13729–13744 di 72034 risultati

Le più belle fiabe popolari italiane

A cura di Cecilia Gatto TrocchiLe fiabe italiane sono tra le più ricche di fantasia e di creatività dell’intera produzione mondiale. Presentiamo in questa antologia un’accurata selezione delle favole popolari di tutte le regioni d’Italia, una tradizione culturale che si compone di migliaia e migliaia di racconti magici, in origine resi e tramandati spesso nei dialetti, straordinariamente espressivi; perle di rara bellezza, veri e propri tesori letterari, cominciando da quel capolavoro di tutti i tempi che è Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, napoletano, costituito da storie meravigliose di fate, orchi, magie, incantesimi, principesse rapite e animali fantastici, in cui spesso irrompe il realismo della vita quotidiana con effetti gradevoli e bizzarri. La letteratura popolare ha attinto da Giambattista Basile intrecci famosissimi: il Gatto parlante a cui l’orfano fa le scarpe, il Bianco Viso che giace come la Bella Addormentata nella foresta, la Gatta Cenerentola abbandonata e sola che sposa il re… I nostri capolavori fiabeschi sono spesso ignorati; costituiscono invece un patrimonio culturale di eccezionale valore di cui dobbiamo riappropriarci, specialmente oggi, quando non esistono più momenti di raccoglimento privati, e la televisione e i social network invadono il nostro tempo libero. Leggendo, raccontando, citando una fiaba popolare, riscopriamo speranza e ottimismo. Infatti, come dice una canzone siberiana, «un popolo che non racconta più fiabe è destinato a morire di freddo».Cecilia Gatto Trocchi(Roma, 1939-2005) è stata docente di Antropologia culturale presso le università Roma Tre e La Sapienza e ha diretto l’Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici (Roma Tre). Ha compiuto ricerche in Africa, America Latina, India, verificando le tematiche magico-simboliche, le mitologie e i rituali. Esperta di tradizioni popolari, si è occupata di novellistica e letteratura etnica. Ha pubblicato studi sul pensiero simbolico, l’etno-medicina, le religioni, l’arte, la magia, i miti e le leggende. Socio fondatore della Società Italiana per lo Studio di Psicopatologia e Religione, è stata anche consulente scientifico della rivista di psichiatria «Psiche Donna». Autrice di Viaggio nella magia, Nomadi spirituali, Civiltà e culture, Le Muse in azione, con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari di Roma, Storie e luoghi segreti di Roma, La magia, I tarocchi e Le più belle leggende popolari italiane.

Piccolo mondo vaticano. La vita quotidiana nella città del papa

“All’ingresso di porta Sant’Anna, subito dopo il controllo della gendarmeria, sulla destra, c’è un bancomat dello Ior. Si trova in una nicchia ricavata nel muro e, apparentemente, è come tutti i bancomat di questo mondo. Se però vi avvicinate (e siete in compagnia di chi dispone dell’apposita tessera) scoprite che ha una particolarità. Le istruzioni, oltre che in italiano, francese, tedesco, inglese e spagnolo, sono fornite anche nella lingua dei padri. “Carus expectatusque venisti” dice la videata introduttiva: in pratica, “benvenuto”. Dopo di che, ecco l’indicazione operativa: “Inserto scidulam quaeso ut faciundam cognoscas rationem”, che sarebbe come dire “inserisci per favore la scheda, per accedere alle operazioni consentite”. I latinisti hanno un po’ arricciato il naso, perché secondo loro l’adattamento è stato un po’ troppo disinvolto, ma bisogna ammettere che non è facile tradurre in una lingua antica concetti moderni. E una volta inserita la scidula che succede? Quattro le opzioni: “deductio ex pecunia” (prelievo), “rationum aexequatio” (saldo), “negotium argentarium” (movimenti) e “retrahe scidulam deposita” (ritirare la tessera). L’unico problema è che se scegliete la prima opzione dopo pochi secondi il bancomat sputerà fuori comunissimi euro e non preziose monete romane d’oro e d’argento”. Aldo Maria Valli non lesina dettagli, spiega come si entra in Vaticano, racconta curiosità, stranezze e aneddoti, visita il garage del papa, fa un giro nell’appartamento pontificio… **

