1265–1280 di 74503 risultati

La Sposa Spagnola

Nel mar dei Caraibi, un pirata coraggioso e senza scrupoli e una donna affascinante e di rara bellezza si incontrano… e il loro destino cambierà per sempre. Avventura, emozioni e un’accurata ricostruzione storica fanno di questo romanzo un’imperdibile lettura!
Sullo sfondo di paesaggi esotici, dalla bellezza incantatrice, si snodano le vicende del pirata John McFee, uomo senza scrupoli, dal passato oscuro e controverso. Il suo cammino lo porterà a combattere aspramente durante la presa di Panama, a vivere tra gli indios della giungla e a solcare i mari verso l’isola di Barbados. Soprannominato il meticcio dagli occhi di ghiaccio, John vedrà le sue difese sciogliersi al sole dei Caraibi, quando una misteriosa quanto attraente donna farà irruzione nella sua vita. Tuttavia Soledad è restia a fidarsi… la semplice vicinanza dell’uomo la terrorizza, lasciandola senza respiro.
Riuscirà il sentimento, quello puro, a scalfire l’animo inquieto di un pirata fin troppo avvezzo a selvaggi ammutinamenti e a bufere inarrestabili?

La società del quinto stato

Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società. **
### Sinossi
Diritti approssimativi, salari bassi, contratti a termine: è la società del Quinto Stato.Il precario non condivide il lavoro di fabbrica, non vive negli stessi quartieri, non frequenta le sezioni locali dei sindacati e dei partiti. È parte di un insieme eterogeneo, fluido, disperso, difficile da organizzare e mobilitare, trascurato dalla politica. A connettere i precari ci sono solo i canali ‘freddi’ di internet e dei social media.Quali misure potranno essere adottate per proteggere questo gruppo sempre più esteso?
Ai primi del Novecento il Quarto Stato viene descritto come classe oppressa ma autoconsapevole e compatta, portatrice di interessi universali di emancipazione: operai, contadini e braccianti chiedevano che venisse loro riconosciuto un potere politico (tramite diritti) che fosse in linea con la loro rilevanza economica e sociale.Gli ‘oppressi’ oggi esistono ancora, ma sono meno visibili di un secolo fa e sicuramente molto meno organizzati. Sono le persone economicamente vulnerabili, con un lavoro instabile, che non godono di prestazioni sociali sufficienti. Sono loro, i lavoratori sottopagati e/o precari, che compongono il ‘Quinto Stato’, un insieme variegato e fluido la cui domanda di tutela e protezione è ormai ineludibile.Una risposta possibile a tali richieste è la strategia dell’investimento sociale, magari sorretto da un reddito di base universale e incondizionato, capace di fornire sicurezze e protezioni calibrate sulle nuove modalità di lavoro. L’altra risposta è più ambiziosa (l’autore la definisce ‘riformismo 2.0’): mettere a frutto i processi di globalizzazione e la rivoluzione digitale al fine di realizzare un nuovo modello di società.

La società degli animali estinti

Una notte, un uomo trova una ragazzina chiusa in un sacco, nella neve. È squarciata dalle coltellate, ma respira ancora. L’uomo si chiama Nile Nightingale e sta scappando, anche se non sa bene da cosa. Forse dalla serie di fallimenti che ha costellato la sua vita, dalla dipendenza da droghe, alcol e antidepressivi. Rifugiarsi tra le montagne del Canada è il suo modo di sparire dal mondo. La ragazzina è Celeste, una quattordicenne nerd che ha ingaggiato una solitaria lotta contro la caccia e il maltrattamento degli animali selvatici. Nile salva rocambolescamente Celeste, dando inizio a una strana amicizia e a un piano di vendetta contro i bracconieri che stanno distruggendo l’ambiente naturale del Quebec. “La società degli animali estinti” è una scioccante cronaca dello sfruttamento animale, e insieme una commovente black comedy sul rapporto tra un uomo che ha perso tutto e un’adolescente fragile e spericolata. **

