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IL MORSO DEL VAMPIRO

Elizabhet arriva a Penn Hills grazie ad un’offerta di lavoro come segretaria. Nasconde un orribile segreto è afflitta da una malattia che se la porterà via nel giro di pochi mesi. S’innamorerà del suo misterioso datore di lavoro Brandon Mac Allister. Anche Brandon nasconde un segreto: è un vampiro. E’ stato contagiato secoli prima ma ha rifiutato la sua natura, insieme con Ian, suo compagno, ha creato un siero per nutrirsi ed un veleno ad alta percentuale di aglio per aiutarsi nella lotta contro le creature delle tenebre. S’innamorerà di Elizabhet ma cercando di rifuggire questo amore. Elizabhet vincerà ogni sua resistenza. Emerald, la donna che lo ha trasformato con un morso, è tornata per vendicarsi. Ian, innamorato di Elizabhet, decide di tradirlo perchè con la sua morte avrebbe potuto conquistare il cuore della ragazza. Brandon sarà costretto a mordere Elizabhet per salvare entrambi. L’attacco finale di Emerald si concluderà con la sua sconfitta grazie anche ai poteri che Elizabhet scoprirà di possedere. L’amore trionferà. Sarà luce anche nelle tenebre. **
### Sinossi
Elizabhet arriva a Penn Hills grazie ad un’offerta di lavoro come segretaria. Nasconde un orribile segreto è afflitta da una malattia che se la porterà via nel giro di pochi mesi. S’innamorerà del suo misterioso datore di lavoro Brandon Mac Allister. Anche Brandon nasconde un segreto: è un vampiro. E’ stato contagiato secoli prima ma ha rifiutato la sua natura, insieme con Ian, suo compagno, ha creato un siero per nutrirsi ed un veleno ad alta percentuale di aglio per aiutarsi nella lotta contro le creature delle tenebre. S’innamorerà di Elizabhet ma cercando di rifuggire questo amore. Elizabhet vincerà ogni sua resistenza. Emerald, la donna che lo ha trasformato con un morso, è tornata per vendicarsi. Ian, innamorato di Elizabhet, decide di tradirlo perchè con la sua morte avrebbe potuto conquistare il cuore della ragazza. Brandon sarà costretto a mordere Elizabhet per salvare entrambi. L’attacco finale di Emerald si concluderà con la sua sconfitta grazie anche ai poteri che Elizabhet scoprirà di possedere. L’amore trionferà. Sarà luce anche nelle tenebre.

Il Mistero Del Male

Compiendo il ‘gran rifiuto’, Benedetto XVI ha dato prova non di viltà, ma di un coraggio che acquista oggi un senso e un valore esemplari. La sua decisione richiama con forza l’attenzione sulla distinzione fra due principi essenziali della nostra tradizione etico-politica, di cui le nostre società sembrano aver perduto ogni consapevolezza: la legittimità e la legalità. Se la crisi che la nostra società sta attraversando è così profonda e grave, è perché essa non mette in questione soltanto la legalità delle istituzioni, ma anche la loro legittimità; non soltanto, come si ripete troppo spesso, le regole e le modalità dell’esercizio del potere, ma il principio stesso che lo fonda e legittima.Il ‘mistero del male’, di cui parla l’apostolo Paolo, non è un cupo dramma teologico che trattiene la fine dei tempi e paralizza e rende enigmatica e ambigua ogni azione, ma un dramma storico in cui l’Ultimo Giorno coincide col presente e in cui ciascuno è chiamato a fare senza riserve e senza ambiguità la sua parte.