La piccola villa sulla collina

«Un romanzo che ti fa stare bene e riesce a farti sorridere.» In fuga da uno scandalo che l’ha coinvolta, Maddie si licenzia dall’agenzia di pubbliche relazioni per cui lavora e scappa da Londra per promuovere il progetto di quella che, secondo lei, sarà una lussuosa dimora per le vacanze in campagna. La sua reputazione professionale si basa sul successo di questo nuovo incarico… Ma quando arriva sul posto, a Maddie sembra di vivere un incubo. Ad aspettarla, infatti, c’è solo una vecchia fattoria fatiscente. Il proprietario, Seth, è un uomo schivo e misterioso, che ha investito tutti i suoi soldi in quel terreno. Si è letteralmente innamorato delle colline circostanti, dei cottage e delle suggestive storie che ciascuno di essi racconta. Quando Maddie ritrova un dipinto a olio realizzato dalla moglie dell’antico proprietario della tenuta, comincia a entrare in sintonia con le suggestioni di Seth. E capisce che se vuole davvero salvare la proprietà, deve sporcarsi le mani. Lavorando insieme a Seth, si accorge che i panorami della campagna non sono l’unica cosa che la lascia senza fiato… Ma c’è un segreto nel passato di Maddie che minaccia di distruggere di nuovo tutti i suoi sogni. Riuscirà a trovare finalmente un posto nel mondo e a far funzionare le cose? Panorami mozzafiato Il profumo di un amore appena sbocciato Un nuovo scintillante inizio «Un romanzo che ti fa stare bene e riesce a farti sorridere.» «Che lettura adorabile! Scalda il cuore ed è la fuga perfetta per qualche ora di relax.» «Il classico esempio di un libro da cui non riesci a staccarti finché non sei arrivato all’ultima pagina.» «Passione, amicizia, sentimenti, un nuovo inizio e un pizzico di sano buonumore: la lettura perfetta.» Emma Daviesha lavorato in uno studio di design. Quando le è stato chiesto di scrivere una biografia di se stessa da inserire nel sito aziendale si è descritta così: «Sono un’autrice di bestseller momentaneamente impegnata a fare altro, madre di tre figli». In effetti ha tre bambini e sta lavorando per far avverare il resto. Vive nella campagna dello Shropshire, in Inghilterra.

Perduti nei Quartieri Spagnoli

Questo romanzo, scritto in un italiano letterario di rara bellezza, tanto più sorprendente considerando che l’autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d’amore: per una città e per un giovane uomo. Heddi è una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Studentessa di glottologia all’Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un’immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall’empatia, da un bisogno di radicamento e dall’entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l’un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l’emancipazione rappresentata dall’amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra. Anche il ritratto della madre di lui apparentemente fragile e depressa, in realtà custode feroce dell’ordine familiare, è di spietata esattezza. L’amore che intride queste pagine è quindi istintivo e intellettuale, complicato e semplice. È amore per le parole che compongono una vera e propria lingua del cuore, accarezzata, piegata e scolpita con una sensibilità sempre vigile. È il romanzo di quando la vita è una continua scoperta, esplorazione dell’identità altrui e ricerca della propria, di quando la scrittura incarna un atteggiamento verso il mondo pronto ad aprirsi a ogni esperienza, a godere ogni gioia, a esporsi a ogni ferita.

