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Ultime notizie di una fuga

Rocchetta e il suo piano, la sua straordinaria strategia, si stagliavano sempre più limpidi nella mente di Soneri. Tutti i giorni, ripercorrendone passo dopo passo le mosse, ne scopriva le qualità, l’attenzione per i particolari, con l’occhio sensibile dell’investigatore. E la sua ammirazione cresceva di pari passo con l’indagine. Parma, estate del 1989: le prime pagine dei giornali sono riempite dal caso di un’intera famiglia, i Rocchetta, inghiottita nel nulla. Unica traccia, un camper abbandonato alla periferia di Milano. Uno dei figli è un ex tossico, e la polizia comincia a indagare nel mondo della droga. Ma il commissario Franco Soneri, schivo, taciturno, segnato dalla vita, batte da subito una pista diversa. Chi è il capofamiglia, il grigio e anonimo ragionier Rocchetta? Si è davvero limitato a contare per anni i soldi del padrone nella ricca azienda di provincia? E soprattutto: come ha fatto a sparire senza lasciare traccia, insieme alla moglie e ai due figli? Con uno stile asciutto ed essenziale Varesi ci guida in un labirinto di intrighi, ricatti, silenzi omertosi, dove i protagonisti tentano di affrancarsi dal grigiore quotidiano per ritrovarsi comunque in un meccanismo più grande di loro, fino a rimanerne stritolati. Ispirato a un fatto di cronaca, Ultime notizie di una fuga è la geniale ricostruzione di una scomparsa rimasta misteriosa. Ed è anche il primo giallo di Valerio Varesi, che sancisce la nascita di un grande personaggio, il commissario Soneri: inarrestabile indagatore delle verità nascoste.

L’ultima lezione: la solitudine di Federico Caffé scomparso e mai più ritrovato

15 aprile 1987: Federico Caffè, giornalista ed economista scomodo, esce di casa all’alba. Di lui non si saprà più nulla, nonostante le minuziose ricerche di parenti e amici. Suicidio, fuga, cos’altro? E innanzitutto: chi era Federico Caffè? Ermanno Rea, ricostruisce non solo il contesto di una vicenda personale avvolta nel mistero, ma anche un brano della storia recente d’Italia, anni in cui l’economia ha provato a pensare un Paese diverso e più giusto.

Tutta la vita

«Fra questi racconti – alcuni dei quali sono … i più singolari e profondi che siano stati scritti in lingua italiana, e non solamente in questa lingua – alcuni portano in scena poltrone, divani, armadi e altri mobili, in ispecie di personaggi sensibili, parlanti e operanti». Così scrive Savinio, ed è la più efficace presentazione di questo libro, matura creazione della sua migliore vena narrativa, lussureggiare di immagini in acrobatico equilibrio tra realtà e allucinazione. Così, nella *Pianessa* , la signorina Fufù, «vecchia zitella dal nomignolo a vapore e stantuffi», dopo essersi fatta sedurre dall’«occasione stupenda» di «un pianoforte a coda e lungo come una balena, basso sulle zampe tarchiate e tozze», ne avverte la virile presenza con profondo turbamento, salvo poi trovarsi di fronte a una clamorosa agnizione. In *Casa della stupidità* una statua di marmo che sostiene il balcone di un palazzo decide di «andarsene», ben contenta di provocare in tal modo il crollo dell’edificio, giacché tra quelle mura alligna la «stupidità a tutti i piani». In *Poltrondamore* il commendatore Candido Bove, malinconico neovedovo, ascolta fortuitamente una conversazione tra i vari componenti del suo arredamento – «quelle strane voci, quelle voci soffocate, quelle voci “di stoffa” sono le voci dei mobili» – e viene così a scoprire, ahilui, quello che mai avrebbe dovuto sapere. Ma tutti i racconti qui riuniti sono intrisi di una sorta di animismo che, dichiaratamente, è in Savinio qualcosa di più di una cifra poetica – e il lettore, così come uno dei personaggi, si troverà proiettato in quella «felice condizione tra sogno e realtà che scioglie i problemi più ardui, svela i segreti della vita».

