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Polvere Di Stelle

Da Marc Bolan ad Alice Cooper, da Gary Glitter a Lou Reed, dai Roxy Music ai New York Dolls, da Wayne County ai Queen, dagli Ultravox ai Kraftwerk, dal Rocky Horror Picture Show a L’uomo che cadde sulla Terra, senza dimenticare un’esauriente panoramica sugli strascichi del fenomeno: Johnny Rotten, Kate Bush, Grace Jones, Prince, Madonna, Marilyn Manson, Lady Gaga e Kanye West, per fare solo alcuni nomi. A farla da padrone è però David Bowie. Concepito e scritto quasi interamente prima del 2016, Polvere di stelle è stato rivisto e arricchito in seguito alla scomparsa del Duca. Simon Reynolds ne ripercorre la traiettoria personale e artistica a cavallo tra Inghilterra e Stati Uniti – non a caso i due paesi d’origine del glam rock – con la vertiginosa e straordinaria profondità analitica di cui è maestro, senza tentazioni agiografiche ma con la passione di un fan sconvolto dalla sua morte improvvisa. Ancora una volta la musica è utilizzata come lente per leggere i periodi storici, tracciando nessi spesso coraggiosi tra le forme artistiche più disparate: Oscar Wilde diventa così il «profeta del glam», mentre l’ascesa del rock parodico negli anni Settanta rientra nel concetto di «maniera» delineato da Oswald Spengler nel Tramonto dell’Occidente. Leggere Reynolds significa (ri)scoprire interi universi musicali, raccontati con uno stile che da oltre dieci anni affascina un pubblico di lettori italiani sempre più entusiasta.

Il pesce rosso

«Enrico Galiano, giovane professore di una scuola di periferia, descrive con passione e rispetto il mondo degli adolescenti. »Io Donna – Monica Virgili«Un autore amatissimo che sa parlare al cuore dei ragazzi.»Elle – Cristina De Stefano«Enrico Galiano conosce bene le spine dell’adolescenza.»TuStyle – Carlotta VissaniPer Gioia le parole sono importanti. La sua passione sono quelle intraducibili, quelle che in poche lettere riassumono significati profondi e vastissimi, come engelengeduld, che in olandese significa «la pazienza che solo gli angeli potrebbero avere». È proprio quella la parola che Gioia ha in mente mentre, seduta in classe, assiste a una delle strambe lezioni del professor Bove: sulla cattedra c’è solo un pesce rosso dentro una boccia d’acqua, da cui il professore preleva alcune gocce per poi farle ricadere a terra. Gioia sa che il professore vuole insegnare qualcosa, a lei e ai suoi compagni: in fondo lui è uno dei pochi adulti che lei stimi davvero. Ma questa volta le sfugge quale sia l’obiettivo. Non riesce a capire quale messaggio voglia trasmettere. Alcuni insegnamenti sono più difficili perché alcune convinzioni, abitudini, comportamenti sono più radicati di altri. Gioia sta per scoprire che le regole sono importanti, ma a volte è ancora più importante trasgredirle.

Il Pensiero

Esplode anche in Italia la consuetudine della “consulenza filosofica”, della “psicofilosofia”, dei “filosofi in azienda”, che propone il filosofo come consulente per le aziende, come un aiuto per risolvere i problemi. Il libro è un attacco contro i presupposti ideologici e le ricadute pratiche di questa “consulenza filosofica”.

Ottimismo (malgrado tutto): Capitalismo, impero e cambiamento sociale

La guida più aggiornata allo «stato del mondo» secondo il maggiore intellettuale vivente. Un fortissimo monito a lottare ancora.Come se la passa la nostra specie alla fine degli anni Dieci? Chomsky affida a questo libro, frutto più recente della sua riflessione, le proprie idee sui temi più scottanti dell’attualità globale: la crisi dei rifugiati, l’amministrazione Trump, il terrorismo islamico e la guerra all’ISIS, le crepe nell’Unione Europea, le prospettive di una pace giusta fra Israele e Palestina, la crisi climatica, la serissima minaccia nucleare. Il quadro tracciato dal «maggiore intellettuale vivente» non è certo roseo: il capitalismo neoliberale impera, trova sempre minore resistenza nei governi nazionali e negli organismi internazionali, e si fa sempre meno scrupoli. Che fare? Non si può certo star fermi. Occorre organizzare le lotte e portarle avanti con la massima decisione possibile; mantenere, nonostante tutto, lo slancio di un inscalfibile ottimismo della volontà. Per questo, il libro del novantenne Chomsky è un libro pieno di futuro: guai a non incoraggiare l’azione politica e a non approfondire le prospettive d iun cambiamento radicale! Oggi più che mai ne va della sopravvivenza stessa di Homo sapiens.