Perché No Tav

Le più autorevoli personalità che si battono da sempre contro la Torino-Lione si ritrovano in un libro. Un volume che è anche manifesto di un pensiero: quello di chi lotta contro il trasversale partito del cemento, pronto a speculare sulla regina delle grandi opere: il Tav. Imprenditori che vanno a braccetto con politici e vecchie cariatidi di sistema interessate direttamente all’affare. E chi si riempie la bocca di paroloni come “futuro”, “sviluppo”, “modernità” forse non sa che in quasi venti anni di studi e carotaggi abbiamo già buttato oltre un miliardo e mezzo e tenuto la Val di Susa in stato d’assedio permanente. La relazione ministeriale costi-benefici – che pubblichiamo integralmente – certifica che la realizzazione del tunnel di base avrebbe un saldo negativo di circa 7 miliardi di euro. Un motivo sufficiente per dire una volta per tutte “No Tav”. Ognuno degli autori di questo libro affronta un tema specifico del dissenso per spiegare perché quel tratto di alta velocità conviene solo a pochi. Interventi di: Marco Travaglio, Erri De Luca, Marco Revelli, Tomaso Montanari, Luca Mercalli, Angelo Tartaglia, Livio Pepino, Alessandra Algostino, Claudio Giorno, Chiara Sasso, Luca Giunti.

Perché I Vulcani Si Svegliano? (Teste Toste)

Si possono prevedere i terremoti? E’ vero che le montagne possono crescere? Perché esistono le isole? Accompagnati dal popolare geologo Mario Tozzi, eccoci alle prese con le meraviglie della geologia. Perché sono importanti i ghiacciai? Ci si scotta se si cammina sopra ad un geyser? E che cos’è uno tsunami? Domande curiose e impertinenti, faccia a faccia con un vero scienziato: ecco scienza per… teste toste!

Il Pensiero Dell’Occidente Feudale

Dalla metà degli anni ’70 alla fine dei ’90, la storia della filosofia medievale di Franco Alessio è stata il libro di testo su cui si sono formate diverse generazioni di studenti. Ma quasi subito si è trasformata in qualcosa di più: un libro cult, che proponeva, in modo innovativo, i filosofi del mondo medievale sotto una luce inedita e meno stereotipata. Questo testo, unico nel suo genere, viene ora riproposto in una nuova veste grafica per un pubblico più ampio di lettori, grazie anche a uno stile sulfureo e a una straordinaria chiarezza espositiva. L’esposizione avviene sempre all’interno di un contesto storico, culturale e sociale dal quale si vedono emergere le linee problematiche, i campi teorici, le conflittualità ideologiche. La filosofia medievale è quindi sempre considerata nelle sue relazioni concrete e variabili con le varie forme del sapere – la matematica, la biologia, l’etnologia, la storia, l’antropologia, la sociologia, l’economia – con le forme della vita sociale e politica e con le strutture delle istituzioni culturali. **
### Sinossi
Dalla metà degli anni ’70 alla fine dei ’90, la storia della filosofia medievale di Franco Alessio è stata il libro di testo su cui si sono formate diverse generazioni di studenti. Ma quasi subito si è trasformata in qualcosa di più: un libro cult, che proponeva, in modo innovativo, i filosofi del mondo medievale sotto una luce inedita e meno stereotipata. Questo testo, unico nel suo genere, viene ora riproposto in una nuova veste grafica per un pubblico più ampio di lettori, grazie anche a uno stile sulfureo e a una straordinaria chiarezza espositiva. L’esposizione avviene sempre all’interno di un contesto storico, culturale e sociale dal quale si vedono emergere le linee problematiche, i campi teorici, le conflittualità ideologiche. La filosofia medievale è quindi sempre considerata nelle sue relazioni concrete e variabili con le varie forme del sapere – la matematica, la biologia, l’etnologia, la storia, l’antropologia, la sociologia, l’economia – con le forme della vita sociale e politica e con le strutture delle istituzioni culturali.