Tutta colpa della mia impazienza: (e di un fiore appena sbocciato)

«Sono nata con due mesi di anticipo, odio i tempi morti, sono fisicamente allergica ai giochi di pazienza e adoro il tasto fast forward»: Agnese è così, una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso il principio dell’«ogni cosa a suo tempo»… Ma improvvisamente, ecco che la vita prende una piega terribilmente dolorosa e la scaraventa dal centro di una metropoli che non dorme mai a una grande casa lungo un fiume, lontana quanto basta per essere immersa nei ritmi lenti e immutabili della campagna. Non solo: quando l’inverno finalmente è alle spalle e tutto sta per sbocciare, si ritrova sola, con un esame importante da preparare e solo il ronzio delle api a farle compagnia. Impulsiva come sempre, Agnese non si arrende e riesce ugualmente a riempirsi le giornate con tutto ciò che non dovrebbe fare… fino a che dalle pagine di un libro non spunta un piccolo dono prezioso: una bustina di semi di Impatiens, la pianta i cui fiori rosa hanno il potere di curare le ferite dell’anima e insegnare l’ascolto e l’armonia. Sullo sfondo di una campagna lombarda sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare, Virginia Bramati ci regala ancora una volta una protagonista adorabile, piena di vita, alle prese con un mistero da risolvere, un esame da superare e soprattutto con il compito più difficile: scoprire che la felicità è molto più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.

Il turista

Milo Weaver ha trascorso anni a guardarsi intorno sospettoso come un corriere della droga para-noico, anni a ingollare anfetamine e a osservare il tremito continuo delle sue mani, e a sentire Grain-ger, il suo ex capo, declamare incipit di capolavori letterari per comunicare in codice il contenuto di nuove missioni. Una vita fatta di un incessante susseguirsi di città, camere d’albergo, volti minacciosi e cupe ossessioni, come l’interminabile caccia alla Tigre, un killer dal soprannome stupido ma capace di uccidere come, se non addirittura meglio di lui. Milo Weaver era, infatti, un turista. Uno di quelli che, secondo il Libro nero del turismo – la bibbia, il Sacro Graal dei turisti, il loro manuale di sopravvivenza esistente soltanto in introvabili ventuno copie – è pronto a eliminare chiunque senza pietà, in ogni istante e in ogni parte del mondo. Nessuno conosce il Libro nero del turismo. Nessuno sa chi siano i turisti, poiché i turisti non appartengono all’intelligence, ai servizi segreti ufficiali di Stati e governi. Non si troverà mai un turista tra le spie, i burocrati, gli informatori che si esibiscono ogni giorno sulle pagine dei media di mezzo mondo. I turisti non si vedono, non si dichiarano, non si conoscono, non parlano. Eppure sono la piú organizzata, potente, feroce agenzia segreta che si conosca. Si muovono solo per le operazioni piú oscure e gli scopi piú inconfessabili, solo quando è in gioco davvero il potere, e i delitti esigono veri, spietati professionisti. Milo Weaver era uno di loro. Apparteneva a questo mondo oscuro del quale pensava di essersi definitivamente liberato, ma nessuno può liberarsi del turismo. Grainger lo ha scovato di nuovo e gli ha ordinato di partire per la Francia per una sporca missione: trovare Angela, sua vecchia compagna di avventure che sta facendo il doppio gioco. Opera che «cattura il senso oscuro del nostro tempo» (The New York Times Book Review) con i suoi ambigui personaggi, agenti segreti completamente fuori della legge, privi di qualsiasi motivazione ideologica se non quella di una lotta per il potere da decifrare costantemente dietro la mendacità degli ordini, Il turista ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Olen Steinhauer, «un autore che merita di essere accostato ai grandi scrittori di thriller» (Chicago Tribune) «Il miglior romanzo di spionaggio dopo quelli di John le Carré che mi sia mai capitato di leggere. Milo Weaver è un agente della CIA, un Turista. La sua missione è quella di catturare un pericoloso killer il cui nome in codice è Tigre. Milo ci riesce, ma è l’inizio di una serie infinita di problemi. Una storia complessa di tradimento con un protagonista vincente e astuto allo stesso tempo». Stephen King Il thriller che «cattura il lato oscuro del nostro tempo». The New York Times Book Review «Un’opera che avrebbe potuto scrivere John le Carré se avesse saputo quello che sappiamo noi oggi». Lee Child «Superbo… Ha davvero tutto per diventare un classico». Nelson DeMille

Trigger Warning – Leggere attentamente le avvertenze

Trigger Warning è un’espressione che si incontra a volte navigando in Internet e che segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Da qualche parte nel mondo, alcune università stanno valutando l’ipotesi di mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare gli studenti.Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c’è un grilletto ed è pronto a sparare! Le storie infatti molto spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell’armadio.In questa raccolta di racconti c’è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. “In questo libro, come nella vita, ci sono morte e dolore, lacrime e disagio, violenza di tutti i tipi. C’è anche bontà, qualche volta. Persino qualche lieto fine. Ci sono mostri, in queste pagine, e dove c’è un mostro c’è anche un miracolo.” Ci sono racconti lunghi e altri brevi, qualche poesia. Ma una cosa è sicura: ogni pagina di questo libro è un piccolo grilletto, e ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.