Il mistero del collegio abbandonato

**Vincitore del premio Ilmioesordio
Un cadavere ritrovato in un pozzo fa riemergere antichi segreti…**
Roma. Quartiere Garbatella, 1959. Antonio Piccillo, un brigadiere in pensione, assiste al ritrovamento di un corpo dentro al pozzo di un convitto abbandonato. Il cadavere è mummificato e avvolto in un lenzuolo. I capelli rossi spiccano sul panno bianco. Di fronte a quell’immagine, la memoria di Piccillo torna indietro nel tempo, a un caso irrisolto che lo ha personalmente coinvolto: Marta Vincenzi, una ragazzina di tredici anni, scomparsa nel 1943 dal collegio che la ospitava. All’epoca l’ipotesi più accreditata era stata la fuga d’amore, ma Piccillo non ne era mai stato convinto. Gli interrogatori delle compagne di Marta e della direttrice del convitto erano stati condotti senza il rigore necessario. Per la polizia, il caso della mummia riemersa dal pozzo è un bel grattacapo ed è per questo che il commissario che segue le indagini chiede aiuto al vecchio Piccillo: lui conosce tutto del quartiere, ricorda fatti, storie e volti di persone legati agli anni in cui la ragazzina sparì. Muovendosi in una Roma piena di misteri, scavando negli anni in cui il regime fascista era in pieno declino, il giovane commissario e il brigadiere in pensione scopriranno una verità a lungo occultata… 
**Un convitto nel quartiere romano della Garbatella
Una ragazza improvvisamente scomparsa
Una verità che dopo anni torna a galla **
«Ho apprezzato la ricerca linguistica, l’inserimento del dialetto nei dialoghi. Ho goduto di molte pagine intense e drammatiche. Si segue con pena e partecipazione il fluire dei ricordi di un personaggio di cui speriamo di sentire ancora parlare: il brigadiere in pensione Piccillo e il suo bassotto vorace. Davvero una sorpresa, mi è piaciuto moltissimo.»
**Massimo Binarelli**
è nato a Roma nel 1944. È architetto e ha lavorato in ambito pubblico e privato. Oggi scrive, dipinge e s’interessa attivamente di arte contemporanea. *Il mistero del collegio abbandonato* , suo romanzo d’esordio, è vincitore del concorso Ilmioesordio 2018. **
### Sinossi
**Vincitore del premio Ilmioesordio
Un cadavere ritrovato in un pozzo fa riemergere antichi segreti…**
Roma. Quartiere Garbatella, 1959. Antonio Piccillo, un brigadiere in pensione, assiste al ritrovamento di un corpo dentro al pozzo di un convitto abbandonato. Il cadavere è mummificato e avvolto in un lenzuolo. I capelli rossi spiccano sul panno bianco. Di fronte a quell’immagine, la memoria di Piccillo torna indietro nel tempo, a un caso irrisolto che lo ha personalmente coinvolto: Marta Vincenzi, una ragazzina di tredici anni, scomparsa nel 1943 dal collegio che la ospitava. All’epoca l’ipotesi più accreditata era stata la fuga d’amore, ma Piccillo non ne era mai stato convinto. Gli interrogatori delle compagne di Marta e della direttrice del convitto erano stati condotti senza il rigore necessario. Per la polizia, il caso della mummia riemersa dal pozzo è un bel grattacapo ed è per questo che il commissario che segue le indagini chiede aiuto al vecchio Piccillo: lui conosce tutto del quartiere, ricorda fatti, storie e volti di persone legati agli anni in cui la ragazzina sparì. Muovendosi in una Roma piena di misteri, scavando negli anni in cui il regime fascista era in pieno declino, il giovane commissario e il brigadiere in pensione scopriranno una verità a lungo occultata… 
**Un convitto nel quartiere romano della Garbatella
Una ragazza improvvisamente scomparsa
Una verità che dopo anni torna a galla **
«Ho apprezzato la ricerca linguistica, l’inserimento del dialetto nei dialoghi. Ho goduto di molte pagine intense e drammatiche. Si segue con pena e partecipazione il fluire dei ricordi di un personaggio di cui speriamo di sentire ancora parlare: il brigadiere in pensione Piccillo e il suo bassotto vorace. Davvero una sorpresa, mi è piaciuto moltissimo.»
**Massimo Binarelli**
è nato a Roma nel 1944. È architetto e ha lavorato in ambito pubblico e privato. Oggi scrive, dipinge e s’interessa attivamente di arte contemporanea. *Il mistero del collegio abbandonato* , suo romanzo d’esordio, è vincitore del concorso Ilmioesordio 2018.

