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Gli incubi di Hazel

Hazel, un’allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia e del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l’immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per scoraggiare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Idambard, infatti, presenta a Hazel la sia collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di papere che fumano sigarette, due maiali gemelli siamesi…Quando Hazel decide di esplorare il giardino, nascosti tra i cespugli scopre degli strani mostri: il pitospino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con la testa di ghepardo) e lo struzzorana (una rana con il corpo di struzzo). E’ l’inizio di un’incredibile avventura in cui niente è come sembra e la realtà può diventare più stupefacente della fantasia.

Incanto

Un borgo tra i colli toscani, un’estate di sole e frinire di cicale, tre ragazzi diversissimi ma legati dall’amicizia tacita e rovente di chi vuole crescere in fretta: Greg, solitario erede della famiglia più ricca del circondario; Jacopo, genitori borghesi ai limiti della noia; e Biagio, povero, libero e strambo come Huckleberry Finn. Nel volgere di quell’estate, una vecchia motocicletta rimessa a nuovo e una pista d’asfalto comparsa magicamente nella campagna, nera e lucida come un serpente indiano, segneranno l’inizio di un’avventura destinata a portarli lontano.
Pochi mesi dopo, Biagio azzarda un’eccentrica carriera di campione internazionale delle due ruote. E Jacopo, compilando una cartolina trovata in un libro di scuola, vince una borsa di studio che lo condurrà a misurarsi con i misteri e le sfide della fisica in una delle più prestigiose università britanniche. Le tracce di Greg, invece, paiono perdersi nelle ragnatele luminose dell’alta finanza mondiale. Eppure, proprio nel momento in cui sono più lontani, a chissà quante migliaia di chilometri l’uno dall’altro, i tre amici sembrano non essere mai stati più vicini, uniti come sono – per chissà quale destino o invisibile forza cosmica – dalla quasi simultanea scoperta del sesso e dell’amore, il magnete più potente e il mistero più insondabile ed esaltante, qualcosa che “ha a che fare più con l’universo che con il mondo”. Amore, successo, felicità: di tutte le promesse che si rincorrevano nell’adolescenza lungo la “Stradaccia”, almeno una è stata mantenuta? Quale illusione ha sedotto ciascuno dei ragazzi ora diventati uomini, inducendoli a spezzare quell’incanto, quella quiete fatta di piccole cose e grandi sogni?
Vent’anni dopo, spinto da un sospetto assurdo, Jacopo incontra Greg a New York. Inattesa e liberatoria come un temporale estivo, necessaria e abbacinante come una dimostrazione matematica, è la resa dei conti di un’amicizia: tre vite in un cono di luce che ha provato a sfidare il buio tutto intorno.
Pietro Grossi torna al romanzo, e lo fa muovendo dal momento palpitante del coming of age che già era al centro della sua prima prova narrativa: ma qui il respiro si fa più ampio, il passo ambizioso, la scrittura matura e forte. Il frutto è una narrazione ricca, cesellata e insieme epica, che ci consegna la traiettoria di un destino con la sua perentoria, umanissima verità.

In Difesa Delle Cause Perse

La rivoluzione globale è una causa persa? I valori universali sono reliquie di un’età perduta o di un’epoca superata? Per paura dell’orrore totalitario che abbiamo alle spalle, siamo costretti a rassegnarci a una misera terza via fatta di liberismo in economia e di pura amministrazione dell’esistente in politica? Nella sua opera maggiore degli ultimi anni, che ha acceso feroci controversie nel mondo inglese e ne ha consacrato il successo presso un vasto pubblico, il cecchino filosofico Slavoj Žižek mira all’ideologia regnante, sostenendo che dobbiamo riappropriarci di numerose «cause perse» e cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Perché se è vero che i Terrori di Robespierre, di Mao e dei bolscevichi si sono rivelati catastrofici fallimenti, questo giudizio non racconta tuttavia l’intera storia: in ciascuno di essi è presente un’aspirazione di «redenzione», che va del tutto persa nelle società liberaldemocratiche, con il loro (proclamato) rifiuto dell’autoritarismo e la loro (ipocrita) esaltazione di una politica soft, consensuale e decentralizzata. Le ricette? Žižek non lesina massimalismi e ripropone in declinazioni contemporanee ma senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale. Il risultato è una salutare staffilata d’utopia, un balsamo di rara forza per i nostri giorni angusti e le nostre menti rese asfittiche dal pensiero unico, un libro capace di guardare con occhi nuovi ai più vari fenomeni culturali e politici del mondo d’oggi e di farci «pensare l’impensabile» con strumenti impensati. Un libro che rischia molto, certo, e che sfida la possibilità della disfatta, in nome di quanto scriveva Samuel Beckett in Worstward Ho: «Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio».

