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Mostri

Da un laboratorio governativo di ricerca fuggono due creature – l’una malvagia e l’altra buona – entrambe spaventosamente mutate rispetto agli animali che erano in origine. Per chi le incontra, sono portatrici di una sconfinata crudeltà o di una forma di amore nuova ed esaltante, ma per gli scienziati che hanno dato loro la vita quel che conta è solo ritrovarle. Inevitabilmente esse arriveranno a fronteggiarsi, nel momento culminante di questa straordinaria storia, in bilico tra terrore e fantascienza, ricca di una sottile ed insinuante suspense.

Morte sul castello di poppa

Appena dimesso dall’ospedale dopo una grave malattia, il giovane laureato in medicina Ralph Leslie decide di accettare, per sbarcare il lunario, un ingaggio a bordo del panfilo «Ella», come cameriere dei ricchi passeggeri alloggiati nel castello di poppa. All’inizio tutto a bordo sembra facile, eccetto il carattere della bella e altera Elsa Lee; poi, in una torrida notte d’agosto, il viaggio si trasforma improvvisamente in un incubo. Quante vite verranno stroncate nel sangue prima che il panfilo raggiunga il più vicino porto? E chi è il feroce omicida del castello di poppa?

I migliori di noi

Fabio non si è mai mosso dalla città in cui è nato, ha un figlio lontano e un lavoro che non è diverso da molti altri. Max è tornato da chissà dove e chissà perché. Non ha niente e nessuno. Eppure, per i due che si rincontrano dopo quasi trent’anni, è come non essersi mai lasciati: le corse notturne in bicicletta, la musica, il vino. I cani, quelli salvati e quelli salvatori. Le promesse. E le risate, appoggiati al banco del solito bar. Certe amicizie rinascono come niente, ma si portano dietro anche quello che si voleva dimenticare: gli strascichi di una partenza improvvisa e dolorosa, il senso di colpa per una brutta storia, un perdono mancato. Tra un amore che nasce e un altro che certo non muore, l’attesa di una diagnosi incerta è il momento perfetto per capire cosa si è preso il tempo. E cosa ha dato. “Perché mi hai lasciato solo per tutti questi anni? Eravamo i migliori. I migliori di noi. Tra fratelli figli unici, non si fa.”Un romanzo folgorante sull’amicizia e sull’amore, sul tempo che ci scivola addosso, sulle cose che lasciamo andare, e su quello che abbiamo salvato.

I Mercenari

Nessuno entra nel Centro se non di sua volontà. Il Centro non rapisce nessuno, non costringe nessuno, non inganna nessuno. Il Centro vuole onestamente comprare, e paga cifre altissime. Ma una volta che sono entrati, una volta che hanno venduto il proprio corpo al Centro, i mercenari della medicina perdono ogni diritto: sono diventati cavie da esperimenti. Il Centro li alloggia, li nutre, li cura, li intrattiene; un giorno, domani o fra un mese, i guardiani apriranno la porta della cella sotterranea e verranno a prelevare il mercenario sul quale i chirurghi del Centro hanno deciso di tentare una nuova sbalorditiva operazione.

