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Il messaggio Vichingo

Un’antica pietra vichinga reca un’iscrizione interessante che indica la giusta posizione nella quale un tesoro sta sepolto. Questa pietra interessa all’archeologo ma anche al malfattore: ed in effetti accade che qualcuno se ne appropri, deciso a usarla per il proprio utile e non certo a favore della scienza. Frank e Joe Hardy però non sono d’accordo e partono decisi sulle tracce della pietra rubata e di coloro che hanno fatto il colpo, e che ora pretendono di appropriarsi al più presto del tesoro. Tra i freddi laghi e boschi del Nord-Ovest inizia così una lunga gara la cui posta è preziosa e importante e il cui percorso è assai pericoloso.

Malevisione. Gli orrori catodici generano mostri

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*Malevisione* è un’indagine letteraria attraverso gli abissi della nostra televisione. Reality show che si trasformano in stragi, principi che cantano nel più seguito festival canoro del Bel Paese, telegiornali infarciti di sciocchezze e gossip, programmi culinari con imprevedibili ricette: questi racconti si spingono verso il paradossale, ma dimostrano che tutto è lecito pur di mantenere l’audience. 
E alla fine della fiera occorre porsi alcune domande. Nessuno dice niente? E se l’utente, attraverso un nemmeno troppo sofisticato sistema di lavaggio del cervello e assuefazione, venisse cannibalizzato? Se ciò che in televisione ci viene propinato per bellezza non fosse altro che orrore? Un viaggio grottesco nel piccolo schermo che vi farà divertire ma anche rabbrividire: certo qualcuno, se già non se ne era liberato prima, ora sceglierà di non accendere più la TV.

Il labirinto

Un gruppo di esploratori guidati dall’ultimo druido di Paranor, Walker Boh, è in viaggio sulla nave volante Jerle Shannara attraverso l’oceano. L’obiettivo è ambizioso: recuperare le pietre magiche scomparse da decenni e impossessarsi di un’antichissima magia. Ma il viaggio sembra essere nato sotto i peggiori auspici. Prima l’equipaggio viene decimato dall’attacco della Strega di ilse.Poi il druido Walker rimane intrappolato nei sotterranei della città fantasma di Castledown, dove risiede un’entità, sopravvissuta al crollo del Vecchio Mondo che è decisa ad impadronirsi della magia delle Quattro Terre.

L’Italia della disfatta – 10 giugno 1940 – 8 settembre 1943

“L’Italia che il 10 giugno del ’40 scese in campo, convinta di restarci solo poche settimane, era un’Italia stanca di retorica guerriera, e intimamente convinta che la vittoria sarebbe stata la vittoria dei Tedeschi, più pericolosa di una sconfitta.” Con la dichiarazione ufficiale del 10 giugno 1940 e poi la firma del Patto Tripartito, l’Italia prende ufficialmente parte alla Seconda guerra mondiale. A guidarla c’è l’infondata speranza di Mussolini in una soluzione rapida e favorevole; ma il Paese è impreparato, demotivato e percorso da un malcontento sempre più evidente, specie nel morale delle truppe. Male equipaggiati, guidati da comandanti più burocrati che strateghi, malvisti dagli stessi alleati, i soldati italiani conoscono poche vittorie e troppe brucianti sconfitte. Intanto lo scontro cresce: la firma del Patto Atlantico tra Stati Uniti e Inghilterra, l’attacco a Pearl Harbor, la disastrosa campagna italo-tedesca in Unione Sovietica, l’inizio del lunghissimo assedio di Leningrado, le battaglie di El-Alamein, la disfatta sul fronte africano, lo sbarco alleato in Sicilia. Di fronte allo sfacelo militare e alle tensioni interne, Vittorio Emanuele e alcuni politici tentano di fare marcia indietro: il 25 luglio 1943 il Duce viene sfiduciato e arrestato. A sostituirlo è chiamato Badoglio, che incomincia subito i trattati per quell’armistizio definito da Montanelli uno “spettacolo miserando”. Gli autori ci presentano in questo volume la ricostruzione di anni difficili e densi, animati da figure imponenti quali Hitler, Churchill, Roosevelt, Eisenhower, Rommel, Montgomery. Un resoconto puntuale, cui la precisa posizione di Montanelli dona carattere e forza.

L’Italia del Settecento: 1700-1789

Per Montanelli e Gervaso il Settecento è un altro ”secolo breve”: aperto dalla morte di Carlo II e dal fallimento del suo progetto d’unità europea, si chiude appena ottantanove anni dopo con la Rivoluzione francese. Una ricostruzione appassionante dei fermenti e delle spinte opposte che hanno sconvolto l’ancien régime e preparato il destino d’Italia.

