12849–12864 di 72034 risultati

Under my Skin: Novella di Foolish Fire

Ritroviamo Andrew alle prese con un problema esistenziale: cosa regalare a Jared per il suo compleanno? Chiedere l’aiuto di Jace e Travis sempre la scelta più ovvia. O forse no. Dopo una serie improponibile di gag divertenti e al limite della follia, un pranzo italiano e un giro al mercatino riuscirà Drew a stupire suo marito?
ATTENZIONE! Under my Skin è una novella aggiuntiva tratta da Foolish Fire, secondo capitolo della serie Trough the Flames.  **
### Sinossi
Ritroviamo Andrew alle prese con un problema esistenziale: cosa regalare a Jared per il suo compleanno? Chiedere l’aiuto di Jace e Travis sempre la scelta più ovvia. O forse no. Dopo una serie improponibile di gag divertenti e al limite della follia, un pranzo italiano e un giro al mercatino riuscirà Drew a stupire suo marito?
ATTENZIONE! Under my Skin è una novella aggiuntiva tratta da Foolish Fire, secondo capitolo della serie Trough the Flames.

Umanità in Rivolta

“Sapete cosa un buon pugile non deve mai fare? Non bisogna mai farsi stringere in un angolo. Se sei costretto all’angolo, finisci per prendere così tanti colpi che bastano pochi secondi per perdere un incontro. Non sono mai stato un pugile e non ho mai desiderato di esserlo. Però ho capito di essere su un ring. Non da solo. Insieme a me, prima di me, in tanti, al nostro arrivo in Italia, siamo stati messi in un angolo. Costretti a subire ingiustizie e discriminazioni, molte volte da chi, da figlio o nipote di emigranti, non andava solo contro di noi, ma contro il proprio passato e la propria memoria.” Aboubakar Soumahoro da molti anni difende i diritti dei lavoratori. Arrivato in Italia dalla Costa d’Avorio, ha conosciuto da vicino le insidie di un tessuto civile che sembra sempre più logoro e incapace di garantire i diritti minimi che dovrebbero essere riconosciuti a ogni essere umano. Il suo è un avvertimento: siamo davvero sicuri che l’angolo del ring sia riservato ai migranti? Forse dietro “i mestieri che gli italiani non vogliono più fare” si nasconde il degrado delle condizioni generali di lavoro, che chi arriva in Italia sprovvisto di tutele e di diritti è costretto ad accettare per sopravvivere. È così che si spiega il gran ritorno della retorica del “prima gli italiani” e della “razza”: uno stratagemma per abbassare il costo del lavoro e per ridurre drasticamente la distanza legittima tra lavoro e sfruttamento. La domanda che dobbiamo porci è radicale: può esistere un capitalismo non razzista? Questo manifesto riempie un vuoto del dibattito politico italiano. Aboubakar Soumahoro sa cosa significa essere privati di un diritto e per questo sa anche cosa significa lottare per conquistarlo.