I maschi son così

Livia ha un marito amorevole e premuroso che, però, ha un debole per le prostitute. Elda si mette in storie sbagliate per sottrarsi a un padre iperpossessivo che le ha reso la vita un inferno. Francesca viene abbandonata dal fidanzato che le preferisce una donna molto più vecchia e benestante di lei. Alexis scopre di essere stata solo la donna dello schermo per suo marito, omosessuale nascosto. Penelope, invece, dopo aver accettato per anni i tradimenti del coniuge e averlo accolto a ogni suo ritorno, decide di andarsene e non tornare più indietro.
Spesso le donne scoprono sulla loro pelle una verità difficile riguardo agli uomini della loro vita. I maschi non sono forti e sicuri di sé come vogliono far credere. Sono fragili, spaesati e a volte impauriti dal dover recitare il ruolo che le donne e la società si aspettano da loro. Però non sanno di esserlo, o non vogliono accettarlo, e camuffano con la fuga, l’inganno, il tradimento, l’arroganza, la prevaricazione, in certi casi con la violenza, quel senso di fragilità. Da qui si generano le incomprensioni, le distanze, gli equivoci tra i sessi, in un gioco di ripicche e accuse da cui nemmeno le donne sono immuni.
Eppure trovare un modo di comunicare è possibile. Uomini e donne possono aiutarsi a comprendere i propri limiti e a superarli, a fare della fragilità una forza e un punto di partenza per relazioni ricche, equilibrate e libere da manipolazioni, rivendicazioni e sotterfugi. Attingendo alla sua lunga esperienza, la nota psicologa Maria Rita Parsi aiuta a riconoscere la fragilità maschile e le sue manifestazioni e, attraverso le testimonianze di donne e uomini che a lei si sono raccontati, offre spunti per una nuova e positiva dinamica delle relazioni. **
### Sinossi
Livia ha un marito amorevole e premuroso che, però, ha un debole per le prostitute. Elda si mette in storie sbagliate per sottrarsi a un padre iperpossessivo che le ha reso la vita un inferno. Francesca viene abbandonata dal fidanzato che le preferisce una donna molto più vecchia e benestante di lei. Alexis scopre di essere stata solo la donna dello schermo per suo marito, omosessuale nascosto. Penelope, invece, dopo aver accettato per anni i tradimenti del coniuge e averlo accolto a ogni suo ritorno, decide di andarsene e non tornare più indietro.
Spesso le donne scoprono sulla loro pelle una verità difficile riguardo agli uomini della loro vita. I maschi non sono forti e sicuri di sé come vogliono far credere. Sono fragili, spaesati e a volte impauriti dal dover recitare il ruolo che le donne e la società si aspettano da loro. Però non sanno di esserlo, o non vogliono accettarlo, e camuffano con la fuga, l’inganno, il tradimento, l’arroganza, la prevaricazione, in certi casi con la violenza, quel senso di fragilità. Da qui si generano le incomprensioni, le distanze, gli equivoci tra i sessi, in un gioco di ripicche e accuse da cui nemmeno le donne sono immuni.
Eppure trovare un modo di comunicare è possibile. Uomini e donne possono aiutarsi a comprendere i propri limiti e a superarli, a fare della fragilità una forza e un punto di partenza per relazioni ricche, equilibrate e libere da manipolazioni, rivendicazioni e sotterfugi. Attingendo alla sua lunga esperienza, la nota psicologa Maria Rita Parsi aiuta a riconoscere la fragilità maschile e le sue manifestazioni e, attraverso le testimonianze di donne e uomini che a lei si sono raccontati, offre spunti per una nuova e positiva dinamica delle relazioni.

La malattia dell’infinito

La “malattia dell’infinito” è il tema segreto, profondo come un fiume sotterraneo, che Pietro Citati ha scelto per comporre la sua vasta e fascinosa conversazione sulle opere e sulle esistenze dei romanzieri, dei poeti, degli artisti del ventesimo secolo. Il pensiero della propria inappartenenza accompagna lo scrittore novecentesco come una musica cupa, dando eco e risonanza ai suoi libri. L’artista del Novecento – che sia uno scrittore, o un regista come Dreyer e Chaplin, o un ballerino come Nijinsky – abita la tenebra, racconta l’ombra, la follia, la debolezza, la morte. Come forse non ha fatto in nessuno dei suoi libri precedenti, nella *Malattia dell’infinito* Pietro Citati parla anche di sé. Nei saggi affettuosi, commossi, maliziosi dedicati agli amici che ha avuto e con i quali ha lavorato (fra tanti: Cioran, Fellini, Gadda, Fruttero e Lucentini, Calvino, Manganelli, Bertolucci), ci dà, sospettiamo, quanto di più prossimo a un’autobiografia sia lecito aspettarsi da questo scrittore che da sempre tenta di scomparire dietro l’impersonalità del saggista.

Il maiale: Storia di un cugino poco amato

«Del maiale non si butta via niente»: raramente proverbio è così vero. Da quando l’uomo ha iniziato ad addomesticarlo, tra il VII e il VI millennio a.C., il maiale si è rivelato una preziosa fonte di ricchezza: la sua carne è sinonimo di scorpacciata, il suo sangue e le budella sono usate per sanguinacci e salsicce, il grasso per le candele, la pelle e i tendini per fare corde di strumenti musicali, le setole spazzole e pennelli. Ciononostante, nel corso dei secoli il maiale ha conosciuto alterne fortune, che lo hanno visto animale degno di essere sacrificato agli dèi in Egitto e in Grecia, trasformato poi in simbolo di lussuria per colpa del manto rosa che lo fa sembrare nudo e addirittura condannato davanti a tribunali in piena regola con l’accusa di infanticidio. Un destino di alti e bassi, quello di questo nostro “cugino poco amato”, che attraverso lo sguardo di Michel Pastoureau diventa lo specchio della mutevole storia culturale e sociale dell’uomo, una riflessione colta e prosaica su un rapporto ambivalente e sempre passionale tra noi e l’animale biologicamente a noi più affine, a cui è sempre più legata la nostra sopravvivenza.

