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La vita è un sogno

Giona e Moreno, amici d’infanzia, si ritrovano dopo lunghi anni: una notte trascorsa sul ponte di un vecchio peschereccio ormeggiato in mezzo al mare, li indurrà ad una sofferta, ma risoluta, dichiarazione d’amore.
Anche se la vita e le avversità li porteranno su strade diverse, il destino ha sempre in serbo delle sorprese nei momenti più impensati.
E poi ancora, una relazione intensa e tormentata ricostruita attraverso una scatola di ricordi, un giovane hikikomori che si riavvicina alla vita con l’aiuto di un avvenente prostituto, il bullismo e l’omofobia all’interno di una sperduta scuola di campagna, la tragica storia di “Gigino Wifi”, la difficoltà di uscire allo scoperto…
Attraverso storie, stili e visioni differenti, dieci autori incrociano i loro cammini, raffigurando il mondo Lgbt sotto molteplici angolazioni. L’amore, la passione, il dolore, ma sopratutto la speranza.
Perché in fondo… la vita è un sogno.
*** Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività del circolo culturale HARVEY MILK Milano e, in particolare, del progetto “Sportello (Ti) Ascolto”, un centro di ascolto totalmente gratuito gestito da volontari che si rivolge a chiunque avverta il desiderio di esplorare e comprendere alcuni aspetti legati alle proprie esperienze, alle proprie relazioni e al proprio mondo interiore.

La Vita Di Giulio Pane

– È curioso, – dirà il lettore: è curioso e strano, che un libro di Memorie, o, come oggi si dice, un’Autobiografia in tutta regola, sia stata rinvenuta proprio in Bolivia e venga a pubblicarsi in Italia, con un titolo così appariscente da attirar subito la curiosità; e piú strano, poi, che l’autore di un libro così grosso, un galantuomo sperduto in una foresta boliviana, dopo tante vicissitudini e traversie, abbia finalmente avuta inaspettata fortuna – lui il fortunato! – d’imbattere in un altro galantuomo che si sia presa a cuore la pubblicazione del volume, sciogliendo un voto alla virtù d’un conterraneo, alla memoria d’uno scrittore, al rispetto che si deve sempre a un uomo di buona fede, al quale s’è data la parola e se n’è accettato l’impegno. » Ma tant’è; la verità è questa e la giustizia è giustizia, anzi luce, tardiva se vogliamo, ma sempre luce, e la luce è vita e verità; e chi mantiene una promessa, compie al proprio dovere, che è, e dev’essere, sacrosanto. Ecco perchè – mio caro lettore, – queste povere pagine (dico povere perchè scritte da un pover uomo e in povera lingua), vengono alla luce del mondo proprio nella terra di GIULIO PANE , il quale, oltre a essere un pover uomo, fu anche po – veramente un uomo povero: titolo più che sufficiente ad attirarsi la tua simpatia e la discrezione del resto del pubblico.

La vicevita

Incontri con pendolari all’alba, compagni di cuccetta, giocatori di carte, conoscenti, sconosciuti, controllori o abusivi senza biglietto, sferraglianti regionali che attraversano la Ciociaria o velocissimi convogli giapponesi: questi micro-racconti invitano a meditare sugli errori di destinazione, sui ritardi o su quei momenti di vuoto che si spalancano durante certe misteriose soste in campagna. Valerio Magrelli ricostruisce insomma una ramificata serie di avventure, senza dimenticare da un lato i ricordi dei trenini giocattolo, dall’altro i risvolti piú tragici del mondo ferroviario (uno fra tutti: la strage di Bologna). Cosí facendo, giunge a consegnarci una specie di «viceautobiografia », o forse una piccola enciclopedia del viaggio, in grado di svelare gli aspetti tragicomici dell’esistenza umana e della convivenza civile. **
### Sinossi
Incontri con pendolari all’alba, compagni di cuccetta, giocatori di carte, conoscenti, sconosciuti, controllori o abusivi senza biglietto, sferraglianti regionali che attraversano la Ciociaria o velocissimi convogli giapponesi: questi micro-racconti invitano a meditare sugli errori di destinazione, sui ritardi o su quei momenti di vuoto che si spalancano durante certe misteriose soste in campagna. Valerio Magrelli ricostruisce insomma una ramificata serie di avventure, senza dimenticare da un lato i ricordi dei trenini giocattolo, dall’altro i risvolti piú tragici del mondo ferroviario (uno fra tutti: la strage di Bologna). Cosí facendo, giunge a consegnarci una specie di «viceautobiografia », o forse una piccola enciclopedia del viaggio, in grado di svelare gli aspetti tragicomici dell’esistenza umana e della convivenza civile.