Ultimo tango all’Ortica

È una sera umida di fine agosto, nella periferia di Milano. Sotto le luci intermittenti della balera dell’Ortica, tutti gli sguardi sono puntati sul corpo sinuoso di Katy, che danza un tango allacciata al suo cavaliere e che poi, appena la musica finisce, fugge via. Quella notte, fuori dal locale, viene trovato il cadavere di un giovane uomo, assassinato a colpi di pistola: era un ex di Katy, geloso e molesto, che la pedinava e la perseguitava. Chi l’ha ucciso? Forse la stessa Katy? Forse un altro spasimante? Per il delitto, la polizia arresta in realtà un personaggio insospettabile, il maggiordomo di una dama dell’alta società milanese. Le prove contro quell’uomo taciturno e devoto paiono schiaccianti. Sarà proprio la ricca signora ad assoldare Libera – la fioraia detective –, e la sua eccentrica madre Iole, perché trovino il vero colpevole dimostrando l’innocenza dello sventurato maggiordomo. Inizia così la quarta indagine delle Miss Marple del Giambellino, le stravaganti investigatrici dilettanti, questa volta impegnate a risolvere un caso che le riguarda molto da vicino e che le metterà addirittura in competizione con le forze di polizia.
Sullo sfondo di una Milano contemporanea che conserva il sapore di quella di un tempo, la romantica fioraia Libera e l’eterna hippie Iole riescono ancora una volta a sorprendere il lettore con le loro indagini, accompagnandoci in un giallo tenero e duro, dove ognuno ha un segreto e insieme un buon motivo per mentire. **
### Sinossi
È una sera umida di fine agosto, nella periferia di Milano. Sotto le luci intermittenti della balera dell’Ortica, tutti gli sguardi sono puntati sul corpo sinuoso di Katy, che danza un tango allacciata al suo cavaliere e che poi, appena la musica finisce, fugge via. Quella notte, fuori dal locale, viene trovato il cadavere di un giovane uomo, assassinato a colpi di pistola: era un ex di Katy, geloso e molesto, che la pedinava e la perseguitava. Chi l’ha ucciso? Forse la stessa Katy? Forse un altro spasimante? Per il delitto, la polizia arresta in realtà un personaggio insospettabile, il maggiordomo di una dama dell’alta società milanese. Le prove contro quell’uomo taciturno e devoto paiono schiaccianti. Sarà proprio la ricca signora ad assoldare Libera – la fioraia detective –, e la sua eccentrica madre Iole, perché trovino il vero colpevole dimostrando l’innocenza dello sventurato maggiordomo. Inizia così la quarta indagine delle Miss Marple del Giambellino, le stravaganti investigatrici dilettanti, questa volta impegnate a risolvere un caso che le riguarda molto da vicino e che le metterà addirittura in competizione con le forze di polizia.
Sullo sfondo di una Milano contemporanea che conserva il sapore di quella di un tempo, la romantica fioraia Libera e l’eterna hippie Iole riescono ancora una volta a sorprendere il lettore con le loro indagini, accompagnandoci in un giallo tenero e duro, dove ognuno ha un segreto e insieme un buon motivo per mentire.

Gli ultimi giorni dell’umanità

**Due volumi**
*Gli ultimi giorni dell’umanità* stanno al centro dell’opera di Karl Kraus, come il Minotauro nel labirinto. Tutti i suoi saggi, i suoi aforismi, i suoi pamphlets, le sue liriche convergono verso questo testo di teatro irrappresentabile, che accoglie in sé tutti i generi e gli stili letterari, così come la realtà di cui parla – quell’irrappresentabile evento che fu la prima guerra mondiale – racchiudeva in sé le più sottili e inedite varietà dell’orrore. Per Kraus, fin dall’inizio, la guerra fu un intreccio allucinatorio di voci, dal «quotidiano, ineludibile, orrendo grido: Edizione straordinaria!» alle chiacchiere dei capannelli, dalle dichiarazioni tronfie e ignare dei Potenti ai ‘pezzi di colore’ della stampa, sino all’inarticolato lamento delle vittime. «Non c’è una sola voce che Kraus abbia lasciato perdere, era invasato da ogni specifico accento della guerra e lo riproduceva con forza stringente», ha scritto Elias Canetti, che a Vienna ascoltò molte volte Kraus mentre leggeva in teatro scene degli Ultimi giorni. Così, mentre i più illustri scrittori del tempo, salvo rarissime eccezioni, davano una prova miserevole di sé, partecipando baldanzosi, da una parte o dall’altra, all’esaltazione bellica, Kraus fu l’unico che riuscì a catturare quell’evento immane in tutti i suoi aspetti, e nel momento stesso in cui accadeva, sulla pagina scritta: «La guerra mondiale è entrata completamente negli Ultimi giorni dell’umanità, senza consolazioni e senza riguardi, senza abbellimenti, edulcoramenti, e soprattutto, questo è il punto più importante, senza assuefazione» (Canetti).

Tutto il sapore che vuoi

Dopo il successo di *Il piatto forte è l’emozione* , *Mettici il cuore* e *A tavola si sta insieme* , il «libro vegetariano» della star della cucina italiana.
• Le ricette
• La ruota delle stagioni
• I ricordi di Antonino
C’è chi lo fa per convinzione morale, chi perché ritiene salutare questo tipo di dieta, sta di fatto che sempre più persone, nel mondo, scelgono un’alimentazione vegetariana. E se anche non sei uno di loro, di sicuro ti è già capitato di avere a cena qualche amico che non mangia carne. Gli scettici ribattono che in tal modo il piacere della tavola si impoverisce: ma è falso. In *Tutto il sapore che vuoi* Antonino Cannavacciuolo propone una scelta di piatti appetitosi – antipasti, primi, secondi e dessert – che vi faranno innamorare.