Il lupo dei cieli

Chi è Morgan Chane? E’ un terrestre, figlio di missionari emigrati sul pianeta Verna, un mondo nel quale gli abitanti si dedicano sistematicamente alla rapina e al saccheggio di tutti i mondi conosciuti, attaccando con le loro astronavi i pianeti più ricchi e godendosi i tesori depredati in tutti i sistemi solari. In tutto il cosmo i Lupi dei Cieli sono temuti e odiati, e Morgan Chane è un Lupo dei Cieli, anche se la sua origine è terrestre, anche se soltanto per miracolo è riuscito a sopravvivere alle tremende condizioni del gigantesco pianeta Verna. Braccato e in perenne fuga, egli incontra i Mercenari e toccherà mondi strani e fantastici attraverso travolgenti avventure e incredibili battaglie stellari.

Il linguaggio del gatto

Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza. E’ un amico fidato e discreto di cui però non è sempre facile cogliere i segnali. Questo volume è una sorta di guida per aiutarci a capirlo: un testo dedicato al gatto e alla sua vita di relazione, al modo di farsi intendere dai suoi simili e, soprattutto, ai metodi che utilizza per comunicare con gli esseri umani. Il gatto che fa le fusa emette un suono dolce a basso volume ed esprime contentezza; anche un miagolio morbido ha più o meno lo stesso significato, mentre quello più insistito solitamente viene utilizzato per domandare qualcosa. E’ vario anche il linguaggio del corpo, che si esprime con la postura e il movimento della coda, con lo sguardo o con il rizzare il pelo. Grazie a questo testo impareremo a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda. Interpretare correttamente il suo linguaggio ci farà apprezzare sempre di più il nostro micio e ci permetterà di vivere ancora meglio con lui, comunicando più facilmente. **
### Sinossi
Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza. E’ un amico fidato e discreto di cui però non è sempre facile cogliere i segnali. Questo volume è una sorta di guida per aiutarci a capirlo: un testo dedicato al gatto e alla sua vita di relazione, al modo di farsi intendere dai suoi simili e, soprattutto, ai metodi che utilizza per comunicare con gli esseri umani. Il gatto che fa le fusa emette un suono dolce a basso volume ed esprime contentezza; anche un miagolio morbido ha più o meno lo stesso significato, mentre quello più insistito solitamente viene utilizzato per domandare qualcosa. E’ vario anche il linguaggio del corpo, che si esprime con la postura e il movimento della coda, con lo sguardo o con il rizzare il pelo. Grazie a questo testo impareremo a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda. Interpretare correttamente il suo linguaggio ci farà apprezzare sempre di più il nostro micio e ci permetterà di vivere ancora meglio con lui, comunicando più facilmente.

Il libro dei gatti tuttofare

Nel 1939 Eliot pubblicava l'”Old possum’s book of practical cats”: poesie sui gatti e le loro molteplici incarnazioni. Questo libro appartiene a una precisa sfera della tradizione inglese, quella di “Alice nel paese delle meraviglie” di Carrol, di “Peter Pan”. Ne deriva così un gioco verbale da cui emerge una sorta di organica visione del mondo. Un libro sui gatti e un libro sulle parole che gattescamente rimandano a loro. Quasi una filosofia della vita in versi filtrata dall’acuto sguardo felino. l’allarme di un treno… Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.

Lavare con Cura

15 racconti horror di meno di cento parole l’uno, selezionati dal curatore di Scheletri.com, tra la interessante rosa dei partecipanti a Horror T-Shirt – seconda edizione.

