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Popolo, Potere E Profitti

Il consolidamento del potere del mercato specie nella finanza e nell’industria tecnologica ha portato a un’esplosione della disuguaglianza. La situazione è drammatica: poche *corporations* dominano interi settori dell’economia, facendo impennare la disuguaglianza e rallentando la crescita. La finanza ha scritto da sola le proprie regole; le compagnie high-tech hanno accumulato dati personali senza controllo e il governo americano ha negoziato accordi commerciali che non rappresentano gli interessi dei lavoratori. Troppe persone si sono arricchite sfruttando gli altri invece che creando ricchezza. Le vere fonti della ricchezza e della crescita, per Stiglitz, sono gli standard di vita, basati su apprendimento, progresso della scienza e tecnologia e le regole del diritto. Gli attacchi al sistema giudiziario, universitario e delle comunicazioni danneggiano le medesime istituzioni che da sempre fondano il potere economico e la democrazia. Tuttavia, per quanto ci si possa sentire indifesi oggi, non siamo, tutti noi, senza potere. In effetti, le soluzioni economiche sono spesso chiare. Dobbiamo sfruttare i benefici del mercato ma nello stesso tempo domare i suoi eccessi, assicurandoci che lavorino per noi cittadini – e non contro di noi. Se un numero sufficiente di persone sosterrà l’agenda per il cambiamento delineata in questo libro, può non essere troppo tardi per creare un capitalismo progressista che realizzi una prosperità condivisa.

Poemetti della sera

Quella di Aldo Nove è ancora una volta una poesia «massimalista» che affronta i temi della vita e della morte, e della generazione: i rapporti e gli affetti familiari, da cui sempre si parte, si sciolgono nelle ere geologiche e nelle «onde senza fine da cui proveniamo», mantenendo lo stesso calore emotivo. Il sentimento panico è fortissimo: «Il giorno della mia morte | … | canteranno con me i fiumi, | le pietre, ogni atomo canterà | e avrà la mia voce | … | E credo e so che ogni differenza è | apparente, e il giorno | della mia morte tornerà | niente… | Il giorno della mia morte | sarà il giorno del mio matrimonio | con ogni istante. Nulla | sarà piú distante». Il libro raccoglie poesie scritte dal 2015. Privilegiata è la forma del poemetto che permette di ritmare la pulsazione e il respiro di tutte le forme viventi. Versi brevi, incalzanti, molto rimati o assonanzati, incastonati in forti strutture anaforiche. Ne deriva una sorta di preghiera laica a metà fra il salmo e il rap, perfettamente aldonoviana.

Plaisir d’amour: Struggimento d’amore

“Perché il vero amore è uno solo. Non esiste donna che potrebbe sostituire quella che si è amata per la vita. Quel genere di amore non è replicabile”.
In un piovoso mattino di luglio dell’anno 1805 Blanche de Chalon e sua sorella Alexandra raggiungono fortunosamente l’Inghilterra provenienti da Parigi.
Rimaste orfane e prive di mezzi, le due giovinette vengono accolte a Brentwood House, la sfarzosa dimora dello zio materno, il conte di Bloomsbury.
Differenti per età e indole, la diciottenne Blanche e la tredicenne Alexandra accettano a fatica la loro sorte e l’accoglienza glaciale di quei parenti inglesi di cui sanno poco o niente.
Nulla sembra poter modificare lo stato delle cose ma l’arrivo del capitano di fregata lord Howe duca di Padrisham, reduce dalla battaglia di Capo Finisterre ed eroe della Royal Navy, provocherà un drastico mutamento negli equilibri e nelle relazioni della piccola comunità.
Blanche è graziosa, educata in modo liberale, curiosa e idealista e il capitano è affascinante, passionale, fin troppo impulsivo e ha deciso che quell’incantevole fanciulla dovrà essere sua.
Tra balli, passeggiate, sguardi rubati e il palpitare intenso di emozioni inedite, tra i due giovani sboccerà un sentimento profondo.
Ma la felicità è fuggevole ed eventi improvvisi stravolgeranno le loro esistenze.
In un’epoca di tumulti, di guerre, di nazionalismi e di gravi incertezze, tutto sarà perduto.
Eppure nella sofferenza risiede il segreto della felicità. Contro ogni destino.

