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Omicidio a passo di danza

Lara Trudeau, astro nascente della danza, cade a terra e muore durante una gara, stroncata da un arresto cardiaco. Colpa dei tranquillantì e dell’alcol, sembrerebbe. Quinn, investigatore privato dai modi bruschi, per indagare su quella morte misteriosa si iscrive a una scuola per ballerini. Ed è subito chiaro che ciò che desidera dall’affascinante e fragile direttrice della scuola, Shannon, non sono soltanto lezioni di danza. Passo dopo passo, l’attrazione fra i due diventa palpabile e l’indagine si rivela più pericolosa del previsto. Fra personaggi ambigui e opportunisti, gelosie, spiagge dalle ombre minacciose sogni infranti, si snoda un sexy thriller i cui colpi di scena affondano in un’atmosfera cupa e minacciosa.

Ogni cosa è da lei illuminata

Natale 1929. Nell’ascensore di un lussuoso albergo sulle Alpi svizzere, Annemarie Schwarzenbach incontra una misteriosa donna seducente con indosso un cappotto bianco. Solo per un secondo i loro occhi si incontrano, le due restano in silenzio e, da quel momento, ogni speranza e ogni desiderio nella vita della giovane scrittrice vengono travolti. In mezzo al trambusto della località sciistica alla moda “M.”, la ventunenne Annemarie è in attesa di una parola, di un gesto, per buttare definitivamente al vento tutte le cautele e inseguire il suo sentimento sconvolgente. “Ogni cosa è da lei illuminata” è un racconto inedito pieno di luce, erotismo e passione nel quale Schwarzenbach mette a nudo il mondo dell’amore tutto al femminile. Il testo accuratamente costruito e in cui l’amore di una donna per una donna non viene in alcun modo dissimulato è ambientato in Engadina, località che Annemarie definiva “il mio luogo più proprio e più originario, quello dove mi muovo con più sicurezza e dove mi sento leggera come da nessun’altra parte”.

Notturni: Cinque storie di musica e crepuscolo

Il “notturno” in musica è una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte. Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l’ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta dunque. Ma con un’importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera pressoché del tutto le tempeste della vita, è nel rapporto dei protagonisti di *Notturni* con la musica che il disagiò si rivela. Il crooner del primo racconto, per esempio, uno di quei vecchi cantanti melodici americani ormai fuori moda, ha alle spalle un passato di successi di cui vorrebbe tanto trattenere qualche brandello. La serenata – ovviamente notturna – che dedica alla moglie a bordo di una gondola, sembrerebbe il romantico pegno d’amore di un gentiluomo d’altri tempi ed è invece il primo atto di una cinica (e un po’ ridicola) operazione di restyling. Come mai, allora, gli occhi gli si riempiono per un momento di lacrime?
La commozione, quasi impercettibile, affiora anche sul viso di altri personaggi: il sassofonista jazz di grande talento e scarsa fortuna che, per dare un impulso alla sua carriera, viene convinto dall’ex fidanzata a sottoporsi a un radicale intervento di chirurgia estetica; il chitarrista spiantato che, in attesa di mostrare al mondo la purezza del suo genio, si accontenta di servire ai tavoli di un baruccio di campagna ed è costretto a chiedersi se si tratti davvero di una condizione transitoria; la virtuosa del violoncello che non produce una nota e si affanna a tenere accesa la luce riflessa della sua stima. Lacrime fugaci, imbarazzate, per tutti loro, lacrime fuori posto, che spesso accompagnano la comicità bislacca di Ishiguro proprio là dove raggiunge il suo apice.
Così un insegnate di lingue dà fondo al suo ingegno infantile per mascherare un piccolo danno in casa di amici di gioventù, arrivando perfino a inscenare un’improbabile incursione canina. Il tentativo fallisce, naufraga pure il rapporto con gli amici, forse già naufragato da tempo. Ma su una terrazza – di notte – la musica di Sarah Vaughan può ancora farci ballare e convincerci, per un momento, di essere proprio nel posto giusto.

Non si possono odiare gli uomini

Grace si è chiusa in se stessa dopo una negativa storia d’amore che l’ha resa diffidente verso l’altro sesso. Evita gli amici e si dedica solo al lavoro. Ma è impossibile per lei rinunciare alla compagnia speciale dei suoi nuovi vicini di casa. Melissa è infatti un’esuberante ragazzina che ha trovato in lei una vera amica, e suo fratello Demetrius… ha delle ottime ragioni per frequentare Grace… assiduamente. Ricco e autoritario imprenditore, Demetrius esercita un fascino irresistibile. Come può, però, pretendere di conquistare il cuore di Grace?

