1457–1472 di 70064 risultati

La mattina dopo

«Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore.» Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un *da oggi in poi*. A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato». **
### Sinossi
«Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore.» Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un *da oggi in poi*. A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».

La magia dei numeri

La matematica non gode spesso di buona stampa: i numeri non mentono, ma con i numeri si può mentire, si dice.La sfida di Mariano Tomatis assomiglia quindi a un doppio carpiato: l’autore racconta la matematica proprio partendo dalla magia, da quelle insidiose zone di confine della conoscenza dove si addensano i fenomeni paranormali, i poteri della mente, le profezie, i grandi enigmi storici e i simboli esoterici.La matematica di Tomatis è però un coltellino svizzero: ogni accessorio, usato al momento giusto, apre smonta e disvela al lettore molti misteri, dove invece è solo l’abile camuffamento di schemi numerici e strutture logiche ad averli resi indecifrabili.Il trucco c’è…

La lunga fuga

Il pilota Joseph Makatozi, maggiore dell’USAF, l’aviazione americana, con sangue indiano nelle vene, è costretto dai russi ad atterrare con il suo aereo sul mare di Bering. Riuscirà “Joe Mack” a fuggire attraverso la distesa siberiana e a rendersi invisibile agli agenti sovietici?

La lista della spesa

Carlo Cottarelli ha goduto per qualche tempo di grande attenzione mediatica. È stato nominato commissario straordinario alla spending review, dal suo lavoro dovevano arrivare milioni di euro per le esauste casse dello stato italiano, al termine del suo mandato è stato invitato in tutte le televisioni e intervistato da tutti i giornali. A distanza di mesi, Cottarelli affida a questo libro le sue riflessioni, i suoi ricordi, le sue diagnosi per cercare di spiegare al grande pubblico uno dei grandi misteri dell’Italia: quell’enorme calderone che è la nostra spesa pubblica. Senza tecnicismi ma non tralasciando nulla di importante, Cottarelli ci guida nei meandri del bilancio statale, facendoci scoprire man mano il grande meccanismo che regola la nostra vita di cittadini, un meccanismo di cui abbiamo solo una vaga percezione, al tempo stesso minacciosa e sfocata. Dove vanno a finire tutti i soldi che paghiamo con le tasse? Davvero spendiamo troppo per i servizi pubblici? Perché si finisce sempre a parlare di tagli alle pensioni? Sprecano di più i comuni, le regioni o lo stato centrale? Perché tutti i politici dicono che taglieranno gli sprechi e nessuno lo fa mai? Ma gli altri paesi come fanno? Un libro chiaro e autorevole, per fare le pulci alla macchina statale italiana, al di là dei luoghi comuni e delle polemiche giornalistiche: perché analizzare un bilancio statale può sembrare arido e difficile, ma con la guida giusta può diventare la lettura più acuta, sorprendente e accurata di un paese intero.

La lista

La lista: non si è mai riusciti a scoprire chi siano gli autori, ma immancabile, ogni anno, a una settimana dal ballo d’autunno, ecco apparire ovunque a scuola fogli con i nomi della ragazza più bella e simpatica e della più brutta e antipatica di ciascuno dei quattro anni di corso. Le otto studentesse dovranno fare i conti con l’improvvisa notorietà, e non saranno solo le “brutte” a sperimentarne gli effetti negativi. “E così a ogni nuova lista le etichette che normalmente identificano le ragazze della Mount Washington High in un milione di gruppi diversi – appariscenti, popolari, manipolatrici, perdenti, arrampicatrici sociali, atlete, svampite, brave ragazze e cattive ragazze, maschiacci e bombe sexy, puttanelle e gatte morte, vergini rinate, santarelline, secchione e scansafatiche, fumatrici di erba, emarginate, strane, imbranate e nerd, per nominarne solo alcune – si dissolvono. Sotto questo aspetto, la lista è utilissima. È in grado di suddividere l’intera popolazione femminile in soli tre gruppi distinti. Le più belle. Le più brutte. Tutte le altre.”.

