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L’essenziale

Non abbiamo bisogno di molte cose per sopravvivere. Ce ne servono invece alcune, essenziali, per vivere. Jacques Attali ci svela cos’è indispensabile per condurre un’esistenza bella, buona, libera e felice: non solo semplificarsi, vivere con poche cose materiali, ma incontrare, almeno una volta nella vita, i grandi capolavori della creatività umana. Ecco una lista degli “imperdibili della civiltà”, raccontati uno per uno dalla penna di un grande pensatore dallo sguardo lungimirante e raffinato.Romanzi e saggi, opere musicali e teatrali, dipinti e sculture, luoghi e monumenti, film e persino serie televisive sono uno strumento privilegiato per aprire il cuore e la mente alla curiosità, alla tolleranza, alla pace; l’unica via per conoscere gli altri, il mondo e se stessi.Ci sono voluti decenni per costruire questo “inventario dell’essenziale”, una lista preziosa a cui tutti – in modalità libera, gratuita e senza censure – dovrebbero avere accesso.«La sfida di questi tempi barbari è fare della propria vita un’opera d’arte», esorta Attali, «e allora: leggi, ascolta, guarda, vivi!».

Eros tiranno: Sessualità e sensualità nel mondo antico

Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando.
Silvia Vegetti Finzi
Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione. **
### Sinossi
Prima che la frase ‘ti amo’ siglasse il rapporto sessuale, prima che eros fosse sequestrato dall’arte ed espulso dalla filosofia, prima che sul sesso scendesse l’ombra del peccato e che il peccato fosse inseguito sin nei meandri dell’intenzionalità e della fantasia, il mondo antico conosceva possibilità inesplorate, cammini interrotti, modi d’indagine e di espressione dai quali ripartire per comprendere chi siamo e dove, magari a nostra insaputa, stiamo andando.
Silvia Vegetti Finzi
Il desiderio, il piacere, il corpo, dal mondo greco al mondo romano, ai Padri della Chiesa: una delle studiose più note dell’antichità ci conduce con grazia nei territori della passione.

Gli eredi. Kate e il regno dimenticato

Con l’aiuto di Anthony, Kate procede nella ricerca della verità. Un ostacolo dietro l’altro rallentano il suo percorso verso Emmeltz, il regno lontano e, per il momento, perduto. Creature fatate e demoni si alternano in uno strano gioco di equilibri, dove la magia è bianca o nera, buona o cattiva. Anche Kate, suo malgrado, ne subisce il fascino, permettendo alla Dea Oscura di prendere il sopravvento sulla sua natura gentile. Accecata dai sentimenti, spesso le sue scelte mostrano parzialità, un difetto imperdonabile a un regnante, le cui conseguenze possono essere fatali per lei stessa e per i suoi alleati. Giudizi affrettati, lungimiranza mancante, parzialità sono i nemici contro cui deve combattere, ma il destino le ha messo accanto fior fiore di amici. Così, fra alti e bassi, fra conquiste faticose, inganni e menzogne, il viaggio continua.

Gli Eredi Perduti Di Pembrook: Sebastian

Inghilterra, 1856 – Imprigionati alla morte del padre da uno zio deciso a impadronirsi delle loro ricchezze, i giovanissimi Sebastian, Tristan e Rafe Easton sono riusciti a fuggire e sono svaniti nel nulla, dando vita alla leggenda degli eredi perduti di Pembrook. Ora, dodici anni dopo, sono tornati per riprendersi ciò che spetta loro per diritto di nascita… Sebastian Easton ha giurato di vendicarsi dell’uomo che gli ha portato via la giovinezza e il titolo, e per molto tempo quello è stato l’unico obiettivo che gli ha permesso di tirare avanti. Ma una volta a Londra, dopo essere stato riconosciuto legittimo Duca di Keswick, scopre di non aver dimenticato la coraggiosa fanciulla che ha rischiato la vita per salvare lui e i suoi fratelli da morte certa. L’amore che li legava in passato non si è affievolito… solo che Lady Mary Wynne-Jones ormai è promessa a un altro.