Nerone

Nerone (Lucio Domizio Enobarbo), imperatore romano, nato nel 37 e morto nel 68 d.C., fu anche un mostro, ma, per cinque anni, consigliato da Seneca, governò con saggezza. Ebbe la sventura di cadere sotto la penna di Svetonio e di Tacito, che ne hanno tramandato un’immagine perfida e viziosa. Non che Nerone vada assolto dai delitti che commise e dai misfatti che perpetrò. Assassinò la madre, che stava congiurando per assassinare lui, spense col veleno il fratellastro, aspirante alla porpora, fece “suicidare” Seneca, suo ex precettore e ministro, di cui per anni era stato succubo pupillo. Crimini che non meritano alcuna indulgenza, ma dei quali non furono scevri altri sovrani. Fu protagonista e vittima dei suoi tempi. Tra i più foschi e sanguinosi dell’età imperiale. Di Nerone Roberto Gervaso, storico di affascinanti doti narrative, ci offre un ritratto disincantato, malizioso e preciso, che emerge da un grande affresco scenico dell’antica Roma.

Il nemico

Infiltrarsi nella setta segreta del Presidente dell’Europa e provocare la sua conversione per evitare che diventi l’Anticristo. È questo l’obiettivo impossibile di padre Elia, un frate carmelitano in missione segreta per il Vaticano, ebreo convertito, sopravvissuto ai campi di concentramento nazista, già potente uomo politico del governo israeliano e da vent’anni nascosto in una clausura volontaria nel monastero del Monte di Elia. Il Papa in persona e il Cardinale segretario di Stato lo richiamano fuori dall’oscurità per affidargli un compito urgente e cruciale per la salvezza della cristianità intera, afflitta dalla paura e dallo smarrimento dei suoi uomini migliori.

Il nascondiglio segreto di Parigi

**Commovente come Il diario di Anne Frank
Indimenticabile come Schindler’s List Parigi durante l’occupazione nazista, 1942.**
L’architetto Lucien Bernard accetta un incarico dal compenso strabiliante, e dai rischi altrettanto spaventosi. Deve progettare un nascondiglio per un ebreo in una splendida casa, un rifugio che neppure il colonnello Schlegal, il più scaltro e determinato dei nazisti a caccia di ebrei sia in grado di trovare. Lucien sa benissimo di rischiare la morte o peggio l’arresto da parte della Gestapo, ma se farà un buon lavoro potrà arricchirsi e farla franca. E poi, lui degli ebrei non si è mai interessato granché, li considera gente da cui è meglio stare lontano, per evitare di condividerne il destino. Insieme alla sua tecnica crescono gli incarichi e i rifugi diventano decine. Finché, un brutto giorno, uno di questi viene scoperto per caso. E tutto cambia: Lucien dovrà lottare con il suo ingegno per se stesso e per le persone che ama. La loro vita è ormai la posta in gioco…
Con straordinaria ricchezza di dettagli architettonici e storici, un libro straordinario sul sottile confine tra il Male e il Bene. **Durante l’occupazione nazista di Parigi un architetto costruisce decine di ingegnosi nascondigli per gli ebrei. Ma ora potrebbe perdere tutto ciò che ama.** «Lo stile asciutto e scorrevole e i personaggi memorabili fanno di questo autore il nuovo Ken Follett.»
**Booklist Da leggere assolutamente per il «New York Post»
Un esordio eccellente per «USA Today»** **Charles Belfoure** Formatosi al Pratt Institute e alla Columbia University, è architetto di professione. Ha pubblicato diversi saggi, uno dei quali ha ricevuto il Graham Foundation per le ricerche in campo architettonico. Ha collaborato con il «Baltimore Sun» e il «New York Times». Vive nel Maryland. *Il nascondiglio segreto di Parigi* è il suo primo romanzo.

La morte di Egor Il’ic

Il progressivo disfacimento e la morte di un armadio per libri sono presi a feroce pretesto per parlare della Mosca di oggi.