La Leggenda Del Drago D’Argento: Le Verita’ Di Whjndgard

Drogato e fatto prigioniero dagli Anj’Alwn, Koddrey riesce a fuggire in una rocambolesca fuga grazie a un inaspettato aiuto e a ritornare a Hernidorn sia pur con numerose ferite al cuore che gli creeranno una profonda inquietudine per tutto il tempo. Conclusa la strada per conoscere e accettare il proprio potere, il giovane protagonista decide di intraprendere un nuovo viaggio per acquistare la conoscenza di se stesso e dei propri limiti attraverso il proprio passato. In uno scenario che si preannuncia turbolento, con i primi venti di guerra, Koddrey varchera insieme ai suoi amici il mare delle Assurie verso la terra da cui, pare, abbia avuto origine tutto. Incontrera fantasmi del suo passato e nuovi pericoli da affrontare, tra cui la paura di amare e quella di perdere i propri cari. Attraverso il dolore scoprira l’umanita che trapelava dalla corazza in cui si era chiuso a causa del trauma subito per le morti di Erwelyn e di Briggs, ma anche il segreto della leggenda del drago d’argento, Garudall. Entrambi, le cui essenze vivono in simbiosi in un unico corpo, conosceranno i limiti reciproci ma anche i sentimenti, le sensazioni che li uniscono affrontando problemi e battaglie che questa volta li impegneranno duramente nell’animo.”

La grande illusione. I nostri anni Sessanta

Gli anni Sessanta hanno rappresentato un periodo di svolta per la vita del nostro Paese. Il volume è una sorta di rivisitazione dei miti, delle figure carismatiche, delle vicende individuali e collettive che hanno segnato un decennio così cruciale. Dal centrosinistra alla pillola, dall’esplosione del consumismo alle ansie della congiuntura, dal Concilio Vaticano II a Piazza Fontana, dalle minigonne alle utopie sessantottesche.

La grande idea

La giovane attrice Betty Carew viene a conoscenza di una terribile verità sul suo tutore, il dottor Hoshua Laffin. Ma più della sopresa e del dolore per l’atroce scoperta dovrà sconvolgerla il pericolo che adesso corre. L’improvvisa comparsa di due loschi personaggi mascherati, appartenenti ai Figli di Ragusa, lascia presagire l’esistenza di una spietata organizzazione criminale.

La Germania. Vita di Agricola. Dialogo sull’oratoria-Germania. Agricola. Dialogus de oratoribus. Testo latino a fronte. Ediz. integrale

La collana “Autori latini tradotti per la scuola” propone una traduzione di taglio scolastico per lo svolgimento di versioni ed esercitazioni. Una traduzione, dunque, che ha mirato anzitutto ad una esatta interpretazione del testo, ma anche ad una forma tale da attenuare le differenze fra il sistema linguistico e culturale latino e quello italiano, in modo da rendere scorrevole e piacevole la lettura anche a coloro che volessero conoscere l’immortale opera di Tacito per diletto o cultura personale.

La filosofia del Trono di Spade: Etica, politica, metafisica

Dopo lo straordinario successo della saga fantasy de “Le Cronache del ghiaccio e del fuoco” e della serie tv ad essa ispirata, “Il Trono di Spade”, arriva per tutti gli appassionati lettori e spettatori un libro che osserva con sguardo filosofico il fantastico mondo partorito dalla mente di George R. R. Martin. Infatti, traendo spunto dalle vicende dei protagonisti – Eddard Stark, Cersei Lannister, Jon Snow, Arya Stark, Tyrion Lannister, solo per citarne alcuni – “La filosofia del Trono di Spade” ne individua e analizza le istanze etico-morali, i valori, le molteplici visioni della vita che li spingono all’azione. Il risultato è una raccolta di saggi che offrono una chiave di lettura privilegiata dell’immaginario delle Cronache, e che soprattutto si rivelano uno straordinario e illuminante strumento di riflessione su questioni fdosofiche sempre attuali.