Jane e i fantasmi di Netley: Un’indagine per la detective Jane Austen

Netley, costa di Southampton, autunno 1808. Jane sta ammirando le rovine abbandonate dell’abbazia di Netley, quando viene raggiunta da un personaggio misterioso, avvolto in un grande mantello, che le consegna una missiva e si dilegua. Si tratta di un messaggio di Lord Harol Trowbridge, funzionario di Sua Maestŕ e amico di vecchia data di Jane, che le assegna una pericolosa missione: dovrŕ contattare e ottenere le confidenze della bella vedova Sophia Challoner, donna eccentrica e intrigante, che si sospetta essere una spia al soldo dei francesi e che al momento si trova ospite proprio nella pensione di Netley. Ma di lě a poco la situazione precipita: una fregata della Marina viene data alle fiamme nelle acque di Southampton e il maestro d’ascia č trovato morto, assassinato. Č solo l’inizio di una guerra clandestina, scandita da morte e terrore, per fermare la quale Jane dovrŕ mettere in gioco tutto, persino la sua stessa vita e quella dei suoi cari, in nome della salvezza del suo Paese.

L’industria dell’Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei

L’immane tragedia che l’Olocausto nazista ha rappresentato per la nostra civiltà è paragonabile a un vero e proprio cataclisma naturale. Ma l’Olocausto, come mostra questo libro, è ormai diventato qualcosa d’altro: una strumentalizzazione della sofferenza, un’arma ideologica impiegata in un vero e proprio racket estorsivo per arricchire le lobby ebraiche. Norman G. Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti ai lager nazisti, ha continuato le sue ricerche anche dopo la prima pubblicazione de *L’industria dell’Olocausto* nel 2000 (trad. it., Rizzoli 2002). E in questa nuova edizione, arricchita da un saggio inedito, ribadisce la sua denuncia, documentando la strumentalizzazione della “nuova minaccia antisemita” per giustificare l’attuale politica israeliana. Tutto, sempre, nel tentativo di rendere giustizia e “ristabilire l’Olocausto nazista come oggetto d’indagine razionale”.

Indagine sulla vita eterna

Che cosa succede dopo la morte? Tutto si riduce in polvere oppure qualcosa sopravvive e continua a esistere in un’altra forma o dimensione? Sono domande su cui ci si interroga dalla notte dei tempi.
Questa indagine, resa in forma di dialogo tra due studiosi di formazione, competenze e punti di vista assai diversi – di tipo scientifico Massimo Polidoro e di tipo filosofico Marco Vannini -, nasce dal desiderio di capire se esistano elementi sufficienti a sostegno della credenza in un possibile aldilà. Numerose sono le forme che ha assunto l¿idea di una vita oltre la morte nelle varie culture: dall’aldilà dei faraoni egizi all’oltretomba scuro per gli antichi greci e romani, dal limbo in attesa di una resurrezione per gli ebrei alla visione di inferno e paradiso per cristiani e musulmani e, parallelamente, in Oriente, un aldilà visto come luogo di transito per anime che si reincarnano fino a raggiungere la pace o l’annullamento nel nirvana.
Accanto a un’ampia e documentata ricostruzione storica, una parte significativa di queste pagine è dedicata all’analisi dello spiritismo e della parapsicologia, le cui pratiche – evocazione di fantasmi, tavolini che volano e messaggi spiritici – sono qualcosa di concreto, che è stato possibile indagare, ma dei quali ancora nessuno ha dimostrato il reale verificarsi al di là di ogni dubbio. Così come nessuno ha ancora potuto dimostrare che le visioni e i racconti di chi si trova in fin di vita siano orizzonti aperti sull’aldilà. Che cosa resta allora per rispondere alla domanda su ciò che ci attende dopo la morte? La risposta offerta da Polidoro e Vannini è suggestiva e stimola ulteriori interrogativi. Poiché l’enigma della morte riguarda il senso stesso della vita, gli autori si chiedono che cosa significhi «vita eterna»: una prosecuzione di una qualche forma di vita in un futuro infinito, o non piuttosto una diversa forma di vita che, proprio in quanto eterna, è già presente, esperienza da scoprire qui e ora? A seconda della risposta che viene data a questa domanda, i due modi di pensare prevalenti, ovvero quello che rimanda al divino e quello che vuole restare fedele all¿umano, potrebbero apparire non più opposti, ma, forse, coerenti e complementari tra loro.
Una delle inchieste più complete sul tema della vita eterna, in cui scienza, religione, antropologia, storia e filosofia si intrecciano per cercare di illuminare il più pressante e intimo interrogativo dell’uomo.