Tutto chiuso tranne il cielo

Julian è un diciannovenne esile e pallido, la sua anima è azzurra come la sua chioma. Mangia pochissimo, ha sempre in mano il cellulare, ma sente e osserva ogni cosa. Abbraccia tutti, poi scappa. Se permettesse a qualcuno di toccarlo davvero si troverebbe a dover affrontare sentimenti dai quali ha preso una distanza di quasi 10.000 chilometri: quelli che separano Milano da Tokyo. Dopo un anno trascorso in Giappone è proprio a Milano, il luogo della sua ferita originale, che Julian sta tornando. Siamo all’inizio dell’estate, ad accoglierlo trova la desolazione della città oppressa dalla canicola e la vita annodata da cui era scappato: credeva che la realtà avesse smesso di fargli del male, invece si trova a dover realizzare che il suo rapporto con la realtà si era semplicemente interrotto. Si sente ancora prigioniero di un segreto a cui non riesce a dare un nome, come se fosse vittima di un maleficio – e forse a lanciarglielo è stato Christian, il suo splendido e sfuggente fratello maggiore. Julian si separa sempre di più dal proprio corpo, ma una fantasmagorica serie di incontri lo trascina in avanti quasi suo malgrado. C’è An, la sua migliore amica cinese, che da lui vorrebbe qualcosa di più che amicizia; Leo, il cassiere trentaduenne di un supermercato, disincantato come un saggio orientale e cinico in modo tutto occidentale; Cloro, una celebre youtuber che domina gli altri con disinvoltura, ma è fragile come una bambina; e poi Dante, il quarantenne dissacrante e commovente che lo accompagna nella riscoperta di sé. Julian dovrà ritrovare la sua voce e affrontare la difficoltà di comunicare emozioni complesse in un mondo in cui tutto è sempre più rapido e superficiale. Tra nuovi personaggi e conoscenze familiari, Eleonora C. Caruso mette in scena tre generazioni con profonda empatia, e con una scrittura unica, in cui si riconoscono una voracità, un’intelligenza e una sensibilità che fanno pensare a Pier Vittorio Tondelli. Una scrittrice straordinaria, pronta a raccogliere ogni sfida, capace di coniugare una sorprendente lucidità e un sentimento di grande tenerezza verso i propri personaggi. **
### Sinossi
Julian è un diciannovenne esile e pallido, la sua anima è azzurra come la sua chioma. Mangia pochissimo, ha sempre in mano il cellulare, ma sente e osserva ogni cosa. Abbraccia tutti, poi scappa. Se permettesse a qualcuno di toccarlo davvero si troverebbe a dover affrontare sentimenti dai quali ha preso una distanza di quasi 10.000 chilometri: quelli che separano Milano da Tokyo. Dopo un anno trascorso in Giappone è proprio a Milano, il luogo della sua ferita originale, che Julian sta tornando. Siamo all’inizio dell’estate, ad accoglierlo trova la desolazione della città oppressa dalla canicola e la vita annodata da cui era scappato: credeva che la realtà avesse smesso di fargli del male, invece si trova a dover realizzare che il suo rapporto con la realtà si era semplicemente interrotto. Si sente ancora prigioniero di un segreto a cui non riesce a dare un nome, come se fosse vittima di un maleficio – e forse a lanciarglielo è stato Christian, il suo splendido e sfuggente fratello maggiore. Julian si separa sempre di più dal proprio corpo, ma una fantasmagorica serie di incontri lo trascina in avanti quasi suo malgrado. C’è An, la sua migliore amica cinese, che da lui vorrebbe qualcosa di più che amicizia; Leo, il cassiere trentaduenne di un supermercato, disincantato come un saggio orientale e cinico in modo tutto occidentale; Cloro, una celebre youtuber che domina gli altri con disinvoltura, ma è fragile come una bambina; e poi Dante, il quarantenne dissacrante e commovente che lo accompagna nella riscoperta di sé. Julian dovrà ritrovare la sua voce e affrontare la difficoltà di comunicare emozioni complesse in un mondo in cui tutto è sempre più rapido e superficiale. Tra nuovi personaggi e conoscenze familiari, Eleonora C. Caruso mette in scena tre generazioni con profonda empatia, e con una scrittura unica, in cui si riconoscono una voracità, un’intelligenza e una sensibilità che fanno pensare a Pier Vittorio Tondelli. Una scrittrice straordinaria, pronta a raccogliere ogni sfida, capace di coniugare una sorprendente lucidità e un sentimento di grande tenerezza verso i propri personaggi.