La sindrome di Cappuccetto Rosso

ROMANZO BREVE (61 pagine) – FANTASCIENZA – La favola di Cappuccetto Rosso come non l’avete mai letta, ribaltata e riscritta in un futuro distopico tra organizzazioni criminali e droghe miracolose.
Sui tetti di una città senza nome, tra neon e insegne pubblicitarie, in un futuro che vede l’umanità vivere pressata in immensi agglomerati urbani le cui cupole chiudono al di fuori un mondo rovinato, tentata dal fascino del lupo e in perenne fuga dal cacciatore che la vuole morta, si muove Halley. Una cicatrice sul viso, un ciuffo viola coperto dal cappuccio della felpa, short, anfibi e l’immancabile zainetto pieno di gioia sintetica: la “special red”. Una droga di ultima generazione capace di creare l’illusione perfetta dei desideri più intimi di chi l’assume. Un’organizzazione criminale sui generis. Il capovolgimento di un classico antichissimo, sull’antitesi tra bene e male, luce e ombra. Emanuela Valentini impugna e riveste di tinte fluo e dieselpunk una fiaba dalla profonda morale riscritta, tra gli altri, da Perrault e dai fratelli Grimm.
Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Nel 2013 è uscito con il marchio GeMS il romanzo “Ophelia e le Officine del Tempo”, giunto in finale al Torneo Letterario IoScrittore 2012. Un altro romanzo, “La bambina senza cuore”, è stato pubblicato pubblicato da Speechless.

La Servitù Delle Donne

In questo libro, scritto nel 1869 ma ancora di attualità sotto molti aspetti in molti Paesi del mondo, John Stuart Mill rivendica la parità dei sessi nel diritto di famiglia e il suffragio universale, sostenendo che ciò migliorerà anche gli uomini, i quali smetteranno di sentirsi superiori solo per il fatto di essere maschi e metterà fine all’ultimo residuo di schiavitù legale esistente dopo l’abolizione della schiavitù dei neri negli Stati Uniti.
Si presume che nella stesura di questo libro abbia contribuito direttamente o indirettamente anche la moglie Harriet Taylor, esponente del primo femminismo liberale.
John Stuart Mill (Pentonville, 20 maggio 1806 – Avignone, 8 maggio 1873) è stato un filosofo ed economista britannico, uno dei massimi esponenti del liberalismo e dell’utilitarismo.
La traduzione è stata fatta nel 1926 da Anna Maria Mozzoni. Eccetto alcuni brevi passaggi, segnalati all’interno del testo, che riportano la traduzione eseguita da altri traduttori o la traduzione dell’editore.
§
Altri libri Kentauron
http://smarturl.it/kentauron

La segretaria ideale

Voleva battere un record? Dodici tentativi per trovare una segretaria sveglia e affidabile. E tutti regolarmente, penosamente falliti in brevissimo tempo. Abituato a vincere sempre, Reed Harding non riesce a darsene una spiegazione plausibile. La nuova candidata, Angie Bonapace, un intrigante connubio di sensualità e angelica dolcezza, stupisce tutti con i suoi abiti di colore rosso vivo e il dono di far emergere la parte migliore di ciascuno. L’unico che sembra resisterle è Reed, ma Angie ha una missione

