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L’Enigma Matthew Alcott 1

Alle persone piace essere ricordate. E’ per questo che si scrive un libro, si dipinge un quadro, si scopre la cura contro il cancro.
Anch’io voglio essere ricordato. Nessuno deve dimenticare quello che mi è successo.
In un certo senso scriverò il libro della vita, dipingerò il quadro dell’Apocalisse, curerò la malattia peggiore.
Me stesso.
E lo farò sorseggiando il vino più dolce.
La vendetta.
Contro chi?
Non è importante il fine. Ciò che conta è il mezzo per raggiungere quel dannato fine.
Il mio strumento ha un solo nome.
Carrie Cockard.
Alle persone piace essere amate. E’ per quello che cerchiamo di essere belli, o simpatici; oppure semplicemente mentiamo per sembrare più gradevoli.
Abbiamo paura di essere abbandonati.
Io sono stata abbandonata e amata in eguale misura. Poi ho perso tutto. Il bambino che, durante l’infanzia, mi ha fatta sentire speciale, è scomparso.
E’ stato come se mi strappassero il cuore per gettarlo lontano.
Ma poi ho capito che si risale la china solo se si tocca il fondo. E la vita dovrà pure essere vissuta attraverso la dura lezione della memoria, ma può essere goduta solo lasciandosi dietro il dolore.
Non è importante in quale maniera.
Ciò che conta è che ho deciso. Finalmente voglio dimenticare il passato.
Quel passato porta un solo nome.
Matthew/Mowgli Alcott.
Matt e Carrie. Quando nulla è come sembra, ma ciò che appare finisce per diventare la sola cosa che conta.
Nota dell’autrice: “L’Enigma Matthew Alcott” è il primo volume dell’omonima dilogia dark/young adult. Il romanzo è anche un thriller; tratta argomenti delicati. E’ consigliato ad un pubblico adulto e consapevole.
**
### Sinossi
Alle persone piace essere ricordate. E’ per questo che si scrive un libro, si dipinge un quadro, si scopre la cura contro il cancro.
Anch’io voglio essere ricordato. Nessuno deve dimenticare quello che mi è successo.
In un certo senso scriverò il libro della vita, dipingerò il quadro dell’Apocalisse, curerò la malattia peggiore.
Me stesso.
E lo farò sorseggiando il vino più dolce.
La vendetta.
Contro chi?
Non è importante il fine. Ciò che conta è il mezzo per raggiungere quel dannato fine.
Il mio strumento ha un solo nome.
Carrie Cockard.
Alle persone piace essere amate. E’ per quello che cerchiamo di essere belli, o simpatici; oppure semplicemente mentiamo per sembrare più gradevoli.
Abbiamo paura di essere abbandonati.
Io sono stata abbandonata e amata in eguale misura. Poi ho perso tutto. Il bambino che, durante l’infanzia, mi ha fatta sentire speciale, è scomparso.
E’ stato come se mi strappassero il cuore per gettarlo lontano.
Ma poi ho capito che si risale la china solo se si tocca il fondo. E la vita dovrà pure essere vissuta attraverso la dura lezione della memoria, ma può essere goduta solo lasciandosi dietro il dolore.
Non è importante in quale maniera.
Ciò che conta è che ho deciso. Finalmente voglio dimenticare il passato.
Quel passato porta un solo nome.
Matthew/Mowgli Alcott.
Matt e Carrie. Quando nulla è come sembra, ma ciò che appare finisce per diventare la sola cosa che conta.
Nota dell’autrice: “L’Enigma Matthew Alcott” è il primo volume dell’omonima dilogia dark/young adult. Il romanzo è anche un thriller; tratta argomenti delicati. E’ consigliato ad un pubblico adulto e consapevole.

