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Gli Eretici Di Dune

QUINTO VOLUME DI IL CICLO DI DUNENella Rocca del pianeta Gammu, il dodicesimo ghola di Duncan Idaho è osservato attentamente dalle Reverende Madri Schwangyu e Lucilla. Il Bene Gesserit ha dei progetti per lui, e ha richiamato in servizio il Maestro d’Armi Miles Teg per il suo addestramento. Tuttavia, i piani del Bene Gesserit rischiano di essere sconvolti da una nuova minaccia: le Matres Onorate, in contrasto con le Reverende Madri, sono tornate dalla Dispersione e, grazie ai loro poteri straordinari, stanno soggiogando i popoli al proprio volere. Intanto, su Rakis, l’ordine dei Sacerdoti deve confrontarsi con il dono di Sheeana, una precoce ragazzina in grado di comandare i grossi vermi della sabbia, creature che portano in sé frammenti di consapevolezza dell’Imperatore-Dio Leto II, ancora influente sebbene scomparso ormai da millenni. Tra disegni oscuri e intrighi per la conquista del potere, in questo quinto capitolo della saga, Dune rischia di cadere in mani pericolose, e nel suo destino si scorge l’ombra di un nuovo cambiamento.

L’Enigmatico Lord Farington

Londra/Parigi, 1819 – Per mantenere se stessa e il figlioletto John, Sarah Russell si fa assumere come governante presso la ricca dimora del misterioso Lord Joshua Faringdon. La reputazione del nobiluomo non è certo immacolata: circolano, infatti, non poche chiacchiere sui suoi trascorsi di libertino a Parigi. Ma quando Lord Joshua la coglie di sorpresa con un’inaspettata proposta di matrimonio, lei decide d’ignorare i pettegolezzi e di sposare l’uomo di cui è già follemente innamorata. Molte ombre tuttavia aleggiano sul passato dell’affascinante gentiluomo, prima fra tutte il suo precedente matrimonio con una nobile francese, sulla cui morte iniziano presto a diffondersi voci inquietanti.

Documenti, prego

È notte. Su un’autostrada del Nord Italia industriale corre una macchina con a bordo tre funzionari di una ditta commerciale. Tornano a casa da un viaggio di lavoro, sono stanchi, nulla di strano che decidano di fermarsi in un autogrill per bere un caffè e comprare le sigarette; una breve sosta prima dell’ultimo sforzo. Ma in quella stazione di servizio, sotto gli occhi indifferenti dei camionisti assonnati e delle ragazze del bar, il destino aspetta uno di loro. Una leggerezza e una banale dimenticanza lo faranno precipitare nelle maglie di un meccanismo giudiziario impeccabile nella forma, efficiente nei metodi, implacabile nelle conseguenze. Il baffetto lasciò trascorrere qualche secondo. Si passò una mano sul mento, chiuse e riaprí gli occhi. Io ammisi che non era un comportamento corretto parcheggiare in quello spazio, ma vista l’ora, vista l’enorme disponibilità di posti, non ci avevamo fatto caso e comunque, conclusi, ce ne saremmo andati subito. Il baffetto accennò di aver capito, sembrò accettare la mia spiegazione.
\- Documenti, prego, – disse invece.