Hotel Transilvania

Parigi, 1743. Nobiluomo, avventuriero, spia, alchimista, il Conte di Saint-Germain è tutto questo ed anche qualcosa di più… una creatura della notte, un non-morto, un vampiro! Ma quando la giovane Madelaine de Montalia si trasferisce a Parigi per rifinire la propria educazione, viene insidiata da mali ben peggiori e sarà proprio Saint-Germain ad ergersi a suo protettore, affrontando un’arcana cospirazione ordita da poteri infernali. Combinando l’erotismo tenebroso del Vampiro con il fascino dell’avventura romantica, Chelsea Quinn Yarbro inaugura con “Hotel Transilvania” la saga del conte di Saint-Germain, l’eroe tormentato che riscatta il suo fato oscuro combattendo per amore e per onore.

History & mistery. 24 storie di delitto e paura

Magie, intrighi, delitti commessi per brama di potere, superstizione, vendetta, all’ombra di re, principi, artisti, santi e soldati, protagonisti di duemila anni della nostra storia. Chi ha ucciso a Roma il cardinale che nella seconda metà del Cinquecento si ostinava a considerare i nativi americani privi di anima? E perché Guido Reni ostenta indifferenza nei confronti del giovane pittore pugnalato nel suo studio sotto il quadro della Vergine che aveva salvato Bologna dalla peste nel 1630? Ël Gamber non è un crostaceo, ma un giovane disgraziato cresciuto al Cottolengo dove è diventato amico di Aimone, figlio illegittimo di Carlo Alberto di Savoia, nato senza orecchie. Il destino li separa, ma li riunirà quando uno avrà bisogno dell’altro. E a cosa servono i cadaveri che il principe Raimondo Sangro di Sansevero nella Napoli del 1753 si fa portare dal fedele servo nei sotterranei del palazzo? Che fine faranno i quattro scugnizzi testimoni di quei lugubri traffici? Questi e altri racconti compongono “History & Mystery”, un variegato mix di storia e mistero a cui hanno partecipato molte firme del romanzo giallo italiano e del romanzo storico, da Alessandro Perissinotto a Valeria Montaldi, da Pietro Soria a Marco Vichi, da Andrea Vitali a Giuseppe Pederiali, a Danila Comastri Montanari e Ben Pastor. **

Hannibal

Clarice Starling, 7 anni dopo la vicenda Lecter (Silenzio degli innocenti), viene messa sotto accusa dagli organi interni dell’FBI per un intervento troppo energico durante una sparatoria. In questo delicato frangente riceve un messaggio da parte del latitante Lecter, che la incoraggia a tenere duro. Lecter, sparito da anni, vive relativamente tranquillo a Firenze. E’ ricercato dall’FBI ma soprattutto da una delle sue vittime, il sadico Mason Vergier, costretto da anni su un letto e orrendamente sfigurato da Lecter stesso. Turbata dal richiamo di Lecter, Clarice decide di salvarlo dalla terribile morte a cui Lecter pare essere predestinato. Che folle storia sta per iniziare? Clarice dovrà stare molto attenta…

Grand river

Estate rancida, nel mezzo di un paese guasto. Mettersi in viaggio è il miglior cardiotonico. Mettersi in viaggio allontana la tristezza. Mettersi in viaggio evita il peggio per il rotto della cuffia. Ogni volta che lo afferra la voglia di sparare ai passanti dal balcone, Wu Ming decide: tempo di partire. Lo scrittore coglie al balzo una palla da lacrosse e si proietta in Canada. Québec, Ontario, British Columbia. L’America francese, anglosassone, indiana, l’America che non è Stati Uniti, patria di un multiculturalismo che brilla e scintilla ma mostra la corda. Un mese di visioni e pellegrinaggi, tra passato e futuro, vestiti pesanti di pioggia, piedi che affondano nella melma della Storia o battono le terre dure delle riserve, sulle tracce di Joseph Brant e sua sorella Molly. Una storia di tanti anni fa: Joseph e Molly, guide della nazione Mohawk, nemici della Rivoluzione americana, ancora odiati nel paese delle stelle-e-strisce, omaggiati ma avvolti di oblio nel paese della foglia d’acero. Da Montreal alla sonnacchiosa Québec, dall’arcipelago delle Mille Isole alla riserva delle Sei nazioni, da Brantford a Vancouver (dove tutto è di più) si allunga la “via francigena” di Wu Ming, tra inukshuk e chitarre elettriche, caffè lunghi e fucili ad avancarica, lacrime e risate, totem e tabù. Un libro per chi ha amato Monituana, e per chi non ne ha mai sentito parlare.

