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La terra promessa

Con questo romanzo inizia il futuro di Jole e Sergio, figli di Augusto e
Agnese De Boer, coltivatori di tabacco a Nevada, in Val Brenta.
Vent’anni lei, dodici lui, dopo tante vicissitudini i due fratelli sono pronti
ad affrontare la più grande delle sfide: lasciare la propria terra, che nulla
ha più da offrire, per raggiungere il Nuovo mondo.
Un’avventura epica che ha in sé l’incanto e il terrore di tante prime volte:
per la prima volta salgono sul treno che li porterà fino a Genova dove,
vissuti da sempre tra i profili aspri delle montagne, vedranno il mare –
immenso, spaventoso eppure familiare, amico, emblema di vita e speranza. Per
la prima volta la Jole e Sergio sono soli di fronte al destino e lei sa che –
presto o tardi – dovrà raccontare al fratello la sorte tragica toccata ai
genitori.
Nella traversata che dura più di un mese, stesa su una brandina maleodorante,
mentre la difterite dilaga a bordo e i cadaveri vengono gettati tra i flutti,
la Jole sente ardere in sé la fiamma della speranza, alimentata dalla bellezza
sconosciuta del mare e da un soffio di vento che di tanto in tanto torna a
visitarla, e in cui lei è certa di riconoscere l’Anima della Frontiera, il
respiro universale che il padre Augusto le ha insegnato a riconoscere.
Con la forza d’animo e la grazia che conosciamo, la Jole, con i boschi e le
montagne di casa sempre nella mente e nel cuore, affronta esperienze estreme
che la conducono, pur così giovane, a fare i conti con temi cruciali e di
bruciante attualità – il senso di colpa di chi è costretto ad abbandonare la
propria terra, il rapporto tra nostalgia e identità, l’importanza di coltivare
pazienza e speranza per inventarsi il futuro e continuare a vivere.
Si conclude con questo romanzo la “Trilogia della Patria”, la saga della
famiglia De Boer. Nel prendere congedo dai suoi personaggi, Matteo Righetto
tocca il culmine della sua arte e ci racconta la solitudine e l’amicizia, il
cuore nero degli uomini e il calore dell’accoglienza e della comunità. Una
scrittura pervasa di lirismo, autenticamente conscia di quanto la
sopravvivenza e il destino dell’uomo siano intrecciati a quelli dell’ambiente.

Terminal list – Edizione italiana

Una missione che si trasforma in strage. Un complotto ai vertici del potere. Un eroe nascosto nell’ombra per portare a termine una terribile vendetta.Nel corso dell’ultima missione in Afghanistan per le forze speciali Navy Seal degli Stati Uniti, l’intera squadra del tenente ­James Reece viene sterminata in una catastrofica imboscata, così come accade ai membri dell’unità inviata in soccorso. Ma quando anche le persone a lui più care vengono uccise il giorno stesso del suo ritorno a casa, Reece scopre che la scia di morte non è opera di un nemico straniero, ma di un complotto che ha radici ai più alti livelli del governo americano. E ora che gli hanno strappato via tutto, nessuno potrà fermarlo.Rimasto solo al mondo e libero da ogni vincolo, Reece si trasforma nell’incarnazione del detto «Non esiste uomo più pericoloso di chi non ha più nulla da perdere». Impiegherà tutte le proprie forze e le lezioni apprese nei dieci anni di missioni in territori di guerra al solo scopo di vendicare le morti dei compagni e delle persone più amate. Ma per raggiungere i suoi bersagli ai gradini più alti del potere, non potrà avere alcun rispetto per le leggi o per il codice militare.Attraverso l’esperienza degli oltre vent’anni di servizio nei Navy Seal, Jack Carr costruisce un thriller davvero unico. Grazie al ritmo concitato delle sue pagine, dove nulla viene risparmiato al lettore, ognuno di noi potrà entrare nella mente di un guerriero disposto a tutto pur di veder compiuta la propria terribile missione.