Devotion

*“Rimaneva immobile, saettando con gli occhi dall’uno all’altro mentre la accerchiavano e la avvicinavano. Il letto sprofondò sotto il loro peso, il respiro di Amber accelerò, i capezzoli si indurirono e le gambe cedettero alle voglie inespresse, schiudendosi in un invito. Adam a destra e Ethan a sinistra. Li aveva entrambi vicini, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.”* C’era stato un tempo in cui tutto il mondo si riduceva a loro tre, i migliori amici mai esistiti sulla faccia della terra: Adam il ribelle, Ethan il generoso e Amber, la ragazza di cui entrambi si erano innamorati. Poi il destino aveva mescolato le carte, le strade si erano divise e Adam era rimasto escluso da tutto, dall’amicizia, dall’amore, dalla famiglia. Ora Adam sta tornando, per riprendersi quello che sente appartenergli di diritto. Ha reinventato la sua vita, è andato avanti grazie alla rabbia e all’ostinazione, partendo di nuovo dal nulla. È un uomo che non crede più in niente, che ha come unico punto fermo la passione mai sopita per quella ragazza dai capelli di fuoco. Ma il “ribelle” ha fatto i conti senza il suo vecchio amico, senza la donna in cui Amber si è trasformata e persino senza se stesso. **
### Sinossi
*“Rimaneva immobile, saettando con gli occhi dall’uno all’altro mentre la accerchiavano e la avvicinavano. Il letto sprofondò sotto il loro peso, il respiro di Amber accelerò, i capezzoli si indurirono e le gambe cedettero alle voglie inespresse, schiudendosi in un invito. Adam a destra e Ethan a sinistra. Li aveva entrambi vicini, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio.”* C’era stato un tempo in cui tutto il mondo si riduceva a loro tre, i migliori amici mai esistiti sulla faccia della terra: Adam il ribelle, Ethan il generoso e Amber, la ragazza di cui entrambi si erano innamorati. Poi il destino aveva mescolato le carte, le strade si erano divise e Adam era rimasto escluso da tutto, dall’amicizia, dall’amore, dalla famiglia. Ora Adam sta tornando, per riprendersi quello che sente appartenergli di diritto. Ha reinventato la sua vita, è andato avanti grazie alla rabbia e all’ostinazione, partendo di nuovo dal nulla. È un uomo che non crede più in niente, che ha come unico punto fermo la passione mai sopita per quella ragazza dai capelli di fuoco. Ma il “ribelle” ha fatto i conti senza il suo vecchio amico, senza la donna in cui Amber si è trasformata e persino senza se stesso.

I Demoni Di Salvini

**“È arrivato il momento che il complotto venga smascherato.”**

“Salvini ha operato come agente d’influenza
al servizio di un governo straniero,
quello di Vladimir Putin,
il più antidemocratico e aggressivo leader
della storia europea contemporanea.”
**Claudio Gatti**

“Sono stati buttati nel vento tanti semi.
Alcuni sono caduti sulle pietre e sono seccati lì.
Altri hanno trovato terreno fertile e hanno germogliato.”
**Maurizio Murelli, neofascista condannato**
**a 17 anni per aver fornito la bomba**
**che uccise un agente di polizia,**
**Milano 1973**

“Guardarsi da un fenomeno storico che si vuole evitare
senza capirne la capacità di mutazione, è come vaccinarsi
contro l’influenza dell’anno precedente.”
**Primo infiltrato postnazista nella Lega**

Chiedersi se Matteo Salvini sia fascista non è solo un esercizio inutile, è un grave errore. Perché vuol dire cercare quello che non c’è.
Il fascismo è finito con Mussolini. Quella che non si è mai spenta è la fiamma culturale e ideologica che lo ha alimentato.
Grazie allo straordinario racconto di una gola profonda e ad altre testimonianze esclusive, l’autore rivela l’identità e la storia dei principali protagonisti di una macchinazione senza precedenti. A condurla è stato un manipolo di persone che, dopo aver metabolizzato fascismo e nazismo, con una strategia classificabile come postnazista ha saputo trarre vantaggio da debolezze e difetti della democrazia liberale per egemonizzare il dibattito culturale e prendere il controllo di quello politico.
Quella qui raccontata è la più sorprendente operazione di infiltrazione politica della storia della Repubblica italiana. Un progetto di restaurazione del vecchio pensiero reazionario a vocazione autoritaria e plebiscitaria, dissimulato però come una formula nuova che supera i vecchi schemi politici attraverso un veicolo diverso da tutti gli altri: la Lega Nord.
Matteo Salvini oggi, come Umberto Bossi ieri, non ha sposato il pensiero postnazista.
Ha fatto di peggio: l’ha cinicamente usato per emergere e rimanere al centro dell’attenzione nazionale.