Il mistero degli Inca

Quando l’aereo più avanzato mai progettato scompare sopra il Pacifico meridionale, l’ex agente della CIA Kurt Austin e la sua imperturbabile spalla Joe Zavala vengono coinvolti in una corsa mortale per localizzare il velivolo perduto. Russia e Cina bramano la tecnologia dell’aereo, ma gli Stati Uniti dovranno occuparsi di un problema ben più oscuro. L’X-37 nasconde infatti un segreto pericoloso: è carico di un materiale rarissimo estratto dalla parte superiore dell’atmosfera e conservato a una temperatura prossima allo zero assoluto. Finché rimane congelato il carico è inerte, ma se si dovesse scongelare potrebbe scatenare una catastrofe di proporzioni inimmaginabili. Dalle Isole Galapagos alle giungle del Sudamerica fino a un lago di montagna ghiacciato sulle Ande che molti credono essere stato la culla della civiltà Inca, l’intero team NUMA dovrà rischiare il tutto per tutto nel tentativo di evitare il disastro. **

Il Macigno: Perché Il Debito Pubblico Ci Schiaccia E Come Si Fa a Liberarsene

Dopo il clamoroso successo conseguito con “La lista della spesa”, Carlo Cottarelli torna a illuminare i conti pubblici italiani, puntando l’attenzione sul debito: come si forma? Perché è così difficile ridurlo? Come mai è così importante per l’economia delle nazioni? Ci si può convivere e come?
Cottarelli ha avuto esperienza diretta di molte crisi generate dal debito pubblico, come quella italiana che portò alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi e quella greca degli ultimi anni, e può quindi illustrare rischi e opportunità delle varie, possibili soluzioni del problema: da quella più combattiva (non ti pago!) a quella più ortodossa (l’austerità), fino al cauto ottimismo di una possibile via di buon senso, fatta di credibilità, crescita e attenzione al lungo periodo.

Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità

Dire che la politica dell’ultimo decennio ha drammaticamente sottovalutato la condizione del lavoro flessibile significa tenersi molto al di sotto delle righe.
Circa 8 milioni: sono gli italiani che hanno un lavoro instabile. Tra 5 e 6 milioni sono precari per legge, ossia lavorano con uno dei tanti contratti atipici che l’immaginazione del legislatore ha concepito negli ultimi quindici anni. Gli altri sono i precari al di fuori della legge, i lavoratori del sommerso. Come si è arrivati a queste cifre, perché le imprese chiedono la flessibilità del lavoro in misura sempre crescente, quali sono i costi umani che stiamo pagando e quali sarebbero i costi economici che il paese dovrebbe affrontare se si volesse davvero coniugare l’instabilità dell’occupazione con la sicurezza del reddito, cosa ha a che fare tutto questo con la globalizzazione, quali caratteristiche dovrebbe avere una politica del ‘lavoro globale’ per essere davvero all’altezza delle reali dimensioni del problema. In queste pagine, l’accusa di Gallino: non solo non è giusto che il precariato sia merce di scambio dell’economia globalizzata, ma nemmeno intelligente per una società che voglia congiungere allo sviluppo economico lo sviluppo umano.