L’Attrito Del Tempo

«Scrivere è un processo fisico molto piú di quanto comunemente si pensi. Molto spesso non fai che obbedire al tuo corpo senza fiatare e senza opporre resistenza», dice Amis a proposito dell’ispirazione. E i saggi, gli articoli di cronaca e di costume, le recensioni e le riflessioni letterarie presenti in questa raccolta non possono che nascere da quello stesso impulso travolgente, da quella stessa «sensazione in fondo alla gola, come il desiderio della prima sigaretta» che anima la scrittura dei suoi romanzi. Gli omaggi agli eroi letterari Nabokov, Bellow o Larkin, gli originali auguri per i cinquant’anni di *Arancia meccanica* , i sopralluoghi nell’America Latina del mito di Maradona e dei narcos colombiani, le risposte caustiche alle domande dei lettori, la carriera di John Travolta, le spassose riflessioni sul tennis o sul gioco d’azzardo, o le inchieste sull’industria del cinema pornografico americano: se nell’ *Attrito del tempo* c’è un filo conduttore, è senza dubbio il genio intrepido e irriverente di Martin Amis. «Solo il revisore, il correttore di bozze, e naturalmente l’autore sono costretti a leggere un testo dall’inizio alla fine», dichiara Amis nella sua nota iniziale, tacendo il fatto che anche al lettore sarà riservato lo stesso destino. E non certo per vincolo imposto, ma per la seduzione fatale delle sue parole.

L’Assedio

Un milione di migranti in Europa nel 2015: è giusto definirlo un assedio? O sarebbe più corretto parlare di «sindrome dell’assedio»? Massimo Franco racconta le ambiguità e le contraddizioni di questa «parola-matrioska» che porta in sé tanti significati diversi. L’immigrazione, secondo lui, è il riflesso di un assedio all’Unione Europea che ha avuto inizio qualche anno fa e che è condotto non solo da fuori ma anche dal suo interno. I migranti sarebbero quindi il sintomo e non la causa dello sconvolgimento in atto, gli acceleratori di cambiamenti e difficoltà cominciati ben prima. La tendenza, oggi, è quella di farne invece facili capri espiatori. In realtà, i profughi e i clandestini che arrivano da Siria, Iraq, Africa subsahariana e Maghreb sono gli ultimi assedianti, in ordine di tempo, dell’Europa. Nel passato recente, i colpi al mito del «Continente perfetto», alla sua stabilità, sono venuti proprio dagli Stati membri: dai nazionalismi cresciuti nelle pieghe della crisi economica e di antichi e nuovi pregiudizi. E nella loro scia è emerso un populismo che usa una migrazione epocale come pretesto per politiche sempre più autarchiche. Ne emerge una transizione caotica, per l’incapacità dei governi di prevederla e di coglierne i vantaggi, senza dimenticare che alcune crisi mediorientali sono state aggravate dagli errori strategici dell’Occidente. Lo stesso terrorismo dei «macellai» dello Stato islamico è infatti anche il prodotto di un dopoguerra in Iraq che Europa e Usa hanno sottovalutato e trascurato. Il ritorno dell’epoca dei muri nel Vecchio continente chiude il cerchio della paura dell’invasione conferendo una sorta di cupa fisicità alla «sindrome dell’assedio». Ma il ripiegamento di ciascuno nei propri confini minaccia di frenare l’economia e di favorire un’«industria della migrazione» sospesa tra legalità e illegalità. A trarne vantaggio saranno i tanti Donald Trump europei, euroscettici e xenofobi: sottoprodotti anche loro delle certezze perdute. Nel settembre 2015, il generale statunitense Martin Dempsey ha affermato che da mesi la Nato sta analizzando la grande migrazione e che questa durerà vent’anni: i tempi di un fenomeno strutturale. Il dilemma è: governare o subire i migranti? Fermarli, secondo Massimo Franco, sarà impossibile, senza una strategia collettiva dell’Occidente. Non sono i muri a proteggere l’identità europea. È più utile prendere atto della fine dell’eurocentrismo e ricalibrare l’analisi. La difesa miope di un’identità preziosa è la scorciatoia per smarrirla del tutto.