Piuma Nera

Victoria Foster vive da sempre a Boston, adottata da una famiglia benestante quando era ancora bambina. Nessun affetto, però, ha mai scaldato il suo cuore e in lei si è fatto strada un senso di insicurezza sempre più profondo, soprattutto nei confronti del suo corpo. Quando il padre adottivo muore, lasciandola senza il becco di un quattrino, e il fidanzato la abbandona, è costretta a trasferirsi da uno zio paterno che vive in Wyoming. È proprio lì che la sua strada incrocia quella di Jack “Piuma Nera” Blackburn, Cheyenne cresciuto da un girovago imbonitore bianco che vive di piccole truffe. Lo scontro fra culture è destinato a diventare esplosivo, ma ancora più indomabile è la fiamma che accende i sensi… **
### Sinossi
Victoria Foster vive da sempre a Boston, adottata da una famiglia benestante quando era ancora bambina. Nessun affetto, però, ha mai scaldato il suo cuore e in lei si è fatto strada un senso di insicurezza sempre più profondo, soprattutto nei confronti del suo corpo. Quando il padre adottivo muore, lasciandola senza il becco di un quattrino, e il fidanzato la abbandona, è costretta a trasferirsi da uno zio paterno che vive in Wyoming. È proprio lì che la sua strada incrocia quella di Jack “Piuma Nera” Blackburn, Cheyenne cresciuto da un girovago imbonitore bianco che vive di piccole truffe. Lo scontro fra culture è destinato a diventare esplosivo, ma ancora più indomabile è la fiamma che accende i sensi…

Pippi Calzelunghe – Ed. 75 ANNI

«Un tempo avevo paura di rimanere in casa da sola, ma ora non più, perché Pippi è con me» ha scritto ad Astrid Lindgren una bambina giapponese. Pippi Calzelunghe è infatti un libro conosciuto in tutto il mondo e tradotto in più di 75 lingue, di cui l’ultima dell’elenco è lo zulu. Anche voi troverete in Pippi una compagna forte, allegra, furba e ricchissima: vive sola a Villa Villacolle e non ha paura di niente: sta benissimo anche senza genitori, perché così nessuno le dice quando è ora di andare a letto o le insegna le buone maniere, che non servono a nulla se non si è veramente generosi. E Pippi, appunto, lo è. Leggete le sue avventure e vi sentirete, come lei, tanto forti da sollevare un cavallo.
**Pippi compie 75 anni!**
**Per festeggiare lo speciale anniversario, questa nuova edizione integrale, a cura di Samanta K. Milton, contiene otto capitoli in più!**