IL LATO NASCOSTO DELL’AMORE

Da quando un incidente le ha deturpato parte del viso, Adelia vive nascosta tra le quattro mura della sua stanza. Esce di notte, quando piove, con il cappuccio alzato. Solo nell’oscurità profonda riesce davvero a sentirsi libera. Nel buio, e nel vecchio cinema del signor Baxter, dove ha iniziato a lavorare.
È tra quelle poltrone rosse che Noah, talentuoso fotografo tornato in città per il matrimonio della sorella, la vede. Vede il suo lato perfetto, il profilo che le cicatrici non sono riuscite a segnare, e ne rimane affascinato. Ma Noah non sa che Adelia è la testimone dello sposo. Non sa neanche che cosa si cela dall’altra parte del suo volto, dove c’è molto di più del marchio di una tragedia.
Adelia non ha nessuna intenzione di partecipare al matrimonio e mostrare al mondo il proprio segreto.
Noah, invece, ha tutte le intenzioni di scoprire chi è la ragazza che non vuole fare da testimone allo sposo.
Sarà una banale scommessa a cambiare le carte in tavola.
Noah e Adelia dovranno imparare a fare i conti con la passione, quella che arriva all’improvviso e travolge tutto, e con i pregiudizi della gente.
Perché l’amore ha sempre un lato nascosto, bisogna solo saperlo guardare. **
### Sinossi
Da quando un incidente le ha deturpato parte del viso, Adelia vive nascosta tra le quattro mura della sua stanza. Esce di notte, quando piove, con il cappuccio alzato. Solo nell’oscurità profonda riesce davvero a sentirsi libera. Nel buio, e nel vecchio cinema del signor Baxter, dove ha iniziato a lavorare.
È tra quelle poltrone rosse che Noah, talentuoso fotografo tornato in città per il matrimonio della sorella, la vede. Vede il suo lato perfetto, il profilo che le cicatrici non sono riuscite a segnare, e ne rimane affascinato. Ma Noah non sa che Adelia è la testimone dello sposo. Non sa neanche che cosa si cela dall’altra parte del suo volto, dove c’è molto di più del marchio di una tragedia.
Adelia non ha nessuna intenzione di partecipare al matrimonio e mostrare al mondo il proprio segreto.
Noah, invece, ha tutte le intenzioni di scoprire chi è la ragazza che non vuole fare da testimone allo sposo.
Sarà una banale scommessa a cambiare le carte in tavola.
Noah e Adelia dovranno imparare a fare i conti con la passione, quella che arriva all’improvviso e travolge tutto, e con i pregiudizi della gente.
Perché l’amore ha sempre un lato nascosto, bisogna solo saperlo guardare.

IL GIORNO E LA NOTTE

Maria, infermiera americana figlia di immigrati italiani, una notte salva per caso da un pestaggio a sangue Ryan, un uomo che ha fatto dell’illegalità il suo modo di vivere. Maria crede che si tratti di un evento occasionale, infatti Ryan sparisce ben presto dalla sua vita e lei quasi lo dimentica, fino a quando lui non si fa vivo con una modalità a cui Maria non è affatto abituata.
Non potrebbero essere due persone più diverse: Maria salva le vite, Ryan le miete, lei soccorre, lui stronca, lei aiuta, lui distrugge. Sono come il giorno e la notte, la luce e il buio, incompatibili sotto ogni punto di vista, ma attratti irresistibilmente uno dall’altra. E l’amore, si sa, quando arriva, travolge in maniera inevitabile ogni cosa.
Gwendolen Hope è un’autrice italiana di bestseller di genere romantico erotico destinati a lettrici adulte. Ha pubblicato più di venti titoli – tra cui “Solo Mia”, “Selvaggio”, “Leo Morris”, “Andrew”, “Un uomo pericoloso”, “Dammi un motivo” e molti altri – alcuni dei quali tradotti per il mercato straniero. Vive a Roma con marito e figli.
Contatti:
[email protected]
https://www.facebook.com/Romanzidamore/
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### Sinossi
Maria, infermiera americana figlia di immigrati italiani, una notte salva per caso da un pestaggio a sangue Ryan, un uomo che ha fatto dell’illegalità il suo modo di vivere. Maria crede che si tratti di un evento occasionale, infatti Ryan sparisce ben presto dalla sua vita e lei quasi lo dimentica, fino a quando lui non si fa vivo con una modalità a cui Maria non è affatto abituata.
Non potrebbero essere due persone più diverse: Maria salva le vite, Ryan le miete, lei soccorre, lui stronca, lei aiuta, lui distrugge. Sono come il giorno e la notte, la luce e il buio, incompatibili sotto ogni punto di vista, ma attratti irresistibilmente uno dall’altra. E l’amore, si sa, quando arriva, travolge in maniera inevitabile ogni cosa.
Gwendolen Hope è un’autrice italiana di bestseller di genere romantico erotico destinati a lettrici adulte. Ha pubblicato più di venti titoli – tra cui “Solo Mia”, “Selvaggio”, “Leo Morris”, “Andrew”, “Un uomo pericoloso”, “Dammi un motivo” e molti altri – alcuni dei quali tradotti per il mercato straniero. Vive a Roma con marito e figli.
Contatti:
[email protected]
https://www.facebook.com/Romanzidamore/