L’Arte Di Annacarsi

«Enorme davvero: enorme, e unica, e inspiegabile è lossessione meteorologica dei siciliani. Se cè brutto tempo si sentono in colpa, si giustificano, come se avessero invitato qualcuno a casa propria facendogli trovare la tovaglia macchiata di sugo». Una stravaganza, ma non lunica. Se andate a Scicli troverete, per esempio, uninsolita raffigurazione della Grande Madre: in tutto il Mediterraneo è una figura archetipica soavemente benigna, mentre qui si trasforma nella Madonna delle Milizie, armata e a cavallo, parecchio minacciosa. Ma è tutta la Sicilia a essere, oltre che se stessa, anche il contrario di sé, capace di amori smisurati, che si esprimono nella fisicità degli incontri: è il tatto a prevalere fra i cinque sensi. I siciliani toccano. Ti toccano un braccio mentre cercano di capire di cosa hai bisogno e anche di cosa non sai ancora di avere bisogno. La sensazione di essere toccati può rivelarsi sgradevole, per il viaggiatore, ma anche lui a poco a poco si abitua, e alla fine qualcuno persino si dispiace quando poi nessuno lo tocca più. Apparenti contraddizioni e immobili mutamenti rendono lo spirito di una terra piena di angoli insospettabili. Marsala, Palermo, Ustica, Porto Palo, Favignana, Agrigento, Siracusa, Tindari, Catania, Gela, Taormina, Messina sono solo alcune delle tappe di Roberto Alajmo, un viaggiatore capace di raccontare riallacciando i fili di una trama antichissima e tormentata: in fondo lamore per la Sicilia è quello che si prova per una canaglia. Tu sai che è una canaglia, ma non puoi farci niente.Roberto Alajmo a Le Storie di Corrado Augias: guarda il videoRoberto Alajmo a Fahrenheit: ascolta l’audio

L’armonia del mondo

«Parlo meglio di quanto non scriva» diceva Barbey d’Aurevilly «quando l’Angelo di fuoco della Conversazione mi prende per i capelli come un Profeta». E nell’ *Armonia del mondo* , dove il filo conduttore è l’Italia, davvero sembra che quell’Angelo si sia impadronito di Citati: che ci parli di gatti e di bambini, della maturità, della nube di scontentezza che ci avvolge, del giusto rapporto da tenere con gli oggetti, della morte nel mondo moderno, della scomparsa dei veri potenti (ma non del potere), di una Parigi dove tutto è traslucido come in un Bellotto, degli ospiti di un albergo di montagna, della lingua italiana moderna, sempre si ha l’impressione di partecipare a una luminosa conversazione capace di cogliere ciò che si nasconde in ciascuno di questi argomenti, o lo trascende. Una conversazione che ci offre, come ha scritto Giovanni Mariotti, «molte ragioni di ammirazione, una lezione di stile (nel senso non solo letterario) e un antidoto efficace al malumore».

L’anno nuovo

Henning ha una quarantina d’anni ed è sposato con Theresa, con la quale ha due figli. La famiglia sta trascorrendo le vacanze di Natale sull’isola di Lanzarote, dove il vento impetuoso spazza via tutti i pensieri e il sole accecante allontana lo stress quotidiano. Henning si ripete di essere un uomo fortunato: vive in un bell’appartamento di Gottinga, lavora per una casa editrice, ha una famiglia felice. Nonostante ciò, da alcuni mesi soffre di attacchi di panico. Non è sereno, non riesce a dormire, litiga in continuazione con la moglie, che lo esorta a comportarsi «come un uomo, un uomo che io possa amare». Il mattino del primo giorno dell’anno, durante un’escursione in bicicletta verso uno dei punti più alti dell’isola, quel malessere torna a fargli visita. A soccorrerlo è Lisa, un’artista tedesca che lo invita a casa sua offrendogli acqua e cibo. Dettaglio dopo dettaglio, la casa della donna gli appare sempre più familiare, una strana sensazione di déjà-vu comincia a farsi strada nella sua mente e, quando Lisa gli mostra un pozzo nel giardino, quella che sembrava una strana suggestione si trasforma in certezza: in quella casa c’è già stato, tanto tempo fa. E poco alla volta tornano a galla i ricordi di un’esperienza terrificante vissuta fra quelle mura, un’esperienza che lo ha segnato per sempre.
Un tranquillo viaggio in famiglia a Lanzarote che si trasforma in un incubo: con una parabola vertiginosa, *L’anno nuovo* racconta la storia di un uomo in crisi d’identità e di due bambini che nel bel mezzo di una vacanza paradisiaca si ritrovano all’inferno. L’ultimo romanzo di Juli Zeh, all’uscita subito al primo posto nelle classifiche tedesche, conferma lo straordinario talento dell’autrice.
**«Il thriller e l’analisi sociale sono interconnessi in maniera tanto efficace da rendere *L’anno nuovo* forse il miglior libro di Juli Zeh».
«Süddeutsche Zeitung»**
**«Con una penna leggera, Juli Zeh combina un’intelligente riflessione sul ruolo dell’uomo moderno al cupo racconto di un trauma infantile che si trasforma in un thriller psicologico».
«Der Tagesspiegel»**