La via di Damasco – Prima parte

In Siria è guerra civile. Il paese è una polveriera che minaccia di far esplodere l’intero Medio Oriente. Ufficialmente gli Stati Uniti appoggiano la causa degli insorti, ma in realtà vorrebbero salvare il regime e gli equilibri della regione favorendo un semplice cambio al vertice. Per rovesciare il presidente Bashar al-Assad bisogna reclutare qualcuno disposto a tradire, e l’unico agente in grado di cavarsela nell’inferno siriano è Malko Linge. Ma a Damasco la partita si fa intricatissima. Malko dovrà guardarsi dal fascino femminile, perché le donne più belle che incontrerà sulla sua strada saranno anche le più pericolose: come Farah, che dispensa il piacere dei sensi e non disdegna la tortura. Dovrà giocare d’astuzia, mentire e ingannare. Missione delicata per il Principe delle Spie, in un nido di vipere dove non si sa più chi tradisce chi. **
### Sinossi
In Siria è guerra civile. Il paese è una polveriera che minaccia di far esplodere l’intero Medio Oriente. Ufficialmente gli Stati Uniti appoggiano la causa degli insorti, ma in realtà vorrebbero salvare il regime e gli equilibri della regione favorendo un semplice cambio al vertice. Per rovesciare il presidente Bashar al-Assad bisogna reclutare qualcuno disposto a tradire, e l’unico agente in grado di cavarsela nell’inferno siriano è Malko Linge. Ma a Damasco la partita si fa intricatissima. Malko dovrà guardarsi dal fascino femminile, perché le donne più belle che incontrerà sulla sua strada saranno anche le più pericolose: come Farah, che dispensa il piacere dei sensi e non disdegna la tortura. Dovrà giocare d’astuzia, mentire e ingannare. Missione delicata per il Principe delle Spie, in un nido di vipere dove non si sa più chi tradisce chi.

La via Della Leggerezza

“I dietologi e i nutrizionisti sono costretti a riconoscere il loro fallimento: la maggioranza delle persone sovrappeso non riesce a ritrovare un peso accettabile. Mettersi a dieta e ridurre le calorie giornaliere non è efficace: è necessario prendere consapevolezza e lavorare anche sul piano emotivo. Per rimuovere i meccanismi inconsapevoli di tipo difensivo o compensativo che causano l’accumulo di grasso nel corpo e liberarci dalla pesantezza è necessario creare un nuovo equilibrio, che parte da un lavoro sulla propria personalità, dal rapporto con se stessi, con il proprio corpo e con il mondo esterno.” Questo libro cambia il nostro punto di vista sul benessere psicofisico, perché ci mostra che c’è un legame indissolubile tra i chili in eccesso e i nostri pesi interiori, tra approccio all’alimentazione e approccio alla vita, tra cibo per il corpo e cibo per lo spirito. Anche da un punto di vista scientifico.
“Per alleggerire il nostro corpo dobbiamo mangiare cibi, non trasformazioni industriali dei cibi, cibo vero, non cibo in scatola, mangiare con moderazione e prevalentemente vegetali. Per alleggerire la nostra anima dobbiamo privilegiare la vita semplice, naturale, consapevoli della bellezza di ogni atto quotidiano, piuttosto che la vita organizzata da agenzie di divertimento, acquisti, viaggi, spettacoli, televisione.” Con una ricca bibliografia scientifica, abitudini e rituali per il “giorno perfetto”, esercizi e ricette “di leggerezza” e una traccia audio di meditazione guidata, questo libro ci aiuta a liberarci finalmente dai pesi che ci schiacciano a terra e mettere le ali alla nostra gioia di vivere.