Tre anime (Life)

“Abbiamo tre anime, o almeno così mi èstato detto. Ma solo morendo ho scoperto che è vero.” Mentre la giovane Leiyin assiste al proprio funerale dall’alto, in bilico tra due mondi, scopre che l’unico modo per uscire dal limbo in cui è rimasta intrappolata è rivivere una a una le proprie colpe. In un doloroso viaggio tra i ricordi, Leiyin rivede la sua adolescenza privilegiata, trascorsa in un’elegante villa tra l’amore per i libri e le speranze di un avvenire dorato, mentre fuori la Cina è sconvolta dalla guerra civile. Fino all’incontro con l’affascinante Hanchin, poeta e militante comunista, che la seduce al primo sguardo, la corteggia regalandole una copia del romanzo proibito Anna Karenina e la istiga a sfidare il padre, pur di inseguire quell’amore illecito. La punizione avrà conseguenze durissime: un matrimonio non voluto, una maternità difficile, persino la morte di Leiyin. Perché lei per quell’amore è stata disposta a tutto. Persino a un tradimento terribile, che ora, forse, è venuto il momento di espiare. Sospesa tra l’affresco di una Cina ruvida, esotica e pericolosa e i sogni di una donna forte e coraggiosa, pronta alla ribellione pur di inseguire il proprio destino, Tre anime è una storia epica di tradimenti, seduzione e libertà che incanta ed emoziona a ogni pagina.

Total War – Rome. Distruggi Cartagine

Questa è la storia di Fabio Petronio Secondo – legionario e centurione romano – e dell’ascesa al potere del suo generale Scipione Emiliano: dalla prima battaglia contro i macedoni alla “guerra totale” in Nord Africa, fino all’assedio di Cartagine. I successi di Scipione gli consegneranno ammirazione e rispetto, ma attrarranno anche avidità e gelosia – trasformando gli alleati più stretti nei più pericolosi dei nemici. La conquista del cuore di Giulia, promessa sposa del rivale Metello, sarà la causa di una pericolosa faida. Quanto sarà disposto a sacrificare Scipione Emiliano per il sogno di Roma? Questa è la storia di due uomini e del loro destino, ma anche un viaggio nel cuore di Roma e del suo tempo, alla scoperta delle strategie militari e degli intrighi po¬litici con cui i guerrieri e i cittadini romani speravano di ingannare la morte.

Ti spiego

Mario e Cristiana hanno superato i sessant’anni e sono divorziati da quindici. Lui è un ingegnere idraulico che si è appena trasferito a Rio de Janeiro con una giovane moglie e un figlio di poco più di un anno. Lei è rimasta a Roma con i loro due figli ormai grandi e un secondo, felice matrimonio. Un giorno, Cristiana riceve una strana lettera di Mario dal Brasile. Le scrive che si sta sentendo vecchio, che vorrebbe ritrovare un po’ della perduta giovinezza scambiandosi delle lettere con lei. Dice che solo così, tornando indietro con chi si è stati giovani davvero, si può esserlo ancora. Ma quali sono, in realtà, le sue intenzioni? Attraverso le risposte di Cristiana, il lettore vedrà sfilare davanti ai suoi occhi, insieme alla storia del loro amore naufragato, i tic e i malesseri di un’intera generazione: le false utopie, la crisi del rapporto tra uomo e donna, le rivoluzioni fallite, il terrorismo, la fede politica, i molti ideali sfumati per non lasciare spazio ad altro che alla banale concretezza. E poi i rancori, i tradimenti reciproci, tutte le cose non dette che finalmente tornano a galla in modo violento,brutale, sempre senza pietà. Fino a una vera e propria resa dei conti nella quale tutte le carte, ormai, sono in tavola. «Una lunga storia di poco amore… Questo romanzo è come aprire la scatola nera di un aereo» Brunella Schisa, il Venerdì di Repubblica «Una resa dei conti con il proprio passato. Il ritratto impietoso di un fallimento generazionale» Filippomaria Battaglia, Panorama «La Petri si conferma una sensibile indagatrice del complicato rapporto tra i due sessi» Alessandra Appiano, Donna Moderna «La cosa che stupisce è il ritmo della scrittura. Questo libro non vuole pause, bisogna arrivare subito alla fine» Cristina Bolzani, RaiNews 24