L’Angelo E La Tigre

“Sa essere freddo e crudele, lo so. Forse ha perso la sua umanità dopo l’incidente che gli ha lasciato in volto quelle terribili cicatrici. O forse è stato a causa…” Si interruppe. “Eppure, vostro marito non è sempre stato senza cuore.”
Quando giunge nella sperduta colonia dell’Oceano Indiano dove vive il promesso sposo, Caroline trova una situazione diversa da quella che le era stata prospettata.
Raphaël, vedovo con una figlia, è un capitano tanto audace e spietato da essersi meritato il soprannome di La Tigre. Metà del suo viso è solcato da profonde ferite e il ricordo della prima moglie è ancora vivo nel suo animo.
L’abisso tra i due sembra incolmabile, ma durante una spedizione alla scoperta delle Seychelles l’attrazione si fa irresistibile…
In quelle isole selvagge e disabitate la mappa del tesoro di un pirata impiccato guida Raphaël e Caroline verso nuove avventure.
Basterà la passione a unirli, quando profonde ferite e oscuri segreti ancora li separano?
* * *
Leggi anche “Peccato in Paradiso”, la romantica avventura della sorella di Caroline ambientata nelle calde isole dei Caraibi.
* * *

L’amurusanza

Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi” e dalla sua cricca di “anime nere”, invischiata in diversi affari sporchi. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie, prima timida poi sempre più sfrontata, una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate, e poi Roberto, Violante, don Bruno una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione Tea Ranno ha scritto il suo romanzo più solare, magico e sensuale: ha dato vita a una Dona Flor siciliana e l’ha calata in un’atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l’aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontato una parabola attualissima di coraggio ed emancipazione, di una donna e di una comunità.

L’altra metà di un lupo

“In un mondo in cui gli Omega sono considerati esseri deboli e inutili, uno di loro cambierà le cose.”
Oliver Logan è un lupo in fuga da quando l’Alfa di Sacramento ha giurato di ucciderlo perché è un Omega.
Non trovando altra via d’uscita, parte insieme a suo cugino Seth per raggiungere la cittadina di Placerville e chiedere protezione al suo Alfa.
Quando chiede aiuto a Marcus, non si aspetta di trovare nell’Alfa il suo compagno predestinato.
Marcus Mackellan non crede nei compagni predestinati, almeno fino a quando Oliver non irrompe nel suo ufficio come un tornado, sconvolgendo tutte le sue convinzioni.
Un’antica profezia rivelerà la vera natura di Oliver.
Un lupo assassino cercherà di separare i due amanti.
E Oliver e Marcus dovranno combattere contro mille avversità per trovare il modo di poter stare insieme. **
### Sinossi
“In un mondo in cui gli Omega sono considerati esseri deboli e inutili, uno di loro cambierà le cose.”
Oliver Logan è un lupo in fuga da quando l’Alfa di Sacramento ha giurato di ucciderlo perché è un Omega.
Non trovando altra via d’uscita, parte insieme a suo cugino Seth per raggiungere la cittadina di Placerville e chiedere protezione al suo Alfa.
Quando chiede aiuto a Marcus, non si aspetta di trovare nell’Alfa il suo compagno predestinato.
Marcus Mackellan non crede nei compagni predestinati, almeno fino a quando Oliver non irrompe nel suo ufficio come un tornado, sconvolgendo tutte le sue convinzioni.
Un’antica profezia rivelerà la vera natura di Oliver.
Un lupo assassino cercherà di separare i due amanti.
E Oliver e Marcus dovranno combattere contro mille avversità per trovare il modo di poter stare insieme.

L’ uomo dei sogni

Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani? Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani. Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici? L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui. Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?

Jefferson. Lo spinoso caso del detective più ricercato del paese

In un luminoso mattino d’autunno, il porcospino Jefferson Bouchard esce di casa per andare a farsi sfoltire il ciuffo e incontrare, così spera, la dolce Carole. Canticchia, sentendo che tutto gli sorride mentre si avvia verso la città. Come può immaginare, quando arriva baldanzoso nel salone del signor Edgar, che la sua vita sta per ribaltarsi? Accusato di omicidio, il buon Jefferson, 72 centimetri di coraggio e paura, è proiettato in un’avventura che lo porterà fino al paese degli umani. Un giallo avvincente, a tratti feroce, ma anche pieno di tenerezza e amicizia, in cui l’autore s’interroga sul nostro rapporto con gli animali. Età di lettura: da 10 anni.