L’Italia del Risorgimento: 1831-1861

1831-1861: in questi anni si gioca la sorte dell’Italia che da «pura definizione geografica», come l’aveva liquidata con disprezzo il principe di Metternich, diventa finalmente nazione. Una via difficile, contrastata, ben diversa da come ce l’hanno raccontata a scuola. È proprio vero che tutto il popolo lo voleva o era soltanto il sogno di una minoranza? Il triunvirato da figurina illustrata Vittorio Emanuele II-Garibaldi-Mazzini era unanime o in disaccordo su tutto? Come si comportarono i cattolici in questa laboriosa realizzazione? I Savoia avevano in mente un progetto a grande respiro oppure miravano soltanto alla loro antica ambizione di conquistare il Lombardo-Veneto?
A tali domande risponde in modo mai scontato e da par suo Indro Montanelli in questo capitolo della sua storia nel quale, al tempo stesso, ci offre altri non trascurabili spunti di meditazione… Con l’Unità cambiò qualcosa o, come pensava il principe di Salina, tutto doveva cambiare per restare come prima? È con l’unificazione che ebbe inizio la «questione meridionale», come la definì Gramsci? È da allora che l’Italia divenne un Paese di tangentari, di burocrati, di politici pronti al trasformismo? In ogni caso in quegli anni agirono personaggi di alta statura morale – uno per tutti il conte di Cavour -, tesi con ogni energia a realizzare il loro sogno. E se poi la realtà fu diversa da quella auspicata, questa è un’altra storia.

L’Italia dei secoli bui: Il Medio Evo sino al Mille

La caduta dell’Impero Romano è stato un processo lento e complicato, iniziato – ben prima del sacco di Roma – con l’avvicinarsi ai confini di quelle stesse tribù che avevano invaso la Cina, e proseguito attraverso gli anni di Costantino e Teodosio. Comincia così per l’Italia un lungo periodo oscuro: le città vengono abbandonate, eserciti barbari percorrono il Paese depredandolo, devastandolo e seminando terrore. Fino al fatidico Anno Mille si susseguono secoli di ferro e di sangue, di lutti e di invasioni. È il momento più difficile da raccontare nella storia italiana: le fonti sono poche e insicure, e gli avvenimenti “di casa nostra” non si possono isolare da quelli del resto d’Europa; come dicono gli autori: “Forse mai il nostro continente è stato così unito e interdipendente come in quest’epoca afflitta da mancanza di strade e di mezzi di trasporto e di comunicazione”. Indro Montanelli e Roberto Gervaso ci presentano i ritratti dei protagonisti nei quali cogliere i segni del costume, della civiltà e del suo evolvere: Attila, Alarico, Odoacre, Galla Placidia, Gregorio il Grande, Carlomagno e gli Ottoni, i Santi, i Padri e i riformatori della Chiesa. Il passaggio dall’Impero ai Comuni, la società feudale, il rapporto città-campagna, lo scontro tra la nobiltà guerriera legata alla terra e la nascente borghesia urbana: questi gli elementi del grande mosaico che ci ritroviamo a osservare, e il risultato è uno strumento d’informazione chiaro e al contempo una lettura appassionante.

L’Italia dei notabili

Dopo i tumulti del Risorgimento e l’unificazione, si aprono anni fondamentali per il nostro Paese. Destra e Sinistra storiche devono affrontare molti problemi: il riassetto amministrativo, il rapporto con la Chiesa, la crisi agricola, la guerra d’Africa…Montanelli ci regala un vivido affresco di anni fondamentali per l’Italia contemporanea.

L’Italia dei due Giovanni

Erano gli anni della ricostruzione, della guerra fredda, del muro contro muro. Finché due uomini, entrambi di nome Giovanni, crearono un clima diverso. Il pontefice, divenuto oggi santo, stabilì la distinzione tra “errore” ed “errante” e indisse il Concilio Vaticano II; Gronchi, presidente della Repubblica, favorì la nascita del primo centrosinistra. Il seme di una nuova Italia era stato gettato.

L’Italia dei comuni – Il Medio Evo dal 1000 al 1250

Tra il 1000 e il 1250 si assiste in Italia a una rinascita politica, culturale e spirituale: le città si ripopolano, si intensificano i commerci e le comunicazioni, la poesia in volgare muove i primi passi, si rinnovano gli ordini monastici. In questi due secoli e mezzo si decide in una certa misura il destino del Paese, e si consuma quello che gli autori definiscono “il suo aborto come Stato nazionale”. Il nuovo millennio vede difatti l’affermarsi di entità capaci di influenzare fortemente il panorama italiano: i Comuni. Diversi per sviluppo, organizzazione, fisionomia e tradizioni, questi organismi locali si costituiscono in vere e proprie città-stato, garantendo un forte sviluppo locale ma al contempo accendendo conflitti che hanno a lungo impedito un percorso verso l’unità. Intanto, alle lotte intestine tra Genova e Pisa, Amalfi e Venezia, Firenze e Siena, si uniscono guerre epocali quali le Crociate, e scontri ideologici come il grande scisma. Conflitti, cambiamenti e rivoluzioni animati da grandi personalità, che già annunciano il periodo d’oro del Rinascimento: Federico Barbarossa e Tommaso d’Aquino, Arnaldo da Brescia e Francesco d’Assisi, Federico II di Svevia e Domenico di Guzmán. L’Italia dei Comuni è un’opera intensa, coinvolgente, che incarna perfettamente l’ideale dei suoi autori “che i fatti vadano raccontati, perché nessuno è obbligato a saperli o a ricordarli, e che i loro protagonisti siano soprattutto gli uomini, i loro caratteri, le loro passioni, i loro interessi”. “Noi riteniamo che i fatti vadano raccontati, perché nessuno è obbligato a saperli o a ricordarli, e che i loro protagonisti siano soprattutto gli uomini, i loro caratteri, le loro passioni, i loro interessi.”