Per Scrivere Bene Imparate a Nuotare

**A cura e con postfazione di Cristiana De Santis. Introduzione di Paolo Di Paolo**
«Quello non lo insegno.» Così rispondeva Giuseppe Pontiggia a chi gli chiedeva come diventare scrittore. Non basta infatti avere l’attitudine, la volontà, l’ambizione. Come per il nuoto, si possono però ottenere buoni risultati impadronendosi della tecnica, osservando i modelli, allenandosi duramente.
Per scrivere «bene» (con stile) bisogna prima liberarsi da una serie di pregiudizi: che scrittori si nasca, che il talento e l’ispirazione contino più di un severo apprendistato, che un testo letterario (e in generale un testo efficace) nasca già perfetto anziché perfettibile.
Di questo era convinto Pontiggia quando, nel 1985, inaugurava la prima scuola di scrittura in Italia. Una scuola in cui si imparava innanzitutto a leggere. Leggere in senso forte, cominciando dai classici, in un «corpo a corpo» con il testo pensato per affinare la capacità di giudizio e scoprire insieme le potenzialità e i limiti delle proprie risorse espressive. Ma soprattutto per lasciarsi emozionare dalle parole, per esplorarne le stratificazioni, per imparare a usarle in modo responsabile.
Scrivere, per Pontiggia, non è trascrivere le proprie esperienze, sensazioni o memorie, ma andare incontro all’inatteso che sorprende, al nuovo che disorienta: pronti a tornare indietro, e a riscrivere se necessario, per dire nel modo migliore quanto si va scoprendo attraverso il linguaggio. Perché la scrittura è un viaggio che non si lascia pianificare, ma anche il risultato di un lavoro paziente, fatto di un rapporto concreto con il testo, in tutto simile a quello dell’artigiano all’opera nel suo laboratorio. Un laboratorio che Pontiggia ha allestito per anni durante i suoi incontri settimanali al Teatro Verdi di Milano, dialogando con un pubblico eterogeneo (studenti, professionisti, aspiranti scrittori).
Le sue lezioni, pubblicate a metà degli anni Novanta su due riviste («Wimbledon» e «Sette»), sono ora raccolte in un unico volume. Trentatré conversazioni in cui l’autore, in forma di intervista, affronta i molteplici aspetti della scrittura «espressiva», a cui si aggiungono altre quattro lezioni, «per addetti ai lavori ma non solo», in cui la riflessione sulla scrittura diventa essa stessa un alto esempio di scrittura saggistica, ricca di aforismi e battute fulminanti; dove il confronto con i classici, ancora una volta, ci introduce nella biblioteca e nell’officina dello scrittore, pronti a carpirne i segreti.

Per Il Mio Bene

“Non sei mai al sicuro in nessun posto”, questo ha imparato Morwenn, una bambina di cinque anni. Perché Morwenn ha paura di un mostro, un mostro che non si nasconde sotto il letto o negli armadi, ma vive con lei, controlla la sua vita. Un mostro che lei chiama “mamma”. La persona che dovrebbe esserle più vicina, che dovrebbe offrirle amore e protezione e invece sa darle solo violenza e odio. La picchia, la insulta, le fa male sia nel corpo che nell’anima. A lei e a Gwendal, suo fratello, di pochi anni più grande. Morwenn prova a fuggire, ma la società non lascia che una bambina così piccola si allontani dalla madre, e tutti sembrano voltarsi dall’altra parte davanti alle scenate, ai “conti che si faranno a casa”, ai lividi. Così, aspettando e pregando per una liberazione, Morwenn imparerà a mettere su una corazza, a rispondere male ai professori, a trovare una nuova famiglia e un primo amore in un gruppo di amici, a usare la musica per isolarsi e proteggersi. Finché, compiuti quindici anni, riuscirà finalmente a scappare di casa e a intraprendere il percorso, fatto di tentativi ed errori, che la porterà a diventare Ema Stokholma, amatissima dj e conduttrice radiofonica.
Per la prima volta **Ema Stokholma** racconta il suo passato, il tempo in cui il suo nome era ancora Morwenn Moguerou. E lo fa scrivendo un libro che attraverso la sua esperienza individuale riesce a raggiungere sentimenti universali, a insegnare che dal dolore si può uscire, che si può sbagliare e cambiare, che il lieto fine è possibile. Perché **Per il mio bene** è una storia vera ma anche un romanzo indimenticabile, che riesce a raccontare il dolore e il male con una lingua immediata e diretta, con uno stile allo stesso tempo durissimo e dolce che colpisce il lettore al cuore e tocca le corde più profonde e vere dell’animo umano.