Il Gene Del Diavolo

È bastata una generazione di medici per mutare radicalmente la prospettiva sulle malattie genetiche. Un tempo erano accettate come una fatalità; oggi, in molti casi, possono essere governate, tanto che alcune di loro sono quasi sparite, come la talassemia, scomparsa da Cipro grazie a una decisione politica, o la malattia di Tay-Sachs, non più diffusa come un tempo tra gli ebrei ashkenaziti. Anche la fibrosi cisticasi è ridimensionata in alcune parti del mondo e dell’Italia.
La malattia genetica è come una «maledizione familiare», serpeggia tra le generazioni, scompare e ricompare. È cosa ben diversa da un’epidemia infettiva: mentre virus e batteri sono nemici esterni, visibili, identificabili, contro i quali è lecito, persino doveroso combattere, i geni non lo sono: la malattia genetica la porti dentro, è parte di te, è il diavolo in corpo.
L’intervento sanitario contro le malattie ereditarie ha una valenza sociale. È una questione antropologica prima ancora che medica, dal momento che non mira a guarire i malati, bensì a diminuire l’incidenza del male nelle generazioni future. Sono stati diversi i modelli di intervento per il controllo delle malattie genetiche: si trovano in contesti culturali differenti e hanno esiti e motivazioni diverse, ben descritte in questo libro. Oggi si torna a parlare di programmi «neo-eugenetici», ma ancora pesano le metafore che il «gene del diavolo» porta con sé, le stigmatizzazioni sociali e persino, in certi casi, l’identità etnica di intere popolazioni.

Il gatto

**Dagli albori della storia alla Roma dell’età imperiale, dalle persecuzioni del Medioevo alla nuova alba del Rinascimento, questa è la documentata epopea di un animale seducente che ha determinato lo sviluppo della nostra civiltà.**
Fin dagli albori della civiltà, la storia dei gatti è strettamente intrecciata a quella dell’uomo.
Addomesticato per la prima volta in Egitto quattromila anni fa e venerato come animale sacro, il micio è stato per secoli non solo amato compagno domestico, ma anche insostituibile alleato degli uomini nella lotta quotidiana contro gli animali velenosi, i topi e le moltissime malattie di cui sono portatori. Nella terra dei faraoni come fra i Sumeri, tra i Celti e tra i Galli, in Grecia e a Roma.
Ma ecco il Medioevo, i tempi bui. La posizione sociale del gatto cambia radicalmente, così come muta la mentalità della nostra specie. L’abitudine di curare l’igiene personale viene abbandonata, ostracizzata da un’idea distorta della religione. Le case diventano malsane, le città cloache a cielo aperto. I ratti fanno festa. In una situazione così critica, nemmeno i gatti possono giungere in soccorso. Pure loro, infatti, sono caduti vittime di una follia che raggiunge il suo apice negli anni della caccia alle streghe, quando, nel fanatico tentativo di purificare l’umanità, molte donne vengono condannate al rogo in compagnia del loro micio.
Poi è il Rinascimento, nuova alba per la storia umana. E anche per quella gattesca.

