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Ikigai. Il metodo giapponese: Trovare il senso della vita per essere felici

L’ikigai è nascosto in ciascuno di noi, basta trovarlo. Insieme possiamo scoprire come. Dal Giappone un metodo per giungere alla conoscenza di sé, alla scoperta di ciò che dà senso e realizzazione alla propria quotidianità. Lo scopo? Trovare il proprio ikigai, la propria ragione di vita, e sentire finalmente di condurre un’esistenza piena, soddisfacente e degna di essere vissuta. Ikigai è una parola magica, così magica che non ne esiste una traduzione semplice nelle lingue occidentali. Possiamo definirlo ”la ragione di esistere”, ”il motore della vita”, o ancora meglio ”ciò per cui vale la pena di alzarsi la mattina”. Ognuno di noi possiede il proprio, anche se non tutti ne sono consapevoli: è la premessa fondamentale per vivere una vita sana, soddisfacente e, semplicemente, felice. Esempio ne sono gli abitanti dell’isola giapponese di Okinawa, dove il tasso di ultracentenari è tre volte superiore a quello delle quattro isole più grandi del paese: la loro consapevolezza riguardo al proprio ikigai, unita a uno stile di vita sano e rilassato, li rende una tra le popolazioni più longeve e felici del pianeta. Ispirandosi a loro e suggerendo esercizi pratici che guidano al riconoscimento dei valori e degli obiettivi veramente importanti per ciascuno nella vita, l’autrice ci insegna a riconoscere cosa ci trasmette energia, curiosità, positività, realizzazione personale, fiducia in noi stessi, progettualità. In altre parole, cosa ci serve per essere felici.

Hystopia

Siamo in una versione alternativa e distopica degli anni Settanta: John F. Kennedy non è stato assassinato ed è anzi sopravvissuto a diversi attentati fino a giungere a un terzo mandato, lo stato del Michigan è occupato da bande di motociclisti psicotici, la guerra del Vietnam non è mai finita e si trascina a oltranza, spogliata di ogni scopo e di tutti i significati geopolitici. Per contenere i disordini causati dal surplus di reduci traumatizzati, un’agenzia governativa ha sviluppato una tecnica che consente ai veterani di relegare i ricordi più orribili in un angolo inaccessibile della mente e un’intera parte del Michigan è stata dedicata alla riabilitazione e alla reintegrazione di questi soggetti. Quando la cura fallisce, però, i reduci diventano ancora più violenti…Hystopia si presenta con un artificio classico: un libro dentro un libro, romanzo postumo scritto da un reduce di ventidue anni, Eugene Allen, toltosi la vita a causa dello shock subito in combattimento e del suicidio della sorella con disturbi mentali.Con un’inventiva degna di Wallace o Vonnegut e una ferocia che ricorda McCarthy, Means ci accompagna in un viaggio tra Americhe concentriche sempre più ipertrofiche, danneggiate e deliranti, dove la guerra non ha inizio né fine: semplicemente è, e forse, come la vita, esiste solo per generare traumi. **
### Recensione
*Hystopia* is a thrilling novel – daring, immensely readable and also unexpectedly funny. David Means is that lucky (and brilliant) writer: a man in full possession of a vision. (Richard Ford)
Brilliant. Nothing but. *Hystopia* goes straight to the heart of the American darkness, that most strange and twisted place where our wars, those perfect storms of high-tech mayhem and idiot blunder, cohabit with what we love to advertise as our virtue, our freedoms, our God-blessed mission to save the world. David Means’s extraordinary book bends history-to paraphrase one of the novel’s characters-no less violently than we’ve bent ourselves with our non-stop warmaking of the past fifty years. (Ben Fountain, author of Billy Lynn’s Long Halftime Walk)
Brilliant . . . the writing is beautiful and exuberant, moving and funny, and always one step ahead. The descriptions of getting stoned are as vivid as the landscapes. Means’s characters live in a state of constant sensory attention that keeps them always attuned to the texture of tar, the smell of lakes and trees, the taste of carbon (Christine Smallwood *Harper’s* )
A riveting, hypnotic dystopia of Vietnam combat veterans during the (fictional) second JFK administration. Amazing writing-not for the faint of heart. Nuggets of beauty glowing in a pan of pain. (Jonathan Shay, author of Achilles in Vietnam and Odysseus in America)
Means’ work is precise, relentless, unsentimental, an art of missed opportunities and missed connections, tracing, more than anything, the inevitability of loss. These same themes mark his first novel but in a manner we haven’t seen before. It’s not just the difference between long and short, although one of the pleasures of this dark and complex work is to see Means stretch out. Even more, however, it’s the novel’s manic energy, its mix of realism and satire… this is not a traditional narrative. Rather, it offers a mélange of reference points-Starkweather, John Kennedy Toole (the novel is constructed as a book within a book, written by a suicide), and even, with its editor’s notes and contextual material, Nabokov-set in a world that has unraveled in its own apocalyptic way… Means’ first novel is a compelling portrait of an imagined counterhistory that feels entirely real. ( *Kirkus Review (starred review)* )
Means delivers his long-anticipated debut novel, a compelling, imaginative alternative-history tale about memory and distress… By turns disturbing, hilarious, and absurd, Means’ novel is also sharply penetrating in its depiction of an America all too willing to bury its past. ( *Booklist (starred review)* )
### Descrizione del libro
Unique, deeply personal and visionary, an extraordinary work of fiction, written in conversation with some of the greatest war narratives, from *The Iliad* to the Rolling Stones’ ‘Gimme Shelter’.