Cracking

Celeste Vanni ha lavorato per una vita, quasi una vita, al Petrolchimico di Porto Marghera, e lì nello spettacolare scenario di una delle più grandi industrie del mondo, produttrice di ricchezza e di morte, tra rovine spettrali e reparti in metamorfosi, tra i quali il *cracking* in cui si spaccano le molecole, solo e isolato continua a vivere, a contare i morti, a raccontare storie di lotta e malavita, e a lasciarsi visitare da infiammati pensieri di giustizia. Gli è accanto, quasi figura di nebbia, la moglie Rosi, che, attraverso il filtro del tempo, gli appare indomita e dolcissima, a rammentare, senza nostalgia, quando esisteva una forte classe operaia, esistevano parole d’ordine fiere e condivise, ed esisteva anche il monte Civetta a promettere il conforto di fughe in altezza. E anche ora, mentre la fabbrica giace, *smoke on the water* , davanti alla laguna, Celeste pensa a un gesto che ha a che fare con l’altezza. Lui e la ciminiera incisa come un allarme nel cielo della notte: si arma di zaino, di corde, e sale, sale, sale, fin dove si può vedere in lontananza la cima pallida e rocciosa. Che cosa ha in mente? Che cosa ha da opporre al silenzio, alla rassegnazione, al vuoto? Cosa può fare un uomo solo? Mentre l’alba si avvicina, lungo la parabola della notte, torna la vita vissuta, tornano le promesse fatte, e, tornito nel buio, prende forma un gesto di rivolta, perché là sotto, da Venezia all’Europa, nella distesa del tempo bisogna decidere: se la Storia è davvero finita o è appena cominciata. **
### Sinossi
Celeste Vanni ha lavorato per una vita, quasi una vita, al Petrolchimico di Porto Marghera, e lì nello spettacolare scenario di una delle più grandi industrie del mondo, produttrice di ricchezza e di morte, tra rovine spettrali e reparti in metamorfosi, tra i quali il *cracking* in cui si spaccano le molecole, solo e isolato continua a vivere, a contare i morti, a raccontare storie di lotta e malavita, e a lasciarsi visitare da infiammati pensieri di giustizia. Gli è accanto, quasi figura di nebbia, la moglie Rosi, che, attraverso il filtro del tempo, gli appare indomita e dolcissima, a rammentare, senza nostalgia, quando esisteva una forte classe operaia, esistevano parole d’ordine fiere e condivise, ed esisteva anche il monte Civetta a promettere il conforto di fughe in altezza. E anche ora, mentre la fabbrica giace, *smoke on the water* , davanti alla laguna, Celeste pensa a un gesto che ha a che fare con l’altezza. Lui e la ciminiera incisa come un allarme nel cielo della notte: si arma di zaino, di corde, e sale, sale, sale, fin dove si può vedere in lontananza la cima pallida e rocciosa. Che cosa ha in mente? Che cosa ha da opporre al silenzio, alla rassegnazione, al vuoto? Cosa può fare un uomo solo? Mentre l’alba si avvicina, lungo la parabola della notte, torna la vita vissuta, tornano le promesse fatte, e, tornito nel buio, prende forma un gesto di rivolta, perché là sotto, da Venezia all’Europa, nella distesa del tempo bisogna decidere: se la Storia è davvero finita o è appena cominciata.

Controvento: Storie e viaggi che cambiano la vita

Dai colori dell’India ai segreti del Monte Athos. Dalla sterminata cordigliera dell’America Latina agli ipnotici silenzi della Siberia. Dalle dolci sinuosità della Moldava fino al Pacifico e oltre. Dalle antiche vie che costeggiano il mare alle strade che uniscono le grandi città. Il viaggio in auto di Oscar Niemeyer lungo oltre mille e duecento chilometri da Rio de Janeiro fino a Brasilia per dare vita a una città mai esistita prima. Il cammino a piedi di Vincent Van Gogh tra il Belgio e la Francia nell’inverno in cui finí per capire cosa gli serviva davvero per diventare pittore. La soglia inattesa con cui è costretta a misurarsi Frida Kahlo. La fuga di Joni Mitchell dalle battaglie meschine della fine di un amore. La corsa insonne di Keith Jarrett verso Colonia. *Controvento* racconta le storie di chi, attraversando un ponte, mettendosi su una strada, salendo su un autobus o un treno, ha trovato in un giorno, in un istante, il modo di cambiare e trasformarsi. I viaggi hanno segnato la vita di molti e di molti altri la segneranno nel tempo che verrà: perché l’altro e l’altrove hanno sempre in serbo qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto, che lenirà il nostro dolore e ci schiuderà il passaggio verso la strada poco battuta. **