Penelope Poirot fa la cosa giusta

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot sprizza talenti: la vocazione per risolvere misteri, la propensione a vivere artisticamente, il palato fine e la penna feroce di una critica gastronomica perfetta.
La passione, si sa, quando arde divora, e Penelope Poirot è provata nello spirito quanto ammorbidita nel corpo; stile Botticelli, dice lei, stile krapfen, pensa e non dice Velma Hamilton, la sua nuova, perplessa segretaria.
È il momento di cambiare, di partire: c’è una clinica salutistica, nelle colline del Chianti, che promette di depurare corpo e mente.
Ha un bel sapore gotico, avvolta così dai rampicanti, stemperato dalla luce dorata che occhieggia dalle persiane.
A cena il cibo è mesto, ma il bellissimo giardiniere sa come fartelo dimenticare. La donna alta e misteriosa scatena rivalità, odio e simpatia; la famosa scrittrice il desiderio insopprimibile di rubarle il marito.
Penelope non rinuncia al tacco dodici e alla volpe bianca neppure quando trascina Velma ad abbandonare ogni principio in osteria, e basta una pasticca alla violetta per coprire un altro vizio clandestino.
Poi, nelle sedute libido-dinamiche, scavano tutti insieme buche immaginarie per disseppellire i segreti. Operazione non priva di rischi: certi segreti, allo scoperto, esplodono.
C’è odore di gelo nell’aria di novembre, e il delitto, quando accade, è sulla neve bianca.
Neve che cade imperterrita sull’assassino, sulle prossime prede, sulla nuova trappola.
Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot non ci casca.
In certi casi, solo lei sa qual è la cosa giusta.

Pecorelli deve morire

Che cosa resta della verità sul caso Pecorelli? Nulla. Due procedimenti non sono riusciti a mettere la parola fine a questa triste vicenda. Triste, ma anche inquietante per i mille e più risvolti che di volta in volta sono venuti alla luce. Ecco, l’intento di questo libro non è soltanto quello di compiere un dettagliato resoconto della cronaca di un omicidio, delle relative indagini e dei processi che ne sono seguiti. Lo scopo è soprattutto quello di ripartire laddove tutto è cominciato, in via Orazio, luogo dell’agguato mortale i cui indizi trascurati possono aprire nuove piste. Il 20 marzo 1979 è stato ucciso Mino Pecorelli, giornalista con il fiuto dell’inchiesta vera, capace di scavare nel torbido degli Anni di Piombo, dalla strage di piazza Fontana al sequestro Moro. Sull’omicidio e i presunti mandanti sono stati versati fiumi d’inchiostro che hanno coinvolto personaggi legati a filo doppio a politica, servizi segreti, Banda della Magliana, banche, mafia, NAR. Andreotti, Licio Gelli, Claudio Vitalone, Massimo Carminati, Pippo Calò e tanti altri. Tutti – o quasi – i protagonisti di un’epoca che ancora ha molto da raccontare e molto di più da nascondere. Eppure, una cosa fondamentale è sempre stata tralasciata in questi quarant’anni: chi ha ucciso Mino Pecorelli? Nella ricerca del movente e di quel «grande vecchio» che avrebbe manovrato tutto e tutti, si è persa di vista la cosa più importante: la morte di un uomo. Un delitto che, ancora oggi, non ha un colpevole. Con questo libro, Valter Biscotti ci porta all’interno di quelle aule affollate di una irripetibile stagione processuale, tra i banchi dell’accusa e delle difese di quella che lui stesso definisce «la prima linea della Repubblica», dove giustizia e politica, con il sette volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, accusato di essere uno dei mandanti dell’omicidio, si giocano una partita decisiva. Lo fa riaprendo i cassetti della memoria e quelli del suo archivio, dove conserva materiale documentale che non ha mai visto la luce, in particolare l’identikit del possibile assassino e le trascrizioni originali dei verbali di udienza di testimoni chiave, come Maurizio Abbatino e Tommaso Buscetta. Inoltre, il libro si arricchisce della testimonianza inedita di Rosita Pecorelli, che a quarant’anni di distanza offre un’immagine più vera del fratello rispetto a quella tramandata fino a oggi. Un giornalista coraggioso che scriveva verità scomode contro un sistema di potere marcio, pagandone di persona il prezzo più alto.

La Patria non esiste

Italiani senza patria, italiani senza padri, italiani e le loro piccole patrie. L’Italia dello Stato, l’Italia nazione, l’Italia mosaico di feudi e l’Italia mosaico di campanili. La definizione dell’idea di patria in Italia è ancora un problema aperto. Di tante piccole patrie è composto il paese. Patrie nere, patrie rosse. La patria bianca, quella cattolica. E la patria verde, quella della Lega Nord, sorta a pochi chilometri dal luogo di nascita dell’autore. Non una patria, ma piccole patrie in questi centocinquant’anni. La patria, quella vera, non esiste. Quale patria ha tradito nel 1943 il nonno di Andrea Tarabbia durante il servizio militare, quando riuscì a nascondersi da qualche parte e a disertare? Quale patria ha sfidato?Andrea Tarabbia, trentenne di Saronno, ha pubblicato La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010). A settembre 2011 un suo romanzo uscirà per la casa editrice Mondadori.

