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Il Figlio Di Sherlock Holmes

David ha una mente acuta e brillante e una convinzione che si porta dietro sin dall’infanzia, trascorsa in un orribile orfanotrofio: di essere il figlio segreto di Sherlock Holmes. Per questo decide di seguire le orme del grande investigatore, scomparso in modo misterioso, e insieme all’amico Calum si trasferisce nell’appartamento al 221/B di Baker Street. Il primo incarico non si fa attendere, glielo propone un certo John Snow, che ha qualche problema con uno dei suoi affittuari. David e Calum accettano, benché il caso appaia fin troppo semplice. Ma ben presto si ritroveranno intrappolati in un labirinto fatto di intrighi, enigmi e finzioni. Chi si nasconde dietro la catena di indizi che, come una caccia al tesoro, trascinerà i due giovani investigatori ai quattro angoli di Londra? David è pronto ad affrontare ogni pericolo, forte della fiducia nelle proprie capacità deduttive e della speranza che prima o poi Sherlock Holmes tornerà, per abbracciarlo e mostrare al mondo intero il suo figlio segreto. **

La figlia perduta

«Intenso e potente, capace di suscitare forti emozioni.» Kate Furnivall Dall’autrice del bestseller La moglie segreta Russia, 1918. I membri della famiglia Romanov sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Confinati in casa, sono convinti che non manchi molto prima della fine della reclusione. E infatti tutti i familiari dello zar sono impegnati a studiare complessi piani di fuga. Marija, una delle principesse, parla con le guardie. E una di loro si innamora perdutamente di lei. Ma l’amore sarà in grado di salvare i Romanov o si rivelerà una delle cause della fine per la famiglia imperiale? Australia, 1970. La vita di Val è un disastro. Quando era ancora una bambina sua madre è scomparsa e il padre non ha mai voluto darle spiegazioni. Tony, suo marito, la controlla rigidamente in tutto quello che fa. Quando suo padre ha un malore, corre ad assisterlo dopo anni trascorsi nel silenzio. Ma Val rimane scioccata sentendogli dire, in punto di morte: «Non volevo ucciderla». Si riferisce forse a sua madre? Decide quindi di indagare nel passato del padre. Ma la sua ricerca si rivelerà l’occasione per trovare la forza di essere padrona del suo destino. Un amore contrastato Un segreto nascosto per quasi mezzo secolo «Un vero trionfo!» Dinah Jefferies «Intenso e potente, capace di suscitare forti emozioni grazie ai suoi personaggi vividi e storicamente accurati.» Kate Furnivall «Ci si immerge completamente in questa storia incredibile. Una scrittura mozzafiato che mi ha letteralmente stregata.» Jenny Ashcroft Gill Paulè nata e cresciuta in Scozia. Si è laureata in Medicina all’Università di Glasgow, poi in Letteratura inglese e Storia. In seguito, si è trasferita a Londra per lavorare nell’editoria. Ha pubblicato con successo numerosi romanzi e saggi tra cui, con la Newton Compton, La moglie segreta.

La figlia del boia e il diavolo di Bamberga

Baviera, 1668. Jakob Kuisl, il boia di Schongau, è in viaggio con la sua
famiglia verso Bamberga, per presenziare alle nozze del fratello Bartholomäus
e fare visita al figlio Georg, che sotto l’ala dello zio sta compiendo
l’apprendistato per imparare il mestiere di boia. Nella foresta piove a
dirotto e una fila di carri e barrocci diretti alla città vescovile ostruisce
la strada. Dinanzi a un guado del fiume Regnitz, carrettieri e contadini,
riuniti in semicerchio, osservano qualcosa. Incuriosita, Magdalena, la figlia
del boia, si fa largo tra la folla: nella melma lambita dall’acqua affiora il
braccio destro mozzato di un uomo. Qualcuno mormora che nella foresta di
Hauptsmoor si aggira un mostro, una creatura dalle sembianze demoniache venuta
direttamente dall’inferno. Raggiunta Bamberga, la famiglia Kuisl resta
sbigottita dallo stato di abbandono e degrado in cui versa la città: gli
edifici, soprattutto quelli patrizi, hanno le finestre sprangate da assi, ad
alcuni manca la porta e dove un tempo c’erano magnifici vetri soffiati ora si
spalancano buchi neri. Arrivati a casa di Bartholomäus, Jakob Kuisl apprende
dal fratello che un clima di inquisizione grava sulla città, due donne sono
sparite di recente senza lasciare traccia e il vecchio Schwarzkontz non è più
tornato da un viaggio a Norimberga. Dopo il ritrovamento di un braccio mozzato
e di una gamba rosicchiata dai topi alla deriva sul fiume Regnitz, il panico
regna. Gli abitanti di Bamberga credono che sia opera del demonio, soprattutto
da quando una creatura irsuta è stata vista aggirarsi di notte tra i vicoli.
Jakob Kuisl si rifiuta di credere a una simile superstizione e, insieme alla
figlia, decide di indagare sul caso; un caso curiosamente legato alle
abitazioni in rovina, testimoni silenziose di un crimine violento, forse il
più violento che quelle contrade abbiano mai visto: il processo alle streghe
di Bamberga.