Il comandante del Far Traveler

LE VIE DELLA FRONTIERA (Urania 499) NUOVE VIE DELLA FRONTIERA (Urania 527) DOVE SPARIVANO LE NAVI (Urania 612) APPUNTAMENTO SU UN MONDO PERDUTO (Urania 619) I COLONI Dl MORROW (Urania 637) Sono queste le prime cinque grandi tappe della carriera di narratore di A. Bertram Chandier. Cinque romanzi che segnano altrettante date nella storia della FS spaziale e d’avventura. Oggi Bertram Chandier ritorna con una nuova astronave, il Far Traveler, e il suo vecchio, leggendario protagonista: il Comandante John Grimes, del Corpo di Sorveglianza Spaziale

La Citta’ Immortale

Un misterioso e inquietante motore abbandonato su una collina, un’organizzazione segreta di idealisti che vogliono risparmiare ai pianeti il caos della follia umana, un esercito di amazzoni invincibili, una colonia lunare tiranneggiata dall’astuzia e dalla forza bruta di un uomo di Neanderthal intelligente, un condotto temporale che ha riunito centinaia di uomini delle epoche più disparate, una belva scaturita dagli abissi della preistoria, un superuomo dotato di enormi poteri ancora allo stato latente: questi sono gli ingredienti di uno dei più classici romanzi prodotti dall’inesauribile immaginazione del grande Van Vogt.

Celebrity

Giuseppe “Pino” Scannadinari ha 24 anni, non ha studiato, lavora come barista nel bar del paese e vive ancora con i genitori. Fragile, timido, impacciato, Pino si sente ignorato da tutti, soprattutto dalle donne. La sua è una vita come tante, banale e monotona, finché un giorno partecipa a un popolare quiz televisivo, e aspetta con impazienza che la puntata vada in onda per godersi i suoi quindici minuti di celebrità. Ma la vita reale si rivela ben diversa da quella televisiva, con le sue scorciatoie verso il successo, e la vicenda prende una strada del tutto inattesa, che porterà Pino a una svolta imprevista, forse in grado di garantirgli la notorietà che ha sempre sognato. **
### Sinossi
Giuseppe “Pino” Scannadinari ha 24 anni, non ha studiato, lavora come barista nel bar del paese e vive ancora con i genitori. Fragile, timido, impacciato, Pino si sente ignorato da tutti, soprattutto dalle donne. La sua è una vita come tante, banale e monotona, finché un giorno partecipa a un popolare quiz televisivo, e aspetta con impazienza che la puntata vada in onda per godersi i suoi quindici minuti di celebrità. Ma la vita reale si rivela ben diversa da quella televisiva, con le sue scorciatoie verso il successo, e la vicenda prende una strada del tutto inattesa, che porterà Pino a una svolta imprevista, forse in grado di garantirgli la notorietà che ha sempre sognato.

La Casa Di Araucaíma

«Di tutti gli azzardi letterari,» disse una notte Gabriel García Márquez al suo amico Mutis «l’unico davvero irrealizzabile mi sembra quello di scrivere una storia gotica ambientata ai Caraibi». Per tutta risposta Mutis scommise il contrario. Oggi i lettori della “Casa di Araucaíma” possono giudicare l’esito di una simile sfida – e per molti non ci sono dubbi: si tratta di uno dei vertici nell’opera dello scrittore, un racconto magistrale scritto per scommessa. Ma anche negli altri racconti che compongono questo volume Mutis sembra voler condurre all’estremo la propria laconica, struggente idea del narrare. In apparenza si riserva il distacco del testimone oculare, di chi riporta la nuda concatenazione dei fatti esponendoli secondo differenti versioni e limitando il proprio intervento a rarissime e scarne modulazioni. Ma in tal modo riprende a tracciare, stavolta per schizzi e frammenti, la mappa di un paesaggio letterario che spesso fa pensare a una sorta di territorio carsico, dove figure e sfondi logorati dall’uso vengono inghiottiti per poi riemergere all’improvviso – come per la prima volta. “La casa di Araucaíma” è apparso nel 1978.