Jacob Due-Due agente segreto

Jacob Due-Due, il bambino che dice sempre tutto due volte perché la prima non lo sente mai nessuno, è qui alle prese con i mille travestimenti dell’agente segreto. Insieme a un nuovo e misterioso vicino di casa, il nostro eroe ricorrerà a trovate e trucchi ingegnosi per sventare i piani di chi vuol far venire il mal di pancia a tutta la scuola…
Arriva dallo spericolato mondo degli 007 la terza puntata delle avventure di Jacob Due-Due, come sempre dovuta alla penna dell’irresistibile papà Mordecai. **
### Sinossi
Jacob Due-Due, il bambino che dice sempre tutto due volte perché la prima non lo sente mai nessuno, è qui alle prese con i mille travestimenti dell’agente segreto. Insieme a un nuovo e misterioso vicino di casa, il nostro eroe ricorrerà a trovate e trucchi ingegnosi per sventare i piani di chi vuol far venire il mal di pancia a tutta la scuola…
Arriva dallo spericolato mondo degli 007 la terza puntata delle avventure di Jacob Due-Due, come sempre dovuta alla penna dell’irresistibile papà Mordecai.

Israele, uno Stato razzista

Israele uno Stato razzista non è un pamphlet contro gli ebrei né contro l’ebraismo ma, secondo l’autore, chi conosce la storia del mondo e sa delle vessazioni inflitte agli Ebrei lungo i duemila anni della storia d’Europa fino ai crimini del razzismo nazista, non può rimanere stupito e sconcerta nel constatare che oggi gli Ebrei sionisti governano Israele con un comportamento chiaramente razzista. Il saggio, scritto da un autore che descrive l’ebraismo come la religione spirituale più raffinata e umanamente più costruttiva, documenta le ragioni delle affermazioni delle affermazioni di Finkelstein esclusivamente con testimonianze dirette di ebrei che, in Israele e nel mondo, protestano per il razzismo sionista che discrimina e maltratta non solo i Palestinesi, ma anche gli ebrei non ashkenaziti, cioè non europei. **
### Sinossi
Israele uno Stato razzista non è un pamphlet contro gli ebrei né contro l’ebraismo ma, secondo l’autore, chi conosce la storia del mondo e sa delle vessazioni inflitte agli Ebrei lungo i duemila anni della storia d’Europa fino ai crimini del razzismo nazista, non può rimanere stupito e sconcerta nel constatare che oggi gli Ebrei sionisti governano Israele con un comportamento chiaramente razzista. Il saggio, scritto da un autore che descrive l’ebraismo come la religione spirituale più raffinata e umanamente più costruttiva, documenta le ragioni delle affermazioni delle affermazioni di Finkelstein esclusivamente con testimonianze dirette di ebrei che, in Israele e nel mondo, protestano per il razzismo sionista che discrimina e maltratta non solo i Palestinesi, ma anche gli ebrei non ashkenaziti, cioè non europei.

Io e lui

**NUOVA EDIZIONE EBOOK 2018**
Il problema che ho affrontato in Io e Lui,” disse Moravia in un’intervista, “è terribilmente serio, anche se la veste è comica. È la sessualità, da una parte, personificata in ‘lui’, cioè nella virilità fisiologica e dall’altra parte, la spinta contraria alla sessualità verso una meta artistica, intellettuale, sociale e civile.” Federico, “Rico”, è appunto un intellettuale velleitario, uno sceneggiatore che vuole diventare regista. La sua personalità risulta fortemente scissa: se l’io sta a guardare, lui agisce: l’inconscio parla, il sesso ha una voce che ordina e impone. Ne risulta un andamento esilarante, pieno di invenzioni francamente inattese: nella folle vicenda di questo regista mancato, nel costante dialogo tra il protagonista coatto, il suo sesso prepotente e il suo rimorso culturale (sublimazione o desublimazione?), la nevrosi, interpreta in chiave comica o tragicomica, non è lontana dall’assurdo. **
### Sinossi
**NUOVA EDIZIONE EBOOK 2018**
Il problema che ho affrontato in Io e Lui,” disse Moravia in un’intervista, “è terribilmente serio, anche se la veste è comica. È la sessualità, da una parte, personificata in ‘lui’, cioè nella virilità fisiologica e dall’altra parte, la spinta contraria alla sessualità verso una meta artistica, intellettuale, sociale e civile.” Federico, “Rico”, è appunto un intellettuale velleitario, uno sceneggiatore che vuole diventare regista. La sua personalità risulta fortemente scissa: se l’io sta a guardare, lui agisce: l’inconscio parla, il sesso ha una voce che ordina e impone. Ne risulta un andamento esilarante, pieno di invenzioni francamente inattese: nella folle vicenda di questo regista mancato, nel costante dialogo tra il protagonista coatto, il suo sesso prepotente e il suo rimorso culturale (sublimazione o desublimazione?), la nevrosi, interpreta in chiave comica o tragicomica, non è lontana dall’assurdo.