Homo sapiens – Breve storia naturale della nostra specie

L’uomo che studia se stesso è di fronte a una delle sfide più affascinanti della conoscenza. L’autore ci accompagna attraverso la storia naturale dell’uomo in quanto specie animale, una fra le tante, pur con tutte le sue formidabili peculiarità.
Dopo aver gettato uno sguardo agli albori dell’antropologia come scienza, si confrontano le caratteristiche fondamentali dell’Homo sapiens con quelle delle scimmie antropomorfe. Si parla di evoluzione e della teoria che spiega l’evoluzione in base alla selezione naturale.
Il volume si conclude con un’incursione nel tempo profondo, attraverso la narrazione di alcuni episodi-chiave della ricerca dell’anello mancante, metà uomo e metà scimmia, che ci possa ricongiungere fino in fondo al mondo naturale. **

Hello World

« *Una guida splendidamente accessibile che salta con leggerezza da una storia all’altra senza risparmiare al lettore domande difficili… Merita un posto nelle classifiche dei bestseller.* »
**The Times – Oliver Moody** « *Sapientemente raccontato, informato e con un tocco di leggerezza.* »
**Adam Rutherford, autore di Breve storia di chiunque sia mai vissuto** « *La chiamata alle armi, magistrale e divertente, di Hannah Fry dovrebbe essere letta da tutti gli esseri umani che affidano, senza pensarci, il loro destino agli algoritmi. Perché dovete sapere, ragazzi, che il futuro messo in mano alle macchine potrebbe ritorcersi contro di noi.* »
**David Rowan, editore di Wired UK** «Hello World!», Buongiorno mondo! Da quasi cinquant’anni, chiunque si cimenti per la prima volta nello studio della programmazione informatica si imbatte in questa frase. La si trova nel primo esercizio di qualsiasi manuale, fin dai primi anni settanta: l’esercizio consiste nel compilare un breve programma il cui effetto sia quello di far comparire sullo schermo quelle due parole inglesi, al tempo stesso scherzose e profetiche. Il computer risponde, ed è subito l’alba di un nuovo mondo, quello delle macchine.
Gli algoritmi sono tutt’intorno a noi, e noi affidiamo loro le nostre vite, sempre di più, spesso senza neppure accorgercene. Hannah Fry, che li conosce bene, ci racconta in questo libro delizioso i segreti che animano le schede logiche dei computer, le promesse e i limiti della *computer science* , gli scenari un po’ distopici e un po’ grotteschi che si prospettano nel nostro imminente futuro tecnologico.
Vieni accusato di un crimine? Come vorresti che venisse determinato il tuo destino? Da un giudice o da un algoritmo? L’algoritmo sarà sicuramente più razionale e meno soggetto a errori di giudizio, ma un giudice in carne e ossa potrà sempre guardarti negli occhi prima di pronunciare la sentenza. Cosa scegli? Eccoci nell’era degli algoritmi, la storia di un futuro non poi così lontano nel quale le macchine comanderanno incontrastate e prenderanno decisioni importanti in campo sanitario, nei trasporti, nella finanza, nella sicurezza, in tutto ciò che guarderemo, in ogni luogo in cui andremo e persino nella decisione di chi mandare in prigione. Ma quanto possiamo fidarci di loro? Che tipo di futuro vogliamo?
Queste domande sono al centro di *Hello World* , un libro che solleva il velo sui meccanismi di funzionamento dei programmi che ci stanno prendendo la mano, ne dimostra il potere e ne mette in risalto i limiti. Rimane da domandarsi se gli algoritmi siano davvero migliori degli esseri umani che stanno rimpiazzando.

