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Waldo

Pubblicato negli Anni d’Oro della science fiction su « Astounding » con l’imprimatur di John Campbell e della sua concezione della narrativa fantascientifica e fantastica. Il tema sta tra il contrasto fra il « superuomo » e la realtà codificata. In questo romanzo l’ inventiva di RAH si è scatenata: già il protagonista, un giovane genio condannato ad una esistenza assurda ed amara da una miastenia congenita, è un personaggio fuori dell’ordinario; e l’intera vicenda spinta fino al sovvertimento del principio di causalità che regola l’universo e poi risolta paradossalmente attraverso una ironica rivalutazione scientifica della magia, è veramente un pezzo di bravura del più autentico stile heinleiniano, svolto secondo una formula inconsueta ed inattesa.

Vulcano 3

Obiettivo, imparziale e iper razionale, Vulcano 3 ha tutte le caratteristiche per essere il sovrano perfetto. Il gigantesco computer onnipotente detta la linea politica nel migliore interesse di tutti i cittadini, o almeno, questa è l’idea. Ma quando la macchina – le cui regole sono indipendenti da caos e guerra – comincia a perdere il controllo sul movimento di fanatici religiosi chiamati i Guaritori, che predicano la sua distruzione e la partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica, si scatena l’inferno.
William Barris, il Direttore del Nordamerica, è lacerato dai conflitti morali: lui è potenzialmente l’unica persona in grado di impedire che la battaglia per il controllo del potere distrugga il mondo, ma prima deve decidere da che parte stare. Scritto nel 1960, il romanzo paranoico di Philip K. Dick immagina uno stato totalitario in cui i robot terrorizzano i cittadini e la libertà è solo uno scherzo assurdo. Universalmente riconosciuto come il miglior scrittore di fantascienza del suo tempo, Philip K. Dick evoca con straordinaria lucidità, attraverso mondi sconosciuti e lontani, le ossessioni che dominano la nostra società e noi stessi con un’attualità che sorprende a ogni suo romanzo.
NUOVA EDIZIOONE TRADOTTA DA TOMMASO PINCIO

Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips Station

La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all’altare l’ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po’ di meritato riposo. Certo, c’è ancora l’anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un’irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink’s Phillips 66. Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero. Tra colpi di scena, risate e qualche lacrima, Fannie Flagg, con Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips Station, ci regala una storia indimenticabile, capace di snodarsi tra i decenni e le generazioni. Dove la realtà, pagina dopo pagina, segreto dopo segreto, si ridisegna nelle forme più inaspettate.

Voci di terra lontana

Thalassa. Tre isole sparse in un pianeta quasi interamente coperto dall’acqua. Un meraviglioso Eden fondato secoli addietro dai robot di un’astronave che aveva lasciato la Terra prima che venisse distrutta dall’esplosione del Sistema Solare.
I Thalassani non conoscono la violenza, gli odi tra i popoli, la guerra: gli ideatori della missione avevano fatto in modo che la nuova umanità destinata a popolare il lontano pianeta non fosse contaminata dai vizi e dalle storture della vecchia Terra. Ma l’incanto si spezza quando una scia luminosa attraversa il cielo di Thalassa.
La Magellano, sfuggita anch’essa alla distruzione della Terra con un equipaggio di 161 membri e un carico di un milione di ibernati in attesa di risvegliarsi a nuova vita, vaga nello spazio verso una meta irraggiungibile senza l’aiuto del Thalassani: acqua da trasformare in ghiaccio.
Ma che dare in cambio dell’acqua? L’equipaggio si chiede se è bene o male dotare il giovane popolo di una tecnologia avanzata, dare loro gli strumenti perché acquisiscano il potere della conoscenza. Ridare loro la Storia, il legame con la Terra lontana. E i Thalassani, a loro volta, si interrogano sulle reali intenzioni dei Terrestri, che potrebbero decidere di colonizzare il pianeta anziché ripartire.
Nel frattempo, un evento evoluzionistico di portata monumentale prende forma sotto le placide acque del mare di Thalassa…

Virtuous (Versione Italiana)