Tanti Piccoli Fuochi

Benintenzionati, democratici e ricchi, gli abitanti di Shaker Heights, Ohio.
Fino all’arrivo di Mia, quieta, artistica e ribelle.
« _Un ritratto complesso e accattivante di una cittadina apparentemente
perfetta, dove segreti oscuri vengono gettati alla ribalta in un rogo
metaforico e reale._ »
**Publishers Weekly**
« _Vincitore del Best Fiction Award 2017 di Goodreads_ »
« _Nella top 10 dei bestseller del «New York Times» fin dall’uscita._ »
« _Ho amato Tanti piccoli fuochi. Forse il romanzo che ho amato di più
quest’anno._ »
**John Green, autore di Colpa delle stelle**
« _Acuto, saggio e tenero. È una meraviglia._ »
**Paula Hawkins, autrice di La ragazza del treno**
« _La magia di questo romanzo sta nel racconto di tante vite, tutte nascoste
in una bolla di artefatta perfezione. Fino a quando non scoppia l’incendio.
Chi ha appiccato tanti piccoli fuochi? Noi intanto proseguiamo nella lettura
per scoprirlo, ma se guardiamo bene potremmo essere proprio noi a stringere la
cenere tra le dita._ »
**The New York Times Book Review**
1998, Shaker Heights, Cleveland, Ohio. Una comunità fondata su un insediamento
Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici e
abbienti, seguaci, anche se non proprio rigorosi, delle drastiche regole di
vita stabilite dai loro predecessori.
E due protagoniste diversissime: Mrs Richardson, quattro figli, perfezionista,
impegnata in attività benefiche, ricca, che incarna la filosofia Shaker; Mia,
madre single che ha scelto una vita itinerante fatta di lavori saltuari per
dedicare tutto il tempo libero alla fotografia artistica, al momento occupata
come domestica in casa Richardson in cambio di un piccolo alloggio.
All’inizio troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti
della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna
delle sue stanze perfette.
Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi figli, una
pecora nera appena adolescente, ora in fuga per chissà dove.
Anche Mia ha una figlia adolescente, Pearl, che ha fatto amicizia con i
ragazzi Richardson, si trova benissimo a Shaker Heights e convince la madre a
metter fine al vagabondaggio… Allora come mai quella che dovrebbe essere una
svolta decisiva nella vita delle due donne diventa invece un problema, e non
solo per loro?
Accade quando una vecchia amica di Elena Richardson adotta una neonata
abbandonata da una giovanissima cinese. La madre, clandestina, si pente presto
del suo gesto, reclama la piccola, e nasce una battaglia per la custodia che
divide l’intera città, con Elena e Mia su due fronti opposti. Nella mente
della democratica Mrs Richardson scatta il sospetto che Mia nasconda un
passato torbido, ma la sua indagine ossessiva avrà un costo altissimo per
tutti.
Lo stile fluido di Celeste Ng viene paragonato dalla critica americana a
quello di Elena Ferrante, e la trama è tipica del romanzo popolare: segreti,
agnizioni, rivelazioni sorprendenti. E sullo sfondo controversi, attualissimi,
problemi sociali: immigrazione, povertà, razza, adozioni, e diffusa ipocrisia,
non solo istituzionale.

Talento ribelle. Perché infrangere le regole paga (nel lavoro e nella vita)