La Donna Vestita Di Rugiada

Shanghai, 1941. I giornalisti si affollano ai piedi della grande scalinata di marmo del Park Hotel, l’albergo più lussuoso della città. Una donna vestita di un lungo abito di seta, così cangiante e impalpabile da sembrare fatto di gocce d’acqua, scende lentamente i gradini, illuminata dai flash dei fotografi. Yu Qin, la grande attrice e cantante, è tornata in patria dopo una lunga assenza e il suo rientro sulle scene di Shanghai è l’evento più atteso del momento. Ma Yu Qin non è solo la stella più splendida del firmamento teatrale d’Oriente. Nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto che risale a molti anni fa, quando Yu Qin era solo una bambina rimasta tragicamente orfana. Il suo padre adottivo, Fred Hubert, un libraio francoamericano, l’ha allevata con un preciso scopo: lavorare, come lui, per i servizi segreti americani. Grazie ai suoi insegnamenti Yu Qin è diventata una spia pericolosa e letale. Adesso che ha terminato l’addestramento a Hong Kong è arrivato il suo momento, la missione più importante: scoprire i piani di attacco giapponesi. Il destino del conflitto mondiale è nelle sue mani, e per portarlo a termine deve usare tutta l’astuzia e le armi di seduzione di cui è capace. Ma il compito si rivela più difficile del previsto, perché il cuore di Yu Qin batte ancora per la sua patria, la Cina, e lei è disposta a tutto, anche a sacrificare sé stessa, pur di salvarla. Hong Ying è una voce unica nel panorama letterario orientale. La donna vestita di rugiada combina magicamente un intrigo a sfondo storico raccontato da un punto di vista inedito e una figura femminile forte, ma allo stesso tempo sensuale, che ci guida tra gli splendori e le ombre dell’epoca d’oro di Shanghai.

La danzatrice bambina

Questo non è il racconto dell’onda furiosa della Grande Storia sul destino di un popolo. È una storia piccola, che ha il volto di una bambina. Zubaida vive nel deserto dell’Afghanistan, in un villaggio che la guerra non ha ancora travolto. Ha nove anni. Non sa niente del mondo oltre il suo villaggio, dei cingolati dell’Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime dei talebani che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri con la bandiera a stelle e strisce. Cammina danzando, al ritmo di una musica che le suona dentro. Ma non dopo quel giorno. Non da quando un terribile incidente le ha ustionato le mani, il viso, il corpo. Da allora, la musica si è spenta. In un paese privo della più elementare assistenza medica, e in cui la vita di una figlia femmina vale ben poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia sopravvissuta. Ma non per suo padre, non per l’ostinazione di un uomo disposto a tutto pur di non arrendersi. Dovesse camminare fino all’inferno per salvare quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che ora urla per affermare la propria esistenza. Fino ai campi militari degli americani, con le loro regole incomprensibili. Fino a oltrepassare la linea di demarcazione tra due culture, tra “loro” e “gli altri”. Perché Zubaida possa tornare a danzare al ritmo della sua musica. **
### Sinossi
Questo non è il racconto dell’onda furiosa della Grande Storia sul destino di un popolo. È una storia piccola, che ha il volto di una bambina. Zubaida vive nel deserto dell’Afghanistan, in un villaggio che la guerra non ha ancora travolto. Ha nove anni. Non sa niente del mondo oltre il suo villaggio, dei cingolati dell’Armata Rossa, della lotta dei mujaheddin, del regime dei talebani che ha proibito anche gli aquiloni, degli elicotteri con la bandiera a stelle e strisce. Cammina danzando, al ritmo di una musica che le suona dentro. Ma non dopo quel giorno. Non da quando un terribile incidente le ha ustionato le mani, il viso, il corpo. Da allora, la musica si è spenta. In un paese privo della più elementare assistenza medica, e in cui la vita di una figlia femmina vale ben poco, non sembra una fortuna che Zubaida sia sopravvissuta. Ma non per suo padre, non per l’ostinazione di un uomo disposto a tutto pur di non arrendersi. Dovesse camminare fino all’inferno per salvare quella bambina ferita, piagata, fasciata in mille bende, che ora urla per affermare la propria esistenza. Fino ai campi militari degli americani, con le loro regole incomprensibili. Fino a oltrepassare la linea di demarcazione tra due culture, tra “loro” e “gli altri”. Perché Zubaida possa tornare a danzare al ritmo della sua musica.