Emma, 1876

È il 1876, l’anno in cui cade il centenario della fondazione degli Stati
Uniti. Charles Schuyler, pungente corsivista del «New York Herald», dopo quasi
mezzo secolo torna dall’Europa con la figlia Emma. Ad accoglierli, l’aria
salmastra e i fumi di una città tutta nuova: ormai straniero nella sua città
natale, Charles non riconosce più nulla. Emma, invece, nata trentacinque anni
fa in Italia, ha lasciato il vecchio continente per la prima volta: rimasta
vedova di uno spiantato principe parigino – venuto a mancare improvvisamente
durante una cena con l’amante –, cercherà marito e affermazione nell’alta
società di New York. Nel frattempo, tra fastose celebrazioni, fanfare, fuochi
d’artificio e smodate esibizioni di spirito patriottico, si consumano torbidi
intrighi. Un patto segreto fra due partiti che si alternano alla guida del
paese per truccare le elezioni, una totale mancanza di regole che permette
alle élite di arricchirsi sempre di più, una corruzione dilagante a ogni
livello nell’amministrazione statale: Emma, 1876 è l’affresco storico di
un’epoca lontana eppure così drammaticamente simile all’attualità. Con questo
romanzo prosegue la ripubblicazione di Narratives of Empire, grande saga
composta da sette romanzi che, tra feroci polemiche e grandi consensi, hanno
accompagnato Gore Vidal per oltre trent’anni: una vera e propria controstoria
dell’America, dagli albori della repubblica statunitense fino al secondo
dopoguerra, in cui s’intrecciano magistralmente episodi e personaggi reali e
d’invenzione. «Vidal è il maestro del romanzo storico americano… La sua
visione della politica americana, passata e presente, è talmente potente da
destare ammirazione». Harold Bloom «Se la buona narrativa storica deve
aiutarci a immaginare un passato che potrebbe essere stato, allora è difficile
battere Gore Vidal». «The New York Times» «Le incursioni emozionanti e
divertenti nella Storia che Vidal ci propone non hanno pari». «Time» «Vidal
rende le immagini e i rumori della New York di cent’anni fa indimenticabili».
«New York Sunday Times»

Eligio S. I giorni della Ruota

La vicenda si svolge per circa un secolo intorno all’istituzione dello Spedale della Pietà, un palazzo storico veneziano che nell’Ottocento ospitava orfani e bambini deposti nella ruota. Proprio in questo luogo, la piccola Rosapineta impara a conoscere e ad amare Eligio, abbandonato ancora in fasce dalla madre. Nel corso di 50 anni, i destini dei due bambini si intrecciano a quello di molti personaggi che costruiscono una storia corale secondo una tradizione letteraria che ha tra i suoi più fulgidi esempi Oliver Twist di Charles Dickens. L’amore nelle sue tante forme (fraterno, passionale, sacro, universale), è il vero protagonista di questo romanzo, insieme a una Venezia storicamente ricostruita e partecipe degli stati d’animo dei protagonisti. Vincitore Premio Bancarellino 2009. **

E sarà la Luce

Avvincente tour de force narrativo concentrato nell’ambito di quasi una sola giornata. Su Damiem, un piccolo e sperduto pianeta ai margini della Via Lattea e ultimo avamposto della Federazione contro i Mondi Oscuri, la vita degli alati e indifesi Dameii cerca di scordare le sanguinose e crudeli violenze perpetrate per il possesso delle Lacrime di Stella, grazie anche alla sorveglianza della Federazione e dei tre Guardiani dislocati sul pianeta. Ma ora che si avvicina la notte in cui saranno visibili le meraviglie del fronte di nova provocato dalla Stella Assassinata, altre dodici persone si trovano ospitate insieme ai Guardiani. Lo spettacolare passaggio dei turbini luminosi e temporali causati dalla distruzione di un intero mondo e cosi destinato a inondare della sua incredibile luce un improvviso divampare di conflitti inaspettati. Nel corso di una sola notte, le esistenze delle quindici persone radunate nella Stazione di Damiem verranno stravolte da una spietata gara di intrighi e di violenze destinata a culminare con uccisioni, tradimenti, eroismi e sacrifici.

È Lei Che Aspettavo

L’INCONTRO, IL BACIO, LA PRIMA VOLTA.
Tre momenti cruciali del romanzo raccontati dal punto di vista di Akira. “È lei che aspettavo” è lo SPIN OFF di Aspettavo te.
La lettura è consigliata a chi ha già letto il romanzo in quanto sono presenti numerosi SPOILER.