La verità del Freddo: La storia. I delitti. I retroscena. L’ultima testimonianza del capo della banda della Magliana

**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
* * *
« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo. ** *
### Sinossi
**Raffaella Fanelli intervista Maurizio Abbatino**
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« **La banda della Magliana esiste ancora?** »
« **Sopravvive attraverso persone** **che della banda non hanno** **fatto parte, ma che con noi** **sono entrate in contatto.** **Per molti la banda della Magliana** **è stata un’ottima garanzia.** »
*Mauriz
* * ***** *Con la postfazione di Otello Lupacchini e un inserto di foto inedite**
** “Hanno già ordinato la mia morte…” Maurizio Abbatino parla e racconta quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Misteri italiani, dal delitto Pecorelli all’omicidio di **Aldo Moro** , fino alla scomparsa di **Emanuela Orlandi**.
Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese; fondatore e capo, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione che per anni si è mossa a braccetto con servizi segreti, mafia e massoneria.
In queste pagine racconta la genesi della banda, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni. Può considerarsi il prologo di Mafia capitale: “Ritornano dei cognomi, si rivede un metodo… Abbastanza per pensare che le traiettorie del vecchio gruppo criminale non si siano esaurite” ha affermato l’attuale capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone. 
Nel libro scorre la storia d’Italia vista con gli occhi di un criminale sanguinario che ha fatto arrestare altri criminali sanguinari. Molti di loro sono tornati liberi. Lui no. Aspetta, dice, la sua esecuzione. “Sono tornato dove tutto è cominciato. Perché è qui che deve finire.”
**Maurizio Abbatino** , capo e fondatore della **banda della Magliana** , attualmente sta scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel settembre del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia. La collaborazione di Abbatino ha attraversato tutti gli anni Novanta e il decennio successivo per interrompersi nel 2010. La sua testimonianza ha consentito di avviare il processo che ha portato dietro le sbarre il nucleo storico della banda. Le sue rivelazioni hanno avuto un peso in processi importanti, da quello per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli a quello per la morte di Roberto Calvi. La storia di Abbatino è stata immortalata in un romanzo bestseller di Giancarlo De Cataldo ( *Romanzo criminale* , Einaudi 2002), al cinema e in una serie televisiva di successo.*

La Trappola Di Internet

Internet avrebbe dovuto allargare e segmentare il mercato, rendendo impossibili i monopolî dei media. Invece oggi, colossi come Google e Facebook controllano il tempo che passiamo online e ricevono giganteschi profitti dalla cosiddetta economia dell’attenzione. *La trappola di internet* mostra come tutto ciò sia potuto accadere. Questo saggio provocatorio e attualissimo racconta l’ascesa vertiginosa dei giganti digitali, e spiega cosa possono ancora tentare di fare i «giocatori» piú piccoli per sopravvivere in un’ardua partita inesorabilmente truccata a loro danno. Internet non ha ridotto i costi per raggiungere il pubblico, ha semplicemente mutato chi paga e come. Sfatando un mito duro a morire, Hindman dimostra che internet non è piú quella tecnologia post-industriale che ci è stata raccontata: ormai è diventato matematicamente impossibile per degli universitari al lavoro in un garage battere Google, e la neutralità della rete non può da sola funzionare come garanzia di un’internet aperta e democratica.

La Torre Dei Popoli

La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore. **
### Sinossi
La Tour des Peuples, è una delle ultime opere di Han Ryner. Simbolizza l’immane tragedia dei popoli primitivi, illusi e traditi nei loro sogni di pace. La efficace ricostruzione delle età prime dell’uomo, l’interpretazione appassionata dei simboli e delle credenze, l’ampiezza della visione storica, rendono particolarmente attraenti le opere di questo onesto scrittore. Han Ryner fa della letteratura filosofica, forse come reazione alla sovrabbondante produzione amena francese; ma i problemi ch’egli pone sono da lui sentiti al massimo grado, sentiti e vissuti come pochi scrittori oggi fanno. Chi ha letto il Figlio del Silenzio – una geniale rievocazione della Grecia di Pitagora – gusterà vivamente anche questa Torre dei Popoli, e attenderà con impazienza che si traducano anche altre opere del profondo e geniale evocatore.