La Scienza Del Respiro

**RESPIRARE, RILASSARSI, RITROVARSI:**
**LA RICETTA DELL’UOMO DELFINO**
**La respirazione è l’atto più importante dell’esistenza. E il più sottovalutato. Il maestro del respiro Mike Maric in questo libro semplice e fondamentale, ricco di esercizi, esperienze, consigli e vere e proprie ricette, ci spiega quanto sia essenziale respirare bene per la nostra salute psicofisica e per migliorare la qualità della vita in ogni suo aspetto.**
**Respirare è il gesto che ripetiamo ogni giorno per migliaia e migliaia di volte.** La respirazione è il primo fabbisogno fisiologico necessario alla sopravvivenza umana, ma anche il più sottovalutato.
Per questo, **imparare a respirare bene significa migliorare la nostra salute** , fare un passo fondamentale nel raggiungimento del benessere psicofisico, nella gestione della fatica, dello stress, delle emozioni. Non è un caso, infatti, che quando proviamo uno spavento, una grande gioia, una paura, una preoccupazione, ci «manca il fiato».
Grazie alla sua formazione scientifica di medico e alla sua esperienza di sportivo e allenatore, specializzato in una disciplina che ha al suo centro proprio la corretta respirazione, **Mike Maric è la guida ideale per intraprendere un viaggio alla scoperta del respiro**. **Un viaggio per tutti e per tutte le età, ricco di esercizi da fare, esperienze da provare, consigli pratici e vere e proprie ricette della respirazione** che miglioreranno la qualità della nostra vita in ogni suo aspetto, compresi l’alimentazione e la vita sessuale.
**Se sei padrone del tuo respiro, sei padrone del tuo corpo, sei padrone della tua mente, sei padrone della tua vita.**

La saggezza del dubbio, messaggio per l’età dell’angoscia.

Un libro scritto nello spirito di Lao-tzu, il maestro dello sforzo alla rovescia, il quale dichiarò che per conoscere la verità bisogna sbarazzarsi della conoscenza e che nulla è più potente e creativo del vuoto, da cui l’uomo rifugge. La somma felicità, la suprema intuizione e certezza spirituale — dice Watts — vanno trovate solo nella consapevolezza che l’im-permanenza e l’insicurezza sono ineluttabili e inseparabili dalla vita

La Rivoluzione

Per Pisacane, prima ancora dell’istruzione e formazione del popolo predicate dalla dottrina mazziniana, occorreva risolvere la questione sociale, che in Italia allora era la questione contadina, con la riforma agraria. La rivoluzione nazionale doveva scaturire dalla rivoluzione sociale e per liberare la nazione occorreva che prima insorgessero le plebi contadine. Pisacane teorizzava che a ciascuno fosse garantito il frutto del suo lavoro e che ogni altra proprieta fosse abolita, dichiarandosi sostenitore della proprieta collettiva delle fabbriche e dei terreni agricoli. Fu il teorizzatore della “propaganda del fatto,” l’azione avanguardista, l’esempio che genera l’insurrezione, che consente il propagarsi della necessaria rivoluzione sociale, dell’impegno fisico ed attivo nell’impresa rivoluzionaria. Per Pisacane, solo dopo aver liberato il popolo dalle sue necessita materiali si sarebbe potuto istruirlo ed educarlo per condurlo alla rivoluzione.

La rinascita delle città-stato. In che direzione dovrebbe andare l’Europa?