Il funesto demiurgo

«Agli inizi, nella promiscuità in cui si operò lo slittamento verso la vita, qualcosa di innominabile dovette accadere, che si propaga nei nostri malesseri se non nei nostri ragionamenti. Che l’esistenza sia stata viziata alla sorgente, insieme agli elementi, chi potrebbe esimersi dal supporlo? Colui che non sia stato indotto a considerare questa ipotesi, come minimo una volta al giorno, avrà vissuto da sonnambulo». Cioran, che è l’opposto del sonnambulo – e subisce, se mai, la coazione alla «lucidità cronica» –, ha contemplato la suddetta ipotesi per lunghi anni. E così ha evocato, quasi un personaggio di romanzo, quel «funesto demiurgo» a cui accenna il titolo di questo libro e che ritroviamo, quale fedele compagno, non solo nei testi gnostici ma in ogni pensiero che non distoglie lo sguardo dal male. Se la colpa e «l’infermità di essere» hanno sulla nostra esistenza una presa così tenace, è perché avvertiamo che esse appartengono al mondo nella sua costituzione e non sono certo qualcosa che nasce e muore per un supposto arbitrio dell’uomo. Dire questo implica gettarsi in una lunga e fosca avventura. E qui ne percorriamo alcuni tratti, in acri variazioni sulle quali sembrano vegliare due numi tutelari: Baudelaire e il Buddha. Si parla, fra l’altro, del politeismo e del suicidio, del dubbio e della tolleranza, della liberazione e della sua impossibilità. I temi sono gravi, ma la prosa è leggera. Cioran è un virtuoso nell’evitare la ponderosità professionale del teologo o del filosofo. E ci offre qualcosa di più: una riflessione senza barriere protettive, lo stile acuminato di un etnografo del vuoto, di un clinico della tara primordiale. *Il funesto demiurgo* è apparso per la prima volta nel 1969.

Il fermo volere. Una nuova avventura dell’ingegnoso Spirit

È un romanzo? È un fumetto? È Spirit?… no, è un noir anfibio! Parola, suono, immagine collassano in un vortice di appiattimenti e dissoluzioni: inutile ormai cercare scampo nel riquadro d’una vignetta… In allegato il cd audio Merrie Melodies di Steven Brown e Gabriele Frasca.

Il Confine

Art Keller pensava che una volta scomparso Adán Barrera avrebbe trovato pace. Si sbagliava. A prendere il posto che è stato di Adán, e prima ancora di suo zio don Miguel Ángel, ci sono già *Los Hijos* , la terza generazione. E ora, a capo della Dea, Art si rende conto che in realtà i nemici sono dappertutto: nei campi di papavero messicani, a Wall Street, alla Casa Bianca. Gente che cerca di farlo tacere, di sbatterlo in galera, di distruggerlo. Gente che vuole ucciderlo. Con *Il confine* Don Winslow tira le fila di una storia di violenza e vendetta, corruzione e giustizia, ormai divenuta leggenda. E dipinge un ritratto di straordinaria potenza dell’America d’oggi.
« *Il confine* mi ha totalmente conquistato. Tutti dovrebbero leggerlo. È un romanzo sociale al livello di Tom Wolfe e John Steinbeck. Attento, furente, pieno di suspence, a tratti comico, e sempre avvincente. Un libro duro ma importantissimo».
**Stephen King**

