, un ragazzo uscito appena dalle penombre dell’infanzia, il quale parlava assai bene l’inglese.
— Voi venite per avere notizie di mio fratello Andrea? — egli disse, offrendo una poltrona nel salotto al visitatore.
— Certamente, — rispose Percy Stanhope, — del mio caro Andrea. Ma temo che mi abbia dimenticato, perché appena tornato qui da Londra, rispose a una mia lettera, e poi non mi scrisse più…
— Sì, dev’essere stato in dicembre, — mormorò Giorgio, come frugasse nella memoria, — Quattr’anni or sono…
— Credo…
— Ebbene, mio fratello è morto il mese dopo, sui primi di gennaio!…
Quantunque Percy Stanhope, chiamato Grog dagli amici, vantasse molto sangue freddo e avesse veduto molte cose nella sua vita, non poté trattenere un gesto di stupore doloroso.
— Morto! — ripeté. **
### Sinossi
“Le cose più grandi di lui” è un romanzo scritto dal Luciano Zuccoli nel 1922 ed è considerato il più importante della sua produzione letteraria.
Dall’incipit del libro:
Non appena il conte Percy Stanhope giunse a Roma, si fece condurre in via Nomentana alla ricerca della famiglia Astori. Voleva rivedere un suo giovane amico, Andrea, col quale circa quattr’anni prima aveva passato non pochi giorni e non poche serate piacevoli.
Il portiere di via Nomentana, piuttosto a gesti che a parole, perché Percy Stanhope non sapeva nulla d’italiano, gli fece intendere che la famiglia Astori aveva lasciato quella casa da parecchio tempo e abitava in via Venti Settembre. Con questo indirizzo scritto alla bell’e meglio sopra un pezzetto di carta, Percy Stanhope riprese la carrozza.
Trovò il palazzo, salì, fu ricevuto da Giorgio Astori, un ragazzo uscito appena dalle penombre dell’infanzia, il quale parlava assai bene l’inglese.
— Voi venite per avere notizie di mio fratello Andrea? — egli disse, offrendo una poltrona nel salotto al visitatore.
— Certamente, — rispose Percy Stanhope, — del mio caro Andrea. Ma temo che mi abbia dimenticato, perché appena tornato qui da Londra, rispose a una mia lettera, e poi non mi scrisse più…
— Sì, dev’essere stato in dicembre, — mormorò Giorgio, come frugasse nella memoria, — Quattr’anni or sono…
— Credo…
— Ebbene, mio fratello è morto il mese dopo, sui primi di gennaio!…
Quantunque Percy Stanhope, chiamato Grog dagli amici, vantasse molto sangue freddo e avesse veduto molte cose nella sua vita, non poté trattenere un gesto di stupore doloroso.
— Morto! — ripeté.

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Le cento migliori ricette per l’estate

Frutta, verdure e ortaggi sono i veri protagonisti dei menu estivi: leggeri, freschi e nutrienti, si accompagnano benissimo a carni e pesci magri e offrono un’infinità di combinazioni alimentari. Andranno arricchiti dal profumo e dal sapore degli aromi naturali, quelle erbe di campo (o di orto) che sostituiremo ai condimenti e alle salse più pesanti o piccanti, da riservare ai mesi invernali. Emilia Vallilaureata in filosofia e insegnante, esperta gastronoma, vanta la collaborazione a diversi periodici specializzati e la pubblicazione di decine di libri di educazione alimentare e di ricettari di cucina, nei quali alla scelta degli ingredienti si abbina una nota di raffinata fantasia legata alla genuinità della tradizione italiana. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 500 ricette di pasta fresca, 1000 ricette di carne rossa, 500 ricette con le verdure, 1000 ricette con la frutta, La cucina del Veneto, La cucina del Friuli e 501 ricette di biscotti e dolcetti.

Frutta, verdure e ortaggi sono i veri protagonisti dei menu estivi: leggeri, freschi e nutrienti, si accompagnano benissimo a carni e pesci magri e offrono un’infinità di combinazioni alimentari. Andranno arricchiti dal profumo e dal sapore degli aromi naturali, quelle erbe di campo (o di orto) che sostituiremo ai condimenti e alle salse più pesanti o piccanti, da riservare ai mesi invernali. Emilia Vallilaureata in filosofia e insegnante, esperta gastronoma, vanta la collaborazione a diversi periodici specializzati e la pubblicazione di decine di libri di educazione alimentare e di ricettari di cucina, nei quali alla scelta degli ingredienti si abbina una nota di raffinata fantasia legata alla genuinità della tradizione italiana. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra l’altro, 500 ricette di pasta fresca, 1000 ricette di carne rossa, 500 ricette con le verdure, 1000 ricette con la frutta, La cucina del Veneto, La cucina del Friuli e 501 ricette di biscotti e dolcetti.