I ribelli godono di una pessima reputazione. Siamo spesso portati a considerarli dei piantagrane, bastian contrari e disadattati: quella particolare categoria di colleghi, amici e familiari che ama complicare le decisioni semplici, creare confusione e mostrarsi in disaccordo quando tutti gli altri sono d’accordo. A dirla tutta, però, sono proprio i ribelli a migliorare il mondo, grazie al loro sguardo anticonvenzionale sulle cose. Perché invece che cercare appigli sicuri, rifugiandosi nella routine e nella tradizione, sfidano apertamente lo status quo. Sono maestri dell’innovazione e dell’arte di reinventarsi, e per questo hanno molto da insegnarci. Francesca Gino, docente alla Harvard Business School, ha dedicato oltre un decennio a studiare i ribelli all’opera nelle aziende di tutto il mondo, dalle boutique di lusso del «quadrilatero» milanese ai ristoranti più famosi del globo, da una fiorente catena di fast food a un’affermatissima casa di produzione di computer animation. Nel suo lavoro, è riuscita a tracciare l’identikit di quei leader e collaboratori che incarnano il «talento ribelle», e il cui esempio dovremmo tutti imparare a seguire. L’autrice scommette sul fatto che il futuro appartiene al ribelle, e che questo ribelle, potenzialmente, è nascosto in ognuno di noi. Viviamo in periodi turbolenti, nei quali la competizione è feroce, i social media hanno il potere di intaccare la reputazione di una persona e il mondo sembra più frammentato che mai. In un ambiente così spietato, coltivare il talento ribelle è proprio ciò che ci consente di far progredire e prosperare le cose in cui crediamo. E la ribellione costituisce un valore aggiunto anche al di là del contesto di lavoro: è il trampolino verso un’esistenza più vitale, impegnata e appagante. Che vogliate motivare gli altri all’azione, avviare un’attività o imbastire relazioni più dense di significato, “Talento ribelle” vi mostrerà la strada per farlo: rompere tutte le regole.

Sunburn

***«Laura Lippman è una certezza. Con questo romanzo ha superato se stessa.» – Stephen King *** Quando approda al bancone dell’High-Ho con la schiena bruciata dal sole e un cocktail in mano, Polly Costello è una donna in fuga. Da un passato difficile, dai troppi errori commessi, o forse soltanto da se stessa. Ma l’energia diffidente e inquieta, da gatta selvatica, che tenta di nascondere dietro a una cascata di capelli rossi non passa inosservata. Neppure qui, nel vecchio diner per anime spiaggiate o in transito di Belleville, Delaware – un posto così trascurabile da sembrare assemblato alla meglio con gli avanzi di altre città. E infatti Adam Bosk la nota, altroché se la nota. E forse non è un caso se fa in modo di attaccare discorso. Un primo scambio di battute insinuanti presto diventa un flirt, e il flirt una passione inaspettata. Quando, all’indomani di un terribile incendio, i resti di una donna vengono ritrovati nell’appartamento di Polly, il gioco da pericoloso si fa letale. Perché in una storia in cui nessuno dice la verità, Polly è sempre un passo avanti agli altri, lettore compreso. E non si fermerà di fronte a nulla pur di riprendersi quello che ha perso e portare a compimento un piano che viene da molto, molto lontano. La “Maestra” Laura Lippman, vero e proprio nume tutelare dei più grandi scrittori di genere da Stephen King a Gillian Flynn, torna con un noir tesissimo che sprizza intelligenza e sorprese a ogni pagina. Dando vita a un personaggio femminile che non si limita a illuminare la storia, è la storia. «Una delle migliori narratrici in circolazione. Punto.» Washington Post «Un gioiello dal fascino oscuro e implacabile. Leggete questo libro.» – Gillian Flynn, autrice di Gone Girl «Laura Lippman scrive che è un sogno.» – Stephen King «Una narratrice formidabile all’apice del suo talento.» – Lee Child «In Sunburn la tensione sale come il mercurio nel termometro in un giorno d’agosto.» – Publishers Weekly «Una protagonista in grado di sovvertire il naturale ordine delle cose.» – Los Angeles Times «Ha il fascino di un classico in bianco e nero degli anni Trenta.» The Times «Lippman si conferma talentuosa nel genere, riportando il noir alla gloria degli anni ’40.» D di Repubblica