Il Condominio Della Signora Lia

Una storia diversa, un’ambientazione inusuale e ristretta all’interno di un condominio, una potente intensità di passioni sfumate di intriganti toni erotici per un romanzo che invade il cuore e non lo lascerà più.
Durante il periodo natalizio, in una piccola cittadina italiana, fredda e innevata, in cui ancora aleggia il profumo dell’antico borgo d’altri tempi, la vita cambia per gli abitanti della palazzina dallo stile classico di proprietà dell’anziana Lia, regalando loro un Natale indimenticabile.
Incidenti notturni danno inizio alle vicende che avranno come protagonisti la saggia e dolce Lia, l’attraente donnaiolo Luca, l’ingenua e semplice Stella, l’affascinante pediatra Stefano, la mamma single Giulia, lo spensierato Gabriele, la donna in carriera Grazia, la malinconica Roberta, il duro poliziotto Alessio, l’imprenditore Leonardo, l’eterea Sara.
Equivoci e drammi sono narrati con estrema attenzione per emozioni e sentimenti, amori e passioni irrazionali sono insaporite da sfumature erotiche piacevoli, il ritmo della vita dei personaggi è scandito dagli eventi inaspettati che accadono nel condominio nel giro di pochi giorni.
L’autrice ha scritto anche: “Il Duca – The Northcliff Series”, romanzo storico rosa a sfumature erotiche, che ha venduto oltre 15.000 ebook e “La strada per Hopeful Ranch”, romanzo contemporaneo rosa, dove passione e realtà ne vanno un gioiello, dedicato “alle donne e agli uomini che hanno combattuto la guerra, quella contro il tumore al seno e quella con le armi”.
Profilo fb: “Emma Lee Bennett”
Gruppo lettrici su fb: “L’angolo di Emma Lee Bennett” **
### Sinossi
Una storia diversa, un’ambientazione inusuale e ristretta all’interno di un condominio, una potente intensità di passioni sfumate di intriganti toni erotici per un romanzo che invade il cuore e non lo lascerà più.
Durante il periodo natalizio, in una piccola cittadina italiana, fredda e innevata, in cui ancora aleggia il profumo dell’antico borgo d’altri tempi, la vita cambia per gli abitanti della palazzina dallo stile classico di proprietà dell’anziana Lia, regalando loro un Natale indimenticabile.
Incidenti notturni danno inizio alle vicende che avranno come protagonisti la saggia e dolce Lia, l’attraente donnaiolo Luca, l’ingenua e semplice Stella, l’affascinante pediatra Stefano, la mamma single Giulia, lo spensierato Gabriele, la donna in carriera Grazia, la malinconica Roberta, il duro poliziotto Alessio, l’imprenditore Leonardo, l’eterea Sara.
Equivoci e drammi sono narrati con estrema attenzione per emozioni e sentimenti, amori e passioni irrazionali sono insaporite da sfumature erotiche piacevoli, il ritmo della vita dei personaggi è scandito dagli eventi inaspettati che accadono nel condominio nel giro di pochi giorni.
L’autrice ha scritto anche: “Il Duca – The Northcliff Series”, romanzo storico rosa a sfumature erotiche, che ha venduto oltre 15.000 ebook e “La strada per Hopeful Ranch”, romanzo contemporaneo rosa, dove passione e realtà ne vanno un gioiello, dedicato “alle donne e agli uomini che hanno combattuto la guerra, quella contro il tumore al seno e quella con le armi”.
Profilo fb: “Emma Lee Bennett”
Gruppo lettrici su fb: “L’angolo di Emma Lee Bennett”

Il codice delle ragazze

Lin, Carlotta e Chiara hanno tredici anni e non hanno quasi nulla in comune. Tranne il luogo dove si ritrovano a passare l’estate: il campo estivo del CRAC, il Centro di Ricerche Avanzate in Coding creativo, nel cuore della Svizzera. Le tre, arrivate al campus con motivazioni assai diverse, diventano presto quattro: in camera con loro c’è infatti l’irrefrenabile Nina. Comincia così un’estate speciale in una «scuola» tutt’altro che tradizionale, dove a lezione può succedere qualunque cosa: ci si ritrova in giardino a superare un percorso a ostacoli, in cucina a sfidare una combinazione di ingredienti, in officina a smontare un motore, ma mai e poi mai ci sarà un’aula con i banchi e un professore in cattedra. Le amiche scopriranno che la tecnologia può essere uno strumento geniale, capace di aprire le porte ai loro sogni, cambiare il mondo… e risolvere qualche mistero, tra cui un intrigo con al centro un loro compagno di corso, il suo ricco ed equivoco zio e un pericolo che incombe sull’istituto. Un romanzo che tra computer e realtà virtuali parla di sentimenti molto veri: l’amore, l’amicizia, la lealtà e il coraggio. Un inno alla forza delle ragazze e all’importanza di pensare con la propria testa. Età di lettura: da 11 anni. **