La Dama in Grigio

*Inghilterra, 1807*
Dopo aver rifiutato uno sgradito pretendente, Joanne viene spedita dal padre a casa di una zia, nella speranza che l’esilio la convinca ad accettare la proposta.
A Trerice, però, Joanne trova alleati imprevisti: per prima la zia, e in seguito il padrone della tenuta in cui la donna vive. Sir Russel, infatti, è legato al fratello di lei da un antico debito d’amicizia e, in combutta con quest’ultimo, raccoglie nell’antica dimora di famiglia un gruppo di importanti ospiti: la scusa è quella di un’esperienza sensazionale in una villa infestata da noti fantasmi, l’obiettivo è quello di permettere a Joanne di trovare in fretta un miglior fidanzato e sfuggire alle trame del padre e del suo anziano socio.
Quello che inizia come un tranquillo soggiorno, però, diventa piuttosto movimentato: Trerice Manor, infatti, sembra aver scelto la giovane donna come fulcro delle proprie manifestazioni soprannaturali.
Joanne dovrà destreggiarsi, nella sua caccia al marito, tra i fenomeni misteriosi della casa, i propri scabrosi segreti e la crescente attrazione che prova per sir Russel, scostante e attraente gentiluomo, determinato a restare celibe per tutta la vita.
*Dall’autrice di Regency & Victorian – in viaggio fra usi e costumi dell’800 inglese*, una storia d’amore e fantasmi nell’Inghilterra dell’epoca Regency.
A classic ghost romantic story

La Dama in Bianco

Lady Amelia, reginetta dell’alta società, sogna più di ogni altra cosa di liberarsi del proprio fratello, l’indolente lord Burnett, di potersi dedicare a se stessa e finalmente coronare il proprio sogno d’amore. Ma nulla va secondo i suoi piani e ben presto si troverà a fare i conti con una serie di avvenimenti sempre più oscuri che la condurranno verso un imprevisto matrimonio e soprattutto ad affrontare gli spettri che infestano la sua nuova dimora. Per lei è arrivato il momento di fare i conti con il passato drammatico dell’uomo che ama, ma anche con i propri fantasmi, non solo interiori.———–Il romanzo si colloca temporalmente dopo “La Dama in Grigio” ma costituisce un romanzo indipendente.

La cucina delle fate. Ricette vegetariane gustose, facili e veloci dalmondo magico degli spiriti della natura

“Il nome collettivo Fate comprende molti esseri fatati come gli elfi, gli gnomi, le ninfe. Alcuni di essi hanno il compito di aiutare la Natura a germogliare, i fiori a sbocciare, le foglie a prendere i caldi colori autunnali, proprio come nelle favole. Gli esseri fatati a detta di studiosi sono vegetariani e da qui questo libro di ricette divise in antipasti, primi piatti, secondi piatti, salse e dolci. Questi esseri furono i precursori della cucina vegetariana, infatti non si spegavano come fosse possibile uccidere degli esseri viventi che, come gli umani, hanno diritto alla vita ed alla felicità. Non concepivano come fosse possibile considerare inferiori delle creature viventi solo perché animali di razze diverse dalla razza dominante il pianeta (razza umana). Non concepivano come si potesse essere tollerata dalla Terra (intesa come Dea) una guerra fratricida fra i suoi figli.” (Merlyn Elfwood) **