Tutti i racconti: I racconti dell’orrore

“Rimarrà per sempre uno dei più grandi testimoni, uno dei critici più intransigenti, colui che ha dato la forma definitiva a più di un genere letterario” Clifton Fadiman
Per la prima volta editi in una raccolta organica i Racconti di Ambrose Bierce, pioniere letterario dei suoi tempi e grande ispiratore della letteratura moderna. Prima di partire per il Messico, dal quale non avrebbe fatto ritorno, “Bitter” Bierce lasciò dietro di sé la fama di intransigente critico dei suoi tempi e più di novanta racconti, perfetta espressione del suo genio satirico, riuniti oggi in due volumi – il primo dedicato alle storie dell’orrore, il secondo a quelle di guerra e a quelle fantastiche – da Fanucci Editore per il pubblico italiano.
Ambrose Gwynnette Bierce, nato nell’Ohio nel 1842, dopo la guerra di Secessione collaborò con il San Francisco News and Commercial Advertiser, per il quale scrisse articoli dal linguaggio crudo e aggressivo ove attaccava i personaggi pubblici dell’epoca. Trasferitosi a Londra, pubblicò i suoi primi volumi di scritti satirici (Nuggest and Dust e The Fiend’s Delight nel 1872, Cobwebs from an Empty Skull nel 1874), nei quali è possibile cogliere già la netta propensione per il grottesco e l’orrido, elementi che caratterizzeranno la sua intera opera. Tornato negli Stati Uniti nel 1875, fu a lungo direttore dell’Examiner, rinnovando profondamente lo stile giornalistico americano. Nel 1891 pubblicò la raccolta Tales of Soldiers and Civilians (edita qualche anno dopo col titolo In the Midst of Life), guadagnandosi ben presto la fama di scrittore horror. Pubblicò in seguito (senza riunirli organicamente) altri racconti fantastici, versi satirici, Tall Stories, il volume Fantastic Fables (una raccolta di favole classiche riviste in chiave ironica) la sua opera più nota, The Devil’s Dictionary, nel quale raccolse tutti gli aforismi e le brevi, taglienti considerazioni che aveva iniziato a pubblicare nel 1881 sul Wasp di San Francisco e che diventeranno presto popolarissimi. Nel 1908 decise di raccogliere i suoi scritti nei dodici volumi The Collected Works of Ambrose Bierce. Nel 1914 partì per il Messico, mentre era in corso la ribellione di Pancho Villa (suo conoscente), e morì in circostanze misteriose lo stesso anno.

Tutti i racconti – I racconti dell’orrore

“Rimarrà per sempre uno dei più grandi testimoni, uno dei critici più intransigenti, colui che ha dato la forma definitiva a più di un genere letterario” Clifton Fadiman Per la prima volta editi in una raccolta organica i Racconti di Ambrose Bierce, pioniere letterario dei suoi tempi e grande ispiratore della letteratura moderna. Prima di partire per il Messico, dal quale non avrebbe fatto ritorno, “Bitter” Bierce lasciò dietro di sé la fama di intransigente critico dei suoi tempi e più di novanta racconti, perfetta espressione del suo geniro satirico, riuniti oggi in due volumi – il primo dedicato alle storie dell’orrore, il secondo a quelle di guerra e a quelle fantastiche – da Fanucci Editore per il pubblico italiano. Ambrose Gwynnette Bierce, nato nell’Ohio nel 1842, dopo la guerra di Secessione collaborò con il San Francisco News and Commercial Advertiser, per il quale scrisse articoli dal linguaggio crudo e aggressivo ove attaccava i personaggi pubblici dell’epoca. Trasferitosi a Londra, pubblicò i suoi primi volumi di scritti satirici (Nuggest and Dust e The Fiend’s Delight nel 1872, Cobwebs from an Empty Skull nel 1874), nei quali è possibile cogliere già la netta propensione per il grottesco e l’orrido, elementi che caratterizzeranno la sua intera opera. Tornato negli Stati Uniti nel 1875, fu a lungo direttore dell’Examiner, rinnovando profondamente lo stile giornalistico americano. Nel 1891 pubblicò la raccolta Tales of Soldiers and Civilians (edita qualche anno dopo col titolo In the Midst of Life), guadagnandosi ben presto la fama di scrittore horror. Pubblicò in seguito (senza riunirli organicamente) altri racconti fantastici, versi satirici, Tall Stories, il volume Fantastic Fables (una raccolta di favole classiche riviste in chiave ironica) la sua opera più nota, The Devil’s Dictionary, nel quale raccolse tutti gli aforismi e le brevi, taglienti considerazioni che aveva iniziato a pubblicare nel 1881 sul Wasp di San Francisco e che diventeranno presto popolarssimi. Nel 1908 decise di raccogliere i suoi scritti nei dodici volumi The Collected Works of Ambrose Bierce. Nel 1914 partì per il Messico, mentre era in corso la ribellione di Pancho Villa (suo conoscente), e morì in circostanze misteriose lo stesso anno.