Partita doppia: Double Trouble Series #1 (Pigalle)

Cinnamon Miller ha portato con sé a Chicago un’educazione severa, una solida morale e il desiderio di trovare lavoro per contribuire all’economia della famiglia che ha lasciato a Wildrose.
Ma la grande città può fare paura se hai solo vent’anni e nessuna esperienza del mondo. Se per tutta la vita hai solo sognato l’amore, leggendolo sui libri, e non sai quanto possa fare male.
I fratelli Cavendish, invece, Chicago vorrebbero possederla. Dall’alto del loro attico, si affacciano sulle luci della città che stanno pian piano conquistando.
Caleb vive la vita un giorno alla volta, una donna ogni notte, nessun legame. L’unica persona per la quale darebbe la vita è suo fratello Abel, che sogna di viaggiare zaino in spalla e chitarra in mano. Ma che rimane. Perché è l’unico capace di mantenere l’equilibrio di Caleb e di impedirgli di ripiombare nel baratro.
Un colloquio di lavoro, una scommessa, la caccia di una preda facile.
Un triangolo iniziato per gioco, senza pensare che alla fine ci sarà un solo vincitore. Ma chi arriva ultimo, stavolta, potrebbe perdere qualcosa in più che del puro e semplice sesso.
Due fratelli e una sola… Partita Doppia.
**

Le parole sono importanti

Quando ci raccontano l’etimologia di una parola proviamo spesso una sensazione di meraviglia, perché riconosciamo qualcosa che non sapevamo di sapere, un universo di elementi che era sotto i nostri occhi ma che non avevamo mai notato. Allora come è possibile che l’etimologia, cosí carica di fascino, non riceva la considerazione che merita? Eppure padroneggiare le parole nella loro storicità e non possederne solamente la scorza ha dei vantaggi. Per esempio, chi acquisisce una forma mentis etimologica sa che attribuire a qualsiasi vocabolo un solo significato è limitativo. Da questo punto di vista l’etimologia è come la poesia, perché sa offrire sempre un’immagine o un gesto che danno tridimensionalità alla parola. Inoltre, quando ne conosciamo l’archeologia, possiamo chiederci se l’uso odierno dei vocaboli conservi ancora qualcosa del significato originale e, nel caso non sia cosí, indagarne le ragioni. Attraverso dieci appassionanti scavi etimologici, Balzano ci dice non solo che ogni parola ha un corpo da rispettare, ma anche che non è un contenitore da riempire a piacimento. Perché ogni parola ha una sua indipendenza e una sua vita.

Paradiso Cercasi

La vitale, esuberante Ana fa la fotografa in uno studio di moda a Madrid. E,
un giorno, per caso, la sua macchina fotografica inquadra il volto di Rodrigo.
Il feeling tra i due è immediato; la scintilla scocca all’istante, ma a
smorzarla ci pensa subito lo stesso Rodrigo, che in quel momento frequenta una
bellissima top model (ma sarà un grande amore? Chissà…) E a spegnerla del
tutto arriva la scoperta che Ana è incinta. Una notte di passione con uno
sconosciuto sta per cambiare la sua vita per sempre.
Tenere il bambino significherebbe forse rinunciare a Rodrigo, l’uomo che
potrebbe essere la sua anima gemella. Oppure no? Che fare? Ci dovrà pur essere
una soluzione
La porta verso la felicità dovrebbe essere aperta a tutti. Però, prima,
bisogna trovarla. Insomma: Paradiso cercasi…

Paper Kingdom (Versione Italiana)