Orrore

Tutto ha inizio con una casa nel bosco. Una casa apparentemente abbandonata. Al suo interno, polvere e muffa dappertutto… a eccezione di alcuni angoli lindi e scrupolosamente ordinati. E poi una maschera demoniaca di cartapesta, il disegno di un bambino che sembra appeso al muro da qualche giorno soltanto – la carta bianca e senza sciupature – e, al piano superiore, una maschera ancora più inquietante, ricavata in una tanichetta opaca. Tutta la casa urla che qualcosa di sinistro accade fra quelle mura, ma cosa? Il protagonista e sua moglie sono appena rientrati per Natale in Italia: vivono a New York, e da poco è nato il loro bambino. Sono immersi nell’atmosfera morbida di quei primi mesi e approfittano delle vacanze per rivedere i vecchi amici. È allora che, seduti al tavolo di un caffè, scoprono la casa misteriosa dal racconto di Diego e Lidia. Lui in particolare li ascolta con attenzione: è uno scrittore in cerca di storie e viene subito attratto dalla possibilità di trovare materia per il suo prossimo romanzo. Durante le vacanze il pensiero torna continuamente a quel luogo, perciò – quando è il momento di rientrare negli Stati Uniti – la moglie gli propone di restare lì ancora un po’, da solo, a inseguire quella storia. Accettando, lui progetta di prendersi giusto un paio di settimane e poi di raggiungere moglie e figlio negli Stati Uniti (ed è a lui, al bambino ormai cresciuto, che il padre racconta la storia che leggiamo), ma quel mistero è così inesplicabile, racchiude qualcosa che lo attrae così visceralmente che il tempo e le distanze si allungano. La distanza con la sua famiglia, ma anche la distanza dal se stesso che credeva di conoscere. Gli appostamenti davanti alla casa diventano infatti, giorno dopo giorno, notte dopo notte, qualcosa d’altro, come se lo sguardo si spostasse dalla casa verso di sé. Pietro Grossi, scrittore inquieto e penna precisa come un bisturi, vira verso l’horror, immergendoci dentro ombre popolate da paure striscianti, inesprimibili, per poi farci precipitare nell’abisso. Senza più alzare gli occhi dalla pagina. “Al piano di sopra, nel bagno, la vasca era anch’essa perfettamente pulita, con accanto una dozzina di tanichette bianche e gialle. Intorno e dentro al lavandino c’erano scatole di cerotti e garze, e sparse in terra delle confezioni sterili da ospedale. Vicino al bagno, su uno sbilenco armadio con le ante scrostate, era appoggiata un’altra grottesca maschera, malamente intagliata in una cilindrica tanichetta di plastica opaca. La tanichetta era stata divisa a metà per la sua altezza e capovolta, il manico fungeva da sede per il naso e intorno al manico erano stati aperti alla meno peggio tre buchi, due per gli occhi e uno per la bocca.”

Non è tempo per noi

Sogni e tic, traumi e ambizioni degli aspiranti rottamatori che spingono, ma non troppo, alle porte del Paese. Cresciuti negli anni Ottanta, troppo giovani per il vinile ma troppo vecchi per la rete, i quarantenni di oggi sfoggiano miti così educati da passare inosservati: hanno sostituito Che Guevara con l’Uomo Tigre, Martin Luther King con il professor Keating de L’attimo fuggente, la rivoluzione con la desolazione. Condannati all’equilibrismo, in perenne fuga per il pareggio, protestano, mugugnano, ma alla fine si assolvono. E si rassegnano al bordo campo, “come quei calciatori che entrano nei minuti di recupero e neanche toccano palla”. Un ritratto impietoso e autoironico della “generazione di mezzo”, più rottamata che rottamatrice, sdrucita prima ancora di diventare luminosa, di cui nessuno si permette di parlar male, tanto sembra di sparare sulla croce rossa. Allora se “non è tempo per noi”, come in una canzone di Ligabue, “il complotto ce lo siamo fatti da soli. E vuol dire che ci va bene così. Perché è proprio la retrovia che ci piace: così possiamo lamentarci di quelli in prima fila che non si spostano mai e si tengono le luci della ribalta tutte per loro”. Eppure un riscatto è possibile, anche per i nati negli anni Settanta. Forse.