Dove il destino non muore

Il guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche sa che la sua
vera identità è stata scoperta. Stanno venendo a prenderlo. Ma non si farà
catturare vivo, perché quello è l’epilogo di un piano scritto anni prima.
L’eredità di Napoleone è in pericolo, e lui è pronto a trasferirla nelle mani
della bambina che ha visto crescere. Katherine Sinclaire, però, è all’oscuro
di tutto. Sta presentando il suo ultimo bestseller a Roma, in un auditorium
gremito di gente, e non può nemmeno immaginare che nei ricordi delle vacanze
all’Isola d’Elba si nascondano le risposte ai più grandi interrogativi della
storia. Sullo sfondo, due società segrete che da duecento anni si contendono
la supremazia sulla verità. La prima, voluta da Napoleone stesso per
proteggere le scoperte archeologiche che hanno costellato le sue imprese.
L’altra è una delle organizzazioni più influenti al mondo. Al centro, il
mistero della campagna d’Egitto. Katherine si lascerà coinvolgere in una
cospirazione, i cui risvolti potrebbero mettere in discussione il corso della
storia e le convinzioni acquisite sulle civiltà più antiche. E quando penserà
di avere decifrato tutti gli enigmi che via via le si sono presentati, si
troverà intrappolata in uno sconvolgente intrigo familiare: l’inizio di un
nuovo viaggio che la porterà lontano, in un futuro senza segreti nel passato.
Là dove il destino non muore.

Dove Finiscono Le Parole

Che cosa significa non riuscire a leggere qualcosa di scritto, anche la frase più semplice e comune? Come ci si sente quando le parole sembrano soltanto segni indecifrabili e oscuri? E cosa si prova a restare sempre indietro rispetto agli altri? Questo libro è insieme testimonianza e terapia, è la storia di un percorso e di tutte le tappe che lo hanno contrassegnato. Andrea Delogu racconta con vivace intelligenza e profonda sincerità la sua vita di dislessica in un Paese dove questo disturbo è ancora sconosciuto a molti. Le maestre non sempre comprensive, la preoccupazione di una mamma che prova a capirla, l’approccio a Internet e alle sue risposte. “Le discese ardite e le risalite” di una vita né più facile né più difficile delle altre ma, semplicemente, diversa.

Dov’eri, Adamo?

Già nei racconti di “Il treno era in orario” e “Viandante, se giungi a Spa…”, Heinrich Böll aveva dolorosamente rievocato i drammi del conflitto mondiale e della Germania postbellica. Ma nel romanzo “Dov’eri Adamo?” gli orrori della guerra divengono veri protagonisti della narrazione. Quasi fossero episodi indipendenti, i nove capitoli del romanzo sono infatti altrettante sequenze in presa diretta su quella inarrestabile tragedia che strappa agli uomini e alle donne, ai militari e ai civili, ogni progetto e ogni sentimento. Dai cruenti combattimenti sul fronte orientale, all’orrore dei campi di sterminio, Böll racconta con sconcertante realismo schegge di follia e crudeltà.

Dov’è andata a posarsi la tua anima?

“Leggendo, scoprendo e riflettendo, sentivo che il dolore si alleviava, che lasciava spazio ad altro. Nella mia testa stava crescendo lentamente l’idea: volevo conoscere il più possibile la filosofia perché stava cambiando la mia vita interiore. L’unica via che mi venne in mente per affrontare il lutto fu quella di iscrivermi all’università.”

Doppio Finale

SHERLOCK, LUPIN & IO n. 13 PER LETTORI A PARTIRE DAI 10 ANNI New York, inverno
1873\. Irene ripensa a una vicenda vissuta a Londra, mesi prima, con i suoi
grandi amici Sherlock e Lupin. Il filo dei ricordi si dipana veloce tra
l’incontro con un uomo che racconta una strana storia, un delitto senza
cadavere e la scoperta di una rete di gallerie nel sottosuolo della città. Un
vero e proprio labirinto sotterraneo, dove i tre ragazzi portano avanti la
loro indagine, mossa dopo mossa, intuizione dopo intuizione, fra incognite e
rischi, in quella che si rivelerà ancora una volta un’avventura
indimenticabile.