Pensare L’Infosfera

La filosofia pone domande, ma porre domande non è la cosa più importante, bisogna porre quelle giuste al momento giusto per avere risposte significative e corrette. La filosofia è un’impresa costruttiva in cui l’analisi delle domande aperte è il terreno preparatorio per il design di risposte soddisfacenti. La filosofia è necessaria per ripensare ciò che si può definire progetto umano.
E la filosofia evolve come evolve l’umanità. Oggi l’indagine filosofica non può prescindere dalle tecnologie digitali che influenzano e formattano la nostra comprensione del mondo e la nostra relazione con esso. È in corso una rivoluzione, ma il discorso filosofico potrebbe non prendervi parte a meno di riavviare il sistema, proprio come si fa con un computer. Nell’era “onlife” la filosofia è necessaria per dare senso ai cambiamenti radicali prodotti dalla rivoluzione dell’infosfera, ma occorre che sia davvero buona filosofia per affrontare le grandi difficoltà che abbiamo davanti.

Passione Sakura

« *Una storia di grande fascino… non guarderete mai più ai fiori di ciliegio allo stesso modo.* »
**The Guardian**
« *Un libro commovente, scritto benissimo. Un risultato enorme dal punto di vista della ricerca.* »
**The Spectator**
« *Dopo aver letto questo libro potreste ben decidere di andare in Giappone per il tempo della fioritura.* »
**Sunday Express**
« *L’avvincente storia dell’uomo «che ha cambiato faccia alla primavera».* »
**The Sunday Times**
« *Una storia straordinaria… dopo averla letta, il rito annuale dell’Hanami acquisterà molti nuovi significati.* »
**The Times**
La **fioritura dei ciliegi** ornamentali, celebrata ogni primavera con il rito dell’Hanami, è per i giapponesi un momento importantissimo, che coincide e accompagna l’inizio di nuovi cicli come l’anno scolastico o quello lavorativo. Una festa estremamente sentita e partecipata che, con l’incanto della sua bellezza, ha ormai conquistato il mondo intero.
Ma quello che sembra l’esclusivo risultato di un fenomeno del tutto naturale, nasconde in realtà una storia straordinaria che vede come protagonista un eccentrico gentiluomo inglese, e raffinato botanico, **Collingwood – detto «Cherry» – Ingram**. È a lui, e alla sua grande passione per **i fiori di ciliegio, i sakura** , che si deve la sopravvivenza dei ciliegi giapponesi, la loro varietà e la capillare presenza nel paese.
Naoko Abe ne ricostruisce la vicenda: i suoi **viaggi in Giappone** ; il suo rendersi conto di come i ciliegi locali si stiano estinguendo lasciando posto a un’unica varietà clonata che s’impone nel paesaggio diventando il simbolo delle ambizioni espansionistiche imperiali, mentre altre varietà rare e spettacolari sono ormai del tutto scomparse; i suoi tentativi di spedire in Giappone varietà curiosamente ancora presenti nel suo **giardino inglese**.
*Passione sakura* , nel tracciare la **storia dei ciliegi ornamentali e dell’uomo che a loro ha dedicato la vita** , ci rende partecipi della vita di questi fiori, da emblema dei fasti della corte imperiale, a simbolo della vita effimera dei sudditi nei giorni bui della Seconda guerra mondiale, fino all’attuale fascinazione collettiva per un appuntamento iconico.