La tomba insanguinata

Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi. **
### Sinossi
Un milionario con l’hobby dei marchingegni e degli indovinelli è in punto di morte. Ha messo insieme una fortuna spillando soldi ai giocatori nei suoi casinò e ora vorrebbe risarcire la figlia di uno degli sprovveduti che ha rovinato. Ma anche i suoi soci reclamano la propria parte. Allora, niente di meglio che un diabolico rompicapo per dirimere la questione e i quattrini andranno a chi lo risolverà. Il guaio è che qualcuno decide di anticipare l’arrivo della Signora con la Falce. Così, per aprire la cassaforte che custodisce l’eredità, non resta che decifrare i rebus del defunto. A ciascuno il suo problema. Quello di far luce sulla vicenda toccherà invece a Christopher Angel, il detective più anticonvenzionale di tutta Scotland Yard. Non si sa come abbia raggiunto questa posizione senza essere mai stato un funzionario di polizia, eppure è in gamba. Forse riesce naturale, a un ex cacciatore di leoni in Africa, non lasciare scampo neanche agli assassini.
ALL’INTERNO, il racconto “I più deserti campi” di Riccardo Bettini, Silvia Brizio, Elisa Capanni, Marcello Pedretti e Simonetta Pugnaghi.

La tempesta in un bicchiere: Fisica della vita quotidiana

« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere. **
### Sinossi
« *Un libro davvero delizioso che descrive la bellezza e l’universalità della fisica. L’entusiasmo di Czerski è contagioso proprio perché riesce a rendere allegra la vita quotidiana, mostrando quanto possa essere affascinante la fisica; certo non meno di ciò che si può vedere col telescopio Hubble o nell’anello sotterraneo dell’LHC di Ginevra.* »
**Jim Al-Khalili**
« *Se pensate che capire come funziona il mondo sia come scalare una montagna troppo alta, leggete questo libro. Vi condurrà sulla vetta con facilità e vi mostrerà un panorama incredibile. È raro trovare qualcuno che possa spiegare cose che sembrano infinitamente complicate facendole capire perfettamente. È proprio questo che fa il libro di Helen Czerski. Divertente, affascinante e scritto in modo brillante: «Proprio qui, nel mio bicchiere, posso vedere la tempesta». Anch’io, e adesso so cos’è.* »
**Marcus Brigstoke**
« *Un libro incantevole, accessibile e entusiasta. Helen vi invita a vedere il mondo attraverso i suoi occhi per capire come pensa un fisico. È un modo meraviglioso per scoprire le relazioni che si nascondono dietro ciò che per noi è ordinario e banale.* »
**Hannah Fry**
« *Helen Czerski ha un’abilità innata per scovare le meraviglie della scienza che si celano sotto ogni sasso, intorno a ogni singola goccia di pioggia o dentro un comune granello di sabbia.* »
**Jordan Ellenberg, autore di I numeri non sbagliano mai**
Può sembrare un libro di curiosità, invece è un libro di fisica. Ogni nostra esperienza quotidiana, ogni fenomeno comune, che spesso guardiamo senza passione, nasconde infatti segreti che alla luce delle leggi della fisica diventano improvvisamente comprensibili e molto più affascinanti di quanto avremmo mai sospettato.
Attorniati come siamo da libri dedicati alle superstringhe, agli acceleratori di particelle o alla meccanica quantistica, potremmo essere indotti a pensare che la fisica sia una faccenda inesorabilmente tecnica, relegata in laboratori sempre più avveniristici: una questione per soli specialisti. Invece, Helen Czerski ci coinvolge col sorriso in decine di storie comuni, dalle onde del mare ai cucchiaini da caffè, per raccontarci quanto può essere bella la fisica, che danza tutt’intorno a noi, se solo ci fermiamo a osservarla. La fisica, insomma, fa parte della vita di ogni giorno, basta saperla scovare e saperla apprezzare per renderla familiare e bellissima.
Le più grandi teorie, le più complesse e affascinanti congetture, si nascondono negli oggetti più insospettabili e comuni. I venti antartici possono essere spiegati con lo scoppio del popcorn nella padella; persino bere da una cannuccia può essere una buona lezione di fisica, soprattutto se in cattedra c’è Helen Czerski col suo entusiasmo contagioso. Nel nostro bicchiere c’è un brulichio di molecole, un invisibile e turbolento sfrecciare e scontrarsi di infinite, minuscole biglie. È un gioco di pressione e temperatura nel quale si nasconde la legge dei gas, il comportamento dei liquidi e molto altro, e non ci si annoia mai. Ma se la cannuccia che state provando è più lunga di 10,2 metri non c’è niente da fare, non berrete mai la vostra bibita, neanche con tutta la forza del mondo. Lo dice la fisica, leggere per credere.