Il Grande Carrello

Da dove arriva il cibo che compriamo al supermercato? Chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? Chi paga davvero il costo delle offerte promozionali? Qual è l’impatto sulla qualità dei prodotti che mangiamo? Due giornalisti, autori delle più importanti inchieste sulle filiere agro-alimentari, ci svelano i segreti che si nascondono dietro gli scaffali dei supermercati.

Godbody

A volte l'ultimo lavoro di un artista rappresenta il coronamento della sua opera, e raccoglie in sé quanto questi ha espresso per tutta la propria vita. Con Godbody, Sturgeon è riuscito a fare esattamente questo". Così scrive nell'introduzione alla prima edizione americana di Godbody, del 1986, Robert A. Heinlein, uno dei molti scrittori (nel novero rientrano anche Kurt Vonnegut e Stephen King) appassionati dell'arte narrativa di Theodore Sturgeon. Ma chi è Godbody, il protagonista del libro? E perché questo romanzo, pubblicato a neppure un anno di distanza dalla morte del proprio autore, è considerato il suo più controverso ed è rimasto fino ad oggi inedito in Italia? Per usare ancora le parole di Heinlein: "Alcuni avranno l'impressione che si tratti di materiale decisamente pornografico. Altri lo considereranno una tenera e delicata storia d'amore. Alcuni lo denunceranno come scandaloso e sacrilego. Altri ancora lo vedranno come straordinariamente e meravigliosamente rispettoso. Tutti loro hanno ragione: leggetelo, godetevelo, rileggetelo e datelo a chi amate".

IL GIOVANE CESARE

La giovinezza e l’irresistibile ascesa del dittatore romano ripercorsa dallo stesso Cesare alla vigilia delle idi di marzo, scritta dal grande romanziere e studioso inglese Rex Warner. Uno straordinario romanzo storico che ripercorre in forma di falso memoir la vita del condottiero romano, negli anni tumultuosi e violenti della fine della repubblica, per interrompersi appena prima del passaggio del Rubicone e della successiva conquista del potere assoluto.
Attraverso lo sguardo freddo e misurato di un Cesare ormai maturo, l’autore ricostruisce in modo vivido ed efficace il mondo dell’antica Roma e dei suoi principali protagonisti: Pompeo, Cicerone, Catone, Bruto rivivono attraverso le parole del loro mentore, amico o nemico Cesare. Servendosi della voce del suo protagonista, Rex Warner tesse con maestria una tela che riproduce con esattezza storica e affascinante capacità narrativa l’evoluzione del sistema di potere romano, la lotta per la sua conquista, il conflitto tra senatori conservatori ed eroi della repubblica e, non ultimo, scava nella psicologia complessa di uno dei grandi protagonisti della storia romana in un classico senza tempo.

Rex Warner (Birmingham, 1905 – Wallingford, 1986) oltre che poeta e romanziere è stato anche un insigne classicista e un illustre traduttore dal greco e dal latino, celebre soprattutto per le sue traduzioni delle opere di Senofonte e Cesare. Durante gli studi al Wadham College di Oxford, fu amico e collaboratore di W.H. Auden e Cecil Day Lewis, e tra le più prestigiose firme della rivista «Oxford Poetry». Durante la sua carriera accademica Warner ha insegnato in numerose università americane ed è stato direttore del British Institute ad Atene. All’inizio della sua carriera di scrittore si dedicò soprattutto a romanzi di impianto allegorico – tra cui ricordiamo The Wild Goose Chase (1937), tradotto poi in Italia negli anni Ottanta da Carlo Fruttero, e The Aerodrome (1941) – per concentrarsi in seguito su romanzi storici di ambientazione classica, per i quali ottenne numerosi premi, tra cui il prestigioso James Tait Black Memorial Prize.