Il primo romanzo della miniserie Quantum Trilogy Natalie è una giovane insegnante elementare originaria del Nebraska, che vive a New York. Dietro la sua freschezza naive si cela però un passato turbolento, che le ha inferto molte ferite e l’ha costretta a cambiare nome, esistenza e città. Sebbene la sua vita adesso scorra tranquilla, non riesce a essere davvero felice. Un incontro inaspettato nel Greenwich Village con un bellissimo attore hollywoodiano però sembra concretizzare tutti i suoi desideri inespressi. Flynn Godfrey è stupendo e si lascia subito incantare dal fascino innocente di Natalie, ma conquistarla non sarà facile: a causa dei traumi subiti, infatti, lei ha deciso di concedersi solo all’uomo che sposerà. Flynn non è certo un tipo trasparente: è un dominatore e lavora per la casa cinematografica Quantum, nel seminterrato della quale si cela un prestigioso club sadomaso. Nonostante le sue inclinazioni, lui è ben disposto nei confronti della risoluta posizione di Natalie, ma quando lei lo accompagna a Hollywood e i due fanno la loro prima apparizione in pubblico in occasione dei Golden Globe, i segreti del passato di Natalie riaffiorano violenti, sconvolgendo di nuovo la vita di entrambi.

Viaggio in Russia

Nell’estate del 1926 la «Frankfurter Zeitung» propose a Joseph Roth un viaggio in Russia. Dopo i primi anni di entusiasmo per la rivoluzione, quando si firmava «Roth il Rosso», egli era entrato, ora, in una fase di dubbio: così vide quel viaggio come una preziosa occasione di verifica. Attento, curioso, con occhio vivido e mano ferma, vagò per le grandi città, seguì il corso del Volga, si spinse fra i popoli dell’Asia Centrale, scrivendo a caldo le sue corrispondenze. All’inizio, il suo atteggiamento è di forte simpatia verso quel mondo in formazione. Ma la sua lucidità gli permette anche di vedere il tetro squallore di quell’«uomo nuovo» che già si incontra in ogni strada. Mentre schiere di scrittori occidentali avrebbero visitato la Russia per decenni, gareggiando (salvo poche eccezioni) in cecità e servilismo, Roth vide e seppe raccontare tutto ciò che allora si poteva vedere. Queste sue pagine vibrano non solo per la sua arte di narratore, ma per la sua chiaroveggenza di testimone. A Walter Benjamin, quando si incontrarono a Mosca, Roth disse di essere partito bolscevico e di ritornare monarchico. In verità si stava compiendo in quei mesi la trasformazione di Roth in uno dei suoi personaggi: Franz Tunda, il protagonista di *Fuga senza fine* , colui che combatte per la rivoluzione e poi si aggira in un’Europa decaduta, ma soprattutto non appartiene più a nulla, ha reciso ogni legame di affinità con tutti i mondi che lo circondano e ascolta «rapito il canto dei tarli». Questo viaggio è una delle prime testimonianze illuminate di uno scrittore occidentale sulla Russia sovietica: ma esso segna anche un passaggio decisivo nell’evoluzione di Roth. Come leggiamo in una lettera da Odessa a Bernhard von Brentano: «È una gran fortuna che abbia fatto questo viaggio in Russia: altrimenti non avrei mai riconosciuto me stesso».

Viaggio a Nanga

Bjørk non crede ai suoi occhi quando da Capo Thompson vede la *Vesle Mari* farsi strada tra i ghiacci per rifornire i cacciatori della costa. Perché a bordo c’è proprio Halvor, che un Natale di anni prima ha divorato per errore il suo compagno, il Vecchio Niels, scambiandolo per il maiale di casa. Le cure mediche e il ritiro in seminario non sono serviti a placare i sensi di colpa del cacciatore, tornato in Groenlandia per cercare qualcosa che ha dimenticato, qualcosa di molto importante, che forse potrà dargli pace, ma cosa? Per ricordarlo intraprende un viaggio alla riscoperta della grande isola bianca, attraverso l’immenso buio dell’inverno polare, in cui “il tempo è un’illusione” che confonde il giorno e la notte, la realtà del nudo confronto quotidiano con una natura imperiosa e l’immaginazione paradossale, innaffiata di acquavite, degli avventurieri poetici e scanzonati che abitano queste terre sperdute. Come Mads Madsen, che per la crisi di astinenza dalla sua pipa rischia di perdere un amico fraterno e qualche connotato in una furibonda scazzottata, o il raffinato Conte, che con una bottiglia di Chablis mette in piedi il primo allevamento di bue muschiato al mondo, o Fjordur, il vendicatore solitario con una ferita insanabile nel cuore e una passione per il lavoro a maglia. Se, come insegna il saggio Bjørk, l’intelligenza è il semplice frutto della fantasia, niente è impossibile a chi sa ascoltare la natura fuori e dentro di sé, e la più impetuosa tempesta artica può dare a Halvor le risposte che cerca, conducendolo fino a Nanga, la meravigliosa montagna azzurra del Kashmir.