Noir

**INSTANT *NEW YORK TIMES* BESTSELLER!** The absurdly outrageous, sarcastically satiric, and always entertaining *New York Times* bestselling author Christopher Moore returns in finest madcap form with this zany noir set on the mean streets of post-World War II San Francisco, and featuring a diverse cast of characters, including a hapless bartender; his Chinese sidekick; a doll with sharp angles and dangerous curves; a tight-lipped Air Force general; a wisecracking waif; Petey, a black mamba; and many more. *San Francisco. Summer, 1947. A dame walks into a saloon . . .* It’s not every afternoon that an enigmatic, comely blonde named Stilton (like the cheese) walks into the scruffy gin joint where Sammy “Two Toes” Tiffin tends bar. It’s love at first sight, but before Sammy can make his move, an Air Force general named Remy arrives with some urgent business. ’Cause when you need something done, Sammy is the guy to go to; he’s got the connections on the street. Meanwhile, a suspicious flying object has been spotted up the Pacific coast in Washington State near Mount Rainer, followed by a mysterious plane crash in a distant patch of desert in New Mexico that goes by the name Roswell. But the real weirdness is happening on the streets of the City by the Bay. When one of Sammy’s schemes goes south and the Cheese mysteriously vanishes, Sammy is forced to contend with his own dark secrets—and more than a few strange goings on—if he wants to find his girl. Think Raymond Chandler meets Damon Runyon with more than a dash of Bugs Bunny and the Looney Tunes All Stars. It’s all very, very *Noir*. It’s all very, very Christopher Moore.

Metastasi. Sangue, soldi e politica tra nord e sud, la nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito

Il nord della Pianura padana come il sud dell’Aspromonte. Ormai le ’ndrine tengono sotto controllo il Nord e fanno affari con chiunque. Il nuovo libro dell’autore di VATICANO SPA offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai “vecchio” di trent’anni. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di droga ma anche un’importante quota della liquidità lombarda. Quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent’anni di tangenti (e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia (Varese, Lecco, Milano, Como), avendo un dominio incontrastato del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione. Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili. Il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d’armi con le brigate rosse, il commercio di uranio, l’incontro con Giulio Andreotti, il patto tra ’ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della ’ndrangheta. Persino il caso di un famoso stilista ammazzato ma che forse ammazzato non è. Anche qui c’entra la ’ndrangheta, gli amici di Coco Trovato trovano la soluzione per ogni problema. Soprattutto per ripulire il denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie. Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su codici famigliari e amicali che vanno rispettati e onorati, sempre. Se no la punizione arriva, puntuale, anche a distanza di anni. E fa paura: la paura del nostro testimone che qui fa tutti i nomi e i cognomi delle storie che racconta, la paura di chi ha sfidato un codice d’onore e adesso è solo.

Il Matrimonio Perfetto:

20 segreti per pianificare il matrimonio perfetto! Evita di stressarti: con questi consigli organizzerai il tuo matrimonio al meglio senza disperarti! Non hai bisogno di un wedding planner. È facile pianificare il grande giorno con il giusto know-how. Immagini un matrimonio da sogno? Puoi occupartene personalmente! Non vuoi dimenticare niente? Hai pensato a tutto? Effettivamente no, hai dimenticato questo libro! Non è facile organizzare un matrimonio, ma questo manuale ti aiuterà passo dopo passo ad organizzare il gran giorno.Ci sono appuntamenti da rispettare e decisioni importanti da prendere. In questo libro troverai ogni tema dettagliatamente spiegato, così non dovrai svolgere ricerche su ognuno di essi.20 segreti e molti consigli ti aiuteranno a realizzare il tuo matrimonio da sogno. Impara con questo utile manuale… … ad avere un piano per il tuo matrimonio e una panoramica di tutte le cose importanti … come trovare l’abito da sposa perfetto … come scegliere la giusta location … a non dimenticare nessun ospite … come tutto sarà in armonia: dal bouquet all’abito da sposa … e molto, molto di più! Non perdere tempo e incomincia già oggi ad utilizzare questo manuale! Acquistalo ad un prezzo speciale!

Maladolescenza

Si aggirano per casa come entità estranee e imperscrutabili. Non parlano con i grandi, come se rispettassero un codice d’onore noto solo a loro. Stanno sul divano con in testa il cappuccio della felpa, o chiusi in camera a giocare alla PlayStation. Sono adolescenti. I genitori spaesati si preoccupano che malumore e mutismo nascondano problemi a scuola, o di cuore, o magari più gravi, come alcol e bullismo. O noia. O niente. Liquidare tutto con “ai miei tempi non era così” non aiuta a capire né a risolvere. Perché i tempi sono cambiati, non solo per modo di dire, gli anni che separano una generazione dall’altra corrispondono a secoli ormai. Superata la tv, sono gli smartphone, i tablet, le wii, i social network le nuove appendici dei ragazzi. Sono nativi digitali, cresciuti in una società che non si riconosce più nei ruoli tradizionali. Nuove famiglie, precariato, istituzioni fragili sono ciò che conoscono. Stanno facendo da apripista a un nuovo mondo, e in più hanno tutti i sintomi dell’adolescenza che anche i loro genitori hanno conosciuto. Attraverso le testimonianze di molti ragazzi – talora crude, sempre rivelatrici – raccolte dal giornalista Mario Campanella, Maria Rita Parsi, psicoterapeuta di grande esperienza e fama, spiega le ragioni sociali e fisiologiche dei comportamenti dei ragazzi, e aiuta i genitori a prendere atto delle responsabilità della famiglia e della scuola. Per guidarli sani e salvi fuori dal malessere e ritrovare insieme la serenità.