La donna scomparsa

Sara Blaedel, la regina del crime danese, autrice da oltre tre milioni di copie vendute definita da Michael Connelly «la migliore che io conosca», è tornata. È una notte buia e piovosa, in Inghilterra. Al limitare di un bosco, a pochi passi dall’aperta campagna, c’è una casa con una finestra illuminata. All’interno, la sagoma di una donna, in controluce. A completare il quadro, si aggiungono il marito e la figlia adolescente. Da fuori, un uomo osserva la scena con un fucile da caccia in mano; riesce a immaginarsi il profumo della cucina, il calore familiare della stanza, le conversazioni di fine giornata. Fa un respiro profondo, preme il grilletto e colpisce la donna in piena fronte. Lei si accascia sul pavimento. Lui scappa. In Danimarca, la detective Louise Rick e il collega Eik hanno deciso di andare a vivere insieme ma lui sparisce nel nulla. Nel giro di pochi giorni, Louise riceve una telefonata: Eik è stato arrestato per disturbo della quiete pubblica e intralcio alle indagini. Si trovava in Inghilterra, sul luogo del delitto della donna inglese, Sophie Parker, il cui nome figurava da molto tempo nella lista delle persone scomparse. La sua sparizione era stata denunciata diciotto anni prima proprio da Eik: era la sua fidanzata. Cosa sta succedendo? Sconvolta e terrorizzata dal coinvolgimento di Eik nel caso, Louise deve mettere a tacere il suo tumulto interiore se vuole trovare il killer di quella che si rivelerà la sua indagine più controversa… Dopo Le bambine dimenticate e La foresta assassina, la detective Louise Rick torna su un caso delicato ad alto tasso di suspense. «Sara Blædel è al suo apice. Louise Rick è un personaggio che farà tornare i lettori, che ne vorranno di più». Camilla Läckberg «Blædel è una delle migliori che io conosca». Michael Connelly «Sara Blædel è una forza di cui bisogna tener conto. Quando si parla di gialli, tutti parlano di trend – scandinavi, tedeschi, russi. Blædel non è un trend: è una scrittrice di gialli molto dotata che, una dopo l’altra, confeziona storie solide e avvincenti che possono piacere a tutti i lettori del mondo». Karin Slaughter «Sara Blædel ti conduce verso quella zona grigia in cui l’empatia può diventare un crimine e la gentilezza può portare a un omicidio a sangue freddo». «The New York Times Book Review»

Le Domestiche

**INEDITO IN ITALIA**
« _È come se David Lynch avesse scritto una stagione di Mad Men, ma con al
centro le donne. Davvero meraviglioso._ »
**David Mitchell**
« _Uno scrittore strepitoso._ »
**Haruki Murakami**
« _Tanizaki è un attento studioso delle abitudini umane e nutre un interesse
maniacale per i dettagli: questo libro ricorda Turgenev… Una piccola gemma per
i lettori di Mishima, Ōe e gli altri modernisti di metà Novecento._ »
**Kirkus Reviews**
« _Tanizaki scrive con un’intensa sensualità. Anche i suoi romanzi più leggeri
ci fanno trattenere il fiato._ »
**John Updike**
« _Il più importante narratore giapponese del Novecento._ »
**Edmund White**
Le domestiche, romanzo rimasto a lungo inedito in Occidente, è un autentico
capolavoro narrativo. Ideale seguito di _Neve sottile_ , perché ambientato
nella stessa casa e nello stesso periodo, ne ribalta però completamente il
punto di vista: qui il racconto passa attraverso la vita delle tante ragazze
che nel corso degli anni hanno prestato servizio – prima, durante e dopo la
Seconda guerra mondiale – presso la dimora dello scrittore Chikura Raikichi.
Nonostante sia benestante, Raikichi ha una casa piccola: le domestiche
condividono una stanzetta accanto alla cucina e vivono a stretto contatto con
i padroni, ma proprio questo consente al capofamiglia di osservarle molto da
vicino nella vita quotidiana. Lo zelo, l’entusiasmo dello scrittore nel
descrivere i corpi delle giovani cameriere – le loro gambe, i piedi, la pelle
liscia e diafana – rivelano un interesse permeato da una forte carica erotica.
La figura del sensuale, e insieme ingenuo, Raikichi è al contempo un
autoritratto ironico dell’autore e il centro di una storia commovente e ricca
di sfumature sul cambiamento e la perdita. I vecchi valori e le tradizioni di
inizio secolo stanno svanendo: assistiamo in queste pagine – nell’evanescente
bellezza dei piccoli gesti e delle intricate relazioni – al tramonto di un
intero mondo, che sarà travolto dalla marea di una nuova epoca. Con una
scrittura vivida e cesellata, Tanizaki crea un’epopea grandiosa e trascinante
all’interno di un universo squisitamente domestico.