Brucia strega, brucia

\- Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Long Stories SF, I Classici –
A. Merritt è noto per i suoi romanzi di avventura fantascientifica ambientati in regni dimenticati, dove sopravvivono razze antichissime dotate di conoscenze scientifiche superiori alle nostre Tuttavia Merritt è anche uno dei più importanti precursori di quel tipo di romanzi che, come Rosemary’s Baby o L’esorcista, presentano in un ambiente cittadino contemporaneo gli antichi temi del soprannaturale. “Brucia strega, brucia” tratta il classico problema di tutti i romanzi di fantascienza esoterica: la magia, la telepatia, l’ipnosi, sono soltanto delle immaginazioni con cui travestiamo la realtà, oppure fanno parte di una scienza “diversa”, sconosciuta all’uomo comune ma accessibile agli iniziati? E gli episodi descritti nel romanzo sono esclusivamente frutto di un’autosuggestione, oppure circolano tra noi degli individui che sanno attingere alle riserve di potere della mente umana? Tutto inizia quando, nel letto d’ospedale, un uomo muore di una morte incomprensibile, con gli occhi sbarrati su una visione sconosciuta. Non presenta alcuna traccia di malattia o di disfunzione, nessun segno di punture o ferite: nulla. Tranne una strana alterazione dei globuli rossi. Un medico che ha una rispettabilità da salvaguardare; la morte di una giovane infermiera; un pezzo grosso della malavita e il suo “gorilla”; riusciranno questi personaggi a sconfiggere il pericolo delle bambole “troppo vive” di Madame Mandilip?
Copertina originale di Virgil Finlay
L’autore, Abraham Merritt, nato a Beverly in New Jersey nel 1884, si trasferì a Filadelfia nel 1894. Abbandonò il praticantato come avvocato per dedicarsi al giornalismo, prima come corrispondente e in seguito come direttore. Dal 1912 al 1937 è stato vice-direttore del The American Weekly, per poi diventarne direttore dal 1938 fino alla sua morte.
La sua produzione letteraria fu poco più che un’attività di svago, e ciò spiega il numero basso di sue pubblicazioni. Merritt era uno dei giornalisti più pagati della sua epoca, basti pensare che nel 1919 guadagnava $25.000 all’anno, fino ad arrivare ai $100.000 all’anno sul finire della carriera. Il suo successo economico gli consentì di viaggiare molto, specialmente in Giamaica ed Ecuador, luoghi in cui possedeva delle abitazioni e dove poteva dedicarsi alla coltivazione di piante esotiche, tra cui orchidee e marjuana.
Merritt si sposò due volte: la prima nel 1910 con Eleanore Ratcliffe, insieme alla quale adottò una bambina, la seconda nel 1930 con Eleanor H. Johnson. Nella sua casa di Hollis Park Gardens a Long Island accumulò collezioni di armi, sculture e maschere primitive raccolte durante i suoi viaggi. Inoltre, la sua personale biblioteca di libri dedicati all’occulto contava oltre 5000 volumi.
Morì a causa di un attacco di cuore nel 1943 a Indian Rocks Beach (Florida), dove era solito trascorrere il periodo invernale.
Gli scritti di Merritt erano fortemente influenzati dall’opera di H. Rider Haggard e Gertrude Barrows Bennett (che scriveva dietro lo pseudonimo di Francis Stevens). I racconti di Merritt avevano al centro i temi tipici dei pulp magazine dell’epoca: civiltà perdute, mostruose creature e via discorrendo. I suoi eroi erano sempre valorosi guerrieri irlandesi o scandinavi, i cattivi di turno provenivano spesso dalla Germania e dalla Russia (in accordo con la politica estera americana di quei tempi), mentre i personaggi femminili erano verginali e scarsamente vestiti. Ciò che ha reso Merritt diverso dagli altri autori pulp è stata la sua prosa ricca e la ricerca ossessiva del dettaglio.
Nel 1917 pubblicò il suo primo racconto fantasy, intitolato Through the Dragon Glass. Inoltre contribuì alla stesura del racconto Sfida dall’ignoto (1935) insieme a Howard Phillips Lovecraft, Robert E. Howard, C. L. Moore e Frank Belknap Long. **