Il giardino non esiste

La piccola Carmen vive un’infanzia felice con Romeo – padre premuroso e facoltoso commerciante – la matrigna Flora, i suoi fratellini e le tante domestiche che animano la casa. Ma è affetta da un male innominabile e un intervento chirurgico le sconvolge la vita. Sarà la brusca fine dell’infanzia e delle fantasie di bambina, il saccheggio di un giardino popolato di amici immaginari. Il mondo vero attende Carmen: la vita prepara nuovi ostacoli. Annichilita da un lutto terribile, la famiglia andrà alla deriva. La salvezza potrebbe avere il nome della zia Olga, donna votata alla libertà, capace di parlare tanto ai bambini quanto ai folli, che prende con sé la bambina, portandola su una piccola isola spazzata da un vento dispettoso. Qui la bambina cresce e si fa donna, però il passato riemerge e domanda delle scelte. Così molto altro dovrà accadere nella vita di Carmen, dentro una fiaba tragica e carica di magia linguistica, una storia emozionante che gioca con le vie misteriose che sempre compie il destino. **

Genesi

Forse avevano davvero ragione i Greci, che in principio era il caos. Molte osservazioni della fisica moderna sembrerebbero confermarlo. Ma cos’è successo nei primi istanti di vita dell’universo? Davvero la scienza del XII secolo fa ritornare d’attualità il racconto di Esiodo, che racchiude l’origine del tutto in un verso splendido e fulminante: “All’inizio e per primo venne a essere il caos”? E oggi l’universo è il sistema organizzato e affidabile che ci appare o è dominato ancora dal disordine? Per rispondere, ogni giorno schiere di uomini e donne esplorano gli angoli più reconditi della materia, usano i grandi telescopi o i potenti acceleratori di particelle per ricostruire in dettaglio i sottili meccanismi attraverso i quali la meraviglia che ci circonda ha acquistato caratteristiche che ci sono così familiari, per cercare di capire quella strana singolarità che ha dato origine all’universo e raccogliere indizi sulla sua fine. Dunque possiamo dirci che gli acceleratori di particelle oggi, come il racconto dei Greci ieri, stanno cercando di rispondere alla più antica tra tutte le domande? E allora si vede come costruire una cosmogonia non sia più affare per specialisti e il mito e la scienza abbiano in fondo la stessa funzione: permettere all’essere umano di trovare il proprio posto nell’universo, “consentire a tutti di fare proprio il grande racconto delle origini che la scienza moderna ci consegna, per capire le nostre radici più profonde e trovarvi spunti con i quali affrontare il futuro”. **

Fuga da Parigi

In una Francia occupata dai nazisti, Hortensia, bella e viziata, vive insoddisfatta il suo matrimonio con Daniel Mayer, noto esperto d’arte, dal carattere cinico e ambizioso. Quando la guerra li costringe alla fuga, durante il viaggio conosce il giovane Jean Louis, un collaboratore di Daniel, e tra loro nasce un breve amore che annulla la ragione e sospende il tempo, fin quasi a far loro dimenticare la guerra in corso. Ma la guerra, invece finisce col separarli e Hortensia viene coinvolta in una complessa e oscura rete di vendette trasversali e tradimenti che ruotano attorno a un crimine commesso da Daniel e a tre preziosi disegni rubati. Sconvolta dalla svolta drammatica della sua vita, Hortensia assiste impotente al crollo delle sue certezze: tra le accuse di collaborazionismo e la scomparsa delle persone a lei più care, coltiva il ricordo del suo amore speciale per Jean Louis che non riuscirà mai a dimenticare.
Fuga da Parigi è il racconto di un sentimento luminoso vissuto in un tempo di tragica oscurità. Tra le sue pagine prende vita un mondo in bilico tra realtà e finzione, una storia corale di epica quotidiana, fatta di sconfitte, desideri, nostalgia e speranza.
Si erano gettati uno sull’altro in quei giorni, divorando la felicità che si davano senza tener conto delle conseguenze. **
### Sinossi
In una Francia occupata dai nazisti, Hortensia, bella e viziata, vive insoddisfatta il suo matrimonio con Daniel Mayer, noto esperto d’arte, dal carattere cinico e ambizioso. Quando la guerra li costringe alla fuga, durante il viaggio conosce il giovane Jean Louis, un collaboratore di Daniel, e tra loro nasce un breve amore che annulla la ragione e sospende il tempo, fin quasi a far loro dimenticare la guerra in corso. Ma la guerra, invece finisce col separarli e Hortensia viene coinvolta in una complessa e oscura rete di vendette trasversali e tradimenti che ruotano attorno a un crimine commesso da Daniel e a tre preziosi disegni rubati. Sconvolta dalla svolta drammatica della sua vita, Hortensia assiste impotente al crollo delle sue certezze: tra le accuse di collaborazionismo e la scomparsa delle persone a lei più care, coltiva il ricordo del suo amore speciale per Jean Louis che non riuscirà mai a dimenticare.
Fuga da Parigi è il racconto di un sentimento luminoso vissuto in un tempo di tragica oscurità. Tra le sue pagine prende vita un mondo in bilico tra realtà e finzione, una storia corale di epica quotidiana, fatta di sconfitte, desideri, nostalgia e speranza.
Si erano gettati uno sull’altro in quei giorni, divorando la felicità che si davano senza tener conto delle conseguenze.