**Dopo la terribile tragedia che si è abbattuta sui Royal, niente è come
prima.**
L’atmosfera in famiglia è più tesa che mai, e Easton, devastato dal senso di
colpa per quanto è accaduto, si sente messo in un angolo. Suo fratello Reed ed
Ella, sorella adottiva nonché sua migliore amica, sono ogni giorno più
complici e innamorati. Gideon è a chilometri di distanza da casa, e i gemelli
sono inseparabili persino nella drammatica situazione attuale. La leggenda dei
fratelli Royal, belli e invincibili, sembra ormai un lontano ricordo. La forza
dei Royal, infatti, esiste soltanto quando restano uniti, divisi sono
dannatamente vulnerabili. Come Easton in questo momento. Facile preda delle
brutte vecchie abitudini, si trova ad affrontare da solo lo shock più grande
della sua vita: rischia di perdere parte della sua famiglia, e persino
Hartley. La prima vera amica, dopo Ella. Un’amica che Easton voleva fosse
qualcosa di più. Perché lei l’ha fatto ridere. Gli ha fatto credere in un
futuro al di là dell’alcol, delle feste e del sesso.
Gli ha fatto desiderare di essere una persona migliore. Ora però la sua luce
si è spenta, e lui non è disposto a perderla. Non può perderla. E non lo
permetterà. Il più impertinente dei Royal dovrà quindi crescere in fretta e
assumersi le proprie responsabilità: per la sua famiglia, per il suo futuro –
e per l’amore della sua vita. Si conclude così, con un adrenalinico ed
emozionante capitolo, la serie _The Royals_ : un successo internazionale in
corso di pubblicazione in 22 Paesi e ai vertici delle classifiche negli Stati
Uniti, in Italia, Germania e Brasile.

Paesaggio Costituzione cemento

Il Bel Paese fa scempio di se stesso, sommerso dal cemento che uccide la memoria storica e ferisce la salute, fisica e mentale. Che cosa sta succedendo agli italiani, che cosa ci acceca? Il paesaggio è il grande malato d’Italia: è devastato impunemente ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, per il profitto di pochi. Ecco la diagnosi lucida e spietata da cui Salvatore Settis prende le mosse per analizzare il baratro che separa i principî di tutela del territorio, sanciti dalla Costituzione, dal degrado dello spazio che abitiamo. Un degrado che rappresenta anche una forma di declino complessivo nelle regole del vivere comune, reso possibile dall’indifferenza, dal malcostume diffuso e dalle leggi contraddittorie, aggirate con disinvoltura.
Un’indagine che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del Bel Paese, per reagire e fare «mente locale» contro speculazioni, colpevole apatia e conflitti tra poteri. Una necessaria manifestazione di civiltà, per non sentirci fuori luogo nello spazio in cui viviamo. E per evitare che il cemento soffochi anche il nostro futuro.

Oxen. La prima vittima

Due degli uomini più influenti della Danimarca sono morti in circostanze sospette. Non sembra esserci alcun collegamento tra i casi, se non fosse per un inquietante particolare: i cani delle vittime sono stati impiccati poco prima della morte dei padroni.Quando anche l’ex ambasciatore Hans-Otto Corfitzen viene trovato morto nel suo castello, nei boschi di Rold Skov, dopo che il suo bracco è stato impiccato, non c’è più alcun dubbio che si tratti di omicidi seriali.Il pluridecorato veterano delle forze speciali Niels Oxen soffre di disturbo da stress post-traumatico e si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato quando, per scappare dai suoi demoni, si accampa nei pressi del castello di Corfitzen. Viene incastrato e accusato dell’omicidio e ha solo un modo per uscirne: accettare la proposta del capo dei servizi segreti di collaborare a trovare il vero assassino.L’indagine lo porta sulle tracce di un’antica e potente organizzazione e, inevitabilmente, a pestare i piedi alle persone senza scrupoli che ne fanno parte. Ma non è facile venire a capo di un gioco complesso e ambiguo in cui anche le autorità sembrano avere qualcosa da nascondere… Tra stanze segrete, intrighi di potere, omicidi e colpi di scena, La prima vittima dà inizio alla trilogia bestseller che sta affascinando i lettori di thriller di tutta Europa.