«Le elezioni presidenziali del 2016 hanno rivelato che la democrazia così come è praticata negli Stati Uniti è uno strumento in grado tanto di dividere i cittadini quanto di unirli. Due anni di campagna elettorale avvelenata hanno portato allo scoperto ampi strappi nel tessuto della nazione senza che si sia stilata un’agenda condivisa sul modo in cui ricucirli. Il difetto non sta solo nei risultati, ma anche nel modello: la democrazia da sola non basta più…
Attualmente gli Stati Uniti sono molto più un esempio di degenerazione politica che di buona governance. Molti intellettuali celebrano il teatro della politica come se fosse l’incarnazione di quella democrazia civica tanto esaltata da Tocqueville, ma in realtà la democrazia non è un fine in sé: i veri obiettivi sono una governance efficace e il miglioramento del benessere della nazione. Oggi, quello che Platone aveva già previsto nella sua articolazione della scala dei regimi politici si sta avverando: la democrazia è solo la penultima fase della loro degenerazione. Dopo di essa, la tirannia…
Il famoso detto di Churchill che la democrazia è “la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte quelle altre” dev’essere più che mai ripensato. Una tecnocrazia diretta è il modello migliore per la governance del XXI secolo, laddove combina un esecutivo a presidenza collettiva e un Parlamento multipartitico di tipo svizzero con un’amministrazione pubblica come quella di Singapore».
Parag Khanna
Hanno detto di Connectography:
«Il libro di Parag Khanna è ideale per comprendere il grande piano cinese, e tante altre cose».
Federico Rampini, «la Repubblica»
«Il politologo indiano è sulla cresta dell’onda già da quasi 10 anni con le sue analisi geopolitiche: previsioni per alcuni convincenti, per altri controverse, e che fanno sempre discutere».
Massimo Gaggi, «la Lettura – Corriere della Sera»
«Va detto. Connectography è uno dei testi più intelligenti degli ultimi anni. Politicamente scorretto, visionario e insieme pragmatico, il messaggio che lancia è secco e semplice».
Marco Ventura, «Il Messaggero»
«Parag Khanna è un autore formidabile».
Lorenzo Castellani, «Il Foglio»

La ragazza delle meraviglie

Napoli, quartiere Forcella. In una fredda notte d’inverno, una neonata viene abbandonata nella Ruota degli Esposti dell’ospedale dell’Annunziata. Al collo ha una catenina di rame con due misteriosi oggetti, una chiave arrugginita e una moneta antichissima. Adottata da una famiglia di estrazione popolare, Francesca Annunziata, che si fa chiamare Fanny, trascorre nelle campagne del Moiariello che sovrastano la città un’infanzia libera e selvaggia, fatta di avventure solitarie alla scoperta di vecchi ruderi e di notti popolate da sogni inquietanti, forse premonitori, che le valgono l’appellativo di *janara* , strega. Alla vigilia dei suoi quattordici anni, la ragazza scopre per puro caso la verità sul suo passato. Furiosa per quello che considera un vero e proprio tradimento da parte delle persone più importanti della sua vita, Fanny scappa di casa e trova rifugio in una grotta vicino al mare. Per la prima volta è del tutto sola, e ha con sé soltanto gli oggetti con cui è stata trovata. Nonostante l’impresa le paia impossibile, decide di andare alla ricerca dei suoi veri genitori proprio a partire da quegli enigmatici amuleti. E in questa avventura verrà aiutata e ostacolata da una fantasmagorica galleria di personaggi partoriti dagli anfratti più arcani della città.
In una Napoli oscura e segreta di primordiale e inquietante bellezza, dove si venerano antichi dèi, i morti si confondono con i vivi e le leggende sembrano prendere vita, Lavinia Petti intreccia una storia di amore e morte che porterà Fanny alla scoperta delle proprie origini e forse delle origini di un’intera città.

La ragazza della palude

I quattro Masiera vivono in un piccolo paesino del Veneto, con poca terra e tanta fame. Una condizione che li spinge a emigrare al Sud, dove c’è bisogno di braccia per la bonifica delle paludi pontine. Una volta giunti a Littoria scopriranno una realtà più ostile del previsto. Persino l’amicizia con i locali non è vista favorevolmente, da chi comanda. La famiglia Masiera rischia dunque di dover lasciare il podere assegnato perché attorno ai coloni vi è uno strano traffico di beni dell’Opera Nazionale Combattenti. Intanto, tra le Città di fondazione e i pantani del Circeo, oltre ai sovrani, a Mussolini e ai balilla in parata, arrivano i tecnici e le maestranze dell’Istituto Luce per girare un colossale film celebrativo. Età di lettura: da 13 anni. **