Pasolini Un Uomo Scomodo

Quella tra Oriana e Pier Paolo è una delle più affascinanti e intense storie di amore-odio della letteratura e del costume italiani del Novecento. Scrittori di primissimo livello, polemisti spietati, personaggi venerati e infangati dall’opinione pubblica del tempo, le loro personalità contrapposte non potevano far altro che incrociarsi. Forse anche perché, a differenza dei loro colleghi italiani, Oriana e Pier Paolo si muovono con agio sullo scenario internazionale: lei grazie ai suoi reportage dalle zone di guerra e a una serie di indimenticabili interviste ai potenti della terra, lui soprattutto per merito del suo cinema che spiazza, divide e scandalizza i censori di tutto il mondo. Tra gli anni Sessanta e i primi Settanta, questi due protagonisti del panorama intellettuale si incontrano e si scontrano, si cercano e si negano: lei ammira e detesta il suo essere sempre bastian contrario, lui adora e disprezza la sua intensa visceralità. Ma la morte di Pasolini, il brutale omicidio che lo strappa alla vita il 2 novembre del 1975, spinge Oriana a rinsaldare il legame con questo amico-nemico andato via troppo presto. E lo fa con i mezzi a sua disposizione, quelli del giornalismo e della scrittura. Sotto la sua spinta, «L’Europeo» – il settimanale per cui lavora – si lancia in una controinchiesta che smentisce e ribalta la versione offerta dalle autorità e mette alle strette l’unico indiziato: Pino Pelosi, un minorenne che – pur di coprire gli effettivi responsabili – si è maldestramente autoaccusato dell’omicidio. Questo libro raccoglie tutti i contributi di Oriana al caso Pasolini apparsi sull’«Europeo» e rende finalmente giustizia al suo ruolo nella risoluzione di uno dei delitti più misteriosi e controversi della storia d’Italia.

Parlare: Strumenti e tecniche del discorso

Non esistono segreti per il discorso perfetto, per vincere tutti i dibattiti e per sedurre chiunque. Ma ci sono tecniche, con una storia millenaria, per scegliere bene di cosa parlare, per creare una salda struttura logico- argomentativa e per analizzare il contesto e l’interlocutore in modo da non farsi mai cogliere impreparati. • Come si prepara, si memorizza e si tiene un discorso? • Come si disinnesca l’ansia di parlare in pubblico? • Come si fa a convincere ed emozionare chi ci ascolta? • Che cosa dire durante un esame orale, una riunione o un colloquio di lavoro? • Quanto deve durare un messaggio vocale? Il volume risponde a queste domande e si rivolge a tutti coloro che, per esigenze di studio o professionali, hanno bisogno di parlare in maniera chiara, precisa ed efficace. Dopo aver illustrato i principi e le tecniche fondamentali della comunicazione orale, l’autore passa ad analizzare nel dettaglio un’ampia serie di casi concreti e alcune situazioni comunicative tipiche dell’era digitale. Completa l’opera una sezione di esercizi per consentire al lettore di far pratica in autonomia delle tecniche apprese.

Parità in pillole

Perché parità in pillole? E che cosa contengono queste pillole? Per rispondere alla prima domanda, basta guardarsi attorno. Viviamo in una società “a gradini” che ancora oggi offre opportunità diverse a soggetti con caratteristiche differenti: non solo a uomini e donne, ma anche a bianchi e neri, persone etero- e omosessuali e via dicendo. Siamo talmente abituati a vederci attorniati da queste situazioni di privilegio e discriminazione che talvolta non le riconosciamo neppure come tali o le consideriamo “normali”. ma siamo sicuri che, a prescindere dalla nostra personale condizione di privilegio, possiamo vivere sereni in un mondo in cui una donna, a pari mansioni e competenze, guadagna meno di un uomo, o dove chi non risponde a canoni estetici più o meno espliciti si vergogna e magari non trova nemmeno lavoro, o dove un uomo non può permettersi di essere emotivo? Ecco, quindi, il senso di questo libro: offrire uno strumento per costruire rapporti paritari e porre le basi per una società davvero inclusiva, dove tutti, anche coloro che stanno in posizioni di potere, possano trarne beneficio e vivere meglio. A questo scopo – passiamo ora al contenuto delle pillole –, l’autrice Irene facheris esamina una a una le discriminazioni più diffuse (dalla rape culture al sessismo benevolo, dalla omobitransfobia al Classicismo) per invitare tutte e tutti a diffondere attivamente una sensibilità nuova. Perché – come spiega facheris – “Il personale è politico” ovvero, se il mio problema è diffuso, non è più solo mio e insieme possiamo affrontarlo più efficacemente. E, solo insieme, scopriremo quanto la parità possa renderci felici.