Il gran sole di Hiroshima

La storia di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all’esplosione nuclerae di Hiroscima. Agosto 1945, Sadako ha 4 anni quando vede nel cielo di Hiroshima un bagliore così grande da sembrare un nuovo sole. Per la prima volta in un conflitto viene sganciata una bomba atomica sopra una città. Sadako e suo fratello Scigheo sopravvivono all’esplosione, ma porteranno addosso gli effetti malefici delle radiazioni. Età di lettura: 11-13 anni. **

Giochi di sangue

Roma è un crogiolo di vizi e intrighi, dove è normale che perfino unimperatore venga assassinato. L’unica realtà immutabile è quella del CircoMassimo, l’arena dove coloro che non godono più dei favori di Nerone, sianoessi gladiatori o ex senatori, vengono sbranati da leoni e coccodrilli. Unodei pochissimi uomini d’affari di successo benché non romano, Saint GermainRagoczy, è stato fino ad ora capace di tenersi fuori dalle pericolose sabbiemobili dell’alta società romana, ma il suo primo errore sarà quellod’innamorarsi di Olivia, la moglie malmaritata di un potente senatore. E ilsecondo sarà quello di prestare aiuto a Rogerius, un uomo ferito a morte da unpadrone avido e spietato. Adesso, come punizione per essersi intromesso,Ragoczy dovrà affrontare il Circo Massimo come attrazione per il pubblicoassetato di sangue…

La galassia mente

Cento miliardi, o forse più, sono le galassie che abitano l’universo. E cento miliardi, o forse più, sono le cellule nervose che albergano nel nostro cervello. Ma tra l’universo cosmico e quello cerebrale non esiste solo una coincidenza di numeri. Il concetto di infinito è nel caso dell’universo riferito allo spazio cosmico, in quello cerebrale all’elaborazione sconfinata del pensiero. Questa facoltà, nel corso dei millenni, ha spinto l’uomo a salire, uno per uno, i gradini più alti del progresso culturale e gli offre la possibilità di ispezionare i più intimi segreti della mente. Rita Levi Montalcini ricostruisce l’evoluzione del sistema nervoso al fine di capire come si sia arrivati a quella formidabile struttura che è il cervello umano.

La foresta della morte

Sopravvissuta a Sydney al diabolico serial killer dei tacchi a spillo, l’affascinante Mak Vanderwall, modella per necessità, studiosa di psicologia forense per passione, ha fatto ritorno in Canada. Mak vuole solo portare a compimento la tesi, ma il passato bussa alla sua porta: Andy Flynn, detective australiano ancora innamorato di lei, è a Vancouver per un convegno di criminologia. La presenza di Andy questa volta potrebbe essere scomoda, ma Mak si ritrova inaspettatamente al centro del mirino di un nuovo, micidiale assassino.

Fiori dal giardino del male

Otto storie horror, storie tratte dalla parte oscura del fantastico, che parlano alla parte più oscura di noi. Otto storie apparse in appendice alle pubblicazioni della Garden Editoriale, raccolte in esclusiva per voi da Bluebook.

Il filtro

Ti svegli una mattina e ti trovi in un mondo in cui tutti la pensano come te. Tutti hanno le tue stesse idee politiche, le tue convinzioni religiose, i tuoi gusti culinari. Nessuna discussione con chi la pensa diversamente. Benvenuto nell’era della personalizzazione. Nel dicembre 2009 Google ha cominciato ad alterare i risultati delle ricerche a seconda delle abitudini dei suoi utenti. La corsa a raccogliere la maggior quantità possibile di dati personali su cui customizzare la nostra esperienza online è diventata una guerra che i giganti di internet – Google, Facebook, Apple e Microsoft – stanno combattendo senza tregua. Dietro le quinte, una schiera sempre più folta di società di raccolta dati sta mappando le nostre informazioni personali, dalle preferenze politiche al paio di scarpe che abbiamo adocchiato online, per venderle agli inserzionisti. Il risultato: ognuno vive la propria vita in un mondo fatto a misura di marketing che finisce per diventare costrittivo, ciò che Eli Pariser chiama la «bolla dei filtri». Un’isola di sole notizie gradevoli, attinenti ai nostri interessi e conformi alle nostre convinzioni, che lascia sempre meno spazio a punti di vista diversi e a incontri inaspettati, limita la scoperta di fonti di creatività e innovazione, e restringe il libero scambio delle idee. Un’invisibile e inquietante rivoluzione che distorce il nostro modo di apprendere, conoscere e informarci, fino a stravolgere la formazione dell’opinione pubblica e il funzionamento della democrazia. Fra cyberscettici e cyberottimisti, “Il Filtro” ci spiega come internet, sotto la pressione delle esigenze di monetizzazione dei colossi web, si sta avvitando su di sé. Sbircia nei segreti di server farm, algoritmi, imprenditori fanatici e analisti della guerra dell’informazione; indaga le conseguenze dello strapotere delle corporation nell’era digitale; infine, indica nuove strade che permettano alla Rete di mantenere le sue promesse libertarie di cambiamento.

Fare a meno dei vecchi. Una proposta indecente

Alla fine dell’Ottocento, Jonathan Swift proponeva di risolvere il problema dei senzatetto di Londra mangiandoli. In modo analogo, Régis Debray propone oggi di risolvere il problema dell’invecchiamento della popolazione europea confinando gli anziani in una riserva naturale, il “Bioland”. Questo libro dissacratorio inaugura un dibattito, essenziale per il futuro della nostra società, sulla contraddizione che esiste tra l’invecchiamento della popolazione e il giovanilismo dilagante nello spettacolo, nella moda, nella cultura. **