Sulla spiaggia e di là dal molo

"Il mio desiderio è ricordare una Viareggio scomparsa a coloro che oggi hanno il sorriso della gioventù". Sulla spiaggia e al di là dal molo è una raccolta di racconti che diventano il "romanzo di Viareggio". Protagonisti: una terra battuta dal sole e dal vento e un popolo fiero e infantile, anarchico e amante della dissipazione, avvezzo alle tribolazioni della marineria e amante al tempo stesso della gioia di vivere. Di questo popolo e di questa terra Tobino si fa cantore, ne raccoglie i segreti lungamente custoditi e amati, li fonde con rievocazioni di luoghi e persone, ricordi personali, brevi richiami storici. Il tutto tenuto unito da un grande amore per la terra natale e i suoi abitanti e da un'ispirazione così vitale e così incantata del proprio oggetto da tradurre la storia di un villaggio in romanzo.

Suk Ovest. Banditi a Roma

Il Gatto è morto, l’hanno assassinato. Sono proiettili, queste parole, che accolgono Valerio Natali al suo rientro dal Messico dove ha trascorso una lunga latitanza. Massimo Giunti, alias il Gatto, amico fraterno, anche lui della Garbatela, non c’è più. E quello che adesso conta, per Valerio, è soltanto la vendetta: ripartire dall’unico indizio disponibile, il misterioso numero di cellulare digitato dal Gatto prima di morire accoltellato, e ricostruire le sue recenti frequentazioni con alcuni faccendieri coinvolti nel business dello smaltimento dei rifiuti. Lente e sofferte, le indagini di Valerio si addentrano nel vecchio quartiere, nell’intrico di strade e vie che hanno il sapore della sua infanzia. È qui che si riunisce la vecchia batteria. Mario, Nicche, Panettone e Papella. E ancora Bracalone, giovane graffitaro e hacker geniale, e Victor, che ha preso una strada diversa finendo per diventare poliziotto. Sono loro gli uomini che accompagnano Valerio nella ricerca della verità e della vendetta. La vendetta nella famiglia di Valerio Natali è come un destino, un respiro affannato che da sempre ne appesantisce il cammino. Da quando anche il nonno, partigiano, in una Roma terrorizzata dalla famigerata banda Koch, non riuscì a impedire una morte crudele, lasciandosi poi sfuggire per un soffio il diretto responsabile. Ed è proprio dal passato, dalla storia dolorosa della sua città e del suo quartiere, che Valerio otterrà le risposte che cerca. **

Strisciavano sulla sabbia

STRISCIAVA SULLA SABBIA “La fantascienza, si sa, è piena di mostri ameboidi che se ne vanno in giro strisciando sui loro pseudopodi, sia nei loro pianeti d’origine, sia sulla Terra. In questo romanzo per così dire poliscientifico (cioè fantascientifico e poliziesco) gli ameboidi che sbarcano sulla Terra sono due, ed entrambi, naturalmente, di mostruoso aspetto. Ma l’uno è un ameboide per bene, l’altro invece è orribile in tutti i sensi; l’uno rappresenta la Legge, l’altro il Delitto; l’uno insomma è un mostro-poliziotto, l’altro è un mostro-assassino. Chi dei due avrà la meglio nel duello all’ultimo sangue che ha inizio sulla costa della California?” C. Fruttero e F. Lucentini LA CURA IMPOSSIBILE “In Strisciava sulla sabbia abbiamo assistito all’incontro fra il Cacciatore e il giovane Bob Kinnaird sulla spiaggia di una remota isoletta nel Pacifico, nonché alle loro indagini congiunte per rendere inoffensivo il criminale galattico inseguito dal Cacciatore. Oggi, però, le cose sono cambiate: Bob, che ancora ospita la creatura un tempo capace di proteggerlo da ogni ferita o malattia, si è laureato e torna sull’isola natale spinto non solo da impegni di lavoro. L’equilibrio biochimico che lo legava al Cacciatore sembra essersi spezzato e qualcosa sta lentamente uccidendo Bob. L’unica speranza è data da un’astronave perduta e dagli eventuali compagni del Cacciatore giunti nel frattempo in suo soccorso. Ma come trovare l’una e gli altri prima che sia troppo tardi?” G. Montanari