Tutti I Figli Di Dio Danzano

*Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar.*
* * *
Un uomo abbandonato dalla moglie parte per l’isola di Hokkaido, dove deve consegnare un pacco alla sorella di un collega. In una località di mare una ragazza stringe amicizia con un pittore che ha la passione di accendere falò in spiaggia. Un giovane vaga per la città pedinando un uomo a cui manca il lobo dell’orecchio, convinto sia il padre che non ha mai conosciuto. Una donna dopo un difficile divorzio si concede una vacanza a Bangkok e una vecchia le prevede un sogno. Un Ranocchio si introduce a sorpresa nella casa di un impiegato di banca per salvare la città di Tokyo. Tre amici, due giovani studenti e una ragazza. Tutti innamorati. Ma di chi, veramente?
Sullo sfondo di questi sei splendidi racconti ritroviamo ogni volta lo sconvolgente terremoto di Kobe del 1995, un grande trauma collettivo, conservato nella memoria.

Tutta colpa della neve – Abbracci a Capodanno

ABBRACCI A CAPODANNO – VOL. 1. È una notte di bufera e non sembra esserci alcuna occasione di celebrare l’inizio del nuovo anno per Ross e Kathleen, da poco tempo vicini di casa. Invece, pur essendosi appena conosciuti, dovranno affrontare insieme una situazione davvero imprevista e commovente: accudire una neonata abbandonata. I romanzi della serie: 1) Tutta colpa della neve 2) La notte di San Silvestro 3) Anno nuovo… 4) Il cavaliere di Capodanno 5) Brindisi seducente 6) Capodanno con il dottore

Turisti in giallo

Il delitto ama viaggiare. Anzi, da Arthur Conan Doyle e Agatha Christie in poi, il crimine quando si mescola con lo sradicamento del viaggiatore offre pagine gialle di accresciuto mistero, frutta più elaborate costruzioni di intreccio. Le piste sbiadiscono, i moventi diventano più confusi, più ingarbugliati gli enigmi quando vengono da lontano con i turisti. Gli autori di ‘Turisti in giallo’ sono tra gli scrittori che più hanno rinnovato il poliziesco in questi anni. Un successo letterario che trova le sue basi nella personalità umana che resta impressa dei loro investigatori e nell’ambientazione insolita, quasi eccentrica, in cui si muovono. E nel racconto giallo, genere delicato e prezioso da costruire di cui Sellerio ha con questa antologia completato la nona raccolta a tema, questi caratteri risaltano nella loro pienezza. **
### Sinossi
Il delitto ama viaggiare. Anzi, da Arthur Conan Doyle e Agatha Christie in poi, il crimine quando si mescola con lo sradicamento del viaggiatore offre pagine gialle di accresciuto mistero, frutta più elaborate costruzioni di intreccio. Le piste sbiadiscono, i moventi diventano più confusi, più ingarbugliati gli enigmi quando vengono da lontano con i turisti. Gli autori di ‘Turisti in giallo’ sono tra gli scrittori che più hanno rinnovato il poliziesco in questi anni. Un successo letterario che trova le sue basi nella personalità umana che resta impressa dei loro investigatori e nell’ambientazione insolita, quasi eccentrica, in cui si muovono. E nel racconto giallo, genere delicato e prezioso da costruire di cui Sellerio ha con questa antologia completato la nona raccolta a tema, questi caratteri risaltano nella loro pienezza.