La morte come spettacolo

Da qualche anno a questa parte veniamo costantemente bombardati da immagini di violenza estrema, soprattutto attraverso Internet che ne permette una diffusione rapidissima e planetaria: percosse, abusi, torture, esecuzioni filmati in diretta da dilettanti privi di qualunque coscienza critica e direttamente immessi nella Rete. Qual è il confine tra diritto all’informazione e morbosità? Dopo la TV reality, siamo entrati nell’era dell’horror reality? Perché queste immagini sono così diffuse e incontrano tanto interesse in tutto l?Occidente? Quale visione dell’uomo esprimono? Cosa ci raccontano sui loro autori, su noi stessi, sull’evoluzione sociale? Michela Marzano risponde a tali interrogativi, indagando l’effetto di queste immagini di inaudita crudità che emergono da un sottofondo di odio verso se stessi e verso gli altri. Il loro drammatico effetto, ci dice, è che finiscono per neutralizzare ogni sentimento di umanità e portare una barbarie di nuovo tipo: l’indifferenza.

Moonraker il grande slam della morte

James Bond, l’agente 007, in un’altra drammatica avventura: questa volta l’eroe di Ian Fleming non si muove dalla madrepatria, lui che ha il permesso di agire e uccidere solo all’estero, deve impegnarsi con ogni astuzia intellettuale e ogni risorsa fisica in Inghilterra. Tutto comincia nella maniera più banale ed enigmatica insieme: il propugnatore e costruttore di un razzo a un solo stadio che dovrebbe raggiungere la velocità di circa 1500 miglia all’ora e un’altezza di 1000 miglia, sir Hugo Drax, miliardario e figura leggendaria, bara al gioco nel famoso circolo Blades. Perchè mai? Da una partita di bridge accanitissima, dalle sale del club più raffinato, ci troviamo sbalzati in pieno, tremendo, insostenibile incubo di distruzione totale. 007 si batte per la sopravvivenza dell’intera città di Londra.

Molto obbligato Jeeves

Con la pubblicazione di Molto obbligato, Jeeves, Wodehouse ha festeggiato il novantesimo compleanno. Un libro intriso di ilare freschezza dove ritroviamo ancora Jeeves, maggiordomo e fidato consigliere di Bertram Wooster (giovane, nobile e un po’ scriteriato) in azione per sventare le incongrue manovre del suo padrone. Jeeves si trasformerà addirittura in detective per evitargli guai da galera e il disonore di venir cacciato da un club di gentiluomini, il “Junior Ganymede”. Wooster potrà cosìcontinuare a sognare Madeline Bassett, augurandosi, però, di non farsi accalappiare dalla più intraprendente Florence Craye.

Mò te lo spiego a papà

Francesco di mestiere fa l’educatore, e di esperienza con bambini e ragazzi ne ha tanta, ma quando diventa papà di DA1 (il primogenito) e DA2 (il secondogenito, a soli sedici mesi di distanza) scopre che essere genitore è un lavoro completamente diverso: meraviglioso, sfiancante, entusiasmante, e soprattutto a tempo pieno e orario continuato. Come tutti i bambini, DA1 e DA2 sono vivacissimi e curiosi, e bombardano i genitori di domande complesse, stravaganti, ridicole o profondissime su ogni argomento possibile. Mamma Stefania ha trovato una soluzione geniale: “Andate da papà, che ve lo spiega lui”. E a Francesco non resta che armarsi di tanta pazienza – e di una sana dose di ironia – e prepararsi a rispondere. Dopo i racconti di tante mamme, finalmente arriva una voce maschile a esporre la “versione del papà”, rivelandoci che anche i padri amano in modo viscerale, e vivono intensamente tutte le emozioni e la complessità del diventare genitori. Senza nascondere i pensieri negativi, o i momenti di paura e debolezza, questo libro tenero e divertente ci catapulta nella vita quotidiana di una famiglia di oggi, in cui tante mamme e tanti papà si riconosceranno. E magari troveranno qualche spunto per rispondere con il sorriso sulle labbra alle domande impossibili dei propri figli.