Frattura

Il kintsugi è un’antica pratica giapponese che prevede l’utilizzo dell’oro – o di un altro metallo prezioso – per saldare i frammenti di un oggetto rotto. Grazie a queste pregiate riparazioni, l’oggetto rovinato diventa un’opera d’arte. Il kintsugi è la celebrazione delle cicatrici, l’elogio delle linee di frattura. Il signor Yoshie Watanabe è un uomo anziano, silenzioso, solitario. Anche lui, come un vaso rotto, porta i segni dei soprusi del tempo e della brutalità degli eventi. La sua vita prende una piega drammatica quando è solo un bambino. Sopravvissuto per una concatenazione di banali casualità all’esplosione della bomba atomica di Hiroshima prima, e scampato a quella di Nagasaki poi, Yoshie non ha piú nessuno. Dei genitori, delle sorelle, del Giappone in cui ha vissuto fino a quel momento, non rimane altro che un cumulo di ricordi e macerie. Yoshie cresce a Tokyo con una coppia di zii, ma appena può lascia il paese e si trasferisce prima a Parigi, poi a New York, a Buenos Aires, a Madrid, complice l’assoluta dedizione a un lavoro che gli permette di viaggiare. A scortarlo in quel vagabondare irrequieto non c’è solo la trama di bruciature che gli percorrono la schiena e le braccia: tracce invisibili, ricordi in dissolvenza, una sofferenza senza nome sono il bagaglio piú ingombrante di cui non può disfarsi. E cosí, dopo decenni passati a saldare e spezzare legami tanto intensi quanto effimeri, raggiunta la pensione, Yoshie torna a vivere a Tokyo, forse nella speranza di riconciliarsi con la sua identità. Ma nel 2011 il terremoto che precede l’esplosione di Fukushima lo costringerà a confrontarsi con i fantasmi del passato. A raccontare di Yoshie sono Violet, Lorrie, Mariela, Carmen, le donne che lo hanno amato, una per ogni città. Le loro versioni si somigliano appena, ma rivelano un’unica storia: quella di un uomo ferito, alla ricerca instancabile dell’oro che possa risanare tutte le fratture di una vita. «Neuman ci ricorda che la vita è un copione incompleto in cui i personaggi possono appena intuire la trama dalle battute che recitano».
**«El País»** «È agli scrittori come Neuman che apparterrà la letteratura del ventunesimo secolo».
**Roberto Bolaño**

Fratelli d’acqua

Un temporale colpisce la casupola della famiglia Malaquias, sperduta fra le radure dell’enigmatico luogo chiamato Serra Morena. Al disastro sopravvivono solo i tre bambini. Questo romanzo è la loro storia: animati da un’ostinazione visionaria che ha radici nella semplicità della loro educazione, e soprattutto del loro scarno eppure profondo universo, sono destinati a intraprendere un cammino vertiginoso lungo il quale
si imbattono in *fazendeiros* depositari dei codici della società patriarcale, strane signore coinvolte nel traffico di neonati nella babele di una gigantesca stazione degli autobus, eccentriche suore francesi, vallate misteriose trasformate dal progresso in fantasmagorici mari interni.
*Fratelli d’acqua* è un romanzo poderoso e insieme delicato, viscerale e a tratti vertiginoso, complice lo scenario di un Brasile arcaico, apparentemente dimenticato dalla Storia e tuttavia contrapposto a una modernità sfumata e minacciosa.
Con una lingua lirica ed efficace, quello di Andréa del Fuego è un esordio sorprendente nella letteratura brasiliana. Attingendo al realismo magico e a partire da un episodio della sua storia famigliare – un raggio misterioso che cade sulla casa uccidendo i genitori e lasciando miracolosamente illesi i tre figli – Andréa del Fuego racconta il Brasile più rurale e povero.