Figli di un io minore. Dalla società aperta alla società ottusa

Come può aiutarci la filosofia a sciogliere i nodi davanti ai quali ci pone la società del nostro tempo? Quali grandi pensatori del passato hanno colto e descritto in anticipo l’egemonia del potere finanziario e il dominio della realtà virtuale in cui siamo immersi? E come è possibile oggi, a partire da quelle riflessioni, avviare un percorso per contrastare la crisi della democrazia rappresentativa? Paolo Ercolani tenta di fornire strumenti di analisi efficaci per giungere a un dibattito consapevole, sempre più necessario in quanto, sostiene l’autore, non si tratta semplicemente di combattere singole prese di posizione (No vax, sovranisti, complottisti ecc.), ma di ritrovare la capacità di affrontare i temi che ci riguardano come singoli e come società esercitando il pensiero critico. La questione non può limitarsi alla cultura di ciascuno o all’appartenenza a un ceto sociale, come si è tentato di sostenere in passato; vanno prospettate soluzioni in grado di invertire la tendenza ad affidarsi alle tecnologie come panacea di tutti i mali e di opporsi al dissolvimento di ogni posizione dissonante in un senso comune che non ammette alternative. Prefazione di Luciano Canfora.

Fidanzati dell’inverno

_L’Attraversaspecchi_ è una saga letteraria in tre volumi che mescola Fantasy,
Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K.
Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante
quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La
protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida,
goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi
e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché
le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della
potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca,
“Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e
famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta
proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e
lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma
da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. _Fidanzati dell’inverno_ è
il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando
migliaia di lettori giovani e adulti.

La fiamma del ghiaccio (D’amore e d’Italia Vol. 5)

Firenze, Berlino, Milano, Pomerania 1865-66
L’incontro con Fiammetta Dorini, l’irriverente e ribelle figlia del Presidente del Senato, è la miccia che infuoca il cuore del disciplinato e severo Capitano prussiano Alexander von Rosenfeld. In un clima di complotti, tradimenti e battaglie, Fiammetta e Alexander si amano, si allontanano, cambiano, lottano mentre la terza guerra d’indipendenza scurisce di cupi presagi il cielo di Firenze, capitale del neonato Regno d’Italia. I politici italiani sono disposti a qualsiasi sacrificio per ammantare di tricolore il leone della Serenissima, liberando così il Veneto dal giogo austriaco e i due innamorati si troveranno a mischiare le loro vite alla grande storia italiana.
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Fattore 1%. Piccole abitudini per grandi risultati

Che ti piaccia o no, oggi sei il risultato delle abitudini che hai adottato negli ultimi cinque anni e tra cinque anni sarai il risultato di quelle che decidi di fare tue da oggi. Fumi venti sigarette al giorno o fai sport? Mangi al fast-food o a casa cucinando sano? Ascolti i sentimenti spiacevoli o li eviti? Dedichi le ultime ore della tua giornata ai social o alla lettura? Le abitudini sono quella forza invisibile che lentamente e senza tregua determina la tua persona, dà forma alla tua identità e all’immagine che gli altri hanno di te. Ecco perché sono così importanti. La buona notizia è che possono essere studiate, sviluppate e modificate e che, grazie ad esse, puoi realizzare quello che desideri essere. Insomma, puoi sfruttare il loro potenziale per abbandonare le abitudini sbagliate e adottare quelle vincenti. “Fattore 1%” presenta un metodo innovativo per trasformare, passo dopo passo (un 1% alla volta appunto), i comportamenti che per te sono importanti in azioni facilmente ripetibili, quindi in abitudini forti e sostenibili nel tempo.