Storie Di Uomini E Di Fantasmi

“Pubblicato per la prima volta nel 1910 “Storie di uomini e di fantasmi” è una
raccolta di racconti di Edith Wharton, precedentemente scritti per lo
Scribner’s Magazine e il Century Magazine.Le trame dei racconti pongono in
evidenza l’aspetto psicologico del genere horror, infatti i personaggi
principali sono uomini con le loro ossessioni piuttosto che veri e propri
fantasmi. “La porta sbarrata”, per esempio, narra la storia di Hubert Granice
che, non avendo avuto successo come sceneggiatore, ormai disgustato della
vita, vuole costituirsi per un omicidio che ha realmente commesso, ma finisce
per essere rinchiuso in un ospedale psichiatrico dagli amici che non credono
alla sua colpevolezza.I protagonisti sono principalmente uomini comuni, come
Mr. Grew ne “Il figlio di suo padre”, la cui vicenda rappresenta una satira
dell’alta borghesia newyorchese e della sua affascinante facciata fatta di
ricchezza e buone maniere. Nonostante la loro ordinarietà i personaggi della
Wharton sono accattivanti e complessi, sempre alla ricerca della felicità e
frustrati dalla “discrepanza tra i desideri di un uomo e la sua capacità di
gratificarli.” È il caso di Humphrey Neave, un collezionista che scopre il
piacere non sta nel mero possesso di oggetti d’arte, ma nell’atto di scovarli
e di stabilire un rapporto personale con essi.Le storie spesso evidenziano con
ironia il raggiungimento di una consapevolezza morale e sociale dei
protagonisti. Ne “Il debito”, per esempio, il pupillo di un noto biologo
dimostra cosa significa essere il degno successore del suo mentore, non
nascondendo al mondo i nuovi dati prodotti dalla ricerca, anche se essi
confutano proprio la teoria del suo maestro.“Al punto di partenza” narra le
ossessioni e le frustrazioni di uno scrittore moderno che insegue l’illusione
della notorietà e il disagio che egli prova dopo aver assunto come segretario
personale un amico squattrinato, ma più abile di lui come scrittore.Tutte le
storie sono caratterizzate dalla ironica drammaticità, tipica della Wharton e
dalla sua profonda comprensione del genere umano e della vita. ”

Una storia naturale della curiosità

“Sono curioso della curiosità”: così inizia questo testo in cui Alberto Manguel, guidato da una galleria di pensatori, scrittori e artisti, indaga quel che dalla notte dei tempi è stato lo stimolo che spinge la conoscenza. Una delle prime parole che pronunciamo quando siamo bambini è “perché?”. Una volta imparata la domanda, non smettiamo mai di formularla, anche se presto scopriamo che la curiosità è raramente ricompensata con risposte rivelatrici. In “Una storia naturale della curiosità” confluiscono molti anni di letture, scrittura e pensieri incoraggiati da una passione e una vivacità travolgenti: nulla che possa interessare alla curiosità umana gli è estraneo. In diciassette capitoli, dove i riferimenti letterari dialogano con le ultime scoperte scientifiche, Manguel traccia un percorso suggestivo e, come Dante decise di avere una guida per i suoi viaggi, Manguel ha voluto scegliere Dante come guida per il suo, e permettere che le domande che il poeta formula nella sua “Commedia” lo aiutino a tracciare la rotta delle sue.

Storia d’Europa

La storia d’Europa è la storia di una vicenda perenne e appassionante di
contrazioni ed espansioni di un grande spazio di civiltà. È in questo spazio
che è nata la tradizione del Cristianesimo, si sono incrociati e fusi i
destini di grandi popoli e di grandi tradizioni culturali, è sbocciata la
civiltà moderna della scienza e della tecnica, è fiorita la cultura dell’uomo
e della libertà morale, politica e civile. E tutto ciò fino a oggi, alla
complessa e affascinante pagina dell’Unione europea e ai suoi problemi nel
mondo della globalizzazione.
La storia del continente europeo, dall’antichità ai giorni nostri, raccontata
da uno dei più importanti storici italiani.