Insieme

La collaborazione è una qualità innata dell’uomo, che fin da neonato è in grado di cooperare con la madre. Tuttavia non è una capacità scontata, che possa svilupparsi da sé, senza venire esercitata e approfondita. La collaborazione è essenzialmente un’arte, un’abilità sociale, e richiede un suo rituale, che va dal semplice dire grazie alle più sofisticate forme di diplomazia. È capacità di ascoltare, confrontarsi, dialogare con il prossimo per realizzare opere e risultati che da soli non si conseguirebbero. È necessaria per operare con persone che non ci somigliano, non conosciamo, magari non ci piacciono e possono avere interessi in conflitto con i nostri. È quindi un’abilità fondamentale per affrontare la più urgente delle sfide dell’oggi, ossia vivere con gente differente nel mondo globalizzato. Nonostante ciò è poco considerata nella società occidentale che le preferisce il modello della competizione individualistica o quello della chiusura di tipo tribale. Richard Sennett discute del perché ciò accada e che cosa si possa fare per porvi rimedio, visto che per prosperare le società hanno bisogno di quello scambio da cui si può trarre beneficio reciproco e mutuo soccorso. In un’indagine di ampio respiro, insieme antropologica, sociologica, storica e politica, mostra che cosa si intenda per collaborazione, spaziando dalle gilde medioevali al social networking; quali fattori ne abbiano determinato la crisi, nell’educazione e sul lavoro, con le conseguenti ricadute sul piano psicologico; in che modo la si possa ristabilire, a partire dalla pratica, dall’abilità di fare e riparare le cose, e dalle motivazioni che spingono l’uomo a cooperare con i propri simili, traendone soddisfazione e piacere. Grazie alla ricchezza degli spunti di riflessione e alla varietà delle esemplificazioni ne risulta un libro non solo molto stimolante ma anche di piacevolissima lettura.