Il fascino del fuoco (I Romanzi Extra Passion)

Liv è l’unica nipote del conte di Svartis. Scapestrata e ribelle, non fa che cacciarsi nei guai e tutti la credono una ragazza di facili costumi. Sin dall’infanzia, però, il cuore di Liv batte solo per Ossian Borg, un guerriero dal carattere chiuso e ombroso, segnato da un inquietante segreto. Ma Ossian ha deciso di rifuggire qualunque assalto d’amore e soprattutto rifiuta la corte serrata di Liv, amica di sempre. Il fascino sensuale e invitante della ragazza ha tuttavia su di lui un potere devastante, i suoi capelli rossi come le fiamme guizzanti di un incendio sono un’irresistibile tentazione. In un turbinio di intrighi, fraintendimenti e sfide, Liv e Ossian dovranno imparare dunque a domare insieme i loro demoni e gli elementi della natura, lasciandosi trascinare dal potere inarrestabile dei sensi

I fantasmi della psicologia. La crisi di una professione

“Fuori contesto”. Si chiama così la terra di nessuno delle astrazioni indimostrate in cui vagolano da tempo i fantasmi della psicologia, ossia della disciplina che più di altre dovrebbe invece indagare gli esseri umani nella loro viva, singolare concretezza. A cacciare i fantasmi con intrepido fervore è proprio uno psicologo. Pochi come Jerome Kagan conoscono dall’interno le dinamiche dei progetti di ricerca e sono in grado di additare autorevolmente i preconcetti che ne viziano i risultati. Una miriade di studi empirici iperfinanziati e manuali diagnostici a diffusione universale condividono un identico cono d’ombra, perché si ostinano a ignorare la significatività – per gli stati mentali -dell’appartenenza culturale, della collocazione sociale e delle storie di vita degli individui. Esaminare le emozioni, i sentimenti e i comportamenti fidando soltanto nelle dichiarazioni verbali dei soggetti intervistati, misurare le relative attività cerebrali senza tener conto dei setting specifici, o invocare un’origine monocausale, perlopiù genetica, per le patologie psichiatriche sono procedure avventate, che finiscono con l’oscurare evidenze incontrovertibili e alterare i dati. Il benessere soggettivo descritto da una donna povera del Nicaragua non potrà essere calcolato sull’indice di felicità di un avvocato parigino; gli americani depressi di origine cinese non risponderanno a un questionario sulla depressione, ritenuta stigmatizzante. **

Falso trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale

Apparso per la prima volta nel 1938 e rimasto per molto tempo inosservato, il “Falso Trattato di estetica” di Benjamin Fondane fu ripubblicato in Francia nel 1998, a cento anni dalla nascita dell’Autore. Non senza subire l’influsso del pensiero di Lev Šestov (che Fondane aveva conosciuto a Parigi nel 1924), quest’opera brillante e anticonformista intende reagire all’estetica istituzionale che, sottoponendo la poesia al controllo della ragione, la sradica dalla concreta e palpitante realtà dell’esistenza. Un progetto simile doveva inevitabilmente dare luogo a un trattato che suonava “falso” per più d’una ragione. Falso perché parlava della poesia come di un atto di forte partecipazione alla vita e ne proponeva una visione per l’appunto “falsa” dal punto di vista delle codificazioni ufficiali. Falso perché era scritto in uno stile che falsificava e vanificava tutte le aspettative della trattatistica convenzionale. Falso perché, attraverso un’innovativa esaltazione della poesia, mostrava che «il falso è ontologicamente più ricco del vero».

Il Fabbricante Di Sogni

_Cracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà._
Cracovia, 1939. È un giorno come tanti quello in cui una bambola di nome
Karolina prende vita nella polverosa bottega di un giocattolaio. Una magia
inaspettata che rompe la monotonia della solitaria esistenza di Cyryl. Cyryl è
un uomo burbero che ha conosciuto la guerra e non è mai riuscito a ricomporre
i pezzi del suo cuore infranto. Ma, quando Karolina entra nella sua vita come
una ventata d’aria fresca, le cose cambiano. Nella bottega del giocattolaio
torna il sorriso e Cyryl si avvicina a un violinista ebreo e a sua figlia, per
la quale realizza una splendida casa di bambole. Proprio nel momento in cui
tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, però, l’ombra nera del
nazismo si allunga sulla Polonia. I nuovi amici ebrei si trovano
all’improvviso in pericolo, e Cyryl non intende abbandonarli per nessun
motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso. Acclamato dalla
critica in tutto il mondo, _Il fabbricante di sogni_ è una vera e propria
favola universale, una straordinaria allegoria, più attuale che mai, sulla
guerra e sull’odio razziale. Una storia dal grande potere immaginifico e
dall’eccezionale forza letteraria che ci ricorda quanto sia importante credere
nella magia, e nell’amore, per sopravvivere all’orrore della realtà. «Un
debutto incantevole» – _Booklist_