Miracoli e traumi della comunicazione

Come raccontare il periodo che va dalla fine degli anni Sessanta a oggi? Per comprendere quanto è avvenuto, le categorie tradizionali della cultura e della politica sembrano inadeguate. Ci si è trovati dinanzi a eventi, come il Maggio francese del ’68, la Rivoluzione iraniana del 1979, la caduta del muro di Berlino del 1989 e l’attacco alle Torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001, nei confronti dei quali tutti hanno esclamato: «Impossibile, eppure reale!» Questi fatti hanno avuto grandissime conseguenze su tutti gli aspetti della vita individuale e collettiva, destabilizzando radicalmente le istituzioni, i costumi sessuali e il modo di sentire di intere generazioni. È nato un nuovo regime di storicità, caratterizzato dall’esperienza di fenomeni che sono vissuti ora come miracoli e ora come traumi, perché sembrano inaccessibili a una spiegazione razionale e a una narrazione coerente.
L’autore, che ha vissuto con partecipazione emozionale e con vigilanza intellettuale le vicende di questo periodo storico, prestando una continua attenzione ai mutamenti e interrogandosi sul loro significato, propone criteri di intelligibilità che aiutino a cogliere la sostanziale unità di questo quarantennio, nel quale la possibilità di una vera azione politica, sessuale e letteraria è venuta meno: in tutti questi ambiti il posto dell’azione è stato preso dalla comunicazione, con effetti insieme devastanti e comici.

Millennium M, il francese

I segni sono ovunque. Il cadavere mutilato di una spogliarellista. Profezie scarabocchiate su un cavalcavia dell’autostrada. Morti viventi sepolti in bare rudimentali lungo un fiume ghiacciato. Tenebre palpabili percorrono i sottofondi sordidi di Seattle, e la polizia non può fermarle. Frank Black lascia l’FBI e si mette in salvo con la famiglia a Seattle. Ma è già troppo tardi. Il nuovo millennio si avvicina, e porta con sé una minaccia che solo lui può vedere. Ora Frank Black e l’enigmatico gruppo Millennium sfidano un tormentato serial killer le cui visioni rispecchiano quelle di Frank: spasmi di un mondo, il nostro mondo, che rotola negli abissi.

La Mia Vita È Un Paese Straniero

Nel 2003 il sergente Brian Turner è a capo di un convoglio di soldati nel deserto iracheno. Dieci anni dopo, a casa, accanto alla moglie addormentata ha una visione: come un drone sulla mappa del mondo, sorvola Bosnia e Vietnam, Iraq, Europa e Cambogia.Figlio e nipote di soldati, le sue esperienze si fondono con quelle del padre e del nonno, con i giochi da bambino e le vite degli amici caduti in battaglia.Così, tutti i conflitti si dispiegano sotto di lui in un unico, immenso, territorio di guerra e violenza.Nel 2003 il sergente Brian Turner diventa un poeta e quando, dieci anni dopo, la visione torna nella sue notti insonni, grazie alla poesia riesce a raccontarlacosì da accettarne la memoria – una memoria tanto grande che l’America non basterebbe a contenerla, e che sfrega l’anima fino a scorticarla.Liberata la nostalgia, la compassione e il desiderio di verità, La mia vita è un paese straniero racconta in diretta le azioni, le esercitazioni, i vuoti e i rumori, la paura e il coraggio, la tragedia e la gioia dei ritorni. E riconnettendo vita e poesia, orrore e morte, riesce a dire della guerra le parole che mancano, quelle capaci di riallacciare il filo del senso a quello del silenzio.

Metamorfosi

Consegnata all’eterna fama da Frankenstein, la sua opera più famosa, Mary Shelley scrisse anche altri romanzi e una serie di racconti meno conosciuti. Assolutamente inediti, infatti, sono quelli tradotti in questo volume che prende il titolo dal primo, Metamorfosi. La scrittura si addentra:nei territori del macabro, del sinistro, del soprannaturale: il risultato è un autentico capolavoro della letteratura gotica. Guido, protagonista della storia,:dopo aver sperperato tutto il suo patrimonio ritorna a casa con la pretesa di prendere in moglie l’angelica Giulietta, incontrando però l’opposizione dei padre della giovine. Furioso per il divieto impostogli, egli sfoga tutto il suo temperamento irascibile e viene così bandito. Medita vendetta, finché, nel mezzo di una terribile tempesta riceve la sua occasione: Una misteriosa creatura, emerge dal mare impetuoso, un nano deforme dagli occhi strabici, i lineamenti distorti e un corpo dissestato gli fa un’offerta che non può rifiutare, Guido scambierà la sua identità con lui per un baule colmo di tesori ma nel vendere la sua anima commetterà un fatale errore: dopo tre giorni il mostro non si ripresenterà come pattuito rischiando di divenire il suo doppio per sempre… Altri due racconti accompagnano Metamorfosi: Il ‘mortale immortale e Il Malocchio