The Restorer: La signora dei cimiteri

Sono Amelia Gray e restauro cimiteri. Sono condannata a poter vedere i morti, ed è un’esperienza angosciante. Hanno fame di vita. Per questo non li posso guardare, non devo far loro capire che li vedo, o sono perduta. Ultimamente però tutto è diverso. È accaduto qualcosa nel cimitero di Oak Grove, dove sto lavorando, qualcosa che va oltre la semplice violenza, che coinvolge i vivi e i dannati. Ho paura, perchè il senso di tutto ciò mi sfugge. Sono sempre più confusa, sopraffatta dalle circostanze e da un mistero che, invece di sciogliersi, pare diventare più fitto e più oscuro. Spero di trovare delle risposte, prima che tutto ciò possa uccidermi.

Il tesoro greco. Il romanzo di Schliemann

E’ la nuova edizione di un titolo da tempo esaurito in libreria, la biografia romanzata che ha come protagonista Heinrich Schliemann, l’uomo che dedicò la propria esistenza a un’impresa che nessuno avrebbe creduto realizzabile: la riscoperta di Troia. Al racconto di quella avventurosa ricerca si intreccia la storia d’amore che legò Schliemann alla bella Sophia Eugastromenos, la sua futura moglie.

Il tè è sempre una soluzione: Un caso per Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana

«Il suo stile ha il pregio di essere chiaro, elegante e preciso. Le sue descrizioni trasportano il lettore nel bel mezzo del paesaggio del Botswana. Questa è arte che nasconde l’arte.» The Sunday Times«Mma Ramotswe: la Miss Marple africana.»The New York Times«La serie di Mma Ramotswe si è trasformata in un ricco arazzo dalle sfumature straordinarie.» The Wall Street Journal«Piccole storie, grande atmosfera… I romanzi della signora Ramotswe hanno conquistato le classifiche americane ed europee.» L’EspressoNel suo ufficio di Gaborone, Precious Ramotswe, titolare della Ladies’ Detective Agency N.1, sorseggia una tazza di confortante tè rosso e riflette sulla bellezza del proprio paese, il Botswana. È una mattina perfetta per lasciar vagare la mente, in attesa di clienti. La signora Ramotswe pensa anche al suo fidanzato, quel JLB Matekoni, abilissimo meccanico, con il quale si è impegnata a crescere due piccoli orfani. Brav’uomo il signor Matekoni, se non fosse per la sua titubanza a fissare la data delle nozze. Va da sé che la pace, nella nebbia azzurrina del caldo africano, dura poco. Puntuale come un orologio, bussa alla porta dell’agenzia la proprietaria di alcuni saloni di bellezza: compiuti i quarant’anni si è decisa a trovare marito, ma, vista la sua posizione, vuole avere la certezza che i pretendenti non siano avidi arrampicatori. Guai in vista, invece, per il pacioso Matekoni. L’irriducibile direttrice dell’orfanotrofio pretende da lui, allo scopo di raccogliere fondi, niente meno che un salto con il paracadute! Come se non bastasse, i suoi due giovani apprendisti gli dannano l’anima, e il proprietario di un’officina rivale si dimostra disonesto… Alexander McCall Smith dà vita a una nuova effervescente avventura della sua provvida detective, senza farle mancare la consueta dose di ironia e una sapienza tutta speciale.«Uno scrittore meraviglioso, da leggere assolutamente.»The Guardian«Un indiscusso maestro del romanzo.» Publishers Weekly