L’Italia degli anni di piombo: 1965-1978

Cominciò con la contestazione degli studenti dell’Università Cattolica per un aumento improvviso delle tasse e, nel giro di pochi mesi, tutte le università e tutte le scuole erano in aperta rivolta: sopraggiunse il cosiddetto “autunno caldo” dei grandi rinnovi contrattuali; si aggiunse il desiderio di una ventata di nuovo che attraversava il Paese. Poi sopravvennero le violenze degli opposti estremismi finché, il 12 dicembre 1969, una bomba esplosa nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, precipitò l’Italia nell’oscura notte della Repubblica.

L’Italia degli anni di fango (1978-1993)

Nel luglio 1978 Sandro Pertini veniva eletto alla presidenza di un’Italia ancora sconvolta dal terrorismo, culminato nella strage di via Fani e nell’assassinio di Aldo Moro, e dove il suo predecessore, Giovanni Leone, era stato costretto a dimettersi sotto la pressione dei partiti di sinistra per accuse gravissime. Aveva così inizio un periodo drammatico e contaddittorio, pieno di luci e di ombre che dopo successi tanto vistosi quanto effimeri, doveva concludersi con il crollo di fatto della Prima Repubblica, travolta dalle mazzette di Tangentopoli e dalla crisi apparentemente inarrestabile dei partiti politici tradizionali.

L’ispettore Coliandro: Nikita, Falange armata, Il giorno del lupo

L’impavido Coliandro, sovrintendente della Questura bolognese, poi promosso ispettore, è una delle creazioni più felici di Lucarelli. Il suo modo scalcagnato di irrompere in scena assicura al lettore un divertimento fresco e perenne. Questo volume ne raccoglie le storie. Nikita racconta l’aspetto noir e metropolitano di Bologna e soprattutto l’incontro di Coliandro con Nikita, una donna bella, giovane, ribelle e punk, più brillante e intelligente di lui. Insieme formano la coppia più strampalata e divertente della letteratura noir italiana: il poliziotto pasticcione, roccioso e impulsivo, e la pallida giovanissima sua protetta, che più di una volta deve proteggere. Con Falange armata, un romanzo leggendario, siamo in una Bologna scossa da fremiti di ogni genere. Coliandro s’imbatte in un molto verosimile complotto eversivo neonazista, al quale, purtroppo, sembra credere solo lui. Lui e Nikita. giorno del lupo, raccontando la storia della nuova mafia, più spietata di un branco di lupi, si rivela non solo precorritore della realtà, ma anche perfetta macchina logica che ne rivela il funzionamento occulto.

L’invisible intruso

I giovani moderni hanno dei gusti alquanto particolari, e specie quando si trovano in compagnia preferiscono dedicarsi a dei divertimenti inusitati. Tuttavia non è da tutti passare il tempo dando la caccia agli spettri: un genere di sport che può essere definito, come minimo, sepolcrale. Gli amici di Nancy Drew non hanno pregiudizi, e decidono di conseguenza di dedicarsi alla caccia dei fantasmi, quali che siano e dovunque si trovino. La giovane detective parte con loro, sicura di godere di un po’ di meritato riposo, anche se lo scopo della vacanza è inconsueto. Ma le speranze di un piacevole viaggio in compagnia andranno ben presto deluse, quando risulterà che i fantasmi in questione hanno ben poco di soprannaturale, e che oltre alle classiche apparizioni si dedicano volentieri ai furti e alle rapine in grande stile. Nancy Drew avrà a che fare con spettri che di etereo hanno solo l’abilità straordinaria con cui sfuggono alle ricerche della polizia.

L’invenzione della madre

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo. **
### Sinossi
Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

L’indomita miss chester

Inghilterra, 1812
Caterina Chester è bella e talentuosa, ma anche ribelle e ostinata e, contrariamente alle sue coetanee, non ha alcuna voglia di sposarsi. Desidera di più dalla vita, sogna un uomo che le faccia palpitare il cuore, vuole la Passione. Ed è proprio la passione che mette in tutto ciò che fa, a iniziare dal canto, che conquista all’istante Sir Chase Boston, giunto nella residenza dei Chester per riscuotere il debito che il fratello della giovane ha contratto con lui e che getterebbe la famiglia sul lastrico. Unica soluzione, che lo splendido usignolo di Paradise Road si unisca in matrimonio con un creditore tanto esigente. Ma può una donna caparbia come Miss Chester accettare senza lottare di sottomettersi a un simile destino?