La Strage Degli Innocenti

Alla fine degli anni Sessanta, nel triangolo fra Padova, Treviso e Venezia abitano alcuni degli uomini più feroci del terrorismo italiano. Hanno un disegno: spargere terrore per instaurare un regime militare autoritario, proprio come era accaduto in Grecia con il golpe dei colonnelli. Alle 16.37 del 12 dicembre 1969, a Milano, sotto il grande tavolo al centro della sala aperta al pubblico della Banca nazionale dell’agricoltura esplode una bomba. Diciassette persone muoiono. Centinaia rimangono ferite. Da allora sono passati anni di inchieste e decine di sentenze. Di questa strage sappiamo molto, anche se un colpevole manca. Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin hanno lavorato sulle carte delle indagini e dei processi, hanno intervistato protagonisti e testimoni e sono andati nei luoghi di questa lunga storia, per gettare un po’ di luce sullo spazio in cui hanno agito e si sono a lungo nascosti alcuni dei suoi personaggi principali. Chi sono gli ideologi e gli esecutori della stagione feroce in cui il rischio di perdere la nostra “democrazia difficile”, come la definì Aldo Moro, è stato altissimo? Questo è un viaggio nel capitolo più buio e violento della storia italiana, nel quale la violenza dell’estrema destra di Ordine nuovo, l’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno, i servizi segreti militari, le stragi, gli omicidi e la strategia della tensione sono i tasselli che ancora oggi la giustizia non è riuscita a comporre nel quadro definitivo della verità processuale. **

La Stagione Delle Tempeste

**LA SERIE CHE HA ISPIRATO IL FENOMENO**
* **THE WITCHER***

*La guerra con l’impero di Nilfgaard è ormai finita, eppure il poeta Ranuncolo ha ancora molte storie da raccontare. E allora prende in mano il liuto e ricomincia a cantare le avventure di Geralt di Rivia…*

Prima che il suo destino venga segnato dall’incontro con la principessa Cirilla, Geralt di Rivia ha un solo obiettivo: sopravvivere. Per questo viaggia di città in città, offrendo i suoi servigi di strigo a chiunque ne abbia bisogno. Che si tratti di spiriti maligni, ghul o volpi mutaforma, Geralt è sempre pronto a combattere, soprattutto se c’è la possibilità di guadagnare qualche moneta. Il suo è un mestiere rischioso, eppure nessun mostro si è mai rivelato infido e spietato quanto la peggiore di tutte le creature: l’uomo. Infatti è per colpa di un’umana se Geralt si ritrova in una cella, spogliato delle armi e accusato ingiustamente di estorsione e di furto. E la faccenda si complica quando la cauzione viene pagata dalla stessa, affascinante donna che lo ha fatto arrestare: Lytta Neyd, meglio conosciuta come Corallo. E che adesso lo aspetta fuori della prigione. Cosa può volere da lui una delle più potenti maghe di Skellige? E che fine hanno fatto le sue spade e i suoi elisir, scomparsi dal deposito del carcere? Solo e disarmato, Geralt non ha altra scelta che andare incontro a Corallo e sperare che lei lo aiuti a recuperare il suo equipaggiamento da strigo. Anche se il prezzo da pagare potrebbe rivelarsi altissimo…

Diciassette anni dopo aver scritto l’ultimo romanzo della saga, Andrzej Sapkowski torna nell’universo affascinante e pericoloso di Geralt di Rivia con una nuova avventura che coniuga magie e colpi di scena, epiche battaglie e graffiante ironia, gettando una nuova luce sul passato dello strigo che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

**La saga di Geralt di Rivia**

** *Il guardiano degli innocenti***
** *La spada del destino***
** *Il Sangue degli Elfi***
** *Il tempo della guerra***
***Il battesimo del fuoco***
** *La Torre della Rondine***
** *La Signora del Lago***