Taverna alla Giamaica

All’inizio dell’Ottocento, Mary Yellan, giovane orfana di belle speranze e di avvenente aspetto, giunge al Jamaica Inn, una locanda tra i picchi e le scogliere della Cornovaglia, terra, all’alba del nuovo secolo, di pietre e ginestre rachitiche, di pirati e predoni. Dopo la morte della madre, l’unica parente rimasta alla ragazza è la zia Patience, proprietaria della locanda insieme col marito Joss Merlyn. Nel viaggio attraverso la brughiera selvaggia della Cornovaglia, Mary ha immaginato il Jamaica Inn come un accogliente rifugio, una dimora degna di quella zia che, da bambina, le appariva leggiadra come una fata con le sue cuffie ornate di nastri e le sue gonne di seta. Il suo sgomento è grande, dunque, quando scopre che la taverna è un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri della peggior specie, e che della zia Patience, giovane donna vanitosa e piena di vita, non è rimasto nulla. Al suo posto c’è una povera creatura sfiorita, terrorizzata da un uomo gigantesco e brutale: suo marito, Joss Merlyn. Mary Yellan scapperebbe subito da quell’edificio buio e malmesso, dove nessun avventore oserebbe mai mettere piede, se non fosse per lei un punto d’onore difendere la zia dalle angherie di Joss, e se la sfida con quell’uomo violento, sorta forse dalla segreta, inconfessabile affinità sempre esistente tra caratteri forti, non la solleticasse. Quella taverna, dove si danno appuntamento i peggiori sgherri della Cornovaglia, è soltanto il porto di traffici illegali tra la costa e il Devon o è qualcosa di peggio, qualcosa che oltrepassa la stessa enigmatica figura di Joss? E che cosa ha a che fare la stanza chiusa in fondo al corridoio con i carri che si fermano ogni notte nel cortile della locanda? Romanzo in cui personaggi violenti e, insieme, fragili si muovono sullo sfondo di un paesaggio selvaggio, Jamaica Inn è un vero thriller di alta scuola, pieno di suspense e di inaspettati colpi di scena, una delle opere più riuscite dell’autrice di Rebecca, la prima moglie. «Jamaica Inn si divora dalla prima all’ultima pagina». The Times «Jamaica Inn è forse il romanzo storico più perfetto che sia stato mai scritto». Good Guide Book

Tango e gli altri: romanzo di una raffica, anzi tre

Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…
Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, *Tango e gli altri* è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

Tabù

Sebastian von Eschburg è solo un ragazzino quando nella sua famiglia si consuma, davanti ai suoi occhi, un’indicibile tragedia. Cresciuto sopportando il peso di un dolore terribile, da adulto Sebastian si dedica con inaspettato e rapido successo alla fotografia. La sua fama giunge all’apice grazie a mostre e installazioni che rappresentano soprattutto il nudo femminile, il sesso, la solitudine dell’essere umano. Ma i fantasmi che da sempre lo inseguono si fanno ogni giorno più aggressivi, trascinandolo verso un destino che sembra inesorabilmente drammatico. Quando viene accusato dell’omicidio di una giovane donna, Sebastian sceglie come difensore l’avvocato Konrad Biegler. L’anziano penalista intraprende un viaggio nel dolore profondo che il suo assistito nasconde dentro di sé, affrontando insieme al giovane artista le questioni cruciali che hanno sempre accompagnato la sua vita personale e professionale: il significato della colpa, i limiti della giustizia, l’abisso di contraddizioni nascoste dietro ogni cosiddetta verità.

Sotto la neve

È la vigilia di Natale e durante una tempesta di neve un treno viene bloccato in aperta campagna. Alcuni passeggeri, stanchi di aspettare, decidono di raggiungere a piedi la stazione più vicina, ma smarriscono la strada e solo dopo molto girovagare, e ormai allo stremo delle forze, trovano rifugio in una villa isolata. Al suo interno non c’è nessuno, eppure il camino è acceso e la tavola è apparecchiata per il tè. In cucina il bollitore è sul fuoco e, curiosamente, c’è un coltello sul pavimento. Mentre i nuovi arrivati cercano di organizzarsi, alla villa giungono un anziano passeggero del treno, che mostrerà di possedere straordinarie capacità deduttive, e uno strano figuro che si fa chiamare Smith e che ha tutta l’aria di essere un avanzo di galera. Ma le sorprese non sono finite: viene trovata una lettera dal significato oscuro, la porta di una camera – che non può che essere vuota – si apre e si chiude come se dentro ci fosse qualcuno, e durante una spedizione esplorativa all’esterno, sotto la neve che continua a cadere sempre più fitta, viene rinvenuto… Giallo, orrore e mistero si rincorrono e si passano di continuo la mano in questo affascinante romanzo del 1937, finora inedito in Italia, che mostra in pieno tutte le straordinarie capacità narrative dell’autore.