### Sinossi
\- Edizioni Scudo (http://innovari.wix.com/edizioniscudo) – Long Stories SF, I Classici –
A. Merritt è noto per i suoi romanzi di avventura fantascientifica ambientati in regni dimenticati, dove sopravvivono razze antichissime dotate di conoscenze scientifiche superiori alle nostre Tuttavia Merritt è anche uno dei più importanti precursori di quel tipo di romanzi che, come Rosemary’s Baby o L’esorcista, presentano in un ambiente cittadino contemporaneo gli antichi temi del soprannaturale. “Brucia strega, brucia” tratta il classico problema di tutti i romanzi di fantascienza esoterica: la magia, la telepatia, l’ipnosi, sono soltanto delle immaginazioni con cui travestiamo la realtà, oppure fanno parte di una scienza “diversa”, sconosciuta all’uomo comune ma accessibile agli iniziati? E gli episodi descritti nel romanzo sono esclusivamente frutto di un’autosuggestione, oppure circolano tra noi degli individui che sanno attingere alle riserve di potere della mente umana? Tutto inizia quando, nel letto d’ospedale, un uomo muore di una morte incomprensibile, con gli occhi sbarrati su una visione sconosciuta. Non presenta alcuna traccia di malattia o di disfunzione, nessun segno di punture o ferite: nulla. Tranne una strana alterazione dei globuli rossi. Un medico che ha una rispettabilità da salvaguardare; la morte di una giovane infermiera; un pezzo grosso della malavita e il suo “gorilla”; riusciranno questi personaggi a sconfiggere il pericolo delle bambole “troppo vive” di Madame Mandilip?
Copertina originale di Virgil Finlay
L’autore, Abraham Merritt, nato a Beverly in New Jersey nel 1884, si trasferì a Filadelfia nel 1894. Abbandonò il praticantato come avvocato per dedicarsi al giornalismo, prima come corrispondente e in seguito come direttore. Dal 1912 al 1937 è stato vice-direttore del The American Weekly, per poi diventarne direttore dal 1938 fino alla sua morte.
La sua produzione letteraria fu poco più che un’attività di svago, e ciò spiega il numero basso di sue pubblicazioni. Merritt era uno dei giornalisti più pagati della sua epoca, basti pensare che nel 1919 guadagnava $25.000 all’anno, fino ad arrivare ai $100.000 all’anno sul finire della carriera. Il suo successo economico gli consentì di viaggiare molto, specialmente in Giamaica ed Ecuador, luoghi in cui possedeva delle abitazioni e dove poteva dedicarsi alla coltivazione di piante esotiche, tra cui orchidee e marjuana.
Merritt si sposò due volte: la prima nel 1910 con Eleanore Ratcliffe, insieme alla quale adottò una bambina, la seconda nel 1930 con Eleanor H. Johnson. Nella sua casa di Hollis Park Gardens a Long Island accumulò collezioni di armi, sculture e maschere primitive raccolte durante i suoi viaggi. Inoltre, la sua personale biblioteca di libri dedicati all’occulto contava oltre 5000 volumi.
Morì a causa di un attacco di cuore nel 1943 a Indian Rocks Beach (Florida), dove era solito trascorrere il periodo invernale.
Gli scritti di Merritt erano fortemente influenzati dall’opera di H. Rider Haggard e Gertrude Barrows Bennett (che scriveva dietro lo pseudonimo di Francis Stevens). I racconti di Merritt avevano al centro i temi tipici dei pulp magazine dell’epoca: civiltà perdute, mostruose creature e via discorrendo. I suoi eroi erano sempre valorosi guerrieri irlandesi o scandinavi, i cattivi di turno provenivano spesso dalla Germania e dalla Russia (in accordo con la politica estera americana di quei tempi), mentre i personaggi femminili erano verginali e scarsamente vestiti. Ciò che ha reso Merritt diverso dagli altri autori pulp è stata la sua prosa ricca e la ricerca ossessiva del dettaglio.
Nel 1917 pubblicò il suo primo racconto fantasy, intitolato Through the Dragon Glass. Inoltre contribuì alla stesura del racconto Sfida dall’ignoto (1935) insieme a Howard Phillips Lovecraft, Robert E. Howard, C. L. Moore e Frank Belknap Long.