Lo stato mondiale

Nel 1960, in un clima ancora teso di guerra fredda, Ernst Jünger concepisce l’idea di uno “Stato mondiale” come il punto verso cui sembra tendere il movimento sempre più rapido di trasformazione dell’ordine planetario. Con lucida antivegenza, Jünger riconosce il dilagare della globalizzazione tecnico-economica e individua una nuova categoria politica sulla base della quale ripensare l’ordine internazionale superando la tradizionale idea di nazione. La tecnica e l’economia, fenomeni di portata universale, producono effetti di crescente uniformazione, spingono verso una globalizzazione che sarà appunto sancita, politicamente, dallo Stato mondiale.

State of Florida vs Enrico Forti. Il grande abbaglio

USA: cronistoria di un incredibile errore giudiziario. Il percorso della vita di un uomo a volte viene sconvolto da un evento che lo trasforma e cambia per sempre. Dopo aver solcato gli oceani di tutto il mondo, Enrico “Chico” Forti ha visto improvvisamente crollargli il mondo addosso, precipitando dall’azzurro del mare e del cielo in un buco nero senza via d’uscita. Tutti i suoi sogni sono andati in frantumi, lasciando il posto ad una terribile realtà: le sbarre di una prigione nelle paludi delle Everglades della Florida. Dallo studio dettagliato e “chirurgico” della sua storia e degli atti processuali Studio e analisi degli atti processuali emerge prepotente la convinzione che Chico sia stato condannato ingiustamente. Perché Forti non ha ucciso Dale Pike.E della sua innocenza abbiamo fornito le prove in quest’opera.
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### Sinossi
USA: cronistoria di un incredibile errore giudiziario. Il percorso della vita di un uomo a volte viene sconvolto da un evento che lo trasforma e cambia per sempre. Dopo aver solcato gli oceani di tutto il mondo, Enrico “Chico” Forti ha visto improvvisamente crollargli il mondo addosso, precipitando dall’azzurro del mare e del cielo in un buco nero senza via d’uscita. Tutti i suoi sogni sono andati in frantumi, lasciando il posto ad una terribile realtà: le sbarre di una prigione nelle paludi delle Everglades della Florida. Dallo studio dettagliato e “chirurgico” della sua storia e degli atti processuali Studio e analisi degli atti processuali emerge prepotente la convinzione che Chico sia stato condannato ingiustamente. Perché Forti non ha ucciso Dale Pike.E della sua innocenza abbiamo fornito le prove in quest’opera.

Lo stallo dell’impero

L’Interdipendenza, l’impero interstellare dell’umanità, è sull’orlo del collasso. Le correnti del Flusso, i condotti spaziotemporali che rendono possibile il viaggio tra le stelle, stanno scomparendo, lasciando intrappolati interi sistemi stellari. Se, in assenza di estreme misure risolutive, sparirà, la civiltà umana perirà con esso. L’imperatrice Grayland II, leader dell’Interdipendenza, è pronta a adottare le misure necessarie per garantire la sopravvivenza di miliardi di persone. Ma molti credono che il collasso del Flusso sia un mito o addirittura un’opportunità che potrebbe consentire loro di ascendere al potere. Mentre Grayland si prepara al disastro, altri si stanno organizzando in vista di una guerra civile che si svolgerà non solo tra astronavi e su campi di battaglia, ma anche nelle sale del potere, nei mercati degli affari e nei templi del culto. L’imperatrice e i suoi alleati sono scaltri e intraprendenti, ma lo sono anche i loro nemici, e niente in questa violenta lotta per il potere e la sopravvivenza sarà semplice o lineare…