La fragilità degli angeli

**Sullo sfondo di un malinconico autunno fiorentino, Gigi Paoli ci regala il suo libro più toccante e intenso**
Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del “Mostro”, il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna.
Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della “nera”, l’Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un’inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti.
A dare una svolta alle indagini sarà l’inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano, per poi abbandonarne il corpo sulle rive dell’Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono battute a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l’ultimo…
Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un’intuizione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi, che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima. **
### Sinossi
**Sullo sfondo di un malinconico autunno fiorentino, Gigi Paoli ci regala il suo libro più toccante e intenso**
Sono giorni di angoscia per Firenze dopo la misteriosa scomparsa di un bambino di quattro anni che stava giocando nel giardino della sua casa in collina: di lui rimane solo la piccola bicicletta grigia, appoggiata a un albero. Mano a mano che passano i giorni, le speranze di ritrovare Stefano in vita si affievoliscono, e in città si torna a respirare lo stesso terrore dei tempi del “Mostro”, il famigerato serial killer che uccideva e mutilava le coppiette appartate in campagna.
Per il giornalista di cronaca giudiziaria Carlo Alberto Marchi e il suo collega della “nera”, l’Artista, sono ore di ansia e lavoro frenetico fra la redazione, i luoghi del delitto e un Palazzo di Giustizia sempre più cupo, proprio come il suo soprannome: Gotham. Un’inchiesta serrata che non dà tregua agli inquirenti, la tenace pm Simonetta Vignali, grande amica di Marchi, e il capo della Mobile Settesanti, segnato da un passato violento che non gli concede sconti.
A dare una svolta alle indagini sarà l’inaspettata confessione di uno studente di psicologia: è stato lui a uccidere Stefano, per poi abbandonarne il corpo sulle rive dell’Arno. Sta dicendo la verità? O si tratta solo di un mitomane? E mentre le sponde del fiume vengono battute a tappeto, un altro colpo di scena riaccende la paura. In una celebre basilica sulle oscure colline di Firenze viene ritrovata una lettera anonima che annuncia nuovi orrori: Stefano è stato il primo, ma non sarà l’ultimo…
Poi, il caos si trasforma in silenzio, finché un’intuizione ribalta tutto, anche le storie personali, anche quella di Carlo Alberto Marchi, che si ritrova davanti a qualcosa che mai aveva visto prima.

Fra le braccia del nemico (eLit)

Calda come il sole di Corfù, dolce come il nettare degli antichi dei. La passione, nel sangue di ogni uomo greco, scorre veloce fin dalla notte dei tempi… Stefan Ziakas potrà anche essere il più acerrimo rivale in affari della sua famiglia, ma è l’unico uomo ad averla mai fatta sentire meravigliosa. Così, volendo conquistare l’indipendenza da suo padre, Selene Antaxos decide di chiedere aiuto proprio a lui, accettando il patto che lui le propone in cambio del suo sostegno. Stefan però non è più il cavaliere con l’armatura scintillante che lei ricorda,e Selene se ne accorge quando ormai è troppo tardi. A quel punto è convinta di aver venduto la propria anima al nemico, ma a volte anche questo può riservare piacevoli sorprese.

La forza del desiderio

Mariah Desmond è stata tanto folle da innamorarsi del suo protettore, e da affidargli la sua sicurezza economica. Ora che è morto, scopre di essere senza un soldo. Costretta a cercarsi un nuovo protettore, questa volta è determinata a seguire la ragione e non il cuore, ma incontra John Rycroft. Questi prova da sempre una passione travolgente per lei, tuttavia non glielo ha mai fatto capire. Un doloroso passato lo rende inadeguato a vestire i panni del salvatore, però vedere di continuo Mariah flirtare con diversi uomini lo turba profondamente. Perciò la sottrae ai suoi corteggiatori e l’attira a sé, scoprendosi d’un tratto disposto a tutto per non lasciarsela sfuggire…