Europa nonostante tutto

“Questo volumetto non vuol essere un saggio sull’Europa ed i suoi problemi. Vuole essere l’avvio del dialogo che ciascuno di noi quotidianamente può, e forse deve, condurre, se già non lo intrattiene, con amici, parenti, colleghi, semplici conoscenti fortemente critici sull’Europa, pronti a far propri slogan, luoghi comuni, giudizi sommari oggi di moda. Un invito a ragionare, a guardare, perlomeno con grande cautela, alla troppo diffusa ‘criminalizzazione’ dell’Europa. Un invito a rendersi conto di quanta strada con l’Europa si è fatta anche nel modo quotidiano di vivere. Un invito, al contempo, a non sottovalutare, ma ad individuare nella loro reale dimensione motivi di crisi, ritardi, difficoltà, prospettando tuttavia pure obiettivi e prospettive di soluzione. Un invito, comunque, a guardare ai dati, ai fatti. Un semplice punto di partenza, da cui chiunque possa muovere per un percorso che, si è convinti, non può che essere, nell’interesse anzitutto del nostro Paese, un percorso per ‘più e migliore Europa’.” (Dall’introduzione di Piergaetano Marchetti)

Europa Blues: Il quarto caso del Gruppo A

Cinque lettere, che si dispongono una dopo l’altra come carte da gioco. Una parola priva di senso. E’ tragico morire con un altro mistero impenetrabile sulle labbra. Uno straniero viene ucciso a Skansen, il grande museo all’aperto della capitale svedese. Poco prima, otto donne scompaiono da un centro per rifugiati alla periferia di Stoccolma. Ma cosa lega questi episodi all’omicidio di un anziano studioso del cervello, ritrovato nel cimitero ebraico della città con il cranio trapassato da un sottile filo metallico? Il Gruppo A di Paul Hjelm e Kerstin Holm, sulle tracce di un drammatico traffico di prostitute, ha un’unica pista: una parola incomprensibile da decifrare, oscuro messaggio tracciato nel terreno da una delle vittime prima di morire. Alla ricerca di un nesso in un’intricata serie di omicidi, la rinata unità per i crimini internazionali trova un indizio in un diario, che conserva tra le sue pagine stralci dall’abisso dell’ultima guerra, un’ombra che ancora oscura l’Europa. L’indagine dalla Svezia ai paesi dell’Est, fino all’Italia, percorre il continente in un susseguirsi di colpi di scena che rimandano alle costanti variazioni del blues. Quasi un filo musicale che, dall’orrore di ricordi mai leniti, si snoda negli anni attraverso una sofferenza che si placherà solo con la vendetta. “Con la sua serie, Arne Dahl sta scrivendo la cronaca dell’Europa” DIE WELT “Un intreccio mozzafiato che coinvolge l’odierna industria del sesso e la storia più oscura dell’Europa” GT “Un altro colpo di genio nel poliziesco europeo: duro e provocatorio, ricco di spunti di riflessione, complesso e condito da un magnifico senso dell’umorismo” Tobias Gohlis, DIE ZEIT

L’età dell’oro

Narratives of Empire è una vera e propria controstoria dell’America, dagli
albori della repubblica statunitense fino al secondo dopoguerra, composta da
sette romanzi: Burr, Lincoln, Il candidato, Impero, Hollywood, Washington
D.C., L’età dell’oro. Suscitando allo stesso tempo feroci polemiche e grandi
consensi, questi volumi hanno accompagnato lo scrittore Gore Vidal per oltre
trent’anni. La saga narra l’evoluzione degli Stati Uniti da piccolo Stato
provinciale e culturalmente arretrato a impero globale dominante in ogni
ambito, compresa la cultura, intrecciando episodi e personaggi reali e
d’invenzione. Protagoniste sono due famiglie discendenti dal figlio
illegittimo del vicepresidente Aaron Burr – noto per aver assassinato
Alexander Hamilton, il fondatore del federalismo americano. È con L’età
dell’oro che ricominciamo la pubblicazione di quest’imponente opera.
Ambientato tra il 1939 e il 1954, quando l’egemonia americana è al suo apice,
è l’ultimo volume della serie e, come tutti gli altri, costituisce un romanzo
a sé. Racconta, fra le tante, la storia di Caroline, ex attrice e giornalista,
Peter, intellettuale irriducibilmente radical, e Tim, regista tormentato ma in
fin dei conti “integrato”, delle loro vicende personali di fortuna e
disgrazia, di amore e morte, del loro modo di interagire con i vertici della
politica e dell’arte – l’altro grande tema del libro, che vede sfilarne tutti
i protagonisti, compreso Gore Vidal, personaggio di se stesso. Pagine di
grande tensione, nelle quali l’autore sostiene tesi scomode – in particolare
una, su Pearl Harbor – e nelle quali i confini tra storia, letteratura e
critica sociale si fanno labili. Vidal, del resto, ha più volte citato la
celebre battuta di Tolstoj: «La storia sarebbe una gran bella cosa, se solo
fosse vera». Solo Gore Vidal avrebbe potuto darci una visione degli Stati
Uniti, in un periodo cruciale della loro e della nostra storia, così
penetrante, irriverente, ironica, divertente e al contempo intrisa di senso
tragico, scritta con l’inconfondibile eleganza e il consueto acume.