La bomba di Maradona

Napoli, 24 marzo 2008.
Una bomba fa saltare in aria l’auto del giudice Picone, magistrato integerrimo da sempre in guerra con la malavita organizzata. Nell’attentato il giudice muore sul colpo, mentre la moglie Rosa, incinta all’ottavo mese, perde la vita dopo avere dato alla luce il figlio Andrea. Del duplice omicidio viene immediatamente accusato il boss Cardella, uno dei capi della Camorra, che non ha mai nascosto il suo disprezzo nei confronti di Picone.
Napoli, oggi.
A dieci anni da quel tragico evento, Gualtiero Maggio, regista sessantenne che non ha più molto da chiedere a una carriera in cui l’ambizione ha lasciato il posto a una quieta disillusione, viene incaricato dai vertici della tv di Stato di realizzare una fiction sulla vicenda. Dopo avere composto la sua “squadra” di sceneggiatori ¬–¬ il vecchio amico giornalista Cosimo, napoletano doc e idealista vecchia maniera, e la giovane stagista Grazia, carica dell’energia curiosa che solo i ventenni sanno ancora avere – Gualtiero capisce presto che alcuni aspetti della vicenda sono ancora poco chiari.
Perché mai, ad esempio, Cardella aveva preparato un piano B per uccidere Picone? Un altro attentato era stato già sventato quella stessa mattina, poche ore prima del secondo, e non era certo prevedibile che andasse in fumo. E come mai la moglie Rosa, a un istante dallo scoppio, aveva cercato disperatamente di aprire la portiera? Chi poteva avere messo la bomba all’interno di una valigetta da cui il giudice non si separava mai e a cui nessuno, neanche Rosa, aveva mai avuto accesso? Chi è davvero Antonio Reale, amico e collega di Picone e padre adottivo di Andrea?
A complicare la realizzazione del film, l’arrivo, a sorpresa, di Gloria, vecchio grande amore del regista, giunta a Napoli per interpretare il ruolo di Rosa.
In balìa di questi sentimenti contrastanti, Gualtiero dovrà scavare negli animi di tutti i protagonisti di quel giorno maledetto, rivelandone forze e debolezze, segreti e speranze. Ma quello di Gualtiero è anche un viaggio verso il suo di passato, verso una verità nascosta e a lungo ignorata, attraverso una Napoli ambigua e affascinante come coloro che la abitano, fino all’esplosivo doppio colpo di scena finale.
Perché, come nelle migliori commedie dell’arte, nulla è come sembra.
Perché, come nei migliori thriller, nessuno è colui che dice di essere.
Scritto con sorprendente precisione, pieno di quella malinconica ironia che ha reso celebre l’autore, La bomba di Maradona è un giallo atipico, appassionante e moderno, nel quale l’umanità dei personaggi rende difficile dividere in maniera netta il Bene dal Male. **
### Sinossi
Napoli, 24 marzo 2008.
Una bomba fa saltare in aria l’auto del giudice Picone, magistrato integerrimo da sempre in guerra con la malavita organizzata. Nell’attentato il giudice muore sul colpo, mentre la moglie Rosa, incinta all’ottavo mese, perde la vita dopo avere dato alla luce il figlio Andrea. Del duplice omicidio viene immediatamente accusato il boss Cardella, uno dei capi della Camorra, che non ha mai nascosto il suo disprezzo nei confronti di Picone.
Napoli, oggi.
A dieci anni da quel tragico evento, Gualtiero Maggio, regista sessantenne che non ha più molto da chiedere a una carriera in cui l’ambizione ha lasciato il posto a una quieta disillusione, viene incaricato dai vertici della tv di Stato di realizzare una fiction sulla vicenda. Dopo avere composto la sua “squadra” di sceneggiatori ¬–¬ il vecchio amico giornalista Cosimo, napoletano doc e idealista vecchia maniera, e la giovane stagista Grazia, carica dell’energia curiosa che solo i ventenni sanno ancora avere – Gualtiero capisce presto che alcuni aspetti della vicenda sono ancora poco chiari.
Perché mai, ad esempio, Cardella aveva preparato un piano B per uccidere Picone? Un altro attentato era stato già sventato quella stessa mattina, poche ore prima del secondo, e non era certo prevedibile che andasse in fumo. E come mai la moglie Rosa, a un istante dallo scoppio, aveva cercato disperatamente di aprire la portiera? Chi poteva avere messo la bomba all’interno di una valigetta da cui il giudice non si separava mai e a cui nessuno, neanche Rosa, aveva mai avuto accesso? Chi è davvero Antonio Reale, amico e collega di Picone e padre adottivo di Andrea?
A complicare la realizzazione del film, l’arrivo, a sorpresa, di Gloria, vecchio grande amore del regista, giunta a Napoli per interpretare il ruolo di Rosa.
In balìa di questi sentimenti contrastanti, Gualtiero dovrà scavare negli animi di tutti i protagonisti di quel giorno maledetto, rivelandone forze e debolezze, segreti e speranze. Ma quello di Gualtiero è anche un viaggio verso il suo di passato, verso una verità nascosta e a lungo ignorata, attraverso una Napoli ambigua e affascinante come coloro che la abitano, fino all’esplosivo doppio colpo di scena finale.
Perché, come nelle migliori commedie dell’arte, nulla è come sembra.
Perché, come nei migliori thriller, nessuno è colui che dice di essere.
Scritto con sorprendente precisione, pieno di quella malinconica ironia che ha reso celebre l’autore, La bomba di Maradona è un giallo atipico, appassionante e moderno, nel quale l’umanità dei personaggi rende difficile dividere in maniera netta il Bene dal Male.