Tunnel

Estate 1962: da un anno il Muro divide la città di Berlino, e la sua popolazione, in due. È ormai sempre più difficile per gli abitanti di Berlino Est scappare verso l’Ovest democratico bucando i checkpoint o cercando di scavalcare il Muro: gli “incidenti” alla frontiera contano sempre più morti, che le propagande dell’Est e dell’Ovest si rinfacciano a vicenda. Ma se si assottigliano le possibilità di oltrepassare il confine, si può sempre provare a passarci sotto: diversi gruppi di giovani iniziano a progettare tunnel che dal più sicuro Ovest corrano sotto il Muro e sbuchino a Est, permettendo ad amici, parenti ed emeriti sconosciuti di espatriare. Per portarli a termine occorrono nervi saldi, braccia robuste e, soprattutto, soldi. Entrano così in scena due emittenti televisive americane rivali, la NBC e la CBS, ognuna intenzionata a finanziare la realizzazione di un tunnel, in cambio dell’esclusiva sulle immagini della fuga. Ben presto iniziano le riprese e le manovre degli scavatori, all’ombra minacciosa della Stasi, degli infiltrati e delle microspie. Ma in questo complesso dramma spionistico deve ancora fare la sua comparsa un ultimo, fondamentale attore: John Fitzgerald Kennedy, che in piena guerra fredda non può certo permettere a una televisione americana di foraggiare piani di fuga da Berlino Est. D’altra parte, come ha detto ai suoi collaboratori, «per quanto non sia una soluzione piacevole, quel maledetto Muro è comunque meglio di una guerra». Fra allagamenti ed esplosioni, omicidi e colpi di scena, Greg Mitchell racconta i presupposti, la realizzazione e la sorte dei Tunnel di Berlino, schiacciati tra il tremendo potere della polizia segreta della DDR e i dilemmi di un presidente costretto a censurare i media di fronte alla minaccia di una guerra nucleare. Ma in questo saggio avventuroso e documentato, dove le atmosfere dei romanzi di Le Carré si fondono al respiro di una tragedia sofoclea, a brillare davvero è il potenziale sovversivo del singolo: dall’acclamato ciclista di Berlino Est che si riconverte in passeur all’informatore gay che decide di tradire i suoi compagni; dall’ingegnere-scavatore che avrebbe poi lavorato al canale della Manica fino alla giovane donna che si ostina a scappare con indosso il suo amato vestito da sposa di Dior, strisciando nel fango del sottosuolo verso lo sbocco del tunnel e il sogno di un futuro migliore. «A chi ancora oggi pensa che i muri possano essere una soluzione politica, Tunnel fornisce un duro monito: le barriere non riescono mai davvero a separare le persone, possono soltanto spingerle a cominciare a scavare.» – NICHOLAS KULISH, *The New York Times*. «Mitchell sfrutta la testimonianza di scavatori di tunnel, corrieri e fuggiaschi per dare un volto umano a questa vicenda. Si sente tutto il caldo soffocante dei tunnel, tutta l’angoscia, lo sfinimento e la paura di chi sente i passi delle guardie sulla propria testa.» – HOPE M. HARRISON *The Washington Post* «Una storia vera che sembra uscita da qualche thriller hollywoodiano. Mitchell compone un vero caleidoscopio dell’anno di grazia 1962, evocando la storia di un mondo che sembrava sulle soglie della terza guerra mondiale.» – STUART MILLER, *The Guardian* «È tutto così affascinante. Ed è tutto vero.» – FREDERICK FORSYTH