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Le Avventure Di Robinson Crusoe

Robinson Crusoe è figlio di un mercante di Brema (il cui nome originale è Kreutznaer) emigrato in Inghilterra. Nato nel 1632 nella città portuale di York, il padre lo educa severamente alla nuova condizione di rappresentante cadetto della classe media e vuole che in futuro diventi un avvocato; il giovane però, da sempre fortemente appassionato alla vita di mare, decide appena compiuti diciannove anni di andar contro le direttive paterne, fermamente contrarie ai suoi ‘istinti di viaggio’, e quindi d’imbarcarsi.
In uno dei suoi primi viaggi al largo delle coste del Nord Africa viene fatto prigioniero dai pirati, rimane così schiavo alla loro mercé per ben due anni; riesce infine a fuggire dal porto marocchino di Salé assieme ad altri arabi, tra cui il giovane Xury, costeggiando la costa atlantica africana in direzione sud.
Incontrato un capitano della marina portoghese, dopo avergli consegnato Xury (sotto la promessa di liberarlo dopo 10 anni di servizio e, soprattutto, dopo che il ragazzo si fosse convertito all’unica vera religione, ossia quella cristiana) si fa trasportare fino in Brasile, al di là quindi dell’Oceano Atlantico, dove riesce a prendere la guida di una piantagione di canna da zucchero grazie alle sue peculiari abilità commerciali…

Robinson Crusoe è figlio di un mercante di Brema (il cui nome originale è Kreutznaer) emigrato in Inghilterra. Nato nel 1632 nella città portuale di York, il padre lo educa severamente alla nuova condizione di rappresentante cadetto della classe media e vuole che in futuro diventi un avvocato; il giovane però, da sempre fortemente appassionato alla vita di mare, decide appena compiuti diciannove anni di andar contro le direttive paterne, fermamente contrarie ai suoi ‘istinti di viaggio’, e quindi d’imbarcarsi.
In uno dei suoi primi viaggi al largo delle coste del Nord Africa viene fatto prigioniero dai pirati, rimane così schiavo alla loro mercé per ben due anni; riesce infine a fuggire dal porto marocchino di Salé assieme ad altri arabi, tra cui il giovane Xury, costeggiando la costa atlantica africana in direzione sud.
Incontrato un capitano della marina portoghese, dopo avergli consegnato Xury (sotto la promessa di liberarlo dopo 10 anni di servizio e, soprattutto, dopo che il ragazzo si fosse convertito all’unica vera religione, ossia quella cristiana) si fa trasportare fino in Brasile, al di là quindi dell’Oceano Atlantico, dove riesce a prendere la guida di una piantagione di canna da zucchero grazie alle sue peculiari abilità commerciali…

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La Volpe Di Sparta

L’ombra della donna. Tra i numerosi commessi del grande negozio di maglieria Adolfo Scotti e C., la signora cercava degli occhi il suo commesso di fiducia, il Baganella, che sapeva i gusti, dava buoni consigli, veniva a patti sui prezzi «proprio perchè è Lei», e le faceva trovar tutto a casa o le mandava tutto in villa con esattezza scrupolosa. Ma Vittorina Ornavati non riusciva a vederlo tra quel viavai. Il direttore, abbandonando il banco e la cassa per un istante, le andò incontro con la sollecitudine che meritava una cliente di sì grande importanza, e salutò lei e suo marito, sorridendole con discrezione. —Cerca del Baganella, signora Ornavati? È in licenza per un mese; stava poco bene…. Ma le indicherò un altro giovane di cui sarà contenta…. —O Celso, il Baganella sta poco bene!—disse Vittorina con voce dolente a suo marito

L’ombra della donna. Tra i numerosi commessi del grande negozio di maglieria Adolfo Scotti e C., la signora cercava degli occhi il suo commesso di fiducia, il Baganella, che sapeva i gusti, dava buoni consigli, veniva a patti sui prezzi «proprio perchè è Lei», e le faceva trovar tutto a casa o le mandava tutto in villa con esattezza scrupolosa. Ma Vittorina Ornavati non riusciva a vederlo tra quel viavai. Il direttore, abbandonando il banco e la cassa per un istante, le andò incontro con la sollecitudine che meritava una cliente di sì grande importanza, e salutò lei e suo marito, sorridendole con discrezione. —Cerca del Baganella, signora Ornavati? È in licenza per un mese; stava poco bene…. Ma le indicherò un altro giovane di cui sarà contenta…. —O Celso, il Baganella sta poco bene!—disse Vittorina con voce dolente a suo marito

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