Blue Moon

Quando Ever scopre di avere delle nuove capacità straordinarie, il suo obiettivo fondamentale diventa quello di imparare a conoscerle e gestirle. Intenzionata a mettercela tutta, intraprende il viaggio nel regno tenebroso e seducente degli Immortali guidata dal fidanzato Damen, che la introduce all’esplorazione dell’ignoto. Ma mentre i poteri della ragazza si accrescono eccezionalmente, al giovane sta capitando qualcosa di oscuro che si manifesta sotto forma di una misteriosa malattia, in seguito alla quale i suoi poteri cominciano piano piano a scomparire. L’ignota minaccia incombe su Damen sempre più malignamente mettendo a repentaglio la sua memoria, la sua identità e addirittura la sua stessa vita. Decisa a salvarlo a ogni costo, Ever si addentra nella mistica dimensione di Summerland, dove tra inaspettate rivelazioni e terrificanti ombre che si annidano nel passato di Damen, scopre un antichissimo testo in cui vengono rivelate le formule del funzionamento del tempo. Il conto alla rovescia inizia con l’avvicinamento della luna blu: è giunto per Ever il momento di scegliere tra la possibilità di riportare indietro l’orologio e sottrarre all’incidente mortale la sua famiglia, oppure restare nel presente e mettere in salvo Damen, che ogni giorno diventa sempre più debole…

Le Belle Arti E I Selvaggi

In Italia, il patrimonio viene per lo più riferito dalla critica alla celebrazione e al culto dell’identità. Le prime misure di protezione, cioè, stimolate dalla ricchezza del passato, scaturirebbero dall’orgoglio civico per le vestigia della tradizione classica. In questo libro l’autore propone una lettura inedita dei documenti e ribalta la tesi. Se fino al XV secolo vennero salvaguardati beni in cui si manifestava il divino, la storia moderna dell’arte e della tutela sarebbero nate dall’incontro con l’altro. Quando Keplero annunciò le sue scoperte sulle rotte del cielo, in effetti, si comparò a Cristoforo Colombo e a Magellano. Francis Bacon, per significare l’ampiezza della sua riforma, fece incidere sul frontespizio dell’Instauratio Magna l’immagine di una caravella in procinto di doppiare le Colonne d’Ercole, rappresentate da due fusti all’antica, estremo saluto all’unitarietà dell’estetica classica. L’apertura su un universo sconosciuto che insidiava i principi di quello noto prese spesso a prestito il viaggio verso le Americhe ma, come ha scritto Jacob Burckhardt, «il vero scopritore non è colui che sbarca per caso su una terra sconosciuta, ma colui che, dopo averla cercata, la trova». Gli esploratori che per primi avvistarono le terre del nuovo continente compirono così una mutazione antropologica in corso da qualche secolo,provocando l’apparizione progressiva delle scienze dell’uomo, la nascita della moderna storia dell’arte e delle prime forme di protezione patrimoniale.