Incontro Con Il Mio Nuovo Capo

### ***“I maschi ti fanno piangere, i dolci ti rendono felice.”***
“Fammi capire, stai davvero parlando di quest’uomo… *Questo*?”
Sollevò il cellulare davanti alla mia faccia facendomi incrociare gli occhi.
“Quest’uomo ti ha chiesto di restare da lui per aiutarlo ad allestire una festa e tu hai detto… no?”
Continuai ad avvolgere i tagliolini sulle bacchette, li misi in bocca poi annuii masticando.
“È un donnaiolo” risposi. “Probabilmente l’ha chiesto a un mucchio di altre ragazze, ne avrà una diversa per ogni sera della settimana.”
“E allora? Scusa ma l’hai visto? Chi se ne frega se è un dongiovanni. È suuuper sexy! Ed è pure ricchissimo. Cos’è, uno di quei milionari?”
“Miliardario” la corressi.
Il telefono quasi le cadde di mano. Si sedette accanto a me e mi prese il volto tra le mani.
“Ti voglio bene, Caroline, ma è ufficiale. Sei un’idiota!”
\—
**Le prime impressioni non sempre sono le migliori.**
Quando Caroline incontra il suo nuovo capo, Nathan Astley, il ricco, sexy e affascinante capo della Astley Inc., riesce decisamente a fargli una certa impressione…
Si incrociano in ascensore. Lei gli rovescia il caffè sulla camicia, la gonna le si strappa mettendo in mostra le mutandine di pizzo… Non proprio un gran momento.
*Eppure, dal modo in cui lui l’ha guardata si direbbe che abbia apprezzato lo spettacolo.*
**Ma Nathan non è il Principe azzurro.**
Caroline scoprirà in fretta la sua reputazione e il fatto che abbia scopato con la maggior parte delle donne dell’ufficio. Lui ottiene sempre quel che vuole.
**Caroline è arrivata a New York per iniziare una nuova vita.**
Ha un cuore spezzato di cui occuparsi, da quando il suo ex ragazzo l’ha tradita proprio la sera del loro anniversario. Ha giurato di non fidarsi mai più degli uomini. Preferirebbe diventare una gattara, piuttosto.
*Non permetterà a un ragazzino ricco e viziato di farla piangere ancora…*
**Peccato che Nathan non sia un ragazzino.**
Il suo è il corpo di un uomo maturo e Caroline deve fare ricorso a tutta la sua buona volontà per resistere alla tentazione di strappargli la camicia di dosso.
L’improvviso interesse che lui le dimostra sta risvegliando la gelosia delle colleghe di Caroline…
E quando Caroline capisce che il suo ex è anche il peggior nemico di Nathan, e che è tornato a cercare vendetta, si rende subito conto che le cose precipiteranno.
**Riuscirà Caroline a tenersi a galla nelle perigliose acque di una relazione da ufficio ed uscirne col cuore intatto?** **
### Sinossi
### ***“I maschi ti fanno piangere, i dolci ti rendono felice.”***
“Fammi capire, stai davvero parlando di quest’uomo… *Questo*?”
Sollevò il cellulare davanti alla mia faccia facendomi incrociare gli occhi.
“Quest’uomo ti ha chiesto di restare da lui per aiutarlo ad allestire una festa e tu hai detto… no?”
Continuai ad avvolgere i tagliolini sulle bacchette, li misi in bocca poi annuii masticando.
“È un donnaiolo” risposi. “Probabilmente l’ha chiesto a un mucchio di altre ragazze, ne avrà una diversa per ogni sera della settimana.”
“E allora? Scusa ma l’hai visto? Chi se ne frega se è un dongiovanni. È suuuper sexy! Ed è pure ricchissimo. Cos’è, uno di quei milionari?”
“Miliardario” la corressi.
Il telefono quasi le cadde di mano. Si sedette accanto a me e mi prese il volto tra le mani.
“Ti voglio bene, Caroline, ma è ufficiale. Sei un’idiota!”
\—
**Le prime impressioni non sempre sono le migliori.**
Quando Caroline incontra il suo nuovo capo, Nathan Astley, il ricco, sexy e affascinante capo della Astley Inc., riesce decisamente a fargli una certa impressione…
Si incrociano in ascensore. Lei gli rovescia il caffè sulla camicia, la gonna le si strappa mettendo in mostra le mutandine di pizzo… Non proprio un gran momento.
*Eppure, dal modo in cui lui l’ha guardata si direbbe che abbia apprezzato lo spettacolo.*
**Ma Nathan non è il Principe azzurro.**
Caroline scoprirà in fretta la sua reputazione e il fatto che abbia scopato con la maggior parte delle donne dell’ufficio. Lui ottiene sempre quel che vuole.
**Caroline è arrivata a New York per iniziare una nuova vita.**
Ha un cuore spezzato di cui occuparsi, da quando il suo ex ragazzo l’ha tradita proprio la sera del loro anniversario. Ha giurato di non fidarsi mai più degli uomini. Preferirebbe diventare una gattara, piuttosto.
*Non permetterà a un ragazzino ricco e viziato di farla piangere ancora…*
**Peccato che Nathan non sia un ragazzino.**
Il suo è il corpo di un uomo maturo e Caroline deve fare ricorso a tutta la sua buona volontà per resistere alla tentazione di strappargli la camicia di dosso.
L’improvviso interesse che lui le dimostra sta risvegliando la gelosia delle colleghe di Caroline…
E quando Caroline capisce che il suo ex è anche il peggior nemico di Nathan, e che è tornato a cercare vendetta, si rende subito conto che le cose precipiteranno.
**Riuscirà Caroline a tenersi a galla nelle perigliose acque di una relazione da ufficio ed uscirne col cuore intatto?**