Estrosità Rigorose Di Un Consulente Editoriale

Nel 1967 Manganelli dirige la serie italiana di una collana Einaudi. A preoccuparlo è la veste grafica, che con il suo opaco grigio rende i volumetti simili ad «antichi, nobili epitaffi»: «E si veda il bell’egualitarismo del procedimento, che pareggia miopi, presbiti, ipermetropi, daltonici ed astigmatici in una comune, edificante inettitudine a leggervi alcunché» commenta. Basterà questo passaggio di una comunicazione ‘di servizio’ per far capire che tipo di consulente editoriale sia stato Manganelli: eccentrico e brillante, sempre pronto a sfoderare uno humour di volta in volta giocoso, paradossale, corrosivo. Ma non ci si inganni: Manganelli è stato un editor (e traduttore) tutt’altro che sedizioso: disciplinatissimo, piuttosto, duttile e minuzioso. Un editor capace di progettare collane e costruire libri, suggerire titoli, periziare traduzioni con estroso rigore: «… qualche volta la traduttrice tende a dar più colore di quanto non competa a questa gelida carne…» scrive di una Ivy Compton-Burnett che gli era stata sottoposta. Ma capace soprattutto di stendere pareri di lettura e risvolti dove astratto furore dello stile, schietta idiosincrasia e verve beffarda celano una micidiale precisione di giudizio: «La sua pagina sa di virtuosa varichina, i suoi periodi vanno in giro con le calze ciondoloni…» (qui la vittima è Doris Lessing). Una precisione, tuttavia, che nel rifiuto sempre si premura di spogliarsi di ogni drasticità: «Il mio parere è negativo, ma senza ira».

L’estate dell’innocenza

**Dall’autrice di** ***Il profumo delle foglie di limone*** « *Un’autrice in grado di conciliare una scrittura agile e raffinata con l’introspezione tra i disagi esistenziali della contemporaneità.* »
**La Lettura** « *Una scrittrice da due milioni di copie.* »
**La Stampa** « *Dal primo romanzo che l’ha fatta conoscere e amare in Italia Clara Sánchez declina le mille sfaccettature dell’inganno, della manipolazione, delle trappole tese dai sentimenti.* »
**IO Donna – Elisabetta Rosaspina** « *La scrittrice spagnola più letta in Italia.* »
**Oggi – Livio Colombo** **Ricordi quando eri bambino?**
**Ricordi quando tutto era possibile?**
**Finché, in un’estate, ogni cosa è cambiata.** C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché noi non siamo ancora in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Beatrice durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava che brilla di mille puntini all’orizzonte e della sua famiglia un po’ fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e a volte nevrotiche, che non si sono mai rassegnate al ruolo di mogli e madri. Sua mamma non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione, più che offrirne. Olga, la zia preferita, colta e sofisticata, è come avvolta in un’aura di luce e la trascina in un mondo fatto di abiti di seta e balli. In loro Beatrice vede la donna che vuole diventare. In loro intravede, senza capirlo appieno, l’equilibrio sottile delle relazioni con gli uomini, fatto di amore e, talvolta, dolore. E mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, ridotto a pura presenza fisica, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice, ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare: né migliore né peggiore, ma diversa. Beatrice è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde e della sabbia sui piedi resterà per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile, ma al contempo si fa strada in lei la consapevolezza che crescere vuol dire cambiare mille volte corpo, voce e volto. *L’estate dell’innocenza* è una perla che Clara Sánchez regala ai suoi lettori. Dall’autrice bestseller in Italia che in patria ha vinto i tre più importanti premi letterari, un libro poetico, delicato e vero allo stesso tempo. Un affresco romanzato della vita che ha fatto di lei una scrittrice amata e apprezzata in tutto il mondo. Tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati innocenti. Tutti ricordiamo l’attimo in cui ci siamo spinti un passo più in là: un passo verso il futuro, qualunque cosa potesse significare.