Tu sei la ragione

Davo è un ragazzo nella media. Ha un buon lavoro, una casa propria e passa i fine settimana al pub. Accetta completamente di essere gay, ma non vuole essere uno di quei gay effeminati. Gli piacciono il football, le altre attività maschili ed evita accuratamente tutto ciò che potrebbe essere considerato femminile, comprese le relazioni che durano più di quindici minuti.
Un giorno, l’amico e idolo gay di Davo non solo trova un fidanzato, ma adotta perfino una bambina. Davo è profondamente sconvolto e corre al pub. È proprio lì che incontra Lee, una ragazza carina dai capelli color ciliegia, con un bel vestitino e un paio di scarpe rosse a punta. Davo ne è affascinato, ma com’è possibile? Lui è gay, no? Poi Lee gli confessa di essere in realtà un ragazzo a cui a volte piace indossare abiti da donna. Stravolto da quell’attrazione così bizzarra per lui e le sue idee, Davo inizia un lungo cammino che lo porterà ad accettare se stesso senza dare importanza a ciò che pensano gli altri. **
### Sinossi
Davo è un ragazzo nella media. Ha un buon lavoro, una casa propria e passa i fine settimana al pub. Accetta completamente di essere gay, ma non vuole essere uno di quei gay effeminati. Gli piacciono il football, le altre attività maschili ed evita accuratamente tutto ciò che potrebbe essere considerato femminile, comprese le relazioni che durano più di quindici minuti.
Un giorno, l’amico e idolo gay di Davo non solo trova un fidanzato, ma adotta perfino una bambina. Davo è profondamente sconvolto e corre al pub. È proprio lì che incontra Lee, una ragazza carina dai capelli color ciliegia, con un bel vestitino e un paio di scarpe rosse a punta. Davo ne è affascinato, ma com’è possibile? Lui è gay, no? Poi Lee gli confessa di essere in realtà un ragazzo a cui a volte piace indossare abiti da donna. Stravolto da quell’attrazione così bizzarra per lui e le sue idee, Davo inizia un lungo cammino che lo porterà ad accettare se stesso senza dare importanza a ciò che pensano gli altri.

La Trilogia Steampunk: Vittoria

Uno dei libri cardine del più affascinante tra i generi letterari. «La trilogia Steampunk di Paul Di Filippo è l’equivalente letterario dei collage di Max Ernst: sinistri, inquietanti, spassosi.» William GibsonTra i tanti sottogeneri del fantastico, della fantascienza e del fantasy, lo Steampunk è uno dei più affascinanti, con i suoi scenari vittoriani, con le sue straordinarie tecnologie senza elettronica ed elettricità ma basate su ingranaggi e motori a vapore.Tra i pionieri del genere, che annoverano nomi come Tim Powers, William Gibson, Bruce Sterling e Alan Moore con la sua Lega degli Uomini Straordinari, un posto particolare spetta a Paul Di Filippo, primo a usare il termine Steampunk in un titolo proprio con il presente libro.La Trilogia raccoglie tre romanzi brevi ambientati nel diciannovesimo secolo, in una girandola di avventure narrate con l’arguzia e il consueto filo di ironia che caratterizza Paul Di Filippo.Nel primo volume: VITTORIA, la storia alternativa della più famosa regina d’Inghilterra. Cos’è accaduto alla regina d’Inghilterra? È realmente lei la creatura dagli strani appetiti che da qualche tempo siede sul trono dell’Impero Britannico?

La tribù di Moro Seduto

Eccoli, i veri indiani metropolitani: esperti come nessun altro in segnali di fumo e fumosità di linguaggio, padroni in pianta stabile dei pascoli più pingui, navigatori acrobatici delle rapide più impetuose. Sono gli uomini della Tribù di Moro Seduto. Co

Il Triangolo Vizioso

Uno sguardo originale e nuovo sulle dinamiche di potere che tengono sotto scacco il Medio Oriente. «Io affermo che in Medio Oriente esistono molteplici sistemi di violenza che vivono in una relazione simbiotica: ognuno fa affidamento sugli altri per sostenersi. I tentativi di rompere questa relazione investendo in una di queste componenti non fanno che dare energia all’intera struttura oppressiva di potere: si tratta del ‘triangolo vizioso’ che dà il titolo al libro». Iyad el-Baghdadi, uno degli intellettuali arabi più importanti dell’ultima generazione, attivista di riferimento della stagione delle primavere arabe e oggi rifugiato politico in Norvegia, in queste pagine illumina con uno sguardo nuovo le dinamiche di potere che tengono sotto scacco il Medio Oriente. Proponendo soluzioni concrete per uscire dall’impasse. Questo libro è stato scritto insieme ad Ahmed Gatnash e curato da Lorenzo Declich.