La Maison de la Nuit, Tome 1 : Marquée: 01

Dans un monde qui pourrait être le nôtre vit Zoey Redbird, une adolescente presque comme les autres. Un soir après les cours, un jeune homme inquiétant s’approche d’elle. Soudain, il la désigne du doigt et lui dit : ” Zoey, ta mort sera ta renaissance, ton destin t’attend a la Maison de la Nuit “. A ces mots, une marque mystérieuse apparaît sur son front. Zoey est terrifiée niais – elle le sait – elle doit intégrer le pensionnat où sont formés les futurs vampires, pour y réussir sa Transformation ou… mourir. **

Il libro dei segreti

Quando la prozia viene ricoverata in un ospizio, i piccoli fratelli Grace – Jared, Simon e la sorella maggiore Mallory – si trasferiscono nella sua casa, un autentico pozzo delle meraviglie. Il libro nascosto in una stanza segreta rivela l’esistenza di una dimensione magica, popolata da fate, elfi, goblin e mille altre creature… molto vendicative: guai a distruggere la loro tana!

Il libro dei gatti tuttofare

Nel 1939 Eliot pubblicava l'”Old possum’s book of practical cats”: poesie sui gatti e le loro molteplici incarnazioni. Questo libro appartiene a una precisa sfera della tradizione inglese, quella di “Alice nel paese delle meraviglie” di Carrol, di “Peter Pan”. Ne deriva così un gioco verbale da cui emerge una sorta di organica visione del mondo. Un libro sui gatti e un libro sulle parole che gattescamente rimandano a loro. Quasi una filosofia della vita in versi filtrata dall’acuto sguardo felino. l’allarme di un treno… Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.

Lascia stare i santi

Il 17 settembre del 1998, nella basilica di Santa Giustina a Padova, un piccolo gruppo di studiosi assiste all’apertura di una cassa di piombo, sigillata da oltre 400 anni. Dentro ci sono i resti di uno scheletro senza testa, di un uomo vissuto molti secoli fa. La sua identità, attribuita dalla tradizione, va verificata dalla scienza: sono davvero i resti di san Luca evangelista? O la reliquia autentica è custodita altrove, chissà dove? La risoluzione dell’enigma è affidata dal vescovo a storici, filologi, archeologi, e infine – fra pochi scienziati in un mare di umanisti – a Guido Barbujani, chiamato ad analizzare il dna dello scheletro e a sancirne la compatibilità con le tramandate origini del santo.
Una straordinaria e divertente avventura, non soltanto intellettuale: un lungo viaggio che porterà Barbujani fino in Siria, ad Aleppo, città millenaria, tra colonnelli corrotti, campioni di sangue clandestini e inconvenienti climatici. Ma anche nei recessi, a volte prosaici, a volte entusiasmanti, del lavoro dello scienziato, tra viaggi, congressi e sorprendenti incontri con grandi ricercatori. Una vicenda affascinante, sul confine tra Oriente e Occidente, ma anche su quello tra cultura umanistica e scientifica, ove la penna del Barbujani scienziato si confonde con quella, estremamente abile, del narratore.

L’arte Di Prender Marito

*Era un mattino di marzo, e un sole impaziente s’era alzato troppo presto, spargendo per l’aria azzurra e già calda l’oro della sua luce, il tepore del suo fiato. **La stazione era molto vicina alla casa di Emma, e a piedi era andata coi suoi ad augurare il buon viaggio ad un cugino ingegnere, che sposo da solo un mese doveva fare per l’ufficio suo un lungo viaggio e lasciar sola la sposa per qualche settimana.** Cugini e cugine e zii erano arrivati un po’ tardi e si dovette far economia di parole e di abbracciamenti. Un furia furia per prendere i biglietti, consegnare i bagagli, coll’accompagnamento di un grido monotono dei conduttori:  **– Facciano presto, signori, il treno parte.** E davanti ad un vagone di prima classe i parenti erano affollati, guardando il cugino ingegnere, che non poteva parlare; perchè sentiva che le parole gli sarebbero venute fuori, strozzate e singhiozzanti. * *Tutti si accontentavano di sorridere al viaggiatore, con un’aria che voleva essere un saluto e un augurio, ma era invece una mestizia mal dissimulata.*
*Chi non poteva sorridere, neppur dissimulando, era la sposa, che era entrata in vagone per dar l’ultimo bacio al viaggiatore. Cugini e cugine non guardavano se non per terra, con gesti impacciati; mentre la voce del conduttore ripeteva per la ventesima volta il suo monotono:*
*– Presto, signori, presto, si parte.*