La prima legge. La trilogia

LOGEN NOVEDITA È UN GUERRIERO IN FUGA dal Nord di cui è stato il campione idolatrato tanto dai nemici che lo vorrebbero morto come dagli amici che farebbero meglio a crederlo tale. Perché dentro di lui si annida il Sanguinario, un’ombra per cui orrore, fuoco e morte sono un banchetto al quale invitare tutto e tutti. Glokta l’Inquisitore trascina il proprio corpo torturato nei palazzi del potere, investigando su una cospirazione in grado di ribaltare l’ordine costituito. Il giovane Jezal dan Luthar, che forse si accontenterebbe della propria bellezza, sfacciataggine e abilità nella scherma, scoprirà che qualcuno nutre grandi e pericolosi progetti per lui. Il Maggiore West deve lottare contro la propria sorella, l’idiozia delle gerarchie militari, e la costante feroce emicrania. Nelle vene della misteriosa e intrattabile Ferro Maljinn scorre sangue di demone, e una sete di vendetta che minaccia di travolgere un Impero. I loro cammini sono destinati a incrociarsi nella guerra che chiude le sue fauci sull’Unione da Nord a Sud, mentre alle ombre del passato e ai sortilegi si sommano le nuove, devastanti forze dell’oro e della tecnologia. Con questo grandioso affresco, ricco di pathos e umorismo nero, che comprende rovine ciclopiche e bettole, schermaglie politiche e duelli brutali in un cerchio di scudi, mercenari e prostitute, regine e banchieri, Joe Abercrombie ha portato il fantasy verso nuovi confini, capaci di fondere J.R.R. Tolkien e i noir americani, il realismo di G.R.R. Martin e l’ironia citazionista di Tarantino. Un pilastro della narrativa fantastica contemporanea, dopo il quale niente è stato più come prima.

La Porta Della Gioia

«Chi mi conosce sa ch’io sono scontrosa come un’ortica e che le mie temerità non sono fatte che di parole scritte». In una lettera del ’25, di ritorno da Parigi, Amalia Guglielminetti descriveva così il suo carattere. E probabilmente mentiva almeno in parte, poiché sapeva bene che la sua vita si presentava ai contemporanei come uno scandalo capace di scompaginare il quieto vivere della società benpensante cui apparteneva. In effetti, bastava poco a scandalizzare il perbenismo borghese della Torino di quegli anni, ma Amalia vi si impegnò con un gusto trasgressivo insolito specie per una donna del suo tempo.
Tratto da un articolo apparso sul Corriere della Sera del 9 maggio del 2004 ad opera di Paolo Di Stefano.
“La porta della gioia”, è una raccolta di brevi novelle pubblicate per la prima volta nel 1920, rappresentano una piccola testimonianza della vocazione provocatoria e del gusto libertario della scrittrice torinese.
L’autrice
Amalia Guglielminetti (Torino, 4 aprile 1881 – Torino, 4 dicembre 1941) è stata una scrittrice e poetessa italiana. **
### Sinossi
«Chi mi conosce sa ch’io sono scontrosa come un’ortica e che le mie temerità non sono fatte che di parole scritte». In una lettera del ’25, di ritorno da Parigi, Amalia Guglielminetti descriveva così il suo carattere. E probabilmente mentiva almeno in parte, poiché sapeva bene che la sua vita si presentava ai contemporanei come uno scandalo capace di scompaginare il quieto vivere della società benpensante cui apparteneva. In effetti, bastava poco a scandalizzare il perbenismo borghese della Torino di quegli anni, ma Amalia vi si impegnò con un gusto trasgressivo insolito specie per una donna del suo tempo.
Tratto da un articolo apparso sul Corriere della Sera del 9 maggio del 2004 ad opera di Paolo Di Stefano.
“La porta della gioia”, è una raccolta di brevi novelle pubblicate per la prima volta nel 1920, rappresentano una piccola testimonianza della vocazione provocatoria e del gusto libertario della scrittrice torinese.
L’autrice
Amalia Guglielminetti (Torino, 4 aprile 1881 – Torino, 4 dicembre 1